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La mente allargata. Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa
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Manzotti, Riccardo

La mente allargata. Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa

Il Saggiatore, 21/11/2019

Abstract: Che cos'è la coscienza? È qualcosa di fisico? E che cos'è la realtà? È qualcosa di esterno, oggettivo, che possiamo davvero conoscere? E come? Dall'antichità a oggi, queste domande perturbanti non hanno smesso di far discutere filosofi e scienziati. Ma le loro risposte si sono sempre basate sul dualismo irriducibile tra mente e realtà, apparenza e mondo fisico, che ha scavato un fossato tra l'uomo e gli oggetti che lo circondano. Così la coscienza umana è diventata un mistero inafferrabile, un fenomeno interiore e soggettivo, e la natura un dato esteriore ed estraneo, come se tra le due esistesse una distanza incolmabile.Riccardo Manzotti rifiuta questa frattura e ci invita a cambiare prospettiva, a ripensare la relazione tra mente e realtà in termini di identità e corrispondenza, superando il pregiudizio secondo cui la nostra esperienza del mondo sarebbe diversa dal mondo di cui facciamo esperienza. Con un approccio che abbraccia corpi e vissuti, ma anche sogni e allucinazioni, in La mente allargata Riccardo Manzotti avanza una tesi radicale: che la nostra percezione sia un dato concreto, materiale; che coscienza e mondo, infine, coincidano.Con La mente allargata possiamo non solo capire come funziona la nostra mente, ma anche vedere la nostra esistenza sotto una nuova luce, e scoprire che non c'è alcun baratro a separarci dall'universo, che non siamo né scissi dentro di noi né divisi da ciò che ci circonda. Anzi, possiamo finalmente affermare "io sono il mondo".

Passaporti. Un viaggio esoterico
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Marcenaro, Giuseppe

Passaporti. Un viaggio esoterico

Il Saggiatore, 16/01/2020

Abstract: "Il viaggiatore vide città che esistevano identiche duemilatrecento anni avanti che lui passasse. Era vestito di bianco e calzava sandali: era forse quella l'unica misura per rispettare un luogo. Riempiva il taccuino di impressioni. Al ritorno si accorse che le pagine erano completamente bianche, come se la sua scrittura fosse scivolata via."Non meno aeree e trasognate dei luoghi fantastici creati da Swift o Rabelais, le città visitate in questo viaggio esoterico hanno sembianze reali, nomi consueti, segni tracciati su mappe e segnavia. A ricrearle sulla pagina è un instancabile flâneur, uno scrittore che serpeggia fra i vicoli algerini e nella casba dei carruggi genovesi, che solleva lo sguardo sulla Prospettiva Nevskij o sprofonda nei bassifondi di Parigi, ancora infestati da spettri fin de siècle.Simili a una seduta spiritica, le sue peregrinazioni ridanno corpo a fantasmi letterari, permettendoci di incontrare Puškin nei caffè di San Pietroburgo poco prima della morte in duello, di incrociare Joyce, sbertucciato e ubriaco, mentre vaga nelle stradine di Città Vecchia a Trieste, o di ritrovare le tracce di Rimbaud in fuga fra le capanne bianche di Harar, così simili ad arnie popolate da api. Passaporti è un libro ramingo, un libro di viaggi, un romanzo dello sguardo in cammino. Fra parola e immagine, fra tempo scritto e tempo vissuto, Giuseppe Marcenaro disegna una sensuale geografia di ombre, occulta e avvolgente, in cui rinvenire infiniti passati, tutti a noi contemporanei.

Storia del mondo in dieci imperi. Dalla Mesopotamia agli Stati Uniti
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Strathern, Paul

Storia del mondo in dieci imperi. Dalla Mesopotamia agli Stati Uniti

Il Saggiatore, 23/01/2020

Abstract: "Ogni re che vuole dimostrarsi mio pari vada dove io sono andato": con queste parole Sargon il Grande più di quattromila anni fa conquistava le città della Mesopotamia e unificava il mondo in un unico territorio che andava dai monti dell'Anatolia al Golfo Persico. Da quel momento la storia dell'umanità è stata segnata dall'ascesa e dalla caduta dei grandi imperi, che hanno impresso la loro impronta su cambiamenti epocali, rivoluzioni, guerre e trattati di pace.Paul Strathern ne ripercorre le vicende dalla dinastia di Akkad al dominio globale degli Stati Uniti, raccontando l'Impero romano, le conquiste dei mongoli, la Cina della dinastia Yuan, i califfati arabi, l'impero marittimo del Regno Unito. Attraverso i secoli l'organizzazione degli imperi si è modificata di pari passo con la concezione del potere, evolvendo da un puro e semplice dominio territoriale, alimentato dalle conquiste militari, alla capacità di influenzare le politiche degli stati vicini, fino ad arrivare a potenze economiche in grado di spostare gli equilibri su scala mondiale.Ogni incarnazione della forma impero descritta da Strathern è stata accompagnata da valori etici, politici e religiosi peculiari, di volta in volta presentati alle masse come i migliori e i più desiderabili, ma connotati anche dalla violenza e dallo sfruttamento dei popoli conquistati. Storia del mondo in dieci imperi attraversa quattro millenni di trionfi e sconfitte, dai campi di battaglia europei ai porti dell'Oriente, dalle steppe dell'Asia agli altipiani dell'America del Sud, e ripercorre la nostra storia grazie ai grandi imperi in cui si rispecchiano, nel bene e nel male, le vicende di tutta l'umanità.

Il diavolo mi accarezza i capelli. Memorie di un criminologo
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Ceretti, Adolfo - Nisivoccia, Niccolò

Il diavolo mi accarezza i capelli. Memorie di un criminologo

Il Saggiatore, 30/01/2020

Abstract: Il diavolo non esiste: il male è ovunque. Prende le forme di una ragazza di sedici anni che insieme al fidanzato massacra a coltellate la madre e il fratello undicenne; veste la divisa di un gruppo di poliziotti che commette rapine e omicidi a bordo di una macchina bianca nelle notti buie della via Emilia; possiede i baffi seducenti del più imprendibile e famoso bandito della Milano del dopoguerra. Quel male, quel diavolo sotto forma di mente criminale, Adolfo Ceretti lo ha studiato per tutta la vita. Ci è entrato dentro come in un tunnel senza fondo, ha toccato con mano le sue pareti oscure, ha fissato con occhi di esperto i suoi contorni inafferrabili.Il diavolo mi accarezza i capelli è un'immersione nelle memorie di un grande criminologo che lavora da anni a stretto contatto con i protagonisti di alcuni tra i più celebri casi di cronaca nera del nostro passato. Ceretti ci accompagna tra scene del delitto e carceri di massima sicurezza, mostra in modo intimo e diretto il suo lavoro sul campo, gli strumenti e le tecniche per entrare in rapporto con i sospettati superandone le difese e la diffidenza. Dall'omicidio Calabresi alle Brigate rosse, da Prima linea alla Uno bianca, il suo è un racconto personale, sempre intenso e libero da pregiudizi, che si intreccia con la storia d'Italia e affronta i grandi traumi della nostra coscienza collettiva.Quella che Adolfo Ceretti ripercorre è la ricerca di tutta una vita: il tentativo di muoversi lungo il confine che separa le vittime dai carnefici, per trovare i punti di contatto tra le due parti, per capire che cosa trasforma una persona in un criminale e com'è possibile riabilitarsi. Un viaggio attraverso lo specchio del diavolo per riuscire ad abbracciare il nostro riflesso più nero.

La scimmia egoista. Perché l'essere umano deve estinguersi
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Money, Nicholas P. - Faravelli, Elisa

La scimmia egoista. Perché l'essere umano deve estinguersi

Il Saggiatore, 24/01/2020

Abstract: Noi esseri umani possiamo dirci soddisfatti: siamo la specie dominante su questo pianeta, facciamo avanzare a grandi passi scienza e tecnologia e il nostro progresso sembra infinito. Abbiamo posto noi stessi e la nostra intelligenza al centro dell'universo e stiamo pensando di attribuirci un nuovo nome, Homo deus, per le nostre capacità quasi divine. Eppure, se osserviamo il nostro operato con occhio più disincantato, il nome che ci meritiamo davvero è Homo narcissus, in omaggio al nostro sfrenato egocentrismo e alla nostra incapacità di vederci come parte di un mondo che stiamo devastando.Il ritratto che fa di noi di Nicholas P. Money è un salutare bagno di realtà, necessario a ridimensionare l'altissima stima che abbiamo della nostra specie. In brevi e incisivi capitoli Money ricostruisce la nostra carta d'identità biologica: come ci siamo evoluti, come funzionano i nostri corpi, come ci siamo diffusi sul pianeta, come nasciamo e come moriamo. Non siamo poi così speciali rispetto ad altri animali: i nostri organi sono più o meno gli stessi; abbiamo altrettanti geni di un pollo ma meno di molte piante; squali e vongole sono molto più longevi di noi. E, soprattutto, la nostra intelligenza è un'arma a doppio taglio: ci ha permesso di conquistare il nostro ambiente, ma al costo di trasformarci in vandali su scala planetaria, col risultato di portare intere specie sull'orlo dell'estinzione. La nostra coscienza scatena il terrore per la morte individuale, ma restiamo ciechi di fronte alla tomba collettiva che ci scaviamo giorno dopo giorno.La scimmia egoista è una fotografia spietata e oggettiva dell'umanità, un ultimo grido di allarme per farci scendere dal piedistallo e salvare il nostro futuro. Possiamo anche non ascoltarlo, ma non dobbiamo sorprenderci se, quando ci saremo finalmente estinti, il resto del pianeta tirerà un sospiro di sollievo.

Lo scheletro nell'armadio. Vita segreta delle ossa
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Switek, Brian

Lo scheletro nell'armadio. Vita segreta delle ossa

Il Saggiatore, 13/02/2020

Abstract: Pensate alle vostre ossa: al delicato meccanismo del gomito, alla robusta spina dorsale che ci imparenta con ogni vertebrato mai vissuto, al modo in cui l'articolazione della spalla ruota e ci permette movimenti impensabili per altri animali. Non possiamo vederle, ma queste strutture celate dalla pelle e avvolte dai muscoli custodiscono la nostra storia individuale, i segreti dell'evoluzione e l'immaginario religioso e culturale di ogni popolo, vivente o estinto.Lo scheletro nell'armadio ci racconta tutto delle nostre ossa: di come ci accomunino agli altri esseri viventi; di come ancora oggi nel nostro scheletro si trovino tracce dei primi ominidi, di protomammiferi vissuti all'ombra dei dinosauri, di pesci preistorici dalle cui pinne si sono evolute le nostre mani e di minuscoli organismi dei mari primordiali. Di come abbiamo modellato il nostro mondo, gli strumenti che usiamo, le città in cui viviamo in base a quello che le nostre articolazioni possono o non possono fare.Di come le nostre ossa, solo in apparenza rigide, continuino a rinnovarsi e a crescere durante tutta la vita, tenendo traccia dei traumi sofferti, dei cibi di cui ci siamo nutriti e delle esperienze che abbiamo vissuto. Di come da antichi resti e sepolture abbiamo potuto ricostruire la storia di uomini e donne per troppo tempo dimenticati, di re, battaglie, popoli e intere culture. Di come scheletri e teschi, nonostante siano stati spesso scelti come simboli di morte e caducità, paradossalmente siano la parte di noi che durerà più a lungo e continuerà a parlare della nostra vicenda umana.In queste pagine Brian Switek spazia dalla biologia cellulare al culto delle reliquie, dall'artrite dei dinosauri alle collezioni anatomiche di musei e università (e ai metodi non troppo etici con cui sono state assemblate), e ci rivela come i più grandi segreti siano celati proprio dentro di noi.

Red riding quartet
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Peace, David

Red riding quartet

Il Saggiatore, 04/02/2020

Abstract: Yorkshire, Inghilterra, 1974-1983. Il Nord del paese è un'allucinazione di miniere abbandonate, fabbriche abbandonate, fabbriche automatizzate, fabbriche come cattedrali, ciminiere più alte di campanili, cieli neri, orizzonti di cemento armato. Le sue città in rovina, misogine e brutali, sono un incubo di villette unifamiliari in cui si consumano esistenze senza luce, di edifici scuri nella pioggia fredda, di case vuote come teschi scarnificati. Magazzini come occhi, fabbriche come sguardi. Le luci rosse degli stop che si allontanano come piaghe.Il ronzio ruvido e reiterato della radio vomita la sua cantilena: bombe dell'Ira, scioperi dei minatori, scioperi della fame, Maggie Thatcher, le Falkland. E poi bambini violentati e uccisi, prostitute violentate e uccise: lo Squartatore dello Yorkshire è tornato, la polizia non lo trova, forse non lo ha mai cercato davvero.Il Red Riding Quartet è la tragedia di un universo psicotico e terminale, in cui la follia di un serial killer è la follia di tutti, e i suoi delitti sono la violenta determinazione storica di un male ormai ubiquitario. Un mondo di bambini il cui grido rimbomba nel vuoto come la preghiera ignorata da un Dio assente, di donne spaventate e uomini divenuti prede che si dibattono in una lotta ossessiva con il dolore e la sconfitta. Creature postumane che non potrebbero vivere altrove se non nell'inferno oscuro, gelido e meccanizzato dello Yorkshire.I quattro romanzi-poema del Red Riding Quartet – che il Saggiatore presenta in esclusiva per i lettori italiani in un unico volume – hanno rivelato uno dei massimi interpreti del contemporaneo: con questo ciclo perturbante, potentemente politico perché capace di dare corpo letterario agli spettri più oscuri che percorrono il reale, David Peace innesta nei moduli ormai inerti del thriller la linfa di una prosa densa e poetica, che trasmuta la vita in un'alternanza vertiginosa di voci aggrovigliate, dialoghi sincopati, ripetizioni nevrotiche, riproducendo al parossismo il respiro ansiogeno del tempo.

L'eredità immateriale. Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento. Nuova ediz.
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Levi, Giovanni

L'eredità immateriale. Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento. Nuova ediz.

Il Saggiatore, 20/02/2020

Abstract: Giovan Battista Chiesa è un prete, un guaritore, un esorcista, un imbonitore. Il suo sandalo batte instancabile le sperdute campagne piemontesi di fine Seicento promettendo a tutti, contro le disposizioni del vescovo, la salvezza dell'anima e del corpo dall'influsso del demonio. Il bilancio di Giovan Battista Chiesa è impressionante: sei guarigioni al giorno, poi addirittura diciotto, fino a oltre cinquecento in meno di due mesi; troppe perché il Santo Uffizio non se ne accorga e non lo metta sotto processo, imponendogli, dopo un complicato iter giudiziario con testimoni analfabeti e stravaganti documentazioni, di cessare la sua attività di sacerdote taumaturgo.Attraverso gli atti dei processi e altre fonti secondarie, lo storico Giovanni Levi penetra in questa vicenda apparentemente di poco conto e ne ricava un quadro dettagliato della società contadina sotto l'Ancien Régime. Levi scava nella vita quotidiana della popolazione minuta e anonima che Giovan Battista Chiesa raccoglie attorno a sé e indaga per cerchi concentrici le strutture familiari e sociali, i rapporti economici e politici dell'universo rurale del tempo, svelando un micromondo attivo e consapevole, capace di rispondere con inventiva alla crisi della feudalità e all'imporsi dello Stato assoluto. Uno scenario brulicante di avvenimenti silenziosi e protagonisti senza volto, in cui la trasmissione di ciò che è immateriale – il prestigio, le professioni, le cariche – diventa più importante di qualunque bene terreno.L'eredità immateriale è un classico della storiografia contemporanea, un'opera che rovescia la prospettiva da cui siamo soliti guardare al nostro passato, permettendoci di osservare il grande quadro attraverso la lente di un microscopio e mettere così a fuoco le esistenze di quei soggetti solitamente dimenticati dalle cronache ufficiali. Un libro fondamentale, che raccontandoci la lenta ma inarrestabile trasformazione della società di fine XVII secolo ci rivela quanto instabili siano i nostri desideri individuali, le gerarchie e i valori condivisi.

Fantasmi. Una storia di paura
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Morton, Lisa - Braccio, Carlo

Fantasmi. Una storia di paura

Il Saggiatore, 14/02/2020

Abstract: L'atmosfera sinistra di una vecchia casa abbandonata o di un cimitero, una sensazione improvvisa di gelo, rumori inspiegabili, una figura evanescente percepita con la coda dell'occhio: l'apparizione di un fantasma è da sempre ben radicata nel nostro immaginario. Se c'è un elemento comune a tutte le culture del pianeta è proprio la credenza in queste manifestazioni soprannaturali, presenze inquietanti che suscitano timore, protagoniste di leggende popolari, miti e tradizioni arcaiche.Nella storia i fantasmi hanno assunto molteplici forme: gli spiriti dei defunti temuti e onorati nel mondo antico, dall'Egitto alla Grecia; le ombre degli avi evocate da Ovidio nei Fasti; gli spaventosi draugar del folclore norreno che infestano i tumuli; i bhuta del continente indiano, pericolosie sempre affamati; le apparizioni del Medioevo cristiano, talvolta miracolose e angeliche, talvolta inganni del demonio. Nessuna epoca, racconta Lisa Morton, sfugge a questa fascinazione: in pieno, razionale XIX secolo esplode la mania dello spiritismo, in cui confluiscono tecniche scientifiche,trucchi teatrali, truffe plateali e il sincero desiderio di entrare in contatto con i propri cari estinti. E se in passato era soprattutto la letteratura a tramandare la figura del fantasma, oggi sulle case infestate abbondano soprattutto leggende urbane, film horror e programmi televisivi dedicati ai cacciatori di ectoplasmi e ai loro bizzarri strumenti. Spaziando da Amleto a Il sesto senso, in Fantasmi Lisa Morton stila una vera e propria enciclopedia spettrale che raccoglie miti, racconti e testimonianze di eventi inspiegabili, narrandocosì la storia delle nostre paure più profonde – e più affascinanti.

Breve storia della risata
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Eagleton, Terry - Pitter, Denis

Breve storia della risata

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: La risata è una delle nostre azioni più spontanee e caratteristiche. Eppure ha un'enorme varietà di sfumature: potete ridere con qualcuno, di qualcuno o potete ridere di voi stessi; la vostra risata può essere liberatoria o nascondere rabbia e paura; ridendo potete rafforzare gli stereotipi o attaccare il potere.Terry Eagleton ci racconta l'esilarante storia della risata; a partire dal Medioevo, quando è temuta e malvista da pensatori e filosofi, troppo diffusa tra il volgo, capace di rovesciare l'ordine divino, da confinare in occasioni speciali come il Carnevale; per proseguire con l'Illuminismo, quando le battute brillanti e l'arguzia diventano di moda: essere spiritosi è prova di intelligenza e virtù, indispensabile per fare bella figura in società. E come funziona l'umorismo che oggi arricchisce film, serie televisive, romanzi e spettacoli teatrali? Eagleton ne passa in rassegna i meccanismi e le possibili variazioni, dalle incongruenze che spiazzano a quelle che mescolano il tragico col solenne, fino alle battute che implicano la superiorità di chi le pronuncia. E alle boutade con cui a volte si può essere superiori anche a se stessi, come Groucho Marx quando afferma: "Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me".Breve storia della risata segue le tracce dell'umorismo da Rabelais ai Monty Python, da Freud alla stand-up comedy; ne traccia la mappa e soprattutto ci rivela come in una semplice risata agiscano i meccanismi che più di ogni altra cosa ci rendono unici e umani.

Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua
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Arcangeli, Massimo

Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua

Il Saggiatore, 20/02/2020

Abstract: Quante volte avete avuto un alterco con qualcuno? Vi è mai capitato di sentirvi pieni di astio di fronte a un interlocutore decisamente becero? E di avere una fame pantagruelica? Pensate di possedere un certo contegno (anche se non quanto il vostro azzimato cugino)? Se vi dicono che siete morigerati vi offendete o inorgoglite? Esistono termini che riescono a raccontare molte cose diverse, ed eventi, azioni, stati d'animo della nostra quotidianità che possono essere descritti con precisione solamente da un'unica parola, magari un po' desueta: conoscerla significa saper dare un nome a una parte di noi stessi.Massimo Arcangeli ci guida nel regno delle parole dimenticate della lingua italiana, alla scoperta di cinquanta aggettivi, verbi e sostantivi in grado di esprimere meglio di qualunque altro il nostro modo di gioire, arrabbiarci e dire "Ti voglio bene". Tra storia e letteratura, ascendenze straniere e cadenze popolari, Arcangeli attraversa un patrimonio che unisce le Alpi e le isole, Pinocchio e Paperino, la poesia di Dante e il dialetto dei nostri nonni: la cartolina di un'Italia che non esiste più, con cui allontanarci dall'appiattimento lessicale di oggi e in cui riscoprire una lingua lussureggiante, piena di colori e suoni, capace di una vitalità e di una ricchezza espressiva strabilianti.Senza parole è nello stesso tempo un viaggio sentimentale nella nostra cultura e una pratica di resistenza civile; un prontuario per ravvivare il nostro dizionario privato e una carrellata di aneddoti curiosi sul nostro passato comune. Per ricordarci – o conoscere per la prima volta – di che cosa parliamo quando parliamo in italiano.

Il perseverante
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Strauss, Botho - Grieco, Agnese

Il perseverante

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: Una donna non si presenta all'altare il giorno delle nozze; il suo sposo si allontana, solo, su una carrozza ornata di fiori, in un inverno bianco di neve. Un altro uomo si sveglia di soprassalto, abbandonato da tutti, e si incammina lento sul limitare del bosco. Un terzo uomo, un rifugiato siriano, siede prostrato su un campo da golf, chiedendosi quale sia la strada giusta da imboccare.Gli uomini orfani del Perseverante sono protagonisti di narrazioni minime, schegge di esperienza che consentono svelamenti improvvisi o aggrediscono l'inconsistenza del presente, la sua angosciosa stolidità. Parabole poetiche di stringente inattualità in cui Botho Strauss rintraccia i sintomi di un'epoca inferma, l'assedio che le tecnologie stanno portando al nostro quotidiano. Da un lato la fasulla intelligenza della rete, l'ebete bagliore degli schermi, dall'altro la perseveranza, ovvero la capacità di porsi in ascolto delle profondità del linguaggio, usando la parola per ricucire la ferita tra passato e presente.Il perseverante – zibaldone lirico di un autoreeremita, i cui interventi sulla contemporaneità hanno prodotto feroci polemiche in Germania – è una costellazione di frammenti letterari dotati di una violenta lucidità. Storie che si dipanano attorno a polarizzazioni estreme, tra la memoria indefettibile della tecnologia e il desiderio umano di plasmare il ricordo. Tra la voce della poesia e la soffocante ampiezza del mondo.

La Dragunera
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Barbarino, Linda

La Dragunera

Il Saggiatore, 12/03/2020

Abstract: Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le mandaun fischio alla finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare.Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un'altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e n dal nome evoca tempesta e sciagura. La Dragunera, così la chiamano, è una femmina sensuale e altera, i suoi capelli sono li di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c'è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghiesporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l'inventiva dialettale di Camilleri all'intensità emotiva di Elena Ferrante,Linda Barbarino canta una storia d'amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla ne, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l'amore.

L.o.v.e. Libertà. Odio. Vendetta. Eternità
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Liviano D'Arcangelo, Giancarlo

L.o.v.e. Libertà. Odio. Vendetta. Eternità

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: "Mentre si ammucchiavano davanti a me le carte, iniziai a tremare. Qualunque fosse stato l'esito della manche io sarei rimasto quello che ero, un dannato, un dannato per l'eternità."Se il denaro fosse acqua, la famiglia Giordano sarebbe l'oceano. Quello eretto da Italo negli anni con cinismo e spregiudicatezza è un impero tentacolare dai contorni mostruosi, che dalla natia Villalibera si estende ai quattro angoli del globo; un panegirico al capitalismo più bieco e sregolato, con il primogenito Isacco, l'erede designato, pronto a superare il padre in amoralità e ambizione. Solo Giordano, il glio minore, sembra immune all'attrazione per la ricchezza che incanta la famiglia: obeso, vergine, dall'animo sensibile e con una passione per le scienze umane, Giordano vive i suoi giorni isolato, disprezzato dal padre e tiranneggiato dal fratello. Ma la scomparsa improvvisa dei due lo costringe a prendere in mano la mastodontica azienda familiare e fare i conti con il lato oscuro della propria anima; il suo si trasformerà in un viaggio di continente in continente all'interno dei loschi traffici della Sunrise Inc., tra faccendieri e conti off-shore, amministratori corrotti e milizie private, per scoprire che nel regno del denaro e della finanza nessuno è innocente.Con L.O.V.E. Giancarlo Liviano D'Arcangelo dà vita a un'epopea romanzesca contemporanea che esplora gli abissi della società globale: l'inquietante negativo di un mondo in putrescenza, in cui un impero che crolla può fare meno rumore di una coscienza che muore.

Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer
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Giacopini, Vittorio

Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Bobby Fischer l'eroe della Guerra fredda, l'alfiere bianco degli Stati Uniti, primo e unico americano a vincere il campionato del mondo contro i formidabili, arciodiati sovietici. Bobby Fischer la pedina, Bobby Fischer la regina. Poi Bobby Fischer re sotto scacco, in fuga da tutti dopo il trionfo, un'anima persa nello stallo fin troppo simbolico del suo eremo di Reykjavík. Infine, Bobby Fischer re nero, furioso e autolesionista, antiamericano pur essendo americano, antisemita pur essendo ebreo, in rotta con il suo paese al punto da perderne prima l'amore e poi la cittadinanza.In questo romanzo di spettri in cui ogni evento è reale, Vittorio Giacopini racconta una vicenda che sembra infilarsi in ogni istante nell'enigma, nella fenditura invisibile tra l'Est e l'Ovest, tra il male e il bene, tra la casella bianca e la casella nera. Re in fuga è la storia di un uomo che si illuse di trovare nell'algida geometria degli scacchi uno spazio chiuso in cui controllare ogni mossa, al riparo dalle asimmetrie, dalle passioni, dagli inganni del mondo. Ma si accorse che il gioco era truccato.

Il libro della luna. Guida all'esplorazione del nostro satellite
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Aderin-Pocock, Maggie

Il libro della luna. Guida all'esplorazione del nostro satellite

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: C'era una volta una bambina che guardava la Luna insieme a suo padre: osservava l'alternarsi regolare delle sue fasi, si emozionava davanti alla prima eclissi, costruiva un telescopio casalingo per scrutare meglio il cielo. Oggi quella bambina è diventata una celebre astrofisica; e, non dimentica del suo primo amore, ha scritto questo Libro della Luna: una guida per tutti gli osservatori, i curiosi e i lunatici del pianeta Terra che vogliono conoscere ogni aspetto della nostra compagna astrale più prossima.Maggie Aderin-Pocock ci guida all'esplorazione della Luna, descrivendo i modi e i periodi migliori per osservarla, le rocce e i minerali che la compongono, il suo paesaggio fatto di mari, crateri e cupole. Ci fa scoprire che questo astro, in apparenza stabile, in verità è soggetto a periodici terremoti o, meglio, "lunamoti" e che l'espressione "il lato oscuro della Luna", sebbene poetica, non è proprio corretta. Ci racconta che il nostro satellite esercita la sua attrazione gravitazionale sulla Terra regolando le nostre maree. Ci parla degli infiniti modi in cui la Luna ha attratto anche la nostra immaginazione, ispirando opere d'arte, poesie, romanzi, antiche costruzioni e moderni strumenti scientifici.Il libro della Luna scava nel passato del corpo celeste che amiamo di più, nei segreti della sua nascita e nei meccanismi che regolano la sua orbita. E si spinge a immaginarne il possibile futuro, quel tempo in cui forse torneremo a calpestarne il suolo e vi fonderemo le prime colonie; quando il candido astro dei poeti sarà la prima tappa di una nuova, grande avventura dell'umanità.

Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all'eccesso di informazioni e liberare la mente
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Dobelli, Rolf - Albesano, Silvia

Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all'eccesso di informazioni e liberare la mente

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim'ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata nei nostri social network. Notizie che corrono su schermi accesi, fra i binari di treni e metropolitane, su canali che trasmettono sempre lo stesso telegiornale. Notizie che strillano catastrofiche sui fogli dei quotidiani, notizie che irrompono nei computer, notizie che brillano sui cellulari accompagnate da radiose pubblicità. Immagini inquietanti, video scioccanti e fat-ti sconvolgenti catturano di continuo il nostro sguardo. Sono come brevi lampi di paura, scosse emotive a cui segue inevitabile l'indifferenza, ondate di dopamina informativa che diventano fonte di stress e causa di malessere, e che anziché renderci più consapevoli ci portano ad autentiche distorsioni della realtà: ingigantiamo problemi trascurabili e trascuriamo problemi giganteschi.Invece di intervenire, ci consegniamo al ruolo di spettatori impotenti. Contro questa dipendenza moderna – più perniciosa dell'alcol, più invisibile dello zucchero –, Rolf Dobelli osserva da anni una rigorosa astinenza. Smetti di leggere notizie è un invito a liberarci dell'informazione usa e getta, e insieme una guida pratica per preservarci dai suoi temibili effetti. Proviamo a seguire una dieta dal flusso di notizie che ci sta assordando: eliminiamo le fonti più frenetiche e gridate, stiamo lontani dagli smartphone e dai notiziari. Ricaveremo un tempo più esteso per la riflessione, gli incontri e i progetti. Impareremo a mettere nel-la giusta prospettiva i problemi e capiremo che intervenire è più importante che abbandonarci passivamente alla ragnatela delle notifiche. Ne guadagneremo in tempo e salute, e forse ci scopriremo più creativi e felici.

Le nozze di Figaro. Mozart massone e illuminista
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Bramani, Lidia

Le nozze di Figaro. Mozart massone e illuminista

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Cristallizzato nell'immagine del genio irriverente preso solo dalla sua arte, folle e sregolato nel suo inconsapevole talento, Wolfgang Amadeus Mozart è rimasto intrappolato per secoli nel mito del puer aeternus. Tuttavia Mozart non era svagato o ingenuo. D'indole brillante e multiforme, era perfettamente immerso nel suo tempo: sensibile ai fermenti che ispiravano gli ultimi fulgori del Secolo dei Lumi, aveva una biblioteca ricchissima con testi all'avanguardia e frequentava le personalità più illustri dell'epoca; era in sintonia con i princìpi riformatori dell'assolutismo illuminato dell'imperatore Giuseppe II e manteneva intensi rapporti con le logge massoniche viennesi e tedesche, nutrendosi dei loro ideali di tolleranza etica, religiosa e politica, di uguaglianza fra i sessi e fra le classi, arrivando persino a progettare di fondare una società segreta ispirata agli stessi valori.Soprattutto, Mozart diede voce a questo afflato con lo strumento che meglio padroneggiava, la musica, attraverso capolavori come Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte e La clemenzadi Tito. Le nozze di Figaro, in particolare – con la sua trama di una coppia di servi e una moglie che si oppongono a un padrone e marito dispotico e bugiardo –, grazie all'analisi di Lidia Bramani si rivela testimonianza massima della cultura europea di fine Settecento, vero e proprio manifesto illuminista, nonché critica serrata e implacabile alle forze più ottuse e conservatrici della società,di allora come di oggi.Leggere Le nozze di Figaro di Lidia Bramani significa immergersi nella biografia di una delle menti più straordinarie della storia, e poter fruire con nuova consapevolezza di quelle opere con cui Mozart sognava di cambiare il mondo – quelle opere con cui Mozart il mondo l'ha cambiato.

Vivere la musica. Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco
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Motta, Francesco

Vivere la musica. Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco

Il Saggiatore, 19/03/2020

Abstract: "C'è un solo modo per trovare la propria strada nella musica: sbagliare. Poi, sbagliare ancora. Sbagliare di nuovo, sbagliare per sempre. Sbagliare e sfilarci di dosso tutte le nostre convinzioni. Fino ad arrivare al cuore di ciò che stiamo cercando. Fino a trovare noi stessi." La musica ascoltata alla radio. In macchina, a letto. Le canzoni su Spotify, i vecchi cd che si graffiavano dopo pochi secondi. Lucio Dalla, le Spice Girls, i Doors. Le giornate in un garage a fare cover rock. Prendere una chitarra e suonare. Suonare e cantare. Scrivere una canzone. Ogni istante della nostra vita ha la sua precisa colonna sonora; la musica ci accompagna ogni giorno, modula il nostro umore, genera ricordi, ci traghetta nel futuro. La musica è sempre dentro di noi. Il cantautore Francesco Motta racconta che cosa significa vivere con la musica: cosa spinge molti giovani a voler diventare musicisti o cantanti, che ostacoli si incontrano lungo il cammino e in che modo è possibile affrontarli. Condivide, riavvolgendo il nastro della sua vita, storie e riflessioni intorno a problemi fondamentali: l'importanza della solitudine e del silenzio, lo scoramento per quello che si ha in testa e non si riesce a esprimere, l'imprevedibile viaggio che si compie ogni volta che si inizia a scrivere una canzone.Vivere la musica è un manuale sentimentale per mettere a nudo le nostre emozioni attraverso note e parole, e un manifesto poetico per riscoprire la vera bellezza della musica, per tornare ad ascoltarla con le orecchie, il cuore e lo stupore di un bambino.

Il segreto di Ella
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Howe, Cath - Sartori, Gioia

Il segreto di Ella

Terre di mezzo, 26/03/2020

Abstract: Ella è appena arrivata in città con la mamma, non conosce nessuno, non vede l'ora di farsi dei nuovi amici… e ha un grande segreto. Dov'è suo padre? Perché ogni giorno lei gli scrive delle lettere? Quando Lydia, la più popolare della scuola, decide di diventarle amica, a Ella non sembra vero. Ma Lydia ha un secondo fine, e quando riuscirà a scoprire il segreto, lo userà per ricattarla. Mettendola di fronte a una scelta inevitabile.