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Trovati 10 documenti.

Israele e l'Islam
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Citati, Pietro

Israele e l'Islam

Bompiani, 09/10/2019

Abstract: Israele ha inventato la religione come noi la sentiamo e il senso del sacro da cui siamo ancora oggi posseduti: il cristianesimo e l'islamismo ne sono le dirette emanazioni. Se con la Genesi e Qohèlet conosciamo l'amore e il timore per un Dio vicinissimo eppure lontano, ma anche la disperazione di fronte a un destino "fumo di fumi" che l'uomo non ha scelto, con il Libro di Tobia scopriamo la misericordia di quello stesso Dio e l'annuncio di Cristo. Mentre un altro Dio, la cui immagine si riflette in tutte le forme create, si rivela nella visione di Maometto. Dalla lettura dei testi fondatori della civiltà giudaico-cristiana e di quella islamica fino all'antisemitismo e ai tragici fatti del Novecento, Pietro Citati ci conduce, con la leggerezza del racconto, in un viaggio attraverso mari, oceani, città, deserti, re, imperatori, santi, mistici e assassini. Alla ricerca della comune eredità spirituale di Israele e dell'Islam e dell'affascinante diversità tra le diverse tradizioni.

La ragazza dagli occhi d'oro
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Citati, Pietro

La ragazza dagli occhi d'oro

Adelphi, 22/11/2022

Abstract: "All'improvviso comparve una nuvola in­solita, che si proiettava in alto con una spe­cie di larghissimo tronco: si allargava e si ramificava: andava sfilacciandosi, a tratti immacolata, a tratti torbida, secondo che sollevasse terra o cenere". È Plinio il Giova­ne a documentare nelle epistole l'eruzio­ne del Vesuvio del 79 d.C., ma la voce nar­rante è qui, inconfondibilmente, quella di Citati. Nessuno come lui ha saputo river­berare e dilatare nella sua scrittura il fasci­no dei libri che leggeva e amava – e tra­smetterci il desiderio irresistibile di leg­gerli e amarli a nostra volta. Né c'è da me­ravigliarsi: più che critica letteraria, la sua è interpretazione narrata, racconto che tra­muta ogni libro e il suo autore in indimen­ticabili personaggi: "Dickens riempiva la realtà con un'allegria furiosa, eccitando ed esaltando il suo genio ... Una misterio­sa ilarità lo attraversava, lo colmava ed egli non riusciva ad interromperla, quasi fosse stato percorso da una zampillante fontana di fuoco". Letteratura sulla letteratura, in definitiva, o anche letteratura scaturita dal­l'arte, ma non alla maniera dell'amico Man­ganelli, attento come ogni buon rètore a frapporre tra sé e ciò che scriveva "uno spa­zio di indifferenza emotiva"; nelle pagine di Citati la letteratura circola libera e impe­tuosa, ci avvolge e ci contagia, lasciando intravedere dietro di essa la sua vera e più anti­ca vocazione, "leggere": "non ho mai smesso di leggere, leggere, leggere; ogni libro che leg­gevo era una forma dell'infinito, che inse­guivo, e inseguivo, e fallivo continuamen­te nell'inseguire".

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo specchio
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Carroll, Lewis - D'Amico, Masolino - Tenniel, John - Citati, Pietro - D'Amico, Masolino

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - Attraverso lo specchio

Mondadori, 30/10/2012

Abstract: Non ci sono bei libri che sono solo per bambini.Un bambino che ama i libri di Alice continuerà ad apprezzarli anche da grande, per quanto la "lettura" del significato possa cambiare.W.H. Auden

I vangeli
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Citati, Pietro

I vangeli

Mondadori, 23/09/2014

Abstract: Noi moderni lettori dei Vangeli siamo immensamente rozzi e limitati, se ci paragoniamo a un sacerdote ebreo o a un fedele cristiano del primo secolo. Cogliamo soltanto una minuscola parte dell'infinita ricchezza di citazioni e allusioni, rinvii interni ed esterni e sensi segreti con cui veniva composto un Vangelo. Leggere un testo è un'arte che abbiamo quasi dimenticato. Con infinita pazienza e umiltà, Pietro Citati ripercorre il cammino fatto da quei primi lettori: ricostruisce la trama di rimandi e riferimenti nascosti, legge gli indizi, ricompone gli intarsi, mostrandoci come la storia, gli eventi della vita di Gesù si sono compiuti con simboli immaginati molti secoli prima. Tutto il racconto evangelico - dal misterioso tema della nascita verginale di Gesù fino alle parole finali sulla croce: "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?" - è fittamente intrecciato con il testo dell'Antico Testamento, con le leggende ebraiche che formano una specie di fondale, di eco e di conferma alle verità della nuova fede. Al di là del ricchissimo tessuto della tradizione, però, Citati cerca con tutte le sue forze di cogliere la novità, il respiro profondo della rivelazione cristiana. La modestia, il candore, la dolcezza di Maria non trovano riscontro nei testi antichi. E nemmeno la misteriosa immagine del "bambino nella mangiatoia", uno dei segni fondamentali in cui si riconoscevano i nuovi fedeli. Nessuno prima di Gesù e dei suoi discepoli ha amato con tanta intensità i poveri, gli ultimi, gli estremi, che vivono sotto e oltre il limite del nostro mondo. Nessuno prima di loro ha detto che i bambini, disprezzati dal mondo antico, nella loro incompletezza e debolezza tengono aperte le strade dell'amore paterno di Dio. La spada, la tensione, i contrasti, la violenza che Gesù porta nel mondo non hanno nulla a che vedere con la religione dei farisei. Nuova è l'idea che per la salvezza dell'uomo non vi è richiesta, domanda, esigenza, requisito, se non la fede: di qui nasce il profumo della vita eterna. Citati sembra conoscere e condividere tutte le inquietudini e i dubbi che tormentavano le prime comunità cristiane. È turbato dal mistero, dalla contraddizione e dal paradosso che sono alla base del cristianesimo, questa religione che ama la leggerezza e la grazia ma culmina in modo terribile nello scandalo della croce. Però sa anche che, come accade nel Vangelo di Giovanni, ogni incertezza, ogni dubbio si può capovolgere in un glorioso trionfo. Sa che l'ultima parola, nel cristianesimo, resta futura.

Lettera a una professoressa
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Milani, Lorenzo - Melloni, Alberto - Citati, Pietro

Lettera a una professoressa

Mondadori, 20/06/2017

Abstract: Manifesto che ha reso celebre in tutto il mondo don Milani e la scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa ha lasciato segni profondi nella cultura e nella società, nonostante travisamenti e strumentalizzazioni. Frutto di una scrittura collettiva sostenuta da un imponente lavoro preparatorio e di cesello linguistico, questo libro-icona rivendica il diritto allo studio di fronte a una realtà scolastica che riproduceva ferocemente le diseguaglianze sociali. E ancora oggi rivolge alla classe docente il suo appassionato appello morale e civile, il rivoluzionario messaggio di un sacerdote convinto che un maestro amante del vero e del giusto può cambiare il mondo.

Il silenzio e l'abisso
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Citati, Pietro

Il silenzio e l'abisso

Mondadori, 22/05/2018

Abstract: Se, come dicono i mistici ebraici, il silenzio è la voce con la quale Dio parla all'uomo, la grande letteratura è la voce con la quale l'uomo parla a se stesso, in un linguaggio che esprime con infallibile evidenza l'infinita, contraddittoria e oscura trama di pensieri e sentimenti, sogni e passioni, che da sempre agitano l'animo umano.Nella sua penetrante rivisitazione di pagine e figure memorabili della letteratura universale, Pietro Citati ne offre esempi eloquenti. L'urgenza della fede in un "Principio Supremo", radice comune delle tre religioni monoteiste, e l'amore per il Gesù dei Vangeli, raccontato e vissuto da Francesco, Angela da Foligno, sant'Ignazio e, quattro secoli dopo, da don Milani. Il "lavoro di commentatore dell'universo" di Montaigne e la cupa malinconia dietro le quinte delle commedie di Molière. La "furia di infinito" di Chateaubriand, attratto dalle magiche voci e dal sacro orrore delle foreste americane, e l'"esorbitante" pulsione visionaria di Balzac, incarnata nel personaggio del forzato Vautrin che da genio del male e dell'inganno si trasforma imprevedibilmente nel fautore del bene comune e di un'utopistica harmonia mundi. I tormenti di Charlotte Brontë, che solo nell'ombra della propria infelicità trova la giusta luce per narrare nel suo ultimo libro la storia di due persone felici, e la nevrastenia di Dostoevskij, schiavo della penna e inesorabilmente attratto dalla vertigine della roulette, forse perché sola metafora possibile di quel grande gioco d'azzardo che è per lui la letteratura.Ancora, il fascino per il mistero del dolore che portò Cechov nell'isola di Sachalin, il luogo delle "più intollerabili sofferenze", e la depressione che come un incubo irruppe nella vita di Tolstoj, confluendo nelle Memorie di un pazzo. L'ossessione di Stevenson per il Male Assoluto, impersonato dal diabolico signore di Ballantrae, e la fatale prossimità di Conrad "al limite estremo" - come il capitano Whalley del racconto omonimo -, in cui si è già con "un passo dentro la morte". O l'incontenibile euforia di Virginia Woolf a passeggio per le vie di Londra, l'amata città-teatro di cui era estasiata spettatrice e in cui perdeva se stessa, abolendo "il suo io immenso e vertiginoso".E, fra gli italiani, la "divertita, insaziabile, disperata" curiosità che Calvino provava per se stesso, e il male invisibile sepolto nell'anima di Gadda, quella "fascia di tenebra" che ricopre tutte le cose visibili e invisibili, velando persino le apparizioni più dolci della natura.Assumendo spesso un punto di osservazione apparentemente marginale, Citati sa cogliere l'essenza di ogni creazione letteraria e artistica, che è, come scrive Scott Fitzgerald, un "nuotare sott'acqua e trattenere il fiato", e che da sempre convive con l'abisso, lo intuisce o ne viene perdutamente folgorata, in un ambiguo intreccio con la biografia del proprio artefice. Un'esperienza dell'assoluto e del silenzio che si capovolge nel miracolo stupefacente della parola.

Il tè del Cappellaio matto
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Citati, Pietro

Il tè del Cappellaio matto

Adelphi, 11/06/2014

Abstract: "Rileggendo uno dopo l'altro questa sessantina di saggi che Pietro Citati ha scritto tra i venticinque e i quarant'anni, il lettore ... s'accor­ge che non è più il critico che sta visitando ma uno scrittore d'invenzione, un narratore. Distaccati dall'attualità dell'informazio­ne bibliografica e dai giudizi di valore letterario, gli articoli si danno qui per quello che in fondo sono sempre stati: racconti che mettono in scena città sontuose dell'Egitto e del Messico, Costantinopoli e Micene, o personaggi di varie mitologie ... Non diversamente procedeva nel comporre le sue "vite immaginarie" Marcel Schwob". Così, nel 1972, Italo Calvino individuava acu­tamente la cifra di questa splendida raccolta che il tempo non ha intaccato. Né poteva essere altrimenti, giacché lo stesso titolo, preso a prestito da Lewis Carroll ("Adesso, sono sempre le sei del pomeriggio" dice il Cappellaio ad Alice), sembra alludere a un tempo negato, immobile: come osserva ancora Calvino, "Lo scrittore auspicato dal critico Citati come voce diretta del mondo viene assomigliando sempre di più allo scrittore che Citati è diventato nel frattempo, il bibliotecario visionario che esplora continenti sterminati nei margini di pagine già scritte".

La mente colorata
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Citati, Pietro

La mente colorata

Adelphi, 08/05/2018

Abstract: Nato da un progetto a lungo accarezzato, "La mente colorata" è soprattutto un'interpretazione narrata dell'"Odissea", dove velocità e leggerezza celano un immane lavoro di documentazione. Un racconto, dunque, che "conquista senza scampo", come ha scritto Piero Boitani, giacché "intrecciare ancora una volta il tessuto stupefacente dell'"Odissea", e insieme interpretarlo nell'arazzo più vasto della letteratura greca, non è esattamente cosa facile", e Citati lo fa apparire "semplice e limpido". Ma c'è di più: per Citati, che coltiva in egual misura la passione per gli antichi e per i moderni, l'Odissea inventa le leggi dell'arte del narrare, ne sperimenta ogni forma e possibilità, sicché dal poema si dipartono luminosi tragitti, che ci proiettano verso i libri che verranno: "Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister", "Anna Karenina", la "Recherche" sono costruiti secondo lo stesso principio sinfonico; nell'isola dei Feaci Ulisse fonda il racconto fantastico, che ha ispirato le storie delle "Mille e una notte", Potocki, Hoffmann, Poe, e nella capanna di Eumeo il racconto d'avventura, da cui discendono i romanzi ellenistici, Dumas, Stevenson. Comprendere l'"Odissea" significa, del resto, comprendere "noi stessi, l'arte moderna, il nostro futuro".

Vita di Maometto
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Ibn Garir al-Tabari, Muhammad - Noja, Sergio - Citati, Pietro

Vita di Maometto

BUR, 25/09/2013

Abstract: AL-TABARĪ è stato uno dei più importanti intellettuali persiani del IX e X secolo, autore di una grande Storia degli Inviati (di Dio) e dei Re che, dall'antichità fino ai giorni nostri, ha sempre incontrato il favore di studiosi e lettori: un'opera in cui il taglio epico convive con il rigore storico della migliore tradizione annalistica. Da questo caposaldo della cultura araba è tratta la Vita di Maometto. Dalla chiamata sul monte Hirà, all'ègira, alla conclusione dell'esistenza terrena, la vita del Profeta scorre in un affresco affascinante; punti di riferimento fondamentali per ogni musulmano, come le battaglie di Badr e di Uhud, rivivono con lo stesso pathos che ritroviamo in racconti a noi più familiari, come la rievocazione delle Termopili. La nostra cultura si arricchisce così di un testo classico da una tradizione lontana ma, oggi più che mai, imprescindibile.

Follia degli antichi. Scrittori greci e latini da Omero a Lorenzo Valla
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Citati, Pietro - Cane, Andrea - Boitani, Piero

Follia degli antichi. Scrittori greci e latini da Omero a Lorenzo Valla

Gramma Feltrinelli, 18/03/2025

Abstract: Per più di trent'anni Pietro Citati, oltre che alla scrittura e alla critica letteraria, si è dedicato a una singolare impresa editoriale. Ha creato una collana di classici greci e latini: ha scelto testi famosi, ha scoperto capolavori sconosciuti o dimenticati, ha inventato raccolte di opere che mai prima erano state accostate fra loro. Per ciascun volume ha scritto il risvolto, la breve presentazione che compare sulla copertina.I risvolti qui raccolti contengono, in dosi infinitesimali, il suo genio migliore. C'è anzitutto la fede assoluta nella letteratura, intesa come lo strumento attraverso cui i grandi autori rivelano all'umanità la sua stessa essenza, la sua verità ultima. Citati è affascinato dalla vita segreta e profonda del mondo antico; insegue ovunque le tracce dell'invisibile e del divino, da Sofocle ai testi gnostici, fino agli Inni orfici.Più forte, però, è la suggestione di "quanto gli uomini hanno sognato, fantasticato, simboleggiato attorno alla figura del Cristo". La letteratura cristiana, ci dice Citati, è immensa. Ci sono libri fondamentali come le Confessioni di Agostino, "questo libro tessuto in parti uguali di luce e di tenebra". Ci sono testi oggi meno frequentati: le Vite dei Santi, le Regole monastiche, i meravigliosi scritti dei mistici, perché "solo i libri che nessuno può dissigillare completamente, continuano a infuocare per secoli i pensieri degli uomini". L'appassionato catalogo tocca anche le grandi narrazioni dei miti greci, le storie di Alessandro Magno, i testi "abbaglianti e sinistri" che raccontano la lenta fine di Bisanzio.A lettura ultimata, ci accorgiamo che questa raccolta apparentemente casuale è attraversata da infinite corrispondenze, echi, allusioni. Negli anni, Citati ha creato con i suoi risvolti una cassa armonica complessa. E viene il sospetto che, presentandoci gli amati classici greci e latini, ci abbia voluto consegnare il ritratto di una mente, la sua, abitata dalla "follia degli antichi"."Citati è stato un avventuriero del possibile e dell'impossibile, un esploratore di mondi reali e ipotetici, un artigiano d'immagini nitide e sfuggenti, un intarsiatore di parole proprie e altrui."Paolo Lagazzi, Avvenire