Trovati 858301 documenti.
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A cena coi cannibali : taccuino di un giornalista esploratore / Viviano Domenici
Novara : De Agostini, 2011
Abstract: Era il 1981 quando Viviano Domenici si sentì proporre dalla direzione del Corriere della Sera di seguire una spedizione archeologica impegnata nello scavo di una città maya in Centroamerica. Da allora ha fatto più volte il giro del pianeta, alla ricerca di tribù isolate, di dinosauri sepolti, di testimonianze di civiltà scomparse da millenni; sempre con l'obiettivo di raccontare l'emozione della scoperta, dell'incontro con mondi lontani. In questo libro ha riunito tredici dei suoi reportage per far vivere al lettore l'incontro con i pigmei cannibali dell'lrian Jaya, per accompagnarlo tra le grandi statue dell'Isola di Pasqua, per guidarlo nella straordinaria galleria d'arte preistorica nascosta tra le rocce dell'Australia, per farlo entrare con lui nelle capanne degli indios Yanomami, negli accampamenti dei Boscimani che vivono tra le sabbie del Kalahari, o nelle tende dei Mongoli del deserto dei Gobi dove i resti dei dinosauri riemergono dal terreno come antichi draghi. Dalle Americhe alla Polinesia, dall'Asia all'Africa, alla continua ricerca di storie da raccontare. Ma quello che Viviano Domenici ci regala è soprattutto lo stupore di fronte alla diversità, la commozione davanti alle grandi opere d'arte, l'orrore per l'efferatezza dell'uomo e il rispetto per quelle etnie che tentano di sopravvivere al drammatico scontro con la devastante civiltà dei bianchi.
Quello che non ho mai detto : io, il mio autismo e ciò in cui credo / Federico De Rosa
San Paolo, 2014
Abstract: Federico era un bambino speciale. Nato a Roma in una famiglia numerosa e felice, era bello e vivace, biondissimo, con i capelli ricci. Poi il buio. Federico ha iniziato a chiudersi in se stesso a causa di un forte disturbo che lo ha reso incapace di comprendere il mondo, di costruire relazioni con le persone che gli stavano intorno, di parlare con loro. I medici dicono autismo, lui la chiama prigione. Da adolescente, però, uno spiraglio si è aperto. Ha iniziato a scrivere con il suo computer e ha spinto fuori da quel buio parole, frasi, e poi pensieri e sentimenti. Ha scoperto l'amicizia, l'amore, la fede. Ancora oggi Federico non dice nulla, anche se a volte gli sfugge una parola o borbotta tra sé, ma lettera dopo lettera è riuscito a scrivere la sua storia in un libro che impressiona per profondità e lucidità. Oggi è un ragazzo speciale. Continua a vivere a Roma in una famiglia numerosa e felice, i suoi capelli si sono fatti castani e ha un sacco di progetti per il futuro.
Mondadori, 2014
Abstract: Vivere con una taglia sulla testa, troncando ogni legame, in fuga perenne dal proprio passato. Perché trascorrono i decenni, ma la 'ndrangheta non ti dimentica. Con questo pensiero vive ogni giorno Maria Stefanelli, dal 1998 testimone di giustizia contro l'organizzazione criminale dentro cui è nata e cresciuta. Nella speranza di scampare alle insostenibili vessazioni di una famiglia arcaica e oppressiva finisce per sposare, in un matrimonio d'affari combinato dai fratelli, un boss di rango di una cosca mafiosa attiva tra il Piemonte e la Calabria. Da lì ha inizio il suo incubo: una vita al servizio degli affari criminali del marito, fra il traffico di droga e armi e la ricerca di espedienti per evitare il carcere. La spirale di brutalità, di cui sarebbe vittima anche sua figlia, la convincono a denunciare quello che sa agli investigatori e iniziare il percorso della collaborazione con la giustizia. Il suo è un tradimento imperdonabile agli occhi della mafia, un'onta da punire con la vendetta. Una scelta coraggiosa, perché l'ombra della ritorsione oscurerà per sempre ogni sua giornata: non basteranno a darle serenità la nuova città e il nome di copertura previsti dal programma di protezione per lei e la figlia. Proprio alla figlia, che come lei ha pagato il prezzo di nascere in una famiglia criminale e ha subito le restrizioni di una vita da fuggiasca, decide oggi di raccontare senza reticenze la cruda verità sul loro passato.
Fa' la cosa giusta / Graeme Sims ; traduzione di Laura Grassi
Sperling & Kupfer, 2014
Abstract: Qual è il metodo migliore per addestrare un cane o correggerlo se non risponde ai comandi e non ubbidisce? Per Graeme Sims non ci sono dubbi: è quello basato sul dialogo fra i due animali che si trovano alle estremità del guinzaglio. Ecco perché, mentre tanti libri sull'addestramento propongono un sistema per istruire i nostri fedeli amici a quattro zampe, questo si concentra su noi padroni, per insegnarci a fare la cosa giusta, cioè imparare a usare consapevolmente l'unico linguaggio che davvero accomuna le due specie, quello del corpo. I cani hanno una straordinaria capacità di capire il nostro temperamento e il nostro umore e arrivano a conoscerci bene osservando come ci comportiamo. Non si curano delle nostre intenzioni o delle troppe parole alle quali affidiamo i nostri messaggi, ma sanno leggere distintamente i segnali che mandiamo con i movimenti. Dunque, cominciamo a studiare come il cane percepisce il mondo e come reagisce al nostro comportamento e all'ambiente, recuperiamo la calma e l'istinto, impariamo a comunicare con lui nel modo più naturale, e lui ci ricompenserà rispondendo prontamente ai richiami e muovendosi in sintonia con noi. Con i giusti consigli, attraverso specifiche lezioni e una serie di storie, esperienze e gustosi aneddoti, il grande trainer ci spiega come creare una vera grande amicizia.
Mondadori, 2014
Abstract: Mark Rowlands ha corso e si è allenato per gran parte della sua vita: per lui, filosofia e corsa sono strettamente legate. Alla soglia dei cinquant'anni, alle prese con una crisi di mezz'età e con una maratona imminente per cui non si è praticamente allenato, Rowlands si trova a ripensare alle sue corse più memorabili in compagnia del suo inseparabile branco: il lupo Brenin, i cani Hugo e Nina, il cucciolo di cane lupo Tess. Dall'infanzia nelle campagne del Galles alle corse lungo le spiagge francesi fino alle colline irlandesi e alle foreste della Florida, Rowlands ha imparato che correre non deve necessariamente servire a qualcosa ma è un'attività che ha valore per se stessa e che ci permette di capire quali sono le cose che danno senso all'esistenza, nonché una fonte inesauribile di idee filosofiche e spunti di riflessione. Ironico e appassionato, Rowlands intreccia ai suoi ricordi le meditazioni che la corsa gli ha ispirato sull'esistenza, l'invecchiamento e la morte: con l'aiuto di Sartre ci farà capire perché correre lo fa sentire libero; perché la corsa è gioco, e quindi l'antitesi della feroce etica del lavoro americana. E, soprattutto, ci racconta perché farlo a ritmo del suo branco lo ha avvicinato ogni volta alla purezza e all'essenza della natura selvaggia, permettendogli di dimenticare, anche solo per un momento, gli obblighi e le sovrastrutture del quotidiano, per riscoprire il valore profondo dell'esistenza.
Tutte le salite del mondo : biciterapia per il corpo e per l'anima / Riccardo Barlaam
Ediciclo, 2014
Abstract: Fare spazio. Allargare lo sguardo. E il cuore. La cosa forse più interessante dello sport è che per allenarsi, per terminare una gara, per continuare ad andare avanti in un movimento sempre uguale e che costa fatica, bisogna ascoltarsi. Si è costretti a guardarsi dentro. A sviluppare l’introspezione. Trovare gli angoli liberi dal rumore dell’esistenza che sono nascosti da strati di mail, cose da fare, connessioni indispensabili con il mondo virtuale, ma in verità inessenziali. Mettere da parte tutto questo per un attimo e andare in profondità. L’attività fisica così diventa un atto interiore, più vicina alla meditazione, a una ricerca di serenità o di karma positivo e non ha niente a che fare con tabelle, velocità, prestazioni.
Cose che fanno battere più forte il cuore / Mia Kankimaki ; traduzione di Delfina Sessa
Piemme, 2014
Abstract: A trentotto anni Mia si sente sopraffatta dalla routine della sua esistenza, come se il tempo passasse insensatamente. Finché un giorno decide di lasciare il suo lavoro presso una casa editrice per partire sulle orme di Sei Shonagon, dama di corte e scrittrice giapponese vissuta nel decimo secolo. Mia non parla giapponese e a Kyoto non conosce nessuno, ma ha letto l'opera di Sei, Note del guanciale, e sente di aver trovato in lei una sorella spirituale: una donna moderna e disinibita le cui osservazioni sulla vita potrebbero provenire dalla penna di Virginia Woolf. Le liste che arricchiscono il suo diario e in cui elenca le cose gradevoli, sgradevoli, odiose e quelle che fanno battere più forte il cuore, sono di estrema attualità. Presto la nuova vita trascina Mia: si innamora dei templi, dei fiori di ciliegio, dei salici piangenti lungo il fiume Kamo, della meditazione zen, delle sale da tè, delle serate al pub insieme a nuovi amici e nuovi amori. Cercando il Giappone antico tra giardini e palazzi, Mia troverà il filo che la lega alla sua eroina e scoprirà se stessa e che cosa vuole davvero dalla vita.
Mondadori, 2014
Abstract: In questo esilarante diario di allegre battaglie con il verde, Stefania Bertola racconta un anno di gioie e tormenti nel suo giardino, e lo fa con grazia, poesia e una fine ironia, alternando situazioni reali con scenari possibili. Il lettore vi troverà tante storie di piante e fiori, ma nessun consiglio utile di giardinaggio, spunti letterari, suggestioni di cucina. E certamente si delizierà per i dialoghi surreali con un fiore che rifiuta di crescere, un'ape pettegola, un ospite immaginario. Il giardino diventa così una vera e propria metafora della vita, perché come la vita offre a chi lo possiede un ventaglio di possibilità: scatena umori, fa nascere speranze poi disattese o sorprese inaspettate, e genera rapporti di amore e odio con le piante identici a quelli che intratteniamo con i nostri simili, gli umani. Così, quando un giorno l'autrice deve potare un'amata magnolia, riflette: Cinquant'anni fa gli azzardati progettisti di questo giardino hanno piantato vicinissimi magnolia e faggio, tutti e due destinati a diventare kolossal. E difatti, adesso è lotta al coltello per la sopravvivenza: o si tira giù uno dei due, o li si sminuisce entrambi. Non so, mi piacerebbe lanciarmi in un ardito paragone fra la vita tormentata di Faggio e Magnolia e quella di tante altre coppie, ma il tempo per la filosofia non è questo, era verso il 1975.
Milano : Guerini scientifica, 2005
Fazi, 2014
Abstract: Agosto 1914. All'indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei Ricordi di guerra 1914-1915 un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle Riflessioni. Lo storico studia la guerra come un immenso esperimento di psicologia sociale e, partendo dagli stati d'animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d'indagine che darà vita a un feconda scuola di pensiero che è ancora oggi di grande attualità.
Figli di nessuno / Torey L. Hayden ; traduzione di Silvia Piraccini
TEA, 2012
Abstract: Un bambino di sette anni che non parla se non per ripetere le previsioni del tempo; una bambina con un trauma cranico causatole dal padre; un violento bambino di dieci anni che ha visto la matrigna uccidere suo padre; una dodicenne espulsa da scuola perché incinta: quattro casi di cui nessuno aveva voluto occuparsi. Nessuno aveva cercato di capirli e di aiutarli ad affrontare la vita. Ma l'autrice di questo libro, la maestra dei miracoli, si fa carico di situazioni considerate disperate e offre ai suoi bambini fiducia, amore e soprattutto speranza. Il libro considera l'orrenda realtà dei bambini maltrattati, ma anche le possibilità di recupero che la psicologia la sensibilità e l'amore possono aprire.
Respiro dopo respiro : la mia storia / Caterina Simonsen ; con Daniele Mont d'Arpizio
Piemme, 2014
Abstract: Quando stai tanto male, quando ti capita spesso di sentirti come un pesce che boccheggia sulla spiaggia, a volte avresti voglia di mollare, di alzare le mani e dire: Okay, mi arrendo. Troppa fatica, troppo dolore. Che se una cosa ce l'hai, tipo la vita, devi poterla usare, altrimenti che senso ha? E quando sei malata, malata per davvero, sei come i bambini poveri davanti alla pasticceria. Tanto vale che rinunci, che smetti di alitare sui vetri. Di sognare una vita che non afferrerai mai davvero. Poi, però, basta una parola, uno sguardo, una carezza. Un messaggio su Facebook o un sms hanno il potere di ribaltare il mondo. Ti rimettono al tuo posto, ti ricollocano sullo sfondo. Capisci che non sei sola, che sei come una tesserina del domino e la tua vita condiziona quella degli altri. Che se cadi tu lo fanno anche loro. La tua famiglia, i tuoi amici, il tuo fidanzato. Tutte le persone che ti hanno voluto bene o si sono prese cura di te. E non vuoi farlo, non puoi farglielo. E poi ci sei tu. Va bene che stai male e sei stanca e tutto il resto, ma come la metti con la vita? Voglio dire, come fai? Ti siedi sul ciglio della strada e ci rinunci? Io, Caterina Simonsen? Impossibile. Amo troppo la vita e tutto ciò che mi ha dato. [...] Con il tempo sono arrivata persino ad amare le cicatrici che punteggiano il mio corpo, a trovarne un significato. Molti pensano che la malattia, una come la mia specialmente, sia sintomo di tristezza e rassegnazione. Una sorta di attesa. Invece è tutto il contrario.
Come in una gabbia / Torey L. Hayden ; traduzione di Silvia Piraccini
Milano : TEA, 1996
Abstract: Zoo Boy. Le gambe del tavolo erano le sbarre della sua gabbia. Si dondolava, con le braccia sopra la testa, come a proteggersi. Avanti e indietro, avanti e indietro. Un'assistente lo spronava a uscire da sotto il tavolo, ma senza risultato. Lui si dondolava, avanti e indietro, avanti e indietro. Lo guardavo standomene dietro uno specchio-finestra. Quanti anni ha? chiesi alla donna che era alla mia destra. Quindici. Non si poteva dirlo più un ragazzo. Mi appoggiai contro il vetro, per vederlo meglio. Da quanto è qui? domandai. Quattro anni. Senza mai parlare? Senza mai parlare. La donna alzò gli occhi a guardarmi, nella tetra oscurità di quella stanza dietro lo specchio. Senza mai far sentire il suono della sua voce. Così si presentava il nuovo caso, e appariva clinicamente difficile e umanamente penoso: eppure, quella era soltanto la parte visibile di un abisso di dolore e di violenza. Dopo la storia di Sheyla, l'indimenticabile protagonista di Una bambina, Torey Hayden racconta la vicenda di un altro adolescente strappato, con il suo impegno di terapeuta e, soprattutto, con la sua grande carica di umanità, a un'esistenza devastata dall'incomprensione - peggio, dall'odio - degli adulti.
La scena interiore : fatti / Marcel Cohen ; traduzione di Michele Zaffarano
Ponte alle Grazie, 2014
Abstract: È il 14 agosto del 1943, Parigi è occupata e i rastrellamenti sconvolgono la città. Mentre il piccolo Marcel sta giocando al parco insieme alla governante Annette, la polizia fa irruzione nell'appartamento di famiglia. Al ritorno dal parco, la portinaia blocca i due, salvandoli: dal marciapiede di fronte, a cinque anni di età, l'autore di questo libro vede la madre, il padre, la sorellina neonata, i nonni paterni, due zii e una prozia salire su un camion, destinati ad Auschwitz: nessuno farà ritorno. Per la prima volta dopo settant'anni, sulla base dei pochissimi ricordi - le sue scarse memorie personali, qualche foto, i rarissimi e miseri oggetti rimasti: un portauovo, un braccialetto, una cuffia, un pupazzo... -, Marcel Cohen tenta di ricostruire, quasi indiziariamente, le vite dei suoi cari annichilite dalla violenza nazista, rendendo a ciascuna un omaggio profondo e una forma di lacunosa ma folgorante sopravvivenza. Cohen, scrittore per nulla incline al sentimentalismo, è capace di ricavare miracolosamente da questo materiale un racconto di immensa capacità evocativa, che vale tanto per quello che dice quanto per i suoi inevitabili e dolorosi silenzi. La virtù di questo libro, infatti, sta nel saper far parlare il silenzio, le scandalose falle della storia, le carenze della nostra memoria, senza mai ricorrere ai trucchi della finzione, dell'astrazione. Quello che non si sa rimane quello che non si sa, quello che non si saprà mai.
Hasselt ; Amsterdam ; New York : Clavis ; Cornaredo : Il castello, c2014
Dieci topolini birichini
Abstract: Oggi i dieci topolini birichini sono un po' monelli: scrivono sui muri, litigano, prendono a calci i giochi e addirittura, urlano! No! Non ci si comporta cosi! Vero, bambini? Un libro divertente che insegna come non ci si deve comportare quando si è iniseme agli altri. Età di lettura: da 3 anni.
Le piazze del sapere : biblioteche e libertà / Antonella Agnoli
4. ed. con una prefazione e una nuova introduzione
Laterza, 2014
Abstract: Ripensare gli spazi urbani, sottrarli alla commercializzazione, farne luoghi di incontro, di scambio, di azione collettiva. La biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi minacciata da internet nel suo ruolo informativo, può diventare un territorio aperto a gruppi e associazioni, un centro di riflessione e di condivisione dei saperi, il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali. In un Paese sempre più ignorante, che rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'Italia, un luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino.
Feltrinelli, 2014
Abstract: Dal ciuccio su misura alle scarpe senza lacci, dal termometro a infrarossi ai baby monitor: una miriade di 'cose' oggi accompagna i bambini nei normali processi della crescita. Così gli autori, senza puntare l'indice contro i genitori, ma piuttosto mettendoli in guardia dai falsi alleati, affrontano il 'linguaggio delle cose', riflettendo sul mondo privo di ostacoli che gli adulti hanno creato per i loro figli, ormai indiscussi sovrani, e insieme vittime inconsapevoli, di tante e varie futilità. Passando in rassegna l'impareggiabile 'Catalogo dei genitori' di Claude Ponti, dai 'confortevoli' ai 'fifoni', dagli 'avviluppanti' ai 'cicciomou', l'appello e i suggerimenti dei due autori si rivolgono a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia ancora posto nell'educazione e che serva restituire al bambino un suo fondamentale diritto: la giusta fatica di crescere! Prefazione di Goffredo Fofi.
Il ragazzo di Varsavia / Andrew Borowiec ; a cura di Colin Smith
Newton Compton, 2014
Abstract: Non aveva nemmeno sedici anni, Andrew Borowiec, quando nel 1944 prese parte alla rivolta di Varsavia, la straordinaria ribellione organizzata dai polacchi di fronte all'insensata violenza nazista. I combattimenti proseguirono senza tregua per più di due mesi, in una carneficina che perfino Heinrich Himmler definì la peggior guerriglia di strada dalla battaglia di Stalingrado. Questo libro raccoglie l'eccezionale testimonianza di uno degli ultimi sopravvissuti a quel massacro, un vero bambino-soldato che ha dovuto mettere nero su bianco l'orrore cui i suoi giovani occhi avevano assistito - dalle barricate ai cecchini appostati nelle strade, dai combattimenti casa per casa alle fughe nelle fogne della città - al punto di trascrivere le sue prime impressioni già nell'ospedale da campo per prigionieri di guerra dov'era finito alla fine della Rivolta. Un resoconto così doloroso e necessario che ora Borowiec ha sentito il bisogno di condividere con il mondo intero. Un'altra voce che unisce la purezza dei sedici anni al tragico disincanto di chi ha conosciuto sulla propria pelle la brutalità della guerra.
Tre60, 2014
Abstract: Questo libro è la storia della piccola Lucy, la bambina che ho adottato... Mi era stata affidata quando non aveva un posto dove stare, ma alla fine è rimasta con me... con noi. Figlia di una ragazza madre, dal vissuto difficile e doloroso, Lucy, fin dalla nascita, non riceve l'affetto, le cure e le attenzioni di cui un bambino ha bisogno. Nonostante le segnalazioni ai servizi sociali da parte degli insegnanti e degli adulti che vengono a contatto con lei, Lucy viene data in affidamento soltanto all'età di otto anni. Ma i problemi per lei non terminano. Spostata da una famiglia all'altra, Lucy rimane sempre chiusa nel suo mondo fatto di silenzio, solitudine e di rabbia. Sino a quando Cathy Glass non la accoglie nella sua famiglia. Lucy ha undici anni: è schiva, scontrosa, si rifiuta di mangiare, ha continui sbalzi di umore e il suo rendimento a scuola è pessimo. Il suo caso sembra irrimediabile, ma grazie al calore e all'affetto non solo da parte di Cathy, ma anche dei suoi nuovi fratelli, Lucy comincia ad aprirsi al mondo e alla vita. Ma non solo... Lucy troverà in Cathy la mamma che ha sempre sognato e Cathy una figlia a cui dare per sempre tutto l'amore che per tanto tempo le è mancato.
Il lungo viaggio di Briggs / Tricia O'Malley ; traduzione di Chiara Brovelli
Sperling & Kupfer, 2014
Abstract: Tricia O'Malley è convinta che il telefono squilli in modo diverso, quando arrivano brutte notizie. Ecco perché, mentre sul display del cellulare lampeggia il nome di suo marito, Tricia sa che quel che l'aspetta non le piacerà: Briggs, il loro Boston terrier di appena due anni, è scomparso. Rapito dal giardino di casa. Tricia e Josh iniziano subito una ricerca a tappeto coinvolgendo amici e vicini. Distribuiscono volantini per tutta la città, diramano appelli su tv, radio, internet, e aprono una pagina Facebook. In breve tempo, la storia del rapimento di Briggs acquista un'imprevedibile popolarità. Non mancano le telefonate di scherno o minaccia, ma per fortuna vengono superate dai tanti e inaspettati gesti di solidarietà che Tricia e Josh ricevono da parte di sconosciuti. Ogni condivisione su un social media, ogni volantino stampato, ogni segnalazione, contribuisce ad alimentare una straordinaria spirale di energia collettiva. Un'incredibile rete di amore e generosità che ha regalato un lieto fine a questa brutta avventura. Il lungo viaggio di Briggs è il racconto di quei giorni trascorsi in attesa.