Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Alieni

Trovati 857902 documenti.

La casa sul Nilo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Pardo, Denise

La casa sul Nilo

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: "In questo straordinario e commovente libro di memorie di una ricca famiglia ebrea che fu costretta a lasciare l'Egitto in condizioni che non avrebbero potuto essere più minacciose, Denise Pardo svela la storia della sua famiglia che non vide o si rifiutò di vedere che il loro amato mondo stava velocemente svanendo sotto i loro piedi.Questo è il Lessico Familiare di Natalia Ginzburg, ma in una vena differente e più audace".André AcimanÈ un tempo lungo quello che Denise Pardo racconta in questo romanzo. Un tempo affascinante, cosmopolita, tollerante, ricco di stimoli. Un tempo di amicizie e di comprensione. Al centro de La casa sul Nilo, una famiglia di ebrei sefarditi arrivati al Cairo assieme alle vicissitudini dell'Europa dei primi trent'anni del Novecento. La narratrice racconta la sua infanzia in una sorta di Eldorado magico: i caffè del Cairo, le feste, gli stimoli, la civiltà della conversazione, i salotti. L'Egitto di quel tempo è un crocevia di storie e di suggestioni: un paese mondano e sorprendente dove le diverse religioni sono rispettate e si parlano tutte le lingue. E il Cairo di quel tempo, di quei primi anni Cinquanta, è narrato con una precisione e una nitidezza esemplari perché questo romanzo è soprattutto la storia dell'autrice. La sua famiglia composta dalla nonna, dal padre, dalla madre e da altre due sorelle non avrebbe mai immaginato di dover fuggire da quel mondo. Finché non sale al potere Nasser, cambiando in pochi anni le regole del gioco, e della convivenza civile. E tutto, dapprima impercettibilmente, e poi con sempre maggiore evidenza, diventa fosco e insidioso. Gli stranieri non sono ben visti, l'intolleranza religiosa si fa dogma. E gli stranieri, che stranieri non sarebbero, si sentono sempre più in pericolo. Fino a una partenza precipitosa per Roma e l'Italia, nel 1961. Un abbandono doloroso, straniante, figlio di un mondo cambiato senza una ragione. La casa sul Nilo è un romanzo bellissimo e raro, appassionante. È la storia di un tempo perduto, e di un tempo ritrovato a fatica. Ci mostra mondi dove tutto era scambio e curiosità, rispetto e attenzione. Ci dice, senza alcuna nostalgia, ma con l'intensità dei sentimenti e delle passioni, che non dobbiamo dimenticare che c'è stato un tempo diverso e piú giusto. Dove ogni dettaglio era una ricchezza e ogni giorno una scoperta.Ci avevano vestite come per un appuntamento importante. "Dov'è la festa?" aveva chiesto Raymonde, la sorella grande. Nessuno aveva risposto.

Mašen'ka
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Nabokov, Vladimir

Mašen'ka

Adelphi, 27/09/2022

Abstract: "La nota propensione dei principianti a violare la propria vita privata inserendo sé stessi, o un sostituto, nel loro primo romanzo è dettata, più che dall'attrattiva di un tema già pronto, dal sollievo di sbarazzarsi di sé prima di passare a cose migliori" scrive Nabokov introducendo la traduzione inglese di "Mašen'ka" con l'abituale, "scintillante alterigia" (la formula è di Citati). Ma di che cosa, in realtà, deve "sbarazzarsi" l'autore attraverso Ganin, l'émigré russo che nei primi anni Venti trascina la sua "insulsa indolenza" per le strade di Berlino? Il Nabokov appena ventiseienne che dedica il libro alla giovane moglie ha ormai capito che occorre lasciarsi alle spalle "i flirt di anni passati". Così, negli ultimi quattro giorni in cui condividerà i pasti con i tragicomici personaggi che popolano la sordida "pension" della vedova Dorn (un vecchio poeta, due ballerini classici "leziosi e incipriati", una polposa ragazza), mentre aspetta in un'ansia crescente l'arrivo di Mašen'ka, la donna che è stata il suo primo amore e che oggi è la moglie di un altro, Ganin rivivrà, con intensità lancinante, la stagione trascorsa con lei, da adolescente, nella diletta casa di campagna, sullo sfondo della natura fiabesca della Russia, la terra natìa per sempre perduta. Intuendo, in qualche modo, che quei quattro giorni, in cui non c'è alcuna "discrepanza fra il corso della vita passata e quello della vita presente", rimarranno forse "i più belli della sua vita".

La fornace
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bernhard, Thomas

La fornace

Adelphi, 27/09/2022

Abstract: Le voci non sono concordi, in paese: c'è chi dice con "due colpi alla nuca", chi parla di "due colpi alla tempia", chi asserisce "tre colpi". Sta di fatto che la notte tra il 24 e il 25 dicembre Konrad, "persona senza dubbio eccentrica ma al tempo stesso insignificante", ha ammazzato la moglie con una carabina Mannlicher. Sì, quella moglie invalida, "immobilizzata per metà della sua vita in una sedia a rotelle francese costruita apposta per lei". È stata trovata con il cervello spappolato – che "ricordava il formaggio Emmental" precisa il giudice distrettuale – nella loro casa. Sempre che si possa chiamare casa la fornace della calce in disuso dove i due abitavano, e che "già dall'esterno dà l'impressione di un carcere": completamente isolata, camere vuote, pareti nude, porte sprangate, solide inferriate alle finestre, per "proteggersi contro il mondo esterno al quale erano finalmente riusciti a sottrarsi". Un "luogo di tenebra" dove tutto è "grottesco", ma ideale, anzi indispensabile per Konrad, perché l'assenza quasi assoluta di rumori acuisce straordinariamente le facoltà dell'orecchio, condizione vantaggiosa per il saggio epocale che da decenni sta cercando invano di scrivere, e che si intitolerà "L'udito". Un luogo che diventerà teatro del progressivo inabissamento dei due in un microcosmo maniacale e allucinatorio.

Sir Thomas More. Con Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Heywood, Thomas Dekker. Testo originale a fronte
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Shakespeare, William - Plescia, Iolanda - Fusini, Nadia - Plescia, Iolanda - Fusini, Nadia

Sir Thomas More. Con Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Heywood, Thomas Dekker. Testo originale a fronte

Feltrinelli Editore, 25/09/2022

Abstract: "Vi piacerebbe forse trovare una nazione di temperamento così barbaro che vi negasse rifugio sulla terra?"E se al nome di "Shakespeare" rispondesse, più che l'identità certa di un genio indiscusso, un tessuto di relazioni e di lavoro comune? Il Sir Thomas More è forse l'esempio più lampante di tutto ciò; scritta a più mani da noti drammaturghi del tempo come Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Dekker e Thomas Heywood, quest'opera conserva l'importante impronta di Shakespeare, il quale intervenne nella revisione del testo con una scena molto significativa, che risuona ancora oggi come un monito a riconoscere la libertà di coscienza e il diritto all'asilo degli immigrati "economici", o di altra natura. L'accoglienza dell'estraneo/straniero/alieno, e dunque dell'altro punto di vista, e il rispetto delle differenti dinamiche della coscienza individuale non possono che essere la cifra di quell'uomo libero che è stato Thomas More, condannato a morte da Enrico VIII sulla pubblica piazza per essersi rifiutato al giuramento richiesto dal re, che tanto lo aveva amato. Per tali controverse vicende, i cui strascichi erano ancora ben vivi all'epoca in cui il testo fu scritto, More era un personaggio ingombrante, sì che dedicare proprio a lui un'opera teatrale era un passo rischioso e molto azzardato – la materia tanto incandescente da suscitare la censura. Ora un testo complesso e per certi versi misterioso, il cui fascino è, se possibile, reso ancora più forte dagli enigmi e dalle incertezze che lo circondano, ritorna, presentato in una nuova traduzione attenta a cogliere e portare in superficie le diverse voci che lo compongono.

Flashback
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Comencini, Cristina

Flashback

Feltrinelli Editore, 27/09/2022

Abstract: Quattro momenti di assenza, quattro flashback che producono una sensazione straordinaria: "io non esistevo e non avevo il mio nome e la mia storia". La narratrice, nella quale il lettore non fatica a riconoscere l'autrice stessa, in un periodo della sua vita particolarmente difficile, inizia a soffrire di brevi perdite di coscienza, che la immergono in storie più vaste di lei, e nondimeno intime. Vite che si sforza di tenersi strette anche quando ritorna in sé: perché le quattro donne del passato che l'hanno visitata intrattengono una sotterranea corrispondenza con il suo presente. Come accade con Eloisa, splendida cocotte desiderata da nobili e intellettuali, la cui esistenza viene sovvertita dalla partecipazione alla Comune parigina del 1871: l'incontro con Eloisa, il desiderio di seguirne la storia, finisce per segnare la fine del matrimonio della narratrice. Perché, suggerisce Comencini, la scrittura è un atto che modifica, che travolge. "La letteratura è un'esistenza nascosta e pericolosa." Le offre invece una misura della sua solitudine la visione di Sofia, una ragazza che vuole diventare attrice ma sulla sua strada incontra due ragazzi straordinari, Sergio – nel cui personaggio riconosciamo Ejzenstejn – e Gregori, ed ecco che i suoi progetti vengono deviati dall'amore, e dalla Rivoluzione d'ottobre. La terza ragazza che appare alla narratrice è Elda, una giovane operaia friulana ai tempi della Seconda guerra mondiale, nello spietato inverno fra il 1944 e il '45. Mentre l'ultima è una diciassettenne della Swinging London con cui ripercorriamo la rivoluzione sessuale dei primi anni sessanta nelle sue libertà e nei suoi malintesi. Donne comuni, per questo straordinarie, e diversissime fra loro, ma con lo sguardo laterale sulla complessità degli eventi che sono chiamate a vivere. Eroine che incarnano una metà della Storia a lungo nascosta, negletta, ritenuta meno degna, che qui invece Cristina Comencini, narrandola con mirabile vividezza e potenza scenica, chiama a esistere perché appartenga a tutti.

Cosa c'entra la felicità?
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Balzano, Marco

Cosa c'entra la felicità?

Feltrinelli Editore, 26/09/2024

Abstract: Felicità è una parola di cristallo, la più soggettiva del vocabolario. Cambia a seconda dei nostri valori, delle nostre condizioni di salute, delle nostre idee, della nostra fede, della nostra età, del nostro rapporto col tempo e con la morte. Muta svariate volte nel corso della vita poiché a cambiare siamo prima di tutto noi col nostro orizzonte di desiderio. Definirla, quindi, non è impresa da poco, ma può rivelarsi un'avventura avvincente. Il suo significato, infatti, apre mille strade e mille orizzonti. Per me è uno stato di estasi, per te un momento di inconsapevolezza. Il luogo dove si trasforma di più è proprio nella lingua, coi suoi labirinti etimologici perché le parole contengono immagini originarie, miniere di storie e di misteri, che nei sotterranei della nostra mente agiscono e danno forma ai pensieri e alle emozioni di ogni giorno. Marco Balzano varca la soglia della felicità con le chiavi della lingua, o meglio di quattro. Sono quelle in cui la civiltà occidentale affonda le sue radici: il greco e il latino della tradizione classica, l'ebraico di quella giudaico-cristiana e infine l'inglese, lingua universale del nostro tempo. In ognuno di questi idiomi la parola felicità dischiude immagini e significati molto differenti che illuminano con luci diverse valori etici e morali, questioni politiche, atteggiamenti psicologici e, più genericamente, maniere di guardare alla vita e alla morte, al futuro e alla memoria, agli altri e a noi stessi. L'etimologia restituisce alle parole la loro complessità e, così facendo, ci mette in condizione di prenderci cura della lingua: per praticarla liberamente, evitarle il deterioramento a cui la sottopongono, ad esempio, i social, la pubblicità o la propaganda, e proiettarla nel tempo. Capire da dove vengono e come sono arrivate a noi le parole ci mostra quanto influiscano sulla nostra vita e come ci plasmino. Al punto da poterci indicare nuovi modi di essere felici.

Il ragazzo che addestrava i draghi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Shepherd, Andy - Ogilvie, Sara

Il ragazzo che addestrava i draghi

Edizioni Gribaudo, 04/10/2022

Abstract: Benvenuti a tutti voi, cacciatori di draghi disperati! Immagino che abbiate scelto questo libro per due ragioni: 1. Avete sentito che alleviamo draghi e volete far parte di questa avventura infuocata. 2. Avete già il vostro albero di frutti del drago che vi ha sfornato un bel draghetto, ma non avete idea di come gestirlo. Scommetto che sembra tutto così magico, vero? Allevare un drago… E lo è, non fraintendetemi. Ma quando si attiva lo sbuffo sputafuoco, è come portarsi a spasso un vulcano capriccioso… Perciò procuratevi dei guanti da forno, siate pronti a nascondere i buchi nei pantaloni, e leggete attentamente. Perché sto per raccontarvi cosa significa sul serio vivere con i draghi. Età di lettura: da 8 anni.

Il ragazzo che coltivava i draghi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Shepherd, Andy - Ogilvie, Sara

Il ragazzo che coltivava i draghi

Edizioni Gribaudo, 04/10/2022

Abstract: Immagina se potessi far crescere draghi… nel tuo giardino! Noi coltiviamo draghi. E vi assicuro che causano molti più guai dei cetrioli. Ecco le cose che i cetrioli non fanno: La cacca nella colazione di papà. Cavalcare il tuo gatto come un toro da rodeo. Dare fuoco allo spazzolino mentre ce l'hai in bocca. Ma i cetrioli non hanno nemmeno scaglie splendenti che brillano controluce, né occhi luminosi che ti guardano dritto in fondo al cuore. Né si accoccolano sulle tue spalle facendoti il solletico all'orecchio con il loro alito tiepido. Insomma, chi non vorrebbe crescere un drago tutto per sé? Età di lettura: da 8 anni.

Il male che gli uomini fanno
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Dazieri, Sandrone

Il male che gli uomini fanno

HarperCollins Italia, 11/10/2023

Abstract: Dopo Uccidi il padre e le Indagini del Gorilla, Sandrone Dazieri torna con un thriller dal respiro interazionale.Trent'anni fa Itala Caruso, poliziotta soprannominata la Regina e a capo di un giro di corruzione, viene incaricata di trovare le prove per mandare in carcere l'uomo accusato di essere il Persico, l'assassino che ha rapito e strangolato tre ragazze adolescenti. Itala non può rifiutare, ma sa che sta facendo la scelta sbagliata.Oggi, un uomo dai lunghi capelli bianchi rapisce sul cancello di casa la sedicenne Amala Cavalcante e la imprigiona nel sotterraneo di un vecchio edificio. Amala capisce che non uscirà viva da lì, a meno che non trovi il modo di fuggire.Francesca Cavalcante è la zia di Amala ed è un avvocato. Trent'anni prima ha difeso senza successo l'uomo accusato di essere il Persico. Lei sa che il suo cliente era innocente, e che il vero assassino è ancora in giro. E che forse è stato lui a rapire sua nipote.Gershom Peretz, detto Gerry, dichiara di essere un turista israeliano, ma è arrivato subito dopo il rapimento di Amala e sembra disposto a tutto pur di ritrovarla. Anche a uccidere.A otto anni di distanza da Uccidi il Padre, Dazieri torna con un thriller straordinario. Il ritmo che lascia il lettore senza fiato, il perfetto meccanismo narrativo, la capacità di entrare nella mente degli esseri umani, che siano vittime o mostri, e di creare personaggi indimenticabili come Gerry o Itala, fa capire perché i libri di Dazieri sono tradotti in più di trenta paesi e lui è l'autore italiano di thriller più letto e amato nel mondo.Hanno scritto di lui e dei suoi libri in Italia e nel mondo"Assolutamente elettrizzante." Jeffery Deaver "Folgorante." Publishers Weekly "Dazieri costruisce un thriller impeccabile dal ritmo serrato e composto da un intreccio superbo." Andrea Frateff-Gianni, Il Foglio"Un grande thriller al termine del quale vi sembrerà di avere trascorso una stagione all'inferno."  Antonio D'Orrico, 7 Corriere della Sera 

Paolo e Francesca. Romanzo di un amore
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Strukul, Matteo

Paolo e Francesca. Romanzo di un amore

Nord-Sud Edizioni, 18/10/2022

Abstract: Due giovani alla scoperta dell'amore. Un destino travolto dalla storia. Una passione divenuta leggenda. Fra le torri e i castelli dell'Italia medievale si consuma una delle più grandi storie d'amore di tutti i tempi, quella fra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Francesca ama i libri e le avventure di maghi e cavalieri, sogna un Lancillotto che le faccia battere il cuore. Nel suo destino, però, c'è un matrimonio combinato con il rozzo Giovanni Malatesta, guerriero spietato e conquistatore sanguinario. La sua sorte sembra già scritta, almeno fino a che Francesca non incontra Paolo, il fratello di Giovanni venuto a sposarla per procura. Nell'attimo in cui si scambiano il primo sguardo, i due cognati sono già perduti, condannati a bruciare di un sentimento impossibile da vivere a pieno eppure troppo doloroso da reprimere. La loro passione, resa immortale da Dante Alighieri nel canto V dell'Inferno, rivive fra le pagine di questo romanzo insieme allo splendore dell'Italia del tempo, con le sue corti e i tornei, gli intrighi e gli inseguimenti. Paolo e Francesca è il grande affresco di un amore tormentato in cui mito e storia si intrecciano; una ricostruzione avvincente e al tempo stesso rigorosa di un'epoca che non smette mai di affascinarci.

Cara Elsa. Storia di un'amicizia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fofi, Goffredo

Cara Elsa. Storia di un'amicizia

Liguori Editore, 25/09/2022

Abstract: Storia dell'amicizia tra la scrittrice Elsa Morante e il critico Goffredo Fofi, testimoniata dalle numerose lettere che si scambiarono tra il 1968 e il 1985. Lettere che raccontano non solo l'intensa e inquieta amicizia tra Elsa e Goffredo ma anche il clima culturale di quegli anni. Sullo sfondo l'isola di Arturo, cui entrambi sono molto legati. "Arturo e Procida, sono diventati allora un binomio quasi inconfondibile, e Procida è diventata forse in eterno "l'isola di Arturo". Elsa Morante chiese all'amico più vicino di tutti, Carlo Cecchi, di essere cremata, dopo la morte, e che le ceneri venissero disperse in mare, nel mare di Procida" (dall'introduzione di G. Fofi).

La nipote
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Schlink, Bernhard - Kolbe, Susanne

La nipote

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: Non c'è forse scrittore oggi, in Germania, che più di Bernhard Schlink abbia al centro della sua narrativa l'eterno conflitto tra i sogni della ragione e del cuore e le crudeli disillusioni che il tempo e la Storia approntano inesorabilmente. La nipote, il suo ultimo romanzo, accolto da un grande successo di pubblico e di critica in Germania, è un'opera che si svolge interamente attorno a questo conflitto, e ne costituisce uno degli esiti narrativi più riusciti. Nel maggio del 1964 a Berlino Est, al convegno promosso dalla Freie Deutsche Jugend, l'organizzazione giovanile del partito al comando dell'allora DDR, Birgit e Kaspar si incontrano per la prima volta. Birgit è incaricata dalla FDJ di accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte della Germania, Kaspar è un giovane studioso di storia dell'Ovest. Si incontrano e si innamorano, in luminose giornate di primavera in cui tutto sembra possibile. In Alexanderplatz, i giovani delle due Germanie ballano e suonano insieme, superando ogni barriera e confine. Nella Berlino odierna, quella primavera del 1964 è ormai parte delle illusioni perdute. I suoi sogni di fratellanza chimere, l'amore dissolto nel potere distruttivo delle bugie e dei segreti della vita. Dopo la morte della donna con cui ha vissuto una vita intera senza avere figli, Kaspar scopre nel suo computer che, prima di lui, Birgit aveva avuto una relazione con un funzionario del Partito dalla quale era nata una bambina, affidata poi a un'amica. Kaspar è distrutto dal dolore, ma animato anche da una nuova speranza: fare ciò che Birgit non ha mai avuto il coraggio di fare, trovare la figlia perduta. Nel Meclemburgo, in uno degli insediamenti dei Völkischen, l'estrema destra tedesca che ha rispolverato il Drangnach Osten, la spinta verso est dei nazisti, in una casa in cui su una parete campeggia il ritratto di Rudolf Heß, Kaspar si imbatte in Svenja, una donna che negli occhi, nei capelli, persino nella voce, ricorda Birgit. Accanto a lei una ragazzina dai capelli rossi, dinoccolata, sui quindici anni. La nipote? Romanzo in cui la storia tedesca, dal dopoguerra agli anni successivi alla unificazione, appare come l'impossibile impresa di ritrovare una patria comune, La nipote è una di quella opere in cui il naufragio della Storia accompagna il naufragio degli individui, perché la forza della speranza e della ragione affiori di nuovo. "Bernhard Schlink scrive su grandi temi come l'amore, l'ossessione, il tradimento e i dilemmi morali. In breve, è un filosofo-scrittore che, attraverso una prosa lieve e personaggi complessi, medita sulla vita e su tutte le sue sfide". The New York Journal of Books "La prosa di Schlink affascina". Booklist

Senza la bacchetta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Felton, Tom - Carli, Silvia

Senza la bacchetta

Vallardi, 15/11/2022

Abstract: L'adolescenza di Tom Felton è stata decisamente speciale. Aveva appena dodici anni quando ha ottenuto il ruolo di Draco Malfoy nella saga cinematografica di Harry Potter e si è ritrovato catapultato nel mondo della celebrità globale. In questo libro Tom condivide per la prima volta la sua storia, l'esperienza di crescere assieme al suo personaggio, le emozioni di una vita sul set e cosa significa appartenere al magico universo di Hogwarts. Con tutta la sincerità e l'umorismo che lo contraddistinguono, l'attore parla a cuore aperto della sua ascesa, dei retroscena del film, delle amicizie strette sul set – come quella, importantissima, che lo lega tutt'ora a molti protagonisti della saga –, svelando gli alti e bassi della fama e della realtà adulta una volta che i riflettori si spengono.Il primo e unico libro che racconta in prima persona cosa vuol dire essere un mago nel mondo fantastico più amato di sempreCi fecero mettere in fila, eravamo in trenta. Uno degli adulti – scoprii poi che si trattava di Chris Columbus, il regista – ci passò in rassegna chiedendo a ognuno quale parte del libro fosse impaziente di vedere nel film. Non mi sembrava una grande domanda. Mentre gli altri davano risposte secche e convinte (Hagrid! Thor! Il Quidditch!), io mi chiedevo solo se sarei riuscito a tornarmene a casa a breve. Poi, quando arrivò il turno del ragazzino al mio fianco, mi resi conto che non solo non avevo dedicato neanche mezzo secondo alla risposta, ma che non avevo la più pallida idea di cosa gli altri stessero dicendo. Chi era Hagrid? Cos'era un Quidditch? Il mio vicino disse che lui voleva vedere la Gringott, e io pensai: Cosa diavolo sarà la Gringott? Tipo un animale volante?Non ci fu tempo per scoprirlo, toccava a me. "E tu, cosa sei impaziente di vedere, Tom?", mi chiese Chris Columbus.Andai in palla. Nella sala audizioni calò un silenzio imbarazzato. Sfoggiai il mio sorriso più smagliante e indicai il ragazzino della Gringott. "Come lui!" risposi. Agitai leggermente le braccia a mo' di ali. "Sono curiosissimo di vedere la Gringott!"Ci fu una lunga pausa."Cioè, non stai nella pelle di vedere la Gringott, la banca?", disse Columbus."Esatto" mi affrettai a replicare. "La banca! Non vedo l'ora!"Contiene tante foto inedite!

Dickens e Prince
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Hornby, Nick

Dickens e Prince

Guanda, 31/10/2022

Abstract: "Una voce davvero autentica."The Guardian"Ecco qualcosa di inaspettato: il racconto delle vite parallele di Charles Dickens e della popstar Prince. E perché no? L'autore di Alta fedeltà esplora la natura del genio e svela cosa unisce i due inimitabili personaggi."The Times "Hornby è uno scrittore che sa essere al tempo stesso brillante, arguto ed emotivamente generoso."The New York Times"Lo scrittore migliore della sua generazione."The Sunday TimesChe cosa accomuna Charles Dickens, il grande scrittore inglese di età vittoriana, autore di capisaldi della letteratura come Le avventure di Oliver Twist e David Copperfield, a Prince, il cantante di Minneapolis che ha segnato la scena musicale degli anni '80 e '90 del Novecento grazie a hit planetarie come Purple Rain? Molto più di quanto si possa pensare. Entrambi infatti sono uomini pervasi da una carica creativa incontenibile, tanto da attirare dure critiche da parte dei loro detrattori: Dickens perché lasciava testi "sporchi", privi di accurata revisione; Prince perché nel periodo di maggior successo registrava fino a cento canzoni all'anno, spesso non perfette. Entrambi poi, nell'arco della carriera, hanno subito accuse di plagio e sono stati costretti a intentare cause impegnative per discolparsi. E per finire, la presenza di pettegolezzi e scandali legati alla sfera sessuale. Con arguzia e profonda ammirazione, Nick Hornby ripercorre la vita di questi due straordinari personaggi – dall'infanzia difficile alle vicende sentimentali, dalla passione artistica al rapporto con i soldi e il successo – e ci racconta come solo lui sa fare quello speciale tipo di genio che li ha tenuti così a lungo sulla cresta dell'onda. Un libro originale e divertente che ha il passo di un romanzo, ma che è anche una riflessione sulla creatività, la disciplina e l'anima necessarie per diventare un vero artista.

Storie d'Italia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cannoletta, Massimo

Storie d'Italia

Tea, 28/10/2022

Abstract: "L'ho molto ammirato per la sua capacità di intuizione. Le nozioni si imparano, l'intuizione è un dono. "Corrado AugiasUN GRANDE DIVULGATORE AL SERVIZIO DELLE STORIE MENO CONOSCIUTE DEL NOSTRO PAESE Le storie raccolte in questo volume sono una vera e propria dichiarazione d'amore verso il nostro Paese. Con i suoi racconti, Massimo Cannoletta dimostra che sapere è divertente e lo fa con uno stile semplice, coinvolgente, affabile e appassionato, come l'amico che con gli occhi che gli brillano ti dice: "Ma sai cos'ho scoperto?" E accompagna le sue parole con tante immagini a colori scelte appositamente per farci scoprire il particolare nascosto, la curiosità imperdibile, il dettaglio rivelatore. Un libro per tutti, amichevole, pieno di curiosità e, diciamolo anche, ottimista. Esattamente come il suo autore. Sapevate che il baccalà è stato scoperto grazie a un terribile naufragio? E che Keith Haring ha scelto Pisa per la sua ultima opera pubblica? E che il primo re d'Italia ha combattuto contro tutto e tutti per proteggere la donna che amava?L'Italia è un Paese relativamente piccolo, ma il suo patrimonio artistico e culturale è enorme ed è conosciuto in tutto il mondo. Sotto di esso, però, se ne cela un altro, assai meno noto: un patrimonio composto dalle vite di uomini e donne che l'Italia l'hanno popolata, amandola o odiandola, che l'hanno arricchita di arte e scienza, che l'hanno lasciata ma anche che l'hanno voluta raggiungere da molto lontano, che ne hanno fatto la Storia con la loro umanità, il loro coraggio, la loro unicità. L'Italia è così: dietro un monumento, un oggetto che usiamo tutti, una semplice targa su un muro spesso si nasconde un grande personaggio e dietro un grande personaggio c'è una storia che aspetta di essere raccontata. Questo libro è il frutto naturale di un amore per il sapere che si è manifestato in un'attività divulgativa ventennale, cominciata facendo conferenze in giro per il mondo e approdata in televisione, dove l'autore ha conquistato e messo d'accordo milioni di italiani. Con l'entusiasmo, la passione e l'intuizione che lo contraddistinguono, Massimo Cannoletta ci dimostra che la curiosità è il motore della conoscenza e che le storie sono l'anima della vita. E ora è pronto a raccontarcele.

L'alfabeto del Paradiso. Storia di un parco nazionale, delle sue cime, delle sue genti
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Paci, Paolo

L'alfabeto del Paradiso. Storia di un parco nazionale, delle sue cime, delle sue genti

Corbaccio, 11/11/2022

Abstract: Nel 100° anniversario, un libro sul primo Parco nazionale italianoCon il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso"Estate 2022. Cammino insieme a una guida naturalistica in Valnontey, all'interno del Parco Naturale Gran Paradiso che compie un secolo di vita. 'Il Parco è come un libro aperto' afferma il mio accompagnatore, 'la differenza è che invece di girare le pagine, bisogna fare un passo dietro l'altro, guardarsi intorno, imparare a vedere'. Qui, in questo angolo di Alpi così perfetto da sembrare irreale, ogni essere ha il suo nome: lo stambecco, lo scoiattolo, la volpe. Magari non li vediamo, ma sappiamo che ci sono: un ciuffo di peli impigliato in uno steccato, una pigna metodicamente rosicchiata, un'impronta nel fango secco. Li nominiamo, e ci pare di conoscerli meglio, di vederli nelle loro complesse attività. E continuando la mia camminata non sono solo quelli degli animali che ci vengono incontro, ma anche nomi di cime, di valli, di paesi e di uomini, che raccontano una storia iniziata nella prima metà dell'Ottocento da scoprire pagina per pagina, a partire da un re. Quel Vittorio Emanuele II, appassionato cacciatore, che con la sua immensa riserva di caccia (futuro nucleo del Parco), salvò la specie simbolo del Gran Paradiso: lo stambecco. Una storia che ci riporta al presente, dando voce ai ricercatori, ai guardaparco, alle guide alpine, albergatori, operatori culturali ed economici che costituiscono la vita attuale del territorio alpino. Sempre intrecciata, però, con i personaggi che li hanno preceduti: poeti come Carducci e Giacosa, alpinisti come Chabod e Crétier, scienziati ed ecologisti come Videsott. Lungo il cammino, un universo di vicende diverse, battaglie, scalate, animali mitici, ricette di cucina e persino ballerine del Moulin Rouge. "È ormai tardo pomeriggio e il ghiacciaio della Tribolazione, il più vasto del massiccio del Gran Paradiso, entra in un cono d'ombra che lo rende ancora più misterioso. Sono alla fine del mio viaggio, un girotondo in senso orario che ho compiuto intorno alla gigantesca montagna, di valle in valle: Soana, Orco, Rhêmes, Valsavarenche, Cogne… altro che libro, è un'intera enciclopedia quella che ho sfogliato, passo dopo passo."

Le strane avventure di H
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Burton, Sarah - Togliani, Maddalena

Le strane avventure di H

Beat, 18/10/2022

Abstract: Londra, 1666, l'anno della Bestia e delle meraviglie: la peste e il Grande Incendio hanno devastato ogni cosa. Per giorni e giorni le fiamme hanno avvolto la città, e una luce diabolica ha impedito persino il calare della notte. Quartieri interi sono andati bruciati, compresa tutta la riva settentrionale del fiume entro le mura. Per le strade non si odono piú ruote che sferragliano, zoccoli di cavalli che calpestano il selciato, urla di ambulanti, ma solo i passi mesti di qualche famiglia che, i miseri beni raccolti in piccoli fagotti, cerca di sfuggire alla malattia e alla morte. H, rimasta orfana da ragazzina, si aggira tra i resti di una città putrida e disperata. Dopo la notte infausta in cui il cugino Roger, ubriaco e tremante, ha abusato di lei, e dopo aver appreso di portare nel grembo il frutto di quell'insana violenza, a H non è restato che indossare un vestito sgargiante con una scollatura profonda, annerirsi gli occhi, applicare la cocciniglia sulle labbra e diventare Doll, una piccola bambola truccata, una perfetta prostituta. H deve sopravvivere perché non le portino via il bambino che, è convinta, è tutto quello che le resterà negli anni a venire; Doll è la bambola, la maschera che la protegge, e che cinguetta e seduce nel bordello di Mother Cresswell, una delle piú famigerate ruffiane di Londra, dall'incredibile parrucca arancione e dall'aspetto cosí corpulento da rendere vano ogni tentativo di sembrare, con l'uso sapiente e discreto di cosmetici, una rispettabile dama londinese. Per H, tuttavia, Doll è soltanto un travestimento. I sogni, le speranze, gli incanti della sua vita precedente restano intatti, soprattutto la sua passione per il teatro, per le vecchie storie come La bisbetica domata, la vicenda di una giovane orgogliosa e forte che non vuole sposare un uomo indocile e urlante. Quando perciò si imbatte in Mr Fricker, ex attore amareggiato e col volto deformato dalla gelosia di un'amante, comincia un nuovo capitolo delle sue strane avventure. Diventerà ancora un'altra, e comincerà una fuga disperata dal passato che si rivelerà ancora piú pericolosa del suo presente.Romanzo in cui i vizi e le virtú di un'epoca approntano il destino di una giovane donna indomabile, Le strane avventure di H ha ottenuto, al suo apparire in Inghilterra, un grande successo di pubblico e di critica."Avevo scoperto che gli uomini se la cavavano sempre, mentre le donne dovevano sopportare le conseguenze". "Ben scritto, estremamente godibile e coinvolgente. Consigliato". Historical Novel Society "Ricchissimo di dettagli storici raccontati con una prosa brillante, Le strane avventure di H è un romanzo che non si può smettere di leggere". Alison Pearson

Un fiore senza paura
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Damerdji, Amina - Botto, Margherita

Un fiore senza paura

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: È il 26 luglio 1980 a Cuba, il giorno in cui la Repubblica socialista celebra il ventunesimo anniversario della Rivoluzione. Decine di migliaia di cubani si assiepano in piazza, piangono e applaudono, quando Fidel racconta al microfono, ancora una volta, l'assalto alla Moncada, l'inizio dell'insurrezione contro il regime di Fulgencio Batista. Seduta in uniforme tra gli alti dirigenti, Haydée Santamaría, un'istituzione vivente, la madre della Rivoluzione e della cultura cubana, non lascia trasparire i suoi sentimenti. Le grida di giubilo non la emozionano piú. Guarda la piazza, osserva i vecchi, commossi, e dietro i giovani, già stanchi. Mentre si susseguono parole che sa a memoria, Haydée pensa al passato e a tutti coloro che se ne sono andati. Ad Abel, suo fratello, e a Boris, il fidanzato, torturati a morte. Alla lunga prigionia insieme con Melba Hernández. Al Che, che ha attraversato la sua vita come una cometa. Agli anni che si sono succeduti, dilaniati dal dolore delle perdite ma infuocati dalla Causa del socialismo. Infine, ai giorni in cui al tempo degli eroi è subentrato il disincanto, e l'utopia non ha retto l'impatto con la realtà. Dalla Rivoluzione e dai suoi miti ci si separa ormai a Cuba, come quel bimbo che, in piazza, scalpita, tira per la mano sua madre perché vuole andarsene. Come quei quattro uomini che, giorni dopo, Haydée vede sgusciare dentro una barca per raggiungere la terra americana. Lei, l'unica donna nel Comitato centrale, non avverte il capo della polizia perché ordini di acciuffarli. Non si trattiene qualcuno deciso ad andarsene. Non soltanto da Cuba, ma da tutto, anche dal - la vita. Non si trattiene nemmeno una donna indomita come Haydée dal compiere la sua ultima, estrema scelta di libertà. Con questo struggente romanzo d'esordio, Amina Damerdji ripercorre un capitolo decisivo della storia del Novecento, costellato da figure leggendarie, attraverso lo sguardo di una grande donna della Rivoluzione cubana. Un racconto intimo e pudico, un tributo necessario alla memoria di "un fiore senza paura, germogliato tra il sangue e l'incertezza" (Raúl Valdés Vivó). "Amina Damerdji si muove sul filo teso tra le illusioni del passato e l'abisso che attanaglia la protagonista nel momento piú drammatico della sua vita e riesce a infondere umanità e profondità alle narrazioni ufficiali". Le Monde "Un esordio brillante". Libération "Haydée Santamaría significa un mondo, un modo d'essere, una sensibilità e anche una Rivoluzione". Mario Benedetti

La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna - Gobetti, Norman

La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi

Neri Pozza, 18/10/2022

Abstract: Nell'aprile del 1621 a Selamon, un villaggio nell'arcipelago delle Banda, una spruzzata di minuscole isole perse tra l'Oceano Indiano e il Pacifico, un banale incidente – una lampada schiantatasi al suolo nella bale-bale, la sala riunioni requisita per sé e per i suoi da Martijn Sonck, funzionario olandese della Compagnia delle Indie orientali – innescò uno dei crimini piú efferati che la storia del colonialismo ricordi. Sonck aveva ricevuto l'ordine di distruggere il villaggio ed eliminare i suoi abitanti. Aveva, però, i nervi a fior di pelle poiché aveva percepito nell'apparente acquiescenza dei nativi un rabbioso fermento. Quando la lampada cadde, il suo nervosismo si mutò in panico. Lui e i suoi consiglieri afferrarono le armi e cominciarono a sparare a casaccio. I bandanesi, abitanti dell'unico luogo del pianeta dove cresce l'albero della noce moscata, una delle spezie di cui le grandi potenze coloniali si contendevano il monopolio commerciale, furono massacrati, annientati senza pietà. Nelle pagine di Amitav Ghosh, questa feroce storia di conquista e sfruttamento – dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura – assurge a parabola della furia devastatrice del colonialismo occidentale e delle sue irreversibili conseguenze fino ai giorni nostri. Come in tante situazioni analoghe, il genocidio dei bandanesi cancellò dalla faccia della terra anche la loro tradizione di armonioso connubio con la natura. Se oggi il nostro futuro come specie è in pericolo, avverte Ghosh, le cause vanno ricercate a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo e dall'apertura delle rotte attraverso l'Oceano Indiano. L'odierna crisi climatica, demografica e sociale non è, infatti, estranea all'ordine geopolitico inaugurato dai colonizzatori del Primo mondo, alla visione meccanicistica delle terre di conquista in cui la natura esiste solo in quanto risorsa da sfruttare e non come entità viva, autonoma e densa di significato; all'assoggettamento indiscriminato di "umani selvaggi" e di "non umani" come alberi, animali, paesaggi. Nella potente narrazione di Ghosh, i drammi del nostro presente globalizzato – migrazioni, siccità, pandemia, guerre, emergenza energetica – si ricongiungono cosí a episodi soltanto temporalmente remoti, in realtà cosí affini nella loro furia devastatrice che la maledizione della noce moscata non è affatto lontana da noi. "Raccontando la storia di un popolo massacrato per colpa di un albero, Ghosh porta avanti una potente battaglia personale, in cui il suo talento narrativo gioca un ruolo essenziale". The Guardian "Illuminante". The New Yorker

Óra. Difendi, conserva, prega
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ferretti, Giovanni Lindo

Óra. Difendi, conserva, prega

Compagnia editoriale Aliberti, 28/09/2022

Abstract: "Sto invecchiando 1953/2022. Il corpo non mente, obbliga riguardi e cure, lo spirito ancora strappa velleitario preda di entusiasmi poi insostenibili. Tendo al selvatico, solitario, all'ombra di una casa venerabile dimora, in sintonia col variare delle stagioni, sensibile alla presenza animale le cose visibili ed invisibili attento all'accadere: un sempre più rapido mutare. Non ho più alcun interesse per il racconto che il mondo fa di sé tra vacuità e tornaconti da poco. Sono residuale, in attesa di non so che. Ho fatta mia la triade dell'ultimo Pasolini poeta difendi conserva prega".