Trovati 855017 documenti.
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Mondadori, 01/12/2015
Abstract: È come se le canzoni fossero dei tamburi emozionali che influenzano il battito del nostro cuore. Quando siamo felici, il battito accelera e ci regala un ritmo scanzonato, quando siamo un po' tristi, invece, il battito rallenta e prende la forma di una malinconica nenia. Ci consolano, sono una specie di medicina, un antinfiammatorio dell'anima. Persino Platone e Aristotele erano convinti che l'arte della musica potesse ristabilire l'equilibrio interiore e in alcuni casi incidere sulla morale dell'individuo. Io sono stato fortunato perché sono nato a Napoli, quella che può essere considerata per definizione la città del canto. Questo libro è la prova provata che Napoli è la patria della canzone: Era de maggio, 'O sole mio, Torna a Surriento, 'O surdato 'nnammurato, Tammurriata nera, Malafemmena... Anzi, forse in fondo Napoli stessa è una canzone. Luciano De Crescenzo
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Signora della mezzanotte. Dark artifices. Shadowhunters
Mondadori, 15/03/2016
Abstract: Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati durante la Guerra Oscura. Ha dedicato la propria vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione. Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l'unico modo per arrivare ai colpevoli è un'alleanza con le fate, proibita dal Conclave, non si tira indietro. È una partita molto pericolosa, ma Emma ha intenzione di giocarla fino in fondo. Accanto a lei il suo parabatai, Julian Blackthorn, al quale la lega un sentimento che la Legge degli Shadowhunter non ammette.
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Mondadori, 24/11/2015
Abstract: Strano destino quello di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d'arte donna in Europa. Ha fondato il gruppo del Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all'estero, ha frequentato gli intellettuali all'avanguardia del suo tempo, per oltre vent'anni ha influenzato in modo profondo la cultura e l'arte italiane. Eppure, per una sorta didamnatio memoriae, la maggior parte del pubblico la conosce solo come "l'amante del duce". La sua figura è rimasta a lungo "appiattita" su quella di Mussolini. In realtà rivestì un ruolo da protagonista, soprattutto in campo artistico, ma anche in politica e nel forgiare l'ideologia del fascismo. Colta, elegante, raffinata, Margherita nasce a Venezia nel 1880 da una ricca famiglia ebrea, i Grassini. Fin da giovane frequenta Antonio Fogazzaro e Guglielmo Marconi, conosce la regina Elena e il patriarca Sarto, futuro papa Pio X. Intelligente, inquieta e curiosa, è decisa a occupare un posto in prima fila nella vita, in un tempo in cui le donne potevano dedicarsi tutt'al più alla filantropia. Il suo salotto di Milano, un vero laboratorio del pensiero artistico del tempo, è frequentato da futuristi come Marinetti e Carrà, Russolo e Boccioni - con cui intreccia una storia d'amore -, i pittori di Novecento (Sironi, Funi, Bucci), letterati e poeti come d'Annunzio e Ada Negri, e da un giovanotto trasandato ma ambizioso di nome Benito Mussolini. Tra i due scoppia presto la passione, ma nasce anche un proficuo sodalizio in cui ognuno si serve dell'altro. Il duce usa la lucida intelligenza, la spregiudicatezza e le entrature internazionali e nel mondo dell'arte di Margherita; lei, anche grazie al suo rapporto con l'uomo più potente d'Italia, riesce a imporsi sulla scena culturale e a compiere il suo progetto: un'avanguardia artistica in linea con la tradizione classica italiana. Costretta a espatriare nell'imminenza delle leggi razziali, rientra in patria solo dopo la caduta del fascismo, ma resta relegata ai margini della storia, condannata moralmente per essere stata l'ispiratrice del duce, compromessa come intellettuale e come donna. Oggi il libro di Rachele Ferrario, grazie a una capillare ricerca documentaria e a carteggi inediti, ci restituisce il temperamento di una donna libera, capace di affrontare con coraggio anche il dolore estremo della morte del figlio diciassettenne Roberto, arruolatosi volontario nella Prima guerra mondiale contro la volontà dei genitori. Una donna che vive in anticipo sul proprio tempo e non ama sentirsi dire di no. Nemmeno dal duce, a cui scrive, rivendicando la propria indipendenza: "Mi hai presa, mi hai conquistata, ti sei fatto amare oggi? Sì? Tanto meglio, domani bisogna ricominciare da capo ... Io sono nuova; io nasco ogni mattina. Ciò che feci ieri non è la ragione determinante di quanto farò domani...".
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Mondadori, 24/11/2015
Abstract: La guerra civile spagnola (1936-1939) è stata spesso considerata la sanguinosa prova generale della seconda guerra mondiale. I nazionalisti di Francisco Franco, insorti contro il governo repubblicano del Fronte popolare, vinsero grazie all'assistenza militare fornita dalla Germania nazista e dall'Italia fascista, un chiaro esempio - sembrò - della comune lotta al bolscevismo internazionale condotta da regimi politicamente e ideologicamente affini. Lo storico Pierpaolo Barbieri ribalta questa interpretazione dell'intervento delle forze dell'Asse, sostenendo che furono ben altri i motivi che spinsero il Führer nella penisola iberica: decisi a esercitare l'egemonia economica sull'Europa, i tedeschi volevano sperimentare in Spagna, paese ricco delle materie prime di cui avevano assoluta necessità, le tecniche di sfruttamento da utilizzare nelle future colonie. Il Terzo Reich offrì, quindi, alle truppe franchiste aerei, carri armati e uomini, con il segreto obiettivo di assoggettare gradualmente il paese in una sorta di "impero informale" e di impadronirsi delle sue risorse minerarie per alimentare la propria industria bellica.L'attuazione di questo piano fu in gran parte resa possibile dall'opera di Hjalmar Schacht, ministro delle Finanze e direttore della Reichsbank, le cui politiche (riarmo, disinvolta gestione del debito, promozione dell'export e controllo assoluto dello Stato sull'economia) furono alla base della rinascita della Germania tra le due guerre e del consolidamento del regime nazista. Anche se la sua strategia finanziaria fu alla fine abbandonata in favore di una concezione dell'impero fondata sul principio della "razza", Barbieri sostiene che quella di Schacht era, per molti versi, un'opzione più efficace a disposizione di Hitler, uno strumento in grado di garantire, comunque, risultati assai più duraturi di quelli effettivamente conseguiti dalla macchina genocida del Terzo Reich. Ricco di spunti di riflessione inediti e documentatissimo, L'impero ombra di Hitler ricostruisce in dettaglio la genesi e la natura del progetto imperiale nazista e, nel contempo, aggiunge nuovi tasselli alla storia della guerra fratricida spagnola, una tragedia in cui anche l'Italia fascista svolse un ruolo non secondario, investendo uomini e mezzi senza avere - a differenza della Germania - alcun tornaconto, né di breve né di lungo respiro.
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Mondadori, 01/12/2015
Abstract: C'è qualcosa di strano, di paradossale, nell'amore. L'amore è esperienza di tutti. Eppure quando si è innamorati si pensa di essere le sole persone al mondo a essere toccate dalle sue ali celestiali. L'amore è strettamente connesso alla riproduzione della specie, e dunque alla biologia, ma è anche totalmente culturale: infatti ha una storia, che emerge dalle modalità con cui, nelle diverse epoche, viene rappresentato. E anche se non ci piace ammetterlo, il modo in cui amiamo è plasmato dallo spirito del tempo. Ecco quindi che riflettere sulla genesi, sulla funzione e sull'evoluzione dell'amore può aiutare a ridargli un senso e a viverlo quindi con maggiore consapevolezza, evitando di esserne solo travolti: può farci capire che il nostro amore ha un aspetto individuale, legato all'esperienza soggettiva, e un aspetto sociale, connesso alle narrazioni, ai ruoli e ai valori che ogni epoca assegna a questo sentimento. Per saperne di più su questa "follia", il nuovo libro di Vera Slepoj propone una lettura che affronta la sua storia, la sua mitologia, la sua psicologia e il suo status attuale: da Platone a Casanova, da Freud alle teorie psicologiche più recenti, dall'amor cortese alle chat su Internet. Per imparare a conoscere i meccanismi profondi del cuore e ad avere finalmente sentimenti sani.
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Il nome di Dio è misericordia. Una conversazione con Andrea Tornielli
Piemme, 12/01/2016
Abstract: "La misericordia è il primo attributo di Dio. È il nome di Dio. Non ci sono situazioni dalle quali non possiamo uscire, non siamo condannati ad affondare nelle sabbie mobili".Con parole semplici e dirette, papa Francesco si rivolge a ogni uomo e donna del pianeta instaurando un dialogo intimo e personale. Al centro, c'è il tema che più gli sta a cuore – la misericordia – da sempre fulcro della sua testimonianza e ora del suo pontificato.In ogni pagina vibra il desiderio di raggiungere tutte quelle anime – dentro e fuori la Chiesa – che cercano un senso alla vita, una strada di pace e di riconciliazione, una cura alle ferite fisiche e spirituali. In primo luogo quell'umanità inquieta e dolente che chiede di essere accolta e non respinta: i poveri e gli emarginati, i carcerati e le prostitute, ma anche i disorientati e i lontani dalla fede, gli omosessuali e i divorziati.Nella conversazione con il vaticanista Andrea Tornielli, Francesco spiega – attraverso ricordi di gioventù ed episodi toccanti della sua esperienza di pastore – le ragioni di un Anno Santo straordinario da lui fortemente voluto. Senza disconoscere le questioni etiche e teologiche, ribadisce che la Chiesa non può chiudere la porta a nessuno; piuttosto ha il compito di far breccia nelle coscienze per aprire spiragli di assunzione di responsabilità e di allontanamento dal male compiuto.Nella schiettezza del dialogo, Francesco non si sottrae neppure dall'affrontare il nodo del rapporto fra misericordia, giustizia, corruzione. E a quei cristiani che si annoverano nelle schiere dei "giusti", rammenta: "Anche il papa è un uomo che ha bisogno della misericordia di Dio".Il nome di Dio è Misericordia è stato pubblicato il 12 gennaio 2016 con lancio mondiale in 86 paesi. Al 28 febbraio gli editori del libro sono 28 e 93 i paesi nei quali il libro sarà pubblicato.Il testo è disponibile anche in formato audiobook, con la lettura di Flavio Insinna e Alberto Molinari, sulle piattaforme online di Emonsaudiolibri.it e Amazon.it
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: Adán Barrera, capo del cartello della droga piú potente del mondo, è rinchiuso in un carcere di San Diego in isolamento. Art Keller, l'agente della Dea che lo ha arrestato dopo avergli ucciso il fratello e lo zio, vive nascosto in un monastero del New Mexico, dove fa l'apicoltore e cerca di dimenticare una vita di menzogne e false identità. Quando Barrera riesce a farsi trasferire in un carcere messicano e a riprendere le redini del cartello, la guerra della droga riparte con una brutalità senza precedenti. Anche Keller è costretto a tornare in azione immergendosi in un mondo nel quale onesti e corrotti, vittime e assassini, si trovano dall'una e dall'altra parte della frontiera.
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Mondadori Electa, 24/11/2015
Abstract: Pino Scaccia, per 20 anni inviato speciale del TG1, ha documentato in prima fila tutti gli scenari di guerra e di disperazione del mondo. Quando nel carcere di Bogotà conosce Miriam e ne raccoglie la testimonianza ne rimane colpito e decide di scrivere la sua storia. Era stata arrestata all'aeroporto colombiano il giorno del suo ventesimo compleanno con 5 kg di cocaina. Miriam è stata per anni una "mula" del narcotraffico: nascondeva la droga dentro al suo corpo e la trasportava tra Bogotà e Verona, piattaforma italiana dello spaccio. Fino al giorno in cui il suo compagno la tradisce. Quel giorno inzia l'inferno: il carcere del "Buen Pastor" a Bogotà, la fuga, la latitanza in Europa inseguita dall'Interpool.Oggi Miriam ha pagato il suo debito con la giustizia e la società e vive a Verona. In questa sconvolgente storia vera Miriam racconta la sua vita sciagurata, gli errori, la solitudine. Si definisce "guerrigliera della vita".
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Racconti dello Yucon e dei mari del Sud
Mondadori, 27/10/2015
Abstract: Nel panorama della letteratura americana Jack London è stato e rimane un caso aperto, uno di quegli autori che riserva a ogni rilettura insospettate sorprese e che nuove schiere di lettori continuano a scoprire con crescente interesse. Generazione dopo generazione le sue opere riescono a trasmettere un fascino immutato: un successo che ha radici profonde e motivazioni ben radicate nelle innate e straordinarie doti di narratore dell'avventuroso scrittore californiano, nell'attualità dei suoi scenari, nel contrasto tra il pessimismo che investe certi nodi culturali del suo - e del nostro - tempo e l'ostinato ottimismo con cui egli interpreta la vita degli individui. I racconti compresi in questi due volumi - si tratti del Grande Nord o dei paradisi perduti dei Mari del Sud, dello spietato mondo della boxe, dei conflitti sociali o di mondi puramente fantastici - testimoniano come in ogni "lembo estremo dell'esperienza umana" narrato da London palpiti un insopprimibile amore per la vita.
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Einaudi, 24/11/2015
Abstract: Interi scaffali di libri sono dedicati al personaggio romanzesco, e particolarmente intricata è la sua tipologia. Questo saggio di Enrico Testa si fonda invece su una scelta semplice e radicale: l'analisi di due soli grandi attori che, affrontandosi sulla scena del romanzo, ne determinano modalità e sviluppo. A partire da essi, "eroi" dal profilo assoluto in perenne dissidio con il mondo e "figuranti" che si misurano con la realtà e i suoi compromessi, il libro passa in rassegna gli argomenti del vero, del bene e del male; la riflessione sul linguaggio; il problema della costruzione o debilitazione dell'identità; il rapporto con il nichilismo, invadente presenza di un intero secolo. Muovendo da un'ipotesi critica che della letteratura si avvale per affrontare piú ampie questioni etiche e antropologiche, Enrico Testa offre cosí al lettore sia un'originale interpretazione del romanzo novecentesco, sia un sintetico panorama delle sue figure piú recenti e interessanti: da DeLillo ad Auster, da Saramago a Marías, da Roth a Sebald.
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Manuale per sopravvivere agli zombi
Einaudi, 01/12/2015
Abstract: Il mondo è infestato dai morti viventi? Niente paura: affidatevi con tranquillità al Manuale per sopravvivere agli zombi. C'è tutto quello di cui oggi avete veramente bisogno. Armi, tecniche e terreni di combattimento, una descrizione attenta di usi, costumi e miti degli zombi, risultato di una penetrante osservazione scientifica; e soprattutto, una panoramica completa e dettagliata dei metodi di difesa, di attacco, di fuga. Senza trascurare i consigli su come si vive in "un mondo dominato dai non-morti". Con un bonus: Attacchi documentati. Data per data, troverete la vera storia del mondo dal primo attacco zombi a Katanga, Africa centrale, 60 000 avanti Cristo, a oggi. Una guida come non ce ne sono altre, per scongiurare la minaccia che incombe su di noi. Nessuno escluso.
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La signora Dalloway (Mondadori)
Mondadori, 11/11/2014
Abstract: Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore, prepara la sua festa per la sera; Septimus Warren Smith, sopravvissuto alla "grande guerra", nel frattempo passeggia con la moglie Rexia a Regent's Park in preda ai suoi deliri. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. I due senza incontrarsi, ma passando per gli stessi luoghi, tessono il filo sottile di corrispondenze, di echi ed emozioni che crea il romanzo.
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Rizzoli, 16/09/2015
Abstract: Quel che l'autore ci propone è un viaggio innamorato e capriccioso nella lirica d'ogni tempo e Paese: cogliendo l'occasione di una rubrica giornalistica, Siti ha scelto e commentato testi che spaziano dall'antica lirica greca alla contemporaneità, attraverso il misticismo medievale e il barocco seicentesco, e poi il simbolismo e oltre. Nella grande varietà dei contesti, la lirica mantiene comunque e sempre un'aria di famiglia - legata all'idea che il poeta sia il trascrittore di parole che giungono da Altrove: che si chiami Dio, o il vuoto dello zen, o l'inconscio, o la segreta alchimia della natura. O la follia, perfino. Quella della poesia è una lingua speciale che si stacca dagli stereotipi quotidiani, facendoci sentire che comunicare e basta è toppo poco. Ora che la lirica, almeno in Occidente, sembra entrata in un cono d'ombra (lacerata com'è tra nostalgia e insopportabile semplificazione), questa minima e tendenziosa antologia può funzionare da antidoto, purché il lettore si attenga a semplici istruzioni per l'uso: 1) non leggere le pagine per ordine ma saltare, seguendo l'estro personale o costruendosi categorie alla Borges (i trentenni, i suicidi, gli omosessuali, gli spagnoli); 2) dare un'occhiata all'originale anche quando non ne conosce la lingua; 3) leggere prima la poesia, poi il commento, poi di nuovo la poesia, che allora si aprirà come quei fiori liofilizzati che immersi in acqua ritrovano la primitiva bellezza. Se accadesse anche una sola volta, l'autore si riterrebbe pienamente ripagato della propria opera servile.
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Einaudi, 24/11/2015
Abstract: "Dato che il primo diritto dell'uomo - eterno e inalienabile - è la libertà di pensiero e di parola, e che d'altra parte il modo più corrente di esercitarlo sta nel pensare e dire sciocchezze a proprio rischio e agio, sotto questo largo usbergo si potrebbe azzardare l'ipotesi che la nota-pedale del Don Giovanni di Molière non sia tanto il libertinaggio o la cattiveria o la generosità o l'empietà o il coraggio o l'improntitudine, quanto una prepotente esigenza di affermare la propria personalità sulla più vasta scala possibile. Il tardo ripiegamento sull'ipocrisia a cui giunge Don Giovanni sarebbe in tal caso l'estrema difesa di questo senso di preponderanza, e nello stesso tempo una confessione di sconfitta". Dalla Prefazione di Cesare Vico Lodovici
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: "La tragedia riguarda gli ultimi tre giorni di prigionia della Stuarda prima della sua esecuzione: la storia tormentata di Maria, i diciotto anni di carcere, il lungo processo non sono oggetto diretto del dramma, e sono presenti solo nella consapevolezza e nel ricordo, a conferire verità all'immagine dell'anima dell'eroina come Schiller la vede nell'ultimo stadio del suo destino. In questo convergere della tragedia sul dramma interiore della protagonista, che percorre con slancio quasi mistico le tappe verso la accettazione totale del proprio destino, la Maria Stuarda sembra ricordare le tragedie dei martiri dell'età barocca".
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: "Girotondo" - un piccolo capolavoro che fu colpito, all'epoca della sua prima rappresentazione, da un procedimento giudiziario per 'pornografia' - è commedia resa attuale dal 'tono' drammaturgico di Schnitzler, dal suo disincanto spinto ai limiti del virtuosismo, dall'ironia che sconfina nell'amarezza, e che disvela la fallacia delle norme morali dominanti nella società viennese del tempo, di cui "Girotondo" è una cartina di tornasole. Su questo sfondo Arthur Schnitzler scatena il balletto di un amore visto nella sua dimensione più effimera e sensualmente epidermica: non l'amore della commedia 'alla francese', spiritualizzante grazia e spirito, talvolta osé ma sempre nei limiti del buon gusto; al contrario l'amore scrutato con un vivo senso critico nei confronti dell'esistenza 'sicura' e 'borghese' dei propri contemporanei e interpretato con la consapevolezza d'una fine imminente, di una dissoluzione a cui i personaggi e i valori che essi rappresentano non potranno sottrarsi.
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: Ora Franz, rimasto solo nell'antica villa di famiglia, trascorre i suoi giorni in balia dei ricordi e dei rimorsi, ossessionato da un rumore inspiegabile che non sembra (che non è) di questo mondo: un battere e ribattere contro i muri di casa che sempre più gli pare un invito a ricordare ancora, a cercare un senso, a perdonarsi. E mentre l'inverno della vita si avvicina alla fine, lo aspetta il dono di una grazia tanto feroce quanto insperata. Un rumore inspiegabile ossessiona Franz Quai, giudice in pensione tormentato dai ricordi: sembra il rumore di una palla, di un bambino che giochi per casa, ma com'è possibile? Nella villa di famiglia, dopo i lutti e gli abbandoni, non vive più nessuno, e la solitudine di Franz è scandita soltanto dalle partite a dama con il fratello scapestrato - antichi esercizi di crudeltà reciproca - e dai rosari di rimbrotti e ricordi recitati assieme a Toia, l'anziana domestica. Eppure il rumore c'è, insistente, e se nessuna ipotesi razionale vale a spiegarlo, a poco a poco Franz si convince che non viene dalla casa, ma da altrove, forse dal passato o dall'aldilà di tutto. Forse dal luogo dove adesso sono Nora, la moglie suicida, e Giacomo, l'unico figlio, morto prematuramente; oppure da dentro, dalla memoria, come i frammenti di un passato troppo doloroso o troppo lieto - la piccola Chichi che riempiva i suoi giorni, i vicini di casa e il loro segreto inquietante, la musica di Oum Kalsoum, le parole di Henri Salvador, l'Egitto, Cortina e tutto ciò che è successo con Bia, la giovane nuora: quella felicità scandalosa e perduta. Ma se di una vita intera non rimangono che rimorsi, e se la morte tante volte sfiorata si fa sempre più vicina, forse non tutto è davvero finito. Nell'ultima mano del gioco c'è ancora una mossa (c'è ancora una grazia) in cui sperare.
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: 'Ho per le mani un soggetto di tragedia al quale desidero dedicarmi senza indugio per terminarlo nell'inverno, se posso... è la caduta del Regno dei Longobardi, o per dir meglio della dinastia longobarda, e la sua estinzione nella persona d'Adelchi ultimo re con Desiderio suo padre'. Così Manzoni scriveva il 17 ottobre 1820 a Fauriel, annunciando l'avvio della stesura della sua seconda tragedia, l'Adelchi appunto, che avrebbe completato nel gennaio 1822. Poco rappresentata nel corso dell'Ottocento e nel nostro secolo, perché ritenuta 'bella' ma 'da leggersi' (è il parere, tra i tanti, di Pellico), l'Adelchi è, al contrario, un'opera precorritrice di quel moderno teatro dell'interiorità in cui, invece che a temi-messaggio (come ancora accadeva nel Conte di Carmagnola), i personaggi affidano la lora vita di palcoscenico ai conflitti della loro tormentosa interiorità.
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: Accolta gelidamente alla prima assoluta di Monaco (1891), poco amata in Scandinavia per la sua estraneità culturale e di costume, in Italia Hedda Gabler, pur non divenendo mai popolare, fu comunque assunta tra i cavalli di battaglia delle primedonne, a cominciare dalla Duse, né mancò di turbare la critica contemporanea: "simbolica e realista", "pallida, elegante, fredda", disse Giovanni Pozza; e Scipio Slataper, nella sua tesi di laurea su Ibsen, parlò di "isterica passione", di "qualche cosa che ci fa star zitti e meravigliati". Nel riproporre questa figura di donna gelida e asessuata, amante della vita come eroina dell'estetismo, Franco Quadri ne percorre e analizza, nella sua nota introduttiva, la vicenda ormai secolare sulle scene italiane.
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Einaudi, 01/12/2015
Abstract: La puntuale esposizione degli eventi, nel loro sviluppo sincronico e diacronico, si accompagna ad approfondimenti tematici, in cui la riconosciuta competenza dell'autore in ambito storico ed epigrafico consente di mettere a frutto - e a disposizione dei lettori - i risultati delle indagini specialistiche, arricchendo la ricostruzione e l'interpretazione storica. Dall'analisi delle testimonianze antiche, dalla valutazione dei problemi ancora aperti, dalle sfide attuali della ricerca emerge il fascino di una civiltà straordinaria che, pur nella varietà delle esperienze vissute e pur adattandosi nel tempo e nello spazio alle piú diverse condizioni, seppe sempre custodire il senso profondo della sua identità. Anche per questo, la storia del mondo greco antico continua a nutrire la riflessione dell'Europa sulle proprie radici e sul proprio futuro.