Trovati 858828 documenti.
Trovati 858828 documenti.
Risorsa locale
Guarda fin dove puoi. Meditazioni sul discernimento
Edizioni Messaggero Padova, 24/06/2024
Abstract: Piccolo manuale per il discernimento cristiano.
Risorsa locale
Impariamo a meditare. Invito alla pratica contemplativa
Edizioni Messaggero Padova, 24/06/2024
Abstract: 161 perle preziose di spiritualità. Viaggio attraverso vie mistiche, orientali e occidentali dalle sorprendenti affinità, per riscoprire il sapore della conoscenza di sé.
Risorsa locale
Solferino, 25/06/2024
Abstract: Pompei, città di commerci e di ozi, di piaceri e di intrighi: qui, tra pochi giorni, si svolgeranno giochi degni di quelli di Roma, anzi, ancora più straordinari. Entrambi gli eroi più attesi nell'arena vengono dalla Città Eterna: il valoroso legionario Pugnax e il misterioso combattente mascherato con i suoi feroci cani. Tra gli spettatori in attesa di accorrere per vederli lottare con la morte c'è anche Benedicta, la più bella e desiderata prostituta del lupanare di Ascanio Bebio. Dietro queste identità si celano i tre eroi della nostra storia: Arild, convinto che la sua amata Brynja sia morta e deciso a vendicarla; Derek, che vuole approfittare del favore del Generale Tito per tentare di riabbracciare la sorella e l'amico, e la stessa Brynja che brama solo di fuggire da Pompei e tornare a Roma, in cerca di Arild. Intanto, nella capitale dell'Impero, l'epica impresa della costruzione del più grande anfiteatro del mondo procede accendendo gli animi e c'è chi è disposto a tutto pur di accaparrarsi le commesse più lucrose e la gratitudine imperiale. Senza sapere che i giorni di Vespasiano stanno giungendo al termine.Equivoci e travestimenti, fughe rocambolesche e inattesi incontri si susseguono in questo terzo episodio della più appassionante serie sull'antica Roma. Mentre i tre protagonisti lottano e tramano per ritrovarsi, su di loro incombe la più grande delle catastrofi: l'eruzione del Vesuvio e la distruzione di Pompei. E i ragazzi che sognano la libertà dovranno innanzitutto salvarsi la vita.
Risorsa locale
Adelphi, 25/06/2024
Abstract: Per curare l'alcolismo c'è chi si fa ricoverare in una struttura specializzata, chi si affida a una terapia farmacologica, chi ancora pratica una ferrea astinenza. Lawrence Osborne ha una ricetta più originale: intraprendere un viaggio nel mondo islamico per studiare come vivono gli astemi e scoprire se da loro si può imparare qualcosa. L'esperienza sarà illuminante, temeraria e – per la gioia di noi lettori – sempre irresistibilmente spassosa. Accompagneremo Osborne a caccia di una birra a Sura karta, presidio indonesiano di al-Qaida, dove, sotto un ritratto di Osama bin Laden, un gruppo di studenti biancovestiti cercherà di convincerlo che l'alcol è "una malattia dell'anima". A Mascate lo seguiremo nell'affannosa ricerca di una bottiglia di champagne per brindare al nuovo anno, mentre la sua vita di coppia sperimenta impreviste dinamiche dettate dalla sobrietà forzata. E trepideremo per lui a Islamabad, quando si lancerà nella sconsiderata "avventura culturale" di ubriacarsi "in uno dei paesi più pericolosi e ostili all'alcol" della terra. Ma, davanti a un bicchiere, tutto il mondo è incline al paradosso: prova ne sono le cosiddette "dry towns" del New Jersey o certi sobborghi inglesi, dove fino a pochi decenni fa la "cultura suburbana dell'alcol" era l'antidoto alla "cultura urbana della droga". E al termine di questo rocambolesco tour ci apparirà lampante che lo scontro di civiltà tra Oriente e Occidente altro non è che il riflesso di due approcci diametralmente opposti alla vita – temperanza e sregolatezza, continenza e dissolutezza, con i loro paladini, astemi e bevitori, per sempre affiancati "in uno spirito di reciproca incomprensione".
Risorsa locale
Adelphi, 25/06/2024
Abstract: Berlino, 1918. La guerra è appena finita, un uomo torna a casa e non è più lui. È convinto di aver rubato l'identità a un morto. Crede di vivere nel corpo di un altro; tutti lo riconoscono e pensano di sapere con chi parlano. Solo il vecchio cane gli abbaia contro e lo morde. Il cane sa che quello non è il suo padrone. Poi comincia a ricordare: Grete, la giovane donna dalla chioma tizianesca che ora vede alla finestra, è sua moglie; nella culla c'è il loro bambino; si rivolge a un'anziana signora chiamandola "mamma". Ma quei ricordi non hanno radici, sono "cose che sa": "come un attore me ne sto su un palcoscenico, imparerò la mia parte, è già scritta fino in fondo, di certo già da prima, e io mi limito a recitarla". Solo l'amore incondizionato e la gelosia per Grete – quando riceve la visita di un uomo, Borges, un "amico" che l'ha corteggiata mentre lui era al fronte – risveglia un sentimento che potrebbe essere "suo". Questo è quanto ci è dato sapere del protagonista prima che la storia inizi. Lo ritroveremo nell'aula di un tribunale, accusato di omicidio, mentre cerca di scagionarsi. Ma chi parla in queste pagine? Chi ha commesso il crimine? Il rispettabile chirurgo berlinese Hans Stern, o piuttosto Wilhelm Bettuch, l'umile fornaio che sembra averne assunto le sembianze? La risposta rimane racchiusa nel punto interrogativo del titolo e le ultime parole che l'imputato rivolge ai giudici non fanno che rendere ancora più impenetrabile l'enigma: "Ora chinatevi, spazzate via quel po' di terra. Ed ecco, troverete – me. Sì, ossa e teschio e polvere e il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio".Mimetizzato per quasi un secolo come un piccolo vortice scuro fra le correnti della prosa espressionista, questo romanzo di Peter Flamm torna ad agire su di noi come un sortilegio, la stenografia di un sisma psichico ancora lontano dall'essere decifrato.
Risorsa locale
Adelphi, 25/06/2024
Abstract: La storia è nota: Bruto amava Cesare, ma amava di più Roma. Dall'ombra di Plutarco ecco venire ancora una volta alla ribalta Giulio Cesare l'epilettico, leone cacciatore prima, cervo cacciato poi, "stella polare" in un corpo che da dittatore perpetuo si muterà presto in vittima sacrificale, nella congiura più celebre della storia antica. "C'è la guerra civile nel cielo" leggiamo nelle pagine iniziali di questa tragedia, uno dei testi più luminosi e meno frequentati del canone shakespeariano. Sulla terra sarà guerra fratricida: Bruto lo stoico, sdegnoso, inclemente, dalla parte della ragione ma in perenne "guerra con se stesso"; Cassio l'epicureo, magro, famelico, che "legge troppo"; Antonio, "bellimbusto dissoluto e nottambulo", espressione della Realpolitik – a cui si aggiungono frange schiumanti del popolo, con i suoi conati di democrazia selvaggia. Il lavoro in mano ai congiurati è "bruciante, sanguinoso, terribilissimo": si credono guaritori, non sanno di essere macellai; per comune denominatore hanno la morte. Sorretto da "una lingua più forte di ogni musica", il "Giulio Cesare" mette a nudo l'essenza violenta del teatro. E il defunto sovrano, futuro dio, continuerà a ricevere la sua razione di ventitré pugnalate, nel suo eterno ritorno sulla scena.
Risorsa locale
Adelphi, 25/06/2024
Abstract: "A ben vedere, nella mia vita non è successo nulla" annota nel suo diario il protagonista, e narratore, di questo romanzo: un professore di latino poco più che cinquantenne, celibe, alieno da qualunque sentimento nei confronti dei propri simili, maniacalmente attaccato a una routine fatta di lezioni, passeggiate, serate al circolo, rare visite a una casa di tolleranza. Ma durante un soggiorno alle pendici dei monti Tátra qualcosa si incrina, nel suo corpo e nella sua mente: si accorge di essere triste, "costantemente in attesa di qualcosa", al punto da confidarsi, quasi contro la propria volontà, con uno sconosciuto per il quale sembrava provare solo ripugnanza. La crepa non farà che allargarsi quando gli verrà assegnata una classe dell'ultimo anno – e per di più una classe in cui sono presenti sei ragazze. Con raffinatissima, pressoché diabolica abilità Márai ci fa percepire, attraverso le parole stesse del professore, i cambiamenti che avvengono in lui allorché scopre che due dei suoi allievi stanno vivendo il primo amore – un primo amore che, sebbene sia incapace di ammetterlo, forse sta sperimentando anche lui. E quando lo vedremo comprarsi un abito nuovo, tagliarsi la barba, accettare perfino che il barbiere gli faccia dei massaggi per cancellare le rughe, sapremo che, come accade a von Aschenbach nella "Morte a Venezia", il baratro che gli si è spalancato davanti non potrà che inghiottirlo. Appena ventottenne e al suo primo romanzo, Márai si rivela un acutissimo indagatore d'anime, e un magistrale narratore.
Risorsa locale
Baldini+Castoldi, 21/06/2024
Abstract: Desiderare di vivere non significa semplicemente essere vivi. Significa lasciarsi trasportare dall'impulso vitale che ci spinge a creare, ad amare, a superare noi stessi. Si tratta di coltivare la forza del desiderio che guida la nostra vita. Tuttavia, nella vita di tutti i giorni, sono molti i limiti che ci poniamo: "Non posso farlo", "È troppo rischioso", "Non fa per me". Allo stesso modo, finiamo spesso con l'essere prigionieri degli impulsi del nostro cervello primario e della spinta consumistica della nostra società. Come possiamo allora coltivare la forza del desiderio senza cadere nella trappola dell'insoddisfazione permanente o del mimetismo sociale? Come sviluppare il nostro potere vitale senza censurarci? Come possiamo imparare a dirigere i nostri desideri verso cose, attività o persone che ci aiutino a crescere e ci procurino gioia? Da Platone a René Girard, passando per Buddha, Aristotele, Epicuro, Spinoza, Nietzsche, Jung e Bergson, Frédéric Lenoir rivisita i grandi pensatori del desiderio per presentarci un libro lucido e vibrante, capace di affrontare una delle questioni più attuali del nostro tempo. Un libro accessibile a tutti, che ci aiuta non solo a vivere, ma anche a vivere meglio.
Risorsa locale
Marsilio, 28/06/2024
Abstract: I saggi contenuti in questo volume indagano i molteplici modi di produzione "fuori dal sistema" del cinema italiano con riferimento a un periodo storico ricco di trasformazioni e quindi a sua volta complesso. Si va dal cooperativismo, che nasce già all'inizio degli anni cinquanta ma che permea anche l'ideologia del futuro articolo 28 della legge 1213, al caso dei Programmi Sperimentali della RAI degli anni settanta, fino all'impiego del videotape per scopi politici e sociali. In mezzo ci sono tanti altri esempi di modi di produzione fuori dagli schemi, come l'esperienza televisiva di Roberto Rossellini, i cinegiornali liberi di Cesare Zavattini, i video di propaganda prodotti da associazioni e partiti, il cinema amatoriale, i film didattici e le produzioni animate. Un mondo, insomma, in cui cambia l'idea stessa di "settima arte" e nel quale avviene una mutazione costruttiva di cui solo in parte il cinema italiano è riuscito a fare tesoro negli anni a venire.
Risorsa locale
L'ultimo omicidio alla fine del mondo
Neri Pozza, 22/10/2024
Abstract: Chi risolve l'omicidio, salva il mondo!Fuori dall'isola non c'è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando ogni cosa e annientando ogni forma di vita. Sull'isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l'aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliati da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne. Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi ad Abi, un'entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L'importante è che rispettino sempre il coprifuoco e le regole imposte dagli scienziati. Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa. Oltre ad aver lasciato l'intera isola sotto shock, l'omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all'isola, l'unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l'isola e tutti i suoi abitanti. Ad aggravare la situazione c'è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull'isola è un assassino e non sa di esserlo. Nel frattempo, il tempo stringe."Un folgorante thriller postapocalittico che si trasforma in una corsa contro il tempo. Questa detective story distopica ha un incastro perfetto". Publishers Weekly "Un libro avvincente, incentrato su cosa significhi essere umani e se valga la pena preservare queste qualità". Library Journal
Risorsa locale
Compagnia editoriale Aliberti, 26/06/2024
Abstract: Paolo Villaggio era un uomo elegantissimo, forse il più elegante del cinema italiano. Vestiva quasi sempre, sia d'estate sia d'inverno, con raffinatissimi caffetani colorati, sopra i quali indossava con grande disinvoltura giacche occidentali. Ormai è tempo di riconoscere che Villaggio è un classico, uno dei maestri del cinema italiano, l'inventore dell'ultima grande maschera della commedia nazionale: Ugo Fantozzi. Un giorno, i ragazzi delle future generazioni potranno rivedere in lui molti dei vizi della società italiana di fine millennio. Nella vita professionale di Villaggio ci sono poi stati Mario Monicelli, Federico Fellini, Ermanno Olmi, Marco Ferreri, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e tanti altri. In questa conversazione con lo scrittore, giornalista e amico Luca Sommi – impreziosita da una Prefazione della figlia Elisabetta Villaggio ricca di note inedite sul padre – Paolo Villaggio rievoca, con la consueta forza dissacrante, una vita intera, passata a inventare e a sognare. Parole agrodolci che diventano gli slanci di un cuore insolente e attento. Sì, Paolo Villaggio è stato un uomo davvero elegante, troppo ben vestito. Il resto è storia del cinema.
Risorsa locale
Sellerio Editore, 26/06/2024
Abstract: In occasione del centenario della nascita di Danilo Dolci, uomo di svolta epocale nelle questioni sociali, considerato il Gandhi italiano, che negli anni Cinquanta spinse intellettuali e giornalisti a guardare finalmente al mondo degli ultimi, la rilettura dei suoi racconti, arricchiti con una Introduzione inedita di Franco Lorenzoni, rivela l'attualità e la necessità di un messaggio da affidare alle nuove generazioni.
Risorsa locale
Bibliotheka, 14/06/2024
Abstract: Universalmente riconosciuta come pilastro della storia del cinema tutta, la figura di Giovanni Pastrone è stata a più riprese tratteggiata in più di un'opera critica. Il maestro italiano, più di un secolo fa, aveva già intuito molti meccanismi della macchina cinematografica e ha creduto nel potere emotivo del racconto per immagini in movimento.Gli anni in cui Pastrone inizia la sua attività sono quelli in cui il nostro cinema, dopo aver mosso i primi passi, si trasforma in una vera e propria industria, quelli in cui nascono e proliferano lungo tutto lo Stivale nuove case di produzione (la Ambrosio, la Cines, l'Itala), quelli in cui registi e produttori dimostrano quanto l'Italia possa dire la sua e competere non solo con i cugini d'Oltralpe, ma anche con i kolossal della lontana Hollywood.E il film simbolo della settima arte italiana viene diretto proprio da Pastrone: il suo Cabiria diventa una sorta di turning point del nostro cinema. Non solo per le innovative scelte registiche, la magniloquenza delle scenografie e la "grandeur" che traspare da ogni fotogramma, ma per la sua complessità che - come ricorda Vito Zagarrio nella sua Storia del cinema italiano - riesce a coniugare film storico e catastrofico, romance e melodramma, peplum e epica mitologica, in un mélange che rivela una conoscenza dei generi cinematografici sbalorditiva. Ed oggi è tempo di riguardare le pellicole di Pastrone e riscoprire il seme di quel linguaggio cinematografico che ancora fa brillare i nostri occhi davanti all'imponenza del grande schermo.
Risorsa locale
Neri Pozza, 12/07/2024
Abstract: Un viaggio appassionato nella terra dove fioriscono visioni. Qui si rifugiarono gli invincibili spartani quando non furono più invincibili. Elena e Paride si accoppiarono su un'isoletta del Mani scatenando la guerra più famosa del mondo. Ma crearono lavoro per generazioni di poeti, pittori, musicisti. Cosa avrebbe cantato Omero senza la sventurata Elena? Nei secoli il Mani ha continuato a generare miti, ad attirare anime erranti, figure inquiete. Dopo aver camminato il mondo, Bruce Chatwin volle essere sepolto dietro una sperduta chiesetta bizantina sul Taigeto, ignota persino agli abitanti del luogo. Sulla spiaggia di Kalogria, dopo il dottorato su Nietzsche, un giovane Kazantzakis prendeva lezioni di zoticoneria dal selvatico Georgios Zorba. Patrick Leigh Fermor raccontò la storia dei manioti e si fermò a Kardamyli per costruire con la sua Joan una casa incantata. Nella narrazione si intrecciano vicende di poeti maledetti, come Nikitas Nifakis e Nikiforos Vrettakos. Il viaggio scorre poi fra torri cadute, torri cadenti, torri restaurate. Dall'alto, i manioti continuarono a spararsi per secoli con pistole, fucili e cannoni. Una faida infinita. Un popolo di pirati e assassini, ma anche di valorosi guerrieri capaci di cacciare gli ottomani, come l'indomito comandante Petrobey, ostinato ribelle, altero dominatore del Mani. In questo viaggio Ambrogio Borsani scava negli angoli segreti di una terra magica inseguendo storie abbandonate e figure alla deriva. Una narrazione serrata, visionaria, che arriva alle porte dell'Ade, dove lasciavano ogni speranza gli antichi spartani sconfitti e gli sfortunati marinai della battaglia di Capo Matapan.Qui Leigh Fermor e Chatwin salivano a contemplare i profili di terre e di acque che avevano generato dèi, eroi, poeti. Si raccontavano storie di terre lontane, di popoli invisibili, di geografie parallele. Si perdevano tra i misteri del nomadismo, tra i segreti di gente alla ricerca di un punto che rimanda a un altro punto che rimanda sempre a un altro punto dentro infinite reti di punti che indicano altri punti ai confini del mondo, dove i secoli precipitano sui popoli in movimento senza arrestare il loro cammino. "Ambrogio Borsani sa muoversi sulle orme dei grandi viaggiatori, scrittori, artisti, sempre con rispetto, sensibilità, intelligenza e affettuosa partecipazione". Libero "Collezionista di libri e autore di deliziosi volumi sulla perversione bibliofila, amico e curatore della Merini, di Testori, di Volponi e altri miti del '900 letterario, Borsani è anche un viaggiatore incantato". il Fatto Quotidiano
Risorsa locale
Ferro, fuoco e ombre. Il caso Ludwig
Nutrimenti, 16/07/2021
Abstract: È alla fine di novembre del 1980, l'annus horribilis del terrorismo in Italia, che alla redazione di Mestre del Gazzettino giunge una busta spedita qualche giorno prima da Bologna. Contiene una strana paginetta, zeppa di aquile, svastiche e caratteri runici, firmata da una fantomatica organizzazione che rivendica tre omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979 a Verona, Padova e Venezia. Undici righe, chiuse dal motto nazista Gott mit uns, segnano l'irrompere sulla scena del gruppo Ludwig, che imperversa per sette anni con omicidi e stragi prima di essere smascherato, letteralmente, durante una festa di Carnevale. Indagini, istruttorie e processi hanno accertato fatti e disposto condanne che hanno retto fino all'ultimo grado di giudizio. Ma l'impianto giudiziario, totalmente proiettato sui due responsabili presi in flagrante, aver lasciato in secondo piano figure e contesti, nemmeno sfiorati dall'inchiesta, e che oggi, tornati alla luce, potrebbero offrire un punto di vista diverso, per leggere più in profondità una delle vicende più complesse e sanguinarie della cronaca italiana. Forse si sbagliò a considerare quegli omicidi – secondo il giudice Guido Salvini – solo come l'espressione del delirio neonazista di due sbandati.
Risorsa locale
Arcana, 26/06/2024
Abstract: È dal dicembre del 2011 che si conoscono. Ed è da quei giorni che Alessandro ha chiesto a Enzo di raccontare la sua storia, tempestandolo di domande, di proposte, di progetti. Ma Enzo ha sempre declinato l'invito; lui, così riservato e poco attratto dall'autocelebrazione. Da quell'assedio è nata comunque un'amicizia, fatta di lunghe passeggiate, di confidenze, di passioni comuni e di carbonare fumanti. Finché, la notte prima di compiere 65 anni, Enzo vive un'esperienza nuova. È solo, nel suo lettone, sta riguardando The Last Waltz di Martin Scorsese che lo sta portando da qualche parte: da sotto la porta di casa scintillano sensazioni, immagini del passato, sapori e sguardi di mille concerti che hanno costellato la sua lunga carriera. Anziché nascondersi sotto le coperte, Enzo decide di lasciarli entrare uno ad uno, riempiendo la casa di ricordi, di gioie e di dolori, di note e di passioni. Ne parla con Alessandro e decidono di creare qualcosa: un testo che magari esca dalle liturgie della biografia classica e possa coinvolgere chiunque, non solo il musicista o l'appassionato. Questo libro coglie gli attimi e li raccoglie dentro capitoli brevi. Un flusso di memorie in cui si rincorrono racconti della vita del musicista, il percorso di un artista, le emozioni, le dinamiche dei gruppi, le diverse epoche storiche e i diversi generi musicali. E a ogni istante si accosta una carriera che matura, che mastica la vita, accanto a nomi che hanno segnato la Storia della Musica e non solo: Chet Baker, Enrico Rava, Massimo Urbani, Enrico Pieranunzi, Bob Berg, Danilo Rea, Ginger Baker e tantissimi altri. E poi il cinema, la radio, la televisione, che diventano pretesto per riflessioni sul mestiere del musicista, ma, soprattutto, sui sentimenti universali. A ogni capitolo segue una recensione non convenzionale e non cronologica, per prendersi una pausa, prima di riprendere la lettura.
Risorsa locale
Arcana, 26/06/2024
Abstract: Un bambino nato in una fredda notte di Natale che tra¬scorre un'infanzia idilliaca in una fattoria irlandese. Un punk di Londra Nord che a un certo punto decide di "salvare" la musica della sua terra, portandola dai pub al grande pubblico. Il frontman di una delle band più popolari degli anni Ottanta britannici, famoso in egual misura per i suoi eccessi e per la capacità di scrivere canzoni immortali come Fairytale of New York o A Rainy Night in Soho. Chi era davvero Shane MacGowan? Attraverso i suoi testi, carichi di volta in volta di amore oppure odio, inquietante violenza metropolitana e inaspettata tenerezza, ironia, rabbia e avventure alcoliche da Guinness dei Primati, il libro cerca di dipanare questo mistero, con particolare attenzione alla parabola umana di MacGowan, che tocca argomenti deli¬cati del Novecento britannico come la grande Questione irlan¬dese, l'epoca del terrorismo e il razzismo inglese nei confronti dei "fuckin' paddies". Tra aneddoti esilaranti e surreali, versi sublimi e terrificanti abissi di autodistruzione, Fuori dalla grazia di Dio segue tutti questi fili conduttori, commentando l'evoluzione di una delle figure più affascinanti della musica contemporanea, l'ultimo grande "poeta maledetto" che il rock ci abbia regalato.
Risorsa locale
Orme, 26/06/2024
Abstract: In ogni momento è in atto una migrazione, e sarà così fino a quando le risorse avranno la possibilità di ridistribuirsi sul pianeta, offrendo alla vita preziose occasioni per ricercare o ricreare equilibri. Nell'incessante cambiamento delle cose, ogni creatura vivente ha indossato le forme più adatte ad abitare la Terra, oppure ha adottato strategie uniche per spostarsi da un luogo all'altro e prendere il meglio da ciascuno. Tutte le migrazioni, di qualsiasi misura o durata siano, sono imprese degna di nota, ma la precarietà e il disequilibrio che oscurano le cronache quotidiane e le previsioni future stanno diventando la più grande minaccia per chi si mette in viaggio su due gambe, con le ali, tra le onde o nel vento. Eppure, nonostante gli ostacoli che si aggiungono alle difficoltà già previste dall'esistenza, per ogni viaggiatore è impossibile ignorare un campanello d'allarme che spesso diventa imperativo categorico: migrare o morire. È questa la condizione – concreta o metaforica – che partorisce l'impulso a lasciare tutto e andare via senza alcuna certezza di farcela, ma con in tasca una possibilità. In questo libro uomini e uccelli, rappresentanti di spicco della vita sulla terra e nei cieli, raccontano sé stessi e il modo in cui sono diventati le specie più girovaghe di tutti i tempi. Nella complessa ricerca delle giuste soluzioni ai grandi problemi di oggi, ascoltare le storie degli altri può aiutarci a cambiare prospettiva e fare un primo, umile passo per reimparare a stare al mondo, osservandolo con altri occhi.
Risorsa locale
Arcana, 26/06/2024
Abstract: Taylor Swift è una delle artiste più importanti dell'industria musicale contemporanea: i suoi dischi dominano le classifiche di tutto il mondo, il suo ultimo tour è quello con il maggior incasso nella storia della musica e le sue canzoni sono diventate la colonna sonora di un'intera generazione. Da star di enorme successo, Taylor Swift è diventata un vero e proprio fenomeno culturale, sociale ed economico. Come ci è riuscita? La risposta, la più ovvia, è il talento. E Taylor Swift ne ha. Sa scrivere, sa cantare, sa suonare e, soprattutto, sa arrivare a milioni di persone come solo pochi altri artisti hanno fatto. A ciò si sommano una forte etica lavorativa e un costante impegno nel migliorarsi. Ma tutto questo non è abbastanza per spiegare come una sedicenne che ha esordito sulla scena country nel 2006 sia riuscita a diventare la donna più potente e influente del panorama musicale attuale. Il successo e la popolarità di Taylor Swift, infatti, vanno analizzati sotto un'altra luce. "Taylor Swift" è un brand: si presenta come un brand, agisce come un brand e sin dal suo esordio ha adottato tutte le strategie di marketing che hanno reso famosi i grandi marchi. In questo volume si vogliono esaminare i pilastri del brand "Taylor Swift", la costruzione del rapporto con i fan-consumatori, la capacità di reinventarsi senza snaturarsi, l'evoluzione nell'approccio alle questioni politiche e sociali e, infine, le diverse tecniche comunicative messe in campo nel corso degli anni.
Risorsa locale
Arcana, 26/06/2024
Abstract: Gabriella Ferri è stata una delle icone indiscusse della musica italiana. La sua voce unica e la sua presenza carismatica hanno incantato il pubblico per decenni. Questa "storia italiana" getta uno sguardo intimo sulla vita straordinaria di questa artista, dall'infanzia nel cuore pulsante di Roma alle fatiche e alle trionfanti performance teatrali. Attraverso il racconto della cantante viene ripercorso il fermento culturale che attraversò il nostro paese a partire dagli anni Sessanta, un'epoca di cambiamenti sociali e rivoluzione musicale. Con intelligenza, coraggio e una voce che risuona ancora nell'anima degli appassionati di musica, Gabriella ha incarnato l'autenticità e l'emozione della canzone popolare romana e italiana. Il lettore è invitato a scoprire insieme a Gabriella tutti i personaggi che l'hanno accompagnata nella sua vita: amici, cantanti, artisti, attori, autori televisivi, registi, compositori e uomini di cultura. Il testo rievoca la storia dell'inconfondibile artista ma anche della donna dietro il microfono: i suoi amori, i suoi sacrifici e le sue vittorie. Dalla musica italiana all'intimità di una vita vissuta intensamente, Io Gabriella Ferri è il tributo a un simbolo del nostro paese.