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La prima notte dei vampiri. Diciotto storie pericolose
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VV. AA.

La prima notte dei vampiri. Diciotto storie pericolose

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Da Polidori a Stoker, da Tolstoj a Le Fanu, da Poe a Capuana, da Quiroga a Lovecraft, ben prima di Twilight, i vampiri hanno ossessionato la fantasia dei piú celebri scrittori del XIX secolo. Questa strana creatura assetata di sangue che invade il mondo dei vivi, questo amante seducente che fin dalla notte dei tempi ha abitato le nostre fantasie piú oscure mantiene intatto il suo fascino secolo dopo secolo e le storie raccolte in questa antologia lo dimostrano ampiamente. Attingendo alle letterature occidentali, La prima notte dei vampiri raccoglie i racconti piú agghiaccianti dedicati a questa figura sfuggente e misteriosa, narrandoci le sue infinite metamorfosi, perché il Vampiro non è morto, non muore mai, anzi... è sempre al passo con i tempi, e, perché no?, con un fisico talmente perfetto da sembrare irreale e una voce suadente - cosí lo vede Stephenie Meyer -, è entrato a turbare anche la nostra epoca.

Un eremo non è un guscio di lumaca
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Zarri, Adriana

Un eremo non è un guscio di lumaca

Einaudi, 29/04/2011

Abstract: "Qualcuno dice che mi sono "ritirata" in un eremo; e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso puntigliosamente per rispondere all'obiezione che concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori dal contesto comunitario. E invece no. L'isolamento è un tagliarsi fuori ma la solitudine è un vivere dentro". È questo un libro da leggere in silenzio. Con la schiena ben dritta e gli occhi che guardano avanti mentre esplorano il mondo nei suoi dettagli: fiori, piante, frutta, animali. Così tutto ciò che vedi ti parla di sé e insieme di altro, degli altri, di quello che è fuori, diverso e straordinariamente unico. Se ti abbandoni a queste pagine, se le esplori e le ascolti, scopri che le stagioni della natura sono quelle dell'uomo e della vita, di un'età che si compie e si arricchisce ad ogni passo e sguardo. Scopri che una scelta di silenzio contemplativo è un modo per parlare forte e meglio a tutti. Che la solitudine può essere un luogo fecondo di incontro, una condivisione e un dialogo duraturo. Che una gatta (pardon, una micia), può anche scaldarti il cuore e che per difendere e proteggere ciò in cui credi vale ancora la pena di affrontare battaglie e sacrifici. Adriana Zarri, teologa, scrittrice, eremita, donna libera, prima di morire a novantuno anni compiuti, ha condotto tante battaglie e ha appoggiato, anche in aperto contrasto con le posizioni della chiesa cattolica, le iniziative a favore del divorzio e dell'aborto e le discussioni sul celibato del clero. Con la sua voce sottile, eppure vibrante e sicura, ci guida in un mondo antico e nuovo che è poi il nostro. Diverso e nuovo è il modo in cui lei va incontro al mondo. E diverso e nuovo è il modo di dirlo, usando con consapevolezza, e assaporandola, la potenza della parola: una parola meditata a lungo e coccolata, a volte stridente e scomoda, a tratti polemica, ma sempre affascinante e coraggiosa nella sua poetica esattezza. Nelle pagine di Erba della mia erba, pubblicate per la prima volta nel 1981 e qui riproposte, così come negli Altri resoconti di vita, narrazioni nuove e inedite, la propria esperienza di silenzio e di un vivere appartato è raccontata (senza essere mai testimoniata) nel suo farsi concreto, nello scorrere quotidiano e inconsueto di gioie, incontri, speranze e paure. Il proprio eremo, che sia l'amata cascina isolata del Molinasso oppure Cà Sàssino con il suo giardino pieno di rose, è sempre un luogo della vita e dell'anima dove racconto e realtà convivono e si contaminano, dove lo studio e la riflessione sono impastati di vita. E dove l'ospitalità, l'amicizia, la meditazione, la natura, la libertà e il dialogo non possono che essere momenti indispensabili alla vita e alla sua complessa bellezza.

La linea d'ombra (Einaudi)
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Conrad, Joseph - Marenco, Flavia

La linea d'ombra (Einaudi)

Einaudi, 01/11/2011

Abstract: Alle prime avvisaglie di giovinezza finita il protagonista di questo piccolo capolavoro decide di lasciare il mare e i tropici. Ma nell'albergo dove attende la nave che lo rimpatrii gli si presenta la grande occasione: un posto da capitano. E cosí il giovane ufficiale decide di affrontare il viaggio verso la maturità imbarcandosi su un veliero come stregato dal ricordo del precedente capitano morto pazzo, con un mare disperatamente immobile, con un equipaggio estenuato dalle febbri, marinai scheletrici che non hanno piú forza per manovrar le vele, in attesa di un soffio di vento che dissipi l'incantesimo.

Immagini di città
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Benjamin, Walter - Ganni, Enrico - Backhaus, Giorgio - Ganni, Enrico - Carchia, Gianni - Bertolini Peruzzi, Marisa - Riediger, Helmut

Immagini di città

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Parigi, Marsiglia, Weimar, Napoli, San Gimignano... E soprattutto Mosca. Negli anni venti Benjamin scrive per giornali e riviste una serie di articoli-reportage sulle città dove, per varie ragioni, gli capita di soggiornare. Nel segno della lucidità e della precisione, ma anche dell'evocazione e dello smarrimento, lo sguardo di Benjamin riesce a catturare l'"anima" di ogni luogo. Libro postumo, assemblato da Peter Szondi nel 1955, Immagini di città viene qui riproposto in un'edizione ampliata di tre scritti. Alla base delle descrizioni delle città straniere di Benjamin non troviamo motivi meno personali di quelli che ispirarono Infanzia berlinese. Ma ciò non significa che egli non abbia saputo vedere quei luoghi nella loro realtà. Ché un paese straniero riesce a operare la magica trasformazione del visitatore in fanciullo solo se gli si mostra così pittoresco e così esotico come una volta era apparsa al bambino la propria città. Simile al fanciullo che sta con occhi attoniti nel labirinto inestricabile, Benjamin nei paesi stranieri si consegna con tutto il suo stupore e tutta la sua avidità alle impressioni che lo investono. A ciò deve il lettore quelle immagini che non potrebbero essere più ricche, più colorite, più precise. (...) Il linguaggio metaforico aiuta Benjamin - analogamente alla struttura da lui preferita: l'articolazione in brevi periodi - a dipingere le immagini di città come miniature. Nella loro sintesi di lontananza e vicinanza, nella loro incantata realtà, esse assomigliano a quei globi di vetro in cui la neve cade su un paesaggio, che furono fra gli oggetti preferiti da Benjamin. Dalla postfazione di Peter Szondi

Così parlò il nano da giardino
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Oggero, Margherita

Così parlò il nano da giardino

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "E Gongolo? Gongolo pianse tutte le sue lacrime, dato che si trattava di una morte annunciata. Una delle più abominevoli, perché sarebbe stato caricato su un camion della spazzatura e poi scaraventato in una discarica. Oppure - sciagura altrettanto terribile - sarebbe stato rapito da un commando dell'FLNG (Fronte per la Liberazione dei Nani da Giardino), un movimento terroristico internazionale, purtroppo in rapida espansione. Un movimento che afferma di voler liberare i nani e invece li strappa con violenza al loro habitat e poi li abbandona in boschi sperduti e inaccessibili. I nani da giardino (caso mai qualcuno non lo ricordasse) sono molto sensibili. I nani da giardino, anche se non sembra, sono creature delicate". Da quando i signori Luposki hanno deciso di costruire una pensione per cani nel terreno davanti a casa, per i gerbilli è giunta l'ora di migrare, onde evitare morsicotti e altri fastidiosi dispetti. Inizia così per i piccoli roditori la lunga marcia, epica e sgangherata, verso la Terra promessa: quel Gerbido Nuovo tanto decantato dal malinconico nano Gongolo. La diffidenza si vince con un gioco di parole, un agguato si fronteggia grazie alle "furbate" lette nei libri, e alla fine del viaggio tocca affrontare anche uno spaventapasseri depresso, costruito e poi abbandonato da un ragazzino un po' speciale. La curiosità dei gerbilli per tutto ciò che li circonda è forte, specialmente quando le parole prendono vita e si attorcigliano alla realtà creando un mondo giocoso, sempre in bilico tra ciò che è bene sapere e ciò che è bello immaginare. Perché "le parole sono giocattoli con cui ci si può sbizzarrire in tanti modi. Senza strapazzarle troppo, però".

La mummia della Repubblica
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Luzzatto, Sergio

La mummia della Repubblica

Einaudi, 05/04/2011

Abstract: Il lettore di questo libro si appresta a scoprire i dettagli di una vicenda che potrà sembrargli fin troppo gotica, e che ha per protagonista un misconosciuto scienziato di Lodi, Paolo Gorini: l'artefice materiale della mummia della repubblica. Dopo la morte del capo, il 10 marzo del 1872, i mazziniani scommisero su una conservazione perenne del suo carisma politico: dove la ricetta imbalsamatoria di Gorini valesse da pietra filosofale, e il Mazzini in carne e ossa, riscattato dalla sua umana caducità, garantisse al mazzinianismo un elisir di lunga vita. Ma il destino d'oltretomba di Mazzini avrebbe riservato, alla prova dei fatti, non poche sorprese. Con una nuova Premessa dell'autore.

L'impresa irresponsabile
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Gallino, Luciano

L'impresa irresponsabile

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: Condizioni di lavoro, prezzi, trasporti e media, ambiente, tempo libero, alimentazione, forme di risparmio e rischi connessi, organizzazione della famiglia, la possibilità stessa di progettarsi un'esistenza. Piaccia o no dipendono tutte da decisioni che provengono, piú che dal governo della nazione, dal governo delle imprese. Tuttavia queste ultime non paiono tener sempre conto delle conseguenze sulle nostre vite delle loro attività. Da tempo si insiste, su scala internazionale, affinché le imprese agiscano in modo socialmente piú responsabile su base volontaria. Ma teoria e pratica della "responsabilità sociale dell'impresa" diverranno comuni soltanto quando un'apposita riforma del governo dell'impresa le inserirá tra i suoi principî costitutivi.

Imperial Bedrooms (versione italiana)
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Ellis, Bret Easton - Culicchia, Giuseppe

Imperial Bedrooms (versione italiana)

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "Su di noi avevano fatto un film", dice Clay. Un film tratto dal libro che un loro amico aveva scritto ispirandosi alla sua storia e a quella di Blair, Trent, Julian e Rip. Il problema è che il loro amico, che sarebbe poi diventato uno scrittore e che si chiamava Bret Easton Ellis, ce l'aveva con Clay e per questo l'aveva trasformato nel narratore "bello e stordito, incapace d'amore e di bontà" di quel romanzo intitolato Meno di zero: "Ecco come diventai il giovane viveur rovinato e festaiolo che si aggirava tra le macerie, il sangue grondante dal naso, ponendo domande che non avevano mai bisogno di risposta". Ma oggi, venticinque anni dopo, Clay è tornato in città - di nuovo Los Angeles, di nuovo durante le vacanze natalizie - e questa volta è pronto a raccontare la sua storia in prima persona: senonché la storia, come canta Elvis Costello, molto spesso non fa che ripetere "gli antichi vezzi, le facili risposte, le stesse sconfitte". Diventato (dopo aver abbandonato l'idea di fare lo scrittore come Bret) sceneggiatore di mediocre successo, Clay è a Los Angeles per scegliere il cast dell'ultimo film a cui sta lavorando. Qui incontra gli amici di gioventù, solo con più anni, più soldi e più problemi: Blair, la sua ex ragazza, si è sposata con Trent che nel frattempo è diventato un potentissimo agente delle star di Hollywood, Julian ha messo in piedi una discreta agenzia di escort, mentre Rip¿ Rip ha sempre fatto storia a sé. Quando a una festa incontra la giovane, splendida Rain e se ne innamora - se la parola ha un senso per uno come lui - Clay precipita in una dimensione in cui paranoia e terrore sono i muri di un labirinto da cui non riesce, o non vuole, uscire. Bastano questi accenni per far intuire al lettore il gioco di specchi, rimandi e false piste con cui Ellis, mai così disincantato e ironico, intesse il suo inquietante racconto. Disperazione e violenza, noia e glamour, autoindulgenza e degradazione sono gli atomi costitutivi del mondo (o dell'inferno) in cui Ellis, impeccabile come suo solito, ci fa da guida. "Ellis è un moralista che si interroga su come le persone si trasformano in mostri. A quale livello di dolore o di indifferenza l'uomo smette di essere umano?" Financial Times "Ellis non solo scrive bene, ma sembra che lo faccia senza sforzo. Sesso, droga e chirurgia plastica". Tatler

Capitani oltraggiosi
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Lansdale, Joe R. - Colitto, Alfredo

Capitani oltraggiosi

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Nel nuovo romanzo della fortunata serie di Hap Collins e Leonard Pine ci sono tutti gli ingredienti che hanno reso celebre la coppia di amici piú strana e male assortita della letteratura: bianco e dongiovanni Hap, nero, gay e determinato come un sottomarino Leo. Insieme diventano comici, esplosivi, il mondo intero perde di senso o piuttosto la realtà si rivela un castello di carte pronto a scompaginarsi al primo soffio e a rivelare l'assurdo che sta dietro ogni nostra azione. Ma in Capitani oltraggiosi Joe Lansdale supera se stesso, e la girandola ininterrotta di colpi di scena cede presto a una macabra danza della morte che costringe Hap & Leo a ricorrere a ogni risorsa, per fare, come sempre a modo loro, giustizia. Hap Collins, stanco di guerra, fa la guardia privata in uno stabilimento da cui escono polli congelati. Far l'amore con Brett è diventato difficile, il rapporto si è un poco freddato. Salva una fanciulla da un pazzo omicida e il padre regala una crociera ai Caraibi a lui e all'amico Leo. Peccato che i due litighino con un cameriere e la crociera per loro finisca subito, sulle coste del Messico. Dove vengono salvati da una pessima sorte da un vecchio pescatore che ha una bellissima figlia, dal passato misterioso, e di certo burrascoso. Ovviamente Hap si innamora. E cominciano i guai veri. Con un capomafia messicano che ama il nudismo, un killer gigantesco che sarebbe preferibile non vedere nudo, una strana nuova crociera - questa volta di pesca - per portare a spasso dei ricchi americani, il vecchio padre che un angioletto non è, e la ragazza che forse non è cosí innocente, cosí vittima come sembra... E l'implacabile, vertiginosa macchina narrativa di Lansdale ha appena cominciato a mettersi in moto.

Mia suocera beve
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De Silva, Diego

Mia suocera beve

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un'idea da niente facendola lievitare. E di deriva in deriva va lontano, con l'aria di sparare sciocchezze dice cose grosse sull'amore, la giustizia, il senso della vita. Intorno a lui capitano eventi straordinari, ma più straordinari ancora sono i pensieri stravaganti e fuori luogo di cui ci mette a parte in tempo reale, facendoci ridere e riflettere, trascinandoci nella sua testa sgangherata e bellissima. Al centro del romanzo questa volta c'è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l'ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio. Il piano è d'impressionante efficacia: all'arrivo della televisione, l'ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa cosí il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell'ordine che assistono impotenti allo "spettacolo". La sola speranza d'impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all'avvocato Vincenzo Malinconico, che l'ingegnere incontra casualmente nel supermercato e "nomina" difensore d'ufficio. Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata (la crisi sentimentale con Alessandra Persiano, le incomprensioni dell'ex moglie e dei due figli, l'improvvisa malattia dell'ex suocera), riuscirà a sabotare il piano dell'ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.

Cinque storie ferraresi. Dentro le mura
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Bassani, Giorgio - Affinati Eraldo

Cinque storie ferraresi. Dentro le mura

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Le Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani, nella letteratura italiana moderna, hanno la medesima importanza delle innumerevoli bottiglie e fruttiere che Giorgio Morandi consegnò alla pittura del Novecento: concludono un mondo e, immediatamente dopo, ne aprono un altro". Eraldo Affinati Lida Mantovani, ragazza madre che sposa un brav'uomo senza riuscire ad amarlo; il medico ebreo Elia Corcos, solitario appassionato di scienza che sceglie una moglie cattolica e di origini contadine; Geo Josz, sopravvissuto ai lager che tutta la città vive come un corpo estraneo; Clelia Trotti, anziana militante socialista morta in carcere durante l'occupazione nazista; il farmacista Pino Barilari, paralitico, testimone nella notte del dicembre '43 della sanguinosa rappresaglia delle brigate nere contro gli antifascisti. Cinque storie che raggiungono un valore assoluto e indimenticabile, cinque vicende tragiche che mettono in evidenza gli aspetti piú infami del fascismo e non risparmiano le colpe e le ipocrisie di chi ha accettato la sicurezza del conformismo, della viltà o dell'opportunismo. L'edizione delle Cinque storie ferraresi (Premio Strega 1956) che qui pubblichiamo è quella proposta nella loro ultima versione, rivista e approvata dall'autore.

Finanzcapitalismo
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Gallino, Luciano

Finanzcapitalismo

Einaudi, 01/03/2011

Abstract: Mega-macchine sociali: sono le grandi organizzazioni gerarchiche che usano masse di esseri umani come componenti o servo-unità. Esistono da migliaia di anni. Le piramidi dell'antico Egitto sono state costruite da una di esse capace di far lavorare unitariamente (appunto come parti di una macchina) decine di migliaia di uomini per generazioni di seguito. Era una mega-macchina l'apparato amministrativo- militare dell'impero romano. Formidabili mega-macchine sono state, nel Novecento, l'esercito tedesco e la burocrazia politico-economica dell'Urss. Come macchina sociale, il finanzcapitalismo ha superato ciascuna delle precedenti, compresa quella del capitalismo industriale, a motivo della sua estensione planetaria e della sua capillare penetrazione in tutti i sottosistemi sociali, e in tutti gli strati della società, della natura e della persona. Così da abbracciare ogni momento e aspetto dell'esistenza degli uni e degli altri, dalla nascita alla morte o all'estinzione. Perché il finanzcapitalismo ha come motore non più la produzione di merci ma il sistema finanziario. Il denaro viene impiegato, investito, fatto circolare sui mercati allo scopo di produrre immediatamente una maggior quantità di denaro. In un crescendo patologico che ci appare sempre più fuori controllo. È possibile correggere le storture più evidenti della civiltà malata del denaro? Luciano Gallino, dopo aver disegnato, in un formidabile affresco, le grandi linee di questo processo, di natura epocale, prova a indicarci le strade possibili della "salvezza", le vie di fuga, tutte difficili è vero, alla ricerca di nuovi, ineluttabili, contromovimenti.

Il ghiaccio fra le mani
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Zentner, Alexi - Oddera, Federica

Il ghiaccio fra le mani

Einaudi, 20/03/2012

Abstract: Jeannot è tornato. Dopo trent'anni in cui ha vagabondato per le foreste insieme alle ossa dell'uomo che ha ucciso due volte e il ricordo di un cane che cantava agli spettri, Jeannot è tornato. È tornato nel villaggio che aveva fondato lui stesso, anni prima: un manipolo di cercatori d'oro e taglialegna, di uomini impastati di coraggio e disperazione che hanno strappato quel brandello di terra alle silenziose immensità delle foreste del Nord canadese. Ma ciò che la maggior parte degli uomini scambia per silenzio è la voce delle creature che abitano le accecanti tenebre della neve: loup-garou e ijirait, mutaforma e divinità indiane, streghe del mare e il misterioso caribù dorato. Jeannot ne distingue le voci, ne conosce i nomi e le magie. Ma è tornato troppo tardi, dopo che il figlio Pierre e la nipotina sono stati inghiottiti dal fiume, forse a causa di una maledizione che grava sul patriarca: il ghiaccio non dimentica e il bosco pretende sempre qualcosa dagli uomini che hanno l'audacia - o la follia - di sfidarlo. Da quali demoni (non solo interiori) sta fuggendo Jeannot? Cosa successe a Pierre e alla sua mano mozzata, o quale destino attende Stephen, l'ultimo discendente della famiglia e narratore di questa storia composta di mille storie? L'unica cosa che si sa, per ora, è che Jeannot è tornato per uno scopo: far rivivere la moglie morta. Perché Il ghiaccio fra le mani è la storia di un villaggio e di tre generazioni, di uomini e dèi, di spettri e animali, di vivi e morti. Ma soprattutto è la storia di amori così forti da attraversare le foreste del tempo, di corpi che nell'abbraccio danno fuoco ai ghiacci eterni. Zentner racconta i legami misteriosi e sfuggenti che uniscono il cuore della natura più selvaggia a quello degli uomini, e lo fa come se un García Márquez del Nord raccontasse una sinistra fiaba dei fratelli Grimm: il buio di una foresta impenetrabile, il gelo di una strega dei ghiacci, la paura di una tormenta imminente. Ma tutto ciò viene, a ogni pagina, illuminato dall'amore di personaggi così reali che nessun lettore avrà il coraggio di abbandonarli nella tormenta. *** "Certi scrittori impiegano un'intera carriera a scrivere un romanzo come questo. Zentner ce l'ha fatta al primo colpo". "National Post" *** "Zentner ha creato uno dei personaggi più originali e interessanti degli ultimi anni, una figura degna di Gabriel García Márquez". "The Washington Post"

La figlia del capitano
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Puskin, Aleksandr Sergeevic - Polledro, Alfredo

La figlia del capitano

Einaudi, 28/02/2012

Abstract: Un padre severo, un figlio ribelle spedito a prestare il servizio militare all'avamposto di Belogorsk, un bandito, una giovane donna contesa. Sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta cosacca di Pugacëv, tra duelli, scontri e prigionie, Aleksandr Puskin narra il contrastato amore tra due giovani, il nobile Grinëv e la dolce Masa, che per coronare il loro sogno dovranno superare innumerevoli traversie. Ultima prova letteraria di Puskin, La figlia del capitano fonde magistralmente le vicende dei protagonisti con la Storia, in un romanzo che si legge come un'"antica fiaba russa".

I salici ciechi e la donna addormentata
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Murakami, Haruki - Pastore, Antonietta

I salici ciechi e la donna addormentata

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nell'estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile, un suggestivo affresco di tutto il meraviglioso mondo narrativo di Murakami. Alternando episodi autobiografici - come nel racconto che dà titolo al volume - a momenti surreali e di comicità al limite dell'assurdo - dal senso di repulsione che ispira Granchi a quello di angoscia che permea I gatti antropofagi-, Murakami accompagna il lettore nel suo mondo fatto di memoria e misura, di fantasmi, di amici lontani, di ragazze evanescenti e di piccoli fatti in grado di sconvolgere una vita intera.

Racconti di Natale
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Massimi, Fabiano - Massimi, Fabiano

Racconti di Natale

Einaudi, 01/10/2011

Abstract: In questo volume, per la prima volta, tutti questi Natali vengono riuniti in una raccolta di racconti straordinari, in cui i piú bei nomi della letteratura di ogni tempo - da Stevenson ad Auster, da Calvino a Buzzati, dalla Alcott a Conan Doyle - fanno a gara per stupire, commuovere, divertire, emozionare, in un coro di voci uniche e ormai classiche che regalano il ritratto piú completo del giorno piú speciale dell'anno.

Una stagione selvaggia
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Lansdale, Joe R. - Prinetti, Costanza

Una stagione selvaggia

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Hap ha rinunciato da tempo a salvare il mondo: la sua unica preoccupazione è vivere tranquillo, tra chiacchiere oziose e interminabili bevute con l'inseparabile Leonard. Ma il grande sogno degli anni Sessanta gli è rimasto incollato addosso perché non ha mai dimenticato Trudy, la bionda con cui aveva giocato a fare la rivoluzione. Quando Trudy ricompare nella sua vita, chiedendogli di recuperare il bottino di una rapina in banca, accetta l'incarico finendo però a capofitto in una spirale di violenza alla quale potrà sottrarsi soltanto con l'aiuto di Leonard. Quei soldi fanno gola a molti, e c'è chi è disposto a tutto pur di non dover dividere il malloppo... Lansdale accompagna il lettore tra paludi melmose e palazzi fatiscenti, ormai accerchiati dalla nuova America dei centri commerciali e degli immensi parcheggi di cemento. E già dispensa a piene mani quel misto di umorismo sardonico e sottile nostalgia, di idealismo e disillusione che ha fatto di Hap Collins e Leonard Pine una coppia di detective tra le piú affascinanti e amate degli ultimi anni.

Tre
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Melissa P.

Tre

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "Nessuno pensò alla parola amore, nessuno ebbe l'impressione che si trattasse di un'avventura erotica di breve vita. Si stavano rigenerando, idratando gli angoli secchi, levigando le escoriazioni". Gunther, istrionico allevatore di pappagalli. George, fotografo in eterno vagabondaggio. E Larissa, la piú giovane e famosa poetessa della città, con una madre ossessiva e un matrimonio fallito, in cerca dell'armonia tra desiderio e protezione. Si amano, e questo amore ha cambiato le loro vite. Poi Larissa scopre di essere incinta e la perfezione della loro unione a tre si crepa. Solo il viaggio a Buenos Aires, dove vive Gaetano, terzo candidato alla paternità con cui Larissa aveva da poco chiuso una difficile storia, potrà decidere i destini di questi giovani amanti. Spiazzandoli. Tre vite si inseguono, si riconoscono, si legano, per sfidare se stesse e le proprie angosce, fino al momento della scelta. Perché nei romanzi di Melissa P. è sempre il corpo a sapere, a decidere, a dire la verità.

Great Jones Street
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DeLillo, Don - Pensante, Marco

Great Jones Street

Einaudi, 01/12/2010

Abstract: Un affresco spietato e ironico del mondo dello spettacolo, una riflessione visionaria sul mito del successo. La rockstar Bucky Wunderlick, all'apice della fama, decide di abbandonare il suo gruppo mentre è in corso una tournée. Si rifugia in un angolo nascosto di New York, in un appartamento di Great Jones Street, per sfuggire al culto della personalità di cui è oggetto e a un successo in cui non crede piú. L'esilio del protagonista, però, è continuamente disturbato dalle visite piú disparate: giornalisti a caccia di scoop, agenti interessati a certe sue incisioni inedite, emissari di una misteriosa comune agricola che tentano di coinvolgerlo nel commercio di una nuova e potente droga carpita ai laboratori federali. In queste pagine DeLillo mostra tutta la maestria di linguaggio che lo ha reso uno dei protagonisti della letteratura contemporanea.

I fiumi profondi
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Arguedas, José M. - Bonetti, Umberto

I fiumi profondi

Einaudi, 01/03/2011

Abstract: "I fiumi profondi trasmettono qualcosa di un altro emisfero psichico ed espressivo" Mario Luzi Figlio di un avvocato di provincia finito in carcere, Ernesto, il bambino protagonista dei Fiumi profondi, è stato allevato dalle vecchie "mamme" di una comunità india. Il contatto con la natura immacolata e l'essere cresciuto in un mondo primitivo hanno marcato indelebilmente il suo carattere. Quando finisce in un collegio di Abancay, vive nel ricordo dei suoi amici indios e dei grandi e austeri paesaggi che era abituato a "respirare". Poi ad Abancay esplodono contemporaneamente il tumulto delle prostitute, la peste e la rivolta degli indios. Ernesto sembra ritrovare se stesso: sente in questi sconvolgimenti il segno di un destino superiore e vi partecipa come trascinato da forze magiche. La fuga dal collegio sarà per lui un ritorno alle sorgenti stesse della vita.