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Edizioni e/o, 24/10/2012
Abstract: I primi tre romanzi di Elena Ferrante in un unico prezioso volumeL'amore molestoI giorni dell'abbandonoLa figlia oscura"Ammirazione stupore e incredulità destò nel 1991 l'uscita dell'Amore molesto. Chi era questa scrittrice che si firmava Elena Ferrante e dichiarava di aver vissuto molto tempo a Napoli e poi in Grecia? Già in quel primo romanzo la sua voce era decisa nitida perfetta. Una voce che alla fitta trama coniugava l'atmosfera soffocante del romanzo poliziesco americano il gesticolare patetico e comico dei grandi personaggi di Samuel Beckett gli angoscianti dubbi sulla propria identità di Virginia Woolf e la confusa e allo stesso tempo cruciale caccia ai fantasmi di Henry James. Difficile dare un'etichetta a un tale romanzo: una donna di circa quarantacinque anni che di fronte all'improvvisa e misteriosa morte della madre tenta di appurare come si sono svolti i fatti. Undici anni dopo nel 2002 uscì I giorni dell'abbandono, opera meno oscura sebbene altrettanto cupa e di grande impatto; una peripezia di disamore solitudine e disperazione senza un briciolo di sentimentalismo senza una pagina superflua. Pubblico e critica tornarono a mostrarsi ancora più ammirati ed entusiasti. Nel 2006 fu pubblicato un terzo romanzo La figlia oscura, incentrato sui rapporti tra una madre e le sue due figlie". (Dall'Introduzione di Edgardo Dobry)Sull'Amore molesto:"Una storia sofisticata e complessa, crudele e intelligente".Dacia Maraini"Il grande libro su Napoli l'ha scritto Elena Ferrante".Franco Cordelli, Corriere della Sera"Una qualità alta, sorprendente". Enzo SicilianoSui Giorni dell'abbandono:"La massima narratrice italiana dai tempi di Elsa Morante". Antonio D'Orrico, Sette/Corriere della Sera"La voce rabbiosa, torrenziale di questa autrice è qualcosa di raro". The New York Times"Ho letto questo romanzo in un giorno, obbligandomi a prendere respiro come fa un nuotatore. I giorni dell'abbandono è stellare". Alice SeboldSulla Figlia oscura:"Il romanzo di Elena Ferrante è strepitoso". Concita de Gregorio, D/La Repubblica"Una formidabile scrittura". Marina Terragni e Luisa Muraro, Io donna/Corriere della Sera
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Edizioni e/o, 22/10/2012
Abstract: L'incontro ambiguo tra la brutalità del mondo e l'innocenza dell'infanzia l'amicizia pericolosa tra un bambino e un criminale un rapporto di violenza che si trasforma in tenera complicità: sono i temi al centro di questo romanzo pubblicato nel 1926 dall'autore rumeno.
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Edizioni e/o, 24/10/2012
Abstract: La vita di Bianca gira intorno alla stazione ferroviaria, non può fare a meno di frequentare quel luogo. Si perde tra i volti degli sconosciuti, nella fretta degli arrivi e delle partenze e aspetta un amore. È una donna solitaria, avvolta da una coltre di silenzio che le impedisce di vivere fino in fondo. Vorrebbe amare Alberto, un fotografo che cerca l'inquadratura perfetta, ma non riesce a partire con lui, insegna in un liceo ma non riesce a stabilire un contatto con i suoi alunni. Bianca ha bisogno di proteggersi dall'intensità delle emozioni. Yasmina scappa dal suo paese, il Marocco, dopo essere stata ripudiata da un marito che non aveva scelto. È la storia della sua fuga da una condizione di sottomissione, un viaggio clandestino pieno di pericoli e di incontri importanti, fino all'arrivo in Italia, miraggio di salvezza offuscato da un episodio di violenza. Yasmina ha bisogno di proteggersi dalla brutalità della vita. La diversità radicale nell'esperienza di essere donna non può che provocare un incontro significativo tra le due, un riconoscersi nonostante tutto, fino al consolidarsi di una profonda amicizia che segnerà per entrambe un punto di svolta.
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Edizioni e/o, 24/10/2012
Abstract: Questo thriller mozzafiato inizia con l'annegamento di Pony, giovane rampolla dei Carteret, nel lago antistante la loro elegante casa nel Vermont. Non solo è strano che Pony sia annegata visto che era una nuotatrice esperta, ma ha lasciato il suo bambino di un anno incustodito in riva al lago, dove viene ritrovato. Ancora più strana la circostanza per cui il fratello preferito di Polly, William, era stato da lei convocato nella ricca dimora estiva per una rivelazione che non farà in tempo a raccontare. La numerosa famiglia si mobilita, guidata dall'arcigno patriarca Jasper Carteret III, per svelare il mistero della morte di Polly. Ma non tutti sono disposti a collaborare ed emergono, uno dopo l'altro in un'incalzante serie di rivelazioni, i conflitti, le invidie, gli odi nascosti dietro l'apparente facciata felice della rispettabile famiglia. Chi è stato quindi a uccidere Pony? Con il fiato sospeso si scoprono segreti decennali, segreti che risalgono a quando la madre di Pony era ancora viva e anche prima, agli anni della giovinezza dei due genitori. Segreti che nessuno conosceva (la madre è morta e altri protagonisti sono scomparsi) e che travolgono adesso le vite dei personaggi del romanzo. Fino allo sconvolgente finale che sorprenderà tutti. Un thriller dal ritmo incalzante, con bellissimi personaggi con psicologie ben delineate e storie dense. Un viaggio allucinante nei meandri della vita di famiglia. Un romanzo che ha avuto un grande successo negli Stati Uniti.
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Edizioni e/o, 24/10/2012
Abstract: Premio Nobel per la Letteratura 2015"Questo libro non parla di Černobyl' in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l'avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l'ignoto. Il mistero. Černobyl' è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Černobyl' è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l'acqua e la terra. Tutto il loro tempo. Questi uomini e queste donne sono stati i primi a vedere ciò che noi possiamo soltanto supporre... Più di una volta ho avuto l'impressione che in realtà io stessi annotando il futuro". (Svetlana Aleksievič)
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Treni strettamente sorvegliati
Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Come l'ordigno che alla fine esplode, questo romanzo fa sentire a ogni pagina il proprio ticchettio, sino all'ultima riga, quando, riposto il libro e a distanza di giorni, deflagra il capolavoro...Molti conoscono la tenera storia del giovane Miloš, ferroviere in una stazioncina dell'Europa centrale, per averla vista in un film che vinse l'Oscar nel 1966. Miloš, Charlot boemo, diventa adulto tra i propri insuccessi amorosi e gli scintillanti successi del capomanovra Hubička (che stampa timbri sulle chiappe della telegrafista), tra il ricordo del nonno che voleva fermare i tank con l'ipnosi e quella bomba, quella "cosina" che lui, Miloš, deve infilare nel treno dei nazisti. "L'ironia praghese è un gioco apparentemente infantile, folle e stupido in senso superiore, è la battaglia contro una felicitante teoria dello stato e contro l'apparato burocratico. Naturalmente è anche coscienza della vanità di tale lotta. È l'abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo, è la più alta libertà possibile nel mondo senza dio". (Bohumil Hrabal)
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Che si tratti di una visita al cimitero di Mosca, dove Esenin e Tupolev riposano vicini, oppure di una manifestazione in ricordo di Jan Palach repressa dalla polizia, o di un fatto di cronaca nera, o di un viaggio negli Stati Esauditi d'America, o della morte della moglie, o ancora dei ricordi della grande stagione culturale praghese negli anni Sessanta; tutto passa nella magica macchina della poesia di Hrabal che trasforma ogni cosa in racconto e in meraviglia, in una scrittura eccezionalmente "libera" che riesce a fondere assieme sogni e realtà, aneddoti e filosofia, attualità drammatica e fantasia. L'uragano di novembre ha vinto il Premio Mondello nel 1992.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Questo romanzo è un'ode all'amicizia, alla giovinezza e alla creatività. È la storia di tre amici a Praga, all'inizio degli anni Cinquanta: lo scrittore Bohumil Hrabal, l'artista Vladimír Boudník ed Egon Bondy, poeta, filosofo zen e marxista di sinistra. "I vagabondi del Dharma sono a Praga" esclama Egon Bondy. E il riferimento alla beat generation, che in quegli stessi anni di guerra fredda sperimenta in America vie nuove nella vita e nell'arte, è evidente quando si leggono queste epiche sbronze, questa ricerca metafisica portata avanti nelle birrerie o nelle fabbriche o per la strada, questa spinta creativa che nasce nel dolore ma anche nella bellezza nascosta ovunque, e che si alimenta degli eccessi e di ogni tipo di sperimentazione artistica ed esistenziale.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Il mondo dello scrittore praghese affiora come una autobiografia dal vivo: Praga, la solitudine e gli adorati gatti, la fine del comunismo, tra birra, arte e filosofia.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Una raccolta di racconti sull'esperienza del crescere negli Stati Uniti, sulla lotta quasi eroica che gli adolescenti affrontano per definire se stessi e i confini della propria libertà. Scritti in un arco di tempo che va dal 1965 al 1972, questi sei racconti descrivono l'universo violento degli adolescenti: lo stupro, la droga, la follia, il divorzio dei genitori, il suicidio. Oltre alla violenza, alla solitudine e al bisogno d'amore, ad accomunare questi giovani c'è una nuova moralità, che non distingue più tra bene e male, bello e brutto, morale e immorale.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Amore e violenza, indissolubilmente legati, sono il tema di questi racconti di Joyce Carol Oates, scrittrice americana che nel 1970 ha ricevuto il National Book Award e che oggi è candidata al Premio Nobel. "Il sentimento amoroso" dice la Oates, "è probabilmente l'essenza di ciò per cui io scrivo": amore crudele, spesso violento e distruttore, a volte demoniaco, "emozione eterna e insondabile" che non ammette esitazione e compromessi, amore che è sempre un'esperienza sconvolgente, un'esplosione, un'irruzione, un assalto che scuote lo spirito e il corpo. Un amore marchiato dalla nostra civiltà violenta e ipocrita, che Joyce Carol Oates esplora nelle sue parti più oscure e minacciose. La sua prosa procede senza tergiversazioni, elegante, precisa, attenta alle sfumature, con un ritmo incalzante che porta sempre a una conclusione capace di stupire il lettore o di costringerlo a uscire dalla routine, dalle solari, rassicuranti certezze, per guardare nella penombra dei desideri inquietanti.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Dalla Prefazione di Anita Raja: L'August che dà il titolo a questo racconto di Christa Wolf, l'ultimo che ha scritto e che esce postumo, fa la sua prima, rapida apparizione nelle struggenti pagine finali di Trama d'infanzia, laddove si racconta del crollo del nazismo e, insieme, del sistema di valori e di certezze che avevano retto il mondo dell'adolescente Nelly Jordan e della sua famiglia. Nelle ultime pagine del libro si narra la tubercolosi della protagonista, il sanatorio e l'amore mal governato di un bambino a sua volta malato: "August. August dalle parti di Pillaken. Un giorno comunicò a Nelly di averla scelta come protettrice. Aveva dieci anni, un bambino goffo, tarchiato, pesante. L'espressione dei suoi occhi marroni – occhi di cane – agli altri bambini e agli adulti faceva venire voglia di tormentarlo. Le sue lettere (le più antiche che conservi). Ora non c'è più nessuno a cui posso lavare le posate, le scrive dopo che è stata dimessa. L'ortografia delle lettere mostra che i tentativi di Nelly di insegnargli a leggere, scrivere e far di conto erano miseramente falliti. La sua corte maldestra, invadente, la sua gelosia degli altri bambini più graziosi e più intelligenti". In quel sanatorio, teatro di esperienze dolorose e di privazioni, ma anche di momenti felici e di sentimenti duraturi, prende forma l'amore infantile, il bisogno di un legame forte da pretendere giorno per giorno e da difendere con vitalissima caparbietà. È ciò che fa August. Quel sentimento crescerà con lui, durerà oltre la fine del lavoro che s'è scelto e ha fatto volentieri, oltre la serena storia con la donna che lo ha accettato e gli ha tenuto compagnia nel corso della vita.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Hannes e Uli sono cresciuti insieme, condividendo tutto per vent'anni, anche la passione per le moto, fino al giorno in cui Hannes ha un incidente ed entra in coma. Passano giorni, settimane, mesi e le sue condizioni non migliorano: Hannes non si risveglia. Poco alla volta tutti perdono le speranze, genitori compresi. Tutti tranne Uli, che non vuole darsi per vinto e si rifiuta di credere che non riavrà più il suo amico del cuore. Senza smettere di stargli vicino, andarlo a trovare e fargli sentire il proprio amore, Uli inizia a scrivergli una lettera dopo l'altra. Le consegnerà ad Hannes quando finalmente riaprirà gli occhi, perché sappia per filo e per segno ciò che è successo mentre lui era inchiodato in un letto d'ospedale, attaccato a tubi e macchinari. Nate in risposta a un'esigenza quasi scaramantica di continuare a lottare, le lettere permettono a Uli di non impazzire dal dolore, trasformandosi in un diario che poco alla volta lo aiuterà a conoscere meglio se stesso e gli insegnerà che il solo vero modo di andare avanti è accettare l'inevitabile.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Nino ha quarantuno anni. Vive con allegria, spensieratezza, leggerezza e ha una vita sessuale piuttosto intensa. Ha una piccola libreria, dove lavora. E' simpatico, divertente, buffo e intelligente. Come dice lui stesso: è ostaggio della propria irrequietezza anzi, è ostaggio dell'Autonomia dell'Irrequietezza, perché l'irrequietezza è autonoma. Rifugge le storie d'amore importanti. Lui, nell'Amore non ci crede. Fin quando nella sua vita non arriva Clelia… e inizia una bellissima storia d'amore. Una storia d'amore da romanzo d'appendice. Bella, leggera, appassionata, allegra e grondante di felicità. Ma c'è un problema: Clelia, oltre ad essere una donna straordinaria, è uguale a Nino. Sono due single convinti che non hanno intenzione di avere rapporti seri. Come ne usciranno? L'amore fa paura, anche quando è una commedia sofisticata.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: La pièce è incentrata sull'amore tra Hannah Arendt e Martin Heidegger, l'azione si svolge in due luoghi diversi, con salti di tempo e di spazio. Il primo luogo è l'interno della baita di Raphael Mendelsohn, un caro amico (fittizio) di Hannah ai tempi dell'università, innamorato di lei ma non ricambiato. Il secondo luogo è il soggiorno dell'appartamento di New York dell'ormai anziana professoressa Hannah Arendt. La baita di Raphael è altresì il teatro della relazione proibita fra la diciottenne Hannah, studentessa di filosofia all'università di Friburgo, e il professor Heidegger, sposato e di parecchi anni più anziano di lei. Nel soggiorno dell'appartamento di New York la professoressa Arendt, reduce da un infarto, riceve invece nel 1975 la visita di Michael Ben Shaked, giovane israeliano che si spaccia per uno studente di filosofia dell'università di Gerusalemme ma che in realtà è il figlio di Raphael Mendelsohn, venuto a cercarla dopo la morte del padre per scoprire una parte a lui ignota della sua vita. Mediante i dialoghi tra i due e i flashback del passato (gli incontri tra la giovane Hannah e il professor Heidegger nella baita di Raphael) la pièce ripercorre le tappe della storia d'amore impossibile, irrazionale e drammatica tra i due protagonisti.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Nel romanzo di Christa Wolf, Medea è una donna forte e libera, una "maga" depositaria di un "sapere del corpo e della terra". È questo "secondo sguardo" che le fa scoprire un orribile segreto nascosto nel sottosuolo del palazzo reale di Corinto. Medea dovrà pagare per aver svelato il crimine su cui si fonda il potere. Non saprà né vorrà difendersi perché – dopo aver abbandonato la natia Colchide, anch'essa macchiata di sangue innocente – non ha più radici né ideali che la sostengano. In Medea ritroviamo la riscrittura radicale del mito già presente in Cassandra.La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine riallacciandosi alle fonti antecedenti Euripide.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Questo imponente testo può senza dubbio fin da ora essere riconosciuto come opera fondamentale della letteratura tedesca, una summa dell'esperienza di ambedue le Germanie dal dopoguerra a oggi. Il racconto della vita dell'autrice, della sua famiglia e del suo paese, colta in una giornata, sempre la stessa, il 27 settembre, anno dopo anno per quarant'anni, fa di questo libro un'opera fuori dal comune. L'attenzione è incentrata non solo sulla figura della stessa scrittrice, ma anche sui personaggi che le sono vicini, famigliari, amici, avversari; non è un'autobiografia, anche se ovviamente della sua vita si tratta, perché attraverso il racconto di un'unica giornata all'anno si delinea una trama intensa e avvincente, che punta i riflettori su una storia di vita che appartiene a tutti noi, ogni volta diversa, aperta su un mondo che cambia. Si delinea mano a mano la cronaca precisa di avvenimenti personali e politici, di personaggi, affetti e passioni, riflessione politica e morale sui nostri tempi. Sotto gli occhi del lettore sfilano, alternandosi, immagini della DDR, del muro di Berlino, della guerra fredda, della riunificazione tedesca, dell'esilio americano, della vita famigliare, e si succedono i conflitti, la crescita delle figlie, i tradimenti degli amici, le perdite, gli abbandoni, le gioie… Un giorno all'anno è una di quelle rare, grandi opere, che segnano la letteratura di oggi.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Chi ha letto Cassandra ritroverà in quasi tutti i racconti di Christa Wolf l'ossessione ricorrente che caratterizzava la figura della figlia di Priamo: vedere il mondo con uno sguardo non subalterno. Fin da Martedì 27 settembre (racconto del 1960) questo motivo appare come un segno caratterizzante e confina con il desiderio di un'esistenza vigile. In Pomeriggio di giugno (1965) si accentua fortemente la critica del realismo socialista, mentre la sfera del privato si dilata sino ad assorbire tutto lo spazio narrativo. Mutamento di prospettiva (1970) apre la raccolta perché racconta l'infanzia e l'adolescenza dell'autrice. Con Unter den Linden la tecnica narrativa subisce un'impennata fortemente soggettiva. È una storia d'amore e di ribellione. A partire da Nuove considerazioni di un gatto (1970) e Autoesperimento (1972) la scrittura della Wolf approda a una nuova funzione. Essa deve incunearsi – arma ribelle dei gatti che sono pieni di mistero e delle donne – nell'universo univoco delle scienze e della ratio strumentale maschile.
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Nessun luogo. Da nessuna parte
Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Al centro di questo romanzo di Christ Wolf, uno dei suoi libri più belli, si muovono i poeti Heinrich von Kleist e Karoline von Günderrode. Figli delusi della loro epoca, non hanno spazio in nessun luogo, da nessuna parte. Christa Wolf immagina di vederli insieme, in un pomeriggio d'estate del 1804, sulle rive del Reno. Sono giovani, eppure prossimi alla fine. Karoline si ucciderà nel 1806, Kelist nel 1811. Nel salotto dove avviene il loro incontro si danno appuntamento personaggi illustri, poeti e scienziati di quell'epoca romantica a cavallo tra una Rivoluzione che va esaurendosi e la Restaurazione strisciante. I due poeti rappresentano una generazione che deve produrre nuovi modelli di vita perché i modelli del passato non valgono più. Sono stranieri in patria, battistrada senza seguito, voci senza risonanza. Isolati, esclusi da ogni possibilità di azione, relegati e confinati nell'avventura dell'anima, sono consegnati inermi ai propri dubbi, alla disperazione, alla sempre più viva certezza del fallimento. Christa Wolf ricostruisce con maestria un'epoca, un'atmosfera; e una sensibilità che ci appare straordinariamente moderna.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Questo racconto della giornata di una donna sorvegliata dalla polizia segreta, tormentata da dubbi sulla fedeltà anche degli amici più cari, pressata dagli avvenimenti a prendere tremende decisioni, questo racconto di una donna sola di fronte alla propria coscienza somiglia in modo straordinario a Cassandra, altra storia di donna concepita e scritta negli stessi anni in cui andava prendendo forma questo Che cosa resta. In ambedue i testi – fa notare Anita Raja nell'introduzione – il tema centrale è quello di una persona che non riconosce più la propria città, il proprio mondo, le cose e la gente in cui ha creduto, divenute ormai estranee. La grandezza tragica di Cassandra, infatti, sta proprio nel fatto che il suo distacco da Troia e da Priamo, il suo apprendistato al no, è tanto più intenso e sofferto, quanto più essa ha amato la città e il padre, tanto più ha creduto nella loro diversità. Ora, questa tragedia ritorna in Che cosa resta, senza più il velo del mito: adesso Troia è Berlino, è il socialismo, è tutto ciò che Christa Wolf ha amato e in cui ha creduto.