Trovati 211 documenti.
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Benedetto Croce : dominio simbolico e storia intellettuale / Anna Boschetti
Quodlibet, 2024
Abstract: Benedetto Croce ha dominato per mezzo secolo la vita culturale italiana. Non si può capire la storia intellettuale del primo Novecento senza tener conto di questo fatto, eccezionale per ampiezza e durata. È vero che su Croce si è scritto e si scrive moltissimo, ma non esistono analisi che rendano conto in modo soddisfacente del suo lungo regno e di tutto il suo percorso intellettuale e politico. Le biografie sono focalizzate sul soggetto, gli studi sull’opera risentono della specializzazione, sono settoriali e fanno sparire l’essenziale: l’ubiquità di Croce, gli effetti della straordinaria concentrazione di risorse e di ruoli da lui realizzata. Per spiegare i testi e la fortuna di un autore non bastano le analisi «interne», e neppure quelle «esterne»: è un corto circuito ricondurre direttamente le opere e il prestigio al contesto sociale e politico. Si supera questa sterile alternativa prendendo in considerazione il microcosmo specifico, relativamente autonomo, che circoscrive le possibilità e i limiti rispetto ai quali si definiscono le scelte intellettuali.
Quodlibet, 2024
Abstract: Nel dopoguerra italiano a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, la ricerca teorica diventa il distintivo di un gruppo di architetti e intellettuali che occuperà la scena culturale nazionale e internazionale per alcuni decenni, impiegando la scrittura nella pratica architettonica come strumento di riflessione e di innovazione progettuale. La generazione successiva, formatasi sui loro testi, sarà però «pronta a rinnegare le parole, le frasi e gli strumenti dei padri». È la generazione di Stefano Boeri, probabilmente l'architetto italiano più presente sulla scena mediatica attuale, ma anche fra i meno studiati. Il volume inquadra dunque il lavoro dell'architetto milanese in tutte le sfaccettature della sua molteplice attività di professionista, intellettuale, organizzatore di eventi e alla testa di varie istituzioni culturali. Nel corso degli anni, infatti, Boeri è stato direttore delle riviste «Domus» e «Abitare», attraverso le quali ha raccontato e comunicato l'architettura a un pubblico sempre più vasto, utilizzando un nuovo linguaggio mediatico che merita di essere esaminato approfonditamente. Il testo studia perciò il costituirsi, a inizio millennio, di una nuova tensione comunicativa, analizzando quindi lo sviluppo di un efficace metodo esplicativo del progetto, un metodo che si serve di schemi narrativi, di neologismi e di una vera e propria «overdose di varietà» visiva: tutte caratteristiche che precedono di molto il Bosco Verticale, inaugurato giusto dieci anni or sono. Per tutte queste ragioni, l'autore - che ha lavorato per un periodo in Stefano Boeri Architetti - ha riservato un'attenzione particolare alla collaborazione di Boeri con Rem Koolhaas, architetto e scrittore che senza dubbio è stato un punto di riferimento e un suo interlocutore privilegiato.
Quodlibet, 2024
Abstract: «Chiamo teatro statico quello in cui l’intreccio drammatico non costituisce azione – cioè in cui le figure non soltanto non agiscono, poiché non si muovono né parlano di muoversi, ma non possiedono nemmeno i sensi necessari per produrre un’azione; in cui non c’è conflitto, né perfetto intreccio. Si dirà che questo non è teatro. Credo che lo sia, perché credo che il teatro trascenda il teatro puramente dinamico e che l’essenziale del teatro sia, non l’azione, né la progressione e la continuità dell’azione, ma, in un’accezione più ampia, la rivelazione delle anime attraverso le parole scambiate o la creazione di situazioni». Il volume raccoglie i quattordici «drammi statici» di Fernando Pessoa, composti tra il 1913 e il 1934, dei quali solo Il marinaio (1915) fu pubblicato in vita dall’autore. In gran parte sconosciuti prima di un meticoloso lavoro di scavo svolto nell’archivio di Pessoa, questi testi restituiscono un altro e fondamentale versante della sua magmatica attività. La natura di Pessoa fu intimamente drammaturgica, anche quando questo carattere si manifestò mediante la spersonalizzazione poetica che diede origine a più di un centinaio di «eteronimi», autori fittizi radicalmente diversi per personalità e visione del mondo. Il suo teatro sprovvisto di azione, in cui l’enigma della condizione umana si traduce in spettacolo dell’inconscio, si proietta già verso esiti che saranno sperimentati con maggiore continuità dalle avanguardie del XX secolo.
Quodlibet, 2023
Abstract: Parigi, superficie lucente ammantata di schiuma e di bave sanguigne. Questa di Bruno Barilli è la spettacolare ed effervescente Parigi degli anni Venti, coi suoi luoghi sacrosanti, ancora celebrati ma in larga parte oggi evaporati. Il Moulin Rouge con le sue bellissime donne che prendono al vischio il visitatore, tra il lucore sulfureo e ferale, e l’angoscia solenne di un mondo che stava già per finire; e poi Montparnasse con la relativa popolazione di pittori e pittori falliti; l’Opéra, grande pignatta tra la malinconia dei lampioni elettrici accesi; e c’è pure l’ascolto di un concerto al grande teatro degli Champs-Élysées; e l’impressionante Museo delle Cere, macabro come un cimitero di risorti. Barilli, musicista e musicologo, scriveva queste cronache per i giornali del tempo, con una vivacità esuberante, un’intelligenza scoppiettante, sempre mista ad un’impalpabile ironia, che ne hanno fatto un autore molto ammirato; lo si legge ancora con sommo piacere. La prima edizione di Parigi è verosimilmente del 1938.
Il manuale del fosforo e dei fiammiferi / Matteo Terzaghi
Quodlibet, 2024
Abstract: All’origine di questo libro c’è un vecchio manuale sull’industria del fosforo e dei fiammiferi, grazie al quale un mistero d’infanzia trova un’inaspettata soluzione. La forma letteraria dei manuali (modi d’uso del mondo sempre un po’ avventurosi e farneticanti), la fiamma di breve durata dei fiammiferi (da cui, come in un celebre racconto di Jack London, può dipendere la vita di un uomo) e le preoccupazioni e le fantasie dell’infanzia che si prolungano nell’età adulta, sono gli elementi di un «libro di lettura» scandito in una serie di pezzi in prosa che volgono ora al saggio ora al racconto, ora alla memoria personale ora all’apologo o alla favola. Tra i personaggi: un eremita che trasforma un bosco in una grande enciclopedia all’aperto; la collezionista di sassi Gambetta e il suo vicino di casa, il signor Abicì; un direttore d’orchestra senza orchestra; lo studente Louis alla deriva nello spazio; il pittore Degas che si ribella alla presagita dittatura del telefono; il bibliotecario Borges che in ogni suo libro ne «indica tanti altri di tutte le epoche e le lingue»; una farmacista che racchiude tutta una vita in un pacchetto di medicine; ambulanti, portalettere e gnomi della posta.
A che punto siamo? : l'epidemia come politica / Giorgio Agamben
Quodlibet, 2020
Abstract: Agamben ha raccolto in questo libro tutti i suoi interventi sull'emergenza sanitaria che stiamo attraversando. Al di là di denunce e descrizioni puntuali, i testi propongono in varia forma una riflessione sulla Grande Trasformazione in corso nelle democrazie occidentali. In nome della biosicurezza e della salute, il modello delle democrazie borghesi coi loro diritti, i loro parlamenti e le loro costituzioni sta ovunque cedendo il posto a un nuovo dispotismo in cui i cittadini sembrano accettare limitazioni delle libertà senza precedenti. Di qui l'urgenza della domanda che dà il titolo alla raccolta: a che punto siamo? Fino a quando saremo disposti a vivere in uno stato di eccezione che viene continuamente prolungato e di cui non si riesce a intravedere la fine?
Quodlibet, 2024
Abstract: Esteban Montejo è un cimarrón, un ex schiavo fuggiasco che per diversi anni, fino all’abolizione della schiavitù a Cuba, ha vissuto in clandestinità nascosto tra le montagne. Quando lo scrittore ed etnologo Miguel Barnet lo conosce, nel 1963, Esteban ha centoquattro anni. È un uomo acuto, caparbio e orgoglioso, dai ricordi estremamente vividi. Questo libro nasce da mesi di registrazioni su nastro delle conversazioni che i due ebbero alla Casa del Veterano dell’Avana: un documento unico che ci consegna un punto di vista indigeno sulla schiavitù e sulla storia cubana, fino alla guerra d’indipendenza dalla Spagna e agli anni del protettorato statunitense. Barnet restituisce intatto l’espressivo linguaggio del cimarrón, componendo un romanzo testimoniale di profonda poesia e, al contempo, un resoconto etnografico di eccezionale valore. Le parole di Montejo ci conducono nel cuore dell’ingenio, la piantagione di zucchero dove lo schiavo, privato del diritto al proprio corpo, è tenuto in una condizione di «ferita permanente». Ma nelle sue parole si dispiegano anche le forme del sapere e il regime di esistenza del cimarronaje, fondati sulla riappropriazione della corporeità, sull’ascolto del mondo vegetale e animale, su ecologie native in cui non si dà contrapposizione tra umano e non umano.
Manualetto per la prossima vita / Ermanno Cavazzoni
Quodlibet, 2024
Abstract: Questo libricino dà le istruzioni (se per caso si torna al mondo una seconda o terza volta) per non cadere negli stessi errori, nelle stesse ingenuità e credenze illusorie che di norma finora ci hanno sempre accompagnato. Se uno potesse portarselo dietro nella successiva puntata ne sarebbe di sicuro avvantaggiato, sempre se la puntata prossima ci sarà davvero. Il libro mette in guardia su una serie di cose a cui non si pensa: ed esempio come riconoscere l'aspetto elusivo e rimodernato del diavolo; se può essere un vantaggio sapere la data di morte; se non è meglio per la bilancia economica evitare di fare miracoli; i morti bisbigliano incessantemente attorno a noi; gli extraterrestri non potrebbero anche loro essere dei truffatori? e questa mania di fare foto non aumenterà la confusione il giorno del Giudizio? eccetera eccetera
47 poesie facili e una difficile / Velimir Chlebnikov ; a cura di Paolo Nori
Macerata : Quodlibet, 2009
Abstract: Sklovskij diceva che era un campione, Jakobson diceva il più grande poeta del Novecento, Tynjanov diceva una direzione, Markov diceva il Lenin del futurismo russo, Ripellino diceva il poeta del futuro, e avevan ragione, secondo me, tutti, però avevano torto, anche, secondo me, e avevano torto perché, secondo me, Chlebnikov è molto di più. (P. N.)
Quodlibet, 2023
Abstract: Il volume raccoglie otto saggi inediti sulla multiforme attività di Gio Ponti distribuiti in quattro aree tematiche, dedicate alla scrittura per le riviste che ha fondato («Domus», «Stile», «Bellezza») o per altri giornali («Corriere della Sera»), alla grafica e all’illustrazione editoriale, al progetto di architettura e, infine, al progetto di design. È certo arduo scomporre l’opera di una personalità poliedrica come quella di Ponti, che non a caso si è costantemente servito di pseudonimi. Il suo lavoro, del resto, va considerato il prodotto di un’officina di progetto, composta di volta in volta di collaboratori e discipline differenti, che deve la sua coerenza all’adozione di un metodo unitario, teso a far prevalere l’intenzione progettuale sul processo attraverso cui essa si realizza. La sua impronta non è mai standardizzata, anche se sempre riconoscibile, come nel caso degli artigiani che Ponti ha costantemente frequentato, promosso e amato per la loro semplicità, «cioè sincerità, ordine, il che vuol dire in sintesi essenzialità». I contributi qui riuniti dunque cercano di leggere disegni, pubblicazioni, edifici decisivi per la sua carriera (Palazzo Montecatini, Torre Pirelli), progetti di oggetti diversissimi tra loro, dal cucchiaio all’automobile, nonché il suo impegno pubblicistico specie all’estero in virtù del quale, secondo Alessandro Mendini, Ponti va considerato come il «generoso moltiplicatore della cultura dei designer italiani». Seguendo le diverse tipologie di prodotto che escono dall’officina di Ponti, questo libro offre dunque nuove interpretazioni corredate da fotografie e documenti spesso inediti, in collaborazione con i Gio Ponti Archives.