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× Nomi Fusini, Nadia
× Data 2024

Trovati 5 documenti.

Chi ha ucciso Anna Karenina? Inchiesta sugli omicidi bianchi nei romanzi dell'Ottocento
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Fusini, Nadia

Chi ha ucciso Anna Karenina? Inchiesta sugli omicidi bianchi nei romanzi dell'Ottocento

minimum fax, 27/09/2024

Abstract: Le grandi star del romanzo e del teatro ottocenteschi, da Anna Karenina a Effi Briest, da Emma Bovary a Nora in Casa di bambola, sono accomunate dalla capacità di svelare la crisi dei ruoli e delle leggi sociali, sconvolgendo in primo luogo l'istituzione della famiglia. E proprio per questo la loro fine è segnata: devono morire. Ma perché queste donne – che per la prima volta emergono come protagoniste – inevitabilmente si suicidano o vengono uccise? E da chi? Dal marito? Dall'amante? Dall'usuraio-ricattatore di turno?Pubblicato per la prima volta nel 1974, Chi ha ucciso Anna Karenina? rinasce oggi in questa nuova edizione in tutta la sua sconcertante attualità. Un testo breve quanto illuminante, radicalmente femminista, nel quale Fusini ha distillato forse per la prima volta quella lucidità di analisi e quella limpidezza di scrittura che ne fanno, ormai da molti anni, una presenza luminosa nel dibattito intellettuale italiano e internazionale.

La stanza di Jacob
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia - Fusini, Nadia

La stanza di Jacob

Feltrinelli Editore, 02/03/2024

Abstract: Il racconto della vita di un giovane di nome Jacob Flanders, partendo dall'infanzia trascorsa sulle coste battute dal vento della Cornovaglia, passando dai giorni gai al college a Cambridge e dalla sua vita come avvocato a Londra per approdare a un fatidico viaggio nel Mediterraneo. Una storia raccontata dalle voci delle donne della sua vita, attraverso la corrispondenza di sua madre, le conversazioni di un'amica, i pensieri e i ricordi di chi lo ama. Straordinario allontanamento dalle forme tradizionali del romanzo, La stanza di Jacob è un racconto al contempo elegiaco e sperimentale. Soprattutto, è una delle storie più toccanti di Virginia Woolf. "Per Woolf contano il ritmo e la forma del romanzo," spiega Nadia Fusini. "La stanza di Jacob è il romanzo che registra una rottura: è costruito intorno a un personaggio che non c'è. Non viene neppure detto cosa è accaduto, come è morto. La guerra entra solo nel nome del personaggio, Jacob Flanders, dove Flanders è uno dei luoghi delle peggiori battaglie della Prima guerra mondiale. Di lui restano delle vecchie scarpe. La vita di Jacob è raccontata attraverso memorie, emozioni, sensazioni, attraverso le 'stanze' della sua breve esistenza, attraverso le percezioni e i ricordi di altri. È opera piena dell'emozione del tempo perduto per un giovane che dovrebbe essere impegnato nella sua formazione. È un romanzo che procede per dissolvenze, con una tecnica più vicina al cinema o alla pittura che ai canoni del romanzo tradizionale."

Due
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Fusini, Nadia

Due

Feltrinelli Editore, 07/05/2024

Abstract: "Due è il numero che riconfermala solitudine. Kafka non può immaginare il due se non come angosciosa distanza."Franz Kafka rimane oggi uno degli scrittori più enigmatici, e perciò frequentati, della letteratura moderna. In questo libro Nadia Fusini indaga la sua anima, complessa e semplicissima al tempo stesso, per restituirne il ritmo, la pulsazione intima. Quali erano le passioni e le spinte diverse che lo conducevano alla scrittura? "L'inizio e la fine rimangono nell'oscurità, in Kafka: egli illumina piuttosto il processo, dove e quando tutto è rischio e pericolo." E così fa l'autrice in questo volume: non un saggio su Kafka o il racconto più o meno romanzato della sua vita e delle sue opere, ma la testimonianza del suo essere. Il legame è la passione di Kafka, nel senso semplice e tremendo che del legame egli patisce, sia nella vita che nell'opera, l'impossibilità. Ed è alla lingua che affida il tentativo di creare, e tessere, l'unico legame possibile. Si tratta, però, di una lingua notturna, in cui tutto è mantenuto in uno stato di sospesa contraddizione, come in un sogno, e dove la materia linguistica è esposta a un'incostante reminiscenza e sempre pronta a cadere nell'oblio."Ho scritto un libro su Kafka perché volevo comprendere un uomo, e le sue parole. 'Io raggiungo le cose con difficoltà', dice Kafka. Un uomo forse non è che le difficoltà che incontra nella vita. Uno scrittore è un uomo particolare in questo: incontra scrivendo la sua difficoltà. Fa così della scrittura la sua passione."

Scene di vita vissuta
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia - Fusini, Nadia

Scene di vita vissuta

Feltrinelli Editore, 18/06/2024

Abstract: "La cosa più commovente e bella che Virginia Woolf abbia mai scritto."The New York Times"È un libro che Virginia Woolf non ha mai scritto, questo." Come spiega Nadia Fusini nella sua prefazione, i due testi qui presentati uscirono solo dopo la sua morte su iniziativa del marito Leonard. Eppure si tratta di due scritti preziosi in cui ritroviamo tutta l'intensità che rende inconfondibili i suoi romanzi, ma anche l'ironia che percorre, a volte scoperta, a volte in filigrana, molte sue opere. Uno schizzo del passato, composto a singhiozzo tra l'aprile e il giugno del 1939 e ripreso da giugno a novembre del 1940, è quanto ci sia di più vicino a una vera e propria autobiografia. Nella consapevolezza che mai riuscirà a raccontare davvero la sua esistenza, Virginia Woolf indugia in ricordi fondamentali dell'infanzia e dell'adolescenza, si interroga sui meccanismi della memoria e tratteggia il carattere di personaggi essenziali del suo panorama interiore. Qui c'è, insomma, la materia prima della sua immaginazione. Del tutto diverso è il tono di Sono una snob?, un testo che fu letto dalla scrittrice medesima alla riunione del Memoir Club il 1° dicembre 1936. La scrittrice rivolge su di sé la propria ironia acuta e infallibile e ammette che sì, lei è una snob, in senso letterale è sine nobilitate – niente stemmi e castelli nella sua famiglia che di nobiltà si nutre nello spirito e nella mente –, e disegna un ritratto godibilissimo, pungente, buffo della società dell'epoca.

Pura felicità
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Mansfield, Katherine - De Simone, Sara - Fusini, Nadia - De Simone, Sara - Fusini, Nadia

Pura felicità

Feltrinelli Editore, 05/11/2024

Abstract: "Un sentimento di pura felicità – felicità assoluta! – come se uno, di colpo, avesse inghiottito un frammento di quel sole.""Ci sono scritture che corrono al margine dell'esistenza, e ne costituiscono l'essenza. Scritture cosparse di scorie di vita che brucia. Scritture che del dolore del vivere colgono la fiamma abbagliante. E bruciano chi legge." A questo genere di scritture, spiega Nadia Fusini, appartiene quella di Katherine Mansfield, magnifica narratrice, di cui solo in tempi recenti è iniziata una vera riscoperta in Italia. In questa raccolta, curata da Sara De Simone e da lei tradotta insieme con Nadia Fusini, viene offerta ai lettori un'inedita selezione dei suoi racconti, aggregati intorno a quattro nuclei: Il romanzo familiare; Amanti, amiche, sorelle; Donne sole; La vita, la morte. Mettendo in luce alcune delle immagini ricorrenti e dei temi più significativi, questi racconti offrono un distillato dell'universo narrativo di Katherine Mansfield, restituendo tutta l'intensità di una voce che ha saputo portare sulla pagina, come suggerisce Sara De Simone, "la vita della vita", "quel sussulto, quella scossa, il fremito della cosa che esiste".