Trovati 11 documenti.
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Illustrazioni incredibili : Alberto Martini e i racconti di Edgar Allan Poe / Alessandro Botta
Fondazione Passaré : Quodlibet, 2017
Abstract: La narrativa di Edgar Allan Poe accompagna Alberto Martini (1876-1954) per quasi quarant'anni della sua vita, segnandone profondamente le vicende, sia umane che artistiche. Le illustrazioni ispirate ai Racconti dello scrittore americano si collocano in un momento di vero e proprio snodo della sua produzione figurativa che, dopo le prime affermazioni espositive e l'entusiastica accoglienza della critica, transita verso una ricerca più personale e indipendente. I disegni per Poe (centocinque in totale), a partire dalle prime apparizioni, si segnalano immediatamente come gli esempi più rappresentativi e fortunati della creatività di Martini, in grado di restituirne appieno sia il virtuosismo grafico che la raffinata propensione immaginativa. Esposte a Venezia, Bruxelles, Londra, Milano e Parigi, le illustrazioni godono di un notevole successo, grazie anche all'impegno del critico Vittorio Pica. L'interesse verso questa serie, che non dà segni di cedimento lungo tutto il Novecento, non si inscrive esclusivamente entro le riletture interne del percorso artistico martiniano, ma attraversa anche le molteplici declinazioni del simbolismo e la nascita delle avanguardie europee. Il saggio si concentra su due aspetti: da una parte ricostruisce la serie cronologica dei disegni, delineandone la fortuna attraverso le vicende espositive e i commenti della critica; dall'altra mette in luce il processo di costruzione delle illustrazioni che sembrano nascere tanto dal testo letterario quanto da modelli iconografici preesistenti.
Europeana : breve storia del XX secolo / Patrik Ourednik ; traduzione di Andrea Libero Carbone
Quodlibet, 2017
Abstract: Una storia senza virgole. Eventi, immagini, cifre, parole, dati, incidenti, slogan si aggirano per l'Europa come fantasmi, si intrecciano e si accalcano sotto la penna ironica e dissacrante di Ourednik. Un sospetto si fa strada allora nel lettore: forse il xx secolo è tutto un inganno, oppure nasconde troppe verità inquietanti. E ha anche rischiato di non essere mai esistito, quando a causa del Millennium Bug i computer di tutto il mondo minacciavano di riportarci all'alba del Novecento.
Quodlibet, 2017
Abstract: Tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento l'aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all'epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale. La nuova moda venne adottata nel corso dell'Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l'Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l'aristocrazia inglese e francese spostava l'orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all'egualitario secolo Ventesimo. I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati.
Il rovescio della libertà : tramonto del neoliberalismo e disagio della civiltà / Massimo De Carolis
Quodlibet, 2017
Abstract: Il ristagno economico, l'esplosione delle disuguaglianze e l'esasperazione dei conflitti annunciano oggi il tramonto del modello politico che, nei decenni scorsi, ha ispirato l'azione dei maggiori apparati di governo e ha rimodellato alla radice lo stile di vita di milioni di persone. È il paradigma etichettato come neoliberalismo, basato sull'assunto antropologico che vivere, in una grande società, debba significare essenzialmente stare sul mercato: partecipare allo scambio collettivo e concorrere, così, alla genesi di un ordine spontaneo, troppo complesso e imprevedibile per essere ingabbiato in un progetto disegnato dagli esperti o nei decreti di un'autorità sovrana. Elaborato in Europa, negli anni febbrili tra le due guerre mondiali, per opera di un gruppo variegato e rissoso di economisti e sociologi sfuggiti al terrore nazista, il neoliberalismo è rimasto a lungo ai margini delle istituzioni ufficiali, per conoscere poi un successo tardivo e travolgente a conclusione della guerra fredda e diventare, nel giro di pochi anni, la formula politica egemone a livello planetario. Eppure, con uguale inesorabilità, sembra oggi avviarsi al tramonto, sotto il peso della crescente rifeudalizzazione della società. Nell'insieme, perciò, la sua storia disegna una parabola che abbraccia per intero gli ultimi cento anni e che ha letteralmente trasformato il mondo, stringendo in un unico nodo la vita civile e le pratiche di governo, le tecniche di mercato e l'esercizio del potere. Senza che la teoria politica ufficiale sappia tuttora offrire una qualche spiegazione tanto della sua ascesa trionfale quanto dell'attuale declino.
Milton Gendel : uno scatto lungo un secolo : gli anni tra New York e Roma 1940-1962 / Barbara Drudi
Fondazione Passaré : Quodlibet, 2017
Abstract: Nato a New York nel 1918, ma cittadino romano sin dal 1949, Milton Gendel affianca alla professione di critico d'arte un'intensa attività di fotografo. In questo libro si racconta una parte della sua lunga vita, tracciandone una prima biografia intellettuale e professionale, limitatamente al periodo 1940-1962. Partendo dalla formazione accademica newyorkese sotto la guida dello storico dell'arte Meyer Schapiro, la narrazione si snoda attraverso il rapporto di Gendel con André Breton e i surrealisti, passando per l'esperienza con l'US Army in Cina - dove, tra il 1945 e il '46, comincia a scattare le sue prime fotografie con una Leica presa in prestito -, e prosegue fino all'arrivo a Roma. È qui che Gendel stabilisce una fitta rete di relazioni e "amicizie personali, sia con gli artisti locali che con il jet-set internazionale, divenendo ben presto - anche grazie alla sua collaborazione con la prestigiosa rivista americana «ArtNews» - una figura chiave nei rapporti politico-culturali (nella cogente cornice della Guerra Fredda) tra New York e Roma. Da fotografo e da amico, ritrarrà, cogliendoli nella loro semplice dimensione quotidiana, molti personaggi noti: la grande collezionista d'arte contemporanea Peggy Guggenheim e la contessa Mimi Pecci Blunt, la principessa Margaret d'Inghilterra e la regina Elisabetta II.
L'uomo che deve rimanere : la smoralizzazione del mondo / Eugenio Mazzarella
Quodlibet, 2017
Abstract: Tema di questo libro è "l'ospite più inquietante dei prossimi due secoli", vaticinato da Nietzsche: il nichilismo. Qui alla volta del suo secondo secolo come "nichilismo etico". Come sfida, all'uomo della tecnica nell'età della globalizzazione, della "smoralizzazione" del mondo; ovvero della perdita dell'autorità direttiva della "natura", in qualsivoglia senso, per l'autodefinirsi della cultura umana. Una perdita, nel titanismo della scienza-tecnica, già pericolosa sul piano tecnico-naturale, dove però ha un freno interno nel fatto che anche per "aggirare" la natura bisogna imitarla, vincolandosi ad essa; a pena della non riuscita dell'esperimento. Ma che sul terreno propriamente sociale - nell'inedito panorama sociale della "biografia-fai-da-te" -non trova freni nel venir meno dei tradizionali fondamenti biosociali a base naturale - nei nessi etici comunitari - della costruzione dell'identità individuale. Nessi etici rimessi ad una loro pura (auto) posizione biopolitica, che produce l'ossimoro sociale di una "comunità contrattata", dove l'identità umana è tutta de iure condendo. Sottratta come "cultura" al suo vincolo olistico alla natura, nella pretesa di poterla dedurla - produrla a sé stessa - dal puro immateriale della decisione di come deve essere la vita dello spirito.
Renzo Piano prima di Renzo Piano : i maestri e gli esordi / Lorenzo Ciccarelli
Fondazione Renzo Piano : Quodlibet, 2017
Abstract: Il sorprendente successo ottenuto da un architetto allora poco più che trentenne nel celebre concorso internazionale del 1971 ha messo per molto tempo in ombra le sue precedenti esperienze, che sono invece fondamentali per comprendere non solo la genesi del Beaubourg (concepito insieme con Richard Rogers e Gianfranco Franchini), ma anche di tutta la sua produzione successiva. Il fitto intreccio delle sue complesse radici culturali, che si diramano in molte direzioni differenti, viene ora finalmente districato da Lorenzo Ciccarelli, che per primo ha potuto accedere agli archivi della Fondazione Renzo Piano. I capitoli del volume «tentano di disciplinare in una più sfaccettata conoscenza il magma che sta all'origine delle opere giovanili di Piano, cercando di conservare i tratti rapsodici di un vero e proprio "ritratto dell'artista da giovane"». Subito dopo la laurea, Piano costruì una serie di innovative strutture sperimentali, grazie alla sua naturale inclinazione verso le coeve ricerche sui processi di prefabbricazione e al suo attivo interesse per l'industriai design. I più significativi lavori di quegli anni sono le coperture in elementi piramidali (1964-1965) e in elementi gonfiabili (1966), il laboratorio di falegnameria (1965), lo stabilimento per l'impresa di famiglia (1966-1968), le strutture a guscio (1966-1968), l'abitazione a pianta libera (1968-1969), lo studio Piano agli Erzelli (1968-1969), il padiglione per l'industria italiana all'Expo di Osaka (1969-1970). La concezione e la realizzazione di queste opere sono, almeno in parte, frutto del dialogo che il giovane Piano intratteneva allora con alcuni maestri italiani (da Franco Albini agli esponenti della «cultura politecnica» milanese, Marco Zanuso, Giuseppe Ciribini e Giordano Forti) e internazionali (Jean Prouvé, Louis Kahn, Zygmunt Makowski, Robert Le Ricolais), che, se oggi sono universalmente considerati tali, furono a lungo misconosciuti o rimossi. Lo studente genovese li scelse con ostinazione, perseguendo un’ars combinatoria affatto personale, che lo spinse a viaggiare, spostandosi freneticamente, fra l’Europa e gli Stati Uniti. L’ultima parte del libro è dedicata al sodalizio con il «fratello maggiore» Richard Rogers, che lo introdusse nel contesto britannico e in un’isolata – ma tanto più significativa – esperienza didattica presso l’Architectural Association di Londra, accompagnandolo, infine, nel «nuovo inizio» del Beaubourg. Le ricostruzioni qui presentate costituiscono dunque uno strumento essenziale per illuminare e rileggere, attraverso materiali del tutto inediti, gli esordi della carriera professionale di uno fra i massimi architetti del nostro tempo.
Tetti / Yona Friedman ; a cura di Andrea Bocco
Quodlibet, 2017
Abstract: Dopo una lunghissima gestazione, vede finalmente la luce Tetti. Scritto a partire dagli anni Settanta, raccoglie informazioni pratiche (testate per l’Unesco dall’autore stesso) sulla costruzione di tetti e ripari, che intendevano venire incontro alle esigenze materiali dei poveri nei Paesi del Terzo mondo. Si tratta di un’opera strutturata in modo composito, poiché costituita di manuali scritti autonomamente l’uno dall’altro, e felicemente rappresentativa della maturità di Friedman, che già in quegli anni aveva deciso di focalizzare i suoi interventi sulle modalità di inclusione degli abitanti nella progettazione del loro habitat, in quanto «la partecipazione non è spontanea e non può essere rivendicata di punto in bianco». I manuali si compongono di disegni essenziali, «da lavagna», che possono essere letti e interpretati anche da persone illetterate – circostanza che convinse Indira Gandhi a stamparne un grande numero di copie e contribuì all’istituzione del Museum of Simple Technology fondato da Friedman a Madras, l’attuale Chennai, alla metà degli anni Ottanta. In Tetti, l’autore sottopone all’attenzione dei suoi lettori il dato di fatto che i diversi problemi delle città moderne sono il risultato di atteggiamenti irresponsabili nei confronti della terra. Questa tesi, come Andrea Bocco spiega nel saggio in chiusura del volume, era perfettamente in linea con il pensiero di alcuni architetti (fra i quali ricordiamo Christopher Alexander, Enzo Mari, Victor Papanek e Bernard Rudofsky) che in quel momento storico esprimevano una forte critica verso la società industriale. Inoltre, l’autoprogettazione che Friedman ha sempre cercato di promuovere era in sintonia anche con l’idea di convivialità perseguita dal suo «compagno segreto», Ivan Illich. Questo irregolare pensatore mitteleuropeo, con cui in quegli anni aveva stretto amicizia, riteneva infatti che la convivialità fosse «il contrario della produttività industriale», e che l’architettura potesse essere, appunto, uno strumento conviviale, in grado di consentire agli uomini di partecipare attivamente alla creazione della vita sociale. Creandola con le proprie mani. «I problemi della casa non riguardano solo i poveri. Vogliamo proporre soluzioni interessanti per tutte le società. Ma poiché dobbiamo stabilire delle priorità, abbiamo privilegiato le tecniche accessibili alle persone più povere».
Fiabe a fumetti / Rotraut Susanne Berner
Quodlibet : Ottimomassimo, 2017
Abstract: I bambini hanno bisogno di fiabe e amano i fumetti. In questo libro Rotraut Susanne Berner, vincitrice del Premio Andersen nel 2016, racconta le più belle fiabe dei fratelli Grimm con impertinente umorismo, conservandone l'incanto.
Quodlibet, 2017
Abstract: Il libro ricostruisce, per la prima volta in maniera unitaria e completa, l’opera di Aldo Rossi, dagli anni della formazione scolastica e universitaria sino ai progetti del 1973. Si concentra dunque su un arco temporale cruciale per la fondazione di una poetica che ha radicalmente rinnovato significati e figure dell’architettura razionalista del periodo «eroico», quello collocato fra le due guerre mondiali. Attraverso disegni, fotografie, note, lettere e altri documenti – molti dei quali finora inediti – viene analizzata, secondo un ordine cronologico e tematico, l’intera produzione di Rossi all’interno del contesto culturale, politico ed economico dell’Italia del dopoguerra: dai progetti giovanili e dall’impegno nel Partito Comunista Italiano al principio dell’«autonomia», dagli studi sulla morfologia urbana e sulla tipologia edilizia (culminati nel libro L’architettura della città) alla definizione della «città analoga» e alla «Tendenza», sino alle prime opere realizzate per il quartiere Gallaratese di Milano e il cimitero di San Cataldo di Modena. Il testo documenta anche le relazioni intellettuali di Rossi con alcuni dei protagonisti del panorama architettonico italiano (tra gli altri, Ernesto Nathan Rogers, Carlo Aymonino, Ezio Bonfanti, Manfredo Tafuri) e gli studi, con i loro cambiamenti d’interpretazione, dell’opera di Étienne-Louis Boullée, Adolf Loos, Le Corbusier, Louis Kahn e Mario Ridolfi. Ricerca teorica, progetti e disegni rivelano tutti la volontà di Rossi di reinventare l’architettura quale pura forma carica di valori universali e atemporali, ma al tempo stesso espressiva di una precisa esperienza autobiografica, secondo quel «razionalismo esaltato» che avrebbe aperto le porte a un superamento del razionalismo a partire dai suoi stessi presupposti, e che avrebbe messo l’opera dell’architetto milanese al centro del dibattito internazionale.
Sarò strana io / Daniela Mazzoli
Quodlibet, 2017
Abstract: Un romanzo scritto a poco a poco ogni sera prima di andare a dormire, dove si affollano gli incontri diurni, gli amori passati, le attese, tante attese, e lo sconosciuto futuro, con riflessioni sconsolate o a volte comiche sugli umani e femminili comportamenti. E frammento dopo frammento si allungano fili di vicende, sempre sull'orlo di disperdersi, come certi giorni moderni che non si è mai sicuri siano esistiti. Se non fosse un romanzo, sarebbe un canzoniere segreto che narra la nostra vita virtuale.