Trovati 16406 documenti.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: "Gente strana, che al passaggio lascia solo una scia di nebbia che prontamente svanisce. Con Hutte chiacchieravo spesso di questi esseri di cui le orme si perdono. Nascono un bel giorno dal nulla e al nulla ritornano dopo un fugace brillio. Reginette di bellezza, gigolos, farfalle. La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai." Chi parla è Pedro McAvoy Stern, protagonista-narratore di Via delle Botteghe Oscure, il romanzo con il quale Patrick Modiano, già noto al grande pubblico, vinse nel 1978 il Premio Goncourt. Hutte è il responsabile di una Agenzia di Investigazioni nella quale il narratore ha lavorato per alcuni anni: ora è stanco, lascia l'agenzia e si trasferisce a consumare la sua vecchiaia a Nizza. Pedro McAvoy Stern è un uomo che alcuni anni prima, per colpa di una amnesia, non sa più chi è. Gli "esseri di cui le orme si perdono" sono il suo passato. L'agenzia è chiusa. Lui può cominciare a investigare su se stesso. Giorgio Montefoschi
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Pubblicato nel 1960, ai tempi delle più pensose e tediose divagazioni sulla "letteratura industriale", questo romanzo le doppiava fulmineamente con uno sberleffo, proiettandosi in un paesaggio che molto somiglia a quello di oggi. Scandendo i tempi di una "ballata" sinistra ed euforica, la Spark ci racconta come la direzione di una fabbrica tessile ebbe la malaugurata idea di assoldare un "esperto in scienze umane" capace di "far andare a braccetto industria e cultura", di infondere "un'ampia visione del mondo" in impiegati e operai, infine di debellare l'assenteismo. Ma non fece i conti col diavolo, al quale compiti di questo genere sono quanto mai congeniali – oltre che produttivi di imbrogli, beffe, ricatti e occasionali assassinii. Con uno humour freddo e irresistibile, che si limita a mostrarci l'evidenza meccanica e incongrua dei comportamenti e delle parole, Muriel Spark si abbandona nella "Ballata di Peckham Rye" a un divertimento vizioso e lancinante, quasi un apologo che irride tutto, anche la propria morale.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Orfano di un sergente irlandese, cresciuto come un monello indiano nei vicoli di Lahore, Kimball O'Hara "non faceva niente, e con enorme successo". La sua avventura, che si snoda sotto la protezione del lama Teshoo e del mercante di cavalli Mahbub Ali, ci conduce attraverso pianure e montagne, dall'afrore dei bazar ai climi rarefatti delle lamasserie tibetane alle pendici dello Himalaya, fra treni e caravanserragli, villaggi e postazioni militari, travestimenti e agguati. E ovunque si posi "l'occhio complice" sarà un tripudio di "nuovi scorci", un inno all'India amata nella sua molteplice unità dal suo più celebre cantore, Rudyard Kipling.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Chi ha visto i quadri della National Gallery con gli occhi di Alan Bennett sarà felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di "Una visita guidata": e stavolta lo seguirà a Leeds, a Aberdeen o nell'Irlanda del Nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: "Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l'ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l'avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro". Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio "La morte della Pizia" e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un "nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio". L'insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l'enigma.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Allo psichiatra Otto von Lambert hanno ammazzato la moglie presso le rovine di Al-Hakim: chi ha violentato la donna, lasciando che gli sciacalli ne dilaniassero le spoglie in un mare infuocato di sabbia e pietre? Autentico mostro, von Lambert affida alla giornalista televisiva F. l'incarico di raggiungere le pendici dell'Atlante e ricostruire un "delitto di cui lui come medico era l'artefice, mentre l'esecutore non rappresentava che un dato casuale". Come nel romanzo "Giustizia", si tratta anche qui di mettere in scena una realtà parallela, che consenta un'osservazione dei fatti postuma e fittizia: un occhio onnipresente e occulto osserva del resto tutto e tutti, e il mondo è percepibile soltanto attraverso l'obiettivo asettico e glaciale di una macchina fotografica, di una telecamera o di un satellite. Via via che la sua temeraria indagine prosegue, la giornalista si addentra in un universo tecnologico-primordiale, rimane invischiata in un intrigo golpistico e internazionale, si cala nei labirinti scavati da anonimi apprendisti stregoni nelle viscere del deserto. Labirinti ultramoderni, eppure popolati da esseri arcaici e avidi di sangue come l'idiota di guerra Achille, veterano del Vietnam e novello Minotauro, il quale, mentre infierisce sulle vittime, declama l'"Iliade" in greco, o come il suo amico Polifemo, il cameraman zoppo, cui tutti danno la caccia e che per occhio ha un obiettivo in perenne funzione. Con questo 'giallo' potente e implacabile Dürrenmatt ci trascina in un mondo alla mercé di occhi elettronici, dove l'unico cui sia dato osservare tutto e tutti è un indifferente Dio nascosto.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) che innerva questo geniale romanzo giallo, o meglio "antipoliziesco", giacché sin dall'inizio ci esibisce l'assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo à la bande, è la testa calva del professor Winter: questo esimio germanista, centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava assaporando nel ristorante Du théâtre. E a una a una rotoleranno in buca le altre palle – uno stolido playboy, una squillo d'alto bordo, due protettori dai pericolosi ombrelli, una perfida nana e le sue guardie del corpo –, delineando così un autentico rompicapo: "Il comandante era disperato ... Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica". D'altro canto Kohler in galera è l'uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l'avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un'impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso muovendo dall'ipotesi che a premere il grilletto non sia stato lui: "Deve montare una finzione, null'altro ... spesso la notte ... mi chiedo come apparirebbe la realtà se l'omicida non fossi io ma un altro. Chi sarebbe quest'altro?". Accettata la sfida, Spät precipiterà in un vortice, in una paradossale commedia umana e filosofica che tiene tutti – lettori inclusi – con il fiato sospeso: perché mai dietro le sbarre Kohler è tanto ilare? E perché ha fatto fuori Winter? Comunque stiano le cose, questo "giallo" – tra i più spiazzanti che sia dato leggere – è una festa della suspense, del grottesco più rutilante e della più sapida teatralità, e insieme un romanzo sull'impossibilità della giustizia.
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Adelphi, 26/11/2014
Abstract: Quattro pensionati – un giudice, un avvocato, un pubblico ministero e un boia – ammazzano il tempo inscenando i grandi processi della storia: a Socrate, Gesù, Giovanna d'Arco, Dreyfus. Ma è certo più divertente quando alla sbarra finisce un imputato in carne e ossa: come Alfredo Traps, viaggiatore di commercio, che il fato conduce un giorno alla villetta degli ex uomini di legge. La sua automobile ha avuto una panne lì vicino, ma lui non se ne rammarica, anzi: pregusta già il lato piccante della situazione. Si ritrova invece fra i quattro vecchi signori simili a "immensi corvi", che gli illustrano il loro passatempo. Traps è spiacente: non ha commesso, ahimè, nessun delitto. Niente paura, lo rassicurano, "un reato si finiva sempre per trovarlo". Bisogna confessare, dunque: "che lo si voglia o no, c'è sempre qualcosa da confessare". Tra squisite portate e vini d'annata, il gioco si fa sempre più allarmante, finché Traps scopre in sé l'artefice di un delitto che merita "ammirazione, stupore, rispetto", degno, anzi, "d'essere annoverato fra i più straordinari ... del secolo" – un delitto capace di rendere "più difficile, più eroica, più preziosa" la sua meschina vita di imbrogli e adulteri. Ora, per la prima volta, quella giustizia che aveva sempre ritenuto "astratta cavillosità vessatoria" illumina il suo limitato orizzonte "come un immane, inconcepibile sole".
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Come cavalli che dormono in piedi
Feltrinelli Editore, 26/11/2014
Abstract: Nell'agosto del 1914, più di centomila trentini e giuliani vanno a combattere per l'Impero austroungarico, di cui sono ancora sudditi. Muovono verso il fronte russo quando ancora ci si illude che "prima che le foglie cadano" il conflitto sarà finito. Invece non finisce. E quando come un'epidemia si propaga in tutta Europa, il fronte orientale scivola nell'oblio, schiacciato dall'epopea di Verdun e del Piave. Ma soprattutto sembra essere cassato, censurato dal presente e dal centenario della guerra mondiale, come se a quel fronte e a quei soldati fosse negato lo spessore monumentale della memoria. Paolo Rumiz comincia da lì, da quella rimozione e da un nonno in montura austroungarica. E da lì continua in forma di viaggio verso la Galizia, la terra di Bruno Schulz e Joseph Roth, mitica frontiera dell'Impero austroungarico, oggi compresa fra Polonia e Ucraina. Alla celebrazione Rumiz contrappone l'evocazione di quelle figure ancestrali, in un'omerica discesa nell'Ade, con un rito che consuma libagioni e accende di piccole luci prati e foreste, e attende risposta e respira pietà – la compassione che lega finalmente in una sola voce il silenzio di Redipuglia ai bisbigli dei cimiteri galiziani coperti di mirtilli. L'Europa è lì, sembra suggerire l'autore, in quella riconciliazione con i morti che sono i veri vivi, gli unici depositari di senso di un'unione che già allora poteva nascere e oggi forse non è ancora cominciata.
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Neri Pozza, 17/11/2014
Abstract: La mattina del 26 dicembre 2004, Sonali è a Yala, un parco nazionale lungo la costa sudorientale dello Sri Lanka, con tutta la sua famiglia: Steve, il marito, i due figli e i vecchi genitori. Sono arrivati da Londra da quattro giorni, entusiasti all'idea di trascorrere le vacanze in un luogo dove abbondano le aquile pescatrici. Vikram, il figlio di otto anni, le adora a tal punto che se ne sta seduto ore e ore sulla sponda della laguna che confina con l'albergo, nella speranza di vederle.Sulla soglia della camera, Sonali chiacchiera con Orlantha, una giovane amica che ha fondato a Colombo un'orchestra di bambini, quando quest'ultima sussurra: "Oh, mio Dio, il mare sta entrando".Sull'oceano avanza la cresta bianca di un'onda. Un fenomeno insolito, poiché dalla stanza il mare è di solito soltanto un luccichio azzurro al di sopra dell'ampia distesa di sabbia che scende ripida verso l'acqua."Nulla di allarmante", pensa Sonali e chiama Steve a contemplare lo spettacolo, mentre Vikram, seduto accanto all'uscita sul retro, legge la prima pagina di un libro, Lo Hobbit.Tutto, però, precipita in un attimo. La spuma raggiunge la battigia, scala un pendio e si tramuta in onde che sciabordano sul crinale dove termina la spiaggia e non tornano indietro, anzi si fanno piú vicine. Marroni o grigie, superano veloci le alte conifere e, minacciose, si dirigono verso la loro camera.Sonali e Steve capiscono che è ora di fuggire. Le mani strette in quelle dei bambini corrono verso il vialetto di fronte all'albergo, incuranti dei sassi e delle spine che graffiano la pelle. A metà del viale una jeep, uno di quei veicoli da safari, li prende a bordo. L'autista guida veloce, mentre Vikram scoppia a piangere e Steve loabbraccia stringendolo a sé. Sono quasi in fondo al vialetto, a un passo dal sentiero sterrato che costeggia la laguna, quando l'acqua sciaborda improvvisa sulle loro ginocchia e la jeep, le ruote prive ormai di presa sul terreno, prende a ondeggiare. L'ultima immagine, che resterà per sempre impressa nella mente di Sonali, è lo sguardo terrorizzato di Steve – gli occhi sgranati, la bocca spalancata – mentre fissa qualcosa di terribile alle sue spalle.Questa è la storia di una donna che ha perduto tutto nello tsunami del 2004, uno dei piú grandi disastri naturali dell'epoca moderna.Finalista al National Book Critics Award, inserito dal New York Times tra i migliori libri del 2013, è la cronaca piú commovente che ci sia dato leggere di quella tragedia e, con il suo stile scarno e potente che rifiuta ogni sentimentalismo, l'indimenticabile racconto del ritorno alla vita di una sopravvissuta.Finalista al National Book Critics Circle Award 2013.Finalista al Barnes & Noble DiscoverGreat New Writers Award."Un libro splendido, bellissimo".Joan Didionvincitrice del National Book Award"Indimenticabile…Il libro piú straordinario sul dolore che abbia mai letto".Cheryl StrayedThe New York Times Book Review"Una certa grandezza si riverbera nell'agile e semplice prosadi Deraniyagala".The New York Times"Onda è sorprendente sotto molti punti di vista, ma forse piú di tuttilo è per la sua scrupolosa onestà e mancanza di patetismi... Non haun lieto fine, perché il tempo non guarisce tutte le ferite, ma documentaun'esperienza che è inimmaginabile e, ad un tempo, terribilmente umana".Tom BeerNational Book Critics Circle
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Neri Pozza, 12/06/2014
Abstract: Orfana e priva di mezzi, la piccola Jane Eyre viene accolta da parenti ricchi ma ostili, sottoposta a soprusi e umiliazioni d'ogni genere, privata di qualunque forma elementare d'affetto. Non bastasse, viene affidata ai rigori di un duro collegio vittoriano che, lungi dal domare il suo carattere combattivo, ne affina le qualità esaltandone l'intelligenza, la dirittura morale, il talento e il gusto.Eroina del suo tempo, in cui già risuona l'eco delle tensioni sociali proprie della contemporaneità, dotata di una solida istruzione, oltre che di una sensibilità raffinata, di uno spirito romantico e, non ultimo, di uno squisito sense of humour, Jane a diciotto anni affronta il mondo. Un mondo che, nell'Inghilterra a metà strada tra due rivoluzioni industriali, non può che essere, per lei ragazza nullatenente ma acculturata, il mondo del lavoro: ad attenderla c'è un impiego modesto ma dignitoso come istitutrice nella residenza di un membro dell'antica aristocrazia terriera.È qui, in questa moderna versione del castello principesco, accogliente ma pur sempre fornito di oscuri recessi che custodiscono segreti innominabili, che Jane conosce l'amore: un amore romantico e cerebrale, e perciò problematico, contrastato, negato. È qui che l'intreccio sentimentale, le prove ancestrali che dovranno affrontare la fanciulla e il suo principe, le moderne streghe e draghi e orchi affiorano prepotentemente alla superficie del romanzo realistico, borghese e vittoriano, tutto teso a tracciare l'epopea economica, sociale, matrimoniale dei suoi eroi e delle sue eroine.Come accade ai grandi classici, le innumerevoli letture e riletture, tra cui quelle cinematografiche, anche recenti, e un buon numero di romanzi a questo ispirati, hanno evidenziato i vari aspetti del libro, restituendoci, di volta in volta, una Jane Eyre romantica,vittoriana, gotica, femminista, postcoloniale, postmoderna. Tuttavia è nell'intreccio, sapiente e allo stesso tempo naturale, di motivi realistici e romantici,pittoreschi e domestici, nella continua dialettica tra necessità del cuore e istanze della mente, tra urgenze dei sensi e richiami etici che sta la modernità dirompente di questo romanzo, e in definitiva il fascino senza tempo della sua protagonista. Romantica e concreta, orfana e principessa, istintiva e razionale, volitiva e tenera, intelligente e passionale, straordinaria e normale, Jane non mancherà diessere amata dalle lettrici e dai lettori, oggi come ieri, e per molto tempo ancora."Charlotte Brontë scrisse altri tre romanzi, Shirley, Villette e The Professor, nessuno dei quali, peraltro, eguagliò il successo di Jane Eyre. Perché è Jane a sedurci: un personaggio potente che, grazie alla tempra morale e all'autostima, riesce a superare le avversità e a restare al fianco dell'uomo che ama. I lettori non possono far altro che fare il tifo per lei".Tracy Chevalier
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Rizzoli, 26/11/2014
Abstract: "Cos'è il numero, che l'uomo lo può capire?E cos'è l'uomo, che può capire il numero?"A porsi queste domande fu nel 1960 il neurofisiologo Warren McCulloch, evidentemente insoddisfatto delle molte rigide e vuote definizioni che erano state sciorinate fino ad allora dai filosofi.In questo libro Piergiorgio Odifreddi affronta le due domande con un approccio più fluido e pratico: invece di provare inutilmente a dirci cos'è il numero in astratto, ci mostra utilmente una serie di numeri in concreto. Ne ha scelti una cinquantina tra quelli che meglio si prestano a essere raccontati, e ce li illustra come se fosse la guida di un museo, mostrandoci di ciascuno la struttura globale e i particolari locali.Passeggiando tra i quadri di questa esposizione, il lettore troverà i piccoli grandi numeri da 0 a 9, accorgendosi di non conoscerli così bene come pensava. Scoprirà il fascino di numeri che credeva senza interesse, come 42 o 1729. Proverà a immaginare numeri tanto grandi da essere quasi inafferrabili e inconcepibili.E arriverà infine a intuire perché i matematici pensano che i numeri siano la cosa più vicina al divino che l'uomo possa percepire: perché lo sono.
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Utilizzatori finali. Sesso, potere, sentimenti. Il lato nascosto degli italiani
Chiarelettere, 27/11/2014
Abstract: La vita parallela e segreta di milioni di maschi italiani. Dopo SE QUESTI SONO GLI UOMINI, il libro che ha documentato i tanti casi di violenza sulle donne da parte di mariti, compagni ed ex fidanzati, RICCARDO IACONA propone un racconto ancora più crudo e spiazzante, ma necessario. Che cosa stanno diventando le relazioni di coppia in Italia? Queste pagine registrano LA VOCE PIÙ INCONFESSABILE DEI MASCHI ITALIANI. Padri di famiglia, mariti all'apparenza integerrimi, fidanzati premurosi che frequentano abitualmente escort di lusso, prostitute di strada o bordelli oltreconfine. Milioni di clienti. O ancora uomini che farebbero carte false pur di portarsi a letto una minorenne, fregandosene di rischi, denunce, controlli. SONO LORO STESSI A PARLARE, FINALMENTE. Senza filtri. Tra cronaca e testimonianza diretta. Dal caso delle "baby squillo dei Parioli" alle altre lolite che oggi riempiono le aule dei tribunali. E ancora i tantissimi minorenni, ragazzi e ragazze, incontrati fuori dalle scuole, per i quali il sesso è ormai pura merce di scambio, usa e getta. Questo libro racconta un'emergenza di cui nessuno si cura. Scomparse le istituzioni, decimati i consultori e i servizi sociali, l'educazione sentimentale e sessuale è diventata un tabù, meglio tacere. Ed è proprio questo silenzio che produce mostri.
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Guanda, 27/11/2014
Abstract: Nella cultura araba la poesia riveste da sempre un ruolo preminente tra le varie forme di espressione artistica. Agli inizi degli anni Sessanta, Adonis e un gruppo di giovani intellettuali fondarono Shi'r (Poesia), una rivista che segnò un importante momento di rottura con gli schemi poetici classici e la metrica tradizionale, per esprimersi nelle nuove forme della prosa e del verso libero, pur rispettando la tradizione linguistica araba. Sono di questi anni le opere più innovative del poeta, tra cui Singolare in forma di plurale, dove si definisce la sua personalità connotata da una grande capacità di scrittura, ricchezza di linguaggio e da una profonda analisi teorica. Questo testo accoglie il lettore con uno stuolo di interrogativi sin da subito, a partire dal titolo enigmatico. È un'opera che dissolve i confini, e non soltanto tra singolare e plurale, tra contingente e assoluto, ma anche tra soggettivo e storico, privato e pubblico, presente e passato, agito e pensato. Così, non appena il poeta comincia a tratteggiare le sue tante vite instabili e i loro mondi, compie un viaggio in cui si compenetrano l'immaginario soggettivo e quello altrui, l'immaginario del mondo e del passato con le sue tante stratificazioni, dove si confondono il tempo del borgo e quello privato, la filosofia e la semiologia, l'astronomia e la religione, le visioni dei veggenti e le rivolte dei contestatori, l'estasi del corpo erotizzato e l'ascesi del risveglio e della rinascita...
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Corbaccio, 27/11/2014
Abstract: LA GUIDA INTELLIGENTE ALL'ESSERE GENITORI. Essere genitori consapevoli è un compito arduo, impegnativo e a volte stressante. Ma è importante, perché il modo in cui viene svolto influenza in misura decisiva il cuore, l'anima e la coscienza dei nostri figli da adulti. Questo manuale presenta una via saggia e convincente per coltivare quella consapevolezza, offrendo una serie di nuove prospettive illuminanti: abituarsi a immaginare il mondo dal punto di vista del bambino; intuire come ci vedono i nostri figli, come percepiscono i nostri gesti, le nostre parole; esercitarsi a considerare perfetti i propri figli per come sono e non per quello che vorremmo che fossero e, quindi, riconsiderare le nostre aspettative su di loro. Con linguaggio semplice e l'analisi delle svariate problematiche legate alla crescita del bambino e dell'adolescente, gli autori intendono dare un aiuto concreto a tutti i genitori: limitarsi a eseguire meccanicamente i compiti che spettano a un padre e a una madre non serve al bambino, che invece ha bisogno di essere aiutato a sviluppare il proprio sé autentico. Per poter quindi svolgere al meglio il "mestiere" di genitori è necessario praticare la meditazione, che serva a ricaricare di energie positive, da usare a beneficio dei propri figli.
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Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu
Salani Editore, 27/11/2014
Abstract: Il primo classico del 2000 IL GIORNALE Le avventure del capitano Orso Blu, nato (forse) dalla schiuma di un'onda, in un mondo in cui tutto è possibile, tranne la noia: nel continente di Zamonia, dove l'intelligenza è una malattia contagiosa e le tempeste di sabbia sono quadrate, dove in ogni situazione idilliaca è in agguato un pericolo, dove abitano tutti quegli esseri solitamente banditi dalla vita d'ogni giorno. E dove il prof. dott. Abdul Noctambulotti può aprire una scatola di sardine con la sola forza del cervello. Un fantasy che fonde immaginazione straripante e ironia demenziale con profondità e raffinatezza di stile.
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Il labirinto dei libri sognanti
Salani Editore, 27/11/2014
Abstract: Dopo un devastante incendio, duecento anni dopo, Librandia è risorta dalle sue ceneri, più splendida di prima. Ma nei labirinti delle sue catacombe si nascondono misteri inquietanti che solo Ildefonso de' Sventramitis, il più grande scrittore zamonico, ha il coraggio di narrare in queste pagine.
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Il piccolo libro di "Chocolat"
Garzanti, 27/11/2014
Abstract: Nel romanzo Chocolat, Joanne Harris ha estasiato milioni di lettori descrivendo le sensuali creazioni di Vianne Rocher: veri scampoli di paradiso, capaci di deliziare i cittadini di Lansquenet e chiunque si sia immaginato di fronte alle vetrine della sua chocolaterie. Perché il cioccolato è per eccellenza l'ingrediente della felicità: lo sapevano più di duemila anni fa maya e aztechi, che consideravano il cacahuatl un dono degli dei; lo sanno oggi gli innumerevoli appassionati per cui il cioccolato è un piccola concessone quotidiana alla golosità. Per celebrare l'amatissimo personaggio di Vianne Rocher, ma anche per farci scoprire la storia del cioccolato e le sue mille anime, Joanne Harris e Fran Warde hanno raccolto in questo libro cinquanta ricette golose per portare un tocco di magia e di buonumore nella nostra cucina.
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Garzanti, 01/12/2014
Abstract: Tutti gli uomini vivono vicende tragiche e cercano di rappresentarle alla propria coscienza. Eppure, la tragedia è un genere letterario che appartiene solo all'Occidente, da Eschilo a Shakespeare a Racine, perché si fonda sull'idea – che è solo greca, e dunque occidentale – del Fato. La modernità, tuttavia, sembra averne smarrito il senso: "la voce tragica tace o ci giunge indistinta". In questo fondamentale saggio, vera rassegna del linguaggio e degli stili tragici di tutta la storia letteraria, Steiner indaga le ragioni linguistiche, culturali e antropologiche, di questo epocale smarrimento, che riguarda i territori della nostra coscienza prima ancora che quelli delle lettere.
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Beat, 07/08/2014
Abstract: Alessandra Cecchi non ha ancora compiuto quindici anni quando suo padre, un ricco mercante di stoffe, fa ritorno da un viaggio nel nord dell'Europa portando con sé un giovane pittore incaricato di affrescare la cappella del loro palazzo fiorentino.Figlia del Rinascimento, Alessandra è più incline agli studi che ai soliti doveri di una ragazza di buona famiglia. Inoltre, coltiva una passione per il disegno che poco si addice a una giovane donna.L'incontro con il pittore fiammingo accende in lei il desiderio di apprendere le tecniche della creazione artistica e, insieme, la curiosità nei confronti del ragazzo dai lunghi capelli scuri. Fra Alessandra e il pittore nasce un'intensa attrazione, avversata dalla madre della ragazza, che la sorveglia con sguardo d'aquila.Intanto Firenze assiste alla morte di Lorenzo de' Medici e precipita in un baratro di caos e rovina: mentre l'esercito francese minaccia l'invasione, un frate domenicano di nome Girolamo Savonarola si scaglia contro il dilagare del vizio e profetizza terribili castighi. In un'atmosfera sempre più cupa, Alessandra è costretta a rinunciare ai sogni e ad accettare il matrimonio con un uomo maturo, colto e raffinato, Cristoforo Langella, che le promette una libertà non comune per una donna del suo tempo. Il destino, tuttavia, le riserverà nuove drammatiche prove.