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Trovati 53 documenti.

Ricordi, sogni, riflessioni
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Jung, Carl Gustav

Ricordi, sogni, riflessioni

BUR, 15/06/2021

Abstract: "Annotare i miei primi ricordi è diventato un bisogno, e se trascuro di farlo anche per un solo giorno, immediatamente ne conseguono sintomi fisici spiacevoli, che scompaiono non appena mi metto al lavoro." Una prolungata immersione nelle profondità del proprio io, una turbolenta esplorazione dei luoghi più reconditi e inaccessibili dell'interiorità: questo ha significato per Carl Gustav Jung portare alla luce i ricordi di una vita e scrivere quello che, da propria autobiografia, divenne un vero esercizio di autoanalisi. Un travaglio attraverso il quale lo psichiatra di Zurigo riuscì a far riaffiorare gli intimi legami che univano le idee della maturità - esposte all'interno delle sue opere scientifiche - alle sue più torbide memorie: l'infanzia, i viaggi, le immagini sconvolgenti che ne segnarono le prime esperienze oniriche, la passione per la filosofia, la letteratura e le religioni, gli studi e i primi successi professionali; fino all'incontro con Sigmund Freud, la collaborazione tra i due, le incomprensioni e le rivalità. Convinto che l'essenza della propria vita fosse narrare "un'autorealizzazione dell'inconscio", in queste pagine Jung racchiuse la sostanza spirituale del proprio insegnamento e della sua attività clinica, tracciando una meravigliosa geografia dell'animo umano.

Il Libro rosso
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Jung, Carl Gustav

Il Libro rosso

Bollati Boringhieri, 30/04/2014

Abstract: Jung lavorò al Libro rosso – incomparabile verbale dei sogni e delle visioni che popolarono il suo "viaggio di esplorazione verso l'altro polo del mondo" – per oltre sedici anni, dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima età lo definì una sorta di presagio numinoso, l'opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Il Libro rosso è, in effetti, il libro segreto di Jung. Segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, popolato di immagini interiori che provengono da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l'inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi "immaginazione attiva", è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì per suscitare i contenuti archetipici della psiche. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali il Libro rosso si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. La sua pubblicazione, a distanza di quasi cinquant'anni dalla morte di Jung, ha segnato un punto di svolta negli studi sulla psicologia analitica. La presente edizione, agile e compatta, riproduce integralmente il testo, senza le tavole dipinte con cui Jung illustrò la sua "discesa agli inferi". È diretta a chiunque voglia approfondirne – con l'aiuto della sapientissima curatela di Sonu Shamdasani – ogni articolazione e ogni fantasmagoria psichica. A chiunque sia attratto dalle movenze di un dialogo interiore grazie al quale la Vita si è automanifestata entro una vita.

Tipi psicologici
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Jung, Carl Gustav

Tipi psicologici

Bollati Boringhieri, 06/11/2014

Abstract: "Nel corso della mia pratica professionale di medico di malattie nervose mi ha da tempo colpito il fatto che, accanto alle molte diversità individuali della psicologia umana, esistono anche differenze di tipi: più specialmente mi hanno colpito due tipi, che ho denominati introverso ed estroverso". Tipi psicologici è forse l'opera più famosa di Jung. Non descrive soltanto quella polarità caratteriale alla quale può essere ricondotta ogni altra diversità del comportamento umano, ma si presenta come un trattato di psicologia junghiana, prodigo di informazioni, di casi clinici, di una cultura sterminata. Dunque un libro di grande respiro, che è anche una storia del pensiero umano, in cui Jung ricostruisce i conflitti sorti dal realizzarsi dei due caratteri fondamentali: Tertulliano e Origene, i nominalisti e i realisti medievali, Platone e Aristotele, Abelardo e Schiller, Spitteler e Goethe, Nietzsche con la sua distinzione tra "dionisiaco" e "apollineo". Qui Jung dispiega tutto il suo fascino di evocatore di miti, personaggi, civiltà scomparse.

Opere vol. 7
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 7

Bollati Boringhieri, 06/11/2014

Abstract: I due testi che compongono il nucleo centrale di questo volume vogliono esporre gli aspetti fondamentali della tecnica e della teoria che caratterizzano la psicologia analitica. Frutto di una trentennale evoluzione, il primo dei due saggi, Psicologia dell'inconscio, permette una sostanziosa informazione dei capisaldi teorici del metodo junghiano: dalla discussione delle dottrine di Freud e di Adler alla distinzione tra inconscio personale e collettivo, cui si collega la teoria degli archetipi, e alla proposta di una lettura simbolica dei materiali onirici. Concetti centrali, illustrati dall'esposizione di casi clinici al fine di chiarire la lettura. Non meno complessa l'elaborazione del secondo saggio, L'io e l'inconscio, nel quale quegli stessi capisaldi vengono esposti in una forma più organica: l'ampliamento del concetto freudiano di inconscio, la concezione del sogno, l'ipotesi di un "processo di individuazione". Il volume comprende inoltre gli scritti da cui prendono le mosse questi saggi e due brevi minute, tutti composti tra il 1912 e il 1916, che forniscono una utile chiave di comprensione per seguire l'elaborazione del pensiero junghiano nel corso degli anni.

Gli archetipi e l'Inconscio collettivo
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Jung, Carl Gustav

Gli archetipi e l'Inconscio collettivo

Bollati Boringhieri, 06/11/2014

Abstract: L'opera di Jung si presenta come un intreccio di esperienze analitiche concrete e di una cultura profonda ed estesissima. Per lui l'osservazione dei meccanismi psichici individuali consente di analizzare i segreti della creazione artistica o la dinamica dei fenomeni storici; d'altronde, per orientarsi nei labirinto degli accadimenti individuali occorre studiare i fenomeni e i comportamenti collettivi. I testi qui raccolti, tra cui Gli archetipi dell'inconscio collettivo, Sull'archetipo, Fenomenologia dello spirito della fiaba e Coscienza, incoscio e individuazione, sono stati pubblicati tra il 1934 e il 1955, e appartengono dunque alla piena maturità di Jung. È noto come i concetti di "archetipo" e di "inconscio collettivo" occupino un posto centrale nella sua riflessione, che ha esercitato su di essi un continuo sforzo di approfondimento, anche per rispondere a incomprensioni e fraintendimenti. Associando come sempre l'esperienza clinica alle ricerche scientifiche e umanistiche, Jung opera qui un vero rovesciamento della dimensione psichica, vista non più come l'appendice personale dell'organizzazione biologica, ma come l'aspetto significante degli istinti, la possibilità di rappresentarne il dinamismo.

Opere vol. 8
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 8

Bollati Boringhieri, 26/03/2015

Abstract: Gli scritti raccolti in questo ottavo volume delle Opere sono tutti posteriori alla rottura scientifica con Freud, ed esprimono quindi, sia pure a diversi livelli di elaborazione, il pensiero proprio di Jung, contenendo riflessioni essenziali per la teoria e la pratica analitica. Alcuni saggi (da Energetica psichica del 1928 alle Riflessioni teoriche sulla natura della psiche del 1954) cercano di figurare un modello della psiche fondato sul concetto di "libido" intesa in senso lato come energia psichica. Altri (sulla psicologia del sogno o sulla "funzione trascendente") definiscono le modalità di emergenza della spinta all'individuazione; altri ancora discutono i ritmi vitali dell'esperienza psichica, e i presentimenti inconsci della morte, individuali e collettivi. Infine i due testi sulla sincronicità costituiscono un tentativo di elevare alla dignità di ricerca scientifica certi fenomeni di correlazione psicofisica altrimenti non spiegabili dalla scienza causalistica. Il volume accoglie dunque i grandi testi teorici della piena maturità di Jung, quasi il cuore di un'opera di valore e dimensioni eccezionali. Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: Istinto e inconscio (1919), La struttura della psiche (1927/1931), Anima e morte (1934), L'essenza dei sogni (1945/1948), e La sincronicità (1951).

Opere vol. 1
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 1

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: Gli scritti raccolti nel primo volume delle Opere di C.G.Jung risalgono agli anni 1900-05. Sono gli anni del Burghölzli, l'ospedale per malattie mentali diretto da Bleuler, in cui Jung svolse un'intensa attività psichiatrica, fondata sulla ricerca di una comprensione dall'interno della personalità squilibrata. Questi scritti dimostrano quanto sia inesatto il rimprovero, talora mosso a Jung, di scarsa fedeltà ai dati sperimentali. A partire dalla sua tesi di laurea sulla Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti, Jung si dimostra "osservatore e terapeuta in un senso originalissimo, ancorato saldamente a un metodo empirico accogliente qualsiasi acca-dimento psichico con una disponibilità e un rispetto totali e mai prigioniero d'una funzione pùramente descrittiva". Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti (1902), Simulazione di malattia mentale (1903) e La diagnostica psicologica del fatto (1905).

Opere vol. 2/1
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 2/1

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: A partire dal 1904 Jung pose mano alla stesura dei risultati ottenuti nei suoi esperimenti sull'associazione verbale. Il saggio fondamentale perché introduce il tema, e che riporta in particolare le ricerche relative agli individui normali, è lo scritto contenuto in questo primo tomo del volume 2. L'indagine di Jung definisce e classifica i meccanismi quanto mai complessi dell'associazione verbale quali si osservano nel funzionamento della psiche "oscillante nell'arco della normalità"; meccanismi che rivelano a che punto l'associazione non sia affatto il campo di una "selvaggia casualità", ma si formi piuttosto su basi oggettive e causali, che è possibile e indispensabile indagare. L'opera getta così una luce illuminante su tutta la futura ricerca junghiana e sulla solidità dell'aggancio di tale ricerca ai fatti. Anche nell'odierna psicoterapia il metodo comprovato in queste pagine mantiene la sua efficacia applicativa.

Opere vol. 2/2
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 2/2

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: Sulla strada aperta dal saggio sull'associazione verbale pubblicato nel primo tomo del secondo volume delle Opere, Jung proseguì con numerosi lavori, raccolti in questo secondo tomo, che per molti aspetti formano un contrappunto alla dottrina freudiana su un terreno a cui oggi si torna a dedicare molta attenzione, quello dell'oggettività e quindi del valore scientifico delle interpretazioni psicologiche. Il campo in cui l'esemplificazione del duplice metodo ha suscitato particolare eco è quello delle applicazioni alla criminologia. Alle pagine dedicate alla puntigliosa misurazione sperimentale, si alternano le narrazioni di casi clinici: ne nasce una testimonianza, fondamentale per gli studiosi del pensiero di Jung, della convinzione da cui egli prese le mosse, cioè della necessaria stretta unione tra discorso teorico e verificazione concreta. Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: Psicoanalisi ed esperimenti associativi (1906), Associazione, sogno e sintomo isterico (1906), Il metodo associativo (1909), La costellazione familiare (1909) e Sulla dottrina dei complessi (1911).

Opere vol. 3
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 3

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: Sono raccolti in questo terzo volume delle Opere gli scritti che nell'arco di cinquant'anni Jung ha dedicato alla natura, ai contenuti psicologici e alle possibilità terapeutiche delle malattie mentali, e più in particolare detta "dementia praecox", che Bleuler nel 1911 propose di chiamare "schizofrenia". Il lungo saggio Psicologia della dementia praecox (1907) contiene molti dei motivi essenziali della psichiatria moderna ed è stato lo scritto che segnalò le ricerche di Jung all'attenzione (e alle perplessità) della scienza ufficiale. Apprezzato anche da Freud, il saggio aprì tra i due un periodo di stretta collaborazione, anche se quella di Jung non fu mai un'adesione incondizionata al metodo psicoanalitico. Da questi scritti, osserva Luigi Aurigemma, nasce l'immagine di una psichiatria che esige una preparazione storica e una cultura vastissime e solidissime, che sole possono, spesso, permettere di penetrare nei segreti del delirio e di alleviare così il malato dal peso che essi comportano. Tra i saggi qui raccolti ricondiamo: Il contenuto della psicosi (1908/1914), Importanza dell'inconscio in psicopatologia (1914), Malattia mentale e psiche (1928) e La schizofrenia (1958).

Opere vol. 4
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 4

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: I saggi raccolti in questo volume documentano l'evoluzione della posizione di Jung nei confronti della psicoanalisi, lungo l'arco di quasi mezzo secolo. Si va dall'adesione aperta degli inizi al delinearsi delle prime riserve, che divengono esplicite con le conferenze americane del 1912. Qui la critica junghiana investe alcuni capisaldi delle teorie freudiane, quali la concezione della sessualità infantile come perverso-polimorta, la definizione sessuale della libido, l'etiologia edipica della nevrosi, e in generale ogni troppo rigido causalismo. Negli anni seguenti Jung approfondisce le ragioni del suo distacco, e insieme delinea il disegno della psicologia analitica, in particolare nei suoi fondamenti tipologici e nella struttura dell'inconscio. Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: La teoria freudiana dell'isteria (1908), L'analisi dei sogni (1909), Aspetti generali della psicoanalisi (1913) e Il contrasto tra Freud e Jung (1929).

Opere vol. 9/2
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Jung, Carl Gustav

Opere vol. 9/2

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: Aion si presenta come un'ampia monografia dedicata all'archetipo del Sé. Centrale è l'idea di eone, che dà il titolo al libro. Eone (in greco aion) significa "era, epoca, tempo indefinito, eternità", ma anche, presso gli gnostici, "mondo" e "dio del mondo". Per seguire le trasformazioni della situazione psichica all'interno dell'eone cristiano, Jung ricorre a tutta una serie di simboli, cristiani, gnostici e alchemici, e in particolare al simbolo del pesce, che fin dall'antichità è stato posto in relazione con Cristo e ha svolto un ruolo centrale nell'astrologia. Se in Psicologia e alchimia Jung aveva già cercato di approfondire il significato dell'archetipo del Sé collegandolo alla tradizionale figura di Cristo, qui dà invece maggiore rilievo alle considerazioni astrologiche. Come prova l'Apocalisse, le speculazioni storiche sul tempo sono sempre state influenzate dalle idee astrologiche. Anche se non esiste prova che il simbolismo del pesce sia derivato dalla figura zodiacale, e nemmeno si possa stabilire una connessione tra la polarità dei Pesci e l'opposizione Cristo-Anticristo, l'eone dei Pesci ha accompagnato per duemila anni l'evoluzione spirituale cristiana. Jung sviluppa inoltre una critica psicologica alla dottrina teologica secondo cui il male non è che un "meno" di bene, proponendo invece un superamento della tradizionale opposizione cristiana, qui risolta in una visione accettabile per la coscienza moderna.

L'uomo e i suoi simboli
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Jung, Carl Gustav

L'uomo e i suoi simboli

Longanesi, 31/10/2019

Abstract: L'uomo e i suoi simboli è a un tempo introduzione e conclusione del pensiero di Jung. Introduzione perché è l'unica opera a carattere divulgativo scritta dallo stesso Jung (e, naturalmente, ci volle un sogno per convincerlo a scriverla…). Conclusione perché pochi giorni dopo averla terminata, il grande intellettuale svizzero morì.  In queste pagine sono racchiuse le fondamenta delle sue teorie, punto di riferimento nella psicologia del profondo, di cui ha ampliato i confini superando le teorie della psicoanalisi freudiana.Oltre al saggio di Jung, il volume raccoglie quattro contributi dei suoi più stretti collaboratori: Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Jolande Jacobi e Aniela Jaffé. Ne deriva un'esposizione a più voci, chiara ed essenziale, della "psicologia analitica", una limpida illustrazione di cosa rappresenta l'"inconscio collettivo" e di come si manifesta nei miti, nei sogni, nell'arte. Un testo fondamentale per capire l'uomo moderno, le sue angosce, i suoi traumi, i suoi impulsi.

I fenomeni occulti
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Jung, Carl Gustav

I fenomeni occulti

Bollati Boringhieri, 18/03/2021

Abstract: "Il mio intento è stato soprattutto quello di presentare all'opinione pubblica, che per i cosiddetti fenomeni occulti altro non ha se non un sorriso sprezzante, i numerosi legami che questi fenomeni hanno con il campo sperimentale del medico e della psicologia, e di accennare ai problemi, numerosi e importanti, che questo campo inesplorato tiene ancora in serbo per noi"."Soffusa d'intenso pallore la signorina S. W. cadeva lentamente al suolo o su una sedia, chiudeva gli occhi, diventava catalettica, aspirava più volte profondamente e cominciava a parlare (...) La lingua di cui si serviva era allora solo il tedesco letterario che essa parlava con piena sicurezza e proprietà. In contrasto con il modo assolutamente incerto e impacciato nello stato di veglia".

L'io e l'inconscio. Ediz. integrale
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Jung, Carl Gustav - Vita, A.

L'io e l'inconscio. Ediz. integrale

Bollati Boringhieri, 18/03/2021

Abstract: Pubblicato nel 1928, L'Io e l'inconscio è il primo tentativo compiuto da C. G. Jung di esporre in modo sistematico l'insieme di ipotesi sulla natura, struttura e dinamica della vita cui aveva dato il nome di "psicologia analitica". Tappa fondamentale nel suo percorso di avanzamento teorico, è qui che Jung articola definitivamente i concetti di inconscio "personale" e "collettivo", in queste pagine sono introdotti i concetti chiave di Animus e Anima, prendono formale definizioni di archetipo e Ombra. Con questo libro Jung avvia il lungo dibattimento speculativo sull'individuazione che avrà come approdo finale la rivelazione dell'inconscio. 

Psicologia dell'inconscio. Ediz. integrale
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Jung, Carl Gustav - Daniele, Silvano

Psicologia dell'inconscio. Ediz. integrale

Bollati Boringhieri, 18/03/2021

Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1916 e più volte rielaborato, considerato da Jung un'"opera divulgativa" e scritto in un linguaggio semplice e quasi privo di tecnicismi, Psicologia dell'inconscio delinea i primi accenni della teoria dei tipi psicologici e le prime formulazioni dei concetti essenziali della psicologia analitica: inconscio personale e collettivo, animus e anima, l'ombra e gli archetipi. Smarcandosi dalle dottrine di Adler e Freud, che volevano come principi attivi nella psiche rispettivamente Eros e volontà di potenza, Jung ne nega qui il valore primario ed esclusivo accogliendo una definizione soggettiva della psiche. Alla luce di questo nuovo punto di vista è l'esperienza vitale delle generazioni che ci hanno preceduto in millenni di evoluzione della specie ad acquistare valore. Sarà il trionfo del concetto di inconscio collettivo.

La sincronicità
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Jung, Carl Gustav

La sincronicità

Bollati Boringhieri, 18/03/2021

Abstract: "Il principio filosofico che sta alla base della nostra concezione della regolarità delle leggi di natura è la causalità. Se il rapporto tra causa ed effetto dimostra di aver solo validità statistica e soltanto una verità relativa (...) ciò significa che il legame tra eventi è in certe circostanze di natura diversa da quella causale ed esige un diverso principio interpretativo"."A differenza della causalità, la sincronicità si dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell'inconscio. Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi, ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale in cui lo spazio non è più spazio e il tempo non è più tempo. Se quindi l'inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza, nasce la possibilità di percepire e "conoscere" eventi paralleli".

I sogni dei bambini. Volume 1
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Jung, Carl Gustav

I sogni dei bambini. Volume 1

Bollati Boringhieri, 08/04/2021

Abstract: Si fa un sogno o si ha un sogno? Nessun dubbio per Jung: la demiurgia del fare è del tutto sviante, dal momento che è il sogno a darsi invece al sognatore. "Il sogno ci è sognato. L'oggetto siamo noi". E quando ad avere un sogno è un bambino, l'enigma di questo accadimento mosso da una finalità inconscia sfida ancor di più chi lo deve decifrare. Compito in cui la psicologia analitica dispiega una sottigliezza degna del Talmud, mettendone a frutto la massima che identifica il sogno con la sua interpretazione. Vertiginoso negli scandagli mitologici e sapienziali, storico-religiosi, alchemici e letterari, il lavoro di Jung e dei suoi allievi durante il seminario degli anni 1936-41 scompone come in un gioco di pazienza un materiale onirico in genere riferito in età adulta, dopo essere rimasto impresso per decenni. Ogni minimo dettaglio, ogni sequenza, ogni figura simbolica comincia ad assumere significanza grazie alla forza radiale di un'immagine archetipica, che amplifica e potenzia laddove sentenzia Jung - il riduttivista Freud "porterebbe alla ribalta solo qualche piccola miseria".

I sogni dei bambini. Volume 2
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Jung, Carl Gustav

I sogni dei bambini. Volume 2

Bollati Boringhieri, 08/04/2021

Abstract: I sogni infantili "hanno particolare importanza, perché – in un certo senso – anticipano un problema che verrà affrontato nel corso della vita del sognatore. Essi ci consentono anche di capire perché gli antichi abbiano attribuito ai loro sogni un particolare valore prognostico". L'asserto di Jung ribadisce il filo conduttore della discussione seminariale, in cui l'interpretazione dei singoli reperti onirici, riferiti perlopiù in età adulta, trae alimento anche dall'inesausta curiosità per sogni e visioni custoditi in antichi resoconti e per le differenti oniromanzie che si sono succedute fino a noi, a cominciare da quelle di Artemidoro e dei neoplatonici Macrobio e Sinesio. Gli allievi di Jung gareggiano in sapienza esegetica, ma sono esortati di continuo a non scivolare nell'astrattezza e a inserire, "come in un'equazione", gli elementi via via decifrati. E quando prende lui la parola avvertiamo palpabilmente, nel silenzio che si indovina calato all'improvviso, il colpo d'ala da cui nasce un'ipotesi di senso. Allora riesce a ricomporsi l'enigma della prefigurazione nei sogni dei bambini. Il semenzaio di giovani piantine che accoglie la piccola spinta dal padre nel pozzo, la tigre squarciata sulla balaustra, le inferriate rotanti che sbarrano l'uscita della caverna-utero della strega, la palla rossa da cui balza fuori Dio, i porcellini scheletrici che, una volta nutriti, si coprono di pidocchi: da tutto irrompe l'inconscio, ma non presenta alcun carattere residuale, deiettivo – le "vecchie cose perdute e logore" che secondo Jung stipano invece il concetto freudiano. La "strana scoperta" junghiana è proprio l'opposto: "l'ordine sta nell'inconscio e non nella coscienza".Con il secolo volume su I sogni dei bambini prosegue la grande impresa editoriale della pubblicazione dei Seminari di Jung iniziata nel 2003.

Risposta a Giobbe
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Jung, Carl Gustav

Risposta a Giobbe

Bollati Boringhieri, 08/04/2021

Abstract: "Questo non è un libro "scientifico", ma un confronto personale con le concezioni del Cristianesimo tradizionale, conseguente allo scandalo sollevato dal nuovo dogma mariano. Sono considerazioni di un medico e di un profano in teologia che, avendo dovuto rispondere a molte domande in materia religiosa, si è visto costretto a riproporsi il significato delle idee religiose dal suo particolare punto di vista extraconfessionale". "Erano domande suggerite dagli eventi contemporanei: menzogna, ingiustizia, schiavismo e genocidio hanno non soltanto sommerso gran parte dell'Europa, ma regnano ancora su vaste zone del globo. Che ne dice un Dio benevolo e onnipotente? Ecco l'interrogazione disperata, mille volte ripetuta, che forma l'oggetto di questa pubblicazione".