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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Asceso al trono a poco più di trent'anni in seguito all'assassinio del padre, Vittorio Emanuele III è stato re d'Italia per quasi mezzo secolo, protagonista delle maggiori vicende del Novecento: dalla Prima guerra mondiale alla nascita dell'impero coloniale, dal periodo fascista alla Seconda guerra mondiale e alla fine del Regno d'Italia. Inizialmente favorevole al non intervento italiano nella Grande Guerra, in seguito, anche per le sue simpatie verso la causa irredentista, abbandonò la Triplice Alleanza per passare all'Intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia) e dichiarare guerra all'Austria-Ungheria. Fu fortemente criticato per non essersi mai opposto all'ascesa del fascismo, all'emanazione di leggi antiebraiche e all'appoggio italiano alla Germania di Hitler.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Il vero mondo di Francesco Giuseppe, imperatore a diciotto anni nel cruciale 1848, fu l'esercito: non tolse mai l'uniforme, ma alla guerra fu nettamente contrario. Conobbe solo sconfitte. Il ricordo di Solferino e gli insegnamenti di Metternich lo spinsero a una politica di pace irrealizzabile. Tanti i suoi lutti: la figlia Sofia, di due anni, la cugina Matilde d'Asburgo-Teschen, il fratello Massimiliano, imperatore del Messico, fucilato dai rivoltosi, il figlio Rodolfo d'Asburgo-Lorena, suicida a Mayerling, e l'amata moglie Sissi, uccisa da un anarchico nel 1898. Il 28 luglio 1914 ai "suoi popoli" parlò dei disegni della Provvidenza, in risposta ai suoi errori. Morì il 21 novembre 1916, insieme a quella Mitteleuropa di cui Vienna fu centro.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Il 21 marzo 1914 Giovanni Giolitti rassegnava per la quarta volta le dimissioni da capo del governo, proponendo a Vittorio Emanuele III, come successore, il liberale conservatore Antonio Salandra: si chiuse con quest'atto l'età giolittiana. Un ventennio durante il quale, con difficoltà e battute d'arresto, le istituzioni rappresentative si consolidarono, lo Stato liberale si avviò verso una vera democrazia ed ebbe inizio la trasformazione dell'Italia in un Paese industriale. Tra luci e ombre, la nazione entrava nel mondo moderno. Qualche mese più tardi l'Europa precipitava nella Prima guerra mondiale: sebbene Giolitti non abbia avuto parte diretta nella guerra e fosse anzi su posizioni neutraliste, l'Italia che vi partecipò, un anno più tardi, era senza dubbio l'Italia di Giolitti.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Pietro Badoglio ebbe una vita lunga. Due guerre mondiali, due sconfitte: la prima a Caporetto, la seconda in Grecia. Una sola vittoria: in Etiopia ad Addis Abeba, nel 1936, tra violazioni alla Convenzione di Ginevra e denunce internazionali. Titubante in battaglia, fu tenace solo nel perseguire la carriera, rapida oltre ogni dire: in poco più d'un decennio (1912-1925) da maggiore a capo di Stato maggiore generale. Instancabile, collezionò medaglie, titoli, remunerazioni. Fu ambasciatore plenipotenziario a Rio de Janeiro, senatore del Regno d'Italia, maresciallo del fascismo; nel 1943, con la caduta di Mussolini, fu a capo del governo che passò alla storia per un armistizio tradito e una fuga con ignominia. Divenne così capro espiatorio delle colpe proprie e altrui.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Un viaggio di ottantadue anni, la vita dell'ultimo Kaiser Guglielmo II Hohenzollern, nipote della regina Vittoria d'Inghilterra e di Guglielmo I di Prussia, imparentato con quasi tutti i regnanti dell'epoca: dal 27 gennaio del 1859, quando nacque con una malformazione che ne segnò il carattere, al 1941, quando morì esule in Olanda. Di lui la propaganda nemica disse malissimo; poi, riabilitato, emerse una figura più umana, difficile. Amava le divise, le corazzate e i viaggi per mare e per terra. Educato severamente, non si risparmiò ma non fu uno stratega né, pur essendosi liberato di Bismarck, riuscì mai a governare. Campione di gaffe, ebbe pochi amici. Passò per le due guerre mondiali, la Prima da protagonista sconfitto, la Seconda da esule, amareggiato dalla deriva antisemita del suo Paese.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Uomo deciso e tenace sino alla testardaggine, puntiglioso e impulsivo, soggetto a impuntature, aduso a troppo ottimismo e all'estrema fiducia in se stesso, animato da una passione veemente che il più delle volte rasenta il fanatismo, il generalissimo Luigi Cadorna vivrà la Grande Guerra come avulso dalla realtà e come un "fatto personale", quasi una sfida, ritenendo che guidare il Regio Esercito con il pugno di ferro fosse sufficiente per ottenere la vittoria finale. Senza mai prendere in considerazione, come ha fatto notare qualche studioso, che "la corda troppo tirata, finisce inevitabilmente, prima o poi, con lo spezzarsi". Privo di familiarità con ufficiali e soldati, da lui accusati di viltà e ignominia, fu protagonista della più cocente sconfitta italiana.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: La vita di Winston Churchill è durata quasi un secolo. Nato in un'illustre famiglia dell'Inghilterra vittoriana nel 1874, mentre Thomas Hardy pubblicava Via dalla pazza folla, morì nella Swinging London del 1965, pochi mesi dopo l'uscita di A Hard Day's Night dei Beatles. Sulla scena politica – dal suo ingresso in parlamento, nel 1900, al governo da lui presieduto, caduto nel 1955 – ha ricoperto quasi tutte le cariche istituzionali. Ha contribuito alla vittoria della Gran Bretagna in due guerre mondiali, è stato tra gli artefici della transizione da un ordinamento politico liberale a una democrazia compiuta, ha servito due regine e quattro re. Scrittore prolifico, nel 1953 ha ricevuto un Nobel per la letteratura.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Nato nel 1860, Raymond Poincaré, presidente della Repubblica francese prima, durante e dopo la guerra (1913-1920), fu un forte sostenitore dell'entrata della Francia nel conflitto (del quale attribuì la responsabilità alla Germania), sembra anche nel tentativo di ridare al suo Paese l'Alsazia-Lorena. Patriota intransigente, soprannominato "Poincaré la guerre", fu un fautore della vittoria a tutti i costi e sostenitore dell'offensiva a oltranza. Nominando Georges Clemenceau alla presidenza del Consiglio nel 1917, pur detestandolo, si assicurò l'operato di un politico energico che portò la Francia alla vittoria. Al tavolo delle trattative di pace difese strenuamente i diritti francesi, tanto da occupare la Ruhr, nel 1924. Al suo funerale, dieci anni dopo, la Francia ebbe opposte reazioni.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Armando Diaz, nato a Napoli nel 1861, Duca della Vittoria e maresciallo d'Italia, fu equilibrato in tutto: fisico, animo, intelletto. Succeduto a Cadorna dopo Caporetto, seppe guidare il Comando supremo adeguandosi alle esigenze della guerra e con Badoglio diresse la resistenza sul Grappa e sul Piave fino all'offensiva di Vittorio Veneto, nell'ottobre 1918. Firmò il "bollettino della vittoria" ma disse: "La guerra è stata vinta dal popolo italiano". A differenza degli altri ufficiali, il "metodo Diaz" lo distinse dalla dittatura cadorniana per l'umanità e il duttile pragmatismo di stampo meridionale. Fu ministro della Guerra per un anno, sotto il fascismo. Morì a Roma nel 1928 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, accanto ad altri protagonisti della Grande Guerra.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Cesare Battisti, trentino che visse sotto l'Austria, divenne martire e simbolo dell'irredentismo. Aveva iniziato a venticinque anni, nel 1900, la sua battaglia per l'autonomia del Trentino dal Tirolo austriaco, battaglia cui aveva poi aderito il giovanissimo istriano Filzi. Erano mossi da un'idea di patria che era la stessa di Garibaldi e di Mazzini: qualcosa di eroico, disinteressato, epico e perfino romantico, per cui sacrificare qualsiasi cosa. Allo scoppio della guerra si arruolarono volontari, combatterono nella controffensiva alla Strafexpedition e furono fatti prigionieri. In quanto cittadini austriaci disertori, furono mandati al patibolo in una Trento ancora per poco austriaca. Combatterono, insieme a tanti altri irredentisti, la loro "quarta guerra d'Indipendenza".