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Garzanti Classici, 02/02/2012
Abstract: Il temibile coraggio della sincerità e l'arte impeccabile dispiegata nel tenere unite le fila del racconto sono le qualità della Austen che più colpiscono. In Persuasione questa volontà di rifiuto assoluto dell'ipocrisia e dei felici autoinganni raggiunge picchi che sfiorano la crudeltà, ma si accompagna anche a una sorta di indecifrabile tristezza che, lenta e inavvertita, si deposita in chi legge. Nelle ultime e quasi disadorne pagine, la commistione, nella protagonista, di esultanza e sconforto rappresenta uno dei momenti più alti ed enigmatici della storia del romanzo inglese.
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Tea, 03/05/2012
Abstract: Era il 1803 quando Jane Austen mise mano alla stesura di un romanzo che non avrebbe mai trovato compimento e sarebbe stato pubblicato per la prima volta solo nel 1871, a cura del nipote dell'autrice, James-Edward Austen-Leigh, il quale lo intitolò I Watson. Un'opera che gli amanti della grande scrittrice avrebbero sempre desiderato leggere per intero, avendo tutte le caratteristiche delle sue opere più mature (infatti fu scritta dopo la stesura di Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio). Finora quindi le avventure di Emma, l'eroina del romanzo, si interrompevano bruscamente lasciando nei lettori un misto di delusione e curiosità insoddisfatta. Finora. Adesso, grazie alla straordinaria e felice creatività di Joan Aiken, famosa e apprezzata autrice di sequel austeniani, quelle vicende trovano compimento in un incantevole romanzo che riprende esattamente da dove la vicenda si era interrotta, intrecciando le vicende di nuovi e vecchi personaggi. E così sapremo finalmente cosa succede a Emma quando, dopo quattordici anni di assenza, fa ritorno nella sua famiglia d'origine e si ritrova a dover assistere il padre, ormai vecchio e molto malato, e farsi accettare dai fratelli, tra i quali i rapporti sono inquinati da piccole gelosie e invidie meschine. Ma la giovane Emma è all'altezza delle grandi eroine austeniane e affronterà con coraggio e determinazioni le difficili prove che la vita ha in serbo per lei.
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BUR, 11/04/2012
Abstract: Jane Austen morì a soli quarantadue anni, ma nei pochi anni in cui scrisse, riuscì a creare dei piccoli capolavori che continuano ad appassionare critici e lettori. Non possiamo negare che le sue eroine siano indimenticabili. Come si può non ricordare la prontezza di spirito di Elizabeth Bennet o di Elinor Dashwood? E il pudore tutto femminile di Annie Elliot? L'irruenza passionale di Catherine Morland e la grazia civettuola di Emma Woodhouse? La riflessiva perspicacia di Fanny Price? Anche se molti hanno voluto vedere nei romanzi della Austen una pacata accettazione delle convenzioni e dei pregiudizi di quella classe conservatrice a cui lei apparteneva, resta il fatto, come sottolinea Tony Tanner nel saggio introduttivo a questa raccolta dei sei grandi romanzi della scrittrice inglese, che le sue eroine non solo non accettano in silenzio i limiti imposti dalla società, ma, al contrario, questa società la mettono in discussione. Con velata ironia ed eleganza, la Austen prende in giro le manie della buona società inglese, facendo sorridere il lettore, ma facendolo anche riflettere.
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BUR, 16/04/2012
Abstract: È un errore considerare la scrittura elegante e razionale di Jane Austen come una conversation piece. La Austen è una scrittrice politica. Però sotto le righe. La misura dei suoi dialoghi contiene una forza sovversiva: Emma è un romanzo sulla manipolazione degli altri, sul potere che ci vuole a sua immagine e somiglianza. Ma allo stesso tempo (e qui si vede la grande narratrice) è la storia di una donna sola, troppo intelligente per essere felice in una società senza aperture. Caterina Bonvicini
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BUR, 23/05/2012
Abstract: La vanità e le debolezze della vita di provincia fanno da sfondo a un delle più belle storie d'amore della letteratura. Pubblicato a Londra, da T. Egerton, nel 1813 In provincia non succede mai molto, e l'arrivo di due scapoli giovani e benestanti è un avvenimento. Specialmente in una casa con ragazze in età da marito e di scarsi mezzi, come sono le cinque sorelle Bennet. Eppure, fin dal primo incontro, tra la vivace Elizabeth e lo scostante Darcy scatta una cordiale antipatia; quando la ragazza scopre che lui trama contro la liaison tra l'amata sorella Jane e l'amico Bingley, l'avversione si fa ancora più forte. Ma gli eventi sgretoleranno il pregiudizio di Elizabeth, e anche Darcy, nonostante il suo orgoglio aristocratico, si scoprirà perdutamente innamorato. Nel suo capolavoro, Jane Austen tratteggia con affetto e brio la vita provinciale che conosceva così bene, e i suoi personaggi deliziosi animano una commedia di costume tra le più amate della letteratura inglese.
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Einaudi, 03/04/2012
Abstract: Emma Woodhouse è una giovane ricca e sfrontata, con una sola passione: combinare matrimoni. Dopo aver trovato marito alla governante che le ha fatto da madre, si dedica con grande determinazione a Harriet Smith, una ragazza povera e ingenua, che spera di poter spingere tra le braccia del reverendo Elton. Anche se il tentativo si rivela fallimentare, Emma continua a intrecciare flirt con l'indipendenza di chi non teme i sentimenti, finendo però per cadere lei stessa vittima delle proprie manovre. Con Emma Jane Austen crea un'eroina che, secondo le parole della stessa autrice, non poteva piacere ad altri che a lei: una protagonista ben consapevole della propria bellezza e intelligenza, presuntuosa e pungente, ma di uno spessore umano complesso e sfaccettato, capace d'incantare i lettori d'ogni epoca.