Trovati 4 documenti.
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EINAUDI, 19/02/2026
Abstract: Un grande romanzo di memoria e identità. Un viaggio attraverso frontiere invisibili, che separano e uniscono, tra Calcutta e Londra, infanzia e storia. Un narratore senza nome, cresciuto nella Calcutta del dopoguerra, ricostruisce i frammenti della propria storia familiare attraverso la figura magnetica di Tridib, il cugino maggiore capace di trasformare ogni luogo in un territorio dell'immaginazione. È lui a insegnargli che il mondo non si scopre soltanto viaggiando, ma anche immaginando: che si può conoscere un luogo senza averlo mai visto, purché lo si sappia desiderare davvero. Intorno a questa lezione si intrecciano voci e generazioni - la severa nonna, la cosmopolita cugina Ila, la musicista inglese May Price - in un racconto che attraversa decenni e continenti. Dalla Calcutta degli anni Sessanta alla Londra bombardata degli anni Quaranta, passando per Dacca e i confini mobili del subcontinente indiano, il racconto compone un affresco di memorie che interrogano il significato stesso di casa, confine, appartenenza. Con una scrittura luminosa e precisa, Ghosh costruisce un romanzo di rara profondità, in cui le vicende intime si fondono con le grandi trasformazioni del Novecento.
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La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile
EINAUDI, 19/02/2026
Abstract: Con una nuova introduzione dell'autore Un classico contemporaneo sul pensiero del clima che interroga direttamente il ruolo degli intellettuali nell'era del cambiamento climatico, invitandoli a immaginare una letteratura capace di accogliere l'imprevisto e il cataclisma. Perché la letteratura, le arti e le nostre narrazioni collettive non riescono a rappresentare il cambiamento climatico? Perché l'evento piú drammatico della storia recente è rimasto ai margini della cultura? Amitav Ghosh affronta una delle domande decisive del nostro tempo, intrecciando analisi storica, critica letteraria e riflessione personale. Nel cuore della modernità - racconta - si è formata un'idea di "realismo" che, con la sua fiducia nella razionalità e nel progresso, ha bandito l'eccezione e il disastro. Di conseguenza, la narrativa ha lasciato fuori dalle sue pagine il mondo naturale, la scala planetaria. Da questa esclusione è nata una cecità culturale che ancora oggi ci impedisce di immaginare davvero la crisi ecologica. Un saggio potente che ribalta la prospettiva: il cambiamento climatico non è solo un tema per scienziati o attivisti, ma una sfida per scrittori, lettori e cittadini. Perché se non riusciamo a immaginare la catastrofe, non sapremo nemmeno affrontarla.
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Circostanze incendiarie. Cronaca del mondo che viene
EINAUDI, 19/02/2026
Abstract: Le parole sono fiammiferi: possono illuminare o incendiare. Fra guerre, catastrofi e imperi che si disfano, vent'anni di reportage e riflessioni di uno degli scrittori piú lucidi del nostro presente. Dalle isole Andaman e Nicobar devastate dallo tsunami del 2004 al Kashmir lacerato dal conflitto, dall'Afghanistan e dal Medio Oriente della "guerra infinita" alle "tentazioni imperiali" dell'Occidente dopo l'11 settembre, Ghosh compone un mosaico dei tumulti che hanno segnato la fine del Novecento e l'inizio del nuovo secolo. Nei suoi viaggi è salito su una vetta ghiacciata al confine conteso tra India e Pakistan, ha intervistato la cognata di Pol Pot in Cambogia, ha condiviso l'euforia degli egiziani quando Nagib Mahfouz vinse il Premio Nobel e ha sostenuto i suoi vicini sikh minacciati durante i disordini seguiti all'assassinio di Indira Gandhi. In ciascuno di questi scenari, lo sguardo del narratore e quello del testimone si fondono, mentre la scrittura si interroga sul proprio potere e sulla propria responsabilità: cosa significa, oggi, scrivere in un mondo che brucia? Con la grazia del romanziere e la precisione dell'antropologo, Ghosh ci consegna una lezione urgente e radicale: anche nei tempi piú bui la cura del linguaggio resta la prima forma di resistenza.
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La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi
Beat, 16/01/2026
Abstract: Nell'aprile del 1621 a Selamon, un villaggio nell'arcipelago delle Banda, una spruzzata di minuscole isole perse tra l'Oceano Indiano e il Pacifico, un banale incidente – la caduta di una lampada nella bale-bale, la sala riunioni requisita per sé e per i suoi da Martijn Sonck, funzionario olandese della Compagnia delle Indie orientali – innesca uno dei crimini più efferati che la storia del colonialismo ricordi. Sonck, incaricato dalla Compagnia di distruggere il villaggio, ha i nervi a fior di pelle. In passato i bandanesi, abitanti dell'unico luogo del pianeta dove cresce l'albero della noce moscata, una delle spezie di cui le grandi potenze coloniali si contendono il monopolio commerciale, hanno perpetrato stragi dei commercianti invasori; così, quando la lampada cade a terra, Sonck è colto dal panico, lui e i suoi consiglieri afferrano le armi e cominciano a sparare nel buio. Ai colpi dei moschetti i soldati intervengono e gli abitanti del villaggio vengono massacrati senza pietà. È il primo sterminio coloniale motivato dal profitto. Nelle pagine di Amitav Ghosh, questa feroce storia di conquista e sfruttamento – dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura – assurge a parabola della furia devastatrice del colonialismo occidentale e delle sue irreversibili conseguenze fino ai giorni nostri: migrazioni, siccità, pandemia, guerre, emergenza energetica. "La distruzione di un villaggio nell'arcipelago delle isole Banda, in Indonesia nel 1621, da parte degli occupanti olandesi, per avere il monopolio sulla noce moscata, è la parabola della devastazione del colonialismo occidentale e delle sue conseguenze che arrivano fino a oggi".L'Espresso"Un libro magnifico".Il Venerdì di Repubblica"Pochi altri autori hanno la forza di esprimere le contraddizioni del mondo contemporaneo".La Lettura – Corriere della Sera