Trovati 858883 documenti.
Trovati 858883 documenti.
Risorsa locale
Garzanti Classici, 07/06/2024
Abstract: Per Marcello e Luciano, ragazzi di vita stanchi di Roma, il mare di Terracina è un miraggio irresistibile, l'occasione per dire addio alle borgate e cominciare una nuova vita come pescatori. Ma quella infinita distesa d'acqua, meravigliosa e misteriosa, nasconde insidie e pericoli e all'improvviso può trasformarsi in una trappola senza scampo. Terracina, il racconto candidato nel 1950 al Premio Taranto, ci restituisce un Pasolini affascinato dal mare fin da quando, bambino, leggeva Salgari e Omero. Una vera e propria "sindrome marina", tra mito e autobiografia, che è molto più di una suggestione: è la certezza che "noi veniamo dal mare, non dal cielo", e che il mare è l'origine della vita e la culla della civiltà.
Risorsa locale
Amanda Black. Un'eredità pericolosa
Salani Editore, 28/05/2024
Abstract: UNA STORIA CHE VI TERRÀ INCOLLATI A OGNI PAGINAUNA RAGAZZA CON POTERI SPECIALI,UNA VILLA PIENA DI MISTERI E UN ENIGMA DA RISOLVERE PERSALVARE L'UMANITÀIl giorno del suo tredicesimo compleanno, Amanda Black riceve una lettera che le cambia la vita per sempre. Scopre di essere l'unica proprietaria di Villa Black, una gigantesca e oscura magione che appartiene alla sua famiglia da generazioni. I guai iniziano quando, insieme alla casa, Amanda eredita anche poteri inaspettati e un segreto che tutti i Black prima di lei hanno cercato di proteggere a ogni costo. Tra gadget di ultima generazione, messaggi in codice e amici preziosi, Amanda sarà all'altezza di ciò che ci si aspetta da lei? DAL PIÙ GRANDE AUTORE DITHRILLER SPAGNOLO, UNA STORIARICCA DI RIVELAZIONI CHE VI TERRÀINCOLLATI A OGNI PAGINA!
Risorsa locale
VALLECCHI-FIRENZE, 17/05/2024
Abstract: Pubblicata nel 1998 e insignita del Premio Montale, la prima raccolta poetica di Giancarlo Pontiggia, Con parole remote, esce in questa nuova edizione con un racconto dell'autore. Dire però che si tratta della prima raccolta è improprio e riduttivo. Il volume già al suo apparire ha rappresentato non solo un esordio, ma un vero e proprio nuovo inizio. Per due ragioni: una estrinseca e una intrinseca. Quella estrinseca rinvia alla temperie poetica di quegli anni controversi. Invece quella intrinseca riguarda l'idea stessa di ciò che la poesia vuole essere.Testo inaugurale che è ben più di un debutto, perché è ripresa e ricominciamento, Con parole remote è abitato da una voce antica che lo intona e ne costituisce il basso continuo. Voce che precede ogni dire successivo. L'evocazione-invocazione attraversa, scandisce, ritma l'intera raccolta.Come per magia il silenzio è fatto risuonare di una verità sepolta, dimenticata, ma presente. Non altro il compito della poesia. Pontiggia è perfettamente consapevole che tutto il suo lavoro poetico "sottintende un dialogo segreto con delle forze, dei numi silenziosi e tutelari". Numi amichevoli, benefici, e dotati di una loro capacità salvifica, sono le metafore e le figure di senso che la poesia produce in modo nient'affatto arbitrario e che appartengono alla realtà, abitano le profondità dell'essere. La poesia non le inventa, semmai le riscopre e le accoglie.Compito della poesia, afferma Pontiggia, è "ricostruire una nuova sintassi, dialogica, leggibile, capace di custodire il senso del mistero, o almeno di non disperderlo, di serbare il suo nocciolo sacro, impronunciabile".
Risorsa locale
Edizioni Gribaudo, 17/05/2024
Abstract: Un libro esauriente, che non lascia nulla di irrisolto: dai cibi davvero sicuri per chi è celiaco a quelli più insidiosi, passando per l'attenzione alle contaminazioni (non solo a casa, ma anche al ristorante o a cena da amici), arrivando ai consigli, importantissimi, per strutturare un'alimentazione quotidiana sana e del tutto priva di glutine.Che cos'è la celiachia, quali analisi fare e a chi sono consigliate? Dove si trova il glutine e come facciamo a capire se un alimento è idoneo? Come gestire l'alimentazione a casa e fuori casa? Una dieta priva di glutine fornisce tutti i giusti nutrienti? Con tantissime domande e altrettante risposte questo libro si configura, con un po' di ironia e con un tono sempre amichevole e rassicurante, davvero come un "manuale di sopravvivenza", se non fosse che seguendo le sue indicazioni non solo sarà possibile "sopravvivere al glutine", ma riscoprire una vita serena, sana, ricca di gusto e benessere.
Risorsa locale
Aboca, 17/05/2024
Abstract: Prima dell'ingegno umano è arrivata la natura, anzi, l'evoluzione. Un libro di pop-science, ricco di aneddoti, bizzarri esperimenti e appassionanti e divertenti curiosità storiche. Studiare la natura è come studiare l'avanguardia della scienza umana e, contemporaneamente, leggere il grande libro del passato del nostro pianeta, in cui infinite generazioni di esseri viventi hanno risolto brillantemente problemi di chimica, fisica e biologia, lasciandone chiare tracce nei loro stessi fossili e nella genetica e nelle relazioni degli esseri che oggi ci circondano. Confrontare la tecnologia umana con quanto presente in natura ci permette di ridimensionare la nostra specie. Da questa prospettiva, la natura cambia aspetto: non è più un delicato insieme di ecosistemi e habitat da accudire apaticamente, ma una riserva inesauribile di brevetti, materiali, idee da salvaguardare per il nostro stesso interesse e benessere. Per il nostro futuro. Il mito della creazione per lungo tempo ha garantito all'uomo una posizione di superiorità rispetto agli altri animali fino a quando l'avvento del concetto di evoluzione ha cominciato a livellare questa gerarchia. Eppure, l'essere umano fa cose che sembrano precluse alle altre specie: produce auto e telefoni, si veste di abiti e si tinge i capelli, ha inventato internet, i vaccini, i sottomarini… Dalla tecnologia alla scienza applicata, l'unicità dell'uomo parrebbe evidente… Con questo libro scopriremo, invece, che molte delle grandiose idee dell'uomo sono apparse sulla Terra molto prima del nostro arrivo. In anticipo sull'ingegno umano, infatti, è arrivata la natura, che attraverso infiniti tentativi ha selezionato nelle piante e negli animali alcune abilità e caratteristiche davvero sorprendenti. Ci sono batteri che generano particelle magnetiche migliori di quelle prodotte in qualsiasi laboratorio: sono stati individuati nel fango di palude e, al microscopio, presentano delle curiose collane di perle, fatte di magnetite, che usano per orientarsi nello spazio e che noi potremmo impiegare come agenti di contrasto nella risonanza magnetica, per la somministrazione mirata di farmaci e per la cura del cancro. Altri batteri, invece, sono in grado di 'formare' l'oro: tramite riduzione chimica, riescono a immobilizzare gli ioni dei metalli, che spesso sono tossici, rendendo salubre l'ambiente circostante. E poi ci sono funghi che producono sostanze bio-luminescenti, piante che possiedono 'sensori' per il fumo, molluschi capaci di creare colle insuperabili... Con una scrittura brillante e una cultura enciclopedica, Giorgio Volpi ci guida alla scoperta di un mondo naturale sconosciuto, antico e pioneristico al tempo stesso, mostrandoci che in un futuro non lontano potremmo imparare a sfruttare alcune delle scoperte chimiche che la natura ha affinato nei secoli per convertire l'energia solare o per produrre alimenti, farmaci, o nuove materie prime. Abbiamo la responsabilità e il dovere di studiare la natura, non solo per godere della sua bellezza, ma per realizzare un futuro migliore.
Risorsa locale
Aboca, 17/05/2024
Abstract: Un invito ad abbracciare il "paradigma vegetale" in un saggio sorprendente ed efficace scritto da uno dei massimi economisti italiani, maestro dell'Economia Civile. La nuova economia circolare potrà rappresentare una vera rivoluzione, e non solo un nome nuovo per cose in buona parte vecchie, se adotterà un paradigma vegetale; un'adozione che invece ancora non si vede, in un capitalismo green che cambia colore esterno, ma nella sua logica profonda e nei suoi codici narrativi e simbolici resta ancora troppo simile a quello del secolo scorso. Il nuovo paradigma vegetale è il punto di partenza, è una indicazione di un cammino da iniziare di fronte a un bivio decisivo. L'intelligenza degli esseri umani non è l'unica intelligenza del pianeta. Accanto alla nostra ci sono quella degli animali, degli insetti, e quella ancora diversa delle piante. Le piante però hanno una caratteristica unica: a differenza di tutti gli altri esseri viventi sono ancorate al suolo. Questa peculiarità, apparentemente un limite, ha fatto sì che le piante sviluppassero straordinarie forme di resilienza, flessibilità e solidità. La loro architettura è cooperativa, distribuita e capace di resistere alle minacce: per non morire a causa della loro fissità, ad esempio, hanno dovuto imparare a sopravvivere perdendo anche il 90% del loro corpo, stabilendo che ogni parte è importante, ma nessuna veramente indispensabile – un branco di mucche può brucare interamente un prato ma questo può rigenerarsi se una piccolissima parte resta viva. Le piante, insomma, sono un organismo collettivo e, nei momenti di crisi, sono paradossalmente più forte degli animali. Questo saggio nasce dalla consapevolezza che l'intelligenza vegetale abbia delle cose da dire, anche all'economia. Alla luce di queste considerazioni, Luigino Bruni si è posto alcune domande rivoluzionarie: quali sono i cambiamenti che le imprese e gli attori economici devono attuare se dal paradigma animale, che è all'origine del capitalismo e della sua insostenibilità, vogliamo passare a un paradigma vegetale? Quali conseguenze per la governance delle imprese? Non avendo cervello né organi centrali, le piante hanno dovuto imparare a 'pensare', 'vedere', 'sentire', 'comunicare' valorizzando soprattutto le periferie, apprendendo a vivere in perfetta cooperazione con tutto il bosco. Analogamente, se guardassimo bene nella nostra storia passata e presente ci accorgeremmo che nel capitalismo europeo abbiamo conosciuto, e conosciamo, imprese organizzate secondo il paradigma vegetale: sono le cooperative. E se, quindi, le cooperative fossero anche il futuro, non solo il passato dell'economia?
Risorsa locale
Fuoriscena, 28/05/2024
Abstract: "Se si vanno a sommare la contestualizzazione storica, la plausibilità data dall'emergenza esistenziale e dalla fede del primo ministro di allora Menachem Begin nell'azione preventiva, la capacità di esecuzione di quel genere di operazione, aerei cisterna inclusi, e la concatenazione logica degli eventi ricostruiti, non ultima l'escalation prodromica all'evento data prima dall'attentato ai noccioli dei reattori e poi dall'omicidio dello scienziato egiziano, il grado di certezza che attribuisco al quinto scenario è del 99 percento." Un esperto di sicurezza internazionale (che, come è usanza nel settore, esige l'anonimato). Sono passati oltre quattro decenni dalla strage di Ustica e per la maggior parte degli italiani c'è un'unica certezza: il DC-9 dell'Itavia è stato il bersaglio di un attacco missilistico. Ma nella ricerca dei responsabili della strage si sono costruiti solo scenari privi di qualsiasi rapporto di conformità con la storia o la realtà geopolitica e militare, basati piuttosto su credenze ideologiche – "Sono stati gli americani", si è detto, perché gli americani sono ritenuti guerrafondai – ovvero su idiosincrasie personali – a lanciare la pista francese è stato l'ex presidente Francesco Cossiga, la cui figlia ha recentemente rivelato che "il babbo non era filo-francese, preferiva gli anglosassoni". A seguito della straordinaria mole di anomalie, insabbiamenti e menzogne di questa vicenda, si è vagato su terreni sconosciuti in cerca di qualcosa che non si capiva. Qual è stato il risultato? Nessuno scenario si è rivelato convincente, la magistratura non è riuscita a cavare un ragno dal buco e quello di Ustica è rimasto un "mistero". Dopo aver a lungo seguito questa stessa strada, Claudio Gatti ha deciso di cambiare approccio: si è chiesto quante altre volte nella storia dell'aviazione un velivolo civile è stato bersaglio di un agguato aereo in tempo di pace, e come sono stati spiegati eventuali casi equivalenti verificatisi prima del 1980. Ha così appurato che tali casi si contano sulle dita di una mano e ne ha dedotto che, essendo un evento quasi privo di precedenti, doveva avere un movente straordinario, che non dava spazio a piani alternativi. Ma la scoperta più sbalorditiva è stata che ogni caso equivalente è risultato attribuibile a un unico Paese: Israele. Cosa poteva scatenare un'azione di guerra su un'aerovia italiana? Agli occhi di chi lo governava ed era a capo delle sue forze militari, era in gioco la sopravvivenza stessa del Paese: ecco il movente più potente di tutti. Così è emersa la sola soluzione possibile al cosiddetto "mistero" di Ustica, l'unica conforme alla realtà storica, geopolitica e militare di quel momento.
Risorsa locale
Jouvence, 17/05/2024
Abstract: Il saggio si concentra sul periodo successivo alla battaglia di Eylau dell'8 Febbraio 1807, in cui i francesi affrontarono l'armata russo-prussiana, rimanendo alla fine della giornata padroni del campo, ma senza aver ottenuto gli obiettivi strategici che si erano prefissati di conseguire. Vengono esaminati i movimenti tattici delle armate, con il cauto ripiegamento dei francesi verso gli accantonamenti invernali sul fiume Passarge e gli infruttuosi tentativi nemici di aggirarne le posizioni. Quindi, si narra dell'assedio di Danzica e della sua conquista, alla fine di maggio 1807, da parte dell'esercito napoleonico. Infine, dell'esito deludente dell'attacco russo-prussiano del 5 giugno 1807, e delle manovre che, per effetto della controffensiva francese, portarono prima allo scontro interlocutorio di Heilsberg, del 10 giugno, e poi alla grande battaglia di Friedland del 14 giugno, di cui si analizzano le varie fasi, fino alla vittoria finale di Napoleone.
Risorsa locale
Dentro San Vittore. Due anni di lezioni di Italiano in carcere
Meltemi, 17/05/2024
Abstract: Dentro San Vittore è il diario-testimonianza scritto da un'insegnante alla sua prima esperienza di volontariato in un istituto penitenziario.Al giorno d'oggi, in carcere, sono pochi i detenuti che studiano, e in una casa circondariale come quella di San Vittore a Milano – dove si rimane per lo più in attesa di giudizio – gli studenti sono ancora meno. Elena D'Incerti si domanda cosa significhi riprendere la scuola quando si ha un vissuto problematico, dopo anni di traversie personali e di emarginazione sociale, e prova a spiegarlo.Abituata alle aule di un liceo classico della Milano "bene" – dove lo studio è un privilegio dato per scontato –, l'autrice si confronta per la prima volta con il dramma dell'emarginazione nella quotidianità del carcere, entrando nel vivo di un mondo che, seppur collocato nel centro della città, in pochi conoscono davvero. In due anni di lavoro, D'Incerti ha proposto ai detenuti la scrittura in funzione terapeutica, ha provato a riavvicinare studenti adulti (o quasi) al gusto della lettura e, soprattutto, ha rivisto i propri preconcetti e pregiudizi, consolidando invece le proprie convinzioni: in tema di disuguaglianze, la scuola rimane un'opportunità, qualcosa cui garantire l'accesso universale.
Risorsa locale
Le parole giuste. Giornalismo e comunicazione sociale: la responsabilità delle scelte
Meltemi, 17/05/2024
Abstract: Di fronte agli eventi innescati dalla geo-politica e alle crisi in atto, si rinnova il valore della corretta informazione e dell'equilibrio fra realtà e rappresentazione, nell'interesse sia di chi esercita la professione giornalistica sia di chi si fa garante della vita collettiva e lavora per il bene comune. Nasce da qui l'esigenza di riflettere sull'importanza di parole e linguaggi che sappiano entrare nel cuore dei problemi di tutti e di ciascuno con responsabilità, al fine di contrastare la fragilità generata dalla malattia e da altre forme di sofferenza o marginalità.Le scelte dell'informazione per questi temi e per questi obiettivi sono quelle in grado di risvegliare dal torpore, di aiutare a pensare e a rifiutare i luoghi comuni, di raccontare il disagio con rispetto e senza generare allarmismi, anche nelle continue emergenze che attraversano il mondo.Il volume raccoglie riflessioni e testimonianze condivise in occasione del conferimento del Premio giornalistico per la comunicazione sociale "Alessandra Bisceglia". Come restituiscono i diversi contributi, le parole giuste sono quelle che vanno nella direzione dell'autenticità che supera i pregiudizi e si fa strumento di un'informazione in grado di raccogliere le istanze della comunicazione sociale e di interrompere la spirale della paura.
Risorsa locale
La nave di Teseo +, 17/05/2024
Abstract: A partire da una straordinaria storia di successo – il lancio dello spazio di innovazione e incontro House of BMW –, Roberto Olivi guida il lettore attraverso i nuovi approcci al marketing che caratterizzano una grande azienda. Viviamo infatti in un'era esponenziale, in un mondo dove l'accelerazione tecnologica e la velocità delle trasformazioni non hanno paragoni con quanto avvenuto nei decenni precedenti. L'uomo è abituato a progressi misurati sul metro, quello con il quale si controlla la crescita di un bambino. L'era esponenziale ci pone invece di fronte a cambiamenti repentini, che propongono forme d'esperienza completamente inedite. Immersi in un ecosistema digitale che scandisce la nostra quotidianità, non possiamo tuttavia rinunciare ai momenti di relazione, come gli anni recenti hanno mostrato. In questo mondo accelerato e iperconnesso, il contatto umano e i momenti di condivisione sono tornati a essere centrali e determinanti. La casa delle emozioni raccoglie testimonianze e visioni di addetti ai lavori ed esperti per raccontare la necessità di un nuovo umanesimo, che sappia unire il valore sociale alla tecnologia. Questa è la vera sfida che non possiamo più eludere: sul lavoro, nella vita privata, nelle nostre scelte di esseri umani.
Risorsa locale
La nave di Teseo, 24/05/2024
Abstract: Ma non è stato il primo figlio maschio, dopo sette femmine, come Hadj ha fatto credere a tutti, bensì una donna travestita ed educata a comportarsi come un uomo per preservare l'onore del padre e il patrimonio di famiglia. Mohamed ha dovuto aspettare quasi vent'anni e la morte di Hadj, avvenuta nella ventisettesima notte di Ramadan, la "notte fatale" nella quale i destini degli uomini vengono suggellati, per essere liberato dal suo fardello, dalla violenza e dalle menzogne che la intrappolavano e così diventare, con l'ultima benedizione paterna, Zahra. La sua emancipazione da un ruolo e da una esistenza che le sono state imposte sarà rapida e tumultuosa, e la guiderà attraverso un apprendistato alla vita talvolta traumatico e doloroso, ma che la vede, finalmente, libera. Dopo Creatura di sabbia, in cui aveva raccontato la storia di Mohamed, Tahar Ben Jelloun in Notte fatale, con cui ha vinto il premio Goncourt, riporta sulla pagina un personaggio indimenticabile che ora, libero di essere Zahra, deve affrontare i pregiudizi della società marocchina e il disprezzo della sua famiglia pur di essere se stessa.
Risorsa locale
Crocetti, 04/06/2024
Abstract: Nel suo volume Poesía (1980-2005) Luis García Montero scrive che l'intera opera poetica di un autore "è un tracciato di cammini e di frontiere" e che rileggere le proprie poesie scritte in un lungo arco di tempo "richiede un esercizio di memoria e di coscienza". Da questo esercizio nasce l'antologia Un romanticismo illuminato, con testi e titolo scelti dall'autore. Nello svolgersi degli anni, seguiamo le tappe di un itinerario esistenziale e poetico i cui temi ricorrenti sono l'amore e il privato sullo sfondo della vita quotidiana, soprattutto cittadina, colma di contatti umani e di riflessioni letterarie e politiche. La poesia di García Montero, infatti, "esplora la presenza dell'io" nel quotidiano e "guarda al viaggio esistenziale che muta" con il tempo "e trasforma la stessa realtà soggettiva" (Gabriele Morelli). E su tutta questa "poesia nuda, stringente" (Octavio Paz) si staglia la fede nel valore delle parole, portatrici di vita e "Più costanti dell'odio e l'avarizia,/ più forti del rancore e delle prigioni,/ più eroiche del sogno di un esercito,/ più flessibili del mare".Ma col passare del tempo,quando dolore e fortuna si consumano con noi,vorrei che questi versi sconfittiavessero l'emozionee la quiete delle rovine classiche.
Risorsa locale
Crocetti, 04/06/2024
Abstract: La fabbrica delle matite narra le vicende di un secolo, dal 1866 alla Seconda guerra mondiale, attraverso la storia dell'amicizia tra due uomini: Markos, che studia a Zurigo per diventare ingegnere e seguire le orme del padre, greco del Cairo, di cui condivide l'entusiasmo per le "magnifiche sorti e progressive"; e Vàngalis, anch'egli greco e studente al Politecnico, affezionatissimo alla sua tartaruga, e affascinato più dall'ideologia marxista che dall'ingegneria, oltre che affetto da una forte sofferenza psichica. Sodale di Rosa Luxemburg e di Lenin, Vàngalis seguirà quest'ultimo in Russia per partecipare alla Rivoluzione, mentre Markos coverà in segreto il sogno di fondare una fabbrica di matite – che incarnano alla perfezione la sua utopia di progresso, servendo agli ingegneri per disegnare progetti e agli scrittori per scrivere – ma finirà per tornare in Egitto e sposare una donna che non ama, proprio come suo padre. Legati da una fitta corrispondenza fino alla morte di Markos, i due amici, pur così diversi, fungono da specchio l'uno per l'altro, rappresentando le due anime di un secolo.Un grande romanzo cosmopolita: il racconto appassionato di amori felici e matrimoni infelici, di esploratori coraggiosi e colonialisti razzisti, di preti impiccioni e mariti avvelenati, e soprattutto di una grande amicizia, quella tra l'ingegnere Markos, l'Uomo Nuovo della Tecnica, zelatore delle "magnifiche sorti e progressive" – e tuttavia timido e insicuro nelle sue decisioni esistenziali – e il formidabile Vàngalis, l'Uomo della Rivoluzione, "fatto di altra pasta", fumatore seriale e amico di una tartaruga, entusiasta e sempre pieno di vita, a dispetto della salute malferma e dei codini di ogni epoca e credo.La storia d'Europa, del mondo, di tutti noi.
Risorsa locale
Guanda, 18/06/2024
Abstract: Quanto può essere sicuro, un rifugio segreto?Anna vive a Roma in una grande villa, ma adesso è in fuga da un marito violento e forse il paesino sperduto della sua infanzia, sconosciuto a tutti, potrebbe essere il posto ideale dove nascondersi insieme alla sua bambina. Borgo Ottomila è un luogo speciale, un'altra dimensione dello spazio e del tempo: Anna pensa che le sue case siano ormai abbandonate, ma scopre che vi abitano ancora i fantasmi del passato, compresa Marta, la sua migliore amica di allora, che le racconta di non essersene mai andata e di avere custodito per oltre venticinque anni il segreto della loro adolescenza. Le ore passano, e mentre il legame tra le due donne assume contorni sempre più ambigui, le autorità rinvengono un cadavere dall'identità sconosciuta nel parco della villa romana: chi è, e che ruolo ha in questa faccenda? Tutte le piste conducono a Borgo Ottomila, dove la vicequestore Laura Novembre e il sovrintendente Stefano Alfieri dovranno lottare contro il tempo per salvare la vita di Anna e di sua figlia non soltanto dalla furia dell'orco che sta dando loro la caccia, ma anche da altre oscure minacce, che incombono all'orizzonte come le nubi di una tempesta.
Risorsa locale
66THAND2ND, 17/05/2024
Abstract: Nel 1892, a Torino, Edmondo De Amicis scriveva "Amore e ginnastica", il primo romanzo capace di tenere insieme educazione sentimentale ed esercizio fisico. In quegli stessi anni, sempre a Torino, nasceva una visione d'avanguardia dello sport: alcuni pionieri fondavano le prime società sportive, e identificavano spazi e strutture della città dove mettere in pratica quella nuova cultura del movimento. Da allora sono trascorsi oltre centotrent'anni. Il fiume Po, i parchi pubblici (c'è forse, in tutta Europa, una palestra a cielo aperto più bella del Valentino?), le eleganti sedi dei circoli, gli stadi, i palazzetti, le piscine, ma anche i giardinetti rionali, le piastre per il pattinaggio o i moderni playground sono parte integrante del nostro orizzonte urbano. Sono i palcoscenici diffusi dove si è scritta la storia dello sport a Torino, che nel frattempo, con i Giochi invernali del 2006, si è guadagnata anche l'onore e la responsabilità di entrare nella ristretta élite delle città olimpiche. Questa guida sentimentale ai luoghi dello sport torinese è insieme un omaggio e uno strumento per chi vorrà cercare a Torino (e dintorni) tracce di passato, presente e, perché no, di futuro, innamorandosi della bellezza e della signorilità di una città magica. Anche nello sport.
Risorsa locale
Delitto e castigo, l'Italia a Euro 2000
66THAND2ND, 24/05/2024
Abstract: "La pena giuridica comminata per il delitto spaventa il criminale molto meno di quanto pensino i legislatori", così scriveva Dostoevskij del suo capolavoro "Delitto e castigo". È stata forse questa la colpa della nostra Nazionale a Euro 2000: aver commesso, in semifinale contro l'Olanda, un delitto calcistico troppo grande, senza temere la pena. Gli Azzurri di Zoff infrangono le sacre norme che ti impongono di perdere quando devi perdere, che legano i destini della vittoria e della sconfitta. In questo ironico e divertentissimo "Delitto e castigo" la Ragione di Stato racconta la storia di una squadra che in un pomeriggio di Amsterdam del 2000 viola platealmente le leggi del pallone e della vita, credendo di farla franca con astuzia calcistica tutta italiana, pensando di aver realizzato, ai rigori contro i padroni di casa, il crimine perfetto – perfetto come il cucchiaio di Totti a Van der Sar. E racconta di come qualche giorno dopo, proprio a un passo dal trionfo, quando ormai si era convinti di aver ingannato la sorte, le leggi del romanzo russo, del pallone e della vita tornano a bussare implacabili con la più feroce e severa delle punizioni: i beffardi gol di Wiltord e Trezeguet che decretano la sconfitta in finale contro la Francia.
Risorsa locale
Garzanti, 04/06/2024
Abstract: "Una storia emozionante. "Kirkus Reviews"Ishi Robinson è un'autrice da tenere d'occhio."Publishers Weekly"Attraverso gli occhi della piccola e tenace Pumkin, Ishi Robinson riesce a parlare di famiglia e ambizione. Lasciatevi ispirare dalla sua storia. "Booklist"Un piccolo gioiello."Library JournalA Kingston, in Jamaica, una donna è destinata a starsene a casa, buona buona, accanto ai fornelli. Akisha lo sa bene. Ha solo undici anni, ma si rende conto che, intorno a lei, pochissime ragazze hanno l'opportunità di studiare. Come la zia Sophie e la nonna, che l'hanno soprannominata Pumkin perché la sua pelle ha il colore dorato della zucca e le hanno insegnato che tra le pagine di un libro può essere libera. Fino al giorno in cui queste due donne se ne vanno e lei rimane sola con la madre, che la chiama ironicamente "zucca vuota" e la prende in giro per i suoi sogni. Ma Pumkin sa che, se si impegna, può realizzarli. Perciò, quando decide diraggiungere la zia a Marsiglia, mette in campo tutti gli strumenti a sua disposizione e apre il ricettario di dolci della nonna. Inizia così a sfornare tartufi al cocco e torte al burro per pagarsi le lezioni di francese. Ma, per una donna, farsi largo in un mondo che vuole rinchiuderti non è semplice. Pumkin dovrà trovare dentro séstessa la forza per ribellarsi e uscire dalla prigione della cultura in cui vive.Ishi Robinson ha conquistato gli editori di tutto il mondo con il suo romanzo d'esordio, che racconta la storia di una giovane alla ricerca della propria identità. Una ragazza che riesce a trovare il riscatto personalegrazie all'impegno, alla tenacia e all'intelligenza. Perché solo chi tiene fissi gli occhi sulla meta sa che, per quanto il viaggio possa essere pieno di difficoltà e momenti di disorientamento, l'orizzonte non è mai irraggiungibile
Risorsa locale
La nave di Teseo, 24/05/2024
Abstract: Cinque matrimoni, innumerevoli amicizie, burle, cavalli, amori, film immortali e ossessioni intellettuali: il due volte premio Oscar John Huston racconta la propria vita, e lo fa a modo suo. Sul palcoscenico per la prima volta, all'età di tre anni, vestito con un abito da Zio Sam, poi sul ring a diciotto, boxando per guadagnarsi da vivere. E ancora, Huston che vende il suo primo racconto, poi sempre di corsa su e giù lungo le strade di Londra per recitare al Greenwich Village; fino all'arrivo a Hollywood dove scrive per Jack Warner, e dirige il suo primo film, Il mistero del falco, per poi girarne e viverne altri, ancora e ancora, facendo la storia di quarant'anni di cinema americano, da Il tesoro della Sierra Madre a Il cardinale. Le storie dietro i suoi film, molto spesso, sono emozionanti quanto le vicende che scorrono sullo schermo, con protagonisti stelle straordinarie come Hemingway, Selznick, Sartre, Monroe, Flynn, Welles, Gable, Bogart, Clift, Brando, Audrey e Katharine Hepburn. Un libro aperto è una cavalcata nel cinema, l'autobiografia travolgente e definitiva di un maestro di Hollywood, in grado di farci rivivere tra le pagine tutta la sua audacia, il suo genio, lo stile e i sogni che lo hanno reso immortale. "La prova che Huston è stato un grande regista è che, anche nei suoi film meno difendibili, spesso c'è un guizzo, un lampo di genio: qualcosa che sfugge alle ragioni dell'economia e alle richieste dei committenti, qualcosa a cui Huston non è obbligato per contratto, ma che lui, irresistibilmente, non può non fare, come per prendersi una rivincita." Dalla postfazione di Alberto Pezzotta "Di gran lunga superiore alla serie infinita di libri scritti da e su gente del cinema. Huston mostra l'abilità di un maestro della sceneggiatura nell'impostare una scena e delineare un personaggio con poche parole." The New York Times Book Review
Risorsa locale
Baldini+Castoldi, 24/05/2024
Abstract: "Licandro ricostruisce un filo di pratiche e tradizioni relative al "sacro" che parte dall'olio miracoloso scaturito presso il Tevere nel 38 a.C. e giunge agli imbarazzanti rituali medievali ancora oggi in uso alla corte d'Inghilterra." Dalla prefazione di Luciano Canfora Veniva da Gerusalemme l'olio crismale usato dall'arcivescovo di Canterbury il 6 maggio 2023 durante la solenne cerimonia di incoronazione di Carlo III nell'abbazia di Westminster. Il fatto che ancora nel terzo millennio il rituale di investitura di una delle più blasonate monarchie europee sia legato all'olio sacro proveniente dalla Terra Santa dimostra come la nostra modernità, pur con i suoi profondi e continui cambiamenti, sia avida di rituali e simboli eterni. E cos'è l'olio crismale se non un rito e un simbolo antico che rimanda direttamente a Gesù Cristo, l'Unto, e ancora prima ad Augusto, il fondatore dell'Impero romano? Orazio Licandro ci accompagna in un appassionante viaggio a ritroso in cui l'olio sacro è protagonista delle cerimonie di investitura di re e imperatori, sino a Napoleone, incoronato due volte, prima a Nôtre-Dame e poi nel Duomo di Milano, passando per Carlo Magno e la celebre notte di Natale dell'800, quando papa Leone III lo nominò imperatore dei Romani, aprendo una vera e propria crisi diplomatica con Costantinopoli. Quella dell'olio crismale è una storia antica e insieme modernissima, un racconto affascinante di uno degli elementi forse meno noti ma più significativi della cultura del nostro mondo.