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Rinnovabili subito
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Becchetti, Leonardo - Becchetti, Claudio - Naso, Francesco

Rinnovabili subito

Donzelli Editore, 27/09/2022

Abstract: L'Italia è il paese del sole e del vento, perché allora dipende così tanto dalle fonti fossili, che paga a caro prezzo in periodi di crisi come questo? È come se un paese ricchissimo di mari e bacini di pesca invece di investire in pescherecci e canne da pesca si ostinasse a importare il pesce a carissimo prezzo dall'estero. Se la Norvegia è arrivata al 66% di energia da fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico), perché noi siamo appena al 16%? Non solo abbiamo il bisogno di produrre energia senza emettere sostanze inquinanti e gas che alterano il clima, ma dobbiamo anche sprecarla il meno possibile. Accompagnare l'elettrificazione dei consumi, là dove possibile, con la produzione da fonti rinnovabili è la via maestra per lo sviluppo sostenibile, economico, ambientale e sociale. Le sofferenze insegnano, amava ricordare lo storico greco Erodoto, e purtroppo l'umanità sembra aver bisogno della pedagogia delle catastrofi. Già prima dell'invasione dell'Ucraina sapevamo che le fonti rinnovabili erano il futuro per almeno tre motivi fondamentali: la riduzione dell'inquinamento dell'aria e quindi la salute, la riduzione delle emissioni e quindi la lotta al riscaldamento globale, e la convenienza di prezzo. Con le economie di scala realizzate a seguito dell'enorme aumento di produzione globale, eolico e fotovoltaico erano infatti di gran lunga già prima della guerra il modo più conveniente dal punto di vista economico di produrre energia. Oggi purtroppo si è scoperto che i prezzi delle fonti fossili (petrolio e gas) sono molto più volatili e soggetti agli shock. Questo libro esorta alla conquista dell'indipendenza energetica e di un mondo dove la produzione di energia pulita, diffusa e partecipata diventi, oltre a tutte le altre convenienze, un modo concreto per costruire la pace e prevenire i conflitti. Ed è una sfida che non solo è necessario affrontare, ma anche possibile. Con questo obiettivo il lettore viene condotto attraverso un viaggio che parte dalla valutazione comparata delle diverse fonti di energia. Il libro affronta poi il tema dei limiti delle obiezioni alle fonti rinnovabili analizzando i problemi di intermittenza della produzione (che succede quando non c'è il sole) e delle tecnologie predisposte per fronteggiarli, e la questione dello spazio, del paesaggio e della potenza richiesta alla rete per accogliere l'enorme crescita di produzione da sole e vento che dovremo realizzare nel prossimo futuro. Non mancano le proposte politiche più utili per raggiungere il più rapidamente possibile i due obiettivi coincidenti di transizione ecologica ed emancipazione energetica. Bastano pochi anni per renderci indipendenti dalla Russia, ma in prospettiva anche dal legame con altri regimi non democratici. Quello che serve è una rivoluzione energetica, che sia positiva per clima, salute e stabilità: se vogliamo costruire la pace, è il momento di cambiare l'energia.

I cani del tempo
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Tagliapietra, Andrea

I cani del tempo

Donzelli Editore, 27/09/2022

Abstract: Nella tradizione culturale europea, la pazienza è una virtù fondamentale, anche se minore, che i Greci accostavano al coraggio e il pensiero cristiano alla speranza e alla carità. Oggi, quello che già Georg Simmel chiamava il "ritmo impaziente della vita moderna" sembra farne una nozione del tutto inattuale. Tuttavia, essa può rivelarsi una risorsa quanto mai preziosa, come emerge dalla riflessione sul rapporto dell'essere umano con il tempo e con l'attesa che Andrea Tagliapietra conduce in queste pagine. La pazienza s'inscrive nel tempo del corpo, fatto di lentezza, vulnerabilità e mortalità. Essa fa emergere il significato del corpo come fondo biologico dell'uomo nel suo essere animale. Allora, accanto al discorso "umano, troppo umano" della filosofia, ecco l'urgenza di guardare allo specchio del mondo animale e di prendere in considerazione quelle "icone del pensiero" che, nell'arte, esprimono la metafora animale in continuità con il genere umano. Si scopre così che, nella pittura europea, l'immagine della pazienza è stata spesso affidata a una specie animale che da sempre accorda i propri passi a quelli dell'uomo. Nell'arte i cani fanno la loro comparsa come silenziosi dettagli. Di essi quasi non ci si accorge, tanto la loro presenza risulta consueta e comune. Eppure spesso sono proprio loro a scandire il tempo della scena. Fondendo l'analisi filosofica e l'osservazione di oltre cento opere d'arte, l'autore rivela l'attualità non antropocentrica della pazienza, intesa come strada per giungere a una piena responsabilità nei confronti del tempo vissuto, fondamento della relazione ospitale con gli altri esseri e presupposto indispensabile per abitare il mondo avendone finalmente cura. Da Dürer a Goya, da Bassano a Leonardo fino a Marc, Balla e Warhol, i cani del tempo ci conducono all'antidoto della più pura forma di pazienza, quella dell'attenzione per ciò che semplicemente accade, che è anche la più difficile da conservare nell'epoca impaziente e distratta in cui viviamo.

Rigenerazione urbana
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Lupatelli, Giampiero - De Rossi, Antonio

Rigenerazione urbana

Donzelli Editore, 27/09/2022

Abstract: L'evoluzione della città europea del XXI secolo è segnata da trasformazioni e criticità profonde. Con queste si misura la pratica della "rigenerazione urbana" in una prospettiva non priva, però, di ambiguità e di incertezze. Attorno al concetto di rigenerazione urbana (e alla sua estensione rivolta alla dimensione territoriale, necessaria ma a sua volta foriera di complessità ulteriori) si affollano interpretazioni, metafore e allusioni generate in contesti disciplinari diversi e coltivate entro pratiche frammentarie. Pur senza la pretesa di "mettere ordine" in un campo semantico ancora assai poco codificato, il glossario si premura di sciogliere qualche ambiguità della definizione, per evitare che, nella confusione, si disperdano le energie necessarie a praticare la rigenerazione con successo. Il glossario ha raccolto autori tra i più rilevanti nel dibattito su questi temi, chiedendo loro di concentrarsi ciascuno su un termine chiave, individuando le cento parole e provando a colmare di senso queste etichette. Esercizio necessario per sostenere l'avventura verso un vero e proprio Manifesto della rigenerazione urbana. Gli autori di queste voci costruiscono un mosaico significativo, nel quale ogni tessera diventa portatrice di un messaggio preciso, politico e civile. Ne emerge uno sguardo non neutrale, quindi, ma partecipe e parziale, che nella pluralità delle voci e dei soggetti coinvolti dà conto della ricchezza del dibattito, sottoponendo la proposta al vaglio critico della comunità che quel lessico impiega. Nella consapevolezza che il lavoro sulla lingua, lungi dall'essere un mero esercizio di stile, è il presupposto fondamentale per ripulire il campo da fraintendimenti e oscurità. Per attutire e neutralizzare il rumore che rischia di distrarre o disorientare i soggetti coinvolti che la rigenerazione vuole mettere in moto.

Renzo e i suoi compagni
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Casellato, Alessandro - Zazzara, Gilda

Renzo e i suoi compagni

Donzelli Editore, 27/06/2022

Abstract: Un giovane uomo porta una bandiera, forse più grande di lui. Accanto a sé, i compagni. Orgoglioso di stare in prima fila, allo stesso tempo sembra sovrastato, schiacciato dal compito. Renzo Donazzon è nato in una famiglia di mezzadri al confine tra Veneto e Friuli, è diventato comunista da ragazzino, si è fatto le ossa da operaio nelle piccole fabbriche del territorio, prima di entrare alla Zoppas di Conegliano. Il '69 lo trasforma in un leader sindacale e da quel momento sale tutti i gradini della Cgil fino a diventare, tra il 1988 e il 1992, segretario regionale del Veneto. Poi succede qualcosa e torna a fare il sindacalista in periferia. Pochi anni dopo muore in seguito a un incidente stradale, senza lasciare scritto nulla di sé. Se l'elezione di Renzo a segretario regionale rappresenta il culmine di un ciclo di mobilità sociale delle classi popolari, la sua rimozione esprime il crollo di un'utopia: l'idea che gli operai possano diventare classe dirigente. Renzo Donazzon è un working-class hero, mandato avanti dal basso, da una comunità di pari, ma anche risucchiato dall'alto, dai dirigenti del sindacato e del partito che lo selezionano, lo allevano, gli fanno coraggio, per poi metterlo da parte. Questo volume è l'esito di una ricerca condotta con gli strumenti della storia orale e della microstoria intorno a una figura insieme esemplare ed enigmatica, che è diventata la lente attraverso la quale ripercorere la storia del Veneto dall'arretratezza all'industrializzazione diffusa e il modo in cui la Cgil e il Pci hanno cercato di stare dentro a quei processi, fino all'implosione del 1989-91. Non è una biografia, ma il tentativo di afferrare una soggettività e, attraverso la traiettoria di un sindacalista periferico e dei suoi compagni, indagare un problema irrisolto della cultura di sinistra e un passaggio cruciale della storia del nostro paese.

Tra la terra e il cielo
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Jellamo, Anna

Tra la terra e il cielo

Donzelli Editore, 28/10/2022

Abstract: Tra la seconda metà del VI e la prima metà del V secolo un rivolgimento culturale profondo avvia una separazione tra uomini e dei. Tale distacco si rivela cruciale, soprattutto alla luce del forte nesso che legava i due mondi fin dalle epoche più remote. Al tempo di Omero, quando le regole della società non avevano ancora la forma strutturata di leggi, la religione si poneva come organo dispensatore di regole etiche, precetti giuridici e usi sociali: la fiducia nella giustizia divina e il timore della vendetta degli dei spingevano gli uomini a non commettere atti di frode, prepotenza o arroganza. Gli stretti rapporti tra religione, politica e giustizia si tramandano così fino all'età di Solone, ultimo esponente di un pensiero improntato alla fiducia nella giustizia degli dei. Dopo di lui le antiche certezze cominciano però a vacillare: Teognide e Senofane instillano i primi dubbi sulla giustizia degli dei, sul loro interesse per le vicende umane, sulla loro forma e conoscibilità. Nel V secolo la legge è ormai percepita come manifestazione della volontà umana: ordine naturale e ordine umano non si appartengono più, tra physis e nomos si apre una crepa, e anche physis e theion si allontanano. Tra umano e divino si apre un dissidio. Nasce la tragedia e il contrasto tra leggi umane e leggi divine, tra libertà e necessità, tra volontà e destino viene portato in scena da figure come Eschilo, Sofocle ed Euripide. Il pensiero dei sofisti contribuirà ad allargare la crepa tra giustizia divina e giustizia umana, mettendo in dubbio entrambe e tutto ciò avrà effetti disgreganti sull'ordine della polis, sulla sua stessa identità e coesione. Il tempo scandito dalla tradizione omerica ed esiodea è finito.

La linea sottile
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Scomazzon, Francesco - Castoldi, Massimo - Panzera, Fabrizio

La linea sottile

Donzelli Editore, 21/04/2022

Abstract: Se le frontiere riflettono i rapporti di potere tra Stati, quale ruolo può avere un confine che separa dittatura e democrazia? E se la democrazia è quella di uno Stato neutrale come la Svizzera, chiamato a confrontarsi e rapportarsi per oltre vent'anni con il fascismo mussoliniano, quel confine rappresenta una netta linea di demarcazione o piuttosto il tratto distintivo di una regione dove le differenze politiche, sociali ed economiche sfumano dando vita a una realtà del tutto peculiare? Negli anni del fascismo l'apparente e invalicabile "linea sottile" che separa Italia e Svizzera sembra frantumarsi sotto i colpi di una dittatura che finisce per metterne in risalto connessioni e intrecci, elevando quella regione ad area di congiunzioni e smerci, politici ed economici: una calamita per rifugiati, antifascisti e trafficanti che trasforma una periferia del potere in un centro di attrazione e azione. Rocamboleschi traffici, avventurosi andirivieni e clamorose azioni contro il regime fanno da sfondo a un originale palcoscenico dove l'incontro-scontro tra fascismo e democrazia, dittatura e libertà, definisce i rapporti che separano Roma da Berna, l'Italia dalla Svizzera, crocevia di contatti con Francia, Germania e una Spagna martoriata dalla guerra civile. Una "linea sottile" che è precario equilibrio tra aiuto e profitto, assistenza e tradimento, salvezza e condanna. Sullo sfondo l'ondivaga politica elvetica verso antifascisti, emigranti economici e profughi razziali, stretti tra ambigue accoglienze e devastanti respingimenti: una "zona franca", quella del confine, campo da gioco per il disordinato apparato poliziesco fascista ma pure fertile terreno di scambi, contatti e riflessioni politiche, destinato a rivelarsi cruciale nel modellare il destino delle future democrazie, nonché dei rinnovati contatti tra l'Italia e la Svizzera del dopoguerra.

La città e l'isola
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Goretti, Gianfranco - Giartosio, Tommaso - Lingiardi, Vittorio

La città e l'isola

Donzelli Editore, 21/07/2022

Abstract: A seguito di meticolose indagini, decine di catanesi, in gran parte giovani o giovanissimi, vengono prima incarcerati, poi mandati al confino alle Tremiti fino allo scoppio della guerra, in due casermoni sull'isola di San Domino. Tornati a Catania, cercheranno di dimenticare e far dimenticare ciò che hanno vissuto. Pochissimi di loro, a distanza di decenni, hanno accettato di raccontarlo. A partire da queste testimonianze e da fonti d'archivio, Goretti e Giartosio ricostruiscono un mondo che sembrava scomparso nel nulla. Gli appuntamenti sulla spiaggia di notte, le sale da ballo per soli uomini, le complicità, le rivalità, i travestimenti, gli espedienti, la paura, l'amore. E poi, dopo l'arresto, gli stratagemmi messi in atto dalle famiglie, le situazioni paradossali della vita al confino, i tentativi quasi sempre vani di rivendicare la propria innocenza e guadagnarsi la libertà. Il tutto nel contesto di un'Italia provinciale, tenera ma più spesso spietata, in cui l'omosessuale è schernito di giorno e cercato di notte da uomini che non si ritengono omosessuali. Un'Italia stregata dal fascismo, che all'indomani delle leggi razziali è deciso a reprimere qualsiasi minaccia all'"integrità della stirpe", e che colpirà, con il tacito consenso dei più, centinaia di "invertiti". Indagine antropologica, riflessione sull'identità, appello alla memoria civile di un paese che facilmente dimentica, questo libro è prima di tutto una storia.

Il corpo e lo spettro
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Zani, Paolo

Il corpo e lo spettro

Donzelli Editore, 27/06/2022

Abstract: Nella primavera del 2020, di fronte all'insorgere della pandemia da coronavirus, larga parte delle nazioni di tutto il mondo ha messo in atto il lockdown, una misura che in maniera tanto radicale e generalizzata non era mai stata adottata prima. La digitalizzazione è insieme il presupposto che ha reso tale misura possibile, e lo strumento potente con cui perseguire una sorta di salto di specie, che ha a che vedere con la maniera in cui l'uomo occidentale si pensa e con la relazione che esso in trattiene con il proprio corpo. Attraverso un'argomentazione rigorosa e incalzante, capace di te nere insieme riferimenti classici e sensibilità verso il presente, Paolo Zani segue le peripezie del corpo attraverso le più diverse epoche e culture: perché il corpo è l'arcano attorno a cui danzano le religioni e le filosofie di tutto il mondo; per ché a partire dal corpo, crocevia del dolore e del desiderio, si articola la cifra fondamentale della modernità. L'esperienza del lockdown spinge infatti all'estremo un processo che ha avuto inizio ben prima della pandemia, e che affonda le sue radici nel bisogno di eliminare il dolore: la rimozione del corpo. Questo processo prende oggi una forma inedita, che è anche una nuova maniera di essere presenti: la presenza digitale. Quale sarà il prezzo di una metamorfosi simile? Una volta cancellato per sempre il corpo, cosa resterà dell'uomo, se non uno spettro? E cosa ne sarà del desiderio, del dolore, della felicità? Perché senza corpo, e in fondo senza dolore, non può esservi desiderio; e senza desiderio, non può esservi felicità. La posta in gioco è alta: sollecita a una presa di posizione morale e politica, e coinvolge in pieno la generazione dei ventenni di oggi, che della rivoluzione digitale sono gli attori e i destinatari futuri. Ad essi in particolare l'autore ha deciso di rivolgersi, anzitutto coinvolgendo un nutrito gruppo di amici suoi coetanei nella stesura del libro. L'intento è quello di proseguire su questa strada: Il corpo e lo spettro nasce da un rinnovato bisogno di incontro e coesione, e si pone di fronte ai suoi lettori come un libro aperto, da discutere, praticare, condividere.

Compagne
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Turco, Livia

Compagne

Donzelli Editore, 17/06/2022

Abstract: Nelle diverse fasi che hanno scandito la storia del Pci le donne ci sono sempre state e hanno svolto un ruolo fondamentale, contribuendo a costruire il popolo comunista come comunità, introducendovi la pratica della vita quotidiana, facendo vivere legami umani e passione civile. Sono state vere e proprie "sentinelle del cambiamento", quel le che percepivano per prime i mutamenti della società e volevano capirli, elaborarli, dare loro delle risposte concrete. Spesso però il riconoscimento del loro contributo è stato riservato soltanto alle figure più note, dalle madri costituenti in avanti, dimenticando le tante donne comuni che nelle retrovie della Resistenza, nelle sezioni di partito, nei quartieri delle grandi città operaie e nelle aree rurali, nelle manifestazioni femministe hanno dato vita a quello spirito popolare del partito che gli è valso per anni un consenso diffuso e capillare. In questo appassionato saggio Livia Turco – lei stessa tra le donne che hanno "fatto" il partito – riannoda il filo rosso della partecipazione femminile dalla nascita alla fine del Pci, presentando le protagoniste e le battaglie di ciascuna delle generazioni che hanno scandito quella storia. Emerge dal suo racconto quanto la presenza delle donne comuniste sia stata essenziale per la crescita e l'evoluzione del partito, quanto esse siano state determinanti in battaglie cruciali come la scelta della democrazia, il miglioramento delle condizioni di vita di lavoratori e lavoratrici e delle masse popolari, il divorzio, l'aborto, la proposta di una nuova concezione del welfare. E, al con¬tempo, affiora il sentimento d'orgoglio dell'essere comunista, ma anche le difficili relazioni tra donne e uomini, e la dialettica che attraverserà tutte le generazioni di donne comuniste: più donne o più comuniste? Prima donne o prima comuniste? E poi l'irrompere del femminismo e la critica aperta al maschilismo. Una storia che ha avuto il sostegno del pensiero lungimirante di Antonio Gramsci e poi di Palmiro Togliatti e di Enrico Berlinguer. Che ha segnato i congressi del partito. Che è sempre stata considerata dagli uomini comunisti centrale nei documenti ma marginale nei fatti. Che ha visto le comuniste avere sempre a cuore il legame con le donne nella società e il gioco di squadra, una vera sorellanza che ha lasciato il segno nella vita di tante, ma che non si è posta in modo adeguato la scelta della leadership nel partito. Allora esattamente come oggi.

Storia dell'emigrazione italiana in Europa
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Ricciardi, Toni

Storia dell'emigrazione italiana in Europa

Donzelli Editore, 21/04/2022

Abstract: "La migrazione è una caratteristica permanente della storia globale, che può essere utilizzata come strumento attraverso cui interpretare gli eventi in un dato contesto, o in uno spazio, appunto globale. Ripercorrere la storia della migrazione italiana nello spazio europeo significa utilizzarla non solo come elemento della costruzione del processo di integrazione europeo, ma soprattutto come tema all'interno di una gerarchizzazione di questioni che vedono l'emigrazione quale elemento centrale del processo di integrazione, che tuttora è in costante divenire".

Il Principe
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Machiavelli, Niccolò - Pedullà, Gabriele - Donzelli, Carmine

Il Principe

Donzelli Editore, 01/06/2022

Abstract: Chiosato, interpretato, adattato e spesso anche violentato, Il Principe ha troppo spesso finito per smarrire la propria fisionomia e assumere quella dei suoi ammiratori o detrattori. Questa edizione nasce precisamente dall'auspicio di favorire una nuova intimità con un grande classico più citato che letto, anzitutto giovandosi di una versione in italiano moderno appositamente realizzata da Carmine Donzelli. La traduzione accompagna, a fronte, il testo originale del Principe, mantenendo il procedere spezzato, le peculiarità e – diciamolo pure – la bellezza della prosa machiavelliana, ma al tempo stesso scioglie gli inevitabili ostacoli linguistici e permette di avvicinarsi al testo senza le consuete difficoltà della prima lettura. Alla traduzione di Donzelli si aggiungono un commento in nota e un'introduzione di Gabriele Pedullà, che, liberati del compito di spiegare la lingua e sciogliere il significato di un italiano che non ci è più familiare, seguono il filo delle teorie politiche e del retroterra storico e letterario del pensiero machiavelliano, illuminandone tutta la straordinaria forza concettuale e i legami con la cultura del tempo. Dalla sua prima uscita nel 2013, l'edizione Donzelli del Principe ha riscosso grandi consensi, e in molti hanno manifestato l'esigenza di una versione più agile, che riassumesse per un pubblico più ampio le acquisizioni spesso rivoluzionarie di quel primo commento. A questo preciso scopo – accanto a un'edizione del testo machiavelliano rinnovata e arricchita da un corposo apparato di note e da un ampio saggio introduttivo di Gabriele Pedullà, uscita anch'essa nel 2022 – con il presente volume si intende offrire una nuova stesura del commento e della traduzione, esplicitamente indirizzata agli studenti più giovani e a tutti i lettori comuni che desiderano confrontarsi con un classico quale Il Principe, ma che hanno anche timore di perdersi in un corredo di note troppo approfondito e minuzioso. In questa riformulazione più snella, il nuovo commento condensa le scoperte di una ricerca ventennale, consentendo a tutti di apprezzare le sfumature e i sottintesi del testo di Machiavelli, collocandolo nella cultura dell'epoca e al tempo stesso svelandone l'incredibile attualità.

Storia d'Europa
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Croce, Benedetto

Storia d'Europa

Donzelli Editore, 01/06/2022

Abstract: L'origine della Storia d'Europa nel secolo decimonono, pubblicata nel 1932, è da rintracciarsi nell'assillo intellettuale di Benedetto Croce di fronte alla constatazione che, in Italia come in tutto il mondo moderno, si stesse diffondendo un sentimento di "rifiuto dell'ideale morale della libertà". Il lungo processo che aveva caratterizzato per un intero secolo lo scenario europeo dalla fine dell'Impero napoleonico aveva visto il progressivo consolidarsi, contro tutte le opposizioni e gli ostacoli, della libertà come supremo valore etico. L'Europa aveva assistito alla nascita e alla diffusione di una fede nuova, di una vera e propria "religione della libertà", figlia del pensiero moderno, legata a una determinata concezione della realtà e portatrice di un'etica ad essa "conforme". La storia dell'Europa del secolo XIX è dunque per Croce la storia della lotta (vittoriosa) della "religione della libertà" contro le altre religioni in campo: da quella cattolica a quella dell'assolutismo monarchico, fino a quella "democratica" e a quella "comunista". I primi tre capitoli, dedicati alla religione della libertà e ai suoi avversari, costituiscono una premessa, a cui segue una disamina degli sviluppi storici dello scenario europeo fino alla guerra. L'Epilogo è un accorato appello contro gli odî nazionalistici che contrappongono gli Stati dando vita a un pericolosissimo "attivismo" belligerante. Le dittature di destra e di sinistra in Europa dimostrano ancora una volta che solo la "religione della libertà" sarà capace di progettare un nuovo ordine. In una lettera del 15 febbraio del 1932, nel ringraziare Croce per avergli dedicato il libro, Thomas Mann suggellerà la forza ideale del messaggio crociano in quel passaggio della storia europea che si avviava alla tragedia: "C'è da augurarsi di cuore che questo nuovo dono del Suo spirito possa essere presto tradotto nella nostra lingua. Dio sa se la Germania di oggi non ne ha bisogno".

L'azienda Olivetti e la cultura
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Accornero, Cristina - Marucco, Dora - Viotto, Anna Maria

L'azienda Olivetti e la cultura

Donzelli Editore, 17/05/2022

Abstract: Le vicende editoriali, nate su iniziativa di Camillo e Adriano Olivetti, non sono state ancora oggetto di uno studio complessivo e sistematico. Questo volume raccoglie i primi risultati di una ricerca dedicata alle riviste aziendali dell'impresa eporediese a partire dai primi anni venti fino agli anni novanta del XX secolo. Oltre a testimoniare l'impegno politico e una visione innovativa del fare impresa, la peculiarità di questa vicenda culturale sta nella continuità di un pensiero e di una azione, che ha le radici nella storia della famiglia fondatrice e che prosegue oltre la scomparsa di Adriano. Tra gli obiettivi del volume vi è quello di rimettere in discussione la vulgata secondo la quale il suo pensiero e la sua azione modernizzatrice si siano concluse con la sua morte nel febbraio 1960. La continuità del pensiero di Adriano Olivetti si evince da una ricca produzione culturale che si distingue per le pubblicazioni e le iniziative di alto livello, e che si incrocia con l'attività dell'impresa, nel corso del secondo Novecento. Dopo l'era di Adriano, "gli olivettiani della seconda ora" portano avanti una nuova operazione culturale con la stessa determinazione del fondatore. Tra la fine degli anni sessanta e a metà degli anni novanta, la società Olivetti prosegue la pubblicazione delle riviste aziendali senza soluzione di continuità. In particolare, il volume ricostruisce un'esperienza editoriale inedita riguardante "GO" (1973-1980), periodico dedicato a cultura, economia e tecnica, rivolto anche a lettori esterni all'azienda. "GO" fornisce indicazioni di modernizzazione della società proponendo una politica, che poteva apparire visionaria, di innovazione e di svecchiamento del paese. L'esperienza di "GO" aiuta a comprendere un altro elemento che caratterizza la storia culturale della Olivetti. Alla responsabilità del pensare e dell'agire va accostato il senso di creatività "non organizzata". Rispetto ai "grandi nomi", spesso transitati nella storia aziendale, merita ricordare figure, meno note, che hanno operato nell'ombra.

L'Italia lontana
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Lucatelli, Sabrina - Luisi, Daniela - Tantillo, Filippo - Barca, Fabrizio

L'Italia lontana

Donzelli Editore, 17/05/2022

Abstract: C'è un pezzo importante del nostro paese che è tenuto lontano dai servizi fondamentali di cittadinanza. Aree dove non è garantito ai residenti l'accesso alle scuole, alle strutture sanitarie, ai trasporti, a internet. È l'Italia interna, per decenni oscurata, marginalizzata, rimossa perché considerata arcaica, improduttiva, refrattaria all'innovazione. Eppure sono luoghi, per lo più di collina e montagna, che offrono ossigeno, acqua, legname, silenzio, senza alcuna contropartita. E sono anche territori dove si producono alimenti di qualità, energia da fonti rinnovabili, dove la presenza umana cura e manutiene il paesaggio. La desertificazione umana di queste aree interne implica dunque un duplice costo: a monte, la svalorizzazione di ecosistemi vitali stratificatisi nel corso di secoli e, a valle, l'abbassamento delle condizioni di sicurezza e della qualità della vita. Nel 2013, su impulso dell'allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, nasce la Strategia nazionale per le aree interne (Snai), una politica diretta in primo luogo a riconoscere le fragilità sociali e fisiche dei luoghi e delle comunità lontane e, nel contempo, a potenziare la dotazione di servizi essenziali di cittadinanza in modo da contrastare lo spopolamento. La Snai è una politica place-based, che considera vincoli e potenzialità luogo per luogo, soggetti e risorse specifici di ogni area interna, dotazione di servizi civili e opportunità di occupazione in ogni contesto territoriale. In questo libro, scritto a più mani da alcuni dei protagonisti dell'esperienza Snai, si ricostruisce la storia di questa ancora giovane politica pubblica e si prefigurano adattamenti futuri per assicurare dignità e vivibilità agli italiani delle aree lontane.

L'emigrante
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Anders, Günther - Franceschelli, Orlando - Grosser, Florian

L'emigrante

Donzelli Editore, 01/06/2022

Abstract: Ogni emigrazione è una rottura fondamentale nella vita. Sradica una persona, la rende priva di voce, sola e invisibile. Con spietata onestà, Günther Anders racconta la vergogna sperimentata nella propria esistenza da esule, vittima della persecuzione nazista, costretto a emigrare perché ebreo. Il suo brillante saggio – uscito su rivista nel 1962, pubblicato ora per la prima volta in volume e mai tradotto in italiano – getta nuova luce sulla principale "miseria morale" del XX secolo. Come mostra programmaticamente il titolo, la figura al centro è quella del soggetto migrante, che non vede se stesso come "immigrato", dunque proiettato su un luogo di arrivo, ma sempre in relazione alla propria origine e al proprio passato perduto. Nonostante le differenze di circostanze storiche tra l'emigrazione indotta dai regimi totalitari del Novecento e quella del nostro mondo globalizzato, questo breve e folgorante scritto ci porta direttamente al presente, un tempo in cui – osserva Anders – la fuga e l'esilio non sono più casi isolati o estremi ma si configurano come un'"esperienza generale". Nel saggio l'autore si rivolge a un "tu" che, ovviamente, rimane indefinito. Il testo assume così il carattere di una conversazione con chiunque sia disposto ad ascoltare il vissuto di qualcuno che è "incalzato dalla storia". Il carattere dialogico e quello testimoniale rendono evidente quanto Anders sia alla ricerca di una scrittura che "raggiunga la gente di oggi". Nel suo insieme, l'attenzione alla "sostanza" dell'esperienza dell'emigrante e ai destinatari conferisce al testo una straordinaria attualità. Felicemente a cavallo tra letteratura e riflessione filosofica, il testo di Anders sa andare direttamente al cuore dei problemi più significativi connessi alla "miseria" dell'emigrazione: di quella che i migranti subiscono e di quella a cui non dovrebbe essere indifferente chi si ritrova nelle mani il potere di concedere loro il "permesso di vita".

Le sorelle Van Gogh
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Verlinden, Willem-Jan

Le sorelle Van Gogh

Donzelli Editore, 05/04/2022

Abstract: Molto si è scritto sulla corrispondenza di Vincent van Gogh con suo fratello Theo, con il quale condivideva la passione per la pittura e che finanziò la sua carriera d'artista, accudendolo fino alla fine dei suoi giorni. Ben poco, invece, si sa delle tre sorelle Van Gogh: Anna, Elisabeth (Lies) e Willemien (Wil), che pure segnarono in vario modo la vita del pittore e contribuirono alla sua fortuna postuma. Attraverso l'analisi di lettere per la gran parte inedite, Willem-Jan Verlinden ripercorre le biografie delle sorelle Van Gogh, tre donne diverse per temperamento e destino, tratteggiando al contempo un quadro della condizione femminile tra la metà del XIX e l'inizio del XX secolo. Anna, la sorella maggiore, ligia alla rigida mentalità protestante dei Van Gogh, ebbe un rapporto burrascoso con Vincent, disapprovandone i comportamenti ritenuti contrari ai valori familiari. Lies intrattenne una scandalosa relazione con un uomo sposato e coltivò le sue aspirazioni letterarie, ma, caduta in povertà, fu costretta a vendere molti dei dipinti del fratello per sopravvivere. Fu però con Willemien, la sorella minore, che Vincent intrattenne il rapporto più stretto, uniti nell'amore per l'arte e per la letteratura. Wil non si sposò mai, viaggiò molto ed ebbe un ruolo attivo nel nascente movimento femminista. Il destino legherà Wil e Vincent anche nella malattia: Wil finirà infatti i suoi giorni, affetta da demenza, in una struttura psichiatrica. E persino dopo la morte sarà Vincent a sostenerla: dalla corrispondenza inedita emerge infatti che la famiglia Van Gogh riuscì a pagare le cure di Wil vendendo alcuni quadri del pittore. Il libro, corredato di un ricchissimo apparato iconografico, tra lettere, dipinti e fotografie, fa uscire dall'ombra di Vincent le figure di Anna, Lies e Wil, che aggiungono nuovi particolari alla storia della famiglia Van Gogh e offrono una prospettiva inedita sul percorso umano e artistico di Vincent.

Dalla valigia di cartone al web
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Ricciardi, Toni - Cattacin, Sandro - Pellegrini, Irene

Dalla valigia di cartone al web

Donzelli Editore, 21/04/2022

Abstract: Chi sono le italiane e gli italiani che vivono oggi in Svizzera? Come è cambiata la loro presenza? Le associazioni in migrazione, molto attive in passato e particolarmente diffuse in Svizzera rispetto agli altri paesi, vi svolgono ancora un ruolo o sono forme di organizzazione superate? Sono gli interrogativi alla base di questo lavoro, che interseca la storia all'analisi sul campo. Nonostante la Svizzera sia l'unico paese al mondo in cui l'italiano è riconosciuto come una delle lingue ufficiali, la sua diffusione, soprattutto dal secondo dopoguerra, è dovuta principalmente alla crescente presenza della comunità italiana. Una comunità che attualmente conta quasi 700 000 persone, di cui più della metà con la doppia cittadinanza, e che rappresenta la terza collettività italiana nel mondo. Una presenza storica che ha cambiato pelle: ha lasciato le valigie di cartone per affidarsi sempre più al web. Chi oggi decide di vivere in Svizzera trova un clima sociale aperto, dove l'italianità non è più un ostacolo, ma si è trasformata in opportunità e risorsa. Certamente, si tratta di una migrazione ben diversa da quella del secondo dopoguerra, caratterizzata dal modello migratorio di epoca fordista, che implicava partenza, inserimento lavorativo stabile, sedentarizzazione e assimilazione. Oggi, la migrazione è un fenomeno molto più complesso da interpretare, dove lo spostamento è un progetto individuale e individualizzato, generalmente meno orientato alla sedentarizzazione, flessibile e non definitorio e per certi aspetti quotidiano.

Rammendare
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Luongo, Patrizia - Morniroli, Andrea - Rossi-Doria, Marco

Rammendare

Donzelli Editore, 05/04/2022

Abstract: Il lavoro sociale ed educativo deve cambiare, imboccare una strada nuova. Quella indicata dagli esempi di cittadinanza attiva delle piccole realtà e associazioni: micro-modelli – di cui gli autori di questo libro hanno avuto esperienza diretta – in cui ad essere vincente è una concezione del fare sociale non assistenzialista ma fondata sul coinvolgimento di tutti. La vera crescita è possibile solo attraverso un'opera di rammendo: non solo occuparsi della cura e dell'assistenza degli esclusi e dei fragili ma allargare lo sguardo alla comunità intera, potenziando le capacità di ciascuno, chiamando tutti a un'opera di sutura delle fratture prodotte dalle disuguaglianze. Come i fili che nelle Città invisibili di Calvino collegavano ogni casa di Ersilia, così gli autori tracciano con la penna un unico lungo filo che connette ogni porta o sportello sociale, dai singoli abitanti ai vertici istituzionali. Questo testo è un forte appello al mondo del lavoro sociale perché ripensi sé stesso e il proprio modo di operare e di raccontarsi all'esterno, ma è anche un appello al decisore politico perché riconosca a chi lavora con i marginali e i deboli un ruolo attivo nell'orientare l'allocazione delle risorse in arrivo con il Pnrr. Senza il sostegno di politiche che riconoscano l'importanza del lavoro sociale, nessun cambiamento è possibile.

Nilde Iotti e il Pci
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Bottari, Angela - Calabrò, Vittoria - Novarese, Daniela - Pelleriti, Enza - Turco, Livia

Nilde Iotti e il Pci

Donzelli Editore, 21/03/2022

Abstract: Nella consapevolezza che l'itinerario politico e istituzionale di Nilde Iotti non possa essere correttamente letto al di fuori della lunga e non sempre lineare storia del Pci, il volume, che prende spunto dalla coincidenza dei centenari della nascita della deputata emiliana e del Partito comunista d'Italia, ne ripercorre le tappe più significative. I cento anni trascorsi dalla scissione di Livorno fanno da sfondo alla storia di alcune militanti, a partire da Nilde Iotti, e al loro spesso travagliato rapporto con un partito assai mutato nel tempo ma che alle sue radici rimaneva, almeno teoricamente, ancorato. Si è voluto, pertanto, ripercorrere un pezzo della storia politico-istituzionale italiana, ricostruendo, insieme a quelli di Iotti, l'impegno e la carriera politica delle "altre" all'interno del Pci, talvolta anche "contro" e "nonostante" il partito, in particolare durante gli anni settanta e ottanta che videro, insieme all'emergere di nuove generazioni di "compagne", il raggiungimento di tanti importanti obiettivi sull'accidentato percorso dell'emancipazione femminile nel nostro paese. Se, come ricordava Nilde Iotti, "la Costituzione è il più grande atto di questo secolo fatto in favore delle donne", sarebbero trascorsi, infatti, molti anni dall'entrata in vigore di quel testo, incentrato sulla dignità e sui diritti della "persona umana", perché le donne italiane potessero rivendicare l'identificazione con quel sostantivo "neutro", persona, al di là degli stereotipi coltivati dalla cultura fascista e dalla tradizione cattolica e dai quali, spesso, neanche le sinistre italiane si sarebbero dimostrate immuni.

Il fascismo e l'immagine dell'impero
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Acquarelli, Luca

Il fascismo e l'immagine dell'impero

Donzelli Editore, 05/04/2022

Abstract: La sera del 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia e dalle radio di tutta Italia, Benito Mussolini proclama l'istituzione dell'impero d'Italia, con il celebre discorso che annuncia "la riapparizione dell'Impero sui colli fatali di Roma". La narrazione dell'impero fascista – periodo di massimo consenso e luogo ideale dove sembrano convergere l'attività e la politica passate e future del regime – è oggetto in questo libro di un'analisi approfondita, condotta attraverso la visione e la lettura delle immagini della propaganda. Se la vicenda storica è ovviamente sullo sfondo, il volume si concentra maggiormente sull'impianto iconografico e narrativo dell'impero, frutto della gigantesca macchina propagandistica messa in piedi dal regime. Quali mitologie incarnavano le immagini di propaganda? Come si strutturavano i significati sociali dell'ampia cultura visuale dominante del tempo (manifesti, copertine, filmati, opere d'arte, esposizioni, cartoline, arredi urbani, progetti architettonici)? Lo studio, frutto di un lungo periodo di ricerca, propone un ampio ventaglio di ipotesi interpretative, incrociando le teorie dell'arte e dell'immagine con la filosofia politica, la storia culturale e la dimensione sociologica. A differenza dell'approccio storico tradizionale, la metodologia qui sviluppata è propria dei lavori di cultura visuale, che pensano le immagini come luoghi di elaborazione politica, sociale e mitologica. Il libro propone per la prima volta uno studio di questo tipo e di tale portata sull'iconografia del fascismo imperiale, con immagini in gran parte inedite o raramente studiate. In conclusione di questa ampia ricognizione, l'autore apre anche al tema della difficoltà di rielaborare, nel mondo contemporaneo, la memoria di questo periodo storico traumatico.