Trovati 34 documenti.
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Storia della letteratura ispano-americana / Ugo Gallo, Giuseppe Bellini
2. ed.
Milano : Nuova Accademia, 1958
Storia delle letterature di tutto il mondo - Thesaurus litterarum. Sezione 1, Storia delle letterature di tutto il mondo ; 21
Grammatica della lingua spagnola / Giuseppe Bellini
Milano : LED, copyr. 1994
Storia di acque, di boschi, di popoli / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 1998
Abstract: Se universalmente nota è la poesia di Pablo Neruda, meno conosciute sono invece le sue prose, e in particolare le brevi prose qui riunite, che precedono i due grandi volumi memorialistici usciti postumi. Ma proprio queste prose sono un terreno privilegiato per avvicinarsi al cuore dell'uomo Neruda, alle ragioni e soprattutto alle fonti della sua grande poesia, perché, come scrive Giuseppe Bellini nell'introduzione, Neruda, legato intimamente al mondo nativo, suo interprete appassionato, divorato dalla nostalgia di un territorio d'acque e di boschi... mantiene costantemente attivo un filo del cuore con le piovose solitudini del Sud.
Viaggio al cuore di Neruda / Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 2004
Abstract: L'opera di Neruda ha attraversato l'intero secolo scorso, implicandosi, o, come si dice oggi, 'contaminandosi', in tutti gli avvenimenti, spesso tragici, che ne hanno caratterizzato lo svolgimento; è poesia epica non meno che lirica, politica non meno che amorosa, ma, sopra tutto, è una poesia che nell'uomo, nelle sue ansie come nei suoi bisogni, nelle sue illusioni come nelle sue realizzazioni, la preoccupazione centrale; l'uomo che è un essere più vasto del mare e delle sue isole e in cui bisogna lasciarsi cadere come in un pozzo, per uscire con un mazzo di acqua segreta e di verità sommerse. Questa è la profondità del messaggio del grande poeta cileno, come io ho cercato di seguirlo nel mio Viaggio al cuore di Neruda. (Giuseppe Bellini)
[3]: Gli spagnoli : 1493-1609 / a cura di Aldo Albònico e Giuseppe Bellini
Copyr. 1992
Fa parte di: Nuovo mondo
Grammatica della lingua spagnola / C. Vian, G. Bellini
8. ed. riveduta e ampliata
Milano : Cisalpino Goliardica, 1981
Il labirinto della solitudine / di Octavio Paz ; [traduzione dallo spagnolo di Giuseppe Bellini]
Milano : Silva, 1961
Collana latinoamericana
Milano : Nuova accademia, 1965
I cristalli
Memoriale di Isla Negra / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, 1998
Passigli poesia ; 35
Abstract: Il Memoriale di Isla Negra, apparso per la prima volta nel 1964, si compone di cinque libri - Dove nasce la pioggia, La luna nel labirinto, Il fuoco crudele, Il cacciatore di radici, Sonata critica - che sono altrettante tappe della 'confessione' nerudiana, del bilancio cioè che il poeta fa della propria esistenza. Come scrive, infatti, Giuseppe Bellini nella prefazione, «la nota autobiografica è parte essenziale nell'opera di Neruda», ed in essa si riflette non solo la vicenda spirituale e materiale del poeta «ma anche quella dell'uomo... tutta la condizione umana del nostro tempo, le angosce e le aspirazioni di un mondo che il poeta sente profondamente e alle cui vicende partecipa senza riserve». Si può dunque affermare che questo Memoriale, mentre da un lato rappresenta la 'summa' del Neruda più intimo (divenendo così il necessario complemento di raccolte quali I versi del Capitano, Cento sonetti d'amore, Venti poesie d'amore e una canzone disperata, Stravagario), dall'altro lato va ad integrare quell'immagine di poeta 'civile', resa celebre in tutto il mondo dal Canto generale, ricostruendo così nella sua unità, pur tanto molteplice, la voce di uno dei più grandi poeti della nostra epoca. ?
Fine del mondo / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 2000
Abstract: 'Fine del mondo' si chiude su una data, 1970, e su una prospettiva di altri trent'anni indecisi. In Neruda permane il dubbio intorno alla loro essenza, di fiori o di fuoco, vale a dire se riserveranno all'uomo cose positive o negative. Ancora una volta il poeta non abdica al suo dovere verso l'umanità, al compito di stabilire la nuova tenerezza nel mondo, di affermare la sopravvivenza, su questo crepuscolo del secolo, dell'uomo infinito, e il raggiungimento inevitabile della felicità... Esaltatore dell'uomo infinito, di ciò che in altra epoca definì più grande del mare e delle sue isole, il poeta è cosciente che sarebbe un crimine abbandonare a se stessa l'umanità, lasciarla ripiegare su prospettive di morte. (Giuseppe Bellini)
Cento sonetti d'amore / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 1996
Abstract: I Cento sonetti d'amore rappresentano lo sviluppo, in forme di accentuata originalità e autonomia, di un motivo che viene di lontano. Il filone da cui scaturisce quest'opera affonda non solo in Stravagario, ma anche e soprattutto nei Versi del Capitano, documento di un'epoca turbolenta in cui l'amore si manifesta in raffiche improvvise, appare dominato da accese note di passione, insidiato da furori e gelosie, agitato da rinunce e ritorni, da condanne e proteste disperate, fino alla definitiva affermazione. Matilde equivale, per Neruda, alla terra; il bacio dato alla donna rappresenta l'unione con il mondo. Per il poeta l'amore è elemento che ravviva il mondo, miracolo che si verifica attraverso la presenza della donna.
Stravagario / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 1995
Antella : Passigli, copyr. 1996
Abstract: A lato della prodigiosa voce del maestro Rubén Darío e della stravagante, adorabile, affascinantemente goffa e fosforescente voce di Herrera y Reissig e del gemito dell'uruguaiano e mai francese Conte di Lautréamont, il cui canto riempie di orrore l'alba dell'adolescente, la poesia di Pablo Neruda si leva con un tono mai uguagliato in America, di passione, di tenerezza e di sincerità. (Dalla presentazione di Federico García Lorca)
Cento sonetti d'amore / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 1996
Abstract: I Cento sonetti d'amore rappresentano lo sviluppo, in forme di accentuata originalità e autonomia, di un motivo che viene di lontano. Il filone da cui scaturisce quest'opera affonda non solo in Stravagario, ma anche e soprattutto nei Versi del Capitano, documento di un'epoca turbolenta in cui l'amore si manifesta in raffiche improvvise, appare dominato da accese note di passione, insidiato da furori e gelosie, agitato da rinunce e ritorni, da condanne e proteste disperate, fino alla definitiva affermazione. Matilde equivale, per Neruda, alla terra; il bacio dato alla donna rappresenta l'unione con il mondo. Per il poeta l'amore è elemento che ravviva il mondo, miracolo che si verifica attraverso la presenza della donna.
I versi del capitano / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
3. ed
Antella : Passigli, [2001]
Abstract: 'I versi del Capitano' apparvero, anonimi, a Napoli nel 1952. La storia della raccolta l'abbiamo appresa dalla bocca di Neruda: queste poesie sono il documento agitato del suo amore per Matilde Urrutia, sbocciato a Capri durante la residenza del poeta nell'isola; l'anonimo sotto cui l'opera apparve si dovette al fatto che l'autore non volle ferire pubblicamente la donna alla quale allora era ancora legato... 'I versi del Capitano' rappresentano un momento decisivo nell'evoluzione spirituale del poeta. In essi sta il migliore Neruda, il più delicato e il più irruente, il più dolce e il più appassionato, il sommo artista, sempre nuovo e sorprendente in ogni momento della sua vastissima opera. (dalla prefazione di Giuseppe Bellini)
Il mare e le campane / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Antella : Passigli, copyr. 2001
Abstract: I poemi riuniti ne Il mare e le campane, riprendono un lungo percorso esistenziale, evocano l'amicizia e l'amore, l'esperienza della Spagna e della guerra civile, determinante nella sua tragica esperienza per Neruda. La raccolta è soprattutto luogo di riflessione, meditazione sulla condizione drammatica dell'uomo di fronte alla malvagità e alla morte, realtà così insistentemente sottolineata, questa, dal poeta in tutta la sua opera, a partire dalla prima Residenza sulla terra, accentuata dall'intima adesione a Quevedo, il grande satirico e moralista del secolo XVII, poeta preferito, sempre presente... (Dalla prefazione di Giuseppe Bellini)
Residenze sulla terra / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 1999
La spada di fuoco / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Passigli, 2004
Abstract: In La spada di fuoco Neruda racconta la favola dell'ultimo essere umano sulla terra, la sua seconda nascita attraverso l'amore, e insieme la nuova alba dell'umanità. Se spesso le poesie di Neruda tendono a costituirsi in un tutto poematico, a volte persino oltre le divisioni da raccolta a raccolta, La spada di fuoco è un poema vero e proprio, in cui la predestinata vicenda dei due protagonisti, Rhodo e Rosía, si compie nonostante l'ira vendicativa della divinità della terra, il vulcano, nemico della razza umana. È ancora una volta l'amore a costituire la realizzazione più piena dell'uomo e della donna, il trionfo della vita non più intesa biblicamente come sofferenza e castigo, ma proiettata verso una felicità che si fonda anche sul lavoro.
Elegia / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 2004
Abstract: Se è vero che Elegia colpisce il lettore per la sua nudità, la sua secchezza quasi 'anti-elegiaca', è pure vero che questa impressione è più apparente che reale, in quanto Neruda a ben vedere non rinuncia per nulla in questa sua breve, intensa silloge, a quell'eco sentimentale, 'solidale', che è tratto costitutivo della sua poesia più matura. Tuttavia quell'osservazione ci richiama ad un aspetto che non va trascurato: Neruda con quel titolo non ha voluto tanto sottoporre la sua poesia alle ragioni di un 'genere' poetico, quanto evidenziare un rapporto col proprio tempo, nel ricordo degli amici scomparsi ed anche in una sorta di estremo congedo del poeta dal paese che impersonava il mito proprio e dei propri compagni di strada: la Russia.
Alture di Macchu Picchu / Pablo Neruda ; a cura di Giuseppe Bellini
Firenze : Passigli, copyr. 2004
Abstract: Ricordava Pablo Neruda che la sua prima idea del Canto generale - il grandioso poema scritto a più riprese e pubblicato nel 1950 - era stata di un canto dedicato alla sua patria, un canto generale del Cile, a modo di cronaca. Fu proprio un suo viaggio a Cuzco - la mitica città la cui storia, per l'epoca precolombiana, coincideva con quella del Perù incaico - e la salita al Macchu Picchu che allargarono enormemente la sua prospettiva, cominciando a far germogliare in lui l'idea di un canto generale americano, una grande epopea in cui si sarebbe potuta scorgere l'America intera dalle alture di Macchu Picchu, le lotte dei suoi antichi abitanti che si legavano ora indissolubilmente alle loro lotte attuali.