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× Nomi Vittorini, Elio <1908-1966>

Trovati 247 documenti.

Le avventure di Gordon Pym
Libri Moderni

Poe, Edgar Allan <1809-1849>

Le avventure di Gordon Pym / Edgar Allan Poe ; traduzione di Elio Vittorini ; introduzione di Harold Beaver

Mondadori libri, 2019

Abstract: Attratto dal fascino del mare, il giovane Arthur s'imbarca come clandestino sulla baleniera Grampus. È l'inizio di una serie di avventure inquietanti e misteriose, raccontate in prima persona nel diario del protagonista, dapprima nutrito di nascosto dall'amico Augustus, poi solo, nella stiva, con un messaggio che Augustus ha scritto col sangue. Tra cuochi giganti, ammutinati, marinai che rasentano la delinquenza, l'avventura sprofonda nell'orrore quando, ridotto alla fame, l'equipaggio deve scegliere chi sacrificare per nutrirsi della sua carne...

Conversazione in Sicilia
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

Conversazione in Sicilia / Elio Vittorini ; introduzione di Nadia Terranova ; fotografie di Luigi Crocenzi

Bompiani, 2021

Il piccolo campo
Libri Moderni

Caldwell, Erskine <1903-1987>

Il piccolo campo : romanzo / Erskine Caldwell ; [traduzione dall'inglese di Elio Vittorini]

Milano : Euroclub, 1975

Abstract: Dopo aver narrato ne La via del tabacco le vicende dei Lester, Erskine Caldwell in questo secondo romanzo del ciclo del Sud racconta con crudo realismo e amaro umorismo l'epopea della famiglia Walden. Siamo nei primi anni Trenta, negli aspri territori della Georgia rurale. TyTy Walden è convinto che sotto il proprio campo si nascondano filoni d'oro e, rincorrendo questa vana speranza, obbliga da quindici anni la sua famiglia a scavare buche su buche, distruggendo cosi ogni futura possibilità di raccolto. La sua è una febbre irrefrenabile, che trascina figli e parenti. Saranno due eventi drammatici a travolgere infine le sorti dei Walden. Un affresco luminoso di un mondo dominato da rabbia, desideri, tradimenti e speranza, e soprattutto da quegli impulsi primordiali - l'eros e la fame -, la cui straordinaria rappresentazione costò a Caldwell la censura e la critica dei contemporanei, tra cui quella, celebre, dell'autrice di Via col vento Margaret Mitchell.

Americana
Libri Moderni

Americana / a cura di Elio Vittorini ; contributi di Giuseppe Zaccaria ; introduzione all'edizione del 1942 di Emilio Checchi ; [romanzi e racconti di Washington Irving ... et al. ; nelle traduzioni di Giansiro Ferrata ... et al.]

Nuova ed.

Firenze ; Milano : Giunti : Bompiani, 2023

Abstract: Pubblicato nel 1941 a cura di Elio Vittorini, Americana propone una scelta antologica della letteratura statunitense che in quegli anni stava diventando in Italia e non solo un modello per gli scrittori più giovani. Il libro divenne subito un classico, raccoglie i brani dei più significativi autori americani – dai primi dell’Ottocento alla fine degli anni trenta del Novecento – tra cui Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne, Jack London, Willa Cather, John Steinbeck, tradotti da alcuni fra i maggiori scrittori italiani come Montale, Pavese e Moravia. La lingua è semplice e sciolta, duttile nel misurarsi con lo slang americano, con la prosa scarna di Ernest Hemingway, con le parole cariche di significati simbolici di Herman Melville. Fu grazie all’introduzione di Emilio Cecchi, proposta qui in appendice, che il libro poté essere ristampato dopo il primo sequestro a opera della censura fascista. Le introduzioni di Vittorini alle sezioni, proibite a suo tempo dal regime, insieme alle immagini e alle didascalie originali, costituiscono un’affascinante interpretazione dello sviluppo letterario americano e una guida alla scoperta o alla riscoperta di grandi narratori e narratrici.

Sardegna come un'infanzia
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

Sardegna come un'infanzia / Elio Vittorini ; introduzione e cura di Alessandro Cadoni

Ed. speciale

[Nuoro] : il Maestrale, 2022

Tascabili. Narrativa

Abstract: "Sardegna come un’infanzia" nasce dalla partecipazione del giovane Vittorini a un concorso bandito dalla rivista L’Italia letteraria per il miglior resoconto di un tour sardo, appositamente organizzato nel settembre 1932. Compiuto il viaggio (anche grazie all’aiuto finanziario di Eugenio Montale), Vittorini riceve per il suo «diario» l’assegnazione del primo posto da una giuria di cui fa parte Grazia Deledda. Nel 1936 il «quaderno sardo» approda alla sua prima edizione in volume, intitolato Viaggio in Sardegna. In seguito l’autore non tralascerà di lavorare sul testo e di riproporre il libro nel 1952 con il titolo definitivo. In Sardegna come un’infanzia si ritrovano i temi e i tratti stilistici salienti che faranno di Vittorini un narratore di primo piano del Novecento. Questa edizione si avvale di un’aggiornata introduzione critica e di una nota che riassume la storia editoriale del testo; entrambe a cura di Alessandro Cadoni.

Il velo dipinto /
Libri Moderni

Maugham, W. Somerset <1874-1965>

Il velo dipinto / / Somerset Maugham ; traduzione di Elio Vittorini

9. ed.

[Milano] : A. Mondadori, 1964

Medusa ; 86

Le città del mondo / Elio Vittorini ; prefazione e nota al testo di Giuseppe Lupo
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

Le città del mondo / Elio Vittorini ; prefazione e nota al testo di Giuseppe Lupo

3. ed.

[Milano] : BUR, 2018

BURContemporanea

Abstract: Due pastori attraversano la Sicilia insieme ai loro figli. Il viaggio è in realtà una fuga, la spinta inquieta verso un orizzonte temuto e inseguito, diverso per ciascuno. Durante il cammino - che sfiora e a tratti si immerge nelle città brulicanti di tentazioni - le loro storie si intrecciano a quelle di altri personaggi, tutti alla ricerca di qualcosa. Scritto tra il '52 e il '55 e mai completato, Le città del mondo fu pubblicato postumo nel '69 e ricevette subito una calda accoglienza dai critici. Prefazione e nota al testo di Giuseppe Lupo.

Racconti del terrore
Libri Moderni

Poe, Edgar Allan <1809-1849>

Racconti del terrore / Edgar Allan Poe ; traduzioni di Delfino Cinelli e Elio Vittorini ; introduzione di Sergio Perosa ; con un saggio di David Herbert Lawrence

Mondadori, 2017

Il Sempione strizza l'occhio al Frejus
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

Il Sempione strizza l'occhio al Frejus / di Elio Vittorini

Bompiani, 1947

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 1
  • In prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: In un susseguirsi di riflessioni, ricordi, litigi, discussioni, Vittorini compone un ritratto familiare a metà tra cronaca neorealista e metafora poetica, in un romanzo singolare, fiabesco ed enigmatico, dove all'archetipo di un mondo originario incarnato dal nonno-elefante fa da contrappunto la crudezza della modernità con i suoi egoismi. "Nella nostra famiglia siamo una casa piena di gente, e l'unica persona, tra tutti, che lavori e guadagni qualcosa è mio fratello Euclide." Secondo dopoguerra, periferia di Milano, in una casa "col bosco di Lambrate di fronte alla cucina" un figlio racconta i propri familiari: una madre dura che serve in tavola quasi solo la cicoria selvatica che riesce a raccogliere, un marito volenteroso e remissivo, i numerosi fratelli affamati e soprattutto l'ingombrante e muta presenza del nonno, uomo vecchissimo dall'appetito formidabile e dal passato mitico. È lui infatti che ha contribuito a edificare il mondo di oggi lavorando come muratore alla costruzione di alcune tra le più importanti opere italiane: i trafori del Sempione e del Frejus, ma forse anche il Duomo, il Colosseo e le Piramidi.

Opere di Elio Vittorini
Monografie

Vittorini, Elio <1908-1966>

Opere di Elio Vittorini

Torino : Einaudi

1: Piccola borghesia
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

1: Piccola borghesia

Abstract: Le guerre viste con gli occhi incantati dell'infanzia, le fantasticherie di un modesto impiegato, i sogni di fuga della moglie di un capostazione... Otto racconti sospesi tra realtà e fantasia nell'esordio narrativo dello scrittore siciliano. Si avverte la capacità di tratteggiare i personaggi con tocchi agili. Le caratteristiche essenziali dell'opera sono l'approfondimento della psicologia dei personaggi e il tema dell'amore. I racconti mostrano trame dove "non succede niente". Si avverte l'influenza di Svevo ma manca la problematica politica. Le donne sono caratterizzate tutte dall'amore. Opera originale, innovativa, aperta alle suggestioni dell'arte europea più avanzata.

2: Sardegna come un'infanzia
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

2: Sardegna come un'infanzia

Abstract: Dalla felicità di vivere, dal sentirsi vivi nasce quest'opera, diario di un viaggio in Sardegna, pubblicata per la prima volta nel 1932 dallo scrittore appena ventiquattrenne. Fin dalle prime pagine la Sardegna diventa pretesto e occasione per esprimere una profonda ansia e frenesia di conoscenza. L'incontro tra Vittorini e le cose, la natura, i villaggi o le città, gli uomini, si realizza sempre con l'entusiasmo di chi vive proiettato fuori di sé, con un'apertura totale alle novità, con lo sguardo dei bambini e dei poeti.

3: Il garofano rosso
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

3: Il garofano rosso

4: Conversazione in Sicilia
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

4: Conversazione in Sicilia

Abstract: Silvestro si sente impotente di fronte alle sofferenze del genere umano. Il padre per lettera gli comunica che ha lasciato la madre per vivere con un'altra donna. Silvestro intraprende un lungo viaggio in treno da Bologna per fare visita alla madre e ritrovare il paese natale in Sicilia, abbandonato quindici anni prima. Lì accompagna la donna ad assistere i malati di malaria e di tisi e ha una rivelazione: queste persone sono il "mondo offeso", la parte di umanità quotidianamente oppressa e rassegnata al proprio destino

5: Uomini e no
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

5: Uomini e no

6: Il Sempione strizza l'occhio al Frejus
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

6: Il Sempione strizza l'occhio al Frejus

Abstract: In un susseguirsi di riflessioni, ricordi, litigi, discussioni, Vittorini compone un ritratto familiare a metà tra cronaca neorealista e metafora poetica, in un romanzo singolare, fiabesco ed enigmatico, dove all'archetipo di un mondo originario incarnato dal nonno-elefante fa da contrappunto la crudezza della modernità con i suoi egoismi. "Nella nostra famiglia siamo una casa piena di gente, e l'unica persona, tra tutti, che lavori e guadagni qualcosa è mio fratello Euclide." Secondo dopoguerra, periferia di Milano, in una casa "col bosco di Lambrate di fronte alla cucina" un figlio racconta i propri familiari: una madre dura che serve in tavola quasi solo la cicoria selvatica che riesce a raccogliere, un marito volenteroso e remissivo, i numerosi fratelli affamati e soprattutto l'ingombrante e muta presenza del nonno, uomo vecchissimo dall'appetito formidabile e dal passato mitico. È lui infatti che ha contribuito a edificare il mondo di oggi lavorando come muratore alla costruzione di alcune tra le più importanti opere italiane: i trafori del Sempione e del Frejus, ma forse anche il Duomo, il Colosseo e le Piramidi.

7: Le donne di Messina
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

7: Le donne di Messina

Abstract: Le donne di Messina racconta i profondi cambiamenti che conducono l’Italia dal dopoguerra al boom economico degli anni sessanta attraverso tre fili narrativi: il viaggio dello zio Agrippa, figura emblematica della nuova società in perenne movimento, che percorre il paese in treno alla ricerca della figlia accodatasi in Sicilia alle truppe alleate; la storia d’amore contrastata tra due giovani, Siracusa e Ventura, dal criminale passato fascista; l’avventura di un gruppo di sfollati, tra cui delle energiche donne provenienti da Messina, che vuole costruire sull’appennino tosco-emiliano un’utopica comunità di uguali dove non esiste proprietà privata e dove tutto è in condivisione. Un romanzo passato attraverso tre riscritture, una critica feroce della nuova realtà consumistica e della civiltà tecnologica.

8: Erica e i suoi fratelli
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

8: Erica e i suoi fratelli ; La garibaldina

Abstract: Iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola (''Quell'evento mi rese d'un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila''). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull'eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Erica e la sua famiglia si sono trasferiti in città dalla campagna che lei aveva quattro o cinque anni, subito dopo la guerra d’Etiopia. Abitano “in un nero pianterreno, dentro a un cortile con intorno neri balconi pieni di bimbi che urlano”: l’inverno le pozzanghere e le fontane si ghiacciano, l’estate nell’aria c’è odore di mare e i marinai delle navi da guerra scendono a terra e riempiono le strade. Gli anni passano, il padre lavora in una ferriera, fa l’operaio montatore e “guadagna un monotono pane”, ma quel pane sembra sempre più prezioso man mano che la crisi colpisce, i licenziamenti si susseguono e i salari calano. Quando Erica ha dodici anni la paga del padre non basta più per sfamare lei, suo fratello e sua sorella più piccoli. La madre allora va a lavare i piatti in una famiglia di impiegati: “gente sposata di fresco” che abita sì nel cortile, ma al piano nobile, con una finestra sulla piazza. Erica ormai ha capito che la sua famiglia è molto povera. Vengono ogni tanto a trovarli dei ricchi, signori e signore eleganti che lasciano sempre come elemosina dieci lire e delle camicie e mutande smesse. Passa un altro anno, un altro gelido inverno, e il padre ha un’idea: lasciare la casa – ed eliminare quindi la pur piccola spesa dell’affitto – e spostarsi in un edificio abbandonato al limitare del cortile, un rudere resto di un’antica demolizione. Sono solo due stanze, una sopra e una sotto. In quella sopra ci piove, quella sotto è una grande cucina con una vecchia stufa. Sembra una buona idea tutto sommato, ma dopo pochi mesi il padre di Erica perde il lavoro… Erica è una bambina timida che deve assumersi la responsabilità dei suoi fratelli fino a doversi prostituire.

10: Le città del mondo
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

10: Le città del mondo

Abstract: Pubblicato postumo e incompiuto nel 1969 con la curatela di Vito Camerano e Italo Calvino. In una Sicilia senza tempo si muovono pastori, pupari, sposini, giovani fuggiasche e prostitute ritratti in una peregrinazione senza fine per le città dell’isola, “le città del mondo”, ognuno alla ricerca affannosa di qualcosa.

Erica e i suoi fratelli
Libri Moderni

Vittorini, Elio <1908-1966>

Erica e i suoi fratelli ; La garibaldina / Elio Vittorini

Torino : Einaudi, 1975

Abstract: Iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola (''Quell'evento mi rese d'un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila''). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull'eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Erica e la sua famiglia si sono trasferiti in città dalla campagna che lei aveva quattro o cinque anni, subito dopo la guerra d’Etiopia. Abitano “in un nero pianterreno, dentro a un cortile con intorno neri balconi pieni di bimbi che urlano”: l’inverno le pozzanghere e le fontane si ghiacciano, l’estate nell’aria c’è odore di mare e i marinai delle navi da guerra scendono a terra e riempiono le strade. Gli anni passano, il padre lavora in una ferriera, fa l’operaio montatore e “guadagna un monotono pane”, ma quel pane sembra sempre più prezioso man mano che la crisi colpisce, i licenziamenti si susseguono e i salari calano. Quando Erica ha dodici anni la paga del padre non basta più per sfamare lei, suo fratello e sua sorella più piccoli. La madre allora va a lavare i piatti in una famiglia di impiegati: “gente sposata di fresco” che abita sì nel cortile, ma al piano nobile, con una finestra sulla piazza. Erica ormai ha capito che la sua famiglia è molto povera. Vengono ogni tanto a trovarli dei ricchi, signori e signore eleganti che lasciano sempre come elemosina dieci lire e delle camicie e mutande smesse. Passa un altro anno, un altro gelido inverno, e il padre ha un’idea: lasciare la casa – ed eliminare quindi la pur piccola spesa dell’affitto – e spostarsi in un edificio abbandonato al limitare del cortile, un rudere resto di un’antica demolizione. Sono solo due stanze, una sopra e una sotto. In quella sopra ci piove, quella sotto è una grande cucina con una vecchia stufa. Sembra una buona idea tutto sommato, ma dopo pochi mesi il padre di Erica perde il lavoro… Erica è una bambina timida che deve assumersi la responsabilità dei suoi fratelli fino a doversi prostituire.