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Trovati 6 documenti.

La stanza di Jacob
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia - Fusini, Nadia

La stanza di Jacob

Feltrinelli Editore, 02/03/2024

Abstract: Il racconto della vita di un giovane di nome Jacob Flanders, partendo dall'infanzia trascorsa sulle coste battute dal vento della Cornovaglia, passando dai giorni gai al college a Cambridge e dalla sua vita come avvocato a Londra per approdare a un fatidico viaggio nel Mediterraneo. Una storia raccontata dalle voci delle donne della sua vita, attraverso la corrispondenza di sua madre, le conversazioni di un'amica, i pensieri e i ricordi di chi lo ama. Straordinario allontanamento dalle forme tradizionali del romanzo, La stanza di Jacob è un racconto al contempo elegiaco e sperimentale. Soprattutto, è una delle storie più toccanti di Virginia Woolf. "Per Woolf contano il ritmo e la forma del romanzo," spiega Nadia Fusini. "La stanza di Jacob è il romanzo che registra una rottura: è costruito intorno a un personaggio che non c'è. Non viene neppure detto cosa è accaduto, come è morto. La guerra entra solo nel nome del personaggio, Jacob Flanders, dove Flanders è uno dei luoghi delle peggiori battaglie della Prima guerra mondiale. Di lui restano delle vecchie scarpe. La vita di Jacob è raccontata attraverso memorie, emozioni, sensazioni, attraverso le 'stanze' della sua breve esistenza, attraverso le percezioni e i ricordi di altri. È opera piena dell'emozione del tempo perduto per un giovane che dovrebbe essere impegnato nella sua formazione. È un romanzo che procede per dissolvenze, con una tecnica più vicina al cinema o alla pittura che ai canoni del romanzo tradizionale."

Scrivi sempre a mezzanotte
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Woolf, Virginia - Sackville-West, Vita - Munafò, Elena - Fusini, Nadia

Scrivi sempre a mezzanotte

Donzelli Editore, 02/05/2019

Abstract: Virginia Woolf ha quarant'anni. Insieme al marito Leonard dirige una casa editrice, la Hogarth Press, e il suo nome comincia a essere noto. Sta lavorando alla Signora Dalloway, che la consacrerà come una delle scrittrici più rivoluzionarie e apprezzate del suo tempo. Al diario confida di sentirsi vecchia, ma ha appena incontrato la donna che diventerà il suo più grande amore, l'affascinante Vita Sackville-West. Vita ha trent'anni. Anche lei scrittrice, è una giovane donna aristocratica; sposata con un diplomatico, è al centro di una fitta rete di amicizie e di amori. Viaggia molto, scrive poemi e racconti, e quando conosce Virginia è immediatamente attratta dalla sua bellezza spirituale e dal fascino della sua personalità. Poco dopo ha inizio la loro storia d'amore, che queste lettere ci raccontano. L'ampio carteggio tra le due donne andrà avanti per vent'anni: in esso le dichiarazioni appassionate si alternano a improvvise ritrosie, i rimbrotti alle ironie; Vita e Virginia adorano scherzare, prendersi in giro, punzecchiarsi, ma spesso il gioco cede il passo a slanci impetuosi e senza freni. Il volume raccoglie oltre un centinaio di lettere, le più significative, di questa storia, che culminerà per Virginia nella scrittura di Orlando: la biografia di un essere meraviglioso che vive per quattro secoli passando da un sesso all'altro, e che ha le fattezze della bella Sackville-West, è un omaggio a lei, un tentativo di rendere eterna una relazione minacciata dalle tante avventure di cui Vita non riesce a fare a meno. Con gli anni, la passione travolgente si trasforma in amicizia profonda. Vita sarà sempre l'"adorata creatura" di Virginia, l'amazzone dalle gambe lunghe e affusolate che attraversa a grandi falcate le strade del mondo. Allo stesso tempo, Vita non lascerà mai la sua amata, la riempirà di regali e attenzioni, e sarà proprio lei l'unica persona – oltre a Leonard e alla sorella Vanessa – a cui Virginia consentirà di avvicinarsi nei momenti più cupi delle sue malattie. Il loro amore, scrive Nadia Fusini nel suo saggio, "si tramuta in gelosia e in abbandono e trapassa in tradimento e in rimpianto, ma non finisce mai. Le due donne si incontrano, si separano, si scrivono, smettono di scriversi, riprendono a scriversi, e sempre la tenerezza, l'amicizia, la nostalgia riemergono, e tornano la luce e l'incanto". Continuano a cercarsi e a incontrarsi, fino alla fine: "con ogni probabilità, fecero ancora l'amore. Si abbracciarono, si baciarono ancora. E forse così, abbracciando Vita, Virginia tornò a sentire di abitare nel cuore dell'esistenza, e si sentì di nuovo in contatto con la vita, mentre si stava ormai allontanando nel mondo dell'irreale". Due scrittrici, due donne indipendenti, un grande amore. Queste lettere raccontano una storia la cui forza risplende ancora oggi, sfidando i canoni e il conformismo.

Scene di vita vissuta
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia - Fusini, Nadia

Scene di vita vissuta

Feltrinelli Editore, 18/06/2024

Abstract: "La cosa più commovente e bella che Virginia Woolf abbia mai scritto."The New York Times"È un libro che Virginia Woolf non ha mai scritto, questo." Come spiega Nadia Fusini nella sua prefazione, i due testi qui presentati uscirono solo dopo la sua morte su iniziativa del marito Leonard. Eppure si tratta di due scritti preziosi in cui ritroviamo tutta l'intensità che rende inconfondibili i suoi romanzi, ma anche l'ironia che percorre, a volte scoperta, a volte in filigrana, molte sue opere. Uno schizzo del passato, composto a singhiozzo tra l'aprile e il giugno del 1939 e ripreso da giugno a novembre del 1940, è quanto ci sia di più vicino a una vera e propria autobiografia. Nella consapevolezza che mai riuscirà a raccontare davvero la sua esistenza, Virginia Woolf indugia in ricordi fondamentali dell'infanzia e dell'adolescenza, si interroga sui meccanismi della memoria e tratteggia il carattere di personaggi essenziali del suo panorama interiore. Qui c'è, insomma, la materia prima della sua immaginazione. Del tutto diverso è il tono di Sono una snob?, un testo che fu letto dalla scrittrice medesima alla riunione del Memoir Club il 1° dicembre 1936. La scrittrice rivolge su di sé la propria ironia acuta e infallibile e ammette che sì, lei è una snob, in senso letterale è sine nobilitate – niente stemmi e castelli nella sua famiglia che di nobiltà si nutre nello spirito e nella mente –, e disegna un ritratto godibilissimo, pungente, buffo della società dell'epoca.

Al Faro (Mondadori)
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia

Al Faro (Mondadori)

Mondadori, 07/05/2013

Abstract: Una meta ricca di misteriosi significati è per il piccolo James Ramsay la gita al faro in una delle isole Ebridi. Ma dopo molti anni la tanto attesa traversata si rivelerà una delusione. Uno dei romanzi più importanti della scrittrice inglese (1882-1941).

Londra in scena
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia

Londra in scena

Mondadori, 11/11/2014

Abstract: A Londra Virginia Woolf è nata; a Londra è vissuta per quasi tutta la vita. Londra è la sua passione: una passione nutrita con lunghissime passeggiate e testimoniata, oltre che nei romanzi, nelle lettere, nei saggi, nel diario, dalle "scene" qui pubblicate, che sono un tributo innamorato, una vera e propria elegia, ironica e appassionata, rivolta alla sua città. Scritte di getto nel giro di pochi giorni nella primavera del 1931 su commissione della rivista americana "Good Housekeeping", esse offrono al lettore sei "istantanee" della capitale britannica all'epoca dell'Impero, dal movimentatissimo porto alla vivace Oxford Street, piena di negozi e di gente, fino ai quartieri di Chelsea e Hampstead, dove abitavano i poeti Carlyle e Keats, e alla House of Commons a Westminster, per finire con l'immagine di un interno borghese. Sei pezzi d'autore, incantevoli per virtuosismo, quasi musicali nella scrittura, fonte di rara suggestione.

Le onde (Einaudi)
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Woolf, Virginia - Fusini, Nadia

Le onde (Einaudi)

Einaudi, 21/05/2013

Abstract: Sei amici si alternano in un monologo. Nei loro soliloqui "dicono" fatti e vite, e "pensano" riflessioni e sogni: la scuola e i giochi, i segreti e gli abbandoni, le rispettive famiglie e i desideri. Le voci si confondono nel tempo che passa, trasformando i bambini in ragazzi e in adulti; le voci si confondono in un unico fiato, come un'onda che racconta l'esistenza di ciascuno dei sei, e non solo la loro. Nel suo romanzo piú affascinante, quello che Marguerite Yourcenar ha definito "rivoluzionario", Virginia Woolf trova una forma narrativa basata sul ritmo anziché sulla trama, per consentire al pulsare della vita di emergere, per cogliere il flusso di energia che palpita nelle cose, nelle azioni fragili degli uomini, nella precarietà dei sentimenti.