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La vita davanti a sé
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Gary, Romain - Fior, Manuele - Bogliolo, Giovanni

La vita davanti a sé

Neri Pozza, 08/11/2018

Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1975, La vita davanti a sé fu subito accolto con grande favore dalla critica e dal pubblico francesi. L'opera vinse il Goncourt, il più prestigioso premio letterario francese, ed Émile Ajar, il suo misterioso autore, divenne di colpo il romanziere più promettente degli anni Settanta, l'inventore di un gergo da banlieue e da emigrazione, il cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi. Nel 1980, il colpo di scena. La comparsa nelle librerie di Vita e morte di Émile Ajar, un libretto-confessione di Romain Gary dato alle stampe pochi mesi dopo la sua morte, rivelò al mondo letterario francese una verità inaspettata: l'autore di quelle pagine osannate da pubblico e critica cinque anni prima altri non era che Gary stesso, l'eroe di guerra, il diplomatico, il tombeur de femmes, già vincitore di un Goncourt con Le radici del cielo, considerato da molti un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa. Sono trascorsi molti anni da quelle vicende. La vita davanti a sé continua ad essere una delle opere più lette e amate nel mondo e Romain Gary è al centro oggi di una travolgente riscoperta da parte della critica e dei lettori. "Venti anni prima di Pennac e degli scrittori dell'immigrazione araba, il romanzo narra la storia di Momo, ragazzino arabo nella banlieue di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, Madame Rosa" (Stenio Solinas). È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese dove non contano i legami di sangue e le tragedie della storia svaniscono davanti alla vita, al semplice desiderio e alla gioia di vivere. Un romanzo toccato dalla grazia, in cui l'esistenza è vista e raccontata con l'innocenza di un bambino, per il quale le puttane sono "gente che si difende con il proprio culo", e "gli incubi sogni quando invecchiano". Manuele Fior, uno dei più importanti illustratori del nostro tempo, collaboratore del New Yorker e autore di opere oggetto di numerosi riconoscimenti, ha deciso di illustrare l'opera con splendide immagini che offrono, soprattutto ai lettori più giovani, la possibilità di ammirare anche con lo sguardo uno dei capolavori della narrativa francese contemporanea.

Ethan Frome
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Wharton, Edith - Lo Porto, Tiziana

Ethan Frome

Neri Pozza, 15/11/2018

Abstract: Per anni Edith Wharton aveva desiderato ritrarre la vita, così com'era, nei villaggi di montagna del New England. Seppelliti sotto la neve del Massachussetts occidentale, quei luoghi esercitavano su di lei un fascino sinistro. Pazzia, promiscuità, lenta inedia mentale e morale sembravano infatti celarsi dietro quelle facciate incolori delle case di legno a poca distanza dalla sontuosa residenza che, con il marito Edward, aveva acquistato nel 1901. Scritto dopo che l'autrice ebbe trascorso dieci anni nella regione montuosa dove si svolge la scena, il racconto lungo – come amava definirlo lei stessa – o romanzo breve Ethan Frome si inoltra, fin da subito, tra le pieghe delle emozioni represse e le passioni distruttive che si scatenano in un triangolo amoroso. Ben lontano dal mondo dell'high society newyorkese de La casa della gioia e de L'età dell'innocenza, il protagonista Ethan Frome è un povero contadino che ha dedicato la propria gioventù alla cura degli anziani genitori. Vive una vita di pacata rassegnazione intrappolato in un matrimonio con una donna inacidita e ipocondriaca, Zeena. L'arrivo alla fattoria della giovane cugina di lei, Mattie, apre uno spiraglio di speranza e si trasforma in una boccata d'ossigeno per un uomo soffocato da una prematura e ingrigita quotidianità. L'accendersi della passione del coniuge per la piccola ospite-domestica non passa però inosservato alla moglie che, cercando di ostacolare il triangolo marito-moglie-amante, costringerà gli innamorati a una risoluzione estrema dall'esito imprevedibile e straziante. Ethan Frome è una storia cupa e indimenticabile, un canto d'amore e di morte, uno specchio perfetto della delusione e sofferenza amorosa patita dalla scrittrice che, solo a quarantacinque anni, visse la sua prima, divampante e inarrestabile passione.

Ellie all'improvviso
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Jewell, Lisa - Biavasco, Annamaria - Guani, Valentina

Ellie all'improvviso

Neri Pozza, 15/11/2018

Abstract: Laurel Mack ricorda bene com'era la sua vita dieci anni prima, quando aveva tre figli anziché due: un accumulo di faccende da sbrigare, crucci e bollette scadute. Una vita che, con il senno di poi, le appare assolutamente perfetta. Perché una mattina, sua figlia Ellie, la figlia prediletta, quella con cui andava maggiormente d'accordo e di cui era più orgogliosa, era uscita di casa e non era più tornata. Da quel giorno di maggio del 2005 in cui Ellie è svanita nel nulla, non ci sono stati sostanziali sviluppi nelle indagini sulla sua scomparsa. Felpa nera con il cappuccio, jeans sbiaditi e scarpe da ginnastica bianche, Ellie era una qualsiasi adolescente con uno zainetto in spalla quando è stata avvistata l'ultima volta in Stroud Green Road, alle dieci e quarantatré del mattino: da quel momento le sue tracce si sono perse nel nulla, al punto che persino la polizia si è rassegnata e ha liquidato il caso come la fuga da casa di una ragazzina ribelle. Dieci anni dopo, Laurel sta provando a fare i conti con questa incomprensibile verità. Paul, il suo ex marito, ha una nuova compagna e i suoi due figli, Hanna e Jake, sono andati a vivere altrove. Tutti sembrano andare avanti, tutti sembrano essersi fatti una ragione della scomparsa di Ellie, tranne lei. Finché un giorno, in un bar, la sua attenzione viene catturata da un affascinante sconosciuto. Occhi grigi, capelli brizzolati e scarpe eleganti, l'uomo ordina una fetta di torta, prende posto nel tavolo accanto al suo e le rivolge un ammaliante sorriso. Inaspettatamente, Laurel sente qualcosa che si scioglie dentro di lei, un barlume di speranza. Che questo incontro rappresenti una seconda occasione di felicità? Floyd, questo il nome dello sconosciuto, non esita a invitarla a cena e, poco dopo, a presentare a Laurel le sue due figlie, avute da due diverse relazioni. Ma dinnanzi alla più piccola, Poppy, di nove anni, Laurel resta senza fiato: la bambina è infatti il ritratto di Ellie. La stessa fronte spaziosa, le palpebre pesanti, la fossetta sulla guancia sinistra quando sorride. All'improvviso, tutte le domande rimaste senza risposta che hanno tormentato Laurel per anni tornano a galla. Perché guardare quella strana bambina è come guardare sua figlia? Cosa è successo veramente a Ellie? È davvero scappata di casa, oppure c'è una ragione più sinistra per la sua scomparsa? Ma soprattutto, chi è Floyd davvero? Attraverso una prosa serrata, che non perde mai il ritmo, Lisa Jewell consegna al lettore un thriller mozzafiato, dalla suspense travolgente. Una storia dove niente è quello che sembra e tutte le certezze della vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.

Lux
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Marangoni, Eleonora

Lux

Neri Pozza, 22/11/2018

Abstract: Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l'amore, o il ricordo dell'amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un'isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull'isola – saranno l'occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

Il naso di Dante
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Vercesi, Pier Luigi

Il naso di Dante

Neri Pozza, 22/11/2018

Abstract: Nell'estate del 1840, in una sala del palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Qualche giorno dopo il ritrovamento, Seymour Kirkup, uno stravagante pittore inglese con la passione per lo spiritismo, corrompendo un guardiano, si fa rinchiudere nel Bargello, dove realizza una copia del Dante giottesco, che ha il naso aquilino ma dolce, non severo come quello che appare dalla presunta maschera mortuaria del Poeta. Resterà l'unica testimonianza dell'originale, perché il granduca di Toscana ordinerà un restauro maldestro dell'opera. Kirkup invia la copia al patriota e dantista italiano esule a Londra Gabriele Rossetti, primo sostenitore di un'interpretazione esoterica della Divina Commedia e della Vita Nova. Attenendosi all'interpretazione paterna, Dante Gabriel, il celebre esponente della Confraternita dei Preraffaelliti, non soltanto raffigurerà il Poeta con il giottesco naso "dolce", ma ne farà il depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione dei trovatori, un "Fedele d'amore" legato all'eresia catara. A partire da quel momento, Dante diverrà l'oggetto delle più fantasiose – a detta degli studiosi ortodossi – interpretazioni, in una storia che si dipanerà in infiniti rivoli, e che Pier Luigi Vercesi ricostruisce in questo avvincente racconto che attinge a un nutrito materiale inedito: oltre duecento lettere scritte da Seymour Kirkup a un suo sodale milanese e datate "Firenze, via Ponte Vecchio 2", ovvero l'antica magione dei templari fiorentini.

Un matrimonio americano
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Jones, Tayari

Un matrimonio americano

Neri Pozza, 15/11/2018

Abstract: Roy e Celestial sono sposati da più di un anno. Sono neri di Atalanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l'idea di comprare casa. Celestial è "un'artista da tenere d'occhio", come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d'arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo. Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all'università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l'unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita. Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l'intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all'incirca dell'età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l'accompagna in camera, l'aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato. Quella sarà, per Roy, l'ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo. Accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un enorme successo di pubblico e dall'entusiasmo della critica, Un matrimonio americano è uno di quei rari romanzi in cui la narrativa illumina davvero la condizione umana, una condizione, nelle sue pagine, in cui i pregiudizi razziali, l'ineguaglianza della legge e la crudeltà stessa, che è sempre in agguato in ogni relazione davvero profonda, sono in grado di distruggere l'amore e mettere alla prova ogni sentimento morale.

Il castello tra le nuvole
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Gier, Kerstin - Petrelli, Maria Alessandra

Il castello tra le nuvole

Corbaccio, 04/10/2018

Abstract: Dopo Red, Blue e Green e la Trilogia dei Sogni di Silver, una nuova fantastica avventura Che diciassette anni sia un'età meravigliosa lo dice solo chi li ha passati da un pezzo. Lo sa bene Fanny Funke che nella sua vita improvvisamente non ha trovato più niente che andasse per il verso giusto: amici, genitori, scuola… Al punto da decidere di mollare tutto e di andare a fare uno stage in un albergo. Di sicuro però non sapeva dove sarebbe finita nel luogo più sperduto delle Alpi svizzere in un Grand Hotel indubbiamente suggestivo ma chiaramente in rovina e con una clientela a dir poco variegata, fra oligarchi russi, industriali americani, scrittori di gialli, attrici, ex atlete olimpioniche e, per fortuna, almeno un paio di bei ragazzi. E dove, in qualità ultima arrivata, le tocca subire le angherie di alcune colleghe, le pretese tiranniche del proprietario e l'irritante comportamento dei bambini ai quali deve fare da babysitter. Ma quella che minaccia di diventare una faticosissima routine, si tramuta ben presto in una straordinaria avventura, quando l'atmosfera festosa dell'hotel viene stravolta da un tentato rapimento, che farà capire a Fanny di chi può veramente fidarsi e che cosa cerca veramente nella vita…Ancora una volta Kerstin Gier fa centro con una giovane protagonista irresistibilmente simpatica, indecisa e fantasiosa come tutte le adolescenti e al tempo stesso intraprendente e spiritosa come una giovane donna pronta a prendere in mano il suo destino. E con un romanzo sorprendente, divertente e imprevedibile per mesi nelle classifiche dei libri più venduti.

Il tuo primo dottore sei tu
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Howick, Jeremy

Il tuo primo dottore sei tu

Corbaccio, 04/10/2018

Abstract: Per capire il nostro corpo e il suo potere di autoguarigioneNel mondo occidentale circa il 50 percento degli anziani assume almeno cinque medicine al giorno, e nei paesi sviluppati una persona su dieci risulta essere in cura con antidepressivi. Numeri altissimi, che dovrebbero far riflettere sul rischio – quanto mai attuale – che la medicina venga utilizzata in maniera sconsiderata, causando costi ingestibili per la sanità pubblica. Se, da una parte, le potenzialità della medicina moderna risultano innegabili e fondamentali, dall'altra abbiamo imparato a dimenticare la capacità, altrettanto straordinaria, che il nostro corpo ha di curare se stesso. Ed è proprio questo l'aspetto sul quale si concentra Jeremy Howick, ricercatore ad Oxford ed esperto di effetto placebo. In Il tuo primo dottore sei tu ci offre un importante spunto di riflessione sul tema dell'autoguarigione, sostenendo come il nostro corpo sia in grado, ad esempio, di produrre autonomamente sostanze per alleviare il dolore. Lungo un percorso ben strutturato, fatto di casi esemplari e spiegazioni scientifiche fruibili a tutti, Howick dimostra anche come il nostro umore possa influenzare drasticamente la salute. I processi che avvengono dentro di noi possono essere le droghe più potenti, i chirurghi migliori e gli psicologi più bravi che potremmo chiedere. Sapersi rilassare, pensare positivo, costruirsi un ambiente sociale confortevole, ad esempio, può contribuire al miglioramento della salute più di una confezione di medicine.Basato sulle ricerche più aggiornate, Il tuo primo dottore sei tu fornisce a ognuno di noi gli strumenti conoscitivi per fare la scelta giusta riguardo ai trattamenti da assumere, a quelli da somministrare – e da non somministrare - ai propri figli, affidandosi alla capacità del corpo di lavorare da sé.

Estremi
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Krakauer, Jon - Zago, Francesco

Estremi

Corbaccio, 15/11/2018

Abstract: Dall'Everest al Pacifico: avventure di uomini straordinariPubblicate inizialmente su prestigiose riviste come New Yorker, Outside e Smithonian, queste storie dimostrano in modo lampante perché Krakauer è considerato il maestro del giornalismo contemporaneo d'avventura.Dal leggendario alpinista americano Fred Beckey, un dirtbag climber che ha aperto centinaia di nuove vie in oltre settant'anni di attività, agli ultimi, tragici, giorni dell'altrettanto leggendario surfista Mark Foo, che non ha saputo cavalcare la sua ultima, impressionante onda, fino al magnate delle spedizioni commerciali himalayane Russell Brice, dato per morto a quota 8.760 sull'Everest, che ha scatenato una delle più controverse polemiche alpinistiche di tutti i tempi.E poi un vulcano dormiente potenzialmente in grado di distruggere Seattle; un campo avventura che dovrebbe – almeno in teoria – rieducare adolescenti ribelli; una grotta del New Mexico dove gli scienziati della nasa ricostruiscono le potenziali condizioni di vita del pianeta Marte.Questi personaggi e queste storie estreme, ripropongono il grande Krakauer spirito avventuroso, scrupoloso giornalista investigativo e narratore straordinario.

Il fruscio dell'erba selvaggia
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Munforte, Giuseppe

Il fruscio dell'erba selvaggia

Neri Pozza, 12/09/2018

Abstract: Romanzo composto da una sequenza di tre storie intrecciate, Il fruscio dell'erba selvaggia (il titolo è un verso di Evtushenko) tesse i destini di personaggi che vivono un'esistenza in cui innocenza e crimine, onore e vergogna si rovesciano continuamente, come guanti di cui è impossibile distinguere dritto e rovescio. Nella prima storia, intitolata Nero 1, il suicidio dell'amato zio – un uomo che, dopo aver abbandonato moglie e figli, viveva ai margini della legge nel quartiere della Bovisa degli anni Sessanta – turba al tal punto il narratore, un giovane seminarista, da spingerlo a indagare sulla sua vita. La scoperta di un insospettabile alter-ego dello zio lo segnerà profondamente. Nella seconda storia, Nero 2, la scena si sposta in un ospedale degli anni Novanta in cui un ragazzo, in attesa di un'operazione chirurgica, fraternizza con un uomo cui dovranno amputare un dito. Nella camera condivisa insieme, l'uomo gli racconta l'intera sua vita di orfano cresciuto dai frati e di criminale finito in prigione. Nella terza storia, Nero 3, in cui le vicende narrate giungono nel romanzo al loro epilogo, ritroviamo l'uomo del secondo racconto quando anni prima, ventenne, viveva nel convento dove spiccava la figura di un frate che aveva tentato di sottrarlo alla galera e, dopo un gesto di inaspettata violenza, era sparito nel nulla. Con una scrittura capace di farsi concitata nei momenti di tensione, e lirica e poetica in quelli di introspezione psicologica, Il fruscio dell'erba selvaggia offre una galleria di personaggi indimenticabili – le ambigue figure dello zio e del frate e quella del giovane segnato da un destino inaggirabile di violenza ed emarginazione – in cui la vita si offre nell'assoluta contingenza delle scelte e nell'irrisolvibilità del suo mistero.

La Casa della bellezza
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Escobar, Melba

La Casa della bellezza

Marsilio, 27/09/2018

Abstract: La Casa della bellezza è un centro estetico di lusso nell'esclusiva Zona Rosa di Bogotà, e Karen una delle sue estetiste più richieste. Ma Karen – che viene da Cartagena, dove ha lasciato un bimbo di quattro anni in cerca di una vita migliore per entrambi – non è solo molto brava a fare manicure, cerette e massaggi. Le sue clienti – psicoanaliste, mogli di politici influenti, personalità televisive – si confidano con lei, le raccontano di weekend a Miami e divorzi, le rivelano segreti intimi. E Karen ha bisogno di soldi, molti più soldi di quelli che guadagna alla Casa della bellezza. Un giorno, una ragazza molto giovane si presenta alla sua cabina con indosso l'uniforme della scuola. È emozionata, forse ha bevuto. Il giorno dopo viene trovata morta. E Karen è l'ultima ad averla vista viva, e a sapere chi doveva incontrare.

Colazione da Tiffany
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Capote, Truman - Mantovani, Vincenzo - COGNETTI, PAOLO

Colazione da Tiffany

Garzanti, 27/09/2018

Abstract: DA QUESTO LIBRO IL FILM CON AUDREY HEPBURN VINCITORE DI 2 PREMI OSCARBuona fortuna: e credi a me, carissimo Doc, è meglio guardare il cielo che viverci. Uno spazio così vuoto; così vago. Solo un posto dove va a finire il tuono e le cose scompaiono.  Quando Colazione da Tiffany venne pubblicato per la prima volta, nel 1958, il "Time" definì la sua eroina Holly Golightly "la gattina più eccitante che la macchina per scrivere di Truman Capote abbia mai creato. È un incrocio tra una Lolita un po' cresciuta e una giovanissima Zia Mame… sola, ingenua e un po' impaurita". Da quel momento la sua fama non ha fatto che aumentare: di tutti i suoi personaggi, disse Capote più tardi, lei era la preferita, ed è facile capire perché. Holly è una ragazza del Sud trapiantata a New York, attrice cinematografica mancata, generosa con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. Audrey Hepburn, con una leggendaria interpretazione cinematografica, le ha dato un volto e una voce indimenticabili, contribuendo a farne un'icona di stile senza tempo che con la sua leggerezza, la sua intelligenza e la sua ingenuità disarmante non ha mai smesso di far innamorare i lettori.

Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare
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Rizzacasa D'Orsogna, Costanza

Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare

Guanda, 11/10/2018

Abstract: "Una favola (vera) sulla tenacia la relisienza, la diversità. E l'amore. "Vanity Fair.it" La favola di Milo si trasforma da storia per bambini a un manuale per adulti: ai primi insegna che il diverso non esiste e non esistono limiti che non possano essere superati con l'impegno e la costanza (e alcuni amici); ai secondi che forse è tempo di guardare oltre i luoghi comuni. "Domenica - Il Sole 24 Ore"Un libro ricco d'amore e di riflessioni profonde nascoste dietro immagini e parole più semplici." Huffington PostMilo è un gattino nero, nato per strada in circostanze travagliate. La solitudine lo costringe a crescere in fretta, anche se appare tanto fragile e minuto. E con quel difetto, per di più, di camminare a zig-zag, tutto traballante. Ma lui non si sente diverso dagli altri e, in una notte di temporale, decide di provarci: di darsi lo slancio verso la grande avventura della vita. L'incontro con una ragazza – che forse aspettava proprio lui – gli rivelerà il significato della parola casa. Con affetto e pazienza, la mamma umana lo sosterrà nei suoi goffi tentativi di imparare a saltare. Intorno a loro, tanti nuovi amici: il gabbiano Virgilio, lo scorpioncino G-Attila, il riccio Giulia, l'astice senza una chela… Grazie a tutti loro, Milo scoprirà che si può trasformare la fragilità in forza e che non c'è molta differenza tra essere diverso e essere speciale.

Lady Gaga. La seduzione del mostro
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Alfieri, Alessandro

Lady Gaga. La seduzione del mostro

Arcana, 13/09/2018

Abstract: Star internazionale e brand commerciale che ha costruito un autentico impero finanziario, Stefani Germanotta alias Lady Gaga domina da una decina di anni l'orizzonte della popular culture; ereditata la corona dalla regina Madonna, Gaga ha saputo rinnovare l'immaginario pop, coniugando provocazione e sperimentazione visiva, i linguaggi dell'alta moda e le arti visive. In piena logica postmoderna, androginia e neostoria, post-human e blasfemia, partecipano a una spirale vertiginosa finalizzata ad alimentare il potenziale di seduzione, una seduzione amorale che adotta come tecniche di attrazione l'eccesso e il parossismo visionario più che la dimensione erotica, il morboso e l'anamorfico più che la bellezza, l'alieno e il mostruoso più che il glamour. Come risulta evidente nella sua produzione videomusicale, che come per i servizi fotografici annovera i migliori professionisti e creativi del settore, nella sua ricerca Lady Gaga ha lavorato sempre sulla polarità tesa tra concetti inconciliabili: amore/odio, nascita/morte, naturale/artificiale, umano/inumano. Attraverso l'analisi dei suoi video, facendo riferimento all'outfit, al fashion design e all'apparato estetico complessivo (dalle scenografie alle coreografie, dalle tecniche di ripresa alle ambientazioni), questo importante saggio mette in evidenza come proprio il videoclip musicale, testo postmoderno per eccellenza, si dimostri non solo una delle modalità espressive più efficaci del circuito massmediale contemporaneo, ma soprattutto uno degli ambiti più produttivi di rinnovamento estetico.

100 punti di lesbicità
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Segre, Anna

100 punti di lesbicità

Elliot, 13/09/2018

Abstract: Il curriculum sentimentale di una lesbica dal 1984 al 2017 in 100 punti: il coming out, i libri, la famiglia. La narrazione di una vita impiegata a cercare un equilibrio tra il dentro e il fuori, di una sessualità che non appena viene pronunciata diventa politica, di amori difficili e amori lunghi, e della necessità di pensare su di sé e argomentarsi per esistere. Amare e narrare che diventano paradossalmente lottare.

Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità
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Thaler, Richard H. - Sunstein, Cass R.

Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità

Feltrinelli Editore, 28/05/2014

Abstract: "Questo libro migliorerà le nostre decisioni" Daniel Kahneman, premio Nobel per l'EconomiaOgni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, con che mezzo di trasporto raggiungere il centro della città. Purtroppo facciamo spesso scelte sbagliate. Mangiamo troppo, usiamo la macchina quando potremmo andare a piedi o scegliamo il mutuo meno conveniente. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall'inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un "pungolo", di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, come l'hanno battezzato l'economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein in questo libro che negli Stati Uniti è stato un vero e proprio bestseller. L'idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza, occorre imparare a usare a fin di bene l'irrazionalità umana. I campi d'applicazione sono potenzialmente illimitati: dal sistema pensionistico allo smaltimento dei rifiuti, con conseguenze non da poco anche per la politica, soprattutto in tempi di scarsità. Perché una buona architettura della scelta può consentire ai governi di tutelare la libertà dei cittadini, incoraggiandoli però a prendere decisioni più sagge.

Ultima - Edizione Italiana
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Hilton, Lisa

Ultima - Edizione Italiana

Longanesi, 18/10/2018

Abstract: "UN'AUTRICE DA OLTRE 100.000 COPIE IN ITALIA L'ATTESO RITORNO DELLA SEDUCENTE E SPIETATA EROINA DI LISA HILTON""Judith Rashleigh è una spregiudicata che gestisce il corpo con libertà e usa gli uomini per avanzare economicamente e socialmente. Non c'è spazio per i sentimenti ed è sempre la protagonista a tenere in mano la regia."Corriere della Sera"Libera, forte, sicura di sé e del suo corpo. Crudele con gli uomini che vorrebbero sfruttarla. Sfrontata nel pretendere l'erotismo che vuole. Judith, l'eroina creata da Lisa Hilton, vi sorprenderà."F"Libera, forte, sicura di sé e del suo corpo. Crudele con gli uomini che vorrebbero sfruttarla. Sfrontata nel pretendere l'erotismo che vuole. Judith, l'eroina creata da Lisa Hilton, vi sorprenderà. "F"Judith Rashleigh è una spregiudicata che gestisce il corpo con libertà e usa gli uomini per avanzare economicamente e socialmente. Non c'è spazio per i sentimenti ed è sempre la protagonista a tenere in mano la regia."Corriere della SeraL'affascinante gallerista Elisabeth Teerlinc sa riconoscere un falso. Ne è lei stessa un esempio, dopotutto. Il suo vero nome, Judith Rashleigh, è sepolto sotto uno spesso velo di menzogne accanto ai corpi degli uomini che sono stati tanto sciocchi da opporsi a lei. Ma ora, coinvolta in uno scontro letale tra un boss della mafia russa e un detective italiano corrotto, Judith sarà costretta a imbarcarsi nell'impresa più ardita della sua carriera: portare il falso di un grande capolavoro alla prestigiosa casa d'aste per la quale lavorava come assistente anni prima, e venderlo per una cifra da capogiro. L'idea di ingannare i suoi ex datori di lavoro e tutto il mondo dell'arte per Judith è quasi eccitante quanto il sesso estremo, ancor più con la consapevolezza che il prezzo da pagare, in caso di insuccesso, sarà la sua stessa vita. Ma portare a termine quel compito mantenendo la nuova identità potrebbe esporla a un rischio ben più alto. Come in un meraviglioso dipinto privato degli strati di vernice, emergerà qualcosa di completamente inaspettato. Una verità sul suo passato che nemmeno Judith osa ricordare...

I grandi classici riveduti e scorretti
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Se i social network fossero sempre esistiti

I grandi classici riveduti e scorretti

Longanesi, 11/10/2018

Abstract: "Attenzione! Questo libro induce amore irreversibile per i Classici."Enrico GalianoUn libro per chi ama i libri e la cultura classica, un divertissement colto e scritto con garbata ironia dai creatori di una delle più folte community di tema letterario e culturale di Facebook, la pagina Se i social network fossero sempre esistiti, seguita da circa un milione e trecentomila utenti. Con piglio ironico e irriverente – ma anche con scrupoloso spirito di divulgazione – questo bignami letterario racconta 50 tra i più bei libri di ogni tempo e si diverte a contaminare classico e pop, classico e moderno. Una lettura utilissima per quegli studenti che rischiano di morire di sonno ogni volta che aprono un Classico, ma anche un divertissement imperdibile per gli adulti, gli insegnanti, il regalo perfetto per tutti gli appassionati di letteratura.

I bambini di Asperger
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Sheffer, Edith

I bambini di Asperger

Marsilio, 27/09/2018

Abstract: Il nome di Asperger è ormai diffuso e ampiamente utilizzato. Tuttavia nessuno si domanda mai chi fosse l'uomo dietro la diagnosi che lo ha reso celebre. Da madre costretta a farvi fronte, Edith Sheffer ha voluto scoprirne le origini e, con gli strumenti della storica, ha scelto di ripercorrere la vicenda personale e professionale del medico austriaco a cavallo tra gli anni trenta e quaranta. Quanto emerso getta nuova luce sulla sua figura, sugli esperimenti a cui erano sottoposti bambini selezionati in base a criteri razziali, politici e religiosi, e classificati come "asociali". Tra questi, Asperger e i suoi colleghi decidevano quali vite fossero "indegne di essere vissute" e disponevano il trasferimento allo Spiegelgrund, la clinica teatro di uno spietato programma di eutanasia. Dopo la guerra, la diagnosi di "psicopatia autistica" di Asperger cadde nell'oblio fino a quando, nel 1981, venne divulgata da una psichiatra inglese. Con stile narrativo l'autrice spinge a riflettere sul modo in cui le società valutano ed etichettano coloro che vengono classificati come disabili e pone interrogativi non meno inquietanti delle storie che racconta: in che misura una diagnosi è il prodotto di una società? Come è stato possibile che quella formulata da Asperger nel solco degli ideali nazisti abbia incontrato il favore della società di fine Novecento?

Niente di personale
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Cotroneo, Roberto

Niente di personale

La nave di Teseo, 27/09/2018

Abstract: Uno scrittore che ha lavorato a lungo nel mondo dei giornali e della cultura si accorge d'un tratto, come per una strana epifania, di essere stato negli ultimi trent'anni il testimone di un tempo ormai perduto. Perché è scomparso il mondo di Moravia e Calvino, di Fellini e Sciascia? E il grande giornalismo, e l'anima delle case editrici? Decide quindi di ricostruire il motivo per cui tutto questo è accaduto. Attraverso una scrittura densa e il confronto con personaggi un tempo importanti e oggi quasi ai margini del mondo culturale prova a raccontare la fine di un'epoca. Tutto avviene in una Roma rarefatta e logora, che assiste indifferente al mutare delle cose. Così un universo sfuggente eppure nitido torna a vivere negli occhi e nel ricordo del protagonista che non può sottrarsi alla bellezza che ha conosciuto, né fare a meno di pesarla al netto di quello che oggi vede attorno a sé: un matrimonio in crisi, una metropoli che non lo incanta più, dei segreti di famiglia che tornano a farsi avanti, la minaccia di una follia incombente, dei fantasmi che la abitano.Un romanzo che è un atto d'accusa stringente e radicale, la fotografia di quello che siamo diventati. L'inno a un tempo perduto, a un tempo cristallizzato e rivendicato: la storia e lo sguardo di un uomo capace di passione, indignazione, ironia, che fa del narrare invettiva e resistenza, perché la memoria a volte è l'unica chiave per salvare il futuro.