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Il senso della vita nella Guida dei perplessi
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Maimonide, Mosè

Il senso della vita nella Guida dei perplessi

UTET, 24/02/2016

Abstract: "Buona parte dei dubbi nelle menti dei perfetti concernono la ricerca del fine di questa esistenza, per stabilire quale esso sia", scrive Mosè Maimonide nella terza parte della sua Guida. Per Mosè Maimonide, fine esegeta della parola di Dio e di Aristotele, ma anche lucido e spiccio risolutore di falsi inghippi metafisici, il problema "qual è il senso dell'esistenza" semplicemente è un falso problema. "Ora spiegherò come questa questione non si ponga, secondo tutte le dottrine" scrive Maimonide. Un deciso invito al lettore a non prendersi troppo sul serio, in quanto puntino dell'immenso universo, o come direbbe Maimonide citando la Bibbia "un verme", "un bruco", "la goccia di un secchio", lo si trova in questi passi della Guida che si prendono gioco della nostra, tanto comune, tendenza a universalizzare piccoli crucci e grandi dolori: "Ogni ignorante immagina che l'esistenza intera sia in funzione della propria individualità, come se non esistesse altro che lui; pertanto, se accade una cosa che è contraria a ciò che egli vuole, egli afferma decisamene che tutto ciò che esiste è male".

Roma dentro le mura
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Catteruccia, Mauro

Roma dentro le mura

UTET, 19/01/2016

Abstract: Il modo migliore per scoprire la bellezza di Roma, spesso esaltata ma altrettanto spesso fraintesa, è passeggiare con calma all'interno della città storica racchiusa "dentro le mura". È ciò che ci invita a fare, tra divagazioni e ricordi personali, Mauro Catteruccia, autore di questa guida originale e approfondita che accompagna il lettore alla scoperta degli antichi rioni dell'Urbe. Un percorso erudito e divertente che ha come punto di partenza e di arrivo la Ripa Greca, la riva sinistra del Tevere dove ha origine la leggenda di Roma, e che si snoda poi, in 86 tappe, tra luoghi d'interesse, curiosità e monumenti più o meno noti. "Ciò che vi suggerisco di andare a vedere è certificato da me stesso e potete fidarvi." Catteruccia offre ai lettori una splendida passeggiata in mezzo alla storia, circondati dall'incredibile numero di scorci e opere d'arte che fanno di Roma la città più bella del mondo.

Pensieri. Libri I-IX
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Marco Aurelio

Pensieri. Libri I-IX

UTET, 15/02/2016

Abstract: Il diario privato dell'imperatore Marco Aurelio (di cui sono qui proposte le prime parti) è una raccolta di pensieri intimi e profondi, in cui trovano spazio minuzie della vita quotidiana e illuminanti esercizi spirituali di tradizione stoica. Un diario privato, ma al contempo di portata filosofica universale. Un vero e proprio "libro della grammatica interiore", in cui il sovrano con mossa di sorprendente modernità si mette a nudo. Le passioni umane, ci insegna Marco Aurelio, sono motore di gran parte delle nostre azioni e deviazioni, che disorientano in quanto allontanano dalla tanto desiderata imperturbabilità del saggio. Come eliminare gli errori di giudizio e di ragionamento che incidono in modo così decisivo sulla nostra condotta?

Le case dell'uomo. Abitare il mondo
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Sesana, Renato - Remotti, Francesco - Miller, Daniel - Mendini, Alessandro - Civitarese, Giuseppe - Cimatti, Felice - Boffito, Sara - Augé, Marc - Favole, Adriano

Le case dell'uomo. Abitare il mondo

UTET, 16/02/2016

Abstract: Soffermarsi su che cosa rappresenti oggi la casa in varie parti del mondo, su come stia cambiando, o sull'importanza di "fare casa", ci obbliga a riflettere su noi stessi, sulle nostre radici e sul rapporto coi nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai "margini". Intersecando le diverse e complementari prospettive dell'antropologia, dell'architettura, della psicologia e della filosofia, Le case dell'uomo. Abitare il mondo indaga molti aspetti dell'abitare umano. Ne emerge uno scenario eterogeneo, che spazia dai "nonluoghi" delle città occidentali individuati da Marc Augé, al "cosmopolitismo indigeno" dei nativi dell'Oceania descritto da Adriano Favole; dall'opposizione radicale tra la socialità e l'intimità della casa raccontata da Francesco Remotti, alle tecnologie on-line che, come mostra Daniel Miller, collegano in modo immediato l'interno delle abitazioni con il mondo esterno. Completano il quadro le "case emozionali" di Alessandro Mendini, le "case della psicoanalisi" di Giuseppe Civitarese e Sara Boffito, le tane e i rifugi animali illustrati da Felice Cimatti e gli "slum" africani, le case-baracche descritte da Renato Kizito Sesana. Attraverso otto agili ma dense variazioni sul tema dell'abitare, questi saggi ci aiutano a definire i contorni entro cui si muove un concetto complesso come quello della casa, che da un lato implica l'innata ricerca individuale della protezione e dell'intimità, ma dall'altro fa riscoprire il bisogno umano di condividere spazi e di convivere, che è anche quello, significativo, di saper accogliere l'altro. Interventi nel libro: MARC AUGÉ La fine della preistoria dell'umanità come società planetaria FELICE CIMATTI Case e tane. Luoghi animali GIUSEPPE CIVITARESE, SARA BOFFITO Intime stanze. La casa della psicoanalisi ADRIANO FAVOLE Punti d'approdo: sull'abitare molteplice ALESSANDRO MENDINI La casa emozionale DANIEL MILLER Interni domestici off-line e on-line FRANCESCO REMOTTI Abitare, sostare, andare: ricerche e fughe dall'intimità RENATO KIZITO SESANA Abitare ai margini

Teste mozze
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Larson, Frances

Teste mozze

UTET, 08/03/2016

Abstract: Nel 1488 Claus Flügge, boia di Amburgo, compì una notevole impresa decapitando 79 pirati uno dopo l'altro. Quando a opera terminata il senato gli chiese come si sentisse, rispose: "Così bene che potrei andare avanti e sbarazzarmi dell'intero Saggio e Onorevole Senato". I senatori non apprezzarono la battuta e l'insolenza costò al boia, ovviamente, la testa.È soltanto una delle tante storie che Teste mozze contiene, ma già in questo aneddoto è possibile scorgere il potere insito nell'atto di tagliare teste, inebriante e spaventoso al tempo stesso, ma anche il soffio inatteso di ironia che ci accompagnerà in questo singolare viaggio.Che siano le teste rimpicciolite dei cacciatori tribali, le reliquie miracolose dei santi o le teste-trofeo dei soldati in guerra, che siano le infinite variazioni pittoriche di Salomé e Giuditta o i preparati anatomici delle facoltà di medicina, che si tratti dei teschi catalogati dagli scienziati vittoriani o delle teste spiccate in mondovisione web dai terroristi, l'antropologa Frances Larson ricostruisce i mille modi in cui la decapitazione e i suoi "prodotti" continuano ad attrarci irresistibilmente, tra orrore e fascinazione. È come se contenessero, imprigionata, molta dell'essenza umana, al confine labilissimo tra vita e morte. La testa racchiude almeno quattro dei cinque sensi, oltre a ospitare la sede principe della coscienza, il nostro centro nevralgico: il cervello. Anche se proprio nel momento in cui gli scienziati si sono confrontati con la necessità di separare la testa dal corpo, sia per aumentare l'efficienza delle esecuzioni (l'invenzione della ghigliottina), sia per alimentare speranze di immortalità (la crioconservazione di persone appena defunte), quello che era un problema tecnologico ha generato domande filosofiche: davvero noi siamo la nostra testa, e la nostra testa soltanto?Frances Larson non ha risposte univoche, ma nel vivace, ironico e proteiforme racconto storico che ha allestito ha certamente infuso lo stesso mistero, la stessa inquietudine, la stessa meraviglia che proviamo quando in un museo incrociamo i nostri occhi con quelli, vitrei o cavi, di una testa umana priva di corpo: siamo noi, lo sappiamo. E lo neghiamo."Questo libro nasce, forse non a caso, in un'epoca in cui le decapitazioni sono tornate a essere simboli strategici di potere – ma questa volta il palcoscenico è il mondo intero, con la mediazione di Internet. Frances Larson ha un grande talento narrativo, e lo sfrutta per raccontare l'appassionante e molto umana storia di questo atto così disumano."– Corinne Jones, The Guardian "Un saggio rigoroso e approfondito. Che si tratti di un trofeo di guerra medievale, di un preparato anatomico vittoriano, di un modello di studio per un pittore rinascimentale, di una sacra reliquia o del simbolo macabro della deposizione di un re, ogni testa secondo Frances Larson non fa che attestare il potere e l'autorità dei vivi sui morti – e viceversa."– Marilyn Stasio, The New York Times"Santi, peccatori e geni hanno in comune un destino: le loro teste sono state spesso mozzate, trafugate, adorate, studiate. Frances Larson ci parla di arte, medicina, religione e antropologia: un libro pieno di storie bizzarre e orrorifiche, di vicende affascinanti ed enigmi filosofici."– Suzi Feay, The Independent "Ben argomentato, elegante, efferato e convincente."– Robert Douglas-Fairhurst, The Daily Telegraph "Vivace, originale, necessario, sorprendente, scritto benissimo: sotto tutti i punti di vista è fantastico. E inquietante."– James McConnachie, The Sunday Times"Una giovane, mite, graziosa antropologa inglese ci ricorda in un saggio, non privo di effetti splatter, che la civiltà occidentale non ha mai disdegnato l'esercizio della decollazione."– Daria Galateria, il venerdì di Repubblica

Maestro di felicità
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Zenone

Maestro di felicità

UTET, 09/02/2016

Abstract: Che ci sia un cinico alle origini dello Stoicismo, la più rinomata delle correnti filosofiche, la dice lunga sulla comune ispirazione delle varie scuole antiche. Tale è la storia di Zenone di Cizio (334-262 a.C.), approdato alla filosofia grazie a un "fortunato" naufragio, ghiotto di fichi verdi, amante della coerenza tra le cose piccole e quelle grandi. Giovane straniero di origine fenicia, bighellondando per le vie di Atene, s'imbatté in quello che sarebbe diventato il suo maestro: il cinico Cratete. Zenone lo seguì, letteralmente, fino a quando non fu pronto a invertire la rotta diventando lui stesso il maestro, e fondatore di un'intera corrente filosofica, la celebre Stoà. "Ottimo fra tutti è chi si lascia persuadere da chi ben consiglia. Ma uomo eccellente è anche chi sa, da solo, pensare ogni cosa" è una delle massime, ispirate al poeta Esiodo, che Zenone ci ha lasciato.

La felicità della virtù
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Cicerone, Marco Tullio

La felicità della virtù

UTET, 22/04/2014

Abstract: Uno dei problemi filosofici che ha impegnato le migliori menti di ogni tempo è quello messo in scena dal V libro delle Discussioni tusculane di Cicerone. Il dilemma è questo: esiste un ritorno personale, in termini di piacere o di benessere interiore, nel compiere buone azioni? O ancora: coltivare le proprie doti migliori con atteggiamento disinteressato paga? Insomma, può farci felici la virtù? Secondo le più recenti scoperte delle neuroscienze e della psicologia la risposta è sì. Lo dimostrano gli effetti positivi delle attività di volontariato sull'umore, sul benessere e, a quanto sembra, persino sulla salute degli individui oggetto delle ricerche, cioè i volontari stessi. Ma come definire con esattezza la virtù, o meglio, lo spettro delle virtù che converrebbe coltivare?

Pensieri. Libri X-XII
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Marco Aurelio

Pensieri. Libri X-XII

UTET, 24/02/2016

Abstract: Il diario privato dell'imperatore Marco Aurelio (di cui sono qui proposti i Libri X-XII) è una raccolta di pensieri intimi e profondi, in cui trovano spazio minuzie della vita quotidiana e illuminanti esercizi spirituali di tradizione stoica. Un diario privato, ma al contempo di portata filosofica universale. Un vero e proprio "libro della grammatica interiore", in cui il sovrano con mossa di sorprendente modernità si mette a nudo. Le passioni umane, ci insegna Marco Aurelio, sono motore di gran parte delle nostre azioni e deviazioni, che disorientano in quanto allontanano dalla tanto desiderata imperturbabilità del saggio. Come eliminare gli errori di giudizio e di ragionamento che incidono in modo così decisivo sulla nostra condotta?

Gli atomi, i sensi, il sogno
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Lucrezio Caro, Tito

Gli atomi, i sensi, il sogno

UTET, 10/02/2016

Abstract: Grande lezione della filosofia epicurea è imparare a vivere il proprio presente come se si vedesse il mondo per l'ultima volta. Come se ogni singolo istante fosse l'ultimo. Ma una lezione ancora più grande è quella che ci propone Lucrezio nello splendido viaggio iniziatico che è il De rerum natura, di cui sono proposte in questo estratto alcune sezioni: vivere ogni istante come se fosse il primo, con gli occhi ingenui dei bambini, sbalorditi per ogni piccola o grande manifestazione dell'universo. Ecco l'esercizio filosofico a cui invita Lucrezio: "Pensa al colore luminoso e terso del cielo e ai corpi che in sé racchiude, alle stelle che vagano in ogni sua parte. Se tutto questo apparisse ora per la prima volta ai mortali, quale cosa si potrebbe immaginare più meravigliosa di questa?".

Lettere a Lucilio sul tempo, la vita, la libertà
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Seneca, Lucio Anneo

Lettere a Lucilio sul tempo, la vita, la libertà

UTET, 24/02/2016

Abstract: La straordinaria raccolta di lettere filosofiche, di cui sono qui proposte alcuni parti, è stata scritta da Lucio Anneo Seneca negli ultimi anni della sua vita, quando ormai aveva lasciato, a causa di Nerone, la scena pubblica e l'impegno politico attivo (62-65 d.C.). Seneca e l'amico poeta Lucilio, destinatario delle epistole, avevano un gioco, una tacita intesa, uno di quegli accordi scherzosi che nascono per familiarità e affetto e nei casi più felici continuano con gli anni: Seneca disseminava quasi ogni lettera di "soldi" di sapienza ("Poiché ti devo ogni giorno un piccolo tributo", così Seneca scriveva), cioè massime, aforismi, pensieri che potessero illuminare l'amico nel suo percorso di perfezionamento esistenziale e di cura di sé. Con generosità e grandezza d'animo, Seneca pagava il "soldo" e insieme elargiva pensieri, pillole di saggezza che fortunatamente sono giunte fino a noi.

La guerra di Francesco
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Frale, Barbara

La guerra di Francesco

UTET, 12/04/2016

Abstract: Ogni volta che sentiamo nominare san Francesco d'Assisi, la nostra mente si affolla di immagini: lupi ammansiti, dialoghi con gli uccelli, mani segnate dalle stigmate, aureole dorate che doppiano l'umile cerchio di capelli della chierica. Il suo volto, nei nostri ricordi, ha l'eleganza pacata degli affreschi di Giotto o la spigolosità timida del ritratto di Cimabue. In ogni caso, ci appare sempre come se fosse nato con il saio addosso. Ma com'era Francesco prima della conversione? Quali impegni e svaghi occupavano le sue giornate di figlio primogenito di un mercante ricchissimo, in odor di nobiltà? Le biografie antiche non dedicano molto spazio ai suoi anni giovanili, quando militava nelle truppe di cavalleria del comune di Assisi e spendeva i suoi giorni dividendosi fra la lucrosa attività paterna e i divertimenti tipici dei signori di fine XII secolo. Eppure, qualche testimonianza arrivata fino ai nostri giorni ci permette di recuperare un'immagine vivida e dettagliata della sua giovinezza, che la Legenda maior, la biografia ufficiale scritta da san Bonaventura, preferisce tacere. Scopriamo così che il giovane Francesco - carismatico, arguto e un po' sopra le righe - non era proprio un modello di virtù cristiane: soldi, donne, cacce audaci e battaglie sanguinarie segnarono la giovinezza del santo più amato d'Italia. Lasciando larghissimo spazio alle fonti storiche, Barbara Frale porta il lettore dentro uno spaccato vivace di Medioevo, con i suoi complessi riti militari, le sue gerarchie sociali, i giochi aristocratici animosi e cruenti. Ne emerge l'appassionante ritratto di un giovane uomo che si trova perfettamente a suo agio nel mondo in cui vive e ne padroneggia le logiche secolari, pronto a maneggiar quattrini e impugnar la spada senza tanti scrupoli. Fino al giorno in cui, inaspettatamente, in sogno incontrerà il Vangelo.

Una guida per i perplessi
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Maimonide, Mosè

Una guida per i perplessi

UTET, 24/02/2016

Abstract: La "guida" di Mosè Maimonide, la più importante opera del pensiero ebraico medioevale, racchiude al suo interno una parabola che è la più perfetta rappresentazione dei sentieri (spesso interrotti, a volte ciechi, quasi sempre stimolanti) che portano chi vuole scegliere la filosofia come stile di vita verso la meta agognata. Scrive Maimonide: "Inizio il discorso di questo capitolo con una metafora che ho inventato per te. Dico dunque che il re è nel suo castello e tutti i suoi sudditi sono alcuni in città e alcuni fuori". Di quelli che si trovano in città, alcuni voltano del tutto le spalle al palazzo del re. Altri invece vogliono sì dirigersi verso il palazzo per comparire al suo cospetto, ma sono ancora così lontani che neppure sono in grado di scorgere le mura. Ma anche per coloro che sono riusciti a raggiungere l'ingresso della regale dimora, la situazione non è certo particolarmente rosea: chi può dire se riusciranno a trovare la maniera di farsi ricevere in modo da vedere il re e ascoltare le sue parole, il suo prezioso messaggio?

La conversione
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Agostino (sant')

La conversione

UTET, 24/02/2016

Abstract: Con un linguaggio personalissimo, intingendo la penna nel suo passato di peccatore, Agostino ripercorre nelle Confessioni (di cui sono qui raccolti i libri VI-IX) gli anni turbolenti di dubbi e peregrinazioni che caratterizzano il suo percorso prima della conversione. O meglio, prima delle progressive "conversioni", da intendere nel senso etimologico di "rivoluzioni nello sguardo", che Agostino ha vissuto. Conversioni che devono moltissimo alla pagina scritta: dal dialogo perduto di Cicerone (Ortensio) che introduce Agostino alla filosofia, ai testi di Plotino e dei suoi commentatori, al tempo utilizzati per porre le basi a una forma di neoplatonismo cristiano. Fino al momento di tensione massima di questa straordinaria opera al confine tra meditazione, riflessione filosofica e autobiografia: il libro VIII delle Confessioni.

La consolazione della filosofia
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Boezio, Severino

La consolazione della filosofia

UTET, 19/02/2016

Abstract: Anicio Manlio Severino Boezio (475-525 d.C.), il più amato tra gli scrittori del Medioevo cristiano, ricordato da Dante nel X canto del Paradiso, fu autore di uno dei libri di maggior successo del tempo, La consolazione della filosofia, preso in mano e apprezzato nei secoli successivi da lettori di ogni genere per impratichirsi nell'arte quotidiana di vivere con filosofia. Di fronte ai più o meno gravi rovesci della sorte (gravissimi nel caso di Boezio, che scrive il De consolatione rinchiuso in prigione per congiure di palazzo), che senso ha arrabbiarsi visto che, per definizione, la fortuna o la sfortuna prendono strade che non dipendono dalla nostra volontà? Questo è l'insegnamento più importante impartito dalla Filosofia, che appare a Boezio nelle vesti di una donna "con gli occhi sfavillanti e acuti più della normale capacità umana". Insegnamento proposto attraverso un'alternanza affascinante di verso e prosa, di poesia e filosofia, che rende il De consolatione uno splendido "canto di prigionia, di meditazione della morte e dei fini ultimi della vita", secondo la bella definizione di Carlo Ossola.

Carlo III
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Sabadin, Vittorio

Carlo III

UTET, 29/11/2022

Abstract: "London Bridge is down." Questa la frase in codice che l'8 settembre 2022 ha annunciato la morte della regina Elisabetta II, la monarca più longeva della storia del Regno Unito. E lunghissima è stata l'attesa del principe Carlo, diventato re a settantatré anni dopo aver battuto il record di erede al trono più anziano di sempre. Se la Regina era ancora giovanissima e inesperta quando ha indossato la corona, lo stesso non si può dire di Carlo, che ha dedicato tutta la vita a prepararsi per questo momento. Non basta un'incoronazione per guadagnarsi il titolo e la stima del popolo: il primogenito di Elisabetta è cresciuto fin da piccolo con il peso delle aspettative che prima i suoi genitori e poi i sudditi hanno riposto sulle sue spalle, forse non sempre abbastanza grandi da sopportare il frequente disappunto del padre Filippo e la derisione che per anni gli ha riservato la stampa britannica ed estera. Eppure, l'opinione pubblica pare già pronta a riconoscergli un'autorevolezza - e tributargli un affetto - impensabile anche solo pochi anni fa. Dopo i decenni difficili della tragica vicenda di Diana, Carlo si è impegnato con zelo a ricostruire la propria immagine per rivestire degnamente il ruolo di sovrano: filantropo e amante della natura, nel corso degli anni ha sostenuto numerose battaglie sociali e ambientali, e si è attivamente messo all'ascolto dei problemi della gente comune. Ma la battaglia più difficile Carlo l'ha vinta facendo accettare alla famiglia reale e a tutto il Regno Unito quello che, tra mille difficoltà, è stato l'amore della sua vita: Camilla Shand, oggi al suo fianco nel ruolo di Regina Consorte. Vittorio Sabadin, tra i massimi esperti della famiglia reale inglese, ripercorre luci e ombre dell'eterno erede al trono, che ora si appresta a regnare in un periodo di transizione epocale, denso di sfide: riuscirà a ricucire i difficili rapporti tra i due eredi William e Harry e a gestire le rispettive, incompatibili consorti? E saprà smarcarsi dalla lunga ombra di Elisabetta, confermando la centralità della monarchia nel cuore degli inglesi? Comunque vada, Carlo III si occuperà degli affari di Stato come solo un re sa fare, poiché come disse in un'intervista: "Non c'è niente di strano. Si chiama dovere". "Questa biografia ci rivela come, pur introverso e sensibile, Carlo abbia dimostrato di saper reagire con grande capacità alle situazioni più difficili, prima fra tutte la morte di Diana. La passione per l'arte, per la natura, e soprattutto l'amore per i figli e per Camilla, l'anima gemella e ora sua moglie, ne fanno un personaggio di grande fascino e stile." - il Venerdì di Repubblica

La mente, il corpo, il piacere
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Lucrezio Caro, Tito

La mente, il corpo, il piacere

UTET, 11/03/2016

Abstract: La famosa e, nei millenni, famigerata filosofia epicurea fiorì nel IV secolo a.C., nel cuore dell'Ellenismo, sulla scia dell'insegnamento del maestro Epicuro. Ma a Roma dovette diffondersi relativamente presto, ancora prima della grande opera dell'epicureo Lucrezio, se è vero che, a un secolo dalla morte del caposcuola, il Senato di Roma decretava l'espulsione dalla città dei filosofi suoi seguaci, accusati di praticare e insegnare una condotta immorale, incentrata sull'esaltazione del piacere. Ma dobbiamo cercare di capire di che "piacere" esattamente si parla, nella sapienza filosofica antica. Cosa dice Lucrezio, divulgatore più importante del messaggio epicureo a Roma, riguardo al piacere? Come insegna il maestro, "gloria della gente greca", gli unici piaceri che vanno perseguiti sono quelli che nascono da un desiderio naturale e non superfluo, come quello di cibo o di bevande se volto alla soddisfazione del bisogno senza eccessi.

La Cassaria
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Ariosto, Ludovico

La Cassaria

UTET, 18/04/2016

Abstract: Rappresentata a Ferrara il 5 marzo del 1508, la Cassaria è una commedia che ruota attorno alle vicende di due giovani, Erofilo e Cariodoro, innamorati di due schiave, Eulalia e Corisca, che tentano in tutti i modi di liberare. Composta dapprima in prosa, a vent'anni di distanza la commedia venne trasposta in versi dallo stesso Ariosto. L'ebook di Utet, arricchito dalle note di commento di Andrea Gareffi, contiene entrambe le versioni.

La felicità
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Al, Ghazâlî

La felicità

UTET, 11/03/2016

Abstract: Il primo fondamento di ogni lotta spirituale, insegna il teologo sufi, scienziato e filosofo al-¿az¿l¿, vissuto nella Persia islamica a cavallo tra l'XI e il XII secolo, è la conoscenza degli eserciti del cuore. Ma quale eserciti e quale cuore? Per scoprirlo, conviene rammentare che, se è vero che "il profondo significato delle cose e il loro senso più intimo si svela solo nel mondo dello spirito", è altrettanto vero che nella nostra realtà ben poco spirituale, caratterizzata da una predominanza di sensi e dell'immaginazione, sono spesso le immagini ad avvolgere il senso profondo delle cose. "È necessario che tu conosca gli eserciti del cuore, esteriori e interiori" spiega il filosofo islamico in uno dei primi capitoli del breve trattato, qui raccolto, dal titolo L'alchimia della felicità. Titolo che fa facilmente pensare a un manuale sul giusto approccio alla vita. E niente affatto a sproposito, in questo caso. Come osserva uno dei massimi studiosi di filosofia musulmana, Massimo Campanini, l'opera di al-¿az¿l¿ è un vero e proprio "breviario per trovare e percorrere la via della felicità e attingere il fine supremo", che, nella sua prospettiva, naturalmente è anche un percorso verso Dio.

Terra e buoi dei paesi tuoi
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Magnani, Marco

Terra e buoi dei paesi tuoi

UTET, 05/04/2016

Abstract: Ha ancora senso per le imprese investire nel territorio? Nonostante la crisi economica, la globalizzazione e la rivoluzione digitale, la risposta è sì. Secondo l'economista Marco Magnani il territorio può costituire per l'impresa addirittura un inatteso vantaggio competitivo. Paradossalmente, l'impresa non deve fare filantropia, ma investire nel territorio per interesse, quasi per egoismo. Un egoismo lungimirante, perché solo così territorio e impresa crescono insieme in modo virtuoso e sostenibile. Ma è anche fondamentale che il territorio cambi pelle: in un mondo che si trasforma, deve offrire maggiori opportunità, attrarre capitale umano ed eccellenze, stimolare la collaborazione, valorizzare tradizioni ma anche recepire nuove tecnologie. Questa è la chiave per un "nuovo Rinascimento". Il territorio va oltre i confini geografici del luogo di origine dell'impresa o di quello fisico in cui produce. Comprende anche scuola e ricerca, ambiente e cultura, filiera e dipendenti, giovani e sport. Magnani indaga i fattori che determinano oggi il successo o il declino di un territorio e delle sue imprese; racconta vite di imprenditori e progetti visionari; illustra best practice raccolte nella provincia italiana e le confronta con l'esperienza delle multinazionali. Si scopre così come Loro Piana riesca a salvare dall'estinzione la vicuña andina, per poi acquistare e importare in esclusiva la preziosa fibra. O come Zuegg, dall'Alto Adige, punti a trasformare il Sud Italia "nel più grande frutteto del mondo". O ancora, come Illy e Lavazza investano nel caffè solidale. Le storie d'impresa sono tante: Dallara che, dal cuore dell'Appennino, fa innovazione puntando su scuola e formazione; Loccioni che, valorizzando ambiente e sostenibilità, acquisisce competenze e credibilità internazionali; L'Erbolario che, sostenendo le comunità locali, migliora la qualità del prodotto; e poi Elica, TBS, Tarros, Rubelli, Ricordi, Pedrollo, Bonotto, Cucinelli, Albini, Saclà, Strega, Amarelli, Lunelli, Antinori, Barilla, Davines, Riello, Technogym, Angelini, Zambon, Dompé. Terra e buoi dei paesi tuoi dimostra che, nonostante i cambiamenti epocali, il rapporto con il territorio rimane uno dei cardini della competitività, per l'impresa e per il paese.

20 lezioni d'amore
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Massarenti, Armando

20 lezioni d'amore

UTET, 12/04/2016

Abstract: Da chi avete imparato ad amare ora imparate a guarire, consigliava Ovidio più di 2000 anni fa. Che l'amore sia un balsamo per le nostre vite, un farmaco potente o un meraviglioso veleno, ancora oggi è possibile imparare ad avere cura delle nostre passioni grazie alle più belle, illuminanti e insolite "lezioni d'amore" disseminate nelle pagine di filosofi e poeti. "Anche nel momento del possesso tituba in incerti ondeggiamenti l'ardore degli amanti", scrive Lucrezio nel De rerum natura. Gli fa idealmente eco il Cantico dei Cantici: "Sul letto mio, dentro le notti, cercavo lui che desidera la gola mia, il respiro di me, cercavo lui e non arrivavo a toccarlo". C'è nell'amore un'idea di mobilità, un'energia cinetica che sposta più in là l'oggetto delle passioni e ne sfuma i contorni. Il fatto è che l'amore sfugge alle definizioni e preesiste alle teorie. Nel mito della biga raccontato da Platone, rischierebbe di fare a volte la parte del cavallo bianco che, etereo, ci porta alle soglie dell'Iperuranio, e a volte quella del cavallo nero, che ci trascina a terra con la gravità languida e sofferta del desiderio. In queste 20 rapidissime lezioni, capisaldi come l'Arte d'amare di Ovidio, le lettere di Abelardo ed Eloisa o i Frammenti di un discorso amoroso di Barthes si alternano a scelte extravaganti ma feconde come le Confessioni di sant'Agostino (veri capitoli di un romanzo d'amore, a tratti per nulla spirituale) o il Saggio sull'intelletto di John Locke (dove l'ineludibilità della passione è un uragano che ci travolge, privandoci della "libertà di pensare ad altre cose che preferiremmo"), senza tralasciare riferimenti pop, da Giorgio Gaber a Woody Allen, da Liala a Inside Out. Armando Massarenti costruisce così un prontuario filosofico, retorico e letterario che interpreta, rischiara e spesso sdrammatizza, per fortuna, il complesso intrico delle nostre umane passioni.