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Laterza, 23/05/2012
Abstract: Fra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta l'Italia cambia due volte pelle, corpo, anima. Prima, nel decennio 1967-1977, scopre la partecipazione, l'egualitarismo, il femminismo, la democratizzazione della cultura; poi, negli anni fino al 1994, l'individualismo, la microimprenditorialità, il diritto al consumo, la seduzione del benessere e della moda. Due paesi, o meglio due immaginari, il secondo sovrapposto al primo e alla fine vittorioso.Il libro li racconta attraverso un'analisi trasversale dei media: stampa, cinema, fumetto, musica, radio e televisione.Scorrono, riscoperti in un'analisi del tutto inedita, i fatti, i personaggi, le storie e i testi che hanno appassionato e avvinto gli italiani, guidandoli dalla contestazione al riflusso. Canzoni, film, programmi televisivi, eventi sportivi, protagonisti della cultura e della politica entrano a far parte di un racconto nuovo, che rileggendo il passato ci porta al cuore dell'Italia di oggi.Ne emerge la biografia culturale di un paese leggero: leggero come la fantasia, capace di grandi voli, ma anche come il disimpegno, il disinteresse, la fuga dalla realtà, fino alla tragica dimenticanza delle proprie virtù.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: E a te, che cosa è successo oggi? Dovè che hai incontrato qualcosa di importante?Che valore hanno le esperienze personali? La nostra epoca le umilia in tutti i modi. Lio è tacciato dei peggiori vizi sociali: narcisismo, egoismo, invidia; gli si riserva il ruolo di puro spettatore e commentatore dei media. Eppure, dove altro può accadere qualcosa, se non in noi stessi? Un giorno, lautore di queste pagine ha deciso di partire: si è inviato da sé nella vita. Per più di un anno ha prestato attenzione a tutti quei momenti in cui lesperienza personale tocca qualcosa di importante. Un incontro, un viaggio, una malattia, unopera darte, un amore, un sogno. Catturandoli nella scrittura, con non più di mille caratteri, per cogliere lessenziale.
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29 maggio 1176. Barbarossa sconfitto a Legnano
Laterza, 18/05/2012
Abstract: Quando il giovane ed energico Federico Barbarossa viene incoronato re dItalia a Monza nel 1155, non immagina certo quello che il futuro gli riserva. Sa che per linerzia dei suoi predecessori le città della Lombardia, nome con il quale sintende lintera pianura padana, si sono abituate a governarsi da sole, a farsi la guerra per promuovere gli interessi commerciali dei loro mercanti, e persino a battere moneta; ma dora in poi le cose cambieranno.Lanno prima, a Roncaglia, gli specialisti di diritto romano convocati dal Barbarossa avevano confermato che a lui spettava il potere pubblico su tutto il regno, e tutti erano tenuti a ubbidirgli; dovunque in Europa, del resto, il senso dello stato e il dovere dellobbedienza al re stanno tornando in vigore, dopo essere stati a lungo in declino.Ma Milano è troppo popolosa e troppo ricca per accettare di rinunciare alla sua autonomia. Dopo ventanni di guerra quasi ininterrotta, punteggiata da reciproche atrocità, il Barbarossa viene sconfitto dai Milanesi a Legnano, e il suo tentativo di modernizzazione è archiviato per sempre: ancora a lungo, lItalia non è destinata ad essere una monarchia unitaria, ma un coacervo di sfere dinfluenza cittadine perennemente in contrasto fra loro.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: Cosa accade al giornalismo professionale quando CNN, Al Jazeera e BBC possono coprire alcune crisi internazionali solo attraverso il contributo messaggi, fotografie e video di comuni cittadini?Cosa accade alla diplomazia quando ministri e capi di Stato aprono account Twitter e Facebook, ma soprattutto quando le loro pagine sono meno seguite di quelle di un blogger egiziano?Cosa accade alla politica internazionale e alla sua narrazione quando nel variegato sottobosco degli attori non governativi compaiono organizzazioni come Wikileaks in grado di sfidare il paradigma della segretezza nella relazione tra gli Stati?Augusto Valeriani spiega e ricostruisce questo nuovo contesto comunicativo internazionale attraverso numerosi esempi e attraverso le parole di reporter, funzionari diplomatici e uomini delle Ong che si trovano di fronte nuove figure 'non professionali con cui non è più possibile non interloquire: semplici cittadini, 'dilettanti, capaci grazie allambiente comunicativo del web 2.0 di partecipare alla definizione del 'lessico e della 'grammatica della politica internazionale. Una realtà che determina inevitabilmente la nascita di rapporti di competizione, ma anche di insospettabili collaborazioni: nella nuova sfera pubblica internazionale nessuno può più fare da sé.
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Laterza, 02/05/2011
Abstract: Come ha fatto Internet a svilupparsi tanto negli ultimi dieci anni, senza alcun governo e alcun coordinamento? Che cosa succede quando centinaia di milioni di persone hanno a disposizione una grande infrastruttura di comunicazione per scambiarsi conoscenza e organizzarsi tra loro? La tecnologia ci ha trasformati in cittadini che vivono in un doppio sistema di regole: quello dello Stato e quello dello spazio condiviso della società digitale. Oltre un miliardo di individui connessi tra loro stanno rapidamente delineando nuovi equilibri globali e una vera metamorfosi del sistema di valori, idee, identità culturali, politiche, sociali. Con alcune costanti, che ci permettono di intuire la direzione che stiamo prendendo.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: Oltre 700 gruppi d'acquisto solidale in tutt'Italia; un Fondo di microcredito che presta soldi a tasso zero alla periferia di Firenze; la finanza per chi non può o non vuole entrare in banca, messa in rete o in comunità; le 32 famiglie che vivono in cohousing alla Bovisa di Milano, e un gruppo di terremotati dell'Aquila che inventa Eva, progetto collettivo di auto-ricostruzione; Binario etico, che mette le pratiche dell'open source al servizio dell'ecologia, la collaborazione di massa nelle reti degli attivisti informatici, il lavoro condiviso in un particolare Hub di imprese innovative.Un viaggio-inchiesta in un'Italia poco conosciuta, quella dei tanti che cercano soluzioni comuni a problemi comuni, sopravvivono alla crisi con le risorse della solidarietà, e nel farlo mettono le basi di un'altra economia.Vai al sito del libro
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: Nei rapporti tra potere politico, economico e finanziario e mondo giornalistico italiano esiste una prassi di lungo periodo, declinata dal fascismo in forme mai viste prima ma non pienamente rimossa neanche dalla transizione alla democrazia repubblicana. Si tratta di una delle conseguenze della particolare connotazione storico-politica di un paese come il nostro, nel quale una ristretta oligarchia ha guidato tutti i passaggi decisivi della vita economica e politica e ha riprodotto un modello spiccatamente gerarchico nella distribuzione della ricchezza e del potere, anche a livello di influenza sui canali di informazione. A questa condizione ha fatto non di rado da corrispettivo la malcelata aspirazione di vari celebrati rappresentanti del mondo giornalistico italiano di entrare a far parte di quella stessa ristretta oligarchia, in una logica di non alterazione e anzi spesso di salvaguardia dei rapporti di potere.Mauro Forno prende in esame gli ultimi centocinquant'anni di storia italiana e analizza le maggiori questioni che hanno attraversato il giornalismo italiano: i periodici d'informazione, confessionali e di partito, le strutture governative di controllo, il sindacato di categoria, la propaganda di guerra e l'esperienza fascista, l'istituzione dell'albo, le leggi repubblicane sulla stampa e l'editoria, fino all'avvento della televisione e del giornalismo online.
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Laterza, 03/01/2013
Abstract: Lungi dall'essere trasparente a se stesso e pietra angolare della conoscenza della realtà, il soggetto è un fragile edificio, costituito di mattoni neurocognitivi e psicosociali, che si caratterizza innanzitutto per la sua precarietà. Di qui la sua natura essenzialmente difensiva, il suo articolarsi in un insieme di manovre psicologiche che si sforzano di porre argine alla sua originaria fragilità. Con gli attrezzi forniti da una filosofia della mente innervata dalle scienze cognitive, gli autori sviluppano una critica della soggettività autocosciente, in cui l'io da dato primario diviene costruzione e i temi dell'inconscio, dell'autoinganno e dei meccanismi di difesa vengono letti in una luce nuova e più rigorosa.
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Laterza, 05/04/2012
Abstract: La pubblicità come segno, come testo complesso e seduttivo, come messaggio condizionato dai mezzi di comunicazione, come veicolo di significati e di valori: la semiotica ne smaschera il funzionamento e ne indica le debolezze e le ragioni di forza.
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Storia e politica dell'Unione europea
Laterza, 07/03/2013
Abstract: Dopo la bocciatura della costituzione europea, in seguito ai referendum francese e olandese, il libro ricostruisce la ricerca di una alternativa e, dopo la firma del Trattato di Lisbona, il defatigante processo di ratifica. Particolare attenzione è riservata alle vicende della crisi globale e al suo impatto sulle finanze e l'economia dei Paesi membri. Una crisi che ha rivelato le debolezze dell'Unione, ma anche la sua capacità di cercare nuove soluzioni e di creare nuove istituzioni, e che l'ha posta di fronte a una scelta ineludibile tra la rinunzia definitiva al sogno dei suoi fondatori e la ripresa di un cammino verso un'ulteriore integrazione secondo un modello diverso da quello delle origini, ma questa volta al sicuro da ogni arretramento.Una storia della vicenda europea fin dalle sue origini, dunque, che con questa nuova edizione si arricchisce degli ultimi otto anni di vita dell'Unione, tra i più complessi, gli anni che ci hanno fatto temere un suo inevitabile declino.
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Laterza, 17/03/2011
Abstract: Le statistiche ci dicono che in Italia si legge poco, drammaticamente meno che negli altri paesi. Il 'lettore forte', come l'Istat definisce chi legge almeno un libro al mese, è una persona che non fa parte della maggioranza degli italiani, è fuori dalla 'norma'. E il futuro che si annuncia non sembra migliore. Le differenze per genere, fascia d'età, area geografica, livello culturale e sociale non solo si confermano ma si radicalizzano.Giovanni Solimine analizza i numeri di questa incrollabile allergia alla lettura, riflette sul profilo di chi legge, sui suoi gusti e sui suoi stili di vita, confronta i dati del panorama del libro e dell'editoria con gli altri consumi culturali e delinea qualche possibile strategia per voltare finalmente pagina.
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Laterza, 16/03/2011
Abstract: Le origini, il consolidamento e il declino della schiavitù fra l'Africa, le Americhe e l'Europa. Una storia drammatica, che ha segnato l'Occidente. Se lo schiavo può essere definito un individuo privo della libertà individuale, ossia proprietà altrui, dal punto di vista storico la schiavitù ha assunto molteplici forme nel tempo. Questo volume ricostruisce la storia della schiavitù atlantica, legata cioè alla tratta che si organizzò tra le coste africane e quelle americane, e copre i circa quattro secoli della sua durata, scavalcando i limiti convenzionali della storia moderna: muove infatti dall'inizio del Cinquecento, quando la pratica fu avviata e si stabilizzò nelle Americhe, e giunge al secondo Ottocento, epoca in cui, in tempi diversi e nei vari contesti, se ne decretò la formale abolizione, senza però estirpare un uso che sotto mutate spoglie continuò a lungo attraverso i percorsi dell'illegalità. L'obiettivo è quello di delinearne le origini, il consolidamento e il declino, facendo emergere i tratti specifici di questo tipo di schiavitù moderna rispetto sia alle forme antiche sia alle cosiddette nuove schiavitù contemporanee (restrizioni della libertà personale, quali il lavoro forzato o lo sfruttamento sessuale). Due questioni rimangono aperte: quanto la schiavitù abbia caratterizzato per secoli l'Occidente e come le modalità con cui si realizzò l'abolizionismo abbiano, fin da subito, aperto la strada a nuove tipologie di dipendenza personale.
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1958. Don Milani nella Firenze di La Pira. Gli anni di Firenze
Laterza, 01/03/2013
Abstract: Se fosse vivo avrebbe ancora la tonaca, come una divisa antiborghese, e sarebbe di tre anni più vecchio del papa. Lo si riconoscerebbe a orecchio, per l'inconfondibile uso della parola. Una parola infuocata, violenta, esigente, viva di tutti i registri. La parola di un uomo che dalla vocazione aveva ricavato un assoluto di verità e rifuggiva da ogni mediazione. Don Lorenzo Milani è la presa di distanza violenta: da un mondo conosciuto nell'infanzia, dalla realtà alto-borghese di una famiglia potente e intellettuale. Arriva alla religione e si fa prete contro tutto e tutti e da giovane cappellano a San Donato sperimenta sulla sua pelle la commistione fra fede e politica, che in quegli anni - tra guerra fredda e autoritarismo di Pio XII - tutti, proprio tutti, giudicano normale. Lui no: e la combatte dalle stanze della 'scuola popolare' che ha fondato per raggiungere i giovani, comunisti inclusi, e conquistarli al piacere di sapere. La combatte dal pulpito, da cui dispensa consigli elettorali. E infine la combatte dalle pagine di un libro anomalo, le Esperienze pastorali, un testamento steso quando quell'esperienza è stata troncata e il suo protagonista è ormai in esilio a Barbiana. Ma nemmeno da lì si riesce a zittirlo. Proprio a Barbiana Don Milani fa la sua esperienza più forte: costruisce dal nulla e nel nulla la sua irripetibile scuola.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: Con un nemico potente che vuole distruggerti e distruggere la libertà è da dissennati cercare accordi. Nessuna concessione basterà a placarlo o a fermarlo.Purtroppo, un popolo abituato a transigere con la coscienza e con Dio non è capace di essere intransigente con gli uomini.L'intransigente non sopporta i fanatici e gli intolleranti.L'intransigente ama dialogare perché sa che il dialogo rafforza le convinzioni.L'intransigente vuole comprendere i più deboli, gli incerti, i timorosi e vuole camminare con loro, non innanzi a loro, per realizzare fini d'emancipazione e di giustizia.L'intransigente è mite, sempre disponibile al confronto e a capire le ragioni degli altri, consapevole della varietà e della complessità dell'esperienza umana.Siamo il paese della libertà fragile. Le libere repubbliche del tardo Medio Evo non hanno saputo proteggersi dalla tirannide e dal dominio straniero; lo Stato liberale nato dal Risorgimento nel 1861 è stato distrutto cinquant'anni dopo dal fascismo; la Repubblica democratica nata il 2 giugno 1946 è degenerata nel sistema berlusconiano. Perché tutto ciò è accaduto e accade? Perché in tutte queste occasioni sono mancati gli oppositori determinati a combattere con tutte le forze contro queste tirannie, qualunque forma abbiano assunto, e perché in troppi sono disposti ad aprire loro le porte e a cedere il passo. La libertà italiana è sempre stata fragile perché troppo pochi sanno essere intransigenti.
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Laterza, 05/04/2012
Abstract: San Brandano d'Irlanda naviga verso terre ignote spinto come Ulisse dal desiderio di conoscere; Gregorio Magno come Edipo nasconde nel cuore la colpa dell'incesto; Maddalena come Elena appare irresistibilmente seducente; san Giorgio vince il drago come Perseo: nelle storie e nelle leggende medievali sui santi rivive il mito degli eroi antichi.Anche gli eroi cristiani intervengono a favore dei popoli, combattono le ingiustizie, civilizzano nuove terre, affrontano fatiche con coraggio sovraumano. Come gli eroi greci sono mortali e dotati di poteri straordinari: possono operare prodigi o miracoli, fermare mostri e pestilenze, combattere il Male e allontanare le catastrofi. Il corpo è al centro della vicenda dell'eroe/santo: straordinario nella resistenza e potenziato nelle capacità, indica l'estremo limite delle possibilità umane. È il santo la nuova figura di venerazione, erede dell'antico modo di percepire la presenza divina nel mondo. Attorno al suo culto, nei luoghi delle reliquie o del martirio, in ogni angolo dell'impero cristiano, si costruiscono santuari e basiliche. Perché la potenza misteriosa del sacro ha bisogno di rendersi percepibile qui e ora, attraverso ciò che resta di un corpo, attraverso la volontà di credere che ciò che è morto è ancora vivo e operante. Secoli di storia dimostrano che, a dispetto di Brecht, l'eroe (o in qualsiasi modo lo si voglia chiamare) è una necessità della psicologia collettiva.
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9 febbraio 1498. Il "Cenacolo" svelato. I giorni di Milano
Laterza, 18/05/2012
Abstract: Lincontro fra Leonardo e Milano è senzaltro uno dei meglio riusciti nella storia dellarte moderna, e il Cenacolo è solo uno dei capolavori che il genio fiorentino realizza negli anni della sua permanenza alla corte di Lodovico il Moro. Svelato il 9 febbraio del 1498, la pittura murale che decora il refettorio dei domenicani di Santa Maria delle Grazie diventa immediatamente oggetto di universale ammirazione, per la maestria del tocco dellartista e per la sua capacità di dare profondità psicologica ai personaggi, ma anche di molteplici interventi conservativi, poiché la tecnica impiegata ne mette da subito a repentaglio lesistenza. Un dipinto capace ancora oggi di affascinare gli spettatori e su cui da sempre si appuntano le più fantasiose interpretazioni.La Milano dello scorcio del secolo XV è del resto allavanguardia nellarte e nellarchitettura: grazie alla presenza simultanea di Leonardo e di Bramante, responsabili di una svolta capitale nella storia dellarte occidentale, essa è il teatro in cui si forma la maniera moderna e dove si fondono i linguaggi delle scuole artistiche locali. È qui che larte diviene a pieno titolo 'Arte italiana: un raffinato scenario intellettuale e culturale, oltre che artistico, sul cui sfondo già si profila lombra delle guerre dItalia, che di lì a poco determineranno la fine dellindipendenza del Ducato.
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Storia del Partito comunista italiano
Laterza, 18/05/2012
Abstract: Dal congresso di Livorno in cui nasce nel 1921, alla trasformazione in PDS nel 1991, la storia di un partito politico che ha fatto la storia d'Italia.
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Laterza, 17/03/2011
Abstract: Lo stato di salute della cultura italiana non consente di prevedere facili guarigioni. "È mancata una politica pubblica per un'adeguata istruzione secondaria e universitaria, per un sistema di apprendimento durante tutta la vita, per biblioteche e promozione della lettura. Giorgio Napolitano ha detto di avere fiducia negli spiriti vitali degli italiani. Vorrei dargli ragione, a patto che tra gli spiriti vitali ci siano anche l'intelligenza per capire l'inadeguatezza cronica della politica e la capacità di selezionare ed esprimere una classe dirigente all'altezza dei nostri problemi". Tullio DeMauro ripercorre mezzo secolo di vita del nostro paese, ridefinisce il significato di cultura e descrive le trasformazioni della ricerca, dell'insegnamento, dell'informazione, dell'idea stessa di sapere. De Mauro a "Parla con me": guarda il video
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Storia dell'IRI. 1. Dalle origini al dopoguerra
Laterza, 18/05/2012
Abstract: L'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) nasce nel 1933, per volere di Mussolini e su progetto di Alberto Beneduce, con l'intento di evitare il fallimento delle principali banche e imprese italiane e con esso il crollo dell'economia, già provata dalla crisi mondiale esplosa nel 1929. Dal dopoguerra l'Istituto è protagonista prima della ricostruzione e poi del miracolo economico. Dopo le difficoltà emerse negli anni '70 e il programma di ristrutturazione e rilancio degli anni '80, l'IRI conclude la sua attività nel 2002 dopo le operazioni di privatizzazione che contribuiscono in misura significativa al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e all'adesione italiana all'euro.In questo primo volume viene preso in esame il suo primo e complesso quindicennio, dal pieno della grande depressione ai drammatici frangenti fra la tragedia della guerra e l'ardua opera di ricostruzione post-bellica. L'interrogativo da cui muove la narrazione è "se, durante gli anni Trenta, il nostro sistema economico abbia conosciuto un effettivo mutamento di scenario e di prospettiva, oppure se già recasse ben stampato nella sua fisionomia il marchio di una crescente presenza dello Stato nei suoi gangli. A giudicare da quanto emerge da questa analisi, l'avvento dell'IRI nel 1933 ebbe una duplice valenza all'insegna tanto della continuità che della discontinuità. Da un lato, fu il risultato di una tendenza costante, ossia l'incidenza che avevano seguitato ad avere, sia pur con le debite varianti, dalla seconda metà dell'Ottocento agli anni Venti, determinati fattori di ordine politico sulla tipologia e le direttrici di marcia dell'economia italiana; dall'altro, si trattò, senza dubbio, di uno stacco, di una cesura, sul piano operativo rispetto ai tradizionali strumenti dell'intervento pubblico. In pratica, anche nel caso dell'IRI e dei suoi sviluppi, svolsero un ruolo fondamentale calcoli e obiettivi di politica interna ed estera; quel che invece ebbe a cambiare fu l'adozione, per suo tramite, di modalità e procedure assolutamente inedite nella realizzazione, sul versante economico, dei propositi concepiti e posti in essere a livello politico.
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Laterza, 31/05/2012
Abstract: "Noi in Cina queste cose non le mangiamo, le facciamo solo per voi turisti". Stavo per dirle che in realtà noi, qui a Milano, anche in Paolo Sarpi, siamo nativi, non turisti. Invece le ho chiesto: "Ma del formaggio, al posto del tofu, non è che ce l'avete?".Fruttivendoli e internet point cingalesi, ristoranti e alimentari sudamericani, macellerie e kebab arabi, centri-massaggi e incasinatissimi bazar di cinesi multitasking dove tra cellulari e computer trovi anche delle parrucche, se il taglio a 8 euro del negozio accanto non è proprio un capolavoro: siamo in via Padova, in viale Monza, in via Sarpi, in piazzale Corvetto, all'Isola e in Porta Venezia.Siamo a Milano, città del nuovo millennio, che non è "Parigi, dove paghi di più ma puoi fermarti al tavolino quanto vuoi. Siamo a Milano, dove tutto se fa de pressa: velocemente".Siamo in giro con Anita, Samir, Stefania, Tony, Gioia, Pietro, Laura e Lejla, fra panchine e bar dove anche gli incontri e gli amori vanno di corsa.