Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Alieni
Includi: tutti i seguenti filtri
× Data 2021
× Editore Fusta editore <Saluzzo>

Trovati 2 documenti.

La via Medicea
Libri Moderni

Cuminatto, Andrea <1987->

La via Medicea : da Prato a Fucecchio tra storia, arte e natura : quattro tappe nel Montalbano alla scoperta delle ville dei Medici / Andrea Cuminatto

Fusta, 2021

Abstract: La guida suggerisce al visitatore una fra le modalità migliori per conoscere la zona del Montalbano, ovvero quella di attraversarla in modo lento e in armonia con l'ambiente, scoprendo l'impronta umanistica lasciata dalla famiglia Medici con le Cascine Medicee di Prato, le Ville Medicee - inserite nel Patrimonio Unesco - di Poggio a Caiano, di Artimino, di Quarrata e di Cerreto Guidi, i numerosi musei, il Barco Mediceo di Bonistallo e quello Reale, e percorrendo il territorio di Vinci, che ha dato i natali al genio di Leonardo, e quello di Fucecchio, crocevia anche di altri cammini, dalla Via Francigena alla Romea Strata.

Tra i giganti del Tor des Geants
Libri Moderni

Dalmasso, Luca <1981->

Tra i giganti del Tor des Geants : sfidare se stessi nell'Endurance Trail più famoso al mondo / Luca Dalmasso ; prefazione di Dario Viale

Fusta, 2021

Abstract: Dopo una stagione non felice della sua vita, per Luca, da atleta che corre da più di 25 anni, diventare finisher del Tor sarebbe l’inizio di una nuova esistenza. Ecco allora che ci narra della sua preparazione, per mesi. Poi la gara. Ripercorre ogni sentiero, ogni tornante: c’è il rapporto con il proprio limite, con la montagna e con la notte... Luca Dalmasso nel 2018 corre il Tor des Geants, gara di Endurance Trail unica, conosciuta in tutto il mondo e in grado di attirare per una settimana, in Valle d’Ao-sta, atleti e spettatori da decine di Paesi. È la regina di tutte le competizioni in montagna. Tor des Geants [...] significa “Giro dei Giganti”» ci dice Luca. «“Giro” perché è il giro della Valle d’Aosta, e “Giganti” perché s’intendono i giganti montuosi della valle [...]: il Gran Paradiso, il Monte Rosa, il Cervino, il Monte Bianco e altri minori.» Si parte da Courmayeur e lì si ritorna. Si percorrono le due Alte Vie della Valle. Lo si fa in senso antiorario, passando le valli del Gran Paradiso – La Thuile, la Valgrisanche, la Valle di Rhemes e la Valsavarenche – per arrivare a Cogne. Oltre il parco del Monte Avic si scende sino a Pont-Saint-Martin. Quindi ecco quelle Walser di Gressoney, la Val d’Ayas, la Valtournenche, le Valli del Grande con Oyace, sino a S. Rhemy. E infine il ritorno. Se non lo si fosse capito, è un’impresa titanica: fisica e mentale. La distanza è di 330 km, il dislivello di 24.000 metri. Tutto si svolge in semi-autonomia, a velocità libera e in una sola tappa: si parte e si arriva entro un tempo massimo di 150 ore. Dopo una stagione non felice della sua vita, per Luca, da atleta che corre da più di 25 anni, diventare finisher del Tor sarebbe l’inizio di una nuova esistenza. Ecco allora che ci narra della sua preparazione, per mesi. Poi la gara. Ripercorre ogni sentiero, ogni tornante: c’è il rapporto con il proprio limite, con la montagna e con la notte... sì, perché per terminare il Tor gli atleti devono correre anche di notte, magari dopo aver riposato solo un’ora. Tutto per una settimana. Alla fine, Luca riuscirà nell’impresa: arriverà 81°, su più di 800 partecipanti. Da quel momento, la sua vita sarà nuova. Luca ci parlerà anche del post-gara, dei mesi successivi, per farci capire quanto il superamento di una sfida abbia a che fare con il nostro futuro. C’è la montagna, qui; c’è la gara; c’è il benessere dato dall’attività fisica; c’è la Valle d’Aosta, con la sua gente, le sue tradizioni, i suoi panorami, i suoi borghi di pietra e legno; c’è il riscatto di un giovane uomo... Non c’è nulla da fare: sfidare noi stessi è l’unico modo per uscire dal pantano in cui spesso restiamo intrappolati. L’unico per piegare il destino.