Trovati 72 documenti.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Nella seconda metà del VI secolo a.C., l'impero persiano aveva raggiunto la sua massima estensione, arrivando fino all'Egeo orientale. Tra le popolazioni sottomesse c'erano anche le città dei Greci d'Asia Minore, governate da tiranni che agivano d'intesa con i Persiani. Nel 499, le città della Ionia si ribellarono ai Persiani, ricevendo sostegno anche dagli Ateniesi. Il sovrano persiano Dario I organizzò una spedizione punitiva contro la Grecia portando le sue truppe alle porte di Atene. Era evidente, agli occhi degli Antichi, che in gioco ci fosse non solo la distruzione della città, ma l'occupazione di tutta la Grecia.I Persiani scelsero la pianura di Maratona, a soli 40 chilometri dalla polis greca, con una flotta imponente, fanti, arcieri, cavalleria. Gli Ateniesi, con l'aiuto dei Plateesi, accorsero guidati da Milziade e decisero di attaccare. Erano in grande inferiorità numerica e potevano contare solo sugli opliti, i fanti con lancia in formazione a falange. Ma furono questi l'arma decisiva: stravolgendo le classiche tattiche di guerra dell'epoca, i greci attaccarono in massa, correndo, l'esercito persiano che si diede alla fuga. Le truppe ateniesi riuscirono così a sbaragliare gli invasori, che fecero ritorno in Asia.Questa vittoria inaspettata rappresentò per gli Ateniesi un evento paradigmatico, un episodio cui ispirarsi, anche in epoche successive, per ritrovare forza, coraggio e spirito di coesione, come dimostra la vittoria, dieci anni dopo, nella Seconda guerra persiana.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: "Guerre sante" contro gli "infedeli", come la tradizione ha riportato per secoli, oggi le crociate sono viste dagli storici secondo letture su piani diversi: al di là del significato religioso-militare per la riconquista della "Gerusalemme terrestre", hanno rappresentato un pellegrinaggio armato durato due secoli, una migrazione/colonizzazione di massa degli europei nel Vicino Oriente, da Costantinopoli alla Siria, un tentativo per sancire la supremazia del Papato su re e imperatori occidentali e per stabilire il primato della Chiesa di Roma su quella bizantina, un modo di "esportare" in terre lontane la violenza feudale che infiammava l'Europa per pacificare quest'ultima. Si conclusero con la sconfitta militare dei cristiani, che peraltro andavano ormai guadagnando la supremazia economica nel Mediterraneo.
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Federico II e l'Italia svevo-normanna
Pelago, 03/12/2021
Abstract: Nell'immaginario comune, oggi disputato da una parte della critica storiografica, Federico II di Svevia fu un imperatore diverso da tutti: colto, brillante, indocile, volle trasformare il Regno di Sicilia in una monarchia illuminata, fondata sull'uguaglianza di tutti i sudditi e sulla tolleranza religiosa, anche se fortemente accentrata nelle sue mani. Lavorò per fare dell'isola il fulcro di sviluppo e di irradiazione culturale delle civiltà di Occidente e Oriente, e il baricentro geopolitico del Mediterraneo; preferì fronteggiare il mondo islamico con la diplomazia anziché con le armi. Fu in perenne conflitto con i pontefici, da cui intendeva emancipare l'Impero. Il Papato vide in lui una minaccia alla propria esistenza, con la "cancellazione" dei suoi territori e la riunificazione dell'Italia meridionale ai regni del Settentrione. Ma ciò non avvenne e con lui si spense l'ultima possibilità di un dominio che si estendesse dal Mare del Nord alla Sicilia.
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Alessandro Magno e gli imperi ellenistici
Pelago, 03/12/2021
Abstract: Dominò la Grecia intera e poi estese le sue conquiste all'Asia, creando in poco più di dieci anni un impero sconfinato che andava dall'Egitto all'India: Alessandro Magno fu il più grande conquistatore e stratega dell'antichità. Nobile d'animo e violento allo stesso tempo, solo la morte, a trentatré anni, gli impedì di completare il sogno di un impero universale. Il suo non fu però un assoggettamento totale dei popoli conquistati: con lui si verificò il primo caso di sincretismo tra la civiltà egemone, occidentale, e quelle sottomesse, orientali, che generò una fusione tra culture differenti, senza che nessuna risultasse dominante. Ebbe così inizio l'età ellenistica (ingiustamente oscurata dagli storici fino a poco tempo fa), che nel corso dei secoli trasformò la civiltà del Mediterraneo in un crogiolo di saperi e religioni frutto dell'assimilazione e rielaborazione dei reciproci influssi di Oriente e Occidente.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Augusto realizzò un capolavoro politico-istituzionale con la creazione di un impero vastissimo e a prova di disgregazione. Lo rese possibile con l'incessante richiamo ai valori del passato, una continua ricerca del consenso, una strategia di comunicazione sviluppata su più fronti (affiancata a una grande opera riformatrice) che non tralasciò nessun aspetto della vita pubblica: la burocrazia, i lavori pubblici, il diritto, i commerci, l'esercito. Allo stesso tempo, riuscì nell'opera di pacificazione delle popolazioni più ribelli, assicurando a Roma la pace e la prosperità economica per quasi tre secoli. Alla fine di questo periodo, la struttura augustea dell'Impero non sarebbe più stata in grado di garantire simili condizioni di sicurezza sociale, economica e politica. Fu la fine del Principato e l'inizio di nuove forme di governo che segnarono gli ultimi secoli prima della crisi definitiva.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Condottiero, scrittore e oratore di grande eloquenza, Giulio Cesare fu l'uomo che avrebbe provato a sanare decenni di guerre civili con una dittatura in odore di monarchia. Con lui la Repubblica intraprese un cammino irreversibile verso il suo tramonto, superata da forme ufficiose di governo come i triunvirati. Un sacrificio necessario per la sopravvivenza di Roma, anche se nessuno osò mai dire che la Repubblica non esisteva più. Questo sogno svanì alle Idi di marzo del 44 a.C., almeno finché comparve sulla scena Ottaviano, l'erede designato di Cesare, che, con il nome di Augusto, avrebbe assunto i poteri assoluti fondando un vero e proprio impero, benché camuffato da repubblica.
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Pelago, 01/03/2025
Abstract: Profondo Giappone è una collana inedita che vuole portarvi a esplorare un mondo affascinante e per certi versi ancora misterioso, quello della lingua e della cultura del Sol levante. Dagli ideogrammi al cibo, dalla moda al cinema, dalla filosofia all'arte capiremo le ragioni del fascino di un immaginario che ha radici millenarie ed è in costante evoluzione. A fare da guida in ogni volume c'è un termine giapponese, particolarmente significativo, che suggerisce un modo di vivere, di conoscere, di agire. Wa è l'armonia, un ideale verso cui tendere nella ricerca di un equilibrio armonioso, anche tra passato e presente.
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Pelago, 05/08/2025
Abstract: Previsti addirittura nel Settecento, i buchi neri sono ovunque, anche nella nostra galassia, apparentemente quiescenti e incorporei, ma pronti a ingoiare qualsiasi cosa capiti loro a tiro. La materia che vi si avvicina non può che precipitare verso la loro singolarità centrale, dove il tempo si estingue e una massa come quella di milioni o miliardi di Soli si concentra in un punto, con una densità infinita. Gli scienziati hanno cominciato negli ultimi anni a infrangere il mistero che li circonda, così da ottenere sempre più informazioni da essi, trasformandoli anche nell'estremo laboratorio scientifico dell'universo, dove mettere alla prova le teorie più avanzate della fisica per capire cosa accade quando la gravità diventa padrona del mondo mentre tutto il resto si annulla.
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Pelago, 05/08/2025
Abstract: La scoperta della particella di Higgs, nel 2012, ha posto il sigillo definitivo alla caccia agli ingredienti elementari del mondo, con il completamento del Modello Standard. Si è trattato di un'impresa durata decenni, nella quale i fisici teorici hanno postulato le caratteristiche e il comportamento di questi elementi, che non si possono né vedere né toccare, e i fisici sperimentali, facendo scontrare particelle a una velocità prossima a quella della luce nei giganteschi acceleratori, sono riusciti a identificarli attraverso le tracce del loro passaggio, eventi che spesso durano infinitesime frazioni di secondo. Chiuso un capitolo, ora se ne apre un altro: l'esplorazione della "materia esotica", che sfugge ai dettami del Modello Standard ma che i fisici ritengono esista, negli interstizi del mondo.
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La relatività e lo spazio-tempo
Pelago, 05/08/2025
Abstract: La teoria della relatività può essere vista come l'ultima tappa dell'evoluzione del pensiero umano sullo spazio e sul tempo. Einstein rivoluziona questi concetti: lo spazio non ha per tutti le stesse dimensioni, il tempo non scorre allo stesso modo per tutti. Lo spazio-tempo da un lato è il padrone della materia e dei suoi movimenti, dall'altro ne è schiavo, deformandosi secondo il suo volere. Come diceva lo scienziato, "l'impossibilità che il nostro momento presente sia contemporaneamente il momento presente altrove può turbare il nostro senso comune. Ognuno ha il suo adesso, e non è lo stesso momento per tutti. È una conseguenza inevitabile del fatto che qualsiasi comunicazione, qualsiasi manifestazione di esistenza di un evento, impiega del tempo ad arrivare a destinazione".
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Pelago, 05/08/2025
Abstract: Ogni cosa che si muove nello spazio – dalle stelle ai buchi neri e perfino noi stessi, anche solo sollevando un dito – emette onde gravitazionali, le distorsioni dello spazio-tempo previste dalla relatività di Einstein. La loro individuazione, nel 2015, ha segnato il culmine di un'avventura scientifica e tecnologica – con l'Italia in prima fila – volta a rilevare queste vibrazioni che all'origine, milioni o miliardi di anni fa, avevano un'energia pari a quella emessa da tutte le stelle dell'universo visibile, ma che giunte sulla Terra sono divenute infinitamente più piccole di un nucleo atomico. Si è aperta così una finestra del tutto nuova sul cosmo, che ci può svelare preziose informazioni sulla sua nascita, la sua struttura e la sua evoluzione: per esempio, portando fino a noi la "firma gravitazionale" di ciò che è accaduto subito dopo il Big Bang.
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Pelago, 05/08/2025
Abstract: La meccanica quantistica "è la fine dell'innocenza della fisica classica", ha detto il fisico Brian Greene. Tutti gli elementi dell'universo non funzionano più come un perfetto meccanismo i cui costituenti hanno uno stato e un destino definito e ineluttabile. Possono trovarsi in una sovrapposizione di situazioni diverse e opposte, quindi imprevedibili, perfino influenzarsi a distanza istantaneamente e modificarsi anche per il semplice fatto che li osserviamo. Eppure la meccanica quantistica funziona, non è mai stata contraddetta e ha permesso la nascita dei semiconduttori e del laser. Siamo noi a dover cambiare la maniera di vedere questo mondo: i paradossi quantistici, diceva Richard Feynman, "sono solo un conflitto tra la realtà e il modo in cui pensiamo che debba essere".