Trovati 3 documenti.
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Milano : Mondolibri, 2020
Abstract: Il 13 febbraio 1945 alle 22.03, 244 bombardieri britannici e 9 marcatori sganciarono sulla città tedesca di Dresda qualcosa come 880 tonnellate di bombe esplosive e incendiarie. All'inizio del giorno seguente, i bombardieri americani finirono ciò che era rimasto. Nel giro di quattordici ore, la città fu così completamente distrutta in uno degli attacchi più devastanti della seconda guerra mondiale. A raccontare, in questo libro monumentale, quella drammatica notte e i giorni che seguirono sono i sopravvissuti, miracolosamente scampati alla tempesta di fuoco che incenerì palazzi storici, ridusse in macerie strade e abitazioni, e uccise, secondo le stime, 25.000 persone. Accanto ai loro tragici ricordi, i diari e le lettere di quanti, rischiando a propria volta la vita, ubbidirono all'ordine di radere al suolo la città, in un'azione che turbò a lungo le loro coscienze. Ancora oggi, a settantacinque anni di distanza, Dresda è rimasta il simbolo dell'oscenità della guerra e il suo nome associato all'annientamento, come già per Hiroshima e Nagasaki. Nel corso dei decenni, del carattere morale - o immorale - sia del comportamento della città sotto il nazismo sia della decisione di distruggerla con il fuoco s'è discusso con rabbia, rimorso e dolore in gradi variabili. Dibattiti che fanno ancora parte del paesaggio: a Dresda il passato è nel presente. Per quanto la città sia stata infatti miracolosamente ricostruita, e i restauri scrupolosi fin nei minimi dettagli, è ancora in qualche modo possibile scorgerne le rovine. Ma le toccanti pagine di Sinclair McKay non parlano soltanto di un'indicibile catastrofe, restituiscono anche la vita della città prima e dopo l'attacco, il lungo periodo di ricostruzione e recupero, e soprattutto il racconto di come tante vite spezzate siano riuscite a rigenerarsi.
Risorsa locale
Mondadori, 26/10/2020
Abstract: L'uomo è solo nell'universo? Oppure esistono altre intelligenze, altre civiltà, altre forme di vita con cui comunicare? E, se ci sono, come mai non ne abbiamo trovata traccia? Una serie di interrogativi affascinanti che l'umanità, fin dai tempi più antichi, ha creduto di risolvere popolando con la forza dell'immaginazione via via la Luna, i pianeti del Sistema solare, quelli di tutta la nostra galassia e di quelle che riusciamo a scorgere: insomma, un universo in cui miliardi di pianeti avrebbero sviluppato la vita, esseri pensanti, civiltà tecnologiche. Quanto c'è di vero? Può la vita trasferirsi da un pianeta all'altro? Oppure è, come molti affermano, un fatto accaduto solo sulla Terra? E comunque, quali sono i processi che originano la vita e l'intelligenza? A queste domande Asimov offre le risposte della scienza, esaurienti e attendibili. Partendo dai presupposti minimi perché una civiltà aliena sia riconoscibile come tale, l'autore traccia una mappa della nostra galassia e dell'universo alla ricerca dei "pianeti giusti" per ospitare la vita.
Risorsa locale
Mondadori, 10/11/2020
Abstract: Per gran parte della nostra storia, mari e oceani hanno costituito le vie principali dello scambio e della comunicazione a grande distanza fra i popoli, i canali primari non solo per l'esplorazione, la conquista e il commercio, ma anche per la diffusione delle idee e delle religioni. Andando oltre i confini della storia navale e ripercorrendo la circolazione umana lungo le coste e attraverso i maggiori specchi d'acqua del pianeta, David Abulafia ci invita a ridisegnare la nostra mappa mentale del mondo e a prendere atto che le rotte marittime sono state molto più importanti di quelle terrestri come forza motrice dello sviluppo delle civiltà.Dalle prime incursioni di popoli su canoe scavate a mano alle più antiche società marinare (come quella dei polinesiani, dotati di straordinarie abilità nautiche, che già nel I secolo a.C., ben prima dell'invenzione della bussola, commerciavano con le più remote isole del Pacifico), dall'epoca dei grandi navigatori e dei grandi imperi coloniali ai transatlantici e alle gigantesche navi portacontainer di oggi, emerge con chiarezza come le reti commerciali marittime siano sorte da molteplici distinte località fino a costituire un continuum di interazione e interconnessione globali, e abbiano così consentito l'incontro di mondi sideralmente differenti e distanti, come per esempio la Spagna e l'America, il Portogallo e il Giappone, la Svezia e la Cina.Seguendo mercanti, esploratori, marinai, conquistatori, avventurieri, pirati, cartografi e studiosi in cerca di spezie, oro, avorio e schiavi, terre da colonizzare e conoscenza, Abulafia ha dato vita a un'opera di storia universale concepita da una prospettiva radicalmente originale (non dalla terraferma e dai suoi confini, come nella maggior parte delle storie del mondo, ma dalle onde del mare sconfinato) e, insieme, a un vivido racconto dell'incessante lotta dell'uomo con la vastità degli oceani, condotta con scopi a volte nobili e a volte esecrabili, ma sempre per viaggiare, commerciare, conoscere e, in fondo, per sopravvivere.