Trovati 16406 documenti.
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minimum fax, 20/11/2014
Abstract: Bobby è un giovane soldato che cerca di barcamenarsi sui campi di battaglia della seconda guerra mondiale; non si è rivelato l'eroico guerriero che immaginava di essere, e la sua esperienza è fatta solo di paura e confusione. A casa lo aspetta la madre, Alice, che ripone in lui tutte le sue speranze e sogna, al suo ritorno, di poter cominciare una nuova vita per entrambi. La famiglia come rifugio dal mondo esterno, la famiglia come trappola, la famiglia che contribuisce nel bene e nel male a definire ciò che siamo: "Non c'è altro di cui scrivere", sosteneva Richard Yates, e ne ha scritto magistralmente anche in questo romanzo coraggiosamente bipartito, nel quale ambientazioni, riflessioni e flashback si intersecano con uno stile e una forza che richiamano alla mente, come ha detto Zadie Smith, "un montaggio fra Colazione da Tiffany e Niente di nuovo sul fronte occidentale".
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Il Saggiatore, 13/11/2014
Abstract: Scena: studi Rai di corso Sempione, Milano. L'anno è il 2018; ma potrebbe essere oggi, o forse ieri. Seduto dietro la scrivania – l'ombra indecifrabile di una persona appostata alle sue spalle –, il Leader Carismatico attende: la spia rossa della telecamera, l'attenzione rapita del paese per il suo Discorso alla Nazione, l'idolatria di chi, nelle piazze, per le vie, davanti alla tv, si raccoglie in partecipe ossequio, levando un coro di "Ti amiamo! Ti vogliamo bene! Resta sempre con noi!". Sorride, il Leader, e mentre sorride una crepa si apre nel volto cereo: ormai, quando si guarda allo specchio, vecchio alleato devoto, non si riconosce più. Sotto quale ruga, sotto quale calvizie, sotto quale imbolsimento si è nascosto il giovane povero ma affascinante, adorato dalle donne, invidiato dagli uomini, che girava il mondo cantando sulle navi da crociera, ma senza mai guardare il mare? Il mare è infido, e infidi sono i tirapiedi che oggi gli fanno corte intorno, sicofanti e adulatori, senatori e posteggiatori, stallieri. Si ordisce una congiura ai suoi danni; chi un tempo gli era leale ora affila i coltelli. Di tanto lo hanno avvisato gli spiriti che nottetempo si riuniscono in tregenda nel suo salotto, sotto il dipinto della Marchesa in Rosso, ma il Leader non si arrende,fedele al mantra di sempre, di far tutto alla sua maniera, my way, my way, my way. E adesso è l'ora del riscatto: eccola, la spia rossa. Ambientato in un futuro prossimo dai contorni foschi e shakespeariani, La notte del Leader è il monologo tragico di un morto che non sa ancora di essere morto, attaccato al potere perché è il potere stesso a tenerlo in vita, perché lontano dal potere basta un solo momento per andare all'altro mondo. Con la lingua densa delle liturgie, l'anonimo autore di questo romanzo racconta la caduta di un titano, la sua capitolazione davanti non agli strali dei nemici o ai mutevoli venti del consenso, ma di fronte al Tempo.
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Faligi Editore, 14/11/2014
Abstract: Il malocchio analizzato e spiegato con i rituali per combatterlo.
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Magia della cenere. Malefici e benefici
Faligi Editore, 14/11/2014
Abstract: La magia della cenere rituali di stregoneria antica e moderna
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Il giorno dell'alleluia. Come l'Italia si è salvata dalla bancarotta
Nutrimenti, 18/11/2014
Abstract: Ora dopo ora, la cronaca del 12 novembre 2011, data della caduta di Silvio Berlusconi e punto di svolta della recente storia politica italiana. Il libro ripercorre con testimonianze e dettagli inediti il contesto in cui è maturata la resa del Cavaliere, confermando che non ci fu nessun complotto internazionale contro di lui, ma un tentativo disperato di far riemergere l'Italia dal buco nero della crisi finanziaria in cui era finita. Il racconto dei concitati eventi di quella giornata s'intreccia con la vicenda parallela di una compagnia di musicisti che quella sera, davanti al Quirinale, eseguirono l'Alleluia di Händel, diventando protagonisti di una foto che avrebbe fatto il giro del mondo.
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Il sorriso di Dio. Alla ricerca della bellezza e della libertà dell'uomo
Il Saggiatore, 20/11/2014
Abstract: Esistono molte specie di avvicinamenti al cuore dell'uomo e al confronto con Dio. Si è imposta per molto tempo una voce secca, dura, teologale e disincantata, che ha interrogato l'esistenza con parole squadrate come pietre angolari . C'è invece un uomo tra noi che da una vita parla con voce vibrante dal profondo, attenta ai palpiti del cuore, capace di dischiuderlo e di aprirlo a pulsazioni più vaste, a sentimenti assoluti. Quest'uomo è un parroco di città. I suoi moltissimi fedeli lo chiamano semplicemente "don Angelo". Incontrarlo significa esporsi a una rivoluzione potente, che agisce con delicatezza commossa attraverso parabole, racconti di vita, brevi illuminazioni, domande di abissale innocenza. La teologia del cuore praticata da don Angelo Casati non ha minore radicalità delle formulazioni dogmatiche e asettiche, e rappresenta l'attitudine alla scoperta continua, che si inoltra nel mistero dell'esistenza e nei sensi più nascosti della Scrittura e del Vangelo. È una pratica di dialogo persistente e in qualche modo scomoda, impegnativa, perché dice che forse essere cristiani e umani oggi significa chiamare le cose con un nome diverso: le facce divengono volti, la ressa si trasforma in incontri, il fastidio in occasione. Signifi ca leggere nei volti la storia di ciascuna persona, farsi parte di questa storia ed esserne riempiti. Significa anche rileggere in quei volti ciò che è scritto nella Bibbia e, viceversa, nella Bibbia incontrare i volti e i gesti di chi affolla gli autobus alla periferia delle grandi città. Don Angelo Casati ha dedicato la sua vita e le sue omelie al "farsi prossimo", come richiedeva ai cristiani il suo grande amico Carlo Maria Martini. La via scelta sembra poco rumorosa, poco gridata, ma è estremamente coraggiosa e proviene da lontano, dai primordi della comunità raccolta intorno al Cristo, giungendo a oggi nei gesti pontificali o in quelli di un curato assetato di umanità, umanità da scovare tra i parrocchiani così come tra i baraccati, tra chi chiede di non ricevere la benedizione natalizia così come tra le suore che scelgono di vivere ai margini. È qui, in questi "piccoli scampoli di cielo, tra casa e casa", che si avverte il presentimento di essere sfi orati dal mistero della creazione, dalla vertiginosa presenza di un Dio che sorride.
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Scarcity. Perché avere poco significa tanto
Il Saggiatore, 20/11/2014
Abstract: Perché la povertà è così difficile da sradicare?E perché i piani per contrastarla si rivelano quasisempre inefficaci? Per combattere la povertà – lascarsità cronica di denaro – occorre cogliere il filoche la lega a tanti altri esempi di scarsità: dallamancanza di tempo di chi è oberato dagli impegnilavorativi alla solitudine di chi si trasferiscein una nuova città.Sendhil Mullainathan e Eldar Shafir dimostranoche tutte le forme di scarsità creano uno statomentale simile. La scarsità influenza, a un livellosubconscio, incontrollabile, le capacità cognitivee i comportamenti individuali e collettivi. Concentratutte le energie intellettuali sulle risorse chemancano, migliorando la prontezza e l'efficienzanel rispondere alle esigenze più pressanti. Macosì facendo "cattura" la mente: se siamo preoccupatiper la scarsità, abbiamo meno attenzioneda dedicare a tutto il resto. Diventiamo menointuitivi, meno lungimiranti, meno controllati:affrontare ristrettezze economiche riduce le capacitàcognitive di una persona più di un'interanotte insonne. In quest'ottica non solo la povertàglobale, ma anche i problemi della nostra vitaquotidiana acquistano nuova luce. La psicologiadella scarsità accomuna i venditori indiani difrutta e verdura caduti nella trappola dell'indebitamentoe gli uomini d'affari superoccupati chefaticano a prendersi cura dei figli, i coltivatori dicanna da zucchero, chi affronta una dieta e chigestisce ospedali sovraffollati.Se è vero che una scienza della scarsità c'ègià, ed è – per definizione – l'economia, gli aneddoti,le ricerche e gli esperimenti sociali di Scarcitysono un invito a ripensare l'economia tenendoconto degli effetti cognitivi, e non solo quantitativi,della scarsità. Una prospettiva che può avereapplicazioni innovative per i sistemi di welfaree le politiche di sviluppo globale, oltre che perorientare scelte e comportamenti di tutti i giorni,migliorando la qualità della nostra vita.
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Disturbo della quiete pubblica
minimum fax, 25/11/2014
Abstract: Richard Yates è considerato dalla critica uno dei grandi classici del Novecento letterario. Nei suoi libri ha saputo rappresentare come pochi altri le ombre del Sogno Americano, ispirando generazioni intere di scrittori e dando vita al "realismo sporco" di Raymond Carver e Richard Ford. Il suo capolavoro Revolutionary Road è stato inserito dalla rivista Time tra i "100 migliori romanzi in lingua inglese", ed è stato portato recentemente sul grande schermo dal regista Sam Mendes in un film interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.In Disturbo della quiete pubblica Yates torna a dissezionare con sguardo penetrante e una scrittura precisa e implacabile l'apparente normalità della middle class americana, ma stavolta con toni ancora più drammatici: sullo sfondo dell'ottimismo e della prosperità dell'era Kennedy si disegna la storia di John Wilder, impiegato trentaseienne che sogna il successo come produttore cinematografico e invece conoscerà soltanto il fallimento delle proprie ambizioni e una discesa ineluttabile nell'alcolismo e nella follia.
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Amore mio, ti odio. Questioni di cuore. Amare in Italia ieri, oggi e domani
Il Saggiatore, 19/06/2014
Abstract: Le più alte sfere dell'amore, l'amore che riscalda, che congela, l'amore nelle case accanto. Amore, dove gli uccelli cantano lodi, amore, remi che fendono il mare, amore ieri, amore oggi, amore domani.Sin dagli inizi dei tiepidi anni novanta, Natalia Aspesi tiene sulle pagine del Venerdì di Repubblica la rubrica "Questioni di cuore".Frotte di italiani corrono a scriverle. Frotte di italiani corrono a leggerla. Una pioggia di lettere,spesso scritte a mano, o e-mail; un grande coro italiano sull'amore e su tutto ciò che circonda quelloche è l'oggetto luminoso – e così misterioso! – che muove il mondo.Selezionare, montare questi dialoghi in un'unica grande sceneggiatura, l'epos amoroso italiano, sorprende. Le lettere distanti, geograficamente, temporalmente, dialogano come per meraviglia, quasi secondo un ordine precostituito; è l'ordine del destino, quello dei sentimenti, grande comune denominatore dell'essere umano. Ne emerge un grande romanzo polifonico italiano.C'è chi si innamora follemente, in questo libro.C'è la minorenne abbandonata da un uomo di ventinove anni, con cui viveva un amore clandestino.Il professore che ha bisogno dell'allieva. La studentessa universitaria che si innamora del prete.L'eterosessuale che si scopre omosessuale. Chi si innamora di Claudio Baglioni, chi di Claudia Koll,chi di Vladimir Luxuria.Ci sono pulsioni sessuali, storie di sesso ardito, storie di sesso finito.Il marito della signora Martina di Martina Franca che, dopo aver visto Basic Instinct, inizia a legarla al letto. Luca di Roma che viene abbandonato proprio nel bel mezzo dell'amplesso, perché la donna con cui sta trascorrendo la serata ha appena ricevuto una telefonata dal suo innamorato.I sentimenti sono come piume, o come coltelli.E allora si susseguono anche le storie tra moglie e marito, storie di amori lunghissimi, storie davverointricate talvolta. Storie di delusione, di adulteri, di piccoli segreti o segreti immensi. Di incomprensioni,equivoci, gesti irreparabili.Tradimenti virtuali, amori che sono prigionie, passati che sgorgano. Mariti drogati di brasiliane virtuali, un marito che sul letto di morte confessa un tradimento. Donne violente, coming out. Maschi mai cresciuti, lunghi amori gay non accettati, uomini che uccidono le donne.Storie private, pubbliche. Storie del genere umano e del motore più grande del mondo, quello dei sentimenti.Amore mio, ti odio non è che un grande romanzo italiano dell'amore, da leggere in un flusso continuo,come un'opera di Jane Austen, o da sfogliare, per lasciarsi sorprendere a ogni pagina, dal caso, dal destino, dalle questioni del cuore, e dalla sferzante penna di Natalia Aspesi, una vera e propria Miss Lonelyhearts contemporanea.
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L'Italia può farcela. Equità, flessibilità e democrazia. Strategie per vivere nella globalizzazione
Il Saggiatore, 27/11/2014
Abstract: La crisi dei mutui subprime è scoppiata nel 2007, e dagli Stati Uniti ha contagiato l'intera economia globale. Oggi, mentre il resto del mondo è in ripresa, in Europa stiamo ancora parlando di debiti. Perché? È ormai chiaro che terapie sbagliate come l'austerità hanno solo peggiorato le cose. Occorre una diagnosi più accurata, capace di risalire alle origini dei nostri problemi. Chi è stato a indebitarsi così tanto, e per quale motivo? Da chi ha avuto i soldi? Perché solo in Italia e in Europa non ne stiamo venendo fuori? Alberto Bagnai dimostra che le radici della crisi europea affondano nell'iniqua distribuzione del reddito che da più di trent'anni caratterizza tutte le economie avanzate. Con la globalizzazione finanziaria, i salari reali hanno perso terreno rispetto alla produttività del lavoro, a tutto vantaggio dei profitti. Ma perché il capitalismo funzioni, se non è sostenuta dai salari, la domanda di beni deve essere finanziata dal debito. Da una situazione in cui il lavoratore è un cliente, si è passati a una realtà in cui il lavoratore è un debitore. È il trionfo del capitale sul lavoro, ma anche il fallimento del paradigma economico liberista. In Europa, la moneta unica ha accentuato queste dinamiche globali. L'euro ha permesso ai cittadini del Sud di finanziare più facilmente il consumo di beni prodotti dal Nord, e li ha indotti ad accettare politiche di compressione dei salari e dei diritti, presentate come biglietto di ingresso nel club dei paesi "virtuosi". A questo si aggiunge, in Italia, un fenomeno senza paragoni nel panorama mondiale: l'autorazzismo, ciò che Gadda chiamava "la porca rogna italiana del denigramento di noi stessi". È così che ha preso piede la filosofia antidemocratica del vincolo esterno, condivisa da tutti i partiti politici della Prima e della Seconda Repubblica al grido di "ce lo chiede l'Europa!": un sistema discutibile anche quando l'Europa sembrava in salute; ora che sta fallendo, è giunto il momento di riacquistare un più alto senso di dignità e solidarietà nazionale, e cambiare strada. Dopo Il tramonto dell'euro, Alberto Bagnai propone la sua formula per evitare il disastro, con lo stile appassionato e il rigore analitico che lo hanno reso un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo. La soluzione alla crisi italiana ed europea passa per il recupero della piena sovranità economica degli Stati e il ritorno alle valute nazionali, condizione necessaria per ristabilire l'equilibrio fra i paesi membri dell'Unione e restituire loro piena legittimità democratica. Solo così si potranno elaborare e mettere in pratica politiche economiche espansive, ispirate al principio di equità. Solo così l'Italia potrà farcela.
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Enclave de Libros, 05/12/2014
Abstract: Facebook tiene mas de 1.000 millones de usuarios. Es un extraordinario dispositivo capaz de aprovechar cada movimiento que acontezca en su plataforma. FB es la encarnación del despliegue de la informática de la dominación aplicada a la ingeniería social. FB ha operado en campo social lo mismo que Google en la gestión del conocimiento humano en red: la ilusión de que la informática pueda garantizarnos un acceso neutro y ordenado al complejo de relaciones e informaciones que componen lo que llamamos Web. Si Google pretende ser el repartidor de la verdad, FB es el empresario de las relaciones. Mientras nos entretenemos, o promocionamos nuestros proyectos, en realidad estamos trabajando para la expansión de un nuevo tipo de mercado: el "comercio relacional". En el acuario de Facebook somos todos seguidores de la "transparencia radical", un conjunto de prácticas narcisistas y de "pornografía emocional". Todo por el bien de la humanidad, de la sociabilidad y de la puesta en común, en nombre de la libre información: libertad automática garantizada por las máquinas, la libertad de unas relaciones sociales cada vez más automatizadas. Sin embargo, la gratuidad tiene un precio, el de proporcionar nuestros datos personales, que serán elaborados, empaquetados y vendidos a empresas interesadas en potenciar sus estrategias de venta. Cabe destacar que los algoritmos usados para la publicidad personalizada por los gigantes de la perfilación online (Facebook, Apple, Google, Amazon) son los mismos utilizados por los gobiernos despóticos para la represión personalizada.¿Qué ideología se esconde detrás de este teatro de la libertad? El aspecto más importante, no investigado hasta la fecha, es la relación existente entre Facebook y la potente corriente político-cultural del anarco-capitalismo estadounidense. La ideología política subyacente es un individualismo desenfrenado, facilitado por un capitalismo salvador y tecnócrata. En el acuario de Facebook analiza la filosofía anarco-capitalista poniendo en evidencia su genealogía en los años Treinta, cuando un grupo de economistas empezó a desarrollar una teoría centrada en la figura del individuo propietario y que tuvo su máximo representante en el Nobel para la economía Milton Friedman. Según Friedman, el Estado era el enemigo principal por combatir en nombre de la libertad individual, toda actividad humana debía de ser sometida a las leyes de la demanda y de la oferta. Uno de los inversores más potentes de Facebook es Peter Thiel, inquietante personaje fundador de PayPal, un libertariano que propugna la abolición de la moneda y del Estado y cree en la competición más salvaje como regla de oro de las relaciones sociales.El anarco-capitalismo de los right libertarians californianos es el hilo conductor que nos permite trazar una conexión entre Facebook, los Partidos Pirata europeos y Wikileaks. ¿Cómo no estar de acuerdo con el profundo análisis del "activismo de salón", que se agota en hacer clic en el "me gusta" de una página que invita a la movilización para una causa obviamente justa? La opinión pública resulta producida por un dispositivo tecnócrata en el que todos somos espectadores pasivos de espectáculos autorizados por la policy de Facebook.En el acuario de Facebook no disimula la ambición de desmontar la visión empresarial no sólo de Facebook, sino de todas las empresas que construyen sus fortunas económicas sobre un concepto "libertario" de las relaciones sociales, pues nos hallamos delante de una distopía tecnológica que conjuga la lobotomía emocional del consumismo sin frenos de Huxley con la paranoia represiva del control orwelliano. En nombre de la libertad del capital.No os preocupéis, ningún complot: sólo es el "Lejano Oeste Digital".
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Ledizioni, 10/12/2014
Abstract: Gli smartphone sono computer in miniatura e stanno soppiantando PC e notebook. Il problema è che non li proteggiamo a sufficienza. In questo libro, scritto da uno dei più importanti informatici italiani e da un giornalista che si occupa da molti anni di tecnologia, si prendono in considerazione tutti i rischi in termini di privacy, furti di dati, parental control, uso sul lavoro e social network in mobilità. Ma soprattutto si propongono le migliori soluzioni possibili: strumenti di crittazione, anti-malware, trucchi per la protezione di informazioni e identità, antifurto e altro ancora. A corredo del testo anche quattro interviste a esperti del settore.
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Linguaggio, letteratura e scienze neuro-cognitive
Ledizioni, 15/12/2014
Abstract: Simulazione, embodiment, frame, script, blending: negli ultimi anni la teoria letteraria, a cominciare dalla narratologia, si è arricchita di una molteplicità di categorie provenienti dalle scienze neuro-cognitive e si è orientata, a partire dal mondo anglosassone, verso la cognitive poetics. Questo libro raccoglie contributi innovativi di autori che in modo diverso, e con orizzonti letterari che spaziano dal romanzo del Novecento alla letteratura per l'infanzia, attingono al repertorio teorico e analitico della cognitive poetics per proporre una visione nuova della letteratura e dell'esperienza che ne facciamo.
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Ledizioni, 18/12/2014
Abstract: Quale influenza esercita l'universo digitale sulla nostra vita quotidiana? Come può un algoritmo di ricerva decidere, al nostro posto, ciò che desideriamo o non desideriamo conoscere? Cos'è il diritto all'oblio?Sono solo alcune delle domande a cui questo libro prova a fornire una risposta esauriente e, al tempo stesso, accessibile.Basandosi su un attento lavoro di analisi e ricerca, gli autori esaminano i differenti aspetti che contribuiscono a comporre l'identità digitale, il riflesso grazie al quale ciascuno di noi assume autonomia e forma nel contesto immateriale della rete.
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Clamori al vento. L'arte, la vita, i miracoli
Il Saggiatore, 23/12/2014
Abstract: Attenzione. Non avvicinarsi a questo libro se non si è disposti a smarrirsi, a smascherare, a essere smascherati. Se non si è disposti a morire intensamente sotto i fuochi della Scintilla. La vera Scintilla, quella dell'arte, quella performativa, è immortale. È capace di sopravvivere a chi l'ha posseduta. Moriremo dolcemente, ferocemente, in un giorno qualunque. La Scintilla naviga, luminescente, verso l'ignoto. Attenzione. Non avvicinarsi a questo libro se non si è disposti ad accettare che l'unica parola intelligente è quella che si strozza in gola. Dal 1987 Flavia Mastrella e Antonio Rezza condividono il loro percorso artistico. Praticando diverse forme d'arte, hanno fatto del performativo una poetica totemica. Essi erompono come malanni nella vita dello spettatore. Hanno un'ambizione che non è tale perché la soddisfano: perdita del significato residuo e parola alle cifre della carneficina. Irrompono nel teatro devastando il teatro. Generano, in continuazione, fatti nuovi, cortocircuiti, oscurità da eccesso e da difetto. Travolgono e stravolgono. Sfaldano il quotidiano sotto strati di disperatissime strida comiche. Non manipolano il cervello di chi vede: manipolano il corpo di chi guarda. Si esibiscono sui palchi di questa povera striscia di terra fatta a stivale per galleggiare nella melma e devastano impetuosi i palchi medesimi. Scrivono che il teatro è incivile per definizione. "Un teatro civile per un paese civile è un'utopia non per la civiltà del teatro ma per l'inciviltà del paese." Per loro il teatro deve sconfinare. L'arte deve sconfinare. Non c'è nessun futuro per un teatro che privilegia la narrazione allo struggimento. Dovrebbero esistere leggi speciali che proibiscano la spiegazione di un'opera e impediscano al creatore le menzogne di una storia compiuta. Inscenando corpi corrosi di zoppi, mendicanti e disperati, Flavia Mastrella e Antonio Rezza allestiscono da sempre opere che corrodono; opere dove la poetica del frammento si coniuga alle esperienze performative, dove la velocità – clamori al vento! – è fatta anche di sculture abbacinanti, quadri di scena, urla strazianti, corpi deformi. Erompendo come malanni agli occhi dello spettatore, essi comprimono l'eternità. Clamori al vento, oltre che un prodigioso testo-performance dove anche la scrittura viene travolta dall'assalto ai limiti dell'umano di Mastrella e Rezza, è la loro dichiarazione poetica, il loro monumentale zibaldone, strumento indispensabile per addentrarsi nell'opera degli artisti che più hanno segnato, e che più segneranno, la nostra contemporaneità.
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Morellini Editore, 23/12/2014
Abstract: Gioele è un ragazzo che vive in un mondo tutto suo, fatto di emozioni e fantasia. Si entusiasma per il colore giallo, o per il rombo di un motore. Ma questo suo "essere speciale" non trova spazio nella realtà.Gioele viene ricoverato in un istituto che cura il disagio mentale, e lì resta fino a quando sul suo cammino irrompe Maria, una donna anziana, ricca di cuore e saggezza contadina.I due intraprendono un viaggio visionario, zigzagando per le strade della Lombardia a bordo di un curioso Maggiolone giallo. Saranno i ricordi di Maria e le avventure di un tempo che fu a condurre Gioele fuori dal guscio di chi si sente diverso e lontano da tutti. Piano piano, come briciole di pane sparse, le parole di Maria indicheranno la strada di una rinascita.Una storia alla Harold e Maude, un incontro tra generazioni, storie e temperamenti lontanissimi tra loro, che finiranno per regalare a entrambi i protagonisti uno sguardo nuovo sulla vita.
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Ledizioni, 10/12/2014
Abstract: Gli smartphone sono computer in miniatura e stanno soppiantando PC e notebook. Il problema è che non li proteggiamo a sufficienza. In questo libro, scritto da uno dei più importanti informatici italiani e da un giornalista che si occupa da molti anni di tecnologia, si prendono in considerazione tutti i rischi in termini di privacy, furti di dati, parental control, uso sul lavoro e social network in mobilità. Ma soprattutto si propongono le migliori soluzioni possibili: strumenti di crittazione, anti-malware, trucchi per la protezione di informazioni e identità, antifurto e altro ancora. A corredo del testo anche quattro interviste a esperti del settore.
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Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo
Il Saggiatore, 12/06/2014
Abstract: Le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi quarant'anni non sono incidenti di percorso, ma riflettono tendenze storiche di lungo periodo. Giovanni Arrighi ha dimostrato che, da secoli, quando la produzione di beni e il commercio non bastano più a garantire alti profitti, l'accumulazione del capitale si sposta nella sfera della finanza e della speculazione. Ne conseguono instabilità economica, incertezza politica e nuovi conflitti sociali, che possono rappresentare il preludio a una svolta epocale negli equilibri globali. Il capitalismo si è evoluto attraverso una sequenza di "lunghi secoli", ciascuno dei quali ha insediato una nuova potenza al centro dell'economia-mondo. Al capitalismo genovese e veneziano seguì nel XVII secolo un ciclo economico olandese, la cui crisi aprì la strada all'impero britannico e infine alla leadership globale degli Stati Uniti. In passato fu l'ascesa della finanza a preannunciare la transizione da un ciclo all'altro: dietro le turbolenze economiche del nostro tempo si cela forse la fine del dominio statunitense? "Il lungo XX secolo" proietta le vicende del Novecento in un quadro storico di lunga durata, che mette in luce il rapporto quasi simbiotico tra il capitalismo e la formazione dello stato moderno. Conduce il lettore attraverso imperi e colonie, porti commerciali e campi di battaglia, colossi industriali e banche internazionali, fin dentro le stanze segrete in cui si incontrano politica e alta finanza, potere e denaro. E a vent'anni dalla prima edizione si conferma un capolavoro di sociologia della storia, indispensabile per comprendere le trasformazioni del presente in una prospettiva sistemica mondiale.
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Il Saggiatore, 24/07/2014
Abstract: Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi: è con Allen Ginsberg nella comune di Cherry Valley, dove il poeta accoglie amici, amanti e artisti newyorkesi alla ricerca di pace e disintossicazione; è nel capanno di Lawrence Ferlinghetti nel Bixby Canyon, a poca distanza da dove Jack Kerouac ha scritto Big Sur; è nel bunker di William Burroughs sulla Bowery quando "Bill", per dimostrare l'efficacia della sua pistola antiaggressione, finisce per riempire la stanza di soffocanti fumi tossici. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir suggestivo, nostalgico e insieme sfavillante: gli astri di quegli anni – come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977 – bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.
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Nato prima del tempo. Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro
Il leone verde, 07/01/2014
Abstract: "Nato prima del tempo" è l'ultima opera di Elena Balsamo dedicata alla perinatologia, alla sacralità della nascita e all'accoglienza amorevole del neonato prematuro. Tuttavia, contrariamente a quanto avviene di solito la gravidanza, il parto e l'accoglienza del bambino sono qui visti in una prospettiva poco usuale per gli operatori sanitari, e cioè: quella emozionale e spirituale. "Nato prima del tempo" indaga la dimensione della sacralità neonatale in due testi gemelli entrambi scritti con uno stile poetico che calza perfettamente al tema. Il primo tratta dell'accoglienza al neonato in condizioni di assoluta normalità, vale a dire quando tutto procede senza intoppi (come madre natura vorrebbe), il secondo invece è dedicato ai casi più difficili, quando qualcosa non va per il verso giusto, come nel caso dei parti prematuri o traumatici. Il primo aiuta a comprendere l'essenza dell'esperienza della maternità e propone vari spunti di riflessione per accogliere il neonato nel miglior modo possibile. Il secondo vuole offrire, a chi è dovuto passare attraverso il cammino tortuoso della sofferenza, una nuova visione che riapra le porte alla speranza e alla fiducia nel cambiamento, prima di tutto interiore e poi anche esterno, nel mondo che sta al di fuori della nostra porta ma che ognuno di noi può contribuire a trasformare.Elena Balsamo, Scrittrice, insegnante, pediatra, mamma… Una vita dedicata a farsi interprete dei bambini, a dare parola a chi è troppo piccolo per farlo da solo… Specialista in puericultura, si occupa da anni di pratiche di maternage nelle diverse culture e lavora in particolare a sostegno della coppia madre-bambino nei momenti critici della gravidanza, del parto e dell'allattamento, attraverso strumenti quali l'omeopatia e la floriterapia. Dopo esperienze di viaggi in diversi paesi africani e di lavoro sul campo in Guinea-Bissau, ha dedicato un decennio della sua vita ad attività di formazione all'interno dell'Associazione Interculturale Bambaràn, da lei fondata a Bologna, città in cui vive. Attualmente, oltre a continuare l'attività di medico libero-professionista e l'impegno in ambito formativo sui temi dell'etnopediatria e del maternage consapevole, in un'ottica prettamente montessoriana, svolgendo corsi e interventi in tutta Italia, si dedica alla grande passione della sua vita: la scrittura. Ha curato il volume Lui,lei,noi (EMI,1994), è coautrice di Mille modi di crescere (Franco Angeli, 2002) e Etnopediatria (Fimp, 2003). Con il Leone Verde ha pubblicato Sono qui con te (2007) e Libertà e Amore (2010); e per i bambini nel 2010 Il latte di mamma sa di fragola, Girotondo intorno al mondo e Il Quaderno del Neonato. Nel 2012 è apparso sempre per i bambini Storia di un piccolo seme.