Trovati 855135 documenti.
Trovati 855135 documenti.
Risorsa locale
Corbaccio, 27/10/2016
Abstract: UN LIBRO CHE RICORDA A TUTTI L'IMPORTANZA DELLA LIBERTÀ, DELLA SPERANZA E IL POTERE DELLE STORIE"Una scrittura limpida e potente, un messaggio universale di coraggio e speranza."The Bookseller"Un romanzo straordinario, un libro commovente ma che fa anche sorridere, una lettura per tutti."The Guardian"Un'autrice di grande talento."Kirkus ReviewsSubhi è un bambino. Nato in un campo di detenzione dopo che la madre è fuggita dalla guerra che stava distruggendo il suo paese. La sua vita è dietro una recinzione, ma il mondo della sua immaginazione è molto più grande di quello della sua realtà. La notte il mare gli porta dei doni, sente il canto delle balene, gli uccelli gli raccontano le loro storie. Ma il dono più bello è la piccola Jimmie, una ragazzina trascurata e vivace, che gli appare una sera dall'altra parte della recinzione. Fra le braccia stringe un quaderno che le ha lasciato la madre prima di morire, ma Jimmie non sa leggere. Subhi, che con la sua fantasia costruisce mondi meravigliosi, inventerà delle storie che incantano Jimmie e che costruiscono intorno a loro l'idea di un futuro e di una vita possibile, anche quando la realtà mostra solo la sua faccia peggiore. Perché è il nostro sguardo a determinare quello che vediamo ed è la nostra capacità di narrare la nostra vita a renderla degna di essere vissuta. E nessuno, più dei bambini, sa trasformare il presente attraverso il filtro dell'immaginazione. Intenso, commovente, Il bambino che narrava storie è una favola senza tempo di sopravvivenza e di coraggio che ricorda a tutti l'importanza della libertà, della speranza e il potere della fantasia per chiunque soffra.
Risorsa locale
Guanda, 27/10/2016
Abstract: "Divertente e saggio, tenero e commovente. Un romanzo splendido."PAULA HAWKINS, autrice di La ragazza del treno"Una magnifica scrittrice."J.M. COETZEE, Premio Nobel per la Letteratura"La storia che mi hai chiesto di raccontarti non comincia con la penosa mostruosità della morte di Lloyd. Comincia il lontano giorno d'agosto in cui io avevo nove anni, il sole mi scottava il viso pieno di bolle e mio padre e mia madre mi vendettero a un estraneo."In un Paese come lo Zimbabwe, segnato dalla superstizione, sembra che per Memory non ci sia possibilità di salvezza. Cresciuta in una famiglia povera nei sobborghi di Harare, Memory fin da bambina è emarginata dai compagni e tenuta a distanza dalla sua stessa madre, perché è "nera ma non nera, bianca ma non bianca", affetta da un'anomalia – la condizione di albina – che molti considerano una maledizione. A nove anni la sua vita cambia completamente, quando senza spiegazioni i genitori la affidano a Lloyd Hendricks, un uomo colto, sensibile ed eccentrico, discendente di una ricca famiglia di coloni inglesi. Memory cresce sotto la sua tutela e scopre così un mondo che le era precluso: il lusso, l'agiatezza, ma soprattutto i libri e lo studio. Per quell'uomo Memory dovrebbe provare solo riconoscenza: perché allora si trova rinchiusa nel braccio della morte, accusata di averlo ucciso? Perché non manifesta alcun rimorso? Come sono andate le cose in realtà? Resta una sola speranza per lei, un ultimo appello: dietro suggerimento del suo avvocato, la ragazza inizia ad annotare i suoi ricordi, muovendosi tra passato e presente, cercando di districarsi tra gli incubi dell'inconscio e gli inganni della memoria, tessendo pagina dopo pagina una storia di colpe taciute, di affetti negati e di ossessioni. E dalla voce forte, serena, a tratti sferzante della protagonista, emerge il ritratto folgorante di un'Africa in bilico tra arretratezza e modernità, di un'umanità in lotta per sconfiggere le miserie dell'anima."Un romanzo commovente sulla memoria e sul perdono, un inno appassionato alla forza della parola."The Observer"Una struttura potente, che racconta vite innocenti distrutte da segreti di famiglia, gelosie, pregiudizi."The Guardian"Una scrittrice che conquista cuore e mente."Financial Times"Un mistery seducente."Publishers Weekly
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 06/10/2016
Abstract: "È un romanzo duro e sublime" Fabio Gambaro, la RepubblicaAlla festa dei sessant'anni di Solange ci sono tutti: amici, fratelli e cugini. Una comunità grigia, brave persone, appena un po' grette. È in questo scenario che irrompe Bernard, o Fuoco di legna, com'è soprannominato da tutti, fratello di Solange e pecora nera della famiglia. Non invitato, si presenta però con un regalo prezioso, una spilla d'oro, che suscita lo sgomento e poi lo scandalo degli altri fratelli, persuasi che Bernard abbia derubato la vecchia madre, dopo aver per anni approfittato anche del loro aiuto economico. Cacciato dalla festa, Fuoco di legna si ubriaca al bar di fronte e quando rientra nella sala, alterato dall'alcol, si rivolge con parole insultanti a Chefraoui, vecchio collega di Solange di origine araba. È proprio questo episodio, e poi la presunta aggressione ai familiari di Chefraoui, a gettare nello scompiglio la piccola comunità. E lentamente, nella lunga notte che precede la probabile denuncia, il narratore dipana la trama del passato di Fuoco di legna. L'orizzonte si dilata, riandando indietro alla guerra di Algeria, nel 1961. E si apre il nodo del romanzo, l'origine del grumo di crudeltà che il piccolo scandalo della festa di Solange fa esplodere. Un romanzo grandissimo, con una scrittura perfetta, mimetica e lirica insieme, chirurgica nella sua esattezza, e insieme commovente fino alle lacrime.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 06/10/2018
Abstract: "Un'analisi feroce di un microcosmo sociale in un accelerato processo di decadenza" José SaramagoAlla periferia di Buenos Aires, dietro alti muri perimetrali, al di là di cancelli rinforzati e affiancati dalle garitte della vigilanza, si trova il complesso residenziale di lusso Altos de la Cascada. Fuori, la strada, la baraccopoli di Santa María de los Tigrecitos, l'autostrada, la città, il resto del mondo. Ad Altos de la Cascada vivono famiglie facoltose che hanno lo stesso stile di vita e che vogliono mantenerlo, costi quel che costi. In quest'oasi dorata di pace e tranquillità, un gruppo di amici si riunisce una volta alla settimana lontano dalla vista dei figli, delle donne di servizio e soprattutto delle mogli che, escluse da questi incontri virili, si autonominano, ironicamente, "le vedove del giovedì". Ma una notte la routine si spezza rivelando il lato oscuro di una vita "perfetta": un complesso residenziale di lusso pervaso da un dolciastro odore di gelsomino e tre cadaveri in piscina.
Risorsa locale
Il meglio che possa capitare a una brioche
Feltrinelli Editore, 06/10/2018
Abstract: Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato e arrogante, fannullone, misogino, puttaniere, oltre che pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto in un mistero nel quartiere più "figo" di Barcellona? A bordo di un coupé con aria da pantera Bagheera e con un senso dell'umorismo brillante, originale e pungente, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree e pagine web dal dubbio contenuto, sulle tracce di suo fratello Sebastian, detto The First, presidente della Miralles & Miralles, la prospera azienda di famiglia. Una fuga con l'amante? La vendetta di qualche impostore della concorrenza? Un rapimento? L'agitazione dei familiari costringe Pablo a improvvisarsi detective. Proiettato in un'esilarante avventura al fianco dell'amica Fina, eroina naYf, si ritroverà prigioniero nei labirinti di un'inquietante Fortezza, cittadella invisibile, celata nelle viscere di un'inedita Barcellona dalle mille meraviglie. "Il meglio che possa capitare a una brioche è di essere imburrata: questo ho pensato, mentre ne spalmavo una tagliata a metà con margarina vegetale in offerta, me lo ricordo bene. Come mi ricordo che stavo per affondarci i denti quando è suonato il telefono..." "Il romanzo più interessante e divertente che abbia letto negli ultimi tempi: un occhio capace di calamitare tutte le informazioni, tutta la cultura, tutta la nostalgia per modi di stare al mondo irrimediabilmente perduti." Manuel Vazquez Montalban
Risorsa locale
Il senso della vita (secondo me)
Chiarelettere, 27/10/2016
Abstract: Tre motivi per leggerlo:Perché, a cento anni dalla morte di London, il suo vitalismo incontenibile rimane un monito a non darsi mai per vinti o sconfitti.Perché London ha riversato in questi scritti la critica instancabile a un sistema sociale che privilegia la competizione e il successo rendendo sempre più cupa, monotona e triste la vita.Perché la grinta, il talento, la passione di queste pagine sono una via di fuga dalla nostra solitudine digitale.
Risorsa locale
Longanesi, 27/10/2016
Abstract: Nell'immaginario collettivo gli anni Sessanta sono definiti "favolosi": l'Italia, superato definitivamente il dopoguerra, si lanciava con gioia e ottimismo verso un futuro che appariva radioso. In questo avvincente racconto, Alfio Caruso ci fa rivivere in presa diretta l'anno speciale con cui inizia il decennio. E il 1960 vanta una crescita economica impressionante: il Pil tocca il record del +8%, oltre il 50% delle famiglie si avvia a possedere un frigorifero e un televisore (venduti al ritmo di 1500 al giorno) e spopolano le due utilitarie della Fiat, la 500 e la 600. Il sentimento generale è ben rappresentato da Domenica è sempre domenica , il motivetto che conclude Il Musichiere , la trasmissione televisiva di maggior successo. È anche l'anno delle Olimpiadi di Roma, quelle della corsa trionfale a piedi nudi di Abebe Bikila nella maratona e di Berruti nei 200 metri. Per il cinema italiano è un momento straordinario, in cui escono, tra gli altri: La dolce vita di Fellini, prima accolto da polemiche e poi acclamato a Cannes, Rocco e i suoi fratelli di Visconti e La ciociara di De Sica con l'oscar alla Loren. Ma non solo: è l'anno della trasmissione più importante della storia della Rai, Non è mai troppo tardi, condotta dal maestro Alberto Manzi, l'anno delle prime tribune elettorali, dell'elezione di Kennedy... E Il cielo in una stanza, portato al successo da Mina, è la perfetta colonna sonora di un anno caratterizzato da speranza, ottimismo e gioia di vivere.1960. Il migliore anno della nostra vita è un racconto per chi c'era e per chi non c'era, un libro-nostalgia per conoscere o ricordare un'epoca straordinaria, fissata in molte istantanee che apparterranno per sempre alla nostra memoria.
Risorsa locale
Laterza, 06/10/2016
Abstract: Perché… fa quello che i partiti promettono da trent'anni senza esserci fin qui riusciti ● trasforma un doppione della Camera in un Senato che rappresenta le autonomie ● semplifica il procedimento legislativo● impedisce l'abuso dei decreti-legge e limita il ricorso alla fiducia ● razionalizza il riparto delle competenze fra Stato e Regioni ● ridisegna la repubblica delle autonomie ● rende più efficienti le istituzioni eliminando gli sprechi ● potenzia gli strumenti di partecipazione popolare ● amplia le garanzie democratiche ● delinea istituzioni più stabili e rende la nostra voce più forte in Europa ● non tocca i principi della prima parte della Costituzione, ma anzi li valorizza ● non aumenta i poteri del governo, ma anzi li razionalizza ● non riguarda la legge elettorale, ma anzi la sottopone a controlli più stringenti ● semplifica la vita dei cittadini e delle imprese ● migliora la qualità della democrazia.
Risorsa locale
Identità. L'altra faccia della storia
Laterza, 06/10/2016
Abstract: Che cosa rivela l'inarrestabile diffusione della retorica identitaria? Il fatto che nella nostra epoca, mentre le merci e gli oggetti si mondializzano, gli esseri umani si tribalizzano. Oggi fabbricare le identità serve soprattutto a questo, ad alzare una barriera di tradizioni e religioni che protegga 'noi' dagli 'altri', ignorando la dimensione del mutamento da cui nessuna storia è immune.La 'barbarie' la troviamo a viso scoperto o celata sotto sinonimi. Tra questi sta conoscendo una fortuna crescente 'identità'. E accanto a 'identità, 'radici', ma anche 'etnicità', con gli antenati 'nazione' e 'nazionalità'. Parole che sono diventate abituali nel nostro linguaggio ma che possono diventare pietre perché, come tutto ciò che serve a distinguere e a prendere coscienza di una separazione, contengono un potenziale violento pronto a giustificare aggressioni civili e guerre. È dietro queste parole che vediamo alzarsi in piedi individui collettivi di cui si presuppone una naturalistica e inassimilabile diversità. Se, come scriveva Saul Bellow, l'identità di un essere umano è quella definita dal racconto della sua vita, per estensione l'identità di un popolo o di una società umana sarebbe la sua storia. Ma nessuna definizione, per quanto acuta ed elegante, può impedirci di avvertire dietro questa parola, apparentemente così semplice e innocua, l'eco sorda della risacca della storia e dei rapporti di forza che ha ripreso a fare intensamente il suo antico lavoro: scaraventa sulle rive più diverse popoli e individui, quando non li cancella inabissandoli nel fondo del mare.
Risorsa locale
Laterza, 06/10/2016
Abstract: Se i genitori sono degli eterni adolescenti come fanno i ragazzi a crescere? Come si può aiutare un figlio se si preferisce il ruolo di madri-sorelle o padri-fratelli? Nel corso degli ultimi cinquant'anni siamo passati da una generazione di genitori autoritari a una generazione di genitori deboli. Ma la soluzione non è tornare indietro. Secondo Ammaniti è necessario cambiare marcia, non confondere l'autorità con l'autoritarismo. Non si tratta di ricreare vecchie barriere, ma di capire che la separazione serve a salvaguardare le differenze che caratterizzano ogni essere umano. Michela Marzano, "la Repubblica"C'era, in passato, l'età della responsabilità. Oggi, per tutti, il desiderio è uno solo: la ricerca della felicità, la realizzazione di sé a qualunque età, costi quel che costi. Così, padri e madri faticano a fare i genitori, ragazzi usciti dall'infanzia arretrano dinanzi alle responsabilità.È la fine delle generazioni? Sì, risponde Ammaniti. Almeno per come le abbiamo conosciute sinora. Sabina Minardi, "l'Espresso"
Risorsa locale
Breve storia del pensiero economico
Laterza, 06/10/2016
Abstract: Una ricostruzione completa e chiara del pensiero economico, dall'antichità classica ai giorni nostri. L'autore presenta con rigore e senza inutili tecnicismi tanto le opere dei grandi classici come Smith, Ricardo, Marx, Keynes, Schumpeter, Sraffa, quanto i contributi delle varie scuole, come i fisiocrati, i ricardiani, la scuola austriaca. Particolare attenzione è dedicata agli sviluppi più recenti, dal secondo dopoguerra all'inizio del terzo millennio.Un libro indispensabile per tutti coloro che vogliono comprendere le radici dei dibattiti economici dei nostri giorni. Dietro le divergenze sulle scelte di politica economica, infatti, vi sono contrasti tra concezioni diverse dell'economia; gli stessi concetti-base, come valore, mercato, prezzo, equilibrio, assumono significati diversi nel contesto della concezione classica, marginalista, keynesiana.
Risorsa locale
Garzanti, 03/11/2016
Abstract: "Un'opera di acre bellezza, alla quale in nessun modo è possibile rimanere insensibili."El País"Nessun sentimentalismo, ma solo la verità del quotidiano."Le Monde"Un intelligentissimo connubio tra ironia ed emozione."Le Soir"Ci sono cose laceranti e c'è il coraggio della delicatezza."la Repubblica"Memorabile. Di una sincerità terribile e commovente."El MundoVicende familiari, certo, ma che ruotano soprattutto intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia, le due età della debolezza, gli anni in cui l'individuo è più vulnerabile, più esposto a prevaricazioni, violenze, umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza. Ed è combattendo l'amarezza con l'ironia dell'intelligenza che un vecchio professore di lettere, in attesa che il figlio torni dall'ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l'ultima discussione con il figlio. Ritroveremo il vecchio anni dopo, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della "Villa", intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota. A confrontarsi invece con il padre morto è Anna, una psicoterapeuta infantile, nella notte in cui viene a sapere della fuga da casa di un suo assistito, un ragazzo violato da un'infanzia di indifferenza e disamore. Comparirà anche lui, in questa notte, e costringerà Anna a un impietoso, feroce bilancio del proprio vissuto, dominato da quel padre attore famoso e geniale, del cui fascino lei è sempre stata adoratrice e vittima. Nella terza e ultima stanza, un figlio stanco ed esasperato è alle prese con la grottesca demenza della vecchia madre. Ma sarà quella stessa madre, giovane e presente nel ricordo – come giovane e presente è anche il padre scomparso da anni – a suggerirgli in un momento di lucida dolcezza: "Capirai alla fine che con quella povera testa delirante e confusa se n'è andato un mondo...". Nella struttura di questo libro dunque diventano personaggi, agiscono e parlano tra loro i vivi, i morti e i ricordi. Ma anche i rimorsi e i desideri. A che mondo appartiene questo convegno fantasmatico in tre stanze? Semplicemente al mondo della letteratura, luogo sospeso tra cielo e terra, nel quale, come ci insegna Amleto, "esistono più cose di quante la tua filosofia conosca".
Risorsa locale
Baldini&Castoldi, 26/04/2020
Abstract: L'odore delle case di Luciana LittizzettoDIO ETC.Il papà di Dio Intervista a Maicol & Mirco di Ivan CarozziIl papà di Dio di Maicol & MircoAltri Dèi di Giacomo PapiL'azzurra fede di Maurizio De GiovanniLe ragazze di Lorenza PieriLa donna che spezzò il cuore di Charles Manson di Ted RallLe capellone di Ivan CarozziIo c'ero a Woodstock! di Ivan CarozziMilanesiana di Maurizio MilaniSATIRA: DIO ESISTE E QUESTE SONO LE PROVE a cura di Giorgio CappozzoNostro Signore è "zincato", "grande" e "invisibile" (da uno studio della University of Technology) di Nicole BalassoneIl crocefisso rispetta le tre condizioni precipue dell'esistenza: puoi toccarlo, spostarlo, dipingerlo di quel bel blu di Alessandro Gori (Lo Sgargabonzi)Voi sareste forse in grado di fornire prove ontologiche della vostra esistenza? (Ma soprattutto: sapete cosa significa "ontologico"?) di Saverio RaimondoL'Altissimo è piccolo (più piccolo del Molise) di Alessandro AntonelliLui vuole che tu sappia solo le tabelline. Per esempio che 8 per mille fa ottomila di Francesco LenaComanda men ti.doc di Giulio Lowerome (Spinoza.it)E Padre Abarth, l'esorcista, gli porse il pacchetto: "Sigaretta?" di Federico Lai "Flai"Il cantiere dell'amore di Antonio PascaleDOPO LA BREXITUna notifica di sfratto postdatata nel nulla di Claudia DurastantiBrexit… e adesso? di Lord HurkSono usciti di Tobias TakTutti per mano nella chiesa battista di Marina ViolaLa scuola Americattolica di Lorenza PieriFUMETTIFumetti di Valerio Mattioli"Nuggets" il meglio del fumetto in rete di Dario Forti e a cura di FumettologicaLibri per bambini di Diletta ColomboLibri di Carlo Mazza GalantiMusica di Alberto PiccininiScherzi da Peres di Ennio PeresV for vendemmia di Dario BuzzolanFUMETTIPeanuts di Charles M. SchulzPorn Story di Ralf KönigPearson&Carlo. Negozio di animali di Emanuele Simonelli e Astutillo SmerigliaDilbert di Scott AdamsI quaderni di Esther di Riad SattoufDoonesbury di Garry B. TrudeauI sopravvissuti di HurricanePerle ai porci di Stephan PastisWumo di Wulff & MorgenthalerKlaus di Richard ShortMonty di Jim MeddickIl web si scatena di Andrea Bozzo
Risorsa locale
Bompiani, 13/10/2016
Abstract: Da quando fu pubblicata per la prima volta in due volumi, nel 1998 ( Hitler 1889-1936: Hubris) e nel 2000 ( Hitler 1936-1945: Nemesis), questa biografia è considerata una pietra miliare dello studio su Adolf Hitler e sul Terzo Reich. Un'opera monumentale che oggi è disponibile in un unico volume.Il risultato è il racconto spaventoso e affascinante di come un misero provinciale venuto da un angolo remoto dell'Austria asburgica sia riuscito a conquistare un potere senza precedenti; di come le idee improbabili e spregevoli di un ex studente di storia dell'arte perdigiorno siano riuscite a saldarsi in un'ideologia che per dodici anni segnò il destino di milioni di persone; e di come la folle determinazione a imporre militarmente la sua volontà e a respingere i suoi molti nemici abbia scatenato una catastrofe genocida. In queste pagine Ian Kershaw ricostruisce la parabola dell'uomo che trascinò il mondo sull'orlo del baratro e lo fa con rigore appassionato e indiscussa autorità.
Risorsa locale
Ventiquattr'ore di una donna sensibile
Neri Pozza, 07/10/2016
Abstract: È una sera della prima metà del XIX secolo e Madame de ***, attraente vedova costretta da "una crudele segretezza" a intrattenere una relazione clandestina col giovane Principe di***, si reca all'Opera di Parigi per assistere a un concerto.Alla fine del concerto, il suo cuore è spezzato nel più miserabile dei modi. Il suo giovane amante le rivolge, infatti, un saluto frettoloso e indifferente ed esce dall'Opera al braccio della bella e civettuola Madame de B***, l'accompagna alla carrozza e, con aria di mistero, monta in vettura insieme a lei.Madame de *** assiste alla scena in piedi, immobile. Il rumore dello sportello della vettura che si chiude la fa quasi svenire e quello delle ruote, quando la carrozza parte, le provoca un lungo e doloroso gemito, come se passassero sul suo cuore.Una volta a casa, i pensieri più disordinati si impadroniscono della sua mente. Immagina Madame de B*** e il suo giovane amante soli su quella vettura a respirare la stessa aria, gli abiti che si sfiorano, le mani che s'incontrano…E, dopo una notte insonne, non trova altro modo di lenire la sua sofferenza che scrivere al giovane Principe quarantasei lettere per ventiquattr'ore febbricitanti, di dubbio e disperazione, quarantasei struggenti do-cumenti a testimoniare il vortice di passioni e stati d'animo che hanno assalito il suo cuore e a "raffigurare la gelosia, non nei suoi furori quanto nel dolore che opprime un'anima ardente e sensibile".Scritto con l'intento di "non dire una parola che non fosse dettata dal sentimento o dalla passione; facendo provare nel breve spazio di ventiquattr'ore a una donna viva e sensibile tutta l'ebbrezza dell'amore, i turba-menti e, soprattutto, la gelosia", Ventiquattr'ore di una donna sensibile apparve per la prima volta nel 1824 e da allora ha attratto e ammaliato intere generazioni di lettori e scrittori (Stefan Zweig non mancò, ad e-sempio, di confessare il suo debito nei confronti di quest'opera).Pubblicato per la prima volta in italiano con la presente edizione, il libro è da qualche tempo al centro di una vera e propria riscoperta in Francia, in Germania, in Inghilterra e in numerosi altri paesi europei."La gelosia è un male talmente comune tra le donne, influisce così tanto sulla loro felicità… che metterle di fronte a una serie di eventi in grado di mostrare loro come la passione possa sconvolgerle, non può che trasformarsi in una grande e utile lezione".Constance de Salm "Un'opera semplicemente superba e scritta con una virtuosità ammirevole. Constance de Salm descrive con giustezza e sensibilità un cuore puro, un cuore semplice, un cuore giusto. La sua eroina è una donna appassionata che non esita a minacciare di porre termine alla sua vita in nome dell'amore… poiché il suo amore è troppo forte, un sentimento smisurato e incontrollabile". Claude Schopp
Risorsa locale
Neri Pozza, 07/10/2016
Abstract: La Grande Guerra è scoppiata, e per la prima volta l'intera generazione maschile inglese, borghese e aristo-cratica, si ritrova in trincea. Le donne restano sole a fare da capofamiglia o vengono catapultate fuori della cerchia domestica in ruoli prima impensabili: guidano autoambulanze, vestono abiti maschili, assistono i soldati, curano e alleviano le ferite di poveri corpi.Jenny e Kitty no. Loro vivono la loro vita di sempre da quando Chris, cugino della prima e marito della seconda, è andato a fare il suo dovere sul fronte francese.Vivono nella bella casa di Baldry Court che Chris, dopo il matrimonio, si è deciso a ricostruire affidando i lavori a un gruppo di architetti che, in possesso di un meticoloso occhio da "manicure", ha rimodellato quella vecchia dimora in una residenza degna di innumerevoli servizi fotografici sulle riviste illustrate.In questo universo chiuso, quasi claustrofobico si aggira Kitty che, capelli biondi sciolti sulle spalle e giacchettine di seta ricamate a boccioli di rosa, tenta di rimuovere il lutto per il figlio prematuramente scomparso. Nel guscio lucido ed elegante di Baldry Court, Jenny coltiva, invece, in sottile complicità con Kitty, il suo amore inconfessato per il cugino Chris. Il fragile eppure perfetto equilibrio viene rotto il giorno in cui compare nell'algido salotto di Baldry Court Margaret Grey, una donna che, benché abbia un corpo ben fatto, è così trascurata nell'aspetto da apparire agli occhi di Jenny e Kitty come un bel guanto che, caduto dietro il letto, si trasforma in un oggetto orribile coperto di polvere e lanugine.Margaret annuncia alle due donne che Chris, colpito da "shock da bombardamento", ha perduto la memo-ria. Jenny e Kitty mostrano di non credere minimamente al racconto della sgraziata sconosciuta. Quando il capitano ritorna, però, le due donne si ritrovano davanti alla più crudele e inaspettata realtà: Chris non ri-corda nulla di Kitty e della sua algida e lunare bellezza. Della devota Jenny, poi, conserva soltanto la vaga immagine di una compagna d'infanzia. I ricordi del soldato si fermano soltanto al suo grande amore di quin-dici anni prima, a quella che appare essere l'unica donna della sua vita: Margaret, la ragazza precocemente invecchiata, la più improbabile delle rivali.Romanzo d'esordio scritto quando Rebecca West aveva soltanto 24 anni, Il ritorno del soldato è uno dei grandi libri del Novecento, una esemplare "storia di verità e passioni segrete che minano dall'interno il guscio vuoto dell'istituzione matrimoniale e le convenzioni che essa si porta dietro " (Benedetta Bini).
Risorsa locale
Neri Pozza, 07/10/2016
Abstract: È un giorno di aprile della fine degli anni Cinquanta e, nel silenzio di più di mille testimoni, il principe erede al Trono del Crisantemo e la giovane Haruko entrano nel tempio sacro di Kashikodokoro. Il principe vi mette piede per primo, preceduto dal maestro del rituale con la sua lunga tunica bianca. Nella mano destra stringe uno scettro di legno levigato, che rappresenta la sua autorità sulle cose di questo mondo. Indossa una veste antica ed elaborata, dello stesso colore arancione scuro e bruciato del primo sorgere del Sole sulla terra.Haruko entra per seconda. Tiene lo sguardo fisso avanti, come le hanno detto di fare. Gli abiti pesano quindici chili, i capelli tre. I piedi si trascinano a tentoni sotto il sudario di seta del kimono.All'interno del Kashikodokoro, su entrambi i lati spiccano tempietti dedicati agli dèi del cielo e della terra e alle anime di tutti gli imperatori e le imperatrici. Ma è nel luogo più sacro di tutti, nella stanza segreta in cui è conservato lo specchio sacro, una delle tre reliquie che attestano le origini millenarie e leggendarie della dinastia del Sole, che il principe e Haruko sono diretti.Mentre i dignitari si bloccano all'esterno, il principe avanza nel sancta sanctorum con in mano un ramo di sasaki, l'albero sacro, adorno di fiocchi rossi e bianchi, subito seguito da Haruko in ginocchio. Con sincronia perfetta i due fanno quattro profondi inchini, poi il principe estrae una pergamena dalla cintura e declama un'antica promessa in giapponese arcaico. La sua voce è forte e abbastanza chiara da essere sentita dalle centinaia di persone raccolte sotto i tetti a pagoda in cortile.Poi i due tornano nella parte esterna del santuario e lì, mandando giù qualche sorso di sakè da una scodella di ceramica bianca non smaltata, Haruko, la giovane figlia di un dirigente d'industria, una ragazza comune, una borghese qualsiasi, diventa Sua Altezza Imperiale del Giappone, la principessa Haruko.Così comincia questo romanzo, liberamente ispirato alle vicende reali dell'imperatrice Michiko e della principessa Masako. È la storia della prima donna non aristocratica a fare il proprio ingresso nella più miste-riosa e longeva corte del mondo, dove è accolta con distacco e diffidenza dall'imperatrice e sorvegliata quo-tidianamente dalla servitù. È anche il commovente racconto del rapporto tra due donne che si ritrovano a vivere lo stesso destino fatto di pubblica ribalta e profonda solitudine interiore. È, infine, un impeccabile ri-tratto del Giappone uscito "dalla seconda guerra mondiale totalmente distrutto, ma con il suo cuore imperiale protetto da un fossato invalicabile" (USA Today).Una ragazza comune, il primo romanzo a tentare di guardare oltre le impenetrabili mura del palazzo imperiale di Tokyo".Livia Manera, il Corriere della Sera"Il racconto di una vittoria personale molto umana, pur riguardando la veneratissima ultima imperatrice del pianeta".Cristiana Ceci, Grazia"Un romanzo delicato, commovente e decisamente convincente... Schwartz evoca magnificamente i segreti e le cerimonie del palazzo imperiale".New York Times Book Review"Questo libro verrà inevitabilmente accostato a Memorie di una geisha, ma, va detto, è molto più pieno di grazia e delicatezza".The Wall Street Journal
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 13/10/2016
Abstract: "VANOLI È UNO STORICO CHE PASSA, CON STUPEFACENTE E MAI OSTENTATA ERUDIZIONE, DAI GIORNI NOSTRI AL PASSATO PIÙ REMOTO". CORRIERE DELLA SERA Da sempre il Mediterraneo è stato teatro di commerci, lotte, violenze, scoperte. Sullo sfondo, la vicenda di civiltà e culture millenarie, dall'Egitto dei faraoni al mondo greco-romano, fino alle grandi religioni, ebraismo, cristianesimo e islam. Innumerevoli sono i modi per raccontare una storia tanto complessa e stratificata. Alessandro Vanoli, che si definisce "uno storico che gioca con le parole", sceglie una chiave di lettura trasversale: le parole arabe, protagoniste di vere e proprie storie che restituiscono tutta la vitalità di un mondo fatto di scambi e incontri fra popoli. In fondo, "scambiarsi conoscenze, scambiarsi merce, persino combattersi, tutto passa attraverso la parola". L'attenzione è quindi rivolta non tanto, o non solo, alla ricostruzione etimologica, ma piuttosto al senso sociale e concreto dei termini. Assistiamo così al viaggio nel tempo e nello spazio di parole dalla fragranza tipicamente araba, come calamo, minareto, hammam, mentre altre, come zafferano, pepe o tulipano, parlano di un'antica e vasta rete di traffici e scambi. Ma è proprio il Mediterraneo il protagonista assoluto di una narrazione avvincente, dove la storia dei suoi nomi distilla un universo unitario ma in febbrile e costante trasformazione: "Un po' stupisce per quante vie il destino possa legarci alla storia di una parola".
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 27/10/2016
Abstract: La brillante autrice delle Brave ragazze non leggono romanzi, che ci ha divertiti e istruiti con la sua critica letteraria priva di pedanteria e ricca di immaginazione, mette a confronto due miti nati nella seconda metà dell'Ottocento: Helena Blavatsky e il continente scomparso di Lemuria, presunta culla dell'umanità e luogo della più antica purezza perduta.In questo romanzo Francesca Serra tenta l'impossibile: dimostrare che le due leggende non solo si incontrano, ma si fondono nella Storia di un secolo, continuando a sopravvivere per tutto il Novecento e a deliziare i seguaci delle dottrine occulte, dei culti sincretici e delle religioni orientali divulgate ai profani. Per raccontare tale incredibile vicenda, l'autrice ci trascina dentro un labirinto di verità storiche e di ipotesi, azzardate quanto plausibili, seguendo il filo della sua immaginazione solidamente ancorata ai fatti. Sarà vero, per esempio, che Helena Blavatsky, indossata la camicia rossa dei garibaldini, viene ferita a Mentana e resta sepolta sotto un mucchio di cadaveri per poi riemergere come niente fosse? Oppure che la nostra eroina, sapendo che il confine del Tibet può essere attraversato solo dentro una cassa da morto, si autosospenda dallo stato vitale e riesca a scoprirne i segreti? Infine cosa hanno in comune i baffi di Hitler, la barba di Garibaldi e lo yoga di Marilyn Monroe? E cosa c'entra Lemuria? Perché il mitico uccello Dodo è scomparso in quel modo misterioso? Probabilmente si comincia a leggere per scoprire tutto questo. Ma dopo poche righe diventa impossibile non farsi stregare da questa storia fantastica raccontata dall'autrice con grande senso dell'umorismo.
Risorsa locale
Baldini&Castoldi, 12/10/2016
Abstract: Non passano la maggior parte del tempo a sentirsi il re del mondo: sognano di esserlo, ma di rado lo sperimentano. Che siano guasconi ed esibizionisti, di quelli che mentre vogliono spaccare il mondo sbattono la testa al muro, o che si tratti invece di personaggi introversi e ombrosi, i tipi narcisisti aspirano alla grande vita e invece passano la maggior parte del tempo a dividersi tra il rancore, la rabbia e il disprezzo per un mondo che non li appaga mai, costantemente abitati da un senso strisciante di vuoto e di noia, e dalla certezza che la vita pulsante, se esiste, abita altrove. Se scontenti, attaccano o fuggono. In queste pagine, della personalità narcisistica, si descrivono le caratteristiche e le dinamiche, si racconta cosa significa esserlo e cosa vuol dire averci a che fare in relazioni amorose e professionali. Soprattutto si descrive una via possibile per lasciar andare via il narcisismo patologico: si tratta di rinunciare alla ricerca della gloria e scoprire la sensorialità dell'esistenza. Grazie all'approccio scientifico e allo stile narrativo, in questo libro il narcisista viene alla luce senza il filtro del linguaggio tecnico. Se ne vede la parte più spietata e la vera natura: quel misto di passività, bisogno continuo di conferme e la dannazione di non avere mai avuto in dono il diritto a esistere davvero.