Trovati 858883 documenti.
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Laterza, 19/07/2012
Abstract: Sono passate da poco le 9 del 16 marzo 1978 quando un commando delle Brigate rosse rapisce Aldo Moro in via Mario Fani, a Roma. Il paese rimane inorridito, stupefatto. Senza credere ai propri occhi, in silenzio, gli italiani nelle proprie case vedono scorrere le immagini dell'agguato: i colpi delle armi automatiche dei brigatisti hanno ucciso i due carabinieri e i tre poliziotti della scorta. Del presidente della Democrazia cristiana non c'è traccia. È l'inizio di 55 interminabili giorni, scanditi dalle lettere di Moro dalla prigionia e dai comunicati delle Br. Il 9 maggio, di nuovo in un silenzio irreale, le telecamere riprendono all'interno di una Renault 4 il corpo piegato su se stesso del leader democristiano in via Caetani, in pieno centro di Roma. La guerra delle Br è al cuore dello Stato, e lo Stato resta impotente a guardare. La cosiddetta linea della fermezza e il rifiuto di trattare con i terroristi, unica risposta che la classe politica si dimostra in grado di dare, appaiono misure fondate più sull'incapacità di trovare una qualunque soluzione al problema che su una difesa irrinunciabile dei valori supremi della democrazia. Molti sono gli interrogativi a tutt'oggi aperti, e di questi altrettanti riposano su una visione complottista che riflette dubbi mai chiariti su un'intera stagione. Come è potuto accadere che oltre un decennio di storia italiana sia stato dominato dalla violenza politica? E quali sono le ragioni che spiegano il culminare, tra il 1977 e il 1980, di una conflittualità endemica, di un terrorismo tanto diffuso da divenire cifra di un'angoscia quotidiana?
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9 agosto 378 il giorno dei barbari
Laterza, 23/07/2012
Abstract: I Balcani, lembo estremo dellimpero romano dOriente. I Goti, popolazione in fuga da una terra devastata dalla guerra. Il Danubio, confine fragile e mal presidiato. Un impero corrotto, una sconfitta disastrosa, un racconto appassionante."Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non lhanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dellAntichità e linizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dellimpero romano dOccidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio destate."
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Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano
Laterza, 23/07/2012
Abstract: Questo non è solo un bel libro di storia. Cè la zampata dello studioso di genio.Franco CardiniÈ noto che, come diceva Croce, si fa sempre storia del presente. In questo buon uso del passato Alessandro Barbero è un campione sempre pronto allo scatto. Barbari è un libro affascinante.Silvia Ronchey, Tuttolibri"Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di unamministrazione stabile e di uneconomia integrata; allesterno, popoli costretti a sopravvivere, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli limpero romano di fronte ai barbari."
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Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell'anima
Laterza, 23/07/2012
Abstract: Qual è la natura del tempo? È ciclico o lineare? Perché scorre sempre nella stessa direzione? E che cosa vuol dire che scorre? Potrebbe esistere indipendentemente dalla memoria? Qual è il rapporto fra il tempo e la consapevolezza del suo scorrere? Fisico per formazione e biologo per professione, Boncinelli ci accompagna con scrittura leggera in un entusiasmante viaggio tra le facce del tempo.
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Laterza, 31/07/2012
Abstract: "Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé etnica, politica, religiosa, localistica che fissa il confine tra noi e gli altri." Ferdinando Albertazzi, Tuttolibri"Oggi che la psicologia e la psicoanalisi ci hanno resi avvertiti della natura plurale dellIo e dunque del carattere problematico della sua identità, è urgente che anche al livello del noi dei gruppi, dei popoli, forse persino della specie umana questa coscienza si imponga e contribuisca a gettare una luce critica sulla nozione stessa di identità. È questa la tesi di Francesco Remotti che documenta con numerosi (e spesso gustosi) richiami a esperienze sul campo i paradossi e le contraddizioni dellidentità." Gianni Vattimo, LEspresso
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La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'Età moderna
Laterza, 06/09/2012
Abstract: "Il Diavolo, essendo venuto a prenderla per condurla al sabba, le dette un unguento nerastro col quale si strofinò la schiena, il ventre e lo stomaco. Poi, rivestitasi, uscì dalla porta e fu immediatamente sollevata in aria a grande velocità…": è la confessione rilasciata da una vedova condannata a morte per stregoneria e satanismo nel 1617. D'altronde chi non confesserebbe tutto ciò che la commissione giudicante vuole sentire, pur di porre fine all'agonia della tortura?Psicosi, disagio sociale, superstizione: nell'Europa di età moderna divampa il terrore delle streghe. Accusate di praticare malefici e di adorare il diavolo, bruciano sul rogo almeno in 45 mila donne. Ma molte di più sono quelle processate e torturate da tribunali religiosi e civili.Perché questa mattanza? Chi erano le accusate? Chi gli accusatori?
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Laterza, 06/09/2012
Abstract: Luca Serianni difende lo studio e la lettura dei classici, anche a costo di torturare i quindicenni con I promessi sposi.Riccardo Chiaberge, "il Fatto Quotidiano"Un agile volume in cui si discutono alcuni importanti interrogativi che ruotano attorno all'insegnamento della lingua italiana e della letteratura, scritto da Luca Serianni, internazionalmente considerato un grande esperto di storia linguistica italiana.Nuccio Ordine, "Corriere della Sera"Luca Serianni affida alle stampe un libro prezioso per docenti, genitori e studenti. I suoi ragionamenti hanno il pregio fondamentale di mettere sul tappeto, ripulito di luoghi comuni e superficiali credenze, proposte didattiche forti, di immediata realizzabilità. Col sottinteso, però, che soltanto occhi nuovi possono portare mani nuove ad operare.Silverio Novelli, www.treccani.it/magazineSappiamo ancora parlare la nostra lingua? Se non lo facciamo è responsabilità degli insegnanti o di un cambiamento culturale profondo? Quanto conta ancora l'ora di italiano? L'opinione di un linguista di eccellenza su un tema che riguarda tutti.Il professore di lettere si trova oggi tra due fuochi. Da un lato le polemiche, di grande risonanza mediatica, sulla scarsa preparazione dei ragazzi non soltanto rispetto all'ortografia e alla sintassi, ma anche sulla padronanza di quel lessico un po' più alto (velleitario, dirimere, faceto...) che può capitare di incontrare anche solo leggendo l'editoriale di un quotidiano; dall'altro, dopo decenni, il primato umanistico ha subito un complessivo ridimensionamento a favore delle materie scientifiche. L'italiano resta comunque l'asse portante di qualsiasi progetto didattico: sono in gioco la capacità di capire quel che si legge, di articolare un discorso efficace, di imparare il gusto della lettura e di accostarsi al patrimonio dei classici. Alla luce di una lunga esperienza e di una grande sensibilità didattica, Luca Serianni, tra i 'saggi' incaricati della supervisione dei nuovi programmi che entreranno in vigore nel settembre 2010, riflette a tutto campo sullo stato dell'italiano a scuola, guardando anche al latino, il tradizionale asse portante della cultura umanistica dall'Unità a oggi. Non si tratta di mettere sotto accusa qualcuno, men che meno gli insegnanti alle prese con un lavoro che viene scelto quasi sempre per vocazione ma deve fare i conti, oltre che con le ristrettezze di bilancio, con un precario riconoscimento sociale; si tratta di proporre riflessioni e suggerimenti operativi che rendano più efficace l'attività didattica, senza restare, per inerzia o per semplice omaggio alla tradizione, nel solco delle abitudini acquisite.
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Prima del fuoco. Pompei, storie di ogni giorno
Laterza, 06/09/2012
Abstract: Una brillante dimostrazione che l'erudizione può essere un'avventura emozionante. Un libro colto e appassionante.Tom Holland, "The Guardian"Per Mary Beard la cultura è un abito da indossare con leggerezza. In questo libro ha superato se stessa.Andrew Holgate, "The Sunday Times"La storia di Pompei è più complicata e intrigante di quella che crediamo di sapere. Pompei non è una città romana semplicemente congelata dalla colata lavica.A raccontarci quei giorni e la storia di una città piena di vita è Mary Beard, tra le più originali e note studiose dell'antichità classica.Che città fu Pompei? Che cosa ci dice oggi riguardo alla sua vita, dal sesso alla politica, dal cibo alla religione, dalla schiavitù alla sua cultura? Un gran numero di miti sono crollati: la vera data dell'eruzione, avvenuta probabilmente alcuni mesi dopo quella generalmente considerata; o il leggendario numero di postriboli, che probabilmente era uno solo; come l'alto numero dei morti, forse meno del 10 per cento della popolazione. In ogni angolo troviamo prove illuminanti di quanto Pompei fosse una città multiculturale, vivacissima e ben organizzata: il sistema stradale a senso unico svelato dai solchi del selciato, i vasi di colore abbandonati dai decoratori, le 153 tavolette di cera che testimoniano le registrazioni finanziarie di un banchiere e banditore di aste locale; una statuetta d'avorio di una divinità indiana; un tavolo che appartenne a uno degli assassini di Cesare.Distrutta e messa sottosopra, evacuata e depredata, Pompei serba i segni (e le cicatrici) di storie d'ogni genere, che sono alla base di quello che potremmo chiamare 'il paradosso di Pompei': ovvero che della vita antica che vi si svolgeva sappiamo contemporaneamente molto più e molto meno di ciò che crediamo. È questa la materia dello straordinario racconto di Mary Beard.Prima del fuoco è la brillante dimostrazione che l'erudizione può essere un'avventura emozionante, da leggere tutta d'un fiato.
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Laterza, 19/10/2012
Abstract: Il libro di Deyan Sudjic è avvincente come un best seller. Talvolta è come se le parole dellaccademico e la cronaca di gossip si incontrassero… Sudjic è incredibilmente capace di parlarci da dietro le quinte. Un libro affascinante. Norman FosterSe vi piace una di queste cose: West Wing, le primarie repubblicane, gli aneddoti su Churchill, Architettura e potere vi manderà in visibilio. È pieno di storie (inutili e perciò indispensabili) su come il potere impone il proprio marchio sulle città. Arnaldo Greco, D la RepubblicaDeyan Sudjic ricostruisce nel suo libro ben scritto, agile, ricco dinformazioni le vicende degli architetti del XX secolo, da Speer a Piacentini, da Miralles a Meier; sinoltra nelle vicende del costruire decretato dai regimi totalitari, ma anche e soprattutto delle democrazie occidentali. Marco Belpoliti, TuttolibriCon il suo stile piacevole, scorrevole, documentatissimo, Sudjic traccia la storia complessa ma schiacciante del legame fra architettura e potere. Quello dittatoriale, ma anche 'democratico. Marco Enrico Giacomelli, Artribune""In ogni cultura, per poter realizzare le proprie creazioni, gli architetti hanno dovuto stabilire un rapporto con i ricchi e i potenti. Nessun altro ha infatti le risorse per costruire. E il destino geneticamente predeterminato degli architetti è fare qualsiasi cosa pur di costruire, così come quello dei salmoni migratori è di compiere l'ultimo viaggio per deporre le uova prima di morire. Gli architetti non hanno altra alternativa che scendere a compromessi con il regime al potere, qualunque esso sia. Ma quando il calcolo politico si mescola alla psicopatologia, l'architettura non è più solo un problema di politica pratica, essa diventa un'illusione, e perfino una malattia che consuma le sue vittime. Esiste un parallelo psicologico fra il marcare un territorio per mezzo di un edificio e l'esercizio del potere politico. Entrambe le cose dipendono da un atto di volontà. Vedere affermata la propria visione del mondo in un modello architettonico esercita di per sé un certo fascino e ancora più attraente è la possibilità di imporre fisicamente il proprio volere a quella stessa città rimodellandola così come Haussmann fece a Parigi. L'architettura alimenta l'ego nei soggetti predisposti. Essi ne diventano sempre più dipendenti al punto che l'architettura si trasforma in un fine in sé che attrae i fanatici e li induce a costruire sempre di più su di una scala sempre più vasta. Edificare diventa il mezzo con cui l'egotismo degli individui si esprime nella sua forma più pura, il 'complesso edilizio'":Deyan Sudjic svela e indaga la relazione fra architettura e potere nel XX secolo. Dagli edifici commissionati da Imelda Marcos nelle Filippine alla moschea 'Madre di tutte le battaglie' voluta da Saddam Hussein, dall'architetto cinese Zhang Kaiji alle prese con le ville di Mao ai gusti architettonici di Mitterrand, fino al Millennium Dome dell'epoca di Blair.
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Lepanto. La battaglia dei tre imperi
Laterza, 08/11/2012
Abstract: "Non appena in Occidente si sparse la voce della prossima uscita della flotta turca, papa Pio V decise che quella era l'occasione buona per realizzare un progetto che sognava da tempo: l'unione delle potenze cristiane per affrontare gli infedeli in mare con forze schiaccianti, e mettere fine una volta per tutte alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Quando divenne sempre più evidente che la tempesta era destinata a scaricarsi su Cipro, il vecchio inquisitore divenuto pontefice, persecutore accanito di ebrei ed eretici, volle affrettare i tempi."È la primavera del 1570. Un anno e mezzo dopo, il 7 ottobre 1571, l'Europa cristiana infligge ai turchi una sconfitta catastrofica. Ma la vera vittoria cattolica non si celebra sul campo di battaglia né si misura in terre conquistate. L'importanza di Lepanto è nel suo enorme impatto emotivo quando, in un profluvio di instant books, relazioni, memorie, orazioni, poesie e incisioni, la sua fama travolge ogni angolo d'Europa.Questo libro non è l'ennesima storia di quella giornata. È uno straordinario arazzo dell'anno e mezzo che la precedette. La sua trama è fatta degli umori, gli intrecci diplomatici, le canzoni cantate dagli eserciti, i pregiudizi che alimentavano entrambi i fronti, la tecnologia della guerra, di cosa pensavano i turchi dei cristiani e viceversa. Per tessere i suoi fili ci sono volute la prosa appassionante e la maestria rara di Alessandro Barbero.
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Prima lezione di psicologia della comunicazione
Laterza, 12/11/2012
Abstract: Che cosa vuol dire comunicare? In che modo comunichiamo quando non usiamo le parole? Come si può aumentare la consapevolezza dei processi comunicativi in cui, lo vogliamo o meno, siamo protagonisti nella vita di tutti i giorni? Luigi Anolli ci guida in un percorso di comprensione di una delle attività umane più complesse e in continua trasformazione. Dalla comunicazione a gesti a quella mediata dai computer e internet, questa Prima lezione è una storia affascinante che parla della vita stessa.
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Laterza, 22/11/2012
Abstract: L'immaginazione sociologica è la capacità di comprendere come la società è fatta e funziona, nell'ambiente prossimo e più generale, perché in essa diventi possibile vivere con consapevolezza e, in certa misura almeno, autodeterminazione. Ognuno ha una sua dotazione di immaginazione sociologica, ma da quasi due secoli la sociologia è diventata una disciplina che professionalmente coltiva, sviluppa, diffonde immaginazione sociologica, per migliorare la dotazione personale, ma anche per i bisogni di governo di società sempre più complesse e in cambiamento. Il libro non è una semplice o sintetica introduzione alla sociologia. Piuttosto è un invito a entrare nei laboratori dei sociologi per osservarli al lavoro, con gli strumenti che si sono costruiti, e per conoscere esempi significativi dei loro prodotti di ricerca, su una quantità di temi. Si incontrano così diversi generi sociologici, e tipi di sociologi: i sociografi, che producono dati e descrivono fenomeni sempre meno visibili nell'esperienza quotidiana; gli analisti sociali, che cercano di spiegare scientificamente, con riscontri empirici, il perché dei fenomeni; i critici sociali, impegnati in valutazioni sui problemi difficili della convivenza nel mondo che cambia; i sociologi applicati, che contribuiscono all'elaborazione delle politiche pubbliche e alla loro gestione.
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Prima lezione di letteratura italiana
Laterza, 12/11/2012
Abstract: La letteratura è il più ricco deposito della coscienza collettiva. Attraverso la storia della letteratura italiana riconosciamo il senso del nostro essere divenuti', la tradizione che ci ha costituito, la memoria delle esperienze di coloro che ci hanno preceduto, la lingua, l'ambiente, il paesaggio che si sono definiti nel tempo. Giulio Ferroni guida alla riscoperta del ruolo imprescindibile della nostra letteratura, nel suo legame con il nostro destino.
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Prima lezione di storia contemporanea
Laterza, 22/11/2012
Abstract: Al passato ci si può volgere sotto una duplice spinta: disseppellire i morti e togliere la rena e l'erba che coprono corti e palagi; ricostruire, per compiacercene o dolercene, il percorso che ci ha condotto a ciò che oggi siamo, illustrandone le difficoltà, gli ostacoli, gli sviamenti, ma anche i successi. Appare ovvio che nella storia contemporanea prevalga la seconda motivazione; ma anche la prima vi ha una sua parte.
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Laterza, 22/11/2012
Abstract: Un grande maestro della scienza giuridica spiega il senso e la centralità del diritto nella vita degli uomini.
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Laterza, 22/11/2012
Abstract: Nonostante "il mare abbia inghiottito buona parte della civiltà antica", Canfora riesce a mettere insieme mirabilmente i frammenti del mondo greco, rendendoli familiari e comprensibili.
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Laterza, 19/12/2012
Abstract: Non si troverà, in tutta la letteratura antica, un solo passo in cui venga proposta, senza valutazioni etiche più o meno accentuate, un'analisi economica della formazione dei prezzi nell'intermediazione commerciale. Per altro verso la letteratura antica è letteralmente disseminata di riferimenti alla figura e al mestiere del mercante, al grande commercio, alle più modeste pratiche di compravendita, al rapporto tra agricoltura e commercio, al problema del "giusto prezzo": un universo di accenni, metafore, definizioni di tipi sociali, inventari di virtù e di pratiche detestabili, gerarchie del decoro, associazioni costruite per differenza o per analogia, vischiosità millenarie e brusche rotture: un groviglio intricato nel quale è difficile (talvolta impossibile) reperire i parametri per una trattazione tendenzialmente chiusa. Le immagini inquietanti del rapporto tra l'uomo e le merci risultano, nella cultura romana, più 'esplose' che ordinate in sistemi, più disarticolate in una molteplicità di tensioni che ricomposte nella simmetria di polarità senza incrinature.Acquista l'ebook e continua a leggere!
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Il contadino e il lavoro dei campi
Laterza, 19/12/2012
Abstract: Parlare del contadino e del lavoro dei campi per tutta l'Europa negli ultimi due o tre secoli del Medioevo è compito molto arduo, né facilmente risolvibile nello spazio consentito da questo breve saggio. Moltissime erano infatti le differenze nella vita agricola e nelle stesse condizioni ambientali da un capo all'altro del continente, cosicché, pur nella comune appartenenza della stragrande maggioranza dei contadini ad una classe di piccoli produttori, di produttori "primari" (che possiamo distinguere, da un lato, dai raccoglitori tribali e dai pastori nomadi, e dall'altro dai lavoratori salariati e dagli agricoltori capitalisti e collettivisti), il profilo dell'uomo dei campi mutava di connotati dall'una all'altra regione. C'è intanto da premettere che la stessa estensione geografica di quell'Europa latina a cui si limita il nostro esame, subì dei mutamenti nel tempo. Nel XIII secolo essa si allargò di nuovo alla quasi totalità della penisola iberica attraverso il forzato arretramento dell'Islam (e già in precedenza la cristianità latina aveva riconquistato la Sicilia).Acquista l'ebook e continua a leggere!
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Laterza, 19/12/2012
Abstract: È stata senza dubbio una grande rivoluzione quella che, nel corso del X secolo, ha praticamente eliminato la vecchia distinzione della società cristiana in liberi e servi per sostituire a tale antica dicotomia ben più antica, come sappiamo, delle civiltà ebraica, romana e germanica dalle quali l'Occidente traeva la sua origine culturale quella più pratica e significativa in milites e rustici, che implicava l'individuazione di un confine preciso non già nel campo normativo-istituzionale, bensì in quello delle funzioni sociali e dei generi di vita, tra coloro (i pochi, in fondo) che avevano il privilegio di portare le armi e di combattere ed erano per questo normalmente esenti dal sopportare il carico delle imposizioni bannali e coloro (la stragrande maggioranza dei laici) dai quali ci si aspettava un impegno nel mondo della produzione tale da soddisfare alle loro stesse peraltro limitate esigenze e a quelle, un po' più pesanti e sofisticate, di quanti dei frutti del loro lavoro avevano il privilegio di poter vivere.Acquista l'ebook e continua a leggere!
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Laterza, 20/12/2012
Abstract: Vita e atteggiamenti, aspirazioni e sofferenze dei principali protagonisti dell'affascinante società dell'Antico Egitto: il faraone, il contadino, l'artigiano, lo scriba, il funzionario, i morti, il soldato, lo schiavo, lo straniero, il sacerdote.