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× Nomi Simenon, Georges
× Data 2023

Trovati 5 documenti.

L'orsacchiotto
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Simenon, Georges

L'orsacchiotto

Adelphi, 14/02/2023

Abstract: Un uomo appagato, il professor Jean Cha­bot: ginecologo di fama, comproprietario di una clinica e responsabile della Materni­tà di Port-­Royal, un appartamento di dodi­ci stanze al Bois de Boulogne, una moglie, tre figli e una segretaria­ amante che si è assunta il compito di "evitargli ogni mini­ma seccatura". Tra le seccature da cui lo ha sbarazzato c'è stata anche la giovanissima inserviente della clinica che lui aveva pre­so una notte, mentre era semiaddormen­tata, e che gli era parsa "qualcosa di tenero e commovente come un orsacchiotto nel letto di un bambino". Nell'apprendere che era stata licenziata, però, Chabot non aveva reagito: in fondo, con lei aveva passato solo poche ore. Né era sembrato particolarmen­te scosso dalla notizia che l'avevano ripe­scata nella Senna. E che era incinta. Ep­pure, nella liscia, smaltata superficie della sua sicurezza cominciano ad aprirsi delle crepe, e lui ha come l'impressione che al centro della sua vita si sia spalancato un vuoto. Per di più, da qualche settimana ve­de un giovane – il fidanzato del suo "orsacchiotto"? Un fratello? – lasciargli sotto il tergicristallo della macchina, senza na­scondersi, quasi a sfidarlo, dei biglietti in cui gli annuncia: "Ti ucciderò". Ma lui non ha paura di morire, anzi. Gli è perfino capitato diverse volte di "sfiorare sorriden­do il calcio della pistola" che teneva in un cassetto della scrivania e che da un certo momento in poi si è messo in tasca... An­cora una volta Simenon segue, come lui solo sa fare, il percorso di un uomo alla ri­cerca di una verità nascosta sotto le ma­schere che si è imposto – di quello, insom­ma, che Simenon stesso chiama "l'uomo nudo".

Delitto impunito
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Simenon, Georges

Delitto impunito

Adelphi, 27/06/2023

Abstract: "Lo ucciderò". Non pensa ad altro Élie, da quando, nella pensione della signora Lange che è ormai diventata il suo rifugio e la sua tana, è arrivato Michel. Ventidue anni, capelli scuri e lisci, gli occhi di un ne­ro profondo, la carnagione olivastra, Mi­chel è il rampollo di un'agiata famiglia ro­mena, ha la stanza migliore, viene nutrito e coccolato, e tutte le sere raggiunge nei bar di Liegi un gruppo di connazionali. Élie in­vece ha una zazzera rossiccia e crespa, lab­bra carnose e occhi sporgenti che lo fanno assomigliare a un rospo; sbarcato tre anni prima dalla natìa Vilnius per preparare un dottorato in matematica, occupa una stan­za che non può permettersi di riscaldare, mangia pochissimo, esce di rado, non ha amici. Per Michel, convinto com'è che tut­ti debbano amarlo, non è stato difficile se­durre la figlia della signora Lange, quella Louise nella cui schiva presenza Élie ha sem­pre trovato "un che di dolce, di rasserenan­te". E lui, Élie, se n'è accorto, perché una sera li ha visti baciarsi – e perché li guarda, o­gni pomeriggio, dal buco della serratura, i­norridito e affascinato al tempo stesso. Sì, deve fare giustizia Élie, deve eliminare quel­l'intruso che è venuto a sconvolgere il suo quieto universo. Quell'uomo "felice in tut­to e per tutto, sempre e comunque, in ogni momento della giornata". E lo farà – o al­meno crederà di averlo fatto. Ma, ventisei anni dopo, in un paesino minerario del­l'Arizona, se lo ritroverà davanti...

I misteri del Grand-Saint-Georges
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Simenon, Georges

I misteri del Grand-Saint-Georges

Adelphi, 12/09/2023

Abstract: "Il centro abitato più vicino era una piccola frazione. All'altezza della prima casa, una misera catapecchia, la macchina aveva deviato e si era fermata davanti alla porta. Ma ormai era ripartita, e dall'abitazione non filtrava alcun chiarore."Anche stavolta Schultz bussò con il manico del frustino: nessuna risposta. Allora girò il chiavistello ed entrò."Buio pesto. Il vetturino aveva paura e non riusciva a trovare i fiammiferi. Urtò contro una poltrona e gli parve che vi fosse seduto qualcuno."Finalmente recuperò i fiammiferi, ne accese uno e soffocò un grido: sulla vecchia poltrona c'era un uomo immobile, con gli occhi spalancati...".

Gli altri
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Simenon, Georges

Gli altri

Adelphi, 07/11/2023

Abstract: "Lo zio Antoine è morto martedì, vigilia di O­gnissanti, probabilmente intorno alle undici di sera. Quella stessa notte Colette ha tentato di buttarsi dalla finestra". Ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso più u­nico che raro nella vasta produzione di Simenon, in forma di diario), che ci immerge nell'atmosfe­ra soffocante di una città di provincia – universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerar­chie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul desti­no degli individui. Attraverso il racconto dell'au­tore del diario, "un mediocre soddisfatto", e tuttavia capace di una visione lucida e disincan­tata della realtà, Simenon amplia l'orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia Huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalità e tradimenti. In attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell'apertura del testamento, verranno alla luce fragilità e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinità e bas­sezze – ma anche, per una volta, virtù morali, e perfino eroismi.

L'America in automobile
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Simenon, Georges

L'America in automobile

Adelphi, 28/11/2023

Abstract: Nell'ottobre del 1945 Georges Simenon sbarca a New York, ansioso di lasciarsi alle spalle le turbo­lenze degli anni di guerra, le accuse di collabora­zionismo e le minacce di epurazione. Con la mo­glie Tigy e il figlio Marc si stabilisce in Canada, nel Nouveau-­Brunswick – ma è agli Stati Uniti che guar­da. E, per conoscere meglio il paese dove comince­rà una nuova vita, parte al volante di una Chevro­let per un viaggio di cinquemila chilometri, che dal Maine lo porterà sino a Sarasota, sul Golfo del Messico. Ad attirarlo, come sempre, non sono le città – anche se confesserà che a New York si sente perfettamente a suo agio –, ma la gente e "i piccoli particolari della quotidianità": tutto ciò che può offrire ai suoi lettori "un'immagine più intima" degli Stati Uniti. Lui che aveva sempre captato, o­vunque nel mondo, un disperato e insoddisfatto bisogno di dignità, finirà per essere conquistato dalla "forte tensione verso l'allegria e la gioia di vivere" che sprigionano le semplici ed essenziali case americane, dalla cordialità (o meglio: la fa­miliarità) che regola i rapporti di lavoro, dalla fiducia in sé stessi che le scuole sanno inculcare negli studenti, dalla squisita cortesia degli abitanti del Sud – che nelle relazioni mettono "quel qual­cosa di impercettibile e affascinante" che rende tanto preziosa l'esistenza – e scoprirà che proprio qui, nella sua nuova patria, vige "un tipo di vita che ... tiene conto più di qualsiasi altro della dignità dell'uomo".