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Un'estate da sola
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Arnim, Elizabeth von

Un'estate da sola

Bollati Boringhieri, 15/01/2015

Abstract: 2 maggio. Ieri sera dopo cena dissi: "Voglio restare da sola per l'intera estate... Voglio impigrirmi perché la mia anima abbia il tempo e l'agio di crescere... Trascorrerò i mesi sui prati e nei boschi... Sarò felice, nessuno verrà a disturbarmi... Dove c'è silenzio, ho scoperto, c'è la pace". "Attenta a non bagnarti i piedi" disse l'Uomo di Rabbia. Così inizia questo divertente seguito del Giardino di Elizabeth, resoconto di quella che dovrebbe essere un'estate rigenerante. Non un libro sulla solitudine, però, quanto un diario sul desiderio di solitudine di chi si ritrova costantemente invaso dalla presenza altrui. Le ore, infatti, non sono mai solitarie come la protagonista aveva pianificato: c'è l'Uomo di Rabbia con cui pacificarsi, le bambine che esigono attenzione, i domestici in attesa di istruzioni. Molte giornate iniziano con riflessioni sul giardino, che poi si evolvono in digressioni ironiche vuoi sulla debolezza umana, vuoi su indesiderati incontri sociali, sul sonno o sul tempo, con scambi satiri-ci e ciniche conversazioni su Dio, paradiso e inferno tra Elizabeth e l'Uo-mo di Rabbia, cui le tre figlie partecipano nel loro sincopato linguaggio infantile. Il libro riprende il tema conduttore della produzione di Elizabeth von Arnim, la fuga. Tutte le sue eroine fuggono – dalla ricchezza verso la semplicità, da una vita casalinga convenzionale verso un viaggio all'estero, da una casa comoda a un'avventura in carrozza – e soprattutto fuggono, o sentono il bisogno di fuggire, dai mariti e dalla tirannia del matrimonio. Qui, come nel Giardino di Elizabeth, la fuga è semplicemente in un giardino da cui si gode un paesaggio più ampio, e che diventa sinonimo di gioia.Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come "la donna più intelligente della sua epoca". Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: Il giardino di Elizabeth (1989), I cani della mia vita (1991), Un incantevole aprile (1993), La memorabile vacanza del barone Otto (1995), Elizabeth a Rügen (1996), Amore (1998), Un'estate da sola (2000), Mr Skeffington (2002), La moglie del pastore (2003), Cristoforo e Colombo (2004), Lettere di una donna indipendente (2005), Vera (2006), Il padre (2007), Vi presento Sally (2008), La storia di Christine (2009), Colpa d'amore (2010), La fattoria dei gelsomini (2011), Il circolo delle ingrate e Uno chalet tutto per me (2012), Una principessa in fuga (2013).

Il giardino di Elizabeth
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Arnim, Elizabeth von

Il giardino di Elizabeth

Bollati Boringhieri, 28/07/2014

Abstract: ""Ogni volta che esce un libro di Elizabeth von Arnim corro a comprarlo". "Natalia Aspesi, "Elle"""Se entri nel mondo di Elizabeth von Arnim non lo lasci più". "Natalia Rancati, "Elle"""Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim. Straordinaria". "Edmund de Waal, autore di "Un'eredità di avorio e ambra"""Autrice brillante e donna di raro anticonformismo... Nei suoi romanzi le protagoniste hanno a che fare con i temi della seduzione, della solitudine, dell'emancipazione, dell'intelligenza come magnifico antidoto al tempo che passa". "Laura Lepri, "Il Sole 24 ore"""Ogni volta che esce un libro di Elizabeth von Arnim corro a comprarlo".""la Repubblica" - Natalia Aspesi""Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim. Straordinaria". "Edmund de Waal, autore di "Un'eredità di avorio e ambra"""Se entri nel mondo di Elizabeth von Arnim non lo lasci più". ""Elle" - Natalia RancatiSposata da cinque anni con il conte von Arnim, ben più anziano di lei e prussiano fino al midollo, Elizabeth abbandona la caotica Berlino per Nassenheide, enorme tenuta in Pomerania. Si innamora della pace, dell'isolamento del luogo: il tetro convento seicentesco viene ripristinato, come pure il vasto e derelitto giardino che lo circonda. Il libro, pubblicato anonimo nel 1898 (e con grande successo, tanto che le opere successive verranno firmate con la dicitura "l'autrice del Giardino di Elizabeth"), nasce in questa oasi, ed è profondamente legato alla vicenda biografica della giovane inglese trapiantata in Germania. Nel giardino (lo ammirerà estasiato E.M. Forster, insegnante privato a Nassenheide nel 1904) Elizabeth legge, sogna, prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga dalla distruttività dei rapporti sociali, Elizabeth sente autentica la determinazione a essere qualcosa di più di una buona moglie tedesca. La natura, come l'uomo, dev'essere libera. E, sotto le mentite e raffinate spoglie di un inno alla intensa bellezza della vegetazione, una donna più avanti del suo tempo ci parla di un modo estremamente moderno di vivere il conflitto tra libertà e oppressione.

La memorabile vacanza del barone Otto
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Arnim, Elizabeth von

La memorabile vacanza del barone Otto

Bollati Boringhieri, 28/07/2014

Abstract: ""Una folla di raffinati lettori ha riscoperto i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne". ""la Repubblica" - Natalia Aspesi""Una lettura tonificante come una brezza tesa". ""The Times"""Amore, sesso, conflitti, questioni di denaro popolano i romanzi di Elizabeth von Arnim, mescolati in un cocktail perfetto da un'ironia caustica ma anche tollerante". ""Il Sole 24 ore" - Elisabetta RasyI personaggi di Elizabeth von Arnim abitano una commedia, quella della vita fin-de-siècle, che si rinnova felicemente in ogni suo romanzo. La von Arnim ci avvicina a tante storie con la naturale verve narrativa di una grande autrice che si misura con una scrittura di deliziosa ironia e precisione. In questo, sicuramente tra i suoi suo libri migliori, a essere preso di mira è uno spocchioso barone, convinto della superiorità dell'uomo sulla donna, e della sua nobile educazione tedesca su tutte le altre, messo a dura prova da una rocambolesca vacanza in carrozzone. Già, quel giro per la campagna inglese prometteva assai bene, soprattutto era straordinariamente economico, ma le cose prendono una piega ben diversa da quella prevista: i compagni di viaggio, dapprima così simpatici, adesso sembrano evitarlo, e la sua giovane moglie, poi, ha abbandonato quegli abiti remissivi che tanto gli piacevano per metter su un'aria, come dire, ribelle. Tra situazioni esilaranti e dialoghi di pungente umorismo Elizabeth von Arnim ci trascina con sé in una vacanza davvero memorabile.

Hilarotragoedia
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Manganelli, Giorgio

Hilarotragoedia

Adelphi, 30/07/2014

Abstract: "Il libretto che qui si presenta è, propriamente, un trattatello, un manualetto teorico-pratico; e, come tale, ben si sarebbe schierato a fianco di un Dizionarietto del vinattiere di Borgogna, e di un Manuale del floricultore: testi, insomma, nati da lunga e affettuosa frequentazione della materia, compilati con diligente pietas da studiosi di provincia, socievoli misantropi, mitemente fanatici ed astratti; e segretamente dedicati alle anime fraterne, appunto ai capziosi delibatori, ai visionari botanici o, come in questo caso, ai rari ma costanti cultori della levitazione discenditiva. L'autore, umile pedagogo, ambisce alla didattica gloria di aver, se non colmato, almeno indicato una lacuna della recente manualistica pratica; parendogli cosa stravagante, che, tra tanti completi e dilettosi do it yourself, quello appunto si sia trascurato, che ha attinenza con la propria morte, variamente intesa. Come usa, e non senza peritosa compunzione, si additano qui taluni modesti pregi del volumetto, che forse lo differenziano da altri consimili trattati, anche più solenni: la definizione di concetti dati troppo spesso per noti, come balistica interna ed esterna, angosciastico, adediretto; l'aver proposto una nuova, e a nostro avviso, pratica e maneggevole classificazione delle angosce; arricchita, inoltre, di un "Inserto sugli addii", che a noi pare non infima novità della opericciuola; l'inclusione nel discorso di cervi e amebe, a sottolineare il carattere più che semplicemente umanistico dell'impostazione; e, soprattutto, aver raccolto e presentato alcune diligenti e non esigue documentazioni, non senza abbozzo di commento, che consentiranno di verificare le enunciazioni della parte teoretica; giacché il libro si divide appunto in due parti, che potremmo denominare "Morfologia" ed "Esercizi". E se taluno troverà codesti documenti inconditi e affatto notarili, non dimentichi che il loro pregio è da ricercare nella minuziosa, accanita fedeltà al vero; e pertanto, essi vengono qui proposti come esempi di quel realismo, moralmente e socialmente significativo, di cui il raccoglitore vuol essere ossequioso seguace" (Giorgio Manganelli).Accompagnato dalle precedenti considerazioni dell'autore, sotto forma di anonimo segnalibro, "Hilarotragoedia" apparve nel 1964. Era il primo libro di Giorgio Manganelli. E si può dire che in rarissimi casi un primo libro abbia presentato un oroscopo così eloquente del suo autore. Fin dall'inizio qui si mostra che, per Manganelli, la letteratura si riconduce, come al Genere dei Generi, al viaggio agli inferi, alla Nekya. Di "adediretti" in "Hilarotragoedia" si parla a lungo, ma perché la parola stessa, la parola letteraria, è per Manganelli innanzitutto chiamata a trafficare con gli spiriti. La letteratura è qui eredità sciamanica, dove al tamburo si sostituisce l'esercizio retorico. Ma il viaggio, il rischio, l'ombra, le voci: tutto questo corrisponde. Non dovrà dunque credere il lettore alle parole di accattivante e beffarda mendacia che Manganelli ha premesso al suo primo libro. E, con questo gesto di diffidenza, avrà già compiuto il primo passo del viaggio nella "Hilarotragoedia", uno dei più avventurosi che la lingua italiana abbia compiuto in questi anni.

Agli dèi ulteriori
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Manganelli, Giorgio

Agli dèi ulteriori

Adelphi, 30/07/2014

Abstract: "Che io sia Re, mi pare sia cosa da non dubitare. V'è in me un modo regale di pensare, di opinare, di fantasticare, che non finisce di stupirmi e di allietarmi. Non riesco a pensare a cose umili e povere; ogni cosa deve avere un nome, collocarsi in una gerarchia, incedere o strisciare, ma in modo emblematico. Penso alle aquile; specie al primo dilùcolo, nel silenzio tra notte e giorno, nel freddo che anneghittisce, in mezzo al distratto sgomento dei fiori, penso ad enormi aquile, ali metalliche e sapiente malvagità di occhi...".Con questo perentorio attacco il nuovo libro di Manganelli s'apre e prende slancio per un crescendo di variazioni sul tema d'una lucida esaltazione megalomane. Un bestiario araldico, cifrario d'una cupa euforia, è evocato dalla solitudine dell'insonne che si rigira tra le lenzuola come su una pagina bianca. Il teatro di cui Manganelli ancora una volta apre il sipario per il suo spettacolo verbale è lo spazio della mente: lo popolano fantasmi che convergono tutti sull'allegoria sovrana, la morte, il più carnevalesco e il più sontuoso oggetto della nostra scenografia interiore. Ma al posto della violenza "discenditiva" e autodistruttiva dell'"Hilarotragoedia", al posto dell'architettura che eleva propilei e trabeazioni su una gelida capocchia di spillo nel "Nuovo commento", qui c'è la tensione energetica del raptus, il librare le ali nei cieli grandiosi della simulazione, il volo radente verso i vortici dell'assenza. Un'ossessione moltiplicatoria e deduttiva affolla le prospettive labirintiche di proliferazioni mitologiche, di moltitudini di dèi o di defunti: dèi a grappoli, dèi a gomitolo, pasta per fare dèi; oppure la popolazione sterminata dei morti, brulicanti nelle filettature d'una madrevite arrugginita, loro ricettacolo segreto, microscopico averno, o addirittura sfarinati e cotti in una focaccia d'oltretomba. Nei sei capitoli di questo libro intimamente unitario – ancorché vario al punto da inglobare un carteggio tra Amleto e la principessa di Clèves, e il già classico "Discorso sulla difficoltà di comunicare coi morti" –, l'autore non lesina sorprese, novità di timbro e d'invenzione, non meno vistose della sua caparbia fedeltà a se stesso. Il meccanismo mistificatorio funziona con la naturalezza d'un organismo vivente grazie a una particolare accensione di cui Manganelli scrittore contende il segreto al Manganelli teorizzatore della "letteratura come menzogna". Il dotto acrobata che volteggia attorno al trapezio della retorica sul vuoto atemporale dei significati potrebbe essere riconosciuto un giorno come il più fededegno collettore delle allucinazioni e dei deliri dell'io pubblico e privato in questa nostra anticamera dell'ade. (Italo Calvino)La prima edizione di "Agli dèi ulteriori" è del 1972.

TripAdvisor e il marketing culturale. Come la comunità virtuale valuta i musei
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Mandarano, Nicolette

TripAdvisor e il marketing culturale. Come la comunità virtuale valuta i musei

Guaraldi, 29/07/2014

Abstract: Da un po' di tempo a questa parte, prima all'estero e poi, a mano a mano, anche in Italia, per opera prima di turisti stranieri e poi anche italiani, il portale di TripAdvisor, che ospita di solito le recensioni degli utenti a ristoranti e alberghi – quelle che si chiamano strutture ricettive – si è arricchito di un corpus di commenti circostanziati che riguardano collezioni, musei, siti archeologici.Nicolette Mandarano ha selezionato per la ricerca attuale una serie di realtà museali che presentassero, su TripAdvisor, un numero significativo di commenti. Ha poi stabilito un criterio di analisi e allestito una griglia di comparazioni, da cui emergono alcune considerazioni rilevanti, che l'autrice presenta e discute nel suo testo.La rete ci trasforma in cercatori e donatori di consigli, che provengono non solo dall'alto delle recensioni d'autore, ma anche dal basso dei commenti degli altri utenti. Siamo oggi partecipanti attivi alle esperienze culturali e allo scambio delle proprie impressioni su di esse.

Chitarra For Dummies
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Phillips, Mark - Chappell, Jon

Chitarra For Dummies

Hoepli, 16/10/2013

Abstract: Volete imparare davvero a suonare la chitarra? Che siate chitarristi esperti o novellini, con questa guida sarà facilissimo. Troverete tutti i principali stili musicali, dal rock al blues, dal jazz al folk, passandro per la classica, il tutto accompagnato da foto, canzoni e consigli per l'acquisto di chitarre e accessori. Le basi: Imparate come si accorda una chitarra, come si legge un'intavolatura, come si usa il plettro e come produrre suoni puliti e privi di ronzio. Iniziare a suonare: Iniziate a suonare veramente, accompagnando le canzoni con accordi maggiori e minori, suonando melodie e aggiungendo colore alla musica con gli accordi di settima. Sempre più in alto: scoprite come si suonano la chitarra ritmica e quella solista, imparate gli accordi con il barré e create effetti straordinari. Trovate uno stile: scoprite gli stili musicali più diffusi per la chitarra acustica ed elettrica: rock, blues, folk, classica e jazz - e molto altro ancora!. Le registrazioni audio delle canzoni e degli esercizi del libro per suonare subito.

La passione secondo Thérèse
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Pennac, Daniel - Melaouah, Yasmina

La passione secondo Thérèse

Feltrinelli Editore, 08/07/2016

Abstract: La tribù Malaussène e la sua cerchia hanno il piacere di annunciare il matrimonio di Thérèse Malaussène con il conte Marie - Colbert de Roberval consigliere referendario di primo livello. Una storia dove si approfondisce la conoscenza con il promesso sposo, dove si dice che l'amore è proprio così come si dice, dove si capisce che anche in amore le stelle barano, dove si narra del matrimonio, di ciò che lo precede e di ciò che naturalmente ne consegue, dove quel che doveva succedere succede, dove si cerca la verità della passione, la passione secondo Thérèse. Sebbene Benjamin Malaussène fosse sempre stato contrario a questo matrimonio e la storia abbia provato che aveva ragione...

Circolo chiuso
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Coe, Jonathan - Vezzoli, Delfina

Circolo chiuso

Feltrinelli Editore, 08/07/2016

Abstract: Alle soglie del capodanno del 2000 Claire Newman, reduce da un matrimonio fallito e da un lungo soggiorno in Italia, decide di tornare in Inghilterra, nella sua vecchia città di Birmingham. Pensa sia venuto il momento, dopo più di vent'anni, di scoprire definitivamente cosa sia successo a sua sorella Miriam, scomparsa misteriosamente all'improvviso nel 1978.Tornare a Birmingham significa anche rientrare in contatto con amici e conoscenti persi di vista e riannodare rapporti complessi, quello con suo figlio, per esempio, che aveva deciso di restare a vivere con il padre in Inghilterra. Pochissimi giorni dopo il rientro, incontra per caso un vecchio amico, Benjamin Trotter, in compagnia di una bellissima ragazza, Malvina: Claire sospetta che tra i due possa esserci qualcosa, mentre in realtà Malvina, della quale nulla si sa fino alla fine del romanzo, è innamorata di Paul Trotter, fratello di Benjamin e deputato laburista.Questi e altri personaggi sono delle vecchie conoscenze per chi ha letto La banda dei brocchi, lasciate alla fine del liceo: attorno a loro ruotano eventi privati e pubblici che, con grande naturalezza, formano un impasto unico. Assistiamo all'ascesa di Tony Blair al potere e alla conseguente svolta del partito laburista e delle sue politiche; vediamo il dramma del lavoro sottoposto alla morsa e alle costrizioni della globalizzazione; le conseguenze dell'11 settembre fino alla guerra in Iraq. Insomma, neanche in questo romanzo manca la pienezza cui Jonathan Coe ci ha abituati: infatti, sebbene sia in sé compiuto, preso insieme a La banda dei brocchi (anni settanta) e a La famiglia Winshaw (anni ottanta), il Circolo chiuso rappresenta la conclusione di un grande affresco del recente passato e del presente dell'Inghilterra.‟Circolo chiuso è il seguito di un mio precedente romanzo intitolato La banda dei brocchi. Alla fine di questo volume è incluso un riassunto de La banda dei brocchi, per coloro che non lo hanno letto, o che – avendolo letto – lo hanno inspiegabilmente dimenticato."Jonathan Coe

Il quarto complice
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Dahl, Kjell Ola - Paterniti, Giovanna

Il quarto complice

Marsilio, 31/07/2014

Abstract: Il terzo caso di Gunnarstranda e FrølichElisabeth ha i capelli neri e gli occhi di un blu profondo, le mani sottili avvolte in guanti di pelle lucida. È così che la ricorda l'ispettore Frank Frølich, un'immagine che si è radicata nel suo inconscio dal giorno in cui si è gettato su di lei per proteggerla da una sparatoria. Ma Elisabeth ha un fratello che nel mondo della malavita della capitale norvegese tutti conoscono, e il problema è che non gliene ha mai parlato. Accecato dalla passione, Frølich si lascia trascinare in un gioco molto pericoloso e finisce per essere lui stesso coinvolto in un caso di omicidio. Prima di potersi liberare dalle accuse, e dall'ossessione per una donna che continua a sfuggirgli, dovrà vivere sulla sua pelle la violenza e la desolazione dei bassifondi di una Oslo insolita, questa volta non solo per fare giustizia, ma anche chiarezza dentro di sé. Con questo caso di Gunnarstranda e Frølich, Kjell Ola Dahl, esponente della più raffinata tradizione del giallo scandinavo, ha scritto una versione contemporanea del classico hard-boiled, dove spogliarelliste ciniche, gangster, uomini d'affari corrotti e una indimenticabile femme fatale arricchiscono la trama di un poliziesco degno di Hammett e Chandler.

Breve storia di (quasi) tutto
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Bryson, Bill

Breve storia di (quasi) tutto

Guanda, 24/07/2014

Abstract: "Un libro eccezionalmente piacevole."The Times"Bryson racconta quasi tutta la storia del mondo e lo fa, è proprio il caso di dire, divinamente."Corriere della Sera Magazine - Antonio D'Orrico"Un libro destinato a diventare un classico moderno della letteratura scientifica."he New York Times Book Review"Breve storia di (quasi) tutto andrebbe diffuso e letto da tutti e a tutte le età, perché è un grande giocattolo che con l'aria di scherzare prende molto sul serio la Scienza, ma lo fa mostrando il lato umano, fragile e precario che sta sotto e dietro le scoperte scientifiche..."l'Unità - Giuseppe MontesanoLa nostra vita, ci ricorda Bill Bryson, è il risultato di "una straordinaria dose di fortuna biologica", l'esito di una serie lunghissima di eventi, per molti versi assolutamente misteriosi. Questo libro prova a spiegare come un tale colpo di fortuna si sia potuto verificare. O meglio, prova a spiegare quel che gli scienziati hanno scoperto del modo in cui dal nulla è nato un universo; e in questo universo si sono formati galassie, stelle e pianeti; e su uno di questi pianeti, la Terra, sono sorte forme di vita prima molto semplici e poi più complesse, fino ad arrivare qui, a noi, esseri umani moderni, eretti e senzienti. Per raccontarci questa incredibile storia, Bryson ha dedicato tre anni a "leggere libri e riviste e a trovare esperti dotati di una pazienza da santi, disposti a rispondere a un sacco di domande straordinariamente ottuse". Il risultato è un viaggio alquanto movimentato, e decisamente divertente, alla scoperta di... be', sì: di quasi tutto. Dalla cosmologia alla fisica, dalla geologia alla paleontologia, sono pochi i territori della scienza che Bryson non abbia visitato, incontrando lungo la strada geni del calibro di Darwin e Einstein, e decine di pazienti ricercatori, più o meno eccentrici e sconosciuti. Nel raccontare questo suo viaggio, Bryson ci prende per mano con il suo humour leggero nei passaggi più tecnici, ci lascia a bocca aperta di fronte alle grandi conquiste della scienza e riflette con noi sulle tante domande che ancora attendono una risposta. E ci mostra il mondo in cui viviamo come non lo avevamo mai visto prima.

L'ultimo degli uomini
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Atwood, Margaret

L'ultimo degli uomini

Ponte alle Grazie, 31/07/2014

Abstract: Uomo delle Nevi vive su un albero vicino al mare, avvolto in un lenzuolo sporco. Non sa che ore sono, nessuno lo sa più. Cerca cibo e medicine nelle terre desolate e infestate da ibridi di animali. Fruga fra i resti e rimugina sulle scelte che hanno portato la Terra al tracollo, in nome di una scienza onnipotente. Si abbandona al ricordo di Oryx, donna enigmatica e quieta, e al rancore per l'amico Crake, responsabile del disastro. Le loro esistenze si erano intrecciate nel più classico, e tragico, dei triangoli. Uomo delle Nevi cerca una spiegazione, per sé e per i "figli di Crake", unica forma di vita intelligente sopravvissuta sulla Terra, frutto esemplare dell'ingegneria genetica. Sono tante le cose che vogliono capire, ignari come sono dell'insensatezza degli uomini. Come hanno dimostrato Orwell, Huxley, Vonnegut e la stessa Atwood (nel Racconto dell'ancella), la rappresentazione letteraria di un'utopia fallita può aprirci gli occhi più di innumerevoli verità sullo stato del pianeta. Quello dell'Ultimo degli uomini è un mondo che potrebbe essere a pochi anni, a poche folli decisioni di distanza da quello in cui viviamo.

Nelle tempeste d'acciaio
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Jünger, Ernst

Nelle tempeste d'acciaio

Guanda, 31/07/2014

Abstract: NEL CENTENARIO DELLO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, IL LIBRO CHE LA RACCONTA. Ernst Jünger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l'Ordre pour le mérite. Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all'insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi Il rosso e il grigio, in omaggio all'amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea; Jünger preferì alla fine l'immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le Tempeste ci appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande Guerra e l'espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Jünger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato. Come scrive Giorgio Zampa nell'introduzione, "l'opera è omogenea: la sua cifra stilistica è unica, la sua coesione non viene mai meno... La tensione che traversa resoconti e cronache è costante, grazie a uno stile di tale perfezione che annulla se stesso... Le Tempeste appartengono al genere epico per disposizione naturale: l'autore si pone di fronte alla realtà e la restituisce, conferendole un'autonomia di cui solo l'epico è capace... In Stahlgewittern va veduto come un unicum nella letteratura del secolo: per essere senza antecedenti né seguito chiede di essere considerato al di fuori degli schemi della letteratura di guerra, di riferimenti solo ideologici e politici. Dare un giudizio su questo libro, che Jünger chiama il primo del suo Vecchio Testamento ("occhio per occhio, dente per dente") dopo aver letto (o non letto) i diari dell'ufficiale che compì il 6 agosto 1945 la sua missione su Hiroshima, non è agevole. Le Tempeste figurano come un masso erratico nella discesa sterminata della letteratura europea."

Alta marea
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Cussler, Clive

Alta marea

Longanesi, 01/08/2014

Abstract: "Cussler è sempre il migliore."USA Today"I romanzi di Clive Cussler sono come quei Blockbuster cinematografici che vorresti snobbare ma no, devi ammettere che vincono loro."la Repubblica"È un magistrale protagonista dell'avventura, non solo scritta ma anche vissuta."Corriere della SeraPer Dirk Pitt, semplicemente, una vita senza avventura non è degna di essere vissuta. Questa volta l'avventura si chiama Qin Shang, un abietto cinese privo di scrupoli e avido di ricchezze che ha fondato il proprio impero sul contrabbando di droga, di armi e soprattutto di vite umane, la sua merce di scambio preferita, al centro di loschi traffici d'immigrazione illegale. E adesso Qin Shang è disposto a qualsiasi cosa pur d'impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell'antica arte cinese razziati da Chiang Kaishek durante la sua fuga dalla Cina e comprendente i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino. La formidabile squadra della NUMA, comandata da Dirk Pitt, non ha però alcuna intenzione di stare a guardare. Seguendo le tracce delle criminose attività della sua preda, Pitt scopre che Qin Shang ha costruito un'enorme installazione portuale in una zona lontana dalle comuni rotte commerciali. Perché ha scelto un luogo così improbabile? Che cosa si nasconde dietro quell'impresa? Mentre si prepara la drammatica resa dei conti finale, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il più pericoloso nemico che abbia mai incontrato... Ed è altrettanto certo che Clive Cussler, da narratore di razza qual è, ha fatto centro ancora una volta. Coinvolgente, trascinante, pieno di intrighi, ricco di suspense: Alta marea non è soltanto un concentrato di emozioni e colpi di scena, ma molto di più.

Onda d'urto
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Cussler, Clive

Onda d'urto

Longanesi, 01/08/2014

Abstract: "È un magistrale protagonista dell'avventura, non solo scritta ma anche vissuta."Corriere della SeraSi dice che l'anima dei diamanti sia la luce. Ma quale luce può brillare nell'anima di Arthur Dorsett, un uomo che ha eletto i diamanti a sua unica ragione di vita? Un sole nero, accecante per chi osa guardarlo, implacabile con chi tenta di spegnerlo e alimentato dalla certezza di poter dominare il mondo intero. E infatti il mondo degli uomini si prostra davanti al suo immenso potere, ma non così la vera madre dei diamanti, la Terra, sebbene Dorsett creda di poterla ammansire e depredare servendosi di micidiali onde d'urto lanciate dalle sue miniere attraverso gli oceani, onde che per lui significano una nuova, ancor più folle ricchezza e che invece, per la natura, sono soltanto foriere di morte e distruzione. È una storia che si perde nella notte dei tempi, quella della lotta tra la ragione e la sconfinata avidità umana, e lo sa bene Dirk Pitt, che dovrà riviverla armato soltanto di una strenua forza di volontà, dell'aiuto dei suoi più cari amici e della disperata speranza di salvare dall'annientamento milioni di vite umane. Tuttavia, per lui, è anche qualcosa di più: è la possibilità di scrivere l'ultimo capitolo dell'avventura di quei naufraghi che, nel 1856, approdarono alla sperduta e negletta isola Gladiator per fare una sconcertante scoperta; è l'occasione per affrontare i ghiacci dell'Antartide e gli imprevedibili mari tropicali, e soprattutto è la strada che lo porterà a stringere tra le braccia una donna dal cuore più luminoso di qualsiasi diamante...

Walhalla
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Cussler, Clive

Walhalla

Longanesi, 01/08/2014

Abstract: Giugno 1035. Una flottiglia di navi vichinghe individua un approdo favorevole lungo la costa orientale del Nordamerica e vi insedia una colonia, intrattenendo rapporti pacifici coi nativi. Tuttavia, dopo che un manipolo di guerrieri è partito per esplorare le vaste terre a occidente, accade qualcosa di terribile e, al ritorno, gli esploratori trovano ad attenderli un incomprensibile massacro. Resta loro un'unica certezza: il tesoro vichingo non è stato toccato... Febbraio 1894. La nave da guerra Kearsarge, in navigazione da Haiti al Nicaragua, viene speronata da un "mostro d'acciaio" subacqueo che neppure i colpi di cannone riescono a scalfire. Tuttavia, prima che la nave affondi, il comandante Leigh Hunt riesce a vedere, dietro un oblò del misterioso sottomarino, un volto che lo osserva... Luglio 2003. Il viaggio inaugurale nel mar dei Caraibi della lussuosa nave da crociera Emerald Dolphin si muta in tragedia quando a bordo divampa un incendio che, in pochissimo tempo, divora ogni cosa. Per gli oltre duemila passeggeri sembra non esserci scampo, ma Dirk Pitt, al comando della nave oceanografica Deep Encounter della NUMA, lancia una colossale operazione di salvataggio. Perché i sofisticati sistemi di allarme e antincendio della nave non hanno funziona to? Il sospetto di un sabotaggio si rafforza dopo che una violenta esplosione fa affondare il relitto dell'EmeraId Dolphin. Forse qualcuno aveva interesse nel distruggere una nave i cui rivoluzionari motori – che sfruttavano l'acqua di mare come mezzo di propulsione – avrebbero aperto una nuova era nella tecnologia dei trasporti marittimi... Non sarà facile per Pitt svelare i misteri che si celano dietro questi avvenimenti così lontani nel tempo e nello spazio. Per riuscirci, dovrà fare i conti con un'incredibile serie di mostri, umani e meccanici, antichi e moderni, confrontarsi con nemici che non hanno posto limiti alle loro brame di possesso, avventurarsi nei territori al confine tra realtà e leggenda. E alla fine, dopo molte vite perse e molte salvate, sarà proprio quella di Pitt a uscirne cambiata per sempre...

Riparto da me
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Castoldi, Ivana

Riparto da me

Feltrinelli Editore, 08/07/2016

Abstract: "La depressione non pregiudica lucidità di pensiero, di giudizio e di comportamento. E capacità di reazione"Il termine depressione è declinato perlopiù al femminile, come se fosse uno sbocco obbligato per la maggior parte delle donne, soprattutto per quelle che non sono più nel fiore degli anni, frustrate dagli insuccessi e dalle speranze deluse, non solamente in campo sentimentale. Eppure esistono prospettive diverse da cui guardare il problema. Una per tutte: la crisi, se affrontata nel modo giusto, prelude quasi sempre a una fase di cambiamento della nostra esistenza, nel senso che potrebbe accrescere una conoscenza più profonda della nostra vita interiore e dei meccanismi di funzionamento della nostra sfera affettiva, incoraggiando la nostra autonomia. Pertanto, a seguito di una crisi depressiva, non è insolito che si verifichi un sorprendente miglioramento della qualità della vita, anche in forme decisamente concrete. Il libro illustra molte storie di donne che, in maniera creativa, hanno saputo trasformare una dolorosa esperienza di crisi in un processo di cambiamento davvero significativo. Attraverso il racconto e l'analisi che ne fa l'autrice, si scopre che la depressione e l'ansia che quasi sempre l'accompagna non sono incontrollabili, perché si possono affrontare con opportune strategie personali vincenti: strategie di sopravvivenza che ci facciano sentire promotori del nostro benessere.

Cuochi si diventa. Le mille ricette di Allan Bay
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Bay, Allan

Cuochi si diventa. Le mille ricette di Allan Bay

Feltrinelli Editore, 09/07/2014

Abstract: La cucina di casa italiana è cambiata di più negli ultimi trent'anni che nei due secoli precedenti. Si pensi alle tecniche nuove (il teflon ha permesso praticamente di eliminare i grassi); si pensi a come sono cambiati i prodotti (la varietà è immensa, la qualità a volte è discutibile ma certamente più ‟controllata"); si pensi alla frollatura della carne e alla comparsa dei pesci, al sottovuoto e alla porzionatura fatta all'origine. I libri di cucina se ne sono accorti poco. Vittime della mistica della Tradizione e del Territorio, hanno continuato a proporre gli stessi piatti, basati sugli stessi ingredienti, la stessa (presunta) cucina regionale di una volta che non esiste più. E intanto i ‟quattro salti in padella" spopolano.Cuochi si diventa è un libro diverso. Per quattro motivi.1. Considera sempre la nuova offerta degli ingredienti, i prodotti veramente disponibili in un buon negozio o al supermercato.2. Affronta i passaggi reali legati oggi alla cottura, dall'utilizzo delle basi a tutti i trucchi per semplificare e velocizzare l'esecuzione, migliorando al contempo i risultati. Il metodo contro l'improvvisazione.3. Tutte le ricette sono ghiotte e interessanti, ma assolutamente semplici, alla portata di qualunque appassionato. Le lavorazioni complesse sono bandite.4. È scritto con levità e gusto del racconto. Ed è condito – ça va sans dire – con aneddoti, avvertimenti scherzosi, citazioni.

La sicurezza degli oggetti
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Homes, A. M. - Testa, Martina

La sicurezza degli oggetti

Feltrinelli Editore, 08/07/2016

Abstract: Una coppia manda i figli in vacanza per ritrovare lo spirito da giovani innamorati anche se non sa più da che parte cominciare; un bambino non riesce a sentirsi accettato nemmeno da chi lo rapisce; una ragazzina grassa cerca di spogliarsi del suo corpo per non essere altro che puro sesso; un avvocato che ha scelto di vivere in una bella casetta fuori città scopre di ignorare totalmente la vita che vi conduce la moglie; un ragazzo corteggia una Barbie… I protagonisti dei racconti della Homes sono moderni disadattati, divenuti affettivamente analfabeti, che cercano tuttavia di aggrapparsi a quello che hanno per dare un senso alle proprie vite. Sono persone perbene, della classe media, con belle case, tanti oggetti, eppure sentono la mancanza di qualcosa di fondamentale. Manca per esempio la trasparenza dei sentimenti, che risultano opachi a sé e agli altri, come manca il possesso di affetti, anziché di cose, mentre ci sarebbe, e invece si spreca, il tempo di condividere esperienze con gli altri. Concentrandosi su alcuni episodi significativi delle loro esistenze, la Homes ci restituisce così brandelli di una vita alienata, descritta con uno stile minimalista, attento ai particolari minori, solo apparentemente insignificanti, e lo fa però con calore umano e autentica capacità di empatia. Perché l'insensatezza è di questo mondo, riguarda in fondo tutti noi.

La prima guerra del football
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Kapuscinski, Ryszard - Verdiani, Vera

La prima guerra del football

Feltrinelli Editore, 08/07/2016

Abstract: 1958: un giovane giornalista irrequieto parte per l'Africa dove, tra andate e ritorni, rimarrà per circa dieci anni. A quel tempo il mondo s'interessava veramente a quello strano continente, muto per secoli, che cominciava a parlare e a far parlare di sé. "L'Africa era un enigma, un mistero, nessuno sapeva che cosa sarebbe successo quando trecento milioni di individui avrebbero drizzato la schiena e chiesto il diritto di parola. In Africa cominciavano a nascere degli stati, gli stati compravano armi e molti giornali stranieri si chiedevano se tutto il continente non stesse per muovere alla conquista dell'Europa." E così, nel caldo soffocante del continente, Kapuscinski arriva in Ghana, poi in Congo dove assiste allo smarrimento della popolazione quando Lumumba viene assassinato; poi in Tanganika, Sudafrica, Algeria, ogni volta nei momenti più caldi, all'esplodere di rivolte e rivoluzioni, tentando sempre di capire cosa sta succedendo e perché. Nel 1967 Kapuscinski rientra in Polonia ma non riesce a diventare un giornalista stanziale. Nell'autunno, parte per un viaggio di cinque anni in America Latina. Altro continente povero, dove si svolgono guerre povere, come quella scoppiata nel 1969 tra l'Honduras e il Salvador. La tensione creata da una partita di football tra le due squadre nazionali fa esplodere una tensione ben più profonda, causata dall'emigra- zione di centinaia di migliaia di salvadoregni, alla ricerca di terra e sopravvivenza in Honduras. La guerra termina con una tregua e con il sostanziale mantenimento dei confini preesistenti, ma i due stati si dichiarono soddisfatti: per qualche giorno, infatti, i giornali di tutto il mondo hanno parlato di loro. "I piccoli stati del Terzo, Quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Triste ma vero," conclude Kapuscinski.