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× Nomi Camilleri, Andrea
× Data 2011

Trovati 10 documenti.

Acqua in bocca
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Camilleri, Andrea - Lucarelli, Carlo

Acqua in bocca

minimum fax, 13/02/2011

Abstract: Il commissario Salvo Montalbano incontra l'ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due "re" del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario "A quattro mani" (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, "pizzini" che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell'indagine, che si conclude con un finale mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d'autore per sostenere progetti di beneficenza.

Pagine scelte di Luigi Pirandello
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Camilleri, Andrea

Pagine scelte di Luigi Pirandello

BUR, 31/05/2011

Abstract: Ho visto, a dieci anni, arrivare a casa mia, all'improvviso, Luigi Pirandello. Nel 1935, l'anno prima che morisse. Indossava la divisa di Accademico d'Italia, e io lo credetti un ammiraglio in alta uniforme. "Cu si tu?" mi domandò in dialetto. "Nenè Camil

Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano
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Camilleri, Andrea

Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano

Mondadori, 07/06/2011

Abstract: Dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, dopo le morti di Falcone e Borsellino, la mafia decide di aprire una nuova fase strategica. Abbandonato lo scontro frontale con le istituzioni e le azioni eclatanti organizzate da Totò Riina, si preferisce adottare la cosiddetta "strategia dell'immersione": allentare la tensione, entrare in una zona grigia nella quale si possa, più e meglio di prima, fare affari e ritessere l'intreccio della trama criminale. "Tutto si deve svolgere in immersione, sott'acqua, quell'enorme sommergibile che è la mafia deve d'ora in avanti navigare a quota periscopio." La mente di questo nuovo corso è quella di Bernardo Provenzano. Latitante per quarant'anni, durante i quali la sua unica immagine pubblica è quella catturata da sbiadite foto segnaletiche giovanili, Provenzano si trasforma dallo spietato assassino noto col soprannome di 'u tratturi in capo attento, oculato, perfino conciliante, all'apparenza. Nella frase con cui accoglie le forze dell'ordine quando viene catturato ("Voi non sapete quello che state facendo") è racchiuso il senso minaccioso di un ordine costruito con meticolosa, sotterranea implacabilità. E gli ormai celebri "pizzini", con i loro codici e sottocodici, con le allusività e il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, con i loro svarioni autentici o calcolati (lo "sgrammatichizzo") sono l'arcaico sistema che regola una sofisticata, modernissima ragnatela. Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Andrea Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i pizzini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che, per la loro stessa natura, quei testi costituivano per lui un'opportunità di riflessione imperdibile: linguisticamente anomali, antropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie, dei rapporti tra le persone che esprimono, sembravano fatti apposta per entrare nell'universo letterario dello scrittore di Porto Empedocle. E così è stato. Ne è venuto fuori un libro di forte sapore narrativo e di amara onestà, di cerimoniosa ferocia e acre ironia. Una sorta di dizionario che, voce per voce, ci svela l'alfabeto con cui il boss dei boss ha parlato per più di quarant'anni alla sua organizzazione e ne smonta gli ingranaggi per mostrarci che, sotto la superficie di parole apparentemente comuni, può celarsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosa rete delle complicità mafiose sono quelli di un linguaggio limpido, onesto, condiviso. Un libro, questo, in cui il piacere della lettura, il gusto per la battuta e per il paradosso non si possono districare mai da un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nota nuova nell'orchestrazione stilistica del Maestro: per la prima volta, forse, il lettore non approda alla catarsi dell'invenzione camilleriana ma rimane inchiodato, attonito, davanti alla grottesca efferatezza del mondo.

Troppu trafficu ppi nenti
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Camilleri, Andrea - Dipasquale, Giuseppe

Troppu trafficu ppi nenti

Mondadori, 13/10/2011

Abstract: "Immaginiamo una Messina in mezzo al Mediterraneo così come Shakespeare se la poteva immaginare: esotica, viva, crocevia di magheggi, che avrebbero fatto di una festa nuziale il complicato intreccio per una giostra degli intrichi. Immaginiamola seguendo con le orecchie la parlata di quei personaggi che, nel vivo di un dialetto carico di umori e ambiguità, dipana le trame di una vicenda originariamente semplice, ma dai risvolti complicatissimi. Immaginiamo che tutto ciò sia il frutto di un carattere tipicamente mediterraneo, se non propriamente siciliano, ed ecco che potremo anche credere, anche solo per una volta, che William Shakespeare, di Stratford, sia potuto essere quel tale Michele Agnolo Florio Crollalanza partito in fuga da Messina. Poiché non c'è nulla di più meravigliosamente siciliano che il poter complicare, da un dato semplice, una vicenda fino a farla diventare surreale. Ecco, questo Troppu trafficu ppi nenti è il modello eterno di un carattere terribilmente semplice, come quello siciliano, che ama complicarsi l'esistenza in un continuo arrovugliarsi su se stesso."

Biografia del figlio cambiato
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Camilleri, Andrea

Biografia del figlio cambiato

BUR, 15/03/2011

Abstract: La vita che qui si racconta non è tanto quella dello scrittore, ma quella del "figlio cambiato" che Pirandello pensò sempre di essere. Una vita segnata dal rapporto difficile, conflittuale, con il padre Stefano, una marchiatura indelebile che segnerà la sua esistenza di uomo, di marito, di padre, e ne guiderà il cammino di scrittore.La scoperta del primo amore, il racconto amaro del matrimonio con Antonietta e la tragedia della sua follia, il difficile legame con i figli: Biografia del figlio cambiato è un'appassionata narrazione che si dipana intorno al tema dell'identità, fulcro autentico e ineludibile della vita e dell'opera di Pirandello. E che Camilleri interroga con curiosità e sguardo umanamentepartecipe e severo.

La mossa del cavallo
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Camilleri, Andrea

La mossa del cavallo

BUR, 31/05/2011

Abstract: Un coinvolgente romanzo storico-politico che trae spunto da un reale fatto di cronaca: l'assassinio di un prete corrotto. Siamo nella Vigàta di fine Ottocento: il protagonista, un "siciliano che parla genovese", testimone dell'uccisione del prete, poche ore dopo aver reso la sua deposizione viene arrestato e accusato proprio dell'omicidio denunciato. Questo drammatico rovesciamento dei ruoli lo costringe a combattere per affermare la propria innocenza; e ci riuscirà, recuperando il suo dialetto, il siciliano, e con esso il modo di pensare dei suoi padri. Una mossa imprevista che spiazza l'avversario, una mossa che, infine, gli darà la vittoria. Andrea Camilleri ci consegna in forma di narrazione una straordinaria dichiarazione di poetica "in atto" e, allo stesso tempo, una sconcertante e paradossale storia di manipolazioni continue della realtà e di sopraffazioni antiche e attualissime.

Un onorevole siciliano
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Camilleri, Andrea

Un onorevole siciliano

Bompiani, 15/06/2011

Abstract: Andrea Camilleri racconta l'esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni parlamentari che lo scrittore di Racalmuto presentò, dalle file del Partito radicale, tra il dicembre 1979 e il gennaio 1983.Camilleri, che a Sciascia fu legato da amicizia, ne mette in luce la passione politica, la lucidità e l'approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre insofferente al potere. Gli argomenti delle interrogazioni sono di estrema attualità, allora come oggi; i casi di cronaca sono tuttora ferite aperte: la mafia, l'uccisione del magistrato Ciaccio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l'uso delle armi da parte delle forze dell'ordine.Dalla voce di Andrea Camilleri e dagli interventi di Leonardo Sciascia emerge, insomma, un ritratto impietoso di un'Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla

Gran circo Taddei e altre storie di Vigàta
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Camilleri, Andrea

Gran circo Taddei e altre storie di Vigàta

Sellerio Editore, 28/11/2011

Abstract: "Una sorta di campionario di uomini e donne di Sicilia. Non c'è che l'imbarazzo della scelta" (Andrea Camilleri). Sono otto i racconti che qui fanno libro e non semplice raccolta. Sono cronache e quasi apologhi, non si sa fino a che punto sempre e veramente d'altri tempi.

Il sorriso di Angelica
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Camilleri, Andrea

Il sorriso di Angelica

Sellerio Editore, 28/11/2011

Abstract: Una nuova sfida per il commissario di Vigàta alle prese con una serie di furti "architettati geometricamente, secondo uno schema d'ordine di pedante e accanita astuzia". Tra i derubati, Angelica, giovane donna di folgorante bellezza. In lei Montalbano riconosce i tratti dell'eroina dell'Orlando furioso.

La setta degli angeli
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Camilleri, Andrea

La setta degli angeli

Sellerio Editore, 28/11/2011

Abstract: "Questo libro racconta un fatto storico, ma soprattutto punta l'indice su un fenomeno assai diffuso oggi nel nostro paese: il rifiuto della conoscenza della verità" (ANDREA CAMILLERI). La storia di uno scandalo nella Sicilia di inizio Novecento e dell'avvocato Matteo Teresi che lo denunzia finendo per patirne da solo le conseguenze.