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× Nomi Cardini, Franco
× Data 2023

Trovati 4 documenti.

La deriva dell'Occidente
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Cardini, Franco

La deriva dell'Occidente

Laterza, 22/09/2023

Abstract: Di che cosa parliamo quando parliamo di Occidente? Oggi, con la guerra in Ucraina, sembra ritornare in auge un concetto di Occidente tutto geopolitico, dove Europa occidentale e Stati Uniti, difensori di democrazia e libertà, si contrappongono alla 'barbarie' orientale, russa e cinese. Ma non è sempre stato così, anzi, e siamo sicuri che questa idea di Occidente, questa alleanza fatta di valori, di economia e di tecnologia militare, duri per sempre?Dai tempi delle guerre persiane, Oriente e Occidente sono fratelli coltelli, amici e nemici, sogno e incubo. "L'Oriente è l'Oriente, l'Occidente è l'Occidente: e nessuno potrà mai accordarli", dichiara Rudyard Kipling al tempo della fondazione dell'impero britannico d'India. Sulla base dei troppi malintesi generati dal loro confronto sono emersi anche 'ismi' ideologici, tanto accaniti tra loro quanto ambigui: orientalismo e occidentalismo, avvolti nel dilatare delle loro contraddizioni. Già Oswald Spengler aveva decretato il 'tramonto dell'Occidente'; ma immediatamente, dietro l'Occidente-Europa spengleriano, se n'era andato profilando un altro, quello americano, che dopo aver soggiogato il Pacifico si apprestava a trangugiare anche l'Atlantico: Leviathan di terra e di mare secondo Carl Schmitt, contrapposto a Behemoth, compatto Oriente tutto terragno. Ma intanto però, altrove, dal Giappone alla Cina e all'India si andavano proponendo altri Occidenti, fondati su presupposti differenti da quello euroamericano e portatori di altre 'modernità'. Con la guerra in Ucraina, la Russia viene definitivamente spostata verso l'Asia ed esclusa dalla sua dimensione cristiana ed europea. Ma questa definizione di Occidente ha senso o è soltanto utile oggi per ragioni strumentali?

Medioevo Globale
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Cardini, Franco - Montesano, Marina

Medioevo Globale

EDIZIONI PIEMME, 28/03/2023

Abstract: In anni non lontani da quelli in cui Geoffrey Chaucer immagina i dialoghi fra i suoi pellegrini di Canterbury, dall'altra parte del mondo un gruppo d'inquieti viaggiatori, curiosi di Meraviglie, s'interroga sul mondo e sulla vita. Un dialogo a distanza tra Asia ed Europa, tra Oriente e Occidente, dieci serate nella leggendaria e misteriosa Samarcanda sono l'occasione in cui gli eccentrici protagonisti di questa storia si incontrano e si confrontano sull'epoca che più tardi sarà definita "Medioevo", così come ognuno di loro la vive, e con le altre età della vicenda umana. Questi personaggi raccontano storie vere e scelgono liberamente i paragoni che vengono loro in mente per confrontare quelle storie con altre, vere anch'esse, avvenute sotto altri cieli e in differenti culture.Come nel Decameron di Giovanni Boccaccio e nei Canterbury Tales di Chaucer, Franco Cardini e Marina Montesano inventano una cornice letteraria, con personaggi di fantasia, ma solidamente verosimili e immersi nel loro tempo, con l'obiettivo d'immettere "il nostro Medioevo" all'interno di un più ampio e profondo contesto di storia non eurocentrica.Medioevo Globale è una lettura erudita, mirabolante e imperdibile per tutti gli amanti e gli appassionati della storia."In questo continuo gioco tra un passato che si fa futuro e un futuro che disattende le promesse del passato, proponendo un futuro inimmaginato, risiede il senso della storia che ci portiamo dietro e di quella che ci portiamo dentro."

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Quando Costantino salì al potere come Augusto di Occidente, la tetrarchia esisteva ancora, ma si trovava in profonda crisi, in una vera e propria guerra civile tra gli Augusti, i Cesari e i pretendenti alle successioni, finché, con le vittorie su Massenzio e su Licinio, divenne imperatore unico. Proprio in quest'ultimo periodo abbracciò la fede cristiana, anche se si discute ancora sulla sua conversione al cristianesimo e sulla natura di essa, cioè se fosse dettata da un convincimento religioso o da un motivo di opportunismo politico. Con l'Editto di Milano il cristianesimo era stato già equiparato ai culti pagani sul piano del riconoscimento dei diritti civili; con Costantino si ebbe una decisa svolta nella storia dell'impero romano, della Chiesa cristiana, del cristianesimo e della società medievale e moderna che ne sono scaturite.Tutto ciò mentre a partire dalla seconda metà del III secolo, gli imperatori avevano preferito trasferirsi in capitali amministrative magari provvisorie, più vicine ai confini. Costantino, pur ristabilendo il principio dell'unicità della persona dell'imperatore, dovette prendere atto che l'asse dell'impero era ormai spostato decisamente a oriente: e per questo fondò Costantinopoli. La città si proponeva inequivocabilmente come capitale della pars Orientis, mentre Roma – pur mantenendo intatto il suo prestigio metastorico di caput mundi, era messa in secondo piano rispetto a città come Milano o Ravenna. Costantinopoli era avviata a essere la capitale unica della romanità, cosa che sarebbe stata poi sancita dalla definitiva archiviazione dell'impero di Occidente.

Alarico. I barbari, da nemici ad alleati
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Alarico. I barbari, da nemici ad alleati

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Fin dal II secolo d.C. i barbari avevano iniziato a premere sui confini dell'impero romano, nel quadro delle loro migrazioni dall'Europa orientale, e i Goti furono i protagonisti della "migrazione" più ampia e significativa. Alla fine del IV secolo i Romani compresero che, più che combatterli, sarebbe stato utile stringere con loro patti di alleanza, usandoli come baluardo contro altre tribù. Il re dei Visigoti Alarico entrò così, insieme ai suoi, al servizio dell'impero e sfruttò abilmente per i suoi scopi le divisioni tra la pars Occidentis e la pars Orientis, sia con le armi sia con la diplomazia ricattatoria che prevedeva elevati compensi per rinunciare a ulteriori invasioni. Il suo obiettivo finale era ambizioso: entrare nel gruppo dirigente dell'esercito romano per assumere incarichi prestigiosi e – forse – candidarsi al trono imperiale. Le cose non andarono in questo modo, perciò Alarico si vide costretto a invadere l'Italia, passando dalle minacce e dai ricatti alle devastazioni, proprio mentre le forze militari romane erano costrette a fronteggiare nuove invasioni barbariche in altri confini dell'impero. La campagna durò dieci anni con alterne vicende, finché nel 410 il re visigoto sferrò l'attacco decisivo al cuore dell'impero: Roma. La città fu saccheggiata per tre giorni, anche se Alarico alternò ferocia e momenti di clemenza, ma il trauma psicologico per l'impero fu di estrema gravità. Lasciata Roma, Alarico si spostò a sud, ma morì presso Cosenza. Il suo popolo si pacificò con l'impero, che non aveva alcuna intenzione di combattere, e ottenne comunque il riconoscimento imperiale per il suo insediamento nella Gallia meridionale e nella penisola iberica.