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Le prime albe del mondo
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Ferrari, Marco Albino

Le prime albe del mondo

Laterza, 03/07/2014

Abstract: "Si ammira chi è in grado di 'sconfiggere l'ignoto', eppure sentiamo l'intimo bisogno che l'ignoto continui a esistere. Per poter sognare abbiamo bisogno che rimanga una porzione sconosciuta di natura che ci porti verso le prime albe del mondo. Un luogo della nostalgia. Esiste ancora?"Verso quei luoghi, in compagnia di viaggiatori del passato, ci porta un instancabile scopritore di storie."La via sulla Est del Petit Capucin era stata ripetuta pochissime volte, e la mia speranza era di trovare con un po' di fortuna uno dei chiodi originali piantati dallo stesso Gervasutti e rimasti in parete ad arrugginire per quasi mezzo secolo. Ciò che stavo per compiere – ed era ciò che più mi eccitava – era il ritorno su antiche tracce alpinistiche ormai quasi dimenticate. Era l'esplorazione di un'antica esplorazione".Marco Albino Ferrari ripercorre le strade di quegli uomini e di quelle donne che attratti dall'ebbrezza dell'ignoto si sono spinti nei luoghi inesplorati della Terra: montagne, oceani, ghiacciai, spazi infiniti. I passi di Walter Bonatti, quelli di Reinhold Messner, di Bill Tilman, di Ninì Pietrasanta e Gabriele Boccalatte, di Eric Shipton, degli ultimi esploratori del Novecento. Un inconsueto cammino attraverso il Monte Bianco, le cime della Patagonia e dell'Africa equatoriale, fino all'Everest e a Capo Horn, per far ritorno sulle Alpi. Ne esce una lettura trascinante e intimamente interrogativa, popolata di bufere, di sorprese, di difficoltà con, sullo sfondo, le questioni cruciali che investono l'uomo di fronte agli ultimi spazi selvaggi del pianeta.

Storia dei diritti dell'uomo
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Ferrone, Vincenzo

Storia dei diritti dell'uomo

Laterza, 12/06/2014

Abstract: Furono gli illuministi per primi a ridefinire un'etica dei diritti cosmopolita, razionale, mite, umanitaria, fatta dall'uomo per l'uomo, capace di dar vita a un potente linguaggio politico dei moderni contro il secolare Antico regime dei privilegi, delle gerarchie, della disuguaglianza e dei diritti del sangue. Furono gli illuministi a far conoscere al mondo intero che i diritti dell'uomo per definirsi tali devono essere eguali per tutti, senza alcun tipo di distinzione di nascita, ceto, nazionalità, religione, genere, colore della pelle; universali, cioè validi ovunque; inalienabili e imprescrittibili di fronte a ogni forma di istituzione politica o religiosa. Ed è proprio ponendo l'accento sul principio di inalienabilità che la cultura illuministica – vero laboratorio della modernità – trasformò radicalmente gli sparsi e di fatto inoffensivi riferimenti ai diritti soggettivi nello stato di natura in un linguaggio politico capace di avviare l'emancipazione dell'uomo.Spaziando dall'Italia di Filangieri e Beccaria alla Francia di Voltaire, Rousseau e Diderot, dalla Scozia di Hume, Ferguson e Smith alla Germania di Lessing, Goethe e Schiller, sino alle colonie americane di Franklin e Jefferson, Vincenzo Ferrone affronta un tema di storiografia civile che si inserisce nel grande dibattito odierno sul nesso problematico tra diritti umani e autonomia dei mercati, tra politica e giustizia, diritti dell'individuo e diritti delle comunità, dispotismo degli Stati e delle religioni e libertà di coscienza.

Le piazze del sapere
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Agnoli, Antonella

Le piazze del sapere

Laterza, 12/06/2014

Abstract: Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le 'piazze del sapere' di cui ci parla questo libro innovativo. Guido MartinottiAntonella Agnoli ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. Un libro davvero interessante. Giuseppe Culicchia, "Tuttolibri"Devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere. Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero, le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto. Francesco Erbani, "la Repubblica"

Il fascismo come regime della menzogna
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Calamandrei, Piero

Il fascismo come regime della menzogna

Laterza, 12/06/2014

Abstract: "Bisogna fare di tutto perché quella intossicazione vischiosa non ci riafferri: bisogna tenerla d'occhio, imparare a riconoscerla in tutti i suoi travestimenti. In quel ventennio c'è ancora il nostro specchio. Solo guardando ogni tanto in quello specchio possiamo accorgerci che la guerra di Liberazione, nel profondo delle coscienze, non è ancora terminata."I capitoli inediti di un'opera di Piero Calamandrei: un bilancio del ventennio all'indomani della Liberazione, un inno alla libertà ritrovata, un'analisi a caldo del regime.

Dimmi come ti chiami e ti dirò perché
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Caffarelli, Enzo

Dimmi come ti chiami e ti dirò perché

Laterza, 12/06/2014

Abstract: Chiamarsi Suino, Puzzone, Lardo, Serpetti, Disertori …Per sollevare l'autostima e magari evitare il cambio di nome, è utile leggere il capitolo sui cognomi ingannevoli di questo libro. Luca Mastrantonio, "Corriere della Sera"I nomi appartengono a una dinamica sociale osservabile e classificabile e proiettano su di noi un passato talvolta remoto. Molti cognomi italiani derivano da soprannomi, altri da difetti fisici. La vecchia triade democristiana Piccoli-Storti-Malfatti ne era la feroce e caricaturale dimostrazione. Francesca Bolino, "la Repubblica"I nomi raccontano il sovrapporsi di strati linguistici e di culture diverse. Maria è un nome ebraico derivato probabilmente dall'antico egizio e connesso col verbo amare; Evelina è un nome normanno e vale più o meno come 'ringraziamento'; Federico è longobardo. Simone vuol dire 'dal naso camuso'; Bernardo 'forte come un orso'. I cognomi indicano antichi mestieri: Beccaria 'macellai' o Camilleri 'cammellieri'. O aspetti fisici: Grosso, Magris, Panza. Storie curiose, davvero divertenti, inaspettate. Gianluigi Beccaria, "Tuttolibri"

Sangue blu
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Aspe, Pieter

Sangue blu

Fazi Editore, 25/06/2014

Abstract: Torna Pieter Aspe, il Simenon fiammingo, con un nuovo thriller ambientato nella sua Burges. Quello che è Maigret per Parigi e il commissario Brunetti per Venezia, Pieter Van In Io è per Burges, la Venezia del Nord. Insieme al suo assistente, questo commissario ha conquistato milioni di lettori. "Van In ricorda la Petra Delicado di Alicia Gimènez- Bartlett e come lei sa convincere il lettore a seguirlo". Lara Crinò D-La Repubblica "È un po' Maigret, un po' Poirot e ha più di qualcosa in comune col tenente Colombo. Ma in fondo il commissario Van In è solo se stesso: un intelligente, sbruffone, attento, perspicace, anticonformista detective che gioca a fare il duro alla Bruce Willis". Leonardo Jattarelli Il Messaggero Il nuovo romanzo di Pieter Aspe, Sangue blu, è come sempre ambientato tra i vicoli e i canali di una Bruges turistica e piovosa e i suoi immancabili protagonisti sono il commissario Van In e il brigadiere Guido Versavel. In questa nuova inchiesta Marcus Heydens, un uomo appartenente alla ricca borghesia della città e iscritto alla locale loggia massonica, viene ritrovato impiccato nel salone della sua antica ed eccentrica dimora. Il commissario Van In inizialmente archivia il caso come suicidio, nonostante nessun aspetto della vita di Marcus Heydens giustifichi un tale atto. Ma alcune lettere di minaccia al padre che il figlio della vittima, Valentin Heydens, consegna la sera stessa della tragedia ad Hannelore Martens, sua ex-fidanzata e compagna del commissario, deviano ben presto il corso delle indagini, rivelando l'esistenza di una trama ben più intricata e stratificata. La situazione viene ulteriormente complicata dalle liti e dalle incomprensioni che minacciano il rapporto tra Van In ed Hannelore, la quale deve barcamenarsi, durante tutto il romanzo, tra la gelosia del commissario e la forte attrazione che continua a legarla a Valentin. Ma poi grazie anche all'aiuto del fido brigadiere Guido Versavel, il commissario Van In tornerà sui suoi passi: avvierà una nuova indagine che lo porterà a scoprire degli inquietanti dettagli della vita privata della vittima. Ancora una volta Pieter Aspe ci regala un thriller ad alta tensione condito però dall'ironia affidata alla dinamica di attriti e riconciliazioni, di recriminazioni e complicità dei due protagonisti principali, Van In e Versavel. Gli elementi ormai ricorrenti dei romanzi di Aspe, come l'ambientazione di Bruges o la passione del commissario per la birra Duvel o ancora le paste all'uvetta che vendono nella Grand Place sono piccole chicche piacevoli da ritrovare per il lettore che aprirà un nuovo romanzo di Pieter Aspe.

Il lungo sguardo
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Howard, Elizabeth Jane

Il lungo sguardo

Fazi Editore, 25/06/2014

Abstract: 1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l'élite londinese che celebrerà l'occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si schiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l'esistenza di marito e moglie dal presente fino al loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonia era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni. Il lungo sguardo non è una semplice storia d'amore, né il sogno romantico di una donna matura che si sente d'un tratto sola, ma è, più onestamente, la storia di una coppia. Dura e vera come solo una vita intera sa essere. E soprattutto è la storia di una donna, bellissima e inquieta, coraggiosa e perduta, e della sua forza nel mettere a nudo ogni controversia privata senza pudori. Elizabeth Jane Howard scrisse quindici romanzi di successo, ebbe una vita privata disastrosa, sebbene carica di fascino, ed è stata ricordata a lungo più per la sua incredibile bellezza che per la sua opera. Una scrittrice cui viene finalmente riconosciuto il talento di grande artista, una delle voci più significative del Novecento inglese, che rivendica la propria sensibilità femminile senza compromessi, liberata dal conformismo di un'epoca e di uno status sociale."Un romanzo indimenticabile".Silvia Pingitore, "il venerdì di Repubblica""Una splendida fotografia della borghesia inglese nell'immediato secondo dopoguerra, delle sue illusorie certezze e delle sue feroci convenzioni".Paolo Bertinetti, "TTL – La Stampa""Possiede la rara dote dell'eleganza della verità".Livia Manera, "La Lettura – Corriere della Sera""La voce potente e sicura di chi conosce molto bene la letteratura e le sue conseguenze".Elena Stancanelli, "D di Repubblica""Con distacco glaciale, esattezza botanica e acuminata capacità di penetrazione psicologica, Howard racconta i cambiamenti della società e di una persona nel tempo"Melania Mazzucco, "la Repubblica"

La natura giapponese è un'altra cosa
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Yoshimoto, Banana - Follaco, Gala Maria

La natura giapponese è un'altra cosa

Feltrinelli Editore, 10/06/2014

Abstract: "Finora sono andata in tanti paesi stranieri, e ho visto tanti scenari diversi. Ho osservato intensamente la natura meravigliosa di ognuno di quei paesi, che comunicasse imponenza o una spiritualità disarmante, o che racchiudesse in sé la forza primordiale della nascita del genere umano. Ma la natura giapponese, con la sua delicatezza, è un'altra cosa. In una piccola isola coesistono a stretto contatto i più diversi ambienti naturali, in tranquillità, semplicità e forza... l'armonia dolce come musica di tutti questi elementi è una caratteristica peculiare del Giappone. Per questo, più vado all'estero e più mi innamoro della natura giapponese, e cresce in me il desiderio di rappresentarla attraverso la scrittura." Una delle più amate scrittrici giapponesi racconta il suo paese, così amato da non lasciarla mai, nemmeno quando se ne allontana. Tratto da "Un viaggio chiamato vita" pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 100.672

Carne
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Fois, Marcello

Carne

Guanda, 26/06/2014

Abstract: Filippo Carnevali è uno sbirro. Fa uno sporco lavoro, nel modo più sporco. Finché non commette un grosso errore: qualcuno riesce a uccidere il testimone che lui avrebbe dovuto sorvegliare insieme a un collega. Comincia così un'indagine che per Carnevali è un viaggio nel profondo della propria anima nera.

Orizzonte di fuoco
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Rollins, James - Blackwood, Grant

Orizzonte di fuoco

Casa Editrice Nord, 26/06/2014

Abstract: "Il massimo della letteratura di intrattenimento."The New York Times"Segreti, colpi di scena, un intreccio di ampio respiro... Nessuno – ripeto: nessuno – è all'altezza di James Rollins."Lee ChildSudafrica, 1900. Per sfuggire all'avanzata degli inglesi, alcuni soldati boeri si nascondono in un immenso labirinto di gallerie sotterranee. Credono di essere al sicuro, e invece, l'uno dopo l'altro, contraggono un morbo sconosciuto e muoiono fra atroci sofferenze. La Storia li dimenticherà e la loro fine rimarrà un mistero... Russia, oggi. Da diversi anni ha lasciato l'esercito, eppure l'ex ranger Tucker Wayne è ancora il migliore nelle operazioni di salvataggio. Ed è a lui che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti affida una missione d'importanza cruciale: prelevare dal suo laboratorio in Siberia Abram Bukolov – uno scienziato di fama mondiale – e portarlo fuori del Paese. Bukolov infatti è il padre di una nuova, devastante arma biologica, ed è necessario nasconderlo in un luogo segreto prima che delle persone sbagliate possano mettere le mani sulla sua invenzione. Ma quello che il governo americano non sa, e che Tucker scoprirà sulla sua pelle, è che un gruppo di uomini potenti e senza scrupoli è già sulle tracce di Bukolov... L'unica soluzione è scortare lo scienziato nel cuore dell'Africa, lì dove la vita sulla Terra ha avuto inizio e dove è sepolta la chiave per neutralizzare la minaccia biologica. Mentre il tempo scorre inesorabile, il destino del genere umano è nelle mani di Tucker Wayne.

Tra un atto e l'altro
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Woolf, Virginia

Tra un atto e l'altro

Guanda, 26/06/2014

Abstract: Una mattina d'aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva verso il vicino fiume Ouse. Il suo bastone da passeggio, abbandonato sulla riva, segnò il punto in cui il cammino s'era interrotto per divenire "the voyage out". A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania di Virginia Woolf, due lettere di congedo, per la sorella e il marito, e l'ultimo romanzo, Tra un atto e l'altro, il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Fra un atto e l'altro di una rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna inglese, negli intervalli cioè tra la "storia" e la "realtà", si liberano i "momenti dell'essere" più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un'ora zero della vita e confluiscono in un unico "stream" che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. L'opera della Woolf, quando sembra maggiormente concedersi al caos, è sempre uno strenuo, esasperato tentativo di organizzare un cosmo: "riunire il disperso". Tra un atto e l'altro non è che l'ultimo capitolo di una trama tanto ossessivamente tessuta quanto sdegnosamente leggera, un frammento che non si concede neppure l'autorità e il terrore di un ipotetico valore testamentario.

Siamina
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Orlev, Uri

Siamina

Salani Editore, 26/06/2014

Abstract: Un'elegante gatta siamese scappa di casa e si perde in una città sconosciuta. Quella stessa notte un cagnetto arruffato fugge dal canile municipale e vaga in cerca di riparo. Dopo una tempesta di neve che imbianca ogni cosa, i due si incontrano davanti al cassonetto del quartiere, nel regno dei gatti randagi. E l'impensabile accade. Una storia sulla solidarietà e l'amicizia, e sulla responsabilità verso gli animali, narrata con il tocco poetico ed evocativo di un grande autore. "I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti". Uri Orlev

Confessioni di una squartatrice
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Nesser, Håkan

Confessioni di una squartatrice

Guanda, 26/06/2014

Abstract: "Con Barbarotti, Nesser ha dato vita a un nuovo personaggio di culto." Der Spiegel"Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite." l'Espresso"Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso." Corriere della SeraL'ispettore Gunnar Barbarotti non è più lo stesso. Non è facile concentrarsi sul lavoro quando la mente è lontana, persa nel dolore di una tragedia personale dopo la quale sembra impossibile rimettersi in piedi. Forse per riguardo nei suoi confronti, il commissario Asunander gli affida un cold case, un caso all'apparenza semplice, vecchio di cinque anni: la sparizione di un uomo che si era allontanato in moto dalla sua casa di campagna per non farvi più ritorno. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, e l'unica indiziata non ha mai confessato. Perché i sospetti si sono concentrati tutti su di lei, ovviamente: la convivente, una donna nota alle cronache come la Squartatrice, che in passato aveva ucciso e fatto a pezzi il marito violento. Un delitto per cui aveva pagato con undici anni di prigione. Due uomini scomparsi, a vent'anni di distanza, legati alla stessa donna: è possibile che dopo aver scontato la sua pena ed essersi rifatta una vita, la Squartatrice sia tornata alle "vecchie abitudini", che sia dunque un'assassina seriale? E perché il commissario Asunander vuole rivangare proprio adesso, alle soglie della pensione, un caso che sembrerebbe già risolto? Solo per sgombrare la scrivania dal lavoro inevaso, oppure perché è convinto che a Barbarotti faccia bene tenersi impegnato? O invece la vecchia volpe è mossa da altri dubbi e da altri fini...? Incoraggiato dalla collega Eva Backman, che lo sostiene da un'amorevole e rispettosa distanza, Barbarotti inizia a fare domande, quasi svogliatamente, ed entra passo dopo passo nel cuore di una vicenda in realtà assai intricata, dai troppi lati ancora oscuri."Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia." Corriere della Sera"Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito, privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani." l'Unità"Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere." Il Sole 24 Ore

Trattamento delle emissioni in atmosfera
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Ingegneri, Vari

Trattamento delle emissioni in atmosfera

Hoepli, 26/06/2014

Abstract: L'attenzione crescente alla qualità dell'aria, intesa come fondamentale componente della qualità della vita, ha determinato profondi cambiamenti nel ruolo della tecnologia di depurazione, Il volume espone le principali problematiche e relative tecniche di controllo degli scarichi gassosi nell'atmosfera. Il testo propone un inquadramento normativo aggiornato e una rassegna delle attuali tecnologie del settore, a partire da quelle consolidate fino alle più avanzate. Il linguaggio concreto e fondamentalmente essenziale fornisce una valida base formativa sugli aspetti fondamentali della materia. I testi sono accompagnati da numerose figure e tabelle dati a corredo.

Delitto e castigo
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Dostoevskij, Fëdor

Delitto e castigo

Feltrinelli Editore, 26/06/2016

Abstract: "Ci sono romanzi che non avrebbero bisogno di introduzioni. Appena iniziamo a leggerli, sin dalle prime pagine ci proiettano in una vita per noi impensabile pochi istanti prima, nella quale tuttavia ci orientiamo a meraviglia. […] Delitto e castigo è uno di questi romanzi, un'opera di bruciante attualità, nella quale Dostoevskij ha saputo cogliere a partire dalla sua epoca l'eco di voci remote nella nostra cultura e oggi più che mai vibranti. Leggendo questo romanzo ti viene subito in mente lo sguardo vuoto e spento di tanti 'eroi' della nostra cronaca nera, ti risuona nella testa la voce minacciosa del Dio della Genesi che grida a Caino: Caino, che hai fatto? Ora tu sei maledetto dalla terra, sarai errante e vagabondo. E ti chiedi: e se fossi stato io?" Dalla Prefazione di Damiano RebecchiniUn romanzo decisivo per la successiva narrativa novecentesca, per lo scavo psicologico dei personaggi e la ferocia dell'analisi emotiva. In una nuova traduzione, l'immortale storia di sofferenza e salvazione diventata uno dei classici più amati e influenti di tutti i tempi (e di tutte le letterature).

Ischia
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Mura, Gianni

Ischia

Feltrinelli Editore, 24/06/2016

Abstract: "Dai, torna a letto. Non è che t'ammazzano qualcuno il primo giorno di vacanza."Torna l'ineffabile commissario Jules Magrite, con i baffi, le maglie a righe, la passione per i cibi di qualità e i vini d'annata. Torna in Italia come turista. Al suo fianco il giudice Michelle Lapierre, conosciuta durante le indagini su un caso sanguinoso. Con lei vive una relazione di abbandono e pudore, di tenerezza e disincanto, che in questa vacanza potrebbe consumarsi o, chissà, diventare una vera storia d'amore. La loro permanenza a Ischia − o, come dicono i francesi, "Iscià" − è appena cominciata, quando l'omicidio di un giovane romeno scuote la quiete dell'isola. Magrite non tarda a farsi coinvolgere, anche perché dal giorno del suo arrivo Peppe 'o Francese − meglio noto ai flic come Pépé le Couteau − lo riempie di racconti e confidenze, su di sé e i suoi compaesani, come se davvero non avesse aspettato altro. E oltre il sipario delle buganvillee, delle scogliere e dell'acqua verde-azzurra il commissario scopre ben presto corruzione, degrado, criminalità. Pépé le Couteau accompagna Magrite dentro l'inferno di uno dei più celebrati paradisi mediterranei. Fino a dove? E a che prezzo? Dopo Giallo su giallo, Gianni Mura scrive un noir civile intenso e appassionato.

I fratelli Karamazov
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Dostoevskij, Fëdor

I fratelli Karamazov

Feltrinelli Editore, 26/06/2016

Abstract: "Kara, in russo, significa 'castigo', 'punizione'; nelle lingue turco-tatare ha invece il significato di 'nero': un cuore oscuro, appesantito dalla colpa, che appartiene a tutti noi, costituisce il nucleo centrale dei Fratelli Karamazov, una delle opere fondamentali della letteratura moderna, un'opera a noi contemporanea nel senso più stretto della parola, perché Dostoevskij vi ha saputo raggiungere le profondità più intime della psiche umana, al di là degli impianti ideologici e degli intenti moraleggianti." Dalla Postfazione di Serena PrinaI fratelli Karamazov si configura come la cronaca di una qualsiasi famiglia della provincia russa, contrassegnata dall'acerrimo contrasto tra la figura del padre, Fëdor, tirannico libertino, e i suoi quattro figli: Alëša, profondo conoscitore dell'animo umano, Dmitrij, un tenentino impulsivo, oscillante tra slanci di generosità e bassezze crudeli, Ivan, raffinato cultore dell'ateismo, e Smerdjakov, figlio epilettico e illegittimo e per questo condannato ai lavori più servili in casa. Quattro diverse personalità che trovano come punto di convergenza l'odio comune verso il padre.Un grande capolavoro che finalmente rinasce in una nuova e prestigiosa traduzione.

L'integrazione
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Bianciardi, Luciano

L'integrazione

Feltrinelli Editore, 24/06/2016

Abstract: "Cosa mi credevo? Che la grande città fosse quel luogo di meraviglie e di godurie che credono certi?"L'integrazione è un romanzo del 1960. Narra la storia di due fratelli intellettuali, Marcello e Luciano, che si trasferiscono da Grosseto a Milano, con l'obiettivo di compiere una "mediazione" tra l'Italia centrale e l'Italia del Nord. è una critica aspra e amara, ma anche divertente, dell'industria culturale ed editoriale milanese nel periodo del Boom economico. Le nevrosi quotidiane del mondo editoriale sono qui satireggiate in modo spietato, tra riunioni e discussioni senza senso e il ticchettio incessante dei tacchi a spillo di segretarie tanto volenterose quanto inutili. Il romanzo può essere visto come il secondo tassello di una "Trilogia della rabbia" avviata con Il lavoro culturale e culminata con La vita agra. Con una scrittura corrosiva, Bianciardi ha modo di prendere di mira anche il comportamento quotidiano dei milanesi: "Guardali in faccia: stirati, con gli occhi della febbre, dimentichi di tutto tranne che dei soldi che ci vogliono ogni giorno [...]. Sgobbano, corrono come allucinati dalla mattina alla sera, per comprarsi ciò che credono di desiderare; in realtà quello che al padrone piace che si desideri." Una descrizione di ieri, ma tanto attuale ancora oggi.

Appeso a un filo di seta
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Kammerlander, Hans

Appeso a un filo di seta

Corbaccio, 26/06/2014

Abstract: L'ALPINISTA PIÙ DIVERTENTE E FOLLE DI SEMPRE RACCONTA LA SUA VITA IN MONTAGNA. È salito su tredici ottomila e un'infinità di altre cime. Ha affrontato spesso vie estreme e ha rischiato discese temerarie con gli sci dal Nanga Parbat e dall'Everest. Non di rado si è trovato a mettere alla prova i suoi stessi limiti, quando sopravvivere è questione di pura fortuna. Di sé dice di essere "malato di montagna", cercando di spiegare il perché di un'esistenza vissuta all'insegna del rischio. In "Appeso a un filo di seta" Kammerlander racconta questa sua vita spericolata e in particolare i cinque tentativi al K2, la "montagna delle montagne", che conquista finalmente il 22 luglio del 2001. La descrizione del lungo percorso che porta al K2 è intervallata da molti episodi che lo hanno condotto in situazioni apparentemente senza via d'uscita, sia a causa di errori commessi e di rischi esagerati, sia di problemi dovuti ai materiali, al cattivo tempo o semplicemente al caso. Kammerlander ci racconta con semplicità e passione il modo in cui ha affrontato e superato queste situazioni, e soprattutto quello che ha imparato dalle sue adorate montagne!

Intenso come un ricordo
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Picoult, Jodi

Intenso come un ricordo

Corbaccio, 26/06/2014

Abstract: UNA STORIA DI OLOCAUSTO, SUL PASSATO E SUL GRANDE INTERROGATIVO DEL PERDONO. UN FENOMENO INTERNAZIONALE DEL PASSAPAROLA.Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell'anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio... Come si può reagire quando si capisce che la persona che ha di fronte incarna il male assoluto? E' possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un'ingiustizia? E... qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta... o di giustizia?