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Sellerio Editore, 21/03/2023
Abstract: Il nuovo romanzo di Alessandro Barbero, un racconto dell'11 settembre tra realtà storica e pura, trascinante, invenzione letteraria.
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Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali
Laterza, 05/06/2023
Abstract: Barbero racconta le storie di sei personaggi esemplari del Medioevo, tre uomini e tre donne, per restituire il senso di un'intera società. E lo fa proprio come si racconterebbe una storia: con vividezza di dettagli, lasciando spazio alle parole dei personaggi e, come avrebbe detto Le Goff, con attenzione al meraviglioso e al quotidiano. Gianluca Briguglia, "Il Sole 24 Ore"Un filo rosso unisce i sei protagonisti di questo libro ai contemporanei: la libertà di giudizio, la totale assenza di retorica, di formalismo e ipocrisia, che saranno i peccati di altre epoche, non della loro. Per questo siamo curiosi di sapere, attraverso l'ironia e i ricchi dettagli dell'autore, cosa pensavano e come vedevano il mondo gli uomini di allora. Carlo Grande, "Tuttolibri"Salimbene da Parma, Dino Compagni e Jean de Joinville, un frate, un mercante e un cavaliere qualsiasi. E tre donne fuori dall'ordinario: Caterina da Siena, Cristina da Pizzano e Giovanna d'Arco. Questo bel saggio mostra come la ricerca storica pura possa convivere con la piacevolezza di una scrittura felice. Edoardo Castagna, "Avvenire"
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All'arme! All'arme! I priori fanno carne!
Laterza, 03/10/2023
Abstract: "All'arme! All'arme! I priori fanno carne!" grida un artigiano per incitare alla rivolta. È il 20 luglio del 1378, siamo a Firenze in piena rivolta dei Ciompi, una delle tante che infiammano l'Europa nel corso del Trecento.Utilizzando le cronache del tempo, Alessandro Barbero ci fa rivivere la concitazione, l'entusiasmo, la violenza di quelle giornate in cui una massa di persone decise che il futuro così come lo vedeva non gli piaceva e provò a cambiarlo.Arrivano completamente inaspettate. Durano pochissimo, talvolta solo qualche settimana, poi vengono represse. Ma in quel poco tempo succedono cose tali da rimanere per sempre incise nella memoria collettiva. Sono le rivolte popolari. La storia, almeno nell'ultimo millennio, è tutta punteggiata da momenti critici in cui una massa di persone decide che il futuro così come lo vede non gli piace, e prova a cambiarlo.Il Medioevo non fa eccezione: anche allora non sono mancati movimenti insurrezionali che nel loro sviluppo iniziale non sembrano affatto distinguibili dalle più travolgenti rivoluzioni moderne. In particolare nella seconda metà del Trecento se ne sono concentrati così tanti da costituire un'anomalia. Alessandro Barbero racconta proprio le più spettacolari fra queste insurrezioni. Per molto tempo gli storici hanno visto nel loro fallimento non solo la prova che i rivoltosi non avevano nessuna possibilità di riuscire, ma che non perseguivano neppure un obiettivo consapevole. Nulla di più falso: i rivoltosi sapevano quello che stavano facendo, avevano rivendicazioni precise e si battevano consapevolmente per realizzarle.