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Fumo e ceneri. Il viaggio di uno scrittore nelle storie nascoste dell'oppio
EINAUDI, 11/03/2025
Abstract: L'oppio è uno dei farmaci piú antichi e potenti. La sua vasta diffusione come sostanza psicoattiva è invece molto piú recente, e risale in gran parte a quando l'impero britannico ha fatto del suo commercio dall'India verso la Cina uno strumento di dominio. In modo avvincente e rigoroso, Amitav Ghosh ci mostra come l'oppio sia all'origine della ricchezza di alcune delle piú grandi aziende mondiali e di molte delle famiglie piú influenti d'America. Spaziando tra la storia della botanica, le mitologie del capitalismo e le ripercussioni sociali e culturali del colonialismo, Fumo e ceneri rivela il ruolo fondamentale che una piccola pianta ha svolto nella creazione del mondo come lo conosciamo, un mondo che ora si trova a un passo dal baratro. "La scrittura è maestosa, la ricerca approfondita e l'occhio del narratore insuperabile". "The Telegraph" Un giorno, bevendo una tazza di tè nel suo studio di Calcutta, come ha fatto migliaia di volte in passato, Amitav Ghosh prende coscienza di una rimozione collettiva, quella della grande presenza della Cina nella vita e nella storia del suo paese. Molteplici sono i motivi per cui fino a quel momento gli era sfuggita, e ognuno di loro va ad alimentare l'ampio e sfaccettato discorso che sviluppa in questo saggio: i rapporti tra i due giganti asiatici non sono sempre stati pacifici, ma soprattutto sono stati a lungo mediati da un terzo molto incomodo: l'impero britannico. Ciò che rende il quadro ancora piú inafferrabile è che l'oggetto principale dei traffici fra Gran Bretagna, India e Cina sono i prodotti ricavati da due piante dall'aspetto innocuo, Camellia sinensis e Papaver somniferum: il tè e l'oppio. Come La grande cecità e La maledizione della noce moscata, questo libro è un diario di viaggio, ma anche un memoir e un'escursione nella storia economica e culturale del mondo. Amitav Ghosh qui si concentra sul ruolo dell'oppio, forte di vent'anni di ricerche sul tema. Con il suo incredibile talento nel tessere insieme i fili narrativi, un po' alla volta ci porta a vedere come il commercio di questa sostanza al contempo salvifica e letale abbia plasmato i rapporti di forza tra potenze nell'Ottocento, quali bugie si siano raccontate per occultarne gli effetti piú nefasti e come dinamiche e bugie si siano ripetute quasi uguali nella recente crisi degli oppiacei statunitense. Un quadro fosco ma affascinantissimo, in cui non manca qualche bagliore di bellezza e di speranza.
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EINAUDI, 11/03/2025
Abstract: Un veliero nel tumultuoso Oceano Indiano, il traffico d'oppio tra Cina e India, un'umanità straordinaria di destini incrociati, passioni, perdite e riscatti in un coinvolgente romanzo di storia e di avventura. Il primo volume della colossale trilogia dedicata all'origine di una nuova civiltà sorta dalla mescolanza di etnie e culture diverse. Una vecchia nave negriera trasformata in mercantile, l'Ibis, raggiunge nel 1838 la foce del Gange per dedicarsi a uno dei traffici illeciti piú redditizi dell'Impero britannico, il commercio di "delinquenti e stupefacenti", cioè di coolie e oppio. A bordo si ritrovano, come manovrati da un fato piú grande, lascari e clandestini, ciascuno sconosciuto agli altri o quasi: Deeti, una donna che è stata data in sposa a un oppiomane; Kalua, il suo amante, che l'ha salvata; Zachary Reid, il comandante in seconda, fi glio di una schiava liberata del Maryland; Neel Rattan, ricchissimo raja caduto in disgrazia; Serang Ali, capo dei lascari e marinaio di consumata esperienza; il giovane Ah Fatt, devastato nel corpo e nell'anima dalla dipendenza dall'oppio... A mano a mano che le difficoltà imposte alla traversata dall'impetuoso Oceano Indiano mettono a dura prova i vecchi legami, tutti sulla Ibis, ciurma e passeggeri, iniziano a sentirsi "fratelli di navigazione", uniti da una singolare empatia che azzera le distanze geografi che, le caste e le generazioni.
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EINAUDI, 11/03/2025
Abstract: Con questo romanzo corale, ricco di atmosfera e luoghi magici, Amitav Ghosh completa la sua grandiosa trilogia: un'opera monumentale, al tempo stesso picaresca saga e vivida ricostruzione storica dell'India moderna. È il 1840 e la tensione tra la Cina e l'India britannica cresce a dismisura in seguito alla repressione del contrabbando di oppio da parte di Pechino. Le confi sche imperiali cinesi, tuttavia, non passano inosservate a Londra. L'oppio è troppo importante per le casse della regina, e troppo ghiotte sono le opportunità di profi tto in quel fazzoletto di mondo per non scatenare una guerra contro il Celeste Impero. Sullo sfondo di queste tensioni, i protagonisti che abbiamo incontrato a bordo della Ibis si incontrano di nuovo, questa volta tra Canton e Hong Kong. L'oppio, che al pari di una forza occulta ha pilotato fi n dall'inizio i loro destini, li mette uno di fronte all'altro, facendoli amare e odiare, perché ora si ritrovano nel bel mezzo del confl itto sotto bandiere diverse. Mentre vedono le loro certezze infrante e cercano ognuno per sé di inventarsi un nuovo futuro, tutti sono travolti dal dramma che sta per compiersi: la vittoria dell'Impero britannico segnerà il crollo del mondo per come lo conoscevano.
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EINAUDI, 11/03/2025
Abstract: Trascinante e ipnotico, il secondo volume della "trilogia della Ibis" è una narrazione di grande fascino che ci svela il cuore oscuro e pieno di contraddizioni di un paese e delle sue genti. Nel settembre del 1838 una tempesta si abbatte sull'Oceano Indiano e la Ibis, la goletta partita da Calcutta con un carico di galeotti diretta a Mauritius, viene coinvolta nel vortice. Quando il mare si calma, cinque uomini mancano all'appello: due lascari e tre coolie sono riusciti a fuggire su una scialuppa. Seconda tappa di una grandiosa epopea storica, Il fi ume dell'oppio segue i suoi personaggi fi no ai porti a_ ollati della Cina. Tra mercanti con abiti di seta e lunghe trecce che cadono sulla schiena, inglesi della Compagnia delle Indie, americani dai modi disinvolti e indiani con le vesti di broccato, a Canton tutti adorano un unico dio, il denaro, e riconoscono un'unica legge, quella del libero commercio. Nel dedalo dei corsi d'acqua della città, le navi provenienti dall'Europa e dall'India scambiano i loro carichi di oppio con casse di tè, seta, porcellana e argento. Almeno fi nché il Celeste Imperatore non spariglia le carte in tavola e dichiara guerra all'oppio e agli occidentali.