Trovati 1367 documenti.
Trovati 1367 documenti.
Paris : Les belles lettres, 1951
Collection des universités de France
Les lois. Livres 3.-6. / / Platon ; texte établi et traduit par Édouard des Places
Paris : Les belles lettres, 1951
Collection des universités de France
Les lois. Livres 7.-10. / / Platon ; texte établi et traduit par A. Diés
2. tirage revu et corrige
Paris : Les belles lettres, 1976
Collection des universités de France
Paris : Les belles lettres, 1956
Collection des universités de France
Abstract: Che cos'è l'amicizia? Chi può dirsi vero amico di qualcuno? Il volume propone una lettura in chiave pedagogica di Liside, breve componimento che, secondo la cronologia delle opere platoniche oggi comunemente accettata, rientra nel novero dei cosiddetti dialoghi socratici. Si scoprono scene di giochi infantili simili a quelli di epoche ben più vicine alla nostra e precetti educativi che potrebbero benissimo essere rivolti dai genitori di oggi ai propri figli. Non solo, il volume presenta anche le stesse lamentele di piccoli esseri umani alla ricerca di spazi per l'affermazione della propria autonomia esistenziale nei confronti dell'autorità degli adulti.
Abstract: Il "Lachete" è forse il più importante dei dialoghi socratici di Platone. Il suo gesto filosofico fondamentale consiste nella messa a tema dell’importanza e urgenza del problema della "paideia", cioè dell’educazione dei giovani. A partire da questo gesto vanno intesi sia l’indagine che domina il dialogo, ossia la ricerca di una definizione del coraggio, sia l’esito dell’indagine stessa. Infatti la definizione “apoterica” del coraggio è fornita in modo tale che chi legge la trovi da sé – secondo la convinzione platonica di dover scuotere il lettore per produrre in lui la tensione tipica del discorso socratico.
[6]: Carmide, sulla temperanza
Abstract: Il Carmide è uno dei dialoghi giovanili di Platone più ricchi e più interessanti, con pagine di straordinaria profondità e attualità. Vengono qui messi in luce i limiti dell'antica tesi della medicina greca secondo cui non si può curare una "parte" del corpo senza curare "tutto" il corpo, e si dimostra che il corpo umano stesso è solo una "parte", in quanto l'intero dell'uomo è insieme corpo e anima. Il messaggio centrale del dialogo resta particolarmente valido anche per l'uomo d'oggi: per liberarsi dai mali, bisogna innanzitutto curare la propria anima in modo che domini il corpo, ossia occorre raggiungere un adeguato autodominio, la temperanza, perché solo così si può acquistare la vera salute.
[4]: Ipparco, sull'amore del guadagno
Abstract: L'"Ipparco" è uno tra i più eleganti e ironici dialoghi giovanili di Platone. La sua autenticità è stata messa in dubbio, ma Giovanni Reale, sulla scorta dell'ermeneutica gadameriana, adduce argomenti definitivi per l'attribuzione platonica. La tesi fondamentale del dialogo è che il "guadagno" è un "bene", e, poiché tutti non vogliono altro che il bene, allora ogni uomo vuole il guadagno, quindi è amante del guadagno. Così l'Ipparco è solo in apparenza privo di conclusione, mentre esprime la verità di fondo del pensiero socratico, che qui Platone accetta pienamente, e che presenta e difende con la sua grande arte.
Le sophiste / / Platon ; texte établi et traduit par Auguste Diès
5. tirage
Paris : Les belles lettres, 1969
Collection des universités de France
Théétète / / Platon ; texte établi et traduit par Auguste Diès
7. tirage
Paris : Les belles lettres, 1976
Collection des universités de France
Parménide / / Platon ; texte établi et traduit par Auguste Diès
2. éd. revue et corrigée
Paris : Les belles lettres, 1950
Collection des universités de France
Timée ; Critias / / Platon ; texte établi et traduit par Albert Rivaud
5. tirage revu et corrigé
Paris : Les belles lettres, 1970
Collection des universités de France
Contro Eratostene / Lisia ; a cura di Carla Castelli ; note al testo di E. Pagani e A. Cosattini
4. ed
Milano : Signorelli, 2002
Processo a una cortigiana : contro Neera / Demostene ; a cura di Elisa Avezzù
4. ed. riv
Venezia : Marsilio, 2002
Abstract: Aspasia, Frine, Neera. Tre cortigiane, tre imputate in processi famosi. Ma la requisitoria contro Neera, prostituta di Corinto, è l'unica che ci è stata tramandata. Attraverso il dibattito sull'usurpazione dei diritti civili questa è l'accusa rivolta alla donna - è possibile ricostruire l'escalation della cortigiana che vuole conquistarsi uno status all'interno della città, diventare cittadina tra le cittadine. La cortigiana che aspira a diventare regina è il simbolo di una mobilità sociale cui l'accusa risponde opponendo la struttura immobile delle istituzioni e degradando quindi la cortigiana a prostituta.
Menone / Platone ; introduzione, traduzione e commento di Franco Ferrari
BUR, 2016
Abstract: Nella sua brevità il Menane costituisce un'introduzione eccellente al pensiero di Platone. Nel volgere di poche pagine sono discussi tanti problemi, e tutti importanti: dalla virtù all'anima e alla sua immortalità; dalla conoscenza alla reminiscenza e alle idee, dalla politica alla matematica (il celebre episodio della dimostrazione geometrica con lo schiavo); il tutto sullo sfondo di una contrapposizione radicale tra due modelli di sapere opposti e incompatibili, quello di Socrate e quello dei sofisti, della vera e della falsa filosofia. Ma ciò che rende davvero intrigante il dialogo non è la varietà dei temi trattati, quanto la sua unità complessiva: le diverse questioni, come tanti percorsi differenti, conducono ad un unico problema, quello della filosofia e della sua importanza. Perché è la filosofia che sola può rendere conto dei problemi che assillano la vita degli uomini, offrendo loro la possibilità di una vita giusta, buona e felice. Ed è in questa celebrazione della potenza della filosofia che consiste il vero cuore del Menone, e la lezione più profonda di Platone - una lezione che vale non per i personaggi del dialogo, ma per l'unico destinatario che a Platone interessava: i suoi lettori.
La guerra del Peloponneso / / Tucidide ; introduzione, traduzione e note al testo di Ezio Savino
Milano : Guanda, [1978-1979]
Classici della Fenice
Abstract: Uno degli aspetti più caratteristici dell'opera tucididea - aspetto indubbiamente collegato al fatto ce il suo autore era pienamente inserito nella vita politica di Atene prima dell'esilio, e connesso anche alla tendenza a vedere nei fatti ciò che è universalmente valido e isolare le manifestazioni della natura umana - è l'impostazione incentrata sull'analisi politica. Le Storie, più che un resoconto militare del conflitto tra due grandi potenze, sono l'analisi del fenomeno consistente nella nascita, nello sviluppo, nella conservazione e nel graduale sfaldamento di una grande aggregazione di potere, cioè l'impero ateniese. (dall'introduzione di Guido Donini)
Bompiani, 2014
Abstract: Lo scontro fra Giorgio da Trebisonda e Bessarione visse il suo primo atto con la polemica sul De natura et arte, all'incirca databile agli anni tra il 1455 e il 1458. In discussione era l'interpretazione di un passaggio chiave tratto dal secondo libro della Fisica aristotelica, che implicava concetti decisivi come la provvidenza divina e che era già stato dibattuto da due prospettive diverse dal maestro di Bessarione Giorgio Gemisto Pletone, nel suo De Differentiis, e poi da Teodoro Gaza in un breve scritto oggi perduto. Ma oltre a un problema esegetico, si affacciava nello scontro tra Giorgio e Bessarione anche il confronto generale con la tradizione filosofica precedente, padri della Chiesa e maestri della Scolastica compresi. E altrettanto evidente appare la differenza tra le motivazioni e le strategie dei contendenti: la violenta invettiva di Giorgio era mirata a sostenere la sua talora fideistica sovrapposizione di aristotelismo e cristianesimo attraverso la diffamazione del platonismo; per difendere Platone dagli attacchi, Bessarione invece era stato spinto ad assumere in modo ponderato una posizione concordista che in precedenza non pareva aver considerato. Così facendo, il cardinale rinunciava alle più estreme istanze antiaristoteliche della polemica suscitata in origine dal suo maestro, ma questo non gli impediva di affermare la superiore religiosità e compiutezza del platonismo. Prefazione di John Monfasanti e Introduzione di Eva del Soldato.
2010
Fa parte di: Enzo, Carlo <1927-2019>. La generazione di Gesù Cristo nel Vangelo secondo Matteo / Carlo Enzo
Abstract: Per Matteo, che compila il libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di David, figlio di Abramo e lo pone in capo al suo evangelo, la generazione di Gesù, detto il Cristo, delie generazioni di Israele, è la quarantatreesima, viene dopo sette per due per tre generazioni, a partire da Abramo. Anche questa generazione, come tutte le altre che la precedono, ma anche dopo tutte le generazioni delle genealogie di Israele, è generazione adamica, cioè fa il mondo di YHWH e di Israele attraverso fatti e parole adamiche. L'evangelista sceglie i fatti e le parole adamici di Giuseppe, dì Maria, dei maghi mesopotamici e dei fanciulli di Bethleem, che hanno dato inizio alla generazione di Gesù e del paidivon, il Gesù Cristo, l'Uomo finale del mondo di YHWH.
2010
Fa parte di: Enzo, Carlo <1927-2019>. La generazione di Gesù Cristo nel Vangelo secondo Matteo / Carlo Enzo
Abstract: Dei cinque libretti di fatti e di parole, che vengono dopo gli inizi, e che devono ricordare i cinque libri della Torah di Mosè, e formano il cuore del secondo Matteo, il primo è dedicato alla Legge della generazione di Gesù Cristo. Dopo una serie di fatti che provano l'urgenza di una nuova vita per continuare a fare il mondo di YHWH, - la predicazione di attesa di Giovanni il battezzatore, le pretese del diàbolos su ogni israelita fedele, la pesca infruttuosa di uomini delle genti nel mare di Galilea da parte di alcuni discepoli di Giovanni, la condizione adamica malata della sinagoga e non adamica delle genti, - ecco la Legge della generazione: la severa Legge di Mose del fare la giustizia, che, interpretata in profondità di senso da Gesù, diventa, la Legge del fare tutta la giustizia.