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La nave di Teseo +, 22/08/2019
Abstract: Il nostro corpo brulica di decine di trilioni di microbi. È un mondo intero, una colonia piena di vita. In altre parole, conteniamo MOLTITUDINI. I nostri partner microscopici costruiscono gli organi, ci proteggono dalle malattie, condizionano il nostro comportamento e ci bombardano con i loro geni. Hanno anche in mano le chiavi per comprendere tutta la vita sulla Terra. In Contengo moltitudini, Ed Yong ci aiuta a aprire gli occhi, invitandoci a osservare noi stessi e gli altri animali sotto una nuova luce, meno come individui e più come rigogliosi ecosistemi. Vedremo come i batteri possono modificare la nostra risposta ai farmaci anti-cancro, come calibrano il nostro sistema immunitario, influenzano la nostra evoluzione e persino modificano il nostro corredo genetico. E incontreremo gli scienziati impegnati a manipolare questi organismi microscopici a nostro vantaggio. In un milione di minuscoli modi, Contengo moltitudini modificherà radicalmente la maniera in cui pensiamo al mondo naturale, e l'idea che abbiamo di noi stessi. Non siamo mai soli, anche quando siamo soli. Esistiamo in simbiosi, un termine meraviglioso che descrive diversi organismi che vivono insieme. Alcuni animali sono colonizzati dai microbi quando sono ancora uova non fecondate; altri acquisiscono i loro primi partner al momento della nascita. Procediamo lungo le nostre vite sempre in loro presenza. Quando mangiamo, mangiano anche loro. Quando viaggiamo, viaggiano con noi. Quando moriamo, si nutrono di noi. Siamo un vero e proprio zoo: una colonia racchiusa all'interno di un singolo corpo. Un collettivo multi-specie. Un mondo intero."Pieno di sorprese e idee affascinanti. Un esempio di giornalismo scientifico al suo meglio."Bill Gates"Il libro di Yong è all'altezza del suo titolo, contiene una moltitudine di notizie rese in modo accessibile a tutti."The Wall Street Journal" Entusiasmante in modo contagioso."The New York Times Book Review
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La nave di Teseo +, 01/08/2019
Abstract: In Psysique du rôle, il regista Andrea Marchesini è alle prese con il suo nuovo film: un fanta-horror sulla licantropia, in un'Umbria che sembra la Transilvania. Durante le riprese tutto procede per il verso giusto, finché l'attore che è stato scartato per la parte del protagonista non irrompe sul set… A volte i mostri della notte possono essere più vicini di quanto si creda.
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Baldini&Castoldi, 21/08/2019
Abstract: L'ispettore Romeo Giulietti è un uomo di speranze, è uno che crede nelle parole, più che nei numeri, e nei miracoli, perché gli è capitato di vederne qualcuno. La sua casa è il suo rifugio dove spesso sogna. Sogna frammenti della vita degli altri. I loro amori, le loro miserie, i loro dolori gli cadono dentro quando chiude gli occhi, quando il sonno dovrebbe essere ristoro e invece si trasforma in un valzer di immagini e parole da cui Giulietti cerca di trarre una soluzione, una spiegazione, un abbozzo di verità. Combattuto tra la legge che ha giurato di servire e la giustizia cui profondamente anela, tra l'amore impossibile per Rebecca, che lo ha lasciato e a cui non ha mai smesso di pensare, e le indagini da portare avanti, Giulietti trova conforto nel pragmatismo tagliente del suo fido assistente Michele, detto appunto 'a polemica, nei libri dei suoi autori preferiti, che sfoglia ogni volta che ha bisogno di trovare risposte, nella contemplazione di quel mare – il suo mare – che, silenzioso e onnisciente, è il solo (forse) in grado di restituirgli il vero senso delle cose. Così, in una Napoli sommersa dai rifiuti, l'ispettore si schiera dalla parte di un'umanità piccola piccola che lotta per sopravvivere. Per questo quando viene brutalmente assassinato Tatore 'o Scarrafone, che vive di furti e di espedienti, Giulietti vuole a tutti i costi scoprire la verità.Mi sono trovato dentro Napoli, nel suo metabolismo famelico, in mezzo ai suoi febbrili anticorpi, e ne sono uscito a fine storia, accompagnato all'uscita con un foglio di via, altrimenti sarei rimasto dentro.Dalla prefazione di Erri De LucaL'ispettore Romeo Giulietti non crede ai numeri e alle statistiche. Perché i numeri sono ignoranti, non sanno troppe cose, troppe storie e poi sono bugiardi, nascondono le facce, gli occhi. I numeri non sanno niente. E nemmeno sanno di non sapere.
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Corbaccio, 26/09/2019
Abstract: Un potente inno alla natura e al ruolo che le piante ricoprono nella nostra vitaMarc Jeanson è uno scienziato e un sognatore, appassionato di piante, di fiori, di alberi e di ramoscelli. Bisogna essere un po' folli, oppure ben consapevoli dei pericoli che gravano sulla Terra per percorrerla senza sosta tentando di ricostruirla all'interno del più grande erbario del mondo: quello di Parigi. Qui si trovano milioni di tesori: ghirlande di Ramses II, palme del Madagascar, camomilla d'Athis-Mons, rampicanti polinesiani ormai estinti, ma anche zucche e rabarbaro, cipollotti e susini… Otto milioni di esemplari raccolti in più di tre secoli e provenienti da tutto il pianeta, frutto di un'appassionata corsa al disvelamento di una natura vasta, misteriosa e tutta da decifrare, e nutrita dall'appetito di botanici che insieme erano anche orticoltori, missionari, esploratori e avventurieri come Michel Adanson, Joseph Pitton de Tournefort o Pierre Poivre.Uomo moderno, abituato ad attraversare la biodiversità con la velocità degli aerei e non con la lentezza dei viaggiatori che vedevano cambiare la vegetazione al ritmo lento dei loro passi, Marc Jeanson conserva però, degli antichi "botanisti", il piacere della scoperta, dei viaggi che fin da ragazzo lo hanno portato in tutto il mondo. Ma oggi, rispetto al passato, Marc Jeanson non si può accontentare di catalogare le specie vegetali: classificando, organizzando, testimonia anche tutta la ricchezza che è andata perduta, spesso a causa dell'uomo. E così facendo, non fa rivivere ciò che è scomparso, ma ce ne regala la magia. È un universo intero quello che dispiega davanti ai nostri occhi, palpitante, colorato, sublime, testimonianza del passato e monito per un futuro ancora possibile.Il botanista, scritto a quattro mani da Marc Jeanson e Charlotte Fauve, è un libro straordinario che attraversa tre secoli e mezzo di storia e che ci farà entrare in un mondo di cui non sappiamo quasi nulla e che tuttavia è sempre più in pericolo: il nostro.
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Adelphi, 05/09/2019
Abstract: Questo libro, di cui presentiamo la prima traduzione al mondo, si apre sugli anni del primo Novecento russo. Era il momento di una equivoca ed esaltante mescolanza fra arte e vita: "Tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano. Questo era l'unico, il fondamentale dogma. Si poteva esaltare Dio come il Diavolo. Si poteva essere posseduti da qualsiasi cosa, entità: l'importante era la "pienezza della possessione"". Tutto andava offerto sull'altare delle emozioni. "Cogliamo gli attimi distruggendoli" disse Brjusov, gran sacerdote del simbolismo. C'era la posa teatrale e c'era il colpo di pistola. ""Perdo succo di mirtillo!" gridava il pagliaccio di Blok. Ma il succo di mirtillo talvolta si rivelò sangue vero".Chodasevič era allora un giovane poeta, dal segno elegante, dall'aria morbosa, dall'intelligenza acutissima. Oggi sappiamo che era un astro nella costellazione dei grandi poeti russi malmenati dalla storia, accanto alla Achmatova, a Mandel'štam, alla Cvetaeva, a Pasternak, anche se la sua opera solo ora comincia a essere scoperta. "Nell'aria afosa, come prima dei temporali, di quegli anni", troppo colmi di presagi (il suo amico Muni ne era così ossessionato che arrivò a dichiarare: "I presagi sono aboliti"), Chodasevič visse la nascita caotica della letteratura moderna in Russia. Si conoscevano tutti, percepivano miserie e incanti gli uni degli altri, avevano passioni per le stesse donne, litigavano, bevevano, perdevano al gioco. Poi venne la guerra, venne la rivoluzione, ai poeti cominciarono ad accompagnarsi i delatori. Pietroburgo appariva come "una città morta, sinistra". Nel 1922 Chodasevič riuscì ad abbandonare la Russia, non senza aver esortato i suoi amici nelle "ultime ore prima della separazione" a concordare i segnali "da scambiarsi nella tenebra che incombe". Da allora sino alla morte si può dire che non abbia assistito che all'estendersi, intorno a lui, di una sterminata "necropoli". Morivano uno dopo l'altro, suicidi, o assassinati o ridotti al silenzio. E uno dopo l'altro sfilano in questo libro: da Brjusov a Blok, da Esenin a Sologub, da Belyj a Gor'kij. Chodasevič non riesce a parlare di questi scrittori senza darci anche un giudizio penetrante sulla loro opera, ma non riesce a parlare della loro opera senza evocare la loro presenza, il loro gesto, spesso il loro convivere con le più ingombranti contraddizioni. Erano tutti personaggi di un immenso "romanzo russo", e come tali qui ci appaiono. Oscillavano tutti fra estremi, e riuscivano talvolta a mascherarne la natura. Come per Sologub, di ciascuno era difficile dire "da dove è partito e dove è arrivato, se dal sacrilegio alla preghiera o viceversa, dalla benedizione alla maledizione o viceversa". Crudele e commosso, questo libro è un salvataggio nella memoria dell'ultima grande letteratura russa, operato da uno dei suoi protagonisti, prima che la "necropoli" inghiottisse anche lui. Come scrisse lo stesso Chodasevič: "In un certo senso la storia della letteratura russa potrebbe essere definita la storia della distruzione degli scrittori russi".
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Adelphi, 05/09/2019
Abstract: Non sempre un'opera prima segna la nascita di uno scrittore. Ma se si tratta di William Faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo può avvenire. Quando "La paga dei soldati" esce per la prima volta, nel 1926, Faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della Grande Guerra raccontando episodi del conflitto; e l'impressione che il lettore comune ricava dal libro è che il suo protagonista, il tenente Donald Mahon, sia un alter ego dell'autore. Così non è, dal momento che Faulkner, scartato dall'aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l'Europa prima dell'armistizio: dunque non era stato, come Mahon, orribilmente ferito in combattimento, né aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne – la sensuale fidanzata Cecily, "insincera come un sonetto francese", la governante Emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova Margaret Powers. Il dolore e le passioni di Mahon – o di quanto resta di lui – si trasformano così in quell'urlo che di Faulkner diverrà più tardi l'emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla "muta cacofonia dorata delle stelle".
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Bollati Boringhieri, 05/09/2019
Abstract: Leopardi ci è familiare, molto più di altri classici del canone letterario. Tuttavia – come a volte accade con gli affetti profondi – non sapremmo dire tutte le ragioni di questa consonanza. Le letture adolescenti, mediate dalla scuola, lasciano in quelle adulte dei sedimenti che alimentano suggestioni, ma creano anche velature: è il caso del pessimismo, il cui manto "doloristico" mette in ombra ambivalenze irriducibili a formule compendiose. Forse perché nessuna categoria critica, per quanto temperata dall'acume di generazioni di esegeti, sfugge a un certo sentore di convenzione se si espone alla parola leopardiana. Antonio Prete l'ha interpellata lungo un'intera esistenza di studioso e di poeta, ed è la sua ininterrotta prossimità ad aiutare la nostra ad articolarsi, a trovare espressione. Sfiorando i testi con rara grazia, Prete ci conduce là dove poesia e pensiero diventano una sola cognizione del mondo, siano i Canti, le Operette morali, lo sconfinato Zibaldone, gli interni d'anima dell'Epistolario. In prosa o in versi, un'identica lingua del sentire, del desiderare e del patire dà voce alla finitudine umana, rinuncia a ogni protezione trascendente e sfida la "spiritualizzazione delle cose" che scorpora la vita da se stessa. Continuano ad aggirarsi tra noi, ancora più temibili di allora, i fantasmi della modernità, che Leopardi teneva a bada con un pensiero poetante capace di prestare ascolto alla "singolarità senziente, rammemorante e fantasticante". Un antropologo del concreto, cantore del vivente, terrestre e cosmologico insieme, ci viene qui incontro, preso per mano da un grande interprete.
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Chiarelettere, 05/09/2019
Abstract: Ascoltami – disse Kapoor –, il segreto è che la morale è solo un altro modo di dire la parola economia. Capito? "Credo che Zardi ami scrivere come baluardo contro la grettezza che ci circonda."Valeria Parrella "Ho sempre avuto una passione per i personaggi capaci di unire una totale assenza di morale a una certa simpatia umana." In un'Europa dilaniata dagli scontri e tagliata in due, in una società in cui la democrazia è stata svuotata di ogni significato e ogni cosa è decisa dagli imperativi dell'economia, l'azienda più grande del mondo ha riunito le migliori giovani menti del continente e ha affidato loro il compito di inventare un nuovo futuro. Tra questi promettenti scienziati c'è Lucia Franti che a Parigi lavora su un progetto di ibridazione genetica: l'obiettivo è porre le basi per un allevamento su larga scala di animali donatori di organi. La morte di una delle cavie, tuttavia, svelerà una realtà che nessuno vuole riconoscere e Lucia, suo malgrado, si troverà costretta a prendere decisioni che, in un drammatico crescendo di eventi, metteranno in pericolo la sua stessa vita.Ambientato in un futuro imminente, L'invenzione degli animali ruota attorno ai temi della coscienza degli esseri umani, la relazione tra genetica e mente, la diversità rifiutata, la responsabilità morale dei singoli individui e i rischi legati alla perdita di un'idea etica del mondo. Con una scrittura efficace e asciutta, Zardi costruisce un thriller inaspettato che ha il coraggio di guardare in faccia gli aspetti più oscuri del contemporaneo.
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Il signor Burton, inglese di bellaspetto nel fiore dei suoi anni, ha accettato un incarico che lo condurrà molto lontano da casa: partirà per Teheran, dove diventerà il giardiniere ufficiale dello Scià di Persia. I problemi, però, sorgono non appena mette piede in terra straniera, perché lo Scià nel frattempo è morto, e al nuovo sovrano non importa né del giardinaggio, né degli impegni presi dal suo predecessore. Inizia così uno dei racconti più apprezzati di Elizabeth Gaskell, Il giardiniere dello Scià, apparso per la prima volta nel 1852 nella rivista dickensiana "Household Words". In questo volume viene inserito anche il racconto La gabbia di Cranford, edito dieci anni dopo in unaltra rivista dickensiana, "All the Year Round", una sorta di piccolo sequel al celebre romanzo Cranford.
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Le patate sono una comunità semplice ma misteriosa. Al di là delle apparenze, e delle nostre incrollabili convinzioni, che cosa possiamo dire di sapere della loro vita? Solo ficcando le mani dentro la questione, e quindi dentro la terra, solo rivoltando la logica del campo (e il campo della logica) potremo finalmente avvicinarci a quel pensiero collettivo e inafferrabile che germoglia nelle loro menti. Un viaggio dentro e fuori la terra, al di là del potassio, delle vitamine e dei minerali, alla scoperta dei veri contenuti delle patate. Le patate, nostra forza, nutrimento e sicurezza da secoli. Non è forse arrivato il momento di scoprirne i segreti più reconditi?
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Castelvecchi, 30/08/2019
Abstract: Come può una madre assassinare il figlio? Linfanticidio è un gesto impensabile, soprattutto se compiuto da chi ha il potere di donare la vita. Eppure accade e si cerca di comprenderne le ragioni da sempre. Basti pensare al mito di Medea, che uccide la sua prole per vendicarsi di Giasone, facendo prevalere il suo essere donna sul suo essere madre. Ma è possibile una lettura diversa di questo mito? Anne Dufourmantelle preferisce la moderna versione di Christa Wolf: Medea non uccide direttamente i figli, ma li abbandona in mezzo a una folla inferocita dopo aver scoperto il crimine su cui si fonda lintera città. Lei sa di non essere in grado di salvarli; per lei sono già morti. Leggendo questa riscrittura della storia, la psicanalista francese ha intuito che spesso le madri uccidono i figli perché non riescono a sopportare il movimento di separazione dal bambino e per questo cedono alla pulsione di morte. Dufourmantelle restituisce anche parte della colpa alla società di consumo non assolta "dai suicidi che ammette e dalle innumerevoli sofferenze che genera".
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Un cuore semplice racconta oltre cinquantanni di vita di Félicité "schiena rigida e i gesti misurati, sembrava scolpita nel legno, come una donna meccanica" cameriera a Pont-lÉvêque in Normandia nella prima metà dellOttocento. Entrata in servizio presso Madame Aubain a diciottanni, dopo molti dolori e privazioni, e una terribile delusione damore a un passo dallaltare, lavorerà come cameriera per tutta la vita. Tramite questo personaggio umile e coraggioso, la cui semplicità viene narrata senza traccia di ironia, Flaubert spiazza il lettore borghese con un racconto di fede autentica e genuina bontà, realizzando una delle sue opere brevi più toccanti e riuscite.
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Terzo capitolo della sfida mortale fra il poliziotto italo-belga Jan De Vermeer e il killer Alberto Bacenigo. Un anno dopo la cattura le loro vite si sono divise. Dimenticate le incursioni notturne della Compagnia delle Piante ? il movimento da lui fondato per il rinverdimento degli spazi metropolitani abbandonati ?, Jan pensa solo alla piccola Alina, sua figlia, mentre il killer, incarcerato in Toscana, studia per laurearsi in Arboricoltura. A un tratto in città compaiono dei murales che annunciano la nascita di nuovo gruppo ecologico: il Movimento delle Foglie, il cui scopo è quello di salvare un bosco e la comunità che ci vive. Nel frattempo, un tecnico comunale viene ucciso. Alberto, in carcere, riflette se evadere per tornare a farsi giudice e boia. Mentre Jan e la sua compagna Anna si accorgono di essere pedinati, attorno a loro la città di Modena sembra popolarsi di cattivi che minacciano il bosco, ragazze coraggiose con il terrore degli alberi, gente che si arrampica su farnie e querce, stravaganti professori di Botanica. Con un assassino in libertà, Jan sarà costretto a tornare in prima linea e si accorgerà ben presto che il legame con Alberto non si è mai spezzato.
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Nellautunno del 1944, un capitano dei Carabinieri, di stanza ad Asti, inizia le indagini sullomicidio di una giovane domestica ebrea. Seguendo gli indizi lasciati dallassassino e le tracce di una valigia dal contenuto misterioso, il protagonista si trova a ripercorrere gli ultimi luoghi visitati dal grande alpinista Ettore Castiglioni il rifugio al confine con la Svizzera da cui faceva espatriare ebrei e perseguitati politici, il Teatro alla Scala a Milano distrutto dai bombardamenti, fino alla Valtellina, dove Castiglioni trovò la morte in circostanze drammatiche. La ricerca conduce lufficiale alla scoperta di un altro omicidio, forse legato al primo, mentre i pericoli aumentano da più fronti. Per arrivare a capo dei molteplici enigmi il protagonista dovrà vivere sulla propria pelle lesperienza dellestenuante viaggio verso il confine, attraverso i sentieri in alta montagna seguiti dai profughi in cerca di salvezza. E lungo il corso di questo avvincente romanzo, che ha il ritmo di un giallo ricco di colpi di scena e di personaggi indimenticabili, aleggia la musica di Debussy, una sorta di codice per scoprire non solo il segreto di Castiglioni ma anche per avvicinarsi al mistero eterno della montagna.
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Beffa del pallone. E altri racconti
Elliot, 30/08/2019
Abstract: Anche se Edgar Allan Poe è noto principalmente come capostipite del racconto poliziesco, della letteratura dellorrore e del giallo psicologico, non va dimenticato che fu anche un brillante osservatore della società e degli ambienti intellettuali della sua epoca, e che le sue pungenti riflessioni trovarono spazio in alcuni racconti brevi che meritano di essere riscoperti, soprattutto in tempi di fake news. È questo il caso de La beffa del pallone, che ruota intorno a un falso articolo di giornale (realmente pubblicato sul "New York Sun" del 1844, cento anni prima dellinganno radiofonico di Orson Welles) e a un incredibile viaggio in pallone aerostatico, e dei due racconti che seguono, incentrati sulla vita mondana di un bizzarro vip, in Celebrità, e sul mondo del giornalismo, in X-ando un pezzo.
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Quando a sedici anni suo fratello muore, la protagonista deve adattarsi a una realtà completamente nuova. Deve dimostrare a se stessa che si può vivere dopo la morte di una persona molto amata, e nella sua ricerca di senso pervasa da una miracolosa leggerezza scopre che la letteratura è lunica macchina del tempo davvero funzionante. Ed ecco comparire lopera, La morte bianca, romanzo di autofiction sullamore e sulla morte che nel 2002 ha consacrato Eugenia Rico come una delle maggiori scrittrici in Spagna, assicurandole il premio Azorín e il plauso de "El País", e che arriva oggi per la prima volta in Italia.
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Castelvecchi, 30/08/2019
Abstract: I riferimenti identitari su cui spesso fondiamo la nostra idea di comunità (lingua, cultura, religione, costumi, terra) servono a costruire un dentro, un noi, separato da un fuori, gli stranieri. La logica della frontiera include ed esclude al tempo stesso: che ruolo vi svolge la figura dellimmigrato? Con rara finezza analitica, Hamad svela le ambiguità che insidiano ogni radicalismo etnico-comunitario e indaga il funzionamento psichico dei processi di identificazione e appartenenza, accostando la questione dellimmigrazione a quella delladozione. Al fondo di ogni chiusura identitaria e di ogni rigetto dellalterità si scopre così quell"inquietante estraneità", evocata da Freud, che abita intimamente ciascuno di noi. Da qui, la necessità etica di fare un "passo di lato" rispetto al discorso sociale imperante per far risuonare una voce singolare capace di dire, dinanzi a ogni pretesa di violenta omogeneità: "Non nel mio nome".
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Elliot, 30/08/2019
Abstract: Per festeggiare le nozze dargento, Stella e Frank Ashurst partono in automobile verso Torquay, la città inglese in cui si sono conosciuti. Nellatmosfera sognante della brughiera, tra ginestre dorate e pascoli a perdita docchio, Frank viene colto da unepifania, che lo riporta a ventisei anni prima e allinnamoramento per una giovane donna troppo umile per pensare di chiederla in moglie. Inizia così il racconto lungo definito il più raffinato, simbolico e poetico dellautore; opera di grande successo tra i suoi ammiratori Sigmund Freud e Orson Welles, che ne realizzò un celebre adattamento radiofonico che seppe descrivere con impietosa sincerità e insieme delicata leggerezza linquietudine costitutiva delluomo moderno.
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Guanda, 05/09/2019
Abstract: Mariapia Veladiano, dopo più di trent'anni di lavoro, prima come insegnante e poi come preside, la conosce bene, la scuola. Conosce i ragazzi, l'energia che corre tra i banchi, le adolescenze fatte di paura e desiderio, il futuro che promette e insieme minaccia. E conosce bene i professori, il loro lavorare in condizioni sempre più difficili, il fare i conti con una professione che ha perso prestigio e riconoscimento, il sopperire agli impietosi tagli ministeriali con le risorse personali (non solo di spirito). Conosce le parole della scuola ˗ ansia, entusiasmo, vergogna, condivisione, integrazione, esclusione, empatia, identità, equità ˗ e il suono che fanno tra i banchi, dove la vita è più urgente che altrove, dove la vita stessa sta più che altrove. Perché in aula si imparano le parole giuste per capire sé stessi, gli altri, il mondo. E la vita.
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La nave di Teseo +, 19/09/2019
Abstract: Un anziano contadino esce per la consueta passeggiata insieme al suo cane, con la scusa di andare a caccia, e raggiunge il suo posto preferito, la collina del Campo Duro, un pezzo di terra desolato, arido, in cui non cresce nulla, che appartiene alla sua famiglia da sempre. E lì incontra due uomini: suo nipote, quarantenne commercialista rampante, e un ricco costruttore che da tempo vogliono comprare quel terreno per renderlo edificabile. Ma il vecchio non vuole vendere né la sua terra vuole essere venduta, e la terra può diventare spietata se solo si tenta di tradirla.