Trovati 5 documenti.
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L'amitié / / Cicéron ; texte établi et traduit par L. Laurand
3. éd.
Paris : Les belles lettres, 1952
Collection des universités de France
Au sénat ; Au peuple ; Sur sa maison / / Cicéron ; texte établi et traduit par Pierre Wuilleumier
Paris : Les belles lettres, 1952
Collection des universités de France
Abstract: La celebre orazione in cui Cicerone, rientrato a Roma dall'esilio, difende il proprio operato politico, introdotta, tradotta e commentata da Emanuele Narducci. Testo latino a fronte.
Amphitryon ; Asinaria ; Aulularia / / Plaute ; texte établi et traduit par Alfred Ernout
3. éd. revue et corrigée
Paris : Les belles lettres, 1952
Collection des universités de France
Paris : Les belles lettres, 1952
Collection des universités de France
Abstract: Deiotaro, re della Galazia orientale, viene accusato dal nipote Castoro di avere tramato per assassinare Cesare nell'agosto del 47, durante un soggiorno del dittatore in Galazia. Cicerone, legato da forti vincoli di amicizia al re barbaro, ne assume la difesa. Il processo ha luogo nel novembre del 45. Alla conclusione del processo, Cesare non si pronuncia subito e quattro mesi dopo viene assassinato. Marco Antonio assolve quindi Deiotaro e gli restituisce il regno. Questa è l'ultima arringa pronunciata da Cicerone: nella sua insolita sobrietà, piena tuttavia di fierezza e di pathos, si configura come un appello estremo e un estremo presagio.
Menaechmi ; Mercator ; Miles gloriosus / / Plaute ; texte établi et traduit par Alfred Ernout
3. éd.
Paris : Les belles lettres, 1952
Collection des universités de France
Abstract: Un mercante di Siracusa perde a Taranto uno dei suoi due figli gemelli, Menecmo, e ne muore di dolore. Menecmo, allevato da un ricco mercante di Epidamno di cui ha poi ereditato le ricchezze, vive a Epidamno, ha una moglie gelosa e una bella amante, Erozio. Il fratello, chiamato anch'egli Menecmo, va a Epidamno e viene scambiato per il gemello, crede però che la causa delle strane avventure che gli capitano sia l'interesse da lui suscitano in Erozio. Intanto Menecmo primo subisce le ire della moglie gelosa e del suocero. I due fratelli infine si riconoscono e decidono di tornare insieme a Siracusa dopo aver venduto all'asta i beni e la moglie (se qualcuno la compra) di Menecmo primo.