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Trovati 13 documenti.

La stanza dei bambini
Libri Moderni

Des Forêts, Louis-René <1918-2000>

La stanza dei bambini / Louis-René des Forêts ; traduzione di Stefano Chiodi

Quodlibet, ©2024

Gli ultimi giorni di Shelley e Byron
Libri Moderni

Trelawny, Edward John <1792-1881>

Gli ultimi giorni di Shelley e Byron / Edward John Trelawny ; traduzione di Marcella Majnoni e Giuseppe Lucchesini ; con uno scritto di Dino Baldi

Quodlibet, 2024

Abstract: Shelley muore nel 1822 a poco meno di 30 anni, travolto da una tempesta nel golfo di La Spezia, nel momento in cui nessuno può mettere in dubbio l’integrità della sua anima. Byron muore nel 1824 a poco più di 36 anni, consumato da una febbre mentre, con l’anima ormai compromessa dalla vita, era in Grecia per sostenere la guerra d’indipendenza. Trelawny, amico e compagno di avventure di entrambi, ne racconta gli ultimi mesi fino alla morte, ed è un frammento di vite parallele di due uomini nati uguali e fatti diversi dal tempo che li divide, seppure non così diversi da non riconoscersi e potersi specchiare l’uno nell’altro. Il resoconto che queste memorie ci lasciano è una fonte insostituibile per conoscere la quotidianità, le conversazioni, le letture dei due grandi poeti. È anche un esempio del più alto romanticismo, nel suo intreccio di lirismo e aspirazioni rivoluzionarie. L’eroe di questa epopea è il puro, impulsivo, ingenuo, generoso, solitario Shelley, l’aspirante marinaio che non sapeva nuotare, il santo laico la cui fine è narrata in pagine indimenticabili: il terribile naufragio, il ritrovamento del corpo sulla spiaggia, il falò notturno con cui il gruppo di giovanissimi amici brucia i resti del poeta, Trelawny stesso che affonda le mani nella cenere per prelevarne il cuore miracolosamente intatto e consegnarlo alla vedova, Mary Shelley (le ceneri saranno invece sepolte a Roma, nel «cimitero degli inglesi»). Su Byron il giudizio è più ambiguo: il suo indubitabile genio è offuscato da un carattere talvolta meschino, irresoluto e opportunista, di attore che recita sé stesso. Ma a lui rimane la qualità preziosa di cogliere gli aspetti comici e ridicoli dell’esistenza, prima di tutto la propria.

Un'idea diversa dell'Europa
Libri Moderni

Ceserani, Remo <1933-2016>

Un'idea diversa dell'Europa : otto saggi sull’identità transnazionale europea / Remo Ceserani ; a cura di Stefano Lazzarin e Pierluigi Pellini ; postfazione Di Beatrice Laghezza

Quodlibet, 2024

Abstract: Questo volume raccoglie otto fra i più significativi scritti “europei” di Ceserani. Qui il grande critico, dialogando con i maggiori “pensatori dell’Europa” e fra gli altri con Denis de Rougemont, Jürgen Habermas, Edgar Morin, avanza un’originale proposta per l’Europa unita, ispirata a modelli storici e politici precisi (il processo che ha portato all’unificazione di un Paese caratterizzato da «una forte stratificazione e frammentazione» come l’Italia, gli «assetti costituzionali assai peculiari» della Svizzera, che «riescono a far convivere pacificamente etnie molto diverse, quattro gruppi linguistici [...] e popolazioni che fanno riferimento a tre diverse istituzioni religiose») e fondata sulla nozione di appartenenza (frutto di una scelta consapevole), che Ceserani considera nettamente preferibile a quella di attaccamento alle radici (destinato a produrre conflitti nel panorama attuale). Ne emerge l’immagine di un’Europa delle differenze, consapevole «della crisi, sempre più evidente nelle nostre società liquide, dell’idea forte della nazione», e che ai richiami identitari così frequenti oggi – dalle “radici cristiane” all’“orgoglio padano” – deve saper opporre un discorso alternativo, un’idea diversa: un’Europa, insomma, intesa quale «comunità specifica caratterizzata dalla presenza condivisa di valori come la solidarietà, l’orientamento verso il sociale, l’inclusione politica ed economica».

Imputazione e colpa
Libri Moderni

Brunori, Arianna <1993->

Imputazione e colpa : l'invenzione della volontà / Arianna Brunori

Macerata : Quodlibet, 2024

Abstract: Come si diventa colpevoli? Che cosa rende un atto umano imputabile? A tali domande il pensiero moderno, senza apparenti eccezioni, ha risposto: la volontà. L’imputazione della colpa presuppone sempre la volontarietà dell’agire; non si può imputare che la colpa commessa volontariamente. Il saggio di Arianna Brunori si propone di interrogare questo nesso, tanto per il tramite di un’indagine sulla sua genesi, quanto attraverso una messa in questione della sua valenza in campo etico. Come infatti dimostra lo studio del pensiero antico e della teologia patristica, non solo il legame tra questi concetti non ha nulla di evidente e naturale, ma il rapporto tra di essi va di fatto invertito: storicamente non la constatazione del carattere volontario di un’azione ha fondato la possibilità della sua imputazione, ma, al contrario, l’esigenza di legittimare le punizioni ha portato all’elaborazione della nozione di volontà. L’invenzione della facoltà che distingue l’essere umano dagli altri viventi, che dovrebbe attestarne la superiorità, è funzionale, cioè, alla sua condanna. In questo senso, la storia luminosa del progressivo ampliamento del libero arbitrio è, insieme, anche quella del suo oscuro rovescio – ciò che già Nietzsche chiamava «vivisezione della coscienza», l’ancoraggio sempre più profondo, nel cuore della stessa natura umana, della colpa e del peccato. Come si legge in uno dei frammenti che prelude al Processo di Kafka: «Tu sei libero e per questo sei perduto».

Benedetto Croce
Libri Moderni

Boschetti, Anna <1944->

Benedetto Croce : dominio simbolico e storia intellettuale / Anna Boschetti

Quodlibet, 2024

Abstract: Benedetto Croce ha dominato per mezzo secolo la vita culturale italiana. Non si può capire la storia intellettuale del primo Novecento senza tener conto di questo fatto, eccezionale per ampiezza e durata. È vero che su Croce si è scritto e si scrive moltissimo, ma non esistono analisi che rendano conto in modo soddisfacente del suo lungo regno e di tutto il suo percorso intellettuale e politico. Le biografie sono focalizzate sul soggetto, gli studi sull’opera risentono della specializzazione, sono settoriali e fanno sparire l’essenziale: l’ubiquità di Croce, gli effetti della straordinaria concentrazione di risorse e di ruoli da lui realizzata. Per spiegare i testi e la fortuna di un autore non bastano le analisi «interne», e neppure quelle «esterne»: è un corto circuito ricondurre direttamente le opere e il prestigio al contesto sociale e politico. Si supera questa sterile alternativa prendendo in considerazione il microcosmo specifico, relativamente autonomo, che circoscrive le possibilità e i limiti rispetto ai quali si definiscono le scelte intellettuali.

Il racconto dell'architettura
Libri Moderni

Cartocci, Matheus

Il racconto dell'architettura : scrittura e narrazione nell'opera di Stefano Boeri / Matheus Cartocci

Quodlibet, 2024

Abstract: Nel dopoguerra italiano a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, la ricerca teorica diventa il distintivo di un gruppo di architetti e intellettuali che occuperà la scena culturale nazionale e internazionale per alcuni decenni, impiegando la scrittura nella pratica architettonica come strumento di riflessione e di innovazione progettuale. La generazione successiva, formatasi sui loro testi, sarà però «pronta a rinnegare le parole, le frasi e gli strumenti dei padri». È la generazione di Stefano Boeri, probabilmente l'architetto italiano più presente sulla scena mediatica attuale, ma anche fra i meno studiati. Il volume inquadra dunque il lavoro dell'architetto milanese in tutte le sfaccettature della sua molteplice attività di professionista, intellettuale, organizzatore di eventi e alla testa di varie istituzioni culturali. Nel corso degli anni, infatti, Boeri è stato direttore delle riviste «Domus» e «Abitare», attraverso le quali ha raccontato e comunicato l'architettura a un pubblico sempre più vasto, utilizzando un nuovo linguaggio mediatico che merita di essere esaminato approfonditamente. Il testo studia perciò il costituirsi, a inizio millennio, di una nuova tensione comunicativa, analizzando quindi lo sviluppo di un efficace metodo esplicativo del progetto, un metodo che si serve di schemi narrativi, di neologismi e di una vera e propria «overdose di varietà» visiva: tutte caratteristiche che precedono di molto il Bosco Verticale, inaugurato giusto dieci anni or sono. Per tutte queste ragioni, l'autore - che ha lavorato per un periodo in Stefano Boeri Architetti - ha riservato un'attenzione particolare alla collaborazione di Boeri con Rem Koolhaas, architetto e scrittore che senza dubbio è stato un punto di riferimento e un suo interlocutore privilegiato.

Teatro statico
Libri Moderni

Pessoa, Fernando <1888-1935>

Teatro statico / Fernando Pessoa ; edizione originale a cura di Filipa de Freitas e Patricio Ferrari ; edizione italiana a cura di Andrea Ragusa

Quodlibet, 2024

Abstract: «Chiamo teatro statico quello in cui l’intreccio drammatico non costituisce azione – cioè in cui le figure non soltanto non agiscono, poiché non si muovono né parlano di muoversi, ma non possiedono nemmeno i sensi necessari per produrre un’azione; in cui non c’è conflitto, né perfetto intreccio. Si dirà che questo non è teatro. Credo che lo sia, perché credo che il teatro trascenda il teatro puramente dinamico e che l’essenziale del teatro sia, non l’azione, né la progressione e la continuità dell’azione, ma, in un’accezione più ampia, la rivelazione delle anime attraverso le parole scambiate o la creazione di situazioni». Il volume raccoglie i quattordici «drammi statici» di Fernando Pessoa, composti tra il 1913 e il 1934, dei quali solo Il marinaio (1915) fu pubblicato in vita dall’autore. In gran parte sconosciuti prima di un meticoloso lavoro di scavo svolto nell’archivio di Pessoa, questi testi restituiscono un altro e fondamentale versante della sua magmatica attività. La natura di Pessoa fu intimamente drammaturgica, anche quando questo carattere si manifestò mediante la spersonalizzazione poetica che diede origine a più di un centinaio di «eteronimi», autori fittizi radicalmente diversi per personalità e visione del mondo. Il suo teatro sprovvisto di azione, in cui l’enigma della condizione umana si traduce in spettacolo dell’inconscio, si proietta già verso esiti che saranno sperimentati con maggiore continuità dalle avanguardie del XX secolo.

Il manuale del fosforo e dei fiammiferi
Libri Moderni

Terzaghi, Matteo <1970->

Il manuale del fosforo e dei fiammiferi / Matteo Terzaghi

Quodlibet, 2024

Abstract: All’origine di questo libro c’è un vecchio manuale sull’industria del fosforo e dei fiammiferi, grazie al quale un mistero d’infanzia trova un’inaspettata soluzione. La forma letteraria dei manuali (modi d’uso del mondo sempre un po’ avventurosi e farneticanti), la fiamma di breve durata dei fiammiferi (da cui, come in un celebre racconto di Jack London, può dipendere la vita di un uomo) e le preoccupazioni e le fantasie dell’infanzia che si prolungano nell’età adulta, sono gli elementi di un «libro di lettura» scandito in una serie di pezzi in prosa che volgono ora al saggio ora al racconto, ora alla memoria personale ora all’apologo o alla favola. Tra i personaggi: un eremita che trasforma un bosco in una grande enciclopedia all’aperto; la collezionista di sassi Gambetta e il suo vicino di casa, il signor Abicì; un direttore d’orchestra senza orchestra; lo studente Louis alla deriva nello spazio; il pittore Degas che si ribella alla presagita dittatura del telefono; il bibliotecario Borges che in ogni suo libro ne «indica tanti altri di tutte le epoche e le lingue»; una farmacista che racchiude tutta una vita in un pacchetto di medicine; ambulanti, portalettere e gnomi della posta.

L'abitante fragile
Libri Moderni

L'abitante fragile : dalla residenza assistita alla casa multigenerazionale / a cura di Eugenio Arbizzani, Luca Reale

Quodlibet, 2024

Cimarrón
Libri Moderni

Barnet, Miguel <1940->

Cimarrón : biografia di uno schiavo fuggiasco / Miguel Barnet ; a cura di Elena Zapponi ; presentazione di Italo Calvino

Quodlibet, 2024

Abstract: Esteban Montejo è un cimarrón, un ex schiavo fuggiasco che per diversi anni, fino all’abolizione della schiavitù a Cuba, ha vissuto in clandestinità nascosto tra le montagne. Quando lo scrittore ed etnologo Miguel Barnet lo conosce, nel 1963, Esteban ha centoquattro anni. È un uomo acuto, caparbio e orgoglioso, dai ricordi estremamente vividi. Questo libro nasce da mesi di registrazioni su nastro delle conversazioni che i due ebbero alla Casa del Veterano dell’Avana: un documento unico che ci consegna un punto di vista indigeno sulla schiavitù e sulla storia cubana, fino alla guerra d’indipendenza dalla Spagna e agli anni del protettorato statunitense. Barnet restituisce intatto l’espressivo linguaggio del cimarrón, componendo un romanzo testimoniale di profonda poesia e, al contempo, un resoconto etnografico di eccezionale valore. Le parole di Montejo ci conducono nel cuore dell’ingenio, la piantagione di zucchero dove lo schiavo, privato del diritto al proprio corpo, è tenuto in una condizione di «ferita permanente». Ma nelle sue parole si dispiegano anche le forme del sapere e il regime di esistenza del cimarronaje, fondati sulla riappropriazione della corporeità, sull’ascolto del mondo vegetale e animale, su ecologie native in cui non si dà contrapposizione tra umano e non umano.

Manualetto per la prossima vita
Libri Moderni

Cavazzoni, Ermanno <1947->

Manualetto per la prossima vita / Ermanno Cavazzoni

Quodlibet, 2024

Abstract: Questo libricino dà le istruzioni (se per caso si torna al mondo una seconda o terza volta) per non cadere negli stessi errori, nelle stesse ingenuità e credenze illusorie che di norma finora ci hanno sempre accompagnato. Se uno potesse portarselo dietro nella successiva puntata ne sarebbe di sicuro avvantaggiato, sempre se la puntata prossima ci sarà davvero. Il libro mette in guardia su una serie di cose a cui non si pensa: ed esempio come riconoscere l'aspetto elusivo e rimodernato del diavolo; se può essere un vantaggio sapere la data di morte; se non è meglio per la bilancia economica evitare di fare miracoli; i morti bisbigliano incessantemente attorno a noi; gli extraterrestri non potrebbero anche loro essere dei truffatori? e questa mania di fare foto non aumenterà la confusione il giorno del Giudizio? eccetera eccetera

Giù la piazza non c'è nessuno
Libri Moderni

Prato, Dolores <1892-1983>

Giù la piazza non c'è nessuno / Dolores Prato ; a cura di Elena Frontaloni

Nuova ed

Quodlibet, 2024

Abstract: Alla Ginzburg sono sempre stata, sono e continuerò ad essere, gratissima. Lei ha sempre amato questo lihro, con quelle manomissioni voleva renderlo più accessibile. Lei rendeva più intellegibile il mio modo di scrivere; ma io preferivo tenermi i miei difetti. Avevamo ragione tutte e due. Sono alcune righe scritte da Dolores Prato nel 1980, in risposta a un articolo in cui veniva definita rabbiosa nei confronti di Natalia Ginzburg. Alle spalle di questa precisazione c'è una vicenda editoriale divenuta pubblica: le oltre millecinquecento cartelle del romanzo consegnate nel 1979 dall'ottantenne Dolores Prato a Natalia Ginzburg, vennero ridotte a sole trecento pagine. L'autrice, scontenta dell'edizione parziale, continuò a rivedere il testo e preparò un nuovo dattiloscritto, il quale venne pubblicato nel 1997 da Giorgio Zampa, e che viene qui pubblicato. Un'infanzia primonovecentesca trascorsa ai bordi d'Italia, insieme a oggetti e parole disperse, a uno zio mezzo prete, mezzo pittore, mezzo alchimista e a una zia nubile dalle strane acconciature. La bambina che guida la penna della vegliarda non ha mai saputo perché ha una madre che non si comporta da madre, essendo tale funzione esercitata da una zia che all'ufficio materno mal s'adatta. Lo zio fa da padre, manifestando un amore quieto e misterioso per la piccola che gli cresce accanto scostante, chiusa, restia a chiedere come e perché venisse allevata da quasi estranei...

Sul filo
Libri Moderni

Catucci, Stefano

Sul filo : esercizi di pensiero materiale / Stefano Catucci

[S.l.] : Quodlibet, 2024

Saggi ; 102

Abstract: Da secoli ci riferiamo al filo per rappresentare l'azione del pensiero. Classicamente, infatti, è dal centro dell'io, dalla sua coscienza o dal suo cervello, che vediamo irradiarsi fili immaginari e metaforici di collegamento con il mondo esterno. A volte sono lineari, a volte aggrovigliati, oggi li si presenta spesso come nodi di una rete che raffigura le maglie del potere, le forme della resistenza e, più in generale, i fenomeni dell'interconnessione globale. Per quanto astratte, tutte queste immagini si basano sulle caratteristiche di fili reali, materiali, che continuano a orientare la nostra visione del pensiero anche se non ne siamo consapevoli. Si tratta allora di far emergere la materialità dei fili nascosta sotto gli strati delle abitudini e del linguaggio, di riportare le metafore alla lettera per superare la distanza che ci separa dalle cose e dagli altri. Sul filo dev'essere perciò letto in due modi. È un'indagine sulla concretezza dei fili che hanno dato vita a un vastissimo repertorio di metafore ed è un'analisi di esperienze del pensiero che dipendono proprio dal rapporto con fili reali. Funamboli, cordoni ombelicali, arti tessili, teatri di marionette, ragnatele e altri casi esemplari diventano così il tema di una serie di esercizi filosofici su attività antichissime e moderne che non hanno mai abbandonato l'opera degli esseri umani. Osservarle da vicino restituisce alle cose, all'alterità e al non-umano un ruolo decisivo nella formazione del pensiero e degli individui che siamo, senza più né un «io» né un «noi» al centro di tutto.