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La sottile linea scura
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Lansdale, Joe R. - Conti, Luca

La sottile linea scura

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Nell'afosa estate texana del 1958, il tredicenne Stanley Mitchell lavora nel drive-in del padre, e mette il naso in un segreto che doveva rimanere nascosto. E la "perdita dell'innocenza" di Stanley, in quell'estate in cui il mondo per lui cambia per sempre, coincide con il miracolo di una resurrezione davvero magica. In perfetta naturalezza, Lansdale ricrea le voci, il sapore, la vita, di un tempo scomparso del tutto, come non fosse mai esistito. "Qualunque cosa fosse, temevo che si sarebbe impadronita di me, trascinandomi al di là di quella sottile linea scura che fungeva da confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti": la linea che segna per Stanley la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa la parete trasparente da varcare per immergerci, stupiti e riconoscenti, in quegli anni Cinquanta lontani ormai come la preistoria. La sottile linea scura rievoca le tensioni razziali all'interno delle piccole comunità del Texas orientale, in una sorta di guerra tra poveri che rischia, alla fine, di lasciare solo vinti e nessun vincitore.

Cinacittà
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Pincio, Tommaso

Cinacittà

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: Rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, un uomo indolente e apatico cerca di capire come si è compiuto il suo destino. Le cose procedevano per il meglio, prima di essere arrestato e additato dalla stampa come un brutale assassino. Amministrando oculatamente il modesto capitale della sua liquidazione, aveva trovato il modo di condurre una personalissima versione della "dolce vita". Frequentava la Città Proibita, un go-go bar di quella che un tempo era la Capitale. Passava nottate intere sorseggiando birre ghiacciate e contemplando i corpi nudi di giovani danzatrici. Un'esistenza abitudinaria, forse anche un po' squallida, ma a lui piaceva. Aveva imparato ad accontentarsi. Poi tutto è cambiato. L'incontro con uno strano cinese lo ha trasformato nella pedina inconsapevole di un piano diabolico e tutto è finito in un bagno di sangue. Nel Sud del mondo i cambiamenti climatici sconvolgono i ritmi di vita provocando esodi di massa. L'invenzione di una moneta globale scatena una crisi economica rendendo tutti piú poveri. La vita non è piú la stessa. I soli che sembrano adattarsi senza problemi sono i cinesi, nelle cui mani è finita ogni cosa, giustizia compresa. In questo scenario da apocalisse, uno dei pochi romani rimasti nell'Urbe racconta con amara ironia come sia possibile che un uomo qualunque precipiti agli inferi senza quasi accorgersene. Una folla di personaggi irresistibili - l'improbabile sporchissimo avvocato Trevi, la bella e silenziosa Yin, Giulio il nemico dei poteri forti e Wang, maestro nell'arte della manipolazione - accompagna l'"ultimo dei romani" lungo il suo viale del tramonto. "Tutti andavano via, ma io sono rimasto qui, nell'eterna canicola, come un animale raro in mezzo a migliaia di bestie cinesi tutte uguali, abbrutendomi nelle cavità della notte, facendo cose che prima manco mi sognavo, portando alla morte chi non lo meritava. Per farla breve, mi sono reso responsabile di un delitto efferato".

Running Dog
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DeLillo, Don - Pareschi, Silvia

Running Dog

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Era un corso sulla morte. Su come morire di morte violenta. Su come venire uccisi dai propri compagni, in segreto, senza rancore. L'avevano istruito. Avevano visto le sue potenzialità, la sua capacità di crescita. Per tutto quel tempo. Un addestramento rituale". Protagonista di questo romanzo di Don DeLillo è un vecchio film amatoriale a cui numerosi eccentrici e ambigui personaggi danno la caccia. La pellicola, si dice, è la documentazione di un'orgia avvenuta nel bunker di Hitler durante gli ultimi giorni del Terzo Reich. DeLillo rielabora con maestria gli ingredienti del thriller convenzionale - spionaggio, omicidio, pornografia - in una storia a suspense narrata con il consueto, inimitabile stile.

Bonbon Robespierre. Il terrore dal volto umano
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Luzzatto, Sergio

Bonbon Robespierre. Il terrore dal volto umano

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Scoprendo la figura di Bonbon Robespierre, questo piccolo libro racconta una grande storia. La storia di un'altra Rivoluzione francese: minore, minoritaria, migliore. Per tutti noi, dire "Robespierre" equivale a dire Maxi­milien Robespierre, e significa Rivoluzione francese, giacobinismo, Terrore. Ma dire "Robespierre" vuole anche dire il fratello minore della famiglia, Augustin. Per gli amici: Bonbon. Un personaggio di cui non si trova traccia nella maggior parte dei libri di storia, se non là dove si parla del 28 luglio 1794: il giorno del Termidoro in cui entrambi i fratelli Robespierre vennero condannati a morte. Eppure, anche Augus­tin ebbe un ruolo significativo nella Rivoluzione. Fu a sua volta un uomo di legge, un militante giacobino, un deputato della Montagna. E fu a sua volta un terrorista. Non però un terrorista di scrivania, un burocrate della ghigliottina come Maximilien. Augustin fu un terrorista di terreno: dal profondo nord al profondo sud, percorse in lungo e in largo la Francia della Rivoluzione. E, a forza di guardare in faccia il Terrore, comprese che solo fermando la metastasi della violenza si potevano preservare le conquiste rivoluzionarie. Soltanto terminando la Rivoluzione si poteva salvarla.

La ragazza che non era lei
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Pincio, Tommaso

La ragazza che non era lei

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: In compagnia di una misteriosa ragazza, uno sconvolgente viaggio di sola andata lungo le strade di una California devastata dall'immaginazione, tra reduci dell'era hippy e improbabili geni della matematica, filosofi del surf, terroristi e gente in fuga dalla civiltà, sesso libero e paranoia, buddismo e allucinogeni. È un giorno come tanti altri di questa nostra epoca senza senso. Seduta in un fast-food, di fronte a un bicchiere di Coca, anche Laika Orbit è una ragazza come tante altre. Ha ventiquattro anni, è piú che carina. Ma non è felice, non sa nemmeno lei perché. Oggi, poi, vorrebbe essere chiunque ma non lei, essere ovunque ma non lí. Vorrebbe capitasse qualcosa e qualcosa capita. Uno sconosciuto attacca discorso e le propone di fuggire. L'uomo la trascinerà con sé in un mondo fantastico e senza tempo, dominato dalla polvere, nel quale si nascondono però i fantasmi di una cruda realtà. E da quel paese polveroso e malinconico il lettore sarà trascinato insieme a Laika, senza accorgersi come, nel mondo degli anni Sessanta, luminoso e contraddittorio, che rappresenta l'infanzia dello sconosciuto, tra America e Europa. Un mondo forse perduto per sempre, o forse no, di cui in ogni caso l'arido, sterminato paese della polvere può benissimo rappresentare l'altra faccia, il lato oscuro e nascosto della luna. "Qual era il suo posto nel mondo? Aveva mai spezzato il cuore a qualcuno o era soltanto una sognatrice? E se lo era, cos'è che sognava? Di essere piccola come un batterio o di vivere una vita semplice tipo droga, sesso e rock&roll?" "Forse un altro mondo davvero è possibile ma prima bisogna trovare il modo di uscire da questo".

Giocatori
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DeLillo, Don - Marenco, Maria Teresa

Giocatori

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Lyle, agente di cambio, e sua moglie Pammy sembrano una coppia in apparenza soddisfatta e felice. In realtà sono due newyorkesi annoiati dal lavoro e dalla vita coniugale. A loro non basta vivere una sola vita: Pammy parte per il Maine insieme a una coppia di omosessuali e diventa l'amante di uno dei due, mentre Lyle avvia una relazione con una misteriosa segretaria e si ritrova doppio agente tra FBI e una cellula terrorista; si sviluppano cosí, come dice lo stesso autore, "due trame segrete". Un libro che evoca i rischi di catastrofe annidati nella quotidianità, l'attrazione esercitata dalle organizzazioni segrete e l'incombere di dimensioni tecnologiche che spiazzano la personalità.

Diciotto secondi prima dell'alba
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Scianna, Giorgio

Diciotto secondi prima dell'alba

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: A Edoardo Gregotti la vita non costa fatica. Ha trent'anni, un bell'aspetto, ed è appena diventato avvocato, anche se in fondo non gliene importa poi molto. Il mondo accogliente che lo circonda gli basta per non farsi troppe domande: ama Marta, che "vede quello che gli altri non vedono, la rotta che c'è dentro di lui", suo padre è uno dei soci dello studio in cui lavora, il collega Mauro è un buon amico. Le sere nei locali sono un'abitudine, come la musica del suo iPod e i saluti notturni su Facebook prima di prendere sonno. Edoardo ha imparato a riempire lo spazio e il tempo come se a guidarlo per le strade di Milano ci fosse un pilota automatico, ma quando incontra Ksenja - che adora passeggiare nel parco e la sera si esibisce nei locali "stringendosi al violoncello come se volesse aggrapparsi" - niente gli sembra più naturale che passare la notte con lei. È una storia qualsiasi, clandestina e casuale, che metterà sottosopra le certezze di Edo. Lo attende un risveglio tragico, un viaggio che lo porterà fino a Novgorod, sulle tracce di un destino che - anche se non lo riguarda - stava aspettando proprio lui. Giorgio Scianna costruisce un meccanismo narrativo di forte tensione: una storia fatta di direzioni stabilite e scarti imprevisti, dove i continui ribaltamenti di prospettiva - anche i più drammatici - si trasformano in un'occasione per conoscere se stessi. I giovani personaggi di questo romanzo si comportano come se "il mondo potesse bussare ed entrare da un momento all'altro": hanno a disposizione tutte le carte che la vita può offrire - l'amicizia e il tradimento, l'amore e la morte - e stanno per scoprire che scegliere significa sempre dover anche rinunciare.

Il percorso dell'amore
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Munro, Alice - Basso, Susanna - Pareschi, Silvia

Il percorso dell'amore

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Pieno di trabocchetti e inganni della memoria è il "percorso dell'amore": nel primo racconto di questa raccolta di Alice Munro, una donna divorziata torna a visitare la casa che fu dei genitori; le si presenta il vivido ricordo di un tentativo di suicidio di sua madre, e quello altrettanto nitido di una scena in cucina: sua madre che brucia una quantità di soldi nella stufa sotto lo sguardo accondiscendente del padre... forse ricordi veri, forse scene immaginate, che la conducono però alla scoperta, molto reale, del legame profondo che univa i genitori. Pieno di trabocchetti e inganni è anche, di solito, il percorso della scrittura di Alice Munro, famosa per le improvvise svolte che riesce a impartire alle storie che racconta. Quella che inizia come una descrizione, o rievocazione, di una tranquilla scena familiare, prende poi la piega inaspettata del dramma, della tragedia: a volte rimossa, riposta in un angolo della memoria, altre volte ossessivamente presente a impedire ogni percorso di vita.

Fai di te la notte
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Scianna, Giorgio

Fai di te la notte

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: È sera, Clara sta rientrando dal lavoro: invece di accostare davanti a casa, d'impulso decide di tirare dritto. Spegne il cellulare e imbocca l'autostrada. Le sembra di vederli, i suoi due bambini, coi capelli ancora umidi dopo la piscina. Le sembra di vedere anche Sergio che apparecchia la tavola con mani ferme e sicure. Ma dietro i gesti e le voci di ogni giorno, adesso Clara sente la nota falsa di un segreto nascosto per troppo tempo, l'ombra di un tradimento che non è uguale a nessun altro. Per questo è come se non conoscesse più la strada di casa, e neppure quell'uomo che ha vissuto accanto a lei per tanti anni. "Mi sono fermata in una piazzola. Non avevo deciso di farlo, ma ho visto il disegno di una piazzola dopo cinquecento metri e ho rallentato fino a fermarmi, a scendere e fumare una sigaretta con la schiena appoggiata all'automobile. Guardavo le poche macchine che passavano, le seguivo fino a che scomparivano. Non so cosa pensassero di una donna in mezzo al buio sul ciglio dell'autostrada, una donna che fumava e guardava le macchine passare come se guardasse il mare".

La vita come un romanzo russo
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Carrère, Emmanuel - Botto Margherita

La vita come un romanzo russo

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Follia e orrore hanno ossessionato la mia vita. Di questo e nient'altro trattano i libri che ho scritto. Dopo L'avversario non ne potevo più. Ho voluto sottrarmi. Ho creduto di poterlo fare amando una donna e intraprendendo un'indagine. L'indagine riguardava il mio nonno materno, che dopo un'esistenza tragica scomparve nell'autunno del 1944: ucciso, molto probabilmente, in quanto collaborazionista. È il segreto di mia madre, il fantasma che tormenta la nostra famiglia. Per esorcizzare quel fantasma ho scelto un percorso aleatorio. Un percorso che mi ha condotto fino a una sperduta cittadina della provincia russa dove sono rimasto a lungo, all'erta, in attesa che accadesse qualcosa. E qualcosa è accaduto: un feroce delitto. Follia e orrore mi riagguantavano. Mi hanno riagguantato anche nella vita sentimentale. Ho scritto per la donna che amavo un racconto erotico che avrebbe dovuto fare irruzione nella realtà, e la realtà ha sventato i miei piani. Ci ha scaraventati in un incubo che somigliava ai miei peggiori libri e ha devastato la nostra esistenza e il nostro amore. Ecco di cosa si parla qui: delle sceneggiature che costruiamo per tenere sotto controllo la realtà e del modo spaventoso con cui essa reagisce". Emmanuel Carrère

Americana (versione italiana)
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DeLillo, Don - Pensante, Marco

Americana (versione italiana)

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: L'affascinante David Bell incarna la realizzazione del sogno americano. Nonostante sia poco piú che ventenne è già manager di una grande rete televisiva. All'apice del successo il giovane trova però davanti a sé un vuoto insopportabile che lo spinge ad allontanarsi da Manhattan per intraprendere un viaggio nel cuore dell'America, a bordo di un vecchio camper e con la cinepresa sempre a disposizione, accompagnato da tre stravaganti soggetti. Scopo del viaggio è riprendere la vita della gente comune nelle piccole città di provincia, catturando i volti veri, la rabbia, i conflitti che intessono il paese, tutto quello che la televisione ignora o mimetizza, cioè la realtà. È il film della sua vita, il tentativo folle, e commovente al tempo stesso, di scrivere un pezzo di storia americana.

Ave Mary. E la chiesa inventò la donna
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Murgia, Michela

Ave Mary. E la chiesa inventò la donna

Einaudi, 17/05/2011

Abstract: Dovevo fare i conti con Maria, anche se questo non è un libro sulla Madonna. È un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e le loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra e la mia postina. Su tutte le donne che conosco e riconosco. Dentro ci sono le storie di cui siamo figlie e di cui sono figli anche i nostri uomini: quelli che ci vorrebbero belle e silenti, ma soprattutto gli altri. Questo libro è anche per loro, e l'ho scritto con la consapevolezza che da questa storia falsa non esce nessuno se non ci decidiamo a uscirne insieme. Michela Murgia *** Da un paio d'anni per fortuna c'è stato un risveglio di brontolii femminili colti, intelligenti, creativi, appassionati, impeccabili, sottoforma di saggi di successo [...]. In questo fervore di scrittura femminile molto terrena, che chiama in causa i poteri contemporanei, la politica, la televisione, la pubblicità, le escort e le ministre con il tacco a spillo, appare finalmente il personaggio più inaspettato, umano e celestiale, antico ed eterno, celebre e sconosciuto, mitico e universale, da imitare e inimitabile: la Madonna. [...] Ave Mary intreccia sapienza e ironia, Sacre Scritture e vita, non dando tregua a tutti gli e errori che credenti chic e atei devoti hanno scritto e soprattutto diffuso attraverso la televisione. Natalia Aspesi - la Repubblica

Dracula
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Stoker, Bram - De Luca, Marina - Irving, John

Dracula

Einaudi, 10/04/2012

Abstract: Ultimo grande romanzo gotico, Dracula è un'opera a confine tra due mondi. Tra le nebbie di Londra e la lugubre Transilvania, ad affrontarsi non sono soltanto il professor Van Helsing e il leggendario Conte ma universi che incarnano valori contrapposti: l'amore e la morte, la scienza e la superstizione, il futuro e il passato, il male e il bene, in un gioco continuo di riflessi. Un romanzo che non manca di metterci a confronto con i nostri piú profondi misteri primordiali. Perché, come dice Stephen King, "Dracula umanizza l'idea del male che arriva dall'esterno rendendolo cosí familiare che possiamo perfino toccarlo con mano".

Ogni promessa
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Bajani, Andrea

Ogni promessa

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "Sara se n'è andata via il giorno in cui è finita la scuola. L'estate si è spalancata all'improvviso: ha inghiottito i miei bambini tutti insieme, ha svuotato la mia casa e io sono rimasto lì, una macchina sul ciglio di un burrone".Ogni sera Pietro si china sulla pancia di Sara per sapere se dentro c'è qualcosa che nasce, e ogni sera lei, toccandosi il ventre, aspetta di poter dare un nome al loro futuro insieme. Ma la speranza rimane un'attesa, e l'attesa spacca tutto come una crepa nel muro. Fino a quando ogni cosa si sfalda e sul tavolo della cucina resta soltanto un foglio, o meglio una bomba che si prepara a esplodere. "Telefonato tua madre, è morto Mario". E poco sotto una domanda scritta di fretta: "Mario?" Mario è il nonno di Pietro, ma più che un parente è lo scheletro nell'armadio di una famiglia e di un paese intero. Tornato folle dalla campagna di Russia, vissuto dentro una clinica eppure morto per tutti, per lui la guerra non è mai finita. Ora fa la sua comparsa morendo per davvero, come un fantasma molto terreno che ha lasciato troppe domande dietro di sé.L'estate si apre quel giorno con un duplice addio, spalancata come una casa vuota e piena di strade possibili. La prima è un viaggio a ritroso, con in tasca il peso di un segreto che Pietro e Sara si sono nascosti tanto a lungo da non poterlo dimenticare.La seconda è un viaggio sul Don, carico di tutte le storie che Mario non ha mai raccontato: un percorso lungo quasi settant'anni, alla ricerca vana di una Russia che non c'è più, come provare a tuffarsi nelle acque del 1943.Sono i ricordi degli altri che dentro di noi non trovano appiglio, come promesse tradite dal tempo. Con una scrittura tesa e tersa fino alla poesia, Andrea Bajani ci racconta la responsabilità e la difficoltà di ricordare. La memoria è una trama forata, i fili si slacciano e si disperdono nell'ordito di una realtà vissuta al presente.Ma è proprio lì, tra le omissioni e le mancanze, che forse si annida un senso. Lungo quelle strade deviate, dove si affacciano risposte impreviste a domande mal poste.

Groppi d'amore nella scuraglia
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Scarpa, Tiziano

Groppi d'amore nella scuraglia

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: A chistu munno chi ce mantene la bellezza ce cumanda. Ma puro chi ce mantene lu pauro ce cumanda. Lu munno iè nu battaglio de bellezza e de pauro. Accusì ne la notte nottosa lu pauro e la bellezza ce s'attizzano battaglio pe cunquistà la scuraglia de l'ommeno. Un paesino dell'Italia centromeridionale sta per trasformarsi in una discarica di rifiuti. Il sindaco approva, gli abitanti si oppongono. Durante una manifestazione di piazza, la rivalità fra due uomini innamorati della stessa donna cambia i destini generali. Scatorchio, l'uomo che ci racconta questa storia, parla volentieri con tutti gli esseri dell'universo: da Gesù, agli uomini, agli animali. E lo fa in una lingua prodigiosa, che riesce a tenere insieme il sublime e il comico. In questo monologo affollato di voci ci sono tanti personaggi vivacissimi: Sirocchia, Cicerchio, la vidova Capecchia, lu nonnio, lu sindoco, lu prete, li arabacci sfedeli, lu menistro de l'Iggene, Pruscilla. Il ritmo è scandito da straordinari intermezzi in cui il protagonista incontra gli animali del paese, dando forma a un bestiario di figure indimenticabili: lu gatto gattaro, lu cane canaglio, lu rundenello, lu surcio pantecano, lu pepestrello. Vivono tutti una pena dello spirito, ciascuno di loro impersona una speciale forma di disperazione e nevrosi. S'intreccia con la storia anche il rapporto conflittuale, ma alla fine devoto, del protagonista con Gesù, in una serie di preghiere che si rivolgono anche alla Maronna e a Iddio Patro. Una freschezza sorgiva pervade le pagine di questo libro, una felicità d'espressione che pronuncia la contemporaneità affondando le radici nei vari strati storici della nostra lingua.

Scappare fortissimo
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Moretti, Stefano

Scappare fortissimo

Einaudi, 01/02/2011

Abstract: Si dice che i gatti abbiano sette, persino nove vite. Che riescano a precipitare da altezze vertiginose per poi rialzarsi, darsi una lisciata al pelo e spiccare un altro salto. Giovanni Prati, che con i gatti sa persino parlare, di vite ne ha avute tante da perdere il conto. È stato traduttore e poeta, cuoco, sceneggiatore, esperto di cooperazione nei paesi in via di sviluppo. È stato, per dieci anni, uomo di punta della Infinite Power Limited, la più potente multinazionale nel settore dell'aviation marketing. Fino a oggi: perché stamattina Giovanni Prati ha raccolto le sue cose dalla scrivania, ha messo nella borsa il notebook e se n'è andato. Per cominciare una vita nuova, un'altra, a modo suo. Una scorta di bottiglie per sciogliere i pensieri, i messaggi sul cellulare a scandire come epigrafi sgrammaticate le ore. Davanti a lui un weekend eterno durante il quale dovrà nascondersi e prepararsi, fare il punto di ciò che è stato e prendere congedo: dai colleghi, dagli amici, soprattutto dai suoi ragazzi, unica costante che resiste nel terremoto dei giorni. Per Giovanni si tratta dell'unica forma di amore possibile: che siano figli di papà o clandestini che si lasciano abbordare davanti alla stazione, quello che lo cattura è la loro bellezza. Sono giovani, giovanissimi, quattro peli di barba e architetture di gel sulla testa. E allora, se il lavoro è il mezzo e il pretesto per girare il mondo, se le giornate sono fatte di riunioni e pranzi aziendali, Giovanni aspetta paziente di trovarsi solo per avventurarsi nelle città notturne e disegnare la sua personalissima geografia sentimentale, una mappa fatta di volti e di corpi. Nella contemplazione adorante dei propri sensualissimi dèi, Giovanni sopravvive e insieme s'infligge la più crudele delle pene: nel confronto con la giovinezza, la vecchiaia diventa evidenza che annichilisce. Comincia così, con la percezione del proprio decadimento, la crisi di Giovanni Prati, ed è solo il principio di una frana che pare voler travolgere tutto, il lavoro e le amicizie e gli amori. Ai piedi di questa frana, nella preparazione dell'ultima fuga, Giovanni sarà costretto a fare i conti con le proprie scelte, fino ad accorgersi che scappare fortissimo, in fondo, non è troppo diverso da inseguire. Sarà costretto soprattutto a raccontarsi per quello che è: un uomo provocatorio e liberissimo che rifiuta l'autocommiserazione e sceglie una voce ironica, vitale, sfrontata. Ed è proprio nel parossismo dell'ironia e della sfrontatezza che sentiamo lo scricchiolio di un'impalcatura che cede e rivela, all'aprirsi di crepe e fratture, il dolore profondo e la paura di un individuo incapace, come tutti noi, di rassegnazione.

Casa d'altri
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D'Arzo, Silvio

Casa d'altri

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: In gioventú, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; ormai sessantenne, il protagonista di Casa d'altri non è che un "prete da sagre", confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove "appaiono strane anche le cose più ovvie". Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, così ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca d'instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una "regola" della Chiesa cattolica. Quale sia questa regola, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, "così goffamente da provare vergogna di tutte le parole del mondo", non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Intanto il lettore si trova coinvolto in una vicenda dal ritmo sempre più serrato, in un intreccio di tensioni e conflitti, in una lingua densa insieme di concretezza e di lirismo. Lo stesso clima di attesa incalzante si ritrova negli altri racconti: da Elogia alla signora Nodier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. Nei temi comuni della solitudine, dell'isolamento, della diversità, c'è la disperazione lucida e modernissima di vivere il proprio tempo e il proprio luogo come "casa d'altri".

Forme originarie della paura
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Beyer, Marcel - Bortoli, Silvia

Forme originarie della paura

Einaudi, 17/05/2011

Abstract: "Un libro di storie che con la magia della lingua infrange il silenzio che grava sulla Storia". Neue Zürcher Zeitung Quando Dresda bruciò, nel febbraio del 1945, dal cielo piovvero uccelli carbonizzati e nel grande parco della città si radunarono, atterriti, gli animali fuggiti dallo zoo. Hermann Funk, all'epoca un ragazzino, si trovava nel bel mezzo di quell'inferno. Non lo scorderà per tutta la vita: nei bombardamenti perse entrambi i genitori. E la visione degli animali bruciati lo spingerà a dedicarsi all'ornitologia, studiando e successivamente lavorando sotto la guida dell'eccentrico e per molti versi ambiguo Ludwig Kaltenburg, un amico di famiglia e il più famoso zoologo ed etologo del XX secolo. Il professore lo vuole con sé quando, nel secondo dopoguerra, accetta l'offerta di creare, appena fuori Dresda, un Istituto di ricerca destinato a consolidare definitivamente la sua fama internazionale ma soprattutto a dare lustro al primo stato socialista tedesco, la Repubblica democratica tedesca. Il giovane lo vedrà muoversi con apparente disinvoltura fra i complessi meccanismi dello stato e le sottigliezze ideologiche del partito, attraversare i drammatici mutamenti degli anni Cinquanta, dal "complotto dei medici" a Mosca, al caso Slánsky? a Praga, all'Insurrezione ungherese e infine, dopo la costruzione del Muro e la misteriosa strage delle sue amate taccole, lasciare per sempre la Rdt e stabilirsi nuovamente in Austria. Ma soprattutto è al suo fianco quando Kaltenburg, attirando su di sé le critiche dei colleghi, decide di sconfinare dal terreno di ricerca che gli è proprio, la zoologia, per dedicarsi, nel saggio Forme originarie della paura, che rappresenterà la summa delle sue ricerche, a un raffronto fra i comportamenti di panico negli animali e negli essere umani. La paura appare così come il sentimento dominante di tutto il XX secolo e pervade, nelle sue declinazioni individuali, politiche, sociali, ogni pagina del romanzo di Marcel Beyer che anche in questa occasione si rivela uno straordinario osservatore dei percorsi umani e in questi della nostra storia. *** "Ho letto le prima dieci pagine di Forme originarie della paura almeno tre volte. Per quanto sono belle, ma anche perché, come tutto il resto del libro, sono ellittiche fino allo spaesamento.. Non che non si dica, si dice tutto quello che è necessario come sanno fare i grandi scrittori, ma la vicenda sembra negata. Fino a diventare uno strano giallo, nel quale niente è quello che appare, e tutto si svela pagina dopo pagina, in un continuo ruminare del senso.. Per farlo, per mettere in scena quel teatro della negazione che è stata la politica della Ddr, Marcel Beyer usa gli animali. Usa anche l'arte, Marcel Proust, l'amicizia, ma sono gli animali a rappresentare con precisione l'inermità di fronte alla catastrofe, e lo sconcerto che si prova quando alla semplicità monotona dell'accadere si sostituisce la progressione inarrestabile del male e la sua misteriosa e ostinata ottusità". Elena Stancanelli, la Repubblica

Taccuino siriano (16 gennaio-2 febbraio 2012)
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Littell, Jonathan - Botto, Margherita

Taccuino siriano (16 gennaio-2 febbraio 2012)

Einaudi, 01/06/2012

Abstract: Jonathan Littell ha trascorso due settimane e mezza a Homs, nel cuore dei quartieri che si oppongono al regime siriano. Questo taccuino - lo si scopre pagina dopo pagina - è un testo scritto in condizioni estreme, dove i protagonisti rischiano la vita in ogni istante. Nel costituire un documento unico, un'inchiesta autentica sul campo, esso testimonia la vita quotidiana del popolo in rivolta della città di Homs, la resistenza dei disertori dell'Esercito siriano libero, le atrocità commesse dalle forze governative.

Da dove sto chiamando
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Carver, Raymond - Duranti Riccardo

Da dove sto chiamando

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Da dove sto chiamando, l'"autoantologia" voluta da Carver nel 1988, poco prima della morte, presenta nella versione scelta e curata dall'autore racconti appartenenti a tutto l'arco della sua produzione, da quelli del libro d'esordio Vuoi star zitta per favore? ai sette "nuovi racconti" di Elephant. Permette così al lettore di scorgere forse nel modo più compiuto possibile gli orizzonti narrativi che si richiamano da un punto all'altro dell'ormai leggendaria "Carver Country". C'è ovviamente la coppia (o meglio, forse, gli individui che la compongono), fotografata nei suoi vari istanti, sovente nelle diverse fasi di una crisi: nell'attimo in cui qualcosa si rompe definitivamente, come in I chilometri sono effettivi; nel momento stesso di una separazione annunciata da una lettera dalla calligrafia "irriconoscibile", come in Pasticcio di merli; nel dopo della solitudine, come in Febbre, dove forse basterebbe una baby sitter come si deve per sperare di rimettere insieme i cocci di una famiglia. Le donne e gli uomini carveriani si trovano di fronte, all'improvviso e forse quasi senza accorgersene, alla resa dei conti con il sogno americano di provincia - disfattosi tra bottiglie, traslochi, debiti - e al tempo stesso solo sfiorati da quel che di rivoluzionario e avventuroso sembra accadere in posti come San Francisco o l'Alaska. Oppure a raggiungerli è un'eco di violenza: quella del reduce nero di Vitamine, che come amuleto porta con sé l'orecchio rinsecchito di un vietcong, l'esplosione di aggressività repressa di un padre mite in Biciclette, muscoli, sigarette o l'ottusità inquietante del protagonista di Con tanta di quell'acqua a due passi da casa. O ancora, è l'alcol a scandire le giornate, le ore, i minuti di molti di loro, in racconti come Un'altra cosa, Attenti, Da dove sto chiamando. Proprio un centro di recupero per alcolizzati fa da sfondo al racconto che dà il titolo alla raccolta, dove, nella storia dello spazzacamino J. P. e della moglie Roxy, con l'ombra di Jack London a fare da monito, il protagonista intravede una possibilità di cambiare qualcosa, fosse anche solo chiamare la moglie per farle gli auguri per l'anno nuovo. O telefonare alla sua ragazza per dirle, semplicemente: "Ciao tesoro, sono io". "Considerato nel suo complesso, il libro è la summa della carriera artistica di Carver e ne testimonia la qualità letteraria, eguagliata solo dai migliori autori di racconti americani: Hemingway, Welty, Salinger, Cheever". San Francisco Chronicle "Un libro strabiliante, che ci rivela un autore capace di espandere continuamente i propri orizzonti e obiettivi". Boston Globe