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× Soggetto Alieni
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× Nomi Schmitt, Eric-Emmanuel
× Data 2012

Trovati 4 documenti.

Oscar e la dama in rosa
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Schmitt, Eric-Emmanuel

Oscar e la dama in rosa

BUR, 06/09/2012

Abstract: Oscar ha solo dieci anni, ma la sua vita sta già per finire. La leucemia lo sta uccidendo. E lui lo sa. Lo sa ma non può parlarne con nessuno, perché i grandi per paura fanno finta di non saperlo. Nell'ospedale in cui Oscar passa le sue giornate solo l'anziana signora vestita di rosa, che va sempre a trovarlo, capisce la sua voglia di risposte. E gli suggerisce un gioco: fingere di vivere dieci anni in un giorno, e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita. Oscar ci sta: così si immagina di vivere a vent'anni, a quaranta, a novanta. A cento dieci, dieci giorni dopo l'inizio del gioco, si addormenta. Ha lasciato un biglietto sul comodino: "Solo Dio ha il diritto di svegliarmi"

La donna allo specchio
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

La donna allo specchio

Edizioni e/o, 26/01/2012

Abstract: Anne, Hanna, Anny: tre ragazze, tre spiriti liberi che si scontrano con le chiusure dell'epoca in cui vivono. Le loro storie si intersecano nonostante i secoli che le dividono, un intreccio all'inizio curioso, poi sempre più appassionante, fino a che un crescendo di rivelazioni porta le tre vicende a una conclusione congiunta. Anne, nelle Fiandre del XVI secolo, è una mistica che parla con gli animali come San Francesco, fa il bene perché non concepisce altra forma di agire, percepisce Dio nella natura e non comprende la necessità dei riti religiosi. Ma è fuori tempo rispetto al periodo della Controriforma e dell'Inquisizione: la sua estatica serenità, unita alle maldicenze della gente normale, viene presto tacciata di eresia. Hanna, nella Vienna d'inizio Novecento, è una giovane aristocratica alla ricerca di se stessa, insoddisfatta delle convenzioni borghesi. Dopo molta infelicità riuscirà a individuare nella psicoanalisi, nuova strabiliante cura appena inventata dal dottor Freud, il modo per raggiungere le radici del suo malessere. Anny è una star di Hollywood dei nostri tempi, drogata di celebrità e di sostanze stupefacenti, che cerca con l'abbrutimento di dare un senso a una vita in cui l'unico valore è il denaro; ci riuscirà invece attraverso la recitazione, e nel suo travagliato percorso esistenziale troverà l'amore. Tre donne che esprimono la loro sensazione di differenza rispetto al mondo e la volontà di sentirsi libere rifugiandosi in uno spazio di silenzio interiore nel quale svaniscono tutti i limiti e i confini.

Il lottatore di sumo che non diventava grosso
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

Il lottatore di sumo che non diventava grosso

Edizioni e/o, 28/12/2012

Abstract: Selvaggio arrabbiato Jun vaga coi suoi quindici anni per le strade di Tokyo lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un "grosso" nonostante il suo fisico emaciato lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza dell'intelligenza e dell'accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell'affollata metropoli giapponese l'anziano Shomintzu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche noi alla sorgente del buddhismo. Con questo breve e folgorante romanzo sul mondo dei lottatori di sumo e della spiritualità zen Eric-Emmanuel Schmitt il popolare autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e di altri fortunati libri scrive un altro capitolo del suo "ciclo dell'invisibile".

Il visitatore
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

Il visitatore

Edizioni e/o, 28/12/2012

Abstract: Il visitatore è il testo teatrale di un'importante spettacolo di Eric-Emmanuel Schmitt, messo in scena innumerevoli volte in tutta Europa.Aprile 1938. L'Austria è stata da poco annessa al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo. Improvvisamente dalla finestra spunta un inaspettato visitatore intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole?È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende presto conto di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio?La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di sé stesso come se fosse un mago o un prestigiatore.Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a esclamare: "Se sei onnipotente, sei cattivo; e se non sei cattivo, non sei abbastanza potente. Criminale o limitato, non sei un dio all'altezza di Dio".Il visitatore è stato tradotto in 15 lingue e rappresentato in 25 paesi. In Italia è stato portato in scena per la prima volta nel 1996 per l'interpretazione di Turi Ferro e Kim Rossi Stuart. Riallestito nella stagione 2013/2014 e 2014/2015 con Alessandro Haber e Alessio Boni, regia di Valerio Binasco.