Trovati 1367 documenti.
Trovati 1367 documenti.
Parisiis : [Compagnie du Grand Navire], 1599
Parisiis : [Compagnie du Grand Navire], 1599
Milano : Rizzoli, 1982
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
Inni orfici / a cura di Gabriella Ricciardelli
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : A. Mondadori, 2000
Abstract: Gli inni orfici sono la più singolare raccolta di preghiere pagane. Siamo, con ogni probabilità, nel I o II secolo dopo Cristo in Asia Minore. Un'associazione di devoti di Dioniso, la quale immagina che Orfeo abbia fondato i misteri del dio, prepara un libro di culto. Si tratta di 87 inni: ciascuno di essi è dedicato a una divinità, e ogni preghiera (poiché l'associazione dionisiaco-orfica rifiuta i sacrifici cruenti) è accompagnata da un profumo. Gli dei dell'associazione dionisiaca hanno molti nomi - Dioniso è anche Eracle e Zeus, Eracle è anche il Sole, Artemide è anche Ecate - e la mitologia viene così intrisa di filosofia stoica e neoplatonica.
Edipo re ; Edipo a Colono ; Antigone / Sofocle ; traduzione di Vico Faggi ; a cura di Simone Beta
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: Edipo re è uno dei momenti pili alti del pensiero greco. Il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre i propri misfatti, non è solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresì il simbolo dell'oscura vicenda dell'uomo, creatura di enorme e nessun valore. Ma quando poi Edipo a Colono riprende la storia e presenta il protagonista che, a distanza di anni, con l'unico sostegno della figlia Antigone, approda ad Atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi. Dopo la morte di Edipo, è Antigone a pagare il suo gesto di pietà nei confronti del fratello Polinice trasgredendo le leggi civili in nome di quelle divine. Completano il volume un'introduzione generale, un saggio esplicativo che precede ogni singola tragedia e un apparato di note.
30. ed.
BUR, 2016
Abstract: Un cadavere putrescente su cui uccelli e cani banchettano. Una lotta mortale intorno al destino di questo corpo. Uno scontro sulla legge e sulla giustizia, sull'ordine e sull'obbedienza. Antigone contro Creonte. Il teatro di Sofocle ha consegnato alla tradizione occidentale un nodo tragico infinitamente riattraversato e interrogato, dall'antichità ai traumi del secolo breve. Ma che cosa ricorre effettivamente sulla scena? Quali problemi e insieme quali fraintendimenti risuonano a partire dall'antico duello verbale?
Città nuova, 2022
Milano : La vita felice, 2022
Saturnalia ; 65
Abstract: Sono qui riportati sei scritti raccolti nell'opera nota come "Moralia", dei quali si suggerisce una lettura continuata e che si è scelto di raggruppare con il titolo "L'arte di vivere bene". Un repertorio preziosissimo per la conoscenza delle idee e del sapere dell'antichità greca, in cui l'autore, poliedrico divulgatore dalla vasta cultura letteraria e filosofica, alterna citazioni ed esempi per esortarci alla ricerca di un benessere che non derivi dai beni materiali, ma dall'equilibrio interiore e dalla ricerca della giusta misura cui possiamo approdare mediante l'esercizio della temperanza.
Onomasticon / Giulio Polluce ; a cura di Barbara Castiglioni
La Vita felice, 2023
Abstract: Unica opera di Giulio Polluce pervenutaci in un ampio estratto, l’Onomasticon è la più antica opera a carattere enciclopedico trasmessaci dall'antichità. L'opera è composta da un elenco di vocaboli e sinonimi distribuiti in dieci libri e organizzati per argomento: dalla tradizione religiosa, bellica e agricola all’anatomia, dalla politica alla scienza e ai costumi, dalla caccia all’alimentazione, dal commercio alla giustizia, dall’urbanistica all’artigianato. Il libro IV è fondamentale per comprendere il teatro, le ingegnose macchine da palcoscenico e le misteriose maschere utilizzate nella tragedia e nella commedia greche e romane.
In Milano : nella stamperia di Antonio Agnelli, [1756-1757]
Pisa : Giardini, copyr. 1984-1994 poi: Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 1996-2006 poi: Fabrizio Serra, 2008-2017
12. ed
[Milano : Rizzoli], 2006
Abstract: La vicenda raccontata dalla parte dei persiani è incentrata sulla sconfitta della flotta persiana da parte della coalizione greca avvenuta a Salamina
Commedie / Menandro ; a cura di Guido Paduano
Milano : A. Mondadori, 1991
Supplici ; Elettra / Euripide ; a cura di Silvia Fabbri
Milano : A. Mondadori, 1995
Abstract: La storia di Elettra, la figlia di Agamennone che, per vendicare il padre assassinato, ordisce il matricidio e quella delle madri dei sette eroi caduti all'assedio di Tebe che supplicano di riavere le spoglie dei loro cari.
11. ed.
Garzanti, 2015
Abstract: In questa tragedia inquietante ed esemplare, ambientata sulle spiagge del Chersoneso tra la flotta greca di ritorno da Troia, una sconvolgente violenza femminile sembra dominare la scena. Prigioniera dell'esercito greco, un tempo regina di Troia, Ecuba sopporta l'estremo orrore: il duplice omicidio dei figli. La madre assiste impotente al sacrificio della figlia Polissena, tributo di sangue chiesto dal fantasma di Achille. Ma scopre anche che il figlio Polidoro, apparsole in sogno, è stato ucciso da Polimestore, il re di Tracia a cui era stato affidato da bambino. Con furia eroica, la sovrana compirà una vendetta terribile, uccidendo i figli di Polimestore e accecandolo, come in un eterno esilio. Alla fine, Ecuba accetterà di essere trasformata in una cagna dagli occhi di fuoco, secondo una oscura profezia di Dioniso. L'ampia introduzione analizza il nesso tra giustizia, punizione e vendetta, inestricabilmente legate in un mito carico di orrore, che ha ispirato Virgilio, Ovidio, Dante e Shakespeare.
Ippolito / Euripide ; a cura di Davide Susanetti
3. ed.
Feltrinelli, 2014
Abstract: Afrodite, offesa per la poca devozione di Ippolito, figlio di Teseo, devoto unicamente ad Artemide, fa innamorare di lui la matrigna Fedra. La nutrice confida ad Ippolito la causa della disperazione di Fedra e il giovane, indignato, si scaglia, imprecando, contro la matrigna che si uccide, ma prepara la sua vendetta: in una lettera destinata a Teseo accusa il figliastro di averla violata. Il re maledice Ippolito che viene travolto dai suoi cavalli imbizzarriti per l'apparizione di un mostro marino inviato da Poseidone. Il giovane, difeso da Artemide stessa davanti a Teseo, muore dopo essersi riconciliato con il padre. Testo greco a fronte.
Il povero leone = Ptocholeon / a cura di Tommaso Braccini
Einaudi, 2020
Abstract: Divenuto schiavo per problemi economici, Leone viene assunto al servizio dell'imperatore per la sua capacità di distinguere ciò che vale da ciò che non vale. Prima le gemme, poi i cavalli, poi le donne, e infine la genealogia dello stesso imperatore (che non è figlio di chi crede): alla fine le sue expertises gli permetteranno di riscattare la libertà. Come già per la Storia di Barlaam e Ioasaf, la Bisanzio medievale si dimostra un crocevia di tradizioni narrative e sapienziali fra Oriente e Occidente. Anche il poemetto del "Povero Leone (Ptocholeon)", inedito in Italia, è la rielaborazione di un anonimo monaco del XIV secolo di un'antica tradizione indiana di origine buddhista. Il racconto si incrocia con testi arabi, con "Il Novellino", con la saga di Amleto narrata da Sassone Grammatico e arriva, con tutta la sua arguzia e saggezza, fino all'epoca moderna. "I corvi mangiano di tutte le carogne le carni, di quadrupedi e volatili: allo stesso modo gli adulatori divorano i cuori degli stolti. Per questo ti ricordo: quanti non ti adulano né conoscono menzogne, ma tutta la verità dicono alla tua maestà, questi stimati autentici amici in ogni decisione o azione. Tienteli stretti, onorali e amali come conviene, mio signore".
2. ed.
Milano : Garzanti, 2009
I grandi libri
Abstract: Come di consueto Plutarco espone elementi e lascia intravedere le varie direzioni di un giudizio storico e morale, senza però scriverlo con chiarezza e imporlo al lettore. Restano dubbi e ambiguità: è solo un traditore che si autodistrugge, Coriolano? O non anche la vittima di una esasperata reazione all'ingiustizia subita, capace tuttavia di un sacrificio finale che ne riscatta in parte la figura? E Alcibiade è solo un amorale narcisista, o non anche un uomo di qualità superiori, vero prodotto di una natura formidabile e perciò oggetto di invidia e di incomprensione da parte dei contemporanei?