Trovati 855084 documenti.
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Garzanti, 19/12/2013
Abstract: "L'umanità può sperare in una soluzione dei suoi problemi soltanto volgendo la propria attenzione e le proprie energie alla scoperta del bambino."Maria MontessoriLa scoperta del bambino è la sintesi e il coronamento degli scritti in cui Maria Montessori ha delineato il suo metodo pedagogico, basato sul lavoro creativo cui è chiamato l'insegnante. Il volume segue lo sviluppo psicologico del bambino da quando, dopo il segreto travaglio dell'apprendimento del linguaggio, si volge al mondo che lo circonda, fino agli anni dell'insegnamento elementare. Sottolineando l'incessante interazione tra le percezioni del bambino, i suoi atti e la mente che acquisisce, illustra il materiale montessoriano e il suo uso negli esercizi pratici e sensoriali. Centrali sono anche il tema della formazione dell'insegnante e la polemica contro i pregiudizi che pesano sullo sviluppo della mente infantile: un processo importantissimo e affascinante che per millenni era passato inosservato.
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Il Giappone in cucina. Oltre 200 ricette prelibate da gustare a casa nostra
Ponte alle Grazie, 19/12/2013
Abstract: Ormai in tutta Europa, o almeno nelle grandi città, i ristoranti giapponesi spopolano, ma non sono molti gli occidentali che sono in grado di riprodurre nelle loro case i piatti della grande e antica tradizione gastronomica. Questo libro, qui riproposto in una nuova versione aggiornata, è molto più di un manuale di cucina: è un vero e proprio affresco della cultura giapponese, a tavola e non solo. Immagini, storie, sapori, leggende, abitudini: un viaggio in un universo culinario che crediamo di conoscere, ma che ha invece tanto da raccontarci, con la sua raffinatezza, con la sua straordinaria capacità di coniugare estetica e gusto, tradizione e innovazione, frugalità e eleganza.
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Fazi Editore, 18/12/2013
Abstract: Miraflores porta il nome di una delle chiuse del Canale di Panama, ma sa ben poco del paese in cui è stata concepita, e ancor meno delle sue origini. È convinta di essere il frutto di una relazione passeggera fra la madre e un uomo del posto che l'ha rifiutata. Ma un fascio di lettere nascoste per molto, troppo tempo, le svela come la sua vita avrebbe potuto prendere cammini diversi, e fino a che punto la persona a lei più vicina l'abbia separata dalle radici che costituiscono l'altra metà del suo mondo. Decide allora di partire per inseguire le tracce di quell'uomo, decisa a rimettere insieme i pezzi di un'identità che ormai considera persa. Ad accoglierla c'è Panama, con i suoi marciapiedi sbeccati ma pieni di vita, dove la bellezza e lo squallore hanno imparato a convivere; e c'è Danilo – un giovane venditore ambulante – che l'accompagnerà nelle ricerche senza chiedere nulla in cambio. La città che finora era per lei poco più che una cartolina sbiadita si rivelerà così più vicina di quanto lei avesse mai immaginato: l'unico anello che le consentirà di riconciliarsi con il suo passato.
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Mirador. Irène Némirovsky, mia madre
Fazi Editore, 19/12/2013
Abstract: Mirador non è una semplice biografia di Iréne Némirovski. È la stessa scrittrice che, attraverso la voce della figlia Élisabeth Gille, ci racconta in prima persona di sé e della propria vita. Se nella prima parte viene rievocata la Russia lacerata e suggestiva dell'infanzia e dell'adolescenza, dopo la fuga seguita alla Rivoluzione d'Ottobre sono la Francia e Parigi lo scenario in cui Irène spicca il volo e diventa famosa. La provincia francese è infine il teatro dove si svolge l'ultimo atto della sua esistenza, che è anche l'ultimo atto di una borghesia colta ma ingenua che non ha saputo cogliere i segni premonitori della tragedia che si sta abbattendo sull'Europa e troppo tardi si accorge della furia che travolgerà milioni di persone, come la stessa Irène, deportata ad Auschwitz nel 1942 dove morirà di tifo in un solo mese. Profondo e intenso come tutti i romanzi della Némirovski, Mirador è uno sguardo intimo e privilegiato sui suoi legami con il padre e la madre, il marito e le figlie, la fatica della continua fuga fino alla drammatica fine. Numerosi sono i nodi affrontati - la fama e le sue illusioni, il giudaismo e la Shoah -, ma a dominare la narrazione è il tema fondamentale della vita familiare e della maternità, mentre il rapporto tormentato, seppur breve, tra Élisabeth e la madre Irène è il filo rosso che lega ogni vicenda di questo racconto appassionato che getta una nuova luce sulla vita e sull'opera della grande scrittrice.
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Fazi Editore, 18/12/2013
Abstract: Una sedicenne, Rosa, misteriosa e inquieta, coinvolta suo malgrado in un duplice e ingarbugliato omicidio; il suo "angelo custode" particolare, David, un po' imbranato e appena più grande di lei, che la segue a sua insaputa in ogni movimento; un poliziotto solitario e dal passato oscuro, Ivano detto El Topo, incaricato di risolvere il caso, tenacemente sulle tracce della ragazza e disposto a ogni cosa pur di riuscire a catturarla. Intorno a loro, in un futuro non troppo lontano da oggi in una metropoli senza nome come tante, si muovono una serie di personaggi romantici e bizzarri: Milù, la tutrice di Rosa, che insieme a lei sperimenta una dimensione di tempo sospeso; Virus, deejay affettuoso, ironico e strafottente; Mauro, ex fidanzato di Rosa, tra i più forniti pusher della città e a tempo perso pirata informatico; Giuse, allenatore di boxe e teorico del superomismo, dal cui omicidio prende le mosse il libro; i loschi sgherri del Gas, corpo militare segreto in qualche modo coinvolto nell'assassinio di Giuse e infine Blue, sorella di Rosa, morta appena bambina il cui spirito continua ad aleggiare nella vita di tutti coloro che si sono trovati ad incrociarla…
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Il testamento di Anita Garibaldi
Fazi Editore, 19/12/2013
Abstract: Il testamento di Anita Garibaldi è un monologo che il poeta Valentino Zeichen ha voluto dedicare alla compagna di vita dell'eroe dei due mondi, eroina a sua volta, immolatasi per la nostra patria. Nata in Brasile, e già impegnata nella difesa del suo paese, appena diciottenne e innamoratissima, aveva deciso di seguire Garibaldi in battaglia, diventando poi sua moglie e dandogli quattro figli. Un legame forte e indistruttibile che solo la morte poté spezzare. Nelle pagine di questo intenso e potente libretto, Zeichen ricostruisce gli ultimi momenti della vita di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, detta Anita. Nel 1849, nelle valli di Comacchio, durante la marcia forzata in seguito alla caduta della Repubblica Romana, morì incinta di cinque mesi a soli ventotto anni, undici dei quali passati accanto a Garibaldi che, in fuga verso la salvezza, fu costretto ad abbandonarne il corpo vicino a Ravenna.
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Così ho vissuto. Biografia di un secolo
Bompiani, 19/12/2013
Abstract: Il Novecento è il secolo di Boris Pahor: ne ha vissuto gli orrori e le conquiste, facendosene testimone per eccellenza. Il racconto della sua esperienza esistenziale è dunque una narrazione etica e viva, densa di avvenimenti e aneddoti che seguono un tracciato cronologico mai banale o scontato. La sua biografia si sviluppa attraverso questo racconto, reso da Pahor in prima persona, contestualizzato da Tatjana Rojc e compiuto nelle pagine, anche inedite, di uno dei più grandi scrittori sloveni viventi. Non si tratta solo di una biografia ma anche di una storia di Trieste, storia in cui si specchia quella di tutto il Novecento europeo. Così, accanto alle vicende vive, in presa diretta, di Trieste, della comunità slovena e delle altre comunità che arricchivano e ancora arricchiscono la città, accanto alla cronaca potente della disgregazione dell'impero asburgico, della Grande guerra, dello squadrismo e del fascismo, si snoda la testimonianza dell'autore, che ripercorre l'infanzia poverissima, l'esperienza della guerra in Africa, l'adesione al Fronte di liberazione sloveno e la deportazione nei campi di concentramento nazisti, e infine il difficile ritorno alla libertà e alla vita.Narrare con lucidità quasi oltreumana la quotidianità di un'esperienza oltre il limite: questo è ciò che fa Pahor. Vorremmo ancora leggere sue nuove parole, poter cogliere in esse un senso che stringa insieme due secoli (di cui uno appena iniziato) di vita europea; individuare grazie a lui un senso ulteriore per le nostre esistenze caotiche. Da uno come lui che dal caos non si è fatto irretire e continua a guardarne in faccia le derive contemporanee, attuali.
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Garzanti Classici, 31/12/2010
Abstract: La semplice e coerente struttura drammatica; la salace, e insieme critica, contrapposizione tra le "aristocratiche" idiosincrasie degli ospiti della locanda e i domestici affetti degli "umili" ceti mercantili; il continuo oscillare tra il polo della "passione" e quello della "finzione"; questi gli elementi che vanno a costituire il formidabile milieu in cui si staglia, affascinante e senza tempo, il personaggio della locandiera. Ma più che come un "elogio di Mirandolina" – intesa come eterno femminino –, la più fortunata delle commedie goldoniane andrebbe letta come "l'apologo di una rivalutazione della donna e del suo lucido uso, a sufficienza spietato, dell'intelligenza come strumento di affermazione sociale".
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Aulularia-Miles gloriosus-Mostellaria
Garzanti Classici, 31/12/2010
Abstract: Pregio di Plauto è la sua prodigiosa ricchezza linguistica: i giochi di parole, le assonanze, i doppi sensi; le espressioni che spaziano dall'arcaico al neologismo, dalle deformazioni grottesche a volgarità che oggi si direbbero surreali; la magistrale padronanza delle possibilità musicali della parola, lo scoppiettante incalzare dei dialoghi. Tutto questo, insieme alla comicità esplicita e prepotente e alla rapidità del movimento scenico, comunica alle commedie plautine una verve irresistibile. Il teatro di Plauto è stato un importante modello per quello rinascimentale e per la successiva commedia dell'arte, fornendo una galleria di "tipi" e di situazioni cui hanno attinto, nei secoli, autori italiani e anche europei.
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Garzanti Classici, 24/03/2011
Abstract: Inventore del romanzo sociale, Dickens vi ha fuso e sviluppato le due tradizioni della narrativa inglese: la tradizione picaresca di Defoe e Fielding e quella sentimentale. Tempi difficili è il romanzo in cui più compiutamente trova espressione la sua avversione all'ideologia utilitaristica, inevitabile conseguenza del processo di industrializzazione che caratterizza l'Inghilterra di quegli anni. Ma più che indagare le cause, Dickens rappresenta gli effetti sociali che lo sfruttamento produce: la falsificazione dei rapporti umani. Il proletariato, per elevarsi alla condizione della borghesia, ne assume le caratteristiche di ipocrisia e di durezza.
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Garzanti Classici, 22/03/2012
Abstract: I primi scritti di Platone - cui appartengono Apologia e Critone - rispecchiano il pensiero di Socrate e sono appunto noti come dialoghi socratici. La prima delle opere qui presentate espone l'autodifesa che Socrate pronunciò di fronte al tribunale che lo giudicava per empietà e corruzione dei giovani, mettendo sotto accusa i suoi insegnamenti spregiudicati. La seconda spiega il motivo per cui Socrate rifiutò il piano di fuga dal carcere preparatogli dagli amici. La caratterizzazione psicologica dei protagonisti e il dibattito, ossia la ricerca di una verità che non ha la sua legittimazione in un oracolo, ma nel libero confronto di idee contrapposte, sono gli elementi culturali nuovi che contraddistinguono l'opera di Platone.
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Feltrinelli Editore, 20/12/2015
Abstract: E se un Bancomat cominciasse a parlare, sapesse tutto di voi e vi proponesse un affare vantaggioso? Stefano Benni sa dove la realtà cova i suoi mostri - mostri di ieri, mostri di oggi e mostri che spiano dal futuro-, li va a cercare, li stana, li fa sfilare trovando per ciascuno una storia e legandoli tutti al carro dell'immaginazione vittoriosa. Ecco, allora, in venti tragicomici racconti sull'Italia di oggi, fantasmi vendicativi e tenori capricciosi, la crociera della Nuova Destra e la Scuola dell'Obbligo Televisivo, sedie elettroniche ad alta Audience e Orfei allucinogeni...La prosa pirotecnica di Benni - di questi tempi sempre più preziosa e necessaria - non risparmia niente e nessuno regalandoci una risata agghiacciante, una lacrima ironica e non ultima, una testarda speranza nella forza della scrittura e della fantasia.
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Feltrinelli Editore, 20/12/2013
Abstract: Bar Sport riapre i battenti, ma non è più quello di una volta. I vecchi volti si sono mescolati a facce nuove: avventori e avventurieri, mostri e mostriciattoli di un'altra Italia. Nel Bar Fico vengono esposte solo brioche invisibili a occhio nudo da scegliere col microscopio; nessun cliente mostra più un colorito naturale: solo visi abbronzatissimi, nelle più varie tonalità che vanno dall'albicocca al vitel tonné; ovunque squillano i cellulari, rombano i motori e i banconi sono preda ghiotta del delirio stilistico dei designer. Sopravvivono però ancora le maniere ruvide dei baristi all'antica, i cocktail assassini, le toilette irraggiungibili, la minacciosa torta Palugona. E fra un mondo e l'altro si snodano le molte storie da bar: quella del sassofonista cieco Elmo Buenavista innamorato della bella Sweet Misery; quella della video-battaglia di nonno Amedeo contro il Booz; quella di Gaetano mai apparso in televisione; e poi ancora quella del piccolo krapfen di Schwartzbruck Franz, dei tre strani Re Magi e di Capitan Carabus... In Bar Sport Duemila c'è posto per tutti. Cosa aspettate a entrare?
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Feltrinelli Editore, 23/12/2015
Abstract: Dieci anni di poesie, ballate, canzoni, invettive, filastrocche da leggere a lume di candela, in pubblico, da musicare, da accompagnare col violino o con la chitarra elettrica, per divertirsi, per arrabbiarsi, per fare arrabbiare i tromboni.
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Feltrinelli Editore, 23/12/2015
Abstract: Uno zaino sulle spalle, e Silvia Di Natale torna quella che è sempre stata: una grande viaggiatrice. Ha sei mesi davanti e un paese di cui molto ha letto, molto ha sentito raccontare, molto ha immaginato e molto ha voglia di sapere. E per sapere c'è solo una strada: la gente. Testarda e determinata, decide di mettere alla prova i pregiudizi su un paese che, in fondo, è ancora poco conosciuto. E lo fa da sola. Lo fa come può farlo una vera scrittrice: pronta ad ascoltare, pronta a riconoscere storie dietro uno sguardo, dietro un invito a pranzo, dietro un paesaggio. Arriva a Bogotá e da lì comincia per strade dissestate e carreteras infangate, colline coltivate a caffè, campi di coca, fiumi in piena e pendii a precipizio, tombe scavate nel tufo, città e villaggi che suonano magici come Arboleda de Berruecos, San Andrés de Pisimbalá, Santa Cruz de Mompox. Incrocia le vie segnate dalle contraddizioni storiche del paese, dalle forme endemiche della violenza, dalla presenza invadente di antichi e moderni conquistadores, dall'affabile dolcezza indigena, dal turismo. Ma soprattutto incrocia uomini e donne che non temono di raccontarsi e di lasciarsi raccontare: un autista, un alcalde con le orecchie a sventola, l'impiegata di un municipio, un calzolaio, un giudice che fabbrica origami, una madre che cerca la figlia ‟rubata", un abuelo che ripete, come un ritornello, che ha sempre coltivato yucca, banane e mais. Come un domino, la voce di un ‟personaggio" provoca la confessione dell'altro, e così via, in un flusso di esperienze – divertenti, tragiche, violente, spesso colme di speranza. Folgorante libro di viaggio ma anche riflessione sul senso del viaggiare, profondo e allo stesso tempo colmo di ironica leggerezza, Millevite è una testimonianza che, con ricchezza di documenti e originalità di taglio visivo, travolge inesorabilmente tutti i cliché sulla Colombia.
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Feltrinelli Editore, 29/12/2015
Abstract: La grande città come trionfo dell'inessenziale sull'essenziale, dell'artificiale sul naturale, del superfluo sul necessario. È il sottile filo (di divertimento angoscioso, di stralunato humour) che attraversa il libro di Michele Serra, qui alla sua prima prova di narratore. Una serie di racconti sugli inganni del "moderno" visto come luogo degli equivoci, come continua sottrazione di senso alla vita quotidiana, che conferma, come ha scritto Tullio De Mauro, "la sua felice capacità di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuni".
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Feltrinelli Editore, 29/12/2015
Abstract: Sullo sfondo di un'Inghilterra altoborghese, di raggelate consuetudini e sontuose dimore, si scontrano due anime femminili, due giovani donne sorelle non di sangue ma per destino. I genitori di Elizabeth muoiono lasciandola figlia dei propri zii e sorella di Ruth. Per la quale sarà sempre e soltanto l'usurpatrice da odiare con tutta se stessa, vittima di una passione letale: l'invidia. Una passione che negli anni sfocerà in uno spietato duello per ottenere tutto ciò che Elizabeth possiede: un duello tra Bene e Male, tra amore e odio, e la cui conclusione non potrà che essere la follia o la morte. Josephine Hart conferma le sue doti di grande orchestratrice di personaggilimite, di eventi nascosti nel quieto inferno dell'esistenza.
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Feltrinelli Editore, 30/12/2013
Abstract: "La bioenergetica è una tecnica terapeutica che si propone di aiutare l'individuo a tornare a essere con il proprio corpo. Questo risalto dato al corpo comprende la sessualità, che ne è una delle funzioni fondamentali. Ma comprende anche funzioni ancor più basilari come quelle di respirare, muoversi, sentire ed esprimere se stessi. Una persona che non respira a fondo riduce la vita del corpo. Se non si muove liberamente, limita la vita del corpo. E se reprime la propria autoespressione, limita la vita del corpo."Con queste parole Alexander Lowen definisce l'orizzonte del suo libro in cui fissa i criteri e gli scopi della sua disciplina terapeutica, dispiegando i metodi e le pratiche. Così, se il processo di crescita per qualche verso si blocca, la bioenergetica può diventare "l'avventura della scoperta di se stessi" che permette all'individuo di appropriarsi del suo corpo, di risolvere quei sintomi psicosomatici che potrebbero affliggergli l'esistenza e di godere la vita con pienezza.
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Feltrinelli Editore, 30/12/2015
Abstract: Perché molti pazienti in analisi non trovano sollievo alle proprie sofferenze e soluzione ai loro problemi? E da dove deriva la diffusa delusione per i risultati della terapia psicoanalitica? Per Lowen, in quello che è stato fin dal suo apparire un libro di culto, il limite consiste nel fatto che l'analista si occupa di sensazioni e percezioni corporee a livello verbale e mentale, quando invece l'organismo si esprime più chiaramente con il movimento che con le parole: nelle pose, nell'atteggiamento, in ogni gesto, esso parla un linguaggio che anticipa e trascende l'espressione verbale. Il linguaggio del corpo, se correttamente decodificato, pu" risultare molto eloquente e costituire per la tecnica analitica un materiale altrettanto valido dei sogni, dei lapsus, della libera associazione. L'individuo è un'unità, non scissa in mente e corpo, e studiare come si esprime un individuo significa osservare la sua motilità, ossia la manifestazione dell'emozione. Le tecniche dell'analisi e della terapia bioenergetiche consentono di curare il paziente nel suo complesso, perché permettono al terapeuta di analizzare non solo il problema psicologico, come farebbe qualsiasi analista, ma anche l'espressione fisica del problema stesso. E dalla doppia attenzione, verbale e corporea, deriva la possibilità di instaurare una relazione più ampia e profonda.
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Feltrinelli Editore, 30/12/2015
Abstract: Non bisogna cercare di essere genitori perfetti o, tantomeno, aspettarsi che perfetti siano i figli. Il segreto - dice Bruno Bettelheim - sta nell'essere un genitore "quasi" perfetto, cercare di comprendere le ragioni dei propri figli, mettersi nei loro panni, costruire con loro un profondo e duraturo rapporto di comunicazione emotiva e affettiva. Solo questo scambio paritario consente di riconoscere, affrontare e risolvere i problemi che via via si presentano nella vita quotidiana della famiglia: dalle collere e dai capricci ai terrori notturni della prima infanzia, dal rifiuto della scuola alle ribellioni adolescenziali, dalla questione della disciplina a quella delle punizioni, dalle prime esperienze e dal gioco sino alla costruzione dell'identità del bambino. Diventato un classico della psicologia infantile, Un genitore quasi perfetto è un prezioso distillato delle idee e dell'esperienza maturate nel corso di una carriera pìù che sessantennale.