Trovati 854829 documenti.
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Feltrinelli Editore, 08/10/2015
Abstract: L'inverno è arrivato a Porvenir, e ha portato con sé cattive notizie: per mancanza di lettere, l'ufficio postale sta per chiudere e tutto il personale verrà trasferito altrove. Sms, email e whatsapp hanno avuto la meglio persino in questo paesino arroccato tra le montagne.Sara, l'unica postina della zona, è nata e cresciuta a Porvenir e passa molto tempo con la sua vicina Rosa, un'arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa pur di non separarsi da lei e risparmiarle un dispiacere.Ma cosa può inventarsi Rosa per evitare che la vita di una delle persone che le stanno più a cuore venga completamente stravolta? Forse potrebbe scrivere una lettera che rimanda da ben sessant'anni e invitare la persona che la riceverà a fare altrettanto, scrivendo a sua volta a qualcuno.Pian piano, quel piccolo gesto darà il via a una catena epistolare che coinvolgerà una giovane poetessa decisa a fondare un bookclub nella biblioteca locale, una donna delle pulizie peruviana, la solitaria operatrice di una chat e tanti altri, rimettendo improvvisamente in moto il lavoro di Sara e creando non poco trambusto tra gli abitanti del piccolo borgo.Perché - come ben sanno tutti quelli che sobbalzano davanti alla casella della posta e affondano il naso nella carta per sentirne il profumo - una lettera tira l'altra, come un bacio.E può cambiare il mondo.
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Marsilio, 15/10/2015
Abstract: Dal suo rifugio montano l'autore tenta una via più autentica e meno immediata alla sostenibilità. Il suo percorso parte dall'esperienza di contadino in felice decrescita per elaborare il manifesto del buon selvaggio. Nel suo podere, un frutteto che ricorda il Giardino dell'Eden fa da cornice a campi di cereali e legumi. Sulla tavola porta un'alimentazione scarna, integrale e frugale a prevenzione delle malattie del benessere. Tra le sue priorità il senso di appartenenza ai luoghi e alla comunità e tempo per annoiarsi.Il buon selvaggio non rifiuta la tecnologia ma accetta la sfida di un suo uso equilibrato, non lancia dogmi come macigni ma si pone domande e sperimenta uno stile di vita sempre aperto al confronto. Si districa tra gli inganni del vivere quotidiano elaborando una personalissima via alla felicità. A fare da sfondo, l'estremo rifugio di sempre: la Montagna – quelle Alpi segrete dove il buon selvaggio dei tempi moderni potrà rintracciare la solitudine terapeutica che in un continente sovrappopolato è un bene assai raro.
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Feltrinelli Editore, 28/04/2017
Abstract: Una guerra nascosta distrugge ogni giorno il nostro pianeta. Da una parte l'agricoltura delle multinazionali, degli espropri di intere regioni del globo, della pioggia spietata dei pesticidi e dei fertilizzanti, del monopolio di OGM sempre più fragili e costosi, dell'abolizione sottaciuta di interi capitoli della carta dei diritti umani. Dall'altra l'agricoltura dei piccoli contadini, che in ogni parte del pianeta coltivano la loro terra nel rispetto dell'ecosistema e si fanno alleati della ricchezza silenziosa della biodiversità. Chi nutrirà davvero il mondo, le multinazionali o i piccoli contadini? La risposta di Vandana Shiva è molto netta. Non saranno i grandi brand del settore agroalimentare. Sarà la miriade di progetti socialmente, economicamente, ecologicamente sostenibili, ormai diffusi ovunque nel mondo. Saranno le risorse spontanee di un'agricoltura libera dalla gabbia delle monocolture e restituita all'equilibrio della natura e della biodiversità.Vandana Shiva ci regala in queste pagine un manifesto unico al mondo, che condensa con inedita chiarezza e radicalità trent'anni di ricerche e coraggiose realizzazioni sul campo. Un manifesto che esce in prima edizione mondiale in Italia, paese ospitante dell'Expo dal tema: "Nutrire il pianeta, energia per la vita".
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Feltrinelli Editore, 07/10/2017
Abstract: Con lo stile del dialogo, Alberto Pellai parla agli adolescenti e propone un nuovo pensiero "declinato al maschile" ma lontano anni luce dagli stereotipi che impongono ai giovani maschi di conquistare la propria identità di genere ispirandosi al mito del cow-boy oppure a quello dell'uomo che, di fronte a una donna, ha come unico obiettivo quello di "stenderla".
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: Strana giornata, questa del funerale del preside Merril! Mai e poi mai Richard avrebbe pensato di ritrovarsi, dopo la cerimonia, nella gelida casa di Cornelius Engelbrecht, il suo collega insegnante di matematica, seduto sulla sua poltrona di cuoio rosso, a conversare con quelluomo dallaspetto così insignificante da celare di certo un cuore incandescente o forse, in un angolo riposto della sua anima, qualche inconfessabile segreto. Scapolo, vestito sempre con colori indefinibili, sostenitore del circolo degli scacchi di Philadelphia, conoscente discreto di tutti piuttosto che amico di qualcuno, costantemente sulle sue e appartato nella sala dei professori, Engelbrecht si è sempre guardato bene dallinvitare chicchessia a casa sua. È con malcelato stupore perciò che Richard lo guarda accendere il camino, sorridere e, con gesti eccitati, illuminare un quadro posto davanti alla poltrona: un dipinto straordinario in cui una ragazza con un grembiule blu siede a un tavolo accanto a una finestra aperta. "Guarda. Guarda locchio. È una perla", dice Engelbrecht. "Le perle erano elementi ricorrenti in Vermeer. E osserva la luce di Delft" "Notevole", dice Richard. "Indubbiamente nello stile di Vermeer. Unimitazione sconcertante." "È un Vermeer", sussurra Cornelius Engelbrecht Così comincia questo straordinario romanzo che, come una preziosa scatola cinese, di capitolo in capitolo, ci conduce davanti al destino di una grande opera e delle persone, umili e potenti, nobili e arroganti, amanti dellarte o del suo potere, che lhanno avuta lungo i secoli. Ecco allora Amsterdam, durante gli anni Quaranta, e le tragiche vicende della famiglia ebrea che possedeva La ragazza in blu; ecco la felice coppia olandese cui il dipinto apparteneva anni prima e che finisce col dividersi nellistante in cui uno dei due ammette che la ragazza del quadro gli ricorda un vecchio amore; ecco, ancora più indietro, la vita di una fattoria olandese durante la grande inondazione del 1717; ecco, infine, Vermeer che, angustiato dai debiti, decide, in un momento di rilassatezza e di gioia, di dipingere la figlia. Fedele allo spirito del grande artista olandese, Susan Vreeland cattura, attraverso larte e il magico potere della bellezza che essa racchiude, i desideri, i sogni, lesistenza delle persone comuni."Un romanzo luminoso che resterà a lungo nella mente dei lettori".The New York Times"Come Vermeer, Susan Vreeland utilizza magnificamente larte per catturare la vita".Booklist
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: È il 17 febbraio 1968 e in uno di quegli appartamenti di lusso di Beverly Hills, in cui si asserragliano i divi del grande schermo, si aggira Romain Gary. La moglie, lattrice Jean Seberg, è alle prese con un film hollywoodiano, e Gary trascorre buona parte del suo tempo a scrivere e a prendersi cura del piccolo zoo domestico trasportato da Parigi: il gatto birmano Bruno e la sua compagna siamese Maï; la vecchia gatta di strada Bippo, misantropa e selvatica, che allunga un colpo di artigli ogni volta che qualcuno cerca di accarezzarla; il tucano Billy-Billy, adottato durante una trasferta di Jean Seberg in Colombia e Sandy, un grande cane giallo, un cucciolone ingenuo, almeno fino al giorno in cui non ha gettato alle ortiche anni di rigida educazione borghese correndo dietro a una sua simile di facili costumi dalle parti di Sunset Strip. Los Angeles è flagellata da un temporale mostruoso e sulle strade le Cadillac arrancano faticosamente fendendo lacqua. Intorno a mezzogiorno, un abbaiare familiare risuona da dietro la porta. Gary va ad aprire e scorge sulla soglia Sandy, la coda tra le gambe, il muso a fil di terra, e, accanto a lui, un imponente pastore tedesco dal pelo grigio screziato di bianco e una bella testa. La coda, le orecchie dritte, lo sguardo acceso, tutto di quel grigione seduce Gary. Il colosso viene battezzato Batka, piccolo padre in russo, e subito accolto nello zoo domestico e coccolato per la sua dolcezza, così in contrasto col suo torace da lottatore e le sue grandi fauci scure. Un pomeriggio di qualche settimana dopo, però, Batka riserva la prima sorpresa: latrati irregolari, rapidi e rabbiosi, bava alla bocca, uno spaventoso sguardo carico dodio soltanto perché un operaio di colore, addetto alla pulizia dei filtri della piscina, è apparso al suo cospetto. Il disagio di Gary si trasforma in autentico sgomento quando, qualche giorno dopo, Batka non sgozza per un pelo, saltandogli alla gola, il fattorino di un supermercato Un fattorino nero. Batka è, infatti, un white dog, un cane bianco, una di quelle bestie addestrate nellAmerica razzista della fine degli anni Sessanta a dare la caccia ai neri Appartenente alle opere del ciclo americano di Romain Gary, Cane bianco è il romanzo di uno scrittore russo-francese, profondamente intriso di spirito europeo, sulla "democrazia americana". Con gli occhi di chi crede con fermezza che scopo della democrazia "sia far accedere ogni uomo alla nobiltà", Gary mette alla berlina sia il razzismo della destra americana sia le prime sciocche manifestazioni del politically correct dei liberal. Parla in queste pagine la voce unica di un grande scrittore capace di fustigare le "anime belle" senza aver mai smesso di trascinare "intatte per il mondo" le sue illusioni."Io sono uno di quei democratici convinti che lo scopo della democrazia sia far accedere ogni uomo alla nobiltà".Romain GaryIl romanzo "americano" dell'autore della Vita davanti a sé e di Le radici del cielo, l'opera di uno scrittore "spietatamente profetico e, insieme, magnificamente romantico".The New York Times
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: Educazione europea è il romanzo desordio di Romain Gary, ma non è affatto una "uvre de jeunesse", bensì una delle sue opere più importanti. Gary lo scrisse quando era aviatore delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale. Apparve nel 1945 e fu subito un grande successo. Sartre lo giudicò il miglior libro mai scritto sulla resistenza. Romain Gary vi racconta la storia di un gruppo di resistenti polacchi: i loro sogni, le loro speranze, i loro ideali, le loro piccole e grandi miserie e i compromessi che la guerra esige. Per sopravvivere e resistere, per affermare anche nel dolore la grandezza della vita e la speranza del pensiero. Il personaggio centrale del romanzo è Janek, un ragazzo che, nella spietata durezza del combattimento clandestino, conosce il freddo e la fame, il tradimento, lorrore e la morte senza che lodio afferri, anche per un solo istante, il suo cuore. Attraverso Zosia, Janek conosce infatti lamore, attraverso Dobranski, lo studente, il culto della libertà e, attraverso la semplicità dei suoi compagni di lotta, la grandezza delluomo. Un sogno alimenta e attraversa ogni riga di queste pagine: che, dalla resistenza comune ai popoli oppressi dal nazismo, non solo sorga il sentimento di una solidarietà europea ma, come recita una poesia di Dobranski lo studente, "lultimo stato sovrano crolli ai colpi dei patrioti europei", "si spenga nel mondo leco dellultimo canto nazionale", e lEuropa finalmente "si erga e cammini". Come ha scritto il New York Times, in questo straordinario romanzo, Gary forgia per la prima volta la sua grandiosa concezione delluomo con "la forza incandescente di uno scrittore romantico, temperata però da una malinconica ironia". Dopo La vita davanti a sé e La promessa dellalba, Educazione europea è il terzo romanzo di Gary edito da Neri Pozza, nellambito del progetto di pubblicazione di tutte le sue opere maggiori."Un'educazione europea capace di trasmettere con caparbia autorità il suo orrore e il suo messaggio".Time Magazine"Gary scrive in una lingua chiara, aerea, energica, come in certe pagine di Hemingway".Jérôme Garcin, Dictionnaire de la littérature française du 20ème siècle"Gary ha incarnato il mito stesso della seduzione".Livres Hebdo
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: "In russo gari significa brucia! Un comando al quale non mi sono mai sottratto, nella mia opera come nella vita. Voglio dunque fare qui la parte del fuoco perché, come si suol dire, in queste pagine il mio io vada in fiamme, bruci". Con questo intento si apre il racconto della vita di Romain Gary, ebreo lituano naturalizzato francese a ventanni, eroe di guerra, diplomatico, scrittore e, infine, suicida con un colpo di pistola alla testa, sparato non prima di aver indossato una vestaglia rossa, acquistata qualche ora prima in place Vendôme per non far notare troppo il sangue. Apparso per la prima volta nel 1974 sotto forma di intervista fittizia, della quale Gary scrisse sia le domande sia le risposte, utilizzando come prestanome per le prime lamico dinfanzia e giornalista svizzero François Bondy, La notte sarà calma è, in effetti, un magnifico libro attorno allimpossibilità stessa dellidentità. "Io è un altro", laffermazione di Rimbaud, sembra davvero il fil rouge dellesistenza di Romain Gary, il motto che lo guida nella scelta degli pseudonimi Fosco Sinibaldi, Shatan Bogat e soprattutto Emile Ajar, lo pseudonimo col quale scrisse La vita davanti a sé e beffò i giudici del Premio Goncourt vincendolo per la seconda volta e nelle molteplici vite vissute o, meglio, nelle diverse maschere indossate: aviatore, diplomatico, uomo di mondo, cineasta, seduttore, scrittore. È certamente vero che, dietro questo incessante moltiplicarsi di identità, Gary celasse "unangoscia esistenziale" (Tzvetan Todorov). Come anche è vero che egli detestasse la realtà, non trovandola "allaltezza di ciò che la sua immaginazione gli dettava" (Stenio Solinas). Tuttavia la deliberata volontà di "bruciare" di volta in volta il proprio "io", offrendo volti diversi di sé, nasce in Gary soprattutto da quello che lui stesso definiva la sua "parte Rimbaud": il suo desiderio di assoluto, la sua ricerca di eternità in questo mondo, nella forza dellamore e del sesso, nella lotta per la giustizia, anche quando le condizioni concrete gli apparivano avverse e disperate. Perciò il lettore può scorgere in queste pagine non solo il racconto di una vita avventurosa e nel segno delleccesso, ma anche i temi senza tempo della grande letteratura: la morte e il dolore, la dignità e la sopraffazione, il sesso e lamore.Lautobiografia di Romain Gary. La vita di un seduttore, scrittore, aviatore, diplomatico, ebreo, patriota, cineasta. La vita di un uomo smisurato e geniale."Gary diceva di se stesso che le due cose che lo avevano salvato erano la letteratura e il sesso".Myriam Anissimov"Ho conosciuto tante donne nella mia vita che, posso dire, sono stato sempre solo. Troppe, infatti, significa nessuna".Romain Gary"Romain Gary o dellamore impossibile".LExpress
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: Chi non ha pensato un giorno che viviamo giusto per onorare i sogni, le speranze e i sacrifici dei nostri genitori? Romain Gary non soltanto ha tenacemente nutrito questo pensiero, ma vi ha dedicato un libro intero, questo libro: La promessa dell'alba, una delle sue opere più intense, più belle e più riuscite.Era bambino, Gary, all'alba appunto della sua vita, quando promise per la prima volta a sua madre di tornare un giorno a casa dopo aver strappato vittoriosamente il possesso di questo mondo ai potenti e ai malvagi. Prima di Biancaneve, prima del Gatto con gli Stivali, prima dei Sette Nani e della Fata Carabosse, sua madre, infatti, gli sussurrò i nomi della vasta schiera di nemici contro cui un uomo degno di questo nome deve battersi. C'è prima di tutti Tatoche, il dio della stupidità, col sedere rosso da scimmia e la testa da intellettuale. Nel 1940 era il cocco e il teorico dei tedeschi, dopo si è appollaiato sulle spalle dei nostri scienziati, e a ogni esplosione nucleare la sua ombra si fa un po' più alta sopra la terra. C'è Merzavka, il dio delle certezze assolute, una specie di cosacco ritto sopra cumuli di cadaveri; ogni volta che uccide, tortura e opprime in nome delle sue verità religiose, politiche o morali, la metà del genere umano gli lecca le scarpe con commozione. C'è Filoche, il dio della meschinità, dei pregiudizi, del disprezzo, dell'odio che, affacciato alla guardiola della portineria, all'ingresso del mondo abitato, grida: "Sporco americano, sporco arabo, sporco ebreo, sporco russo, sporco cinese, sporco negro". E vi sono numerosi altri dei, più misteriosi e più loschi, più insidiosi e nascosti, difficili da identificare… Libro unico, che costituisce "uno dei più straordinari tributi mai scritti da un uomo a sua madre " (Newsweek), e ci restituisce l'affascinante vita di chi, come Romain Gary, è cresciuto aspettando il giorno in cui avrebbe potuto scostare con la mano il velo che oscura l'universo, La promessa dell'alba ci mostra come il sogno di restituire la terra a coloro che la riempiono del loro coraggio e del loro amore possa generare grande letteratura."Uno dei più straordinari tributi mai scritti da un uomo a sua madre."Newsweek"Nessun lettore può restare insensibile davanti a queste pagine così commoventi."Le Monde"È il libro di Romain Gary che preferisco.Anaïs Nin
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: Romanzo vincitore del Prix Goncourt 1956.A Fort-Lamy, nell'Africa Equatoriale Francese, il centro dell'attrazione è l'Hôtel del Ciadien con il suo bar e la sua pista da ballo affacciati sul fiume, dove al tramonto trampolieri e pellicani vengono a posarsi sui banchi di sabbia e i caimani, sulla riva opposta del Camerun, sembrano tronchi d'albero. Il caffè-bar-dancing è di proprietà di Habib, una canaglia col sigaro perennemente alle labbra, il sorriso beffardo che non si rivolge a nessuno in particolare, ma pare destinato alla vita stessa, e di un suo protetto: de Vries, un giovane esile, eretto, capelli biondi ondulati, che si fa vedere raramente a Fort-Lamy e trascorre il tempo a braccare la natura in tutti i suoi rifugi col suo bel fucile col calcio incrostato d'argento. Fino a qualche tempo fa il Ciaden era un luogo piuttosto desolato: due piccole palme sulla terrazza, la vendita di limonate al bar, i dischi arrochiti e poche coppie che la sera si avventuravano sulla pista da ballo. Poi è arrivata Minna, tedesca, bionda, un gran corpo vistoso, un passato da dimenticare alle spalle, e l'atmosfera è cambiata. Proprio comera nei disegni di Habib, il caffè-bar-dancing è diventato una meta per i numerosi avventurieri solitari del Ciad, uomini che si inoltrano nella steppa e, al ritorno, si rallegrano alla vista di una ragazza ben fatta dietro al bar, che ogni tanto fa un numero di canto ed è gentile con i clienti. Uomini come Sandro, proprietario di venticinque camion che si spingono sempre più lontano nel cuore del Ciad, o come Orsini, un vecchio coloniale da ventanni nellAfrica Equatoriale Francese, incallito e indomabile cacciatore. Un giorno, però, mentre Minna è al bar intenta a scegliere i dischi per la serata, piomba sulla pista da ballo un uomo con un viso energico e un po scuro, i capelli castani e ricciuti, che ogni tanto rigetta indietro con un gesto brusco. L'uomo ordina un ruhm. Poi comincia a parlare a Minna con dolcezza gentile, un po come si parla ai bambini. Non le dice né chi è né da dove viene, ma le parla degli elefanti che vengono uccisi ogni anno in Africa. Meravigliosi animali in marcia negli ultimi grandi spazi liberi rimasti al mondo, abbattuti senza pietà. E così, quasi senza accorgersene, Minna e Morel, il "francese pazzo", l'"avventuriero dello spirito", compiono l'uno verso l'altra i primi passi di un'avventura che diventerà leggenda in Ciad e in tutta l'Africa Equatoriale Francese.Considerato il primo romanzo autenticamente ecologista, Le radici del cielo valse all'autore de La Vita davanti a sé il Prix Goncourt 1956. Nel 1958 John Huston ne trasse un celebre film con Trevor Howard, Errol Flynn, Orson Welles e Juliette Gréco. "Questo romanzo è un capolavoro. Una satira amara che dimostra quanto il mondo sia poco razionale".Anaïs Nin"Ho votato per Romain Gary. Lo dico con piacere perché il suo romanzo era uno dei migliori".Jean Giono "Il concetto di capolavoro è sempre più difficile da definire e preferisco non gridare al capolavoro nel caso del nuovo romanzo di Romain Gary, Le radici del cielo. Resta però un libro ammirevole, pieno di talento, originale, di spessore e non me mi capitava da tanto tempo di trovarmi qualcosa di simile tra le mani. L'avventura, il movimento, la realtà, l'ideale ne creano una delle letture più eccitanti che si siano mai avute".Emile Henriot, Le Monde
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Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: All'interno della cultura ebraica, la Porta del Cielo occupa una posizione unica. Scritta in spagnolo nei primi decenni del Seicento, essa è infatti il solo esempio di opera, fra quelle che ancora appartengono al periodo di formazione del canone classico cabbalistico, composta in una lingua "profana": non nella lingua santa ebraica, né nell'arcaizzante aramaico dello Zohar, né nello yiddish al quale anche sarebbe ricorsa la letteratura chassidica. Questa caratteristica rispecchia l'intento di Abraham Cohen de Herrera (il mercante di origine spagnola, vissuto in Italia e morto ad Amsterdam, le cui vicende personali e familiari vengono ricostruite nell'introduzione anche grazie a documenti d'archivio rimasti finora inediti): scrivere un'opera di introduzione alle dottrine cabbalistiche che fosse accessibile al maggior numero possibile di lettori eliminando l'ostacolo linguistico che ne aveva fino ad allora ristretto la conoscenza diretta a ebrei ed ebraisti. Altri elementi concorrono poi a giustificare quel ruolo di vera e propria mediazione fra cultura ebraica e contesto europeo che si propone la Porta: non solo la lingua ma anche il linguaggio, lineare e razionalizzante, nella quale è composta; il discorso sistematico con cui procede, richiamandosi al modello della Scolastica latina; e il costante riferimento e paragone con il pensiero filosofico, da Platone e Aristotele ai neoplatonici alla cultura italiana rinascimentale. Proprio questa impostazione filosofica del discorso di Herrera è l'aspetto che più sarebbe risultato congeniale a Spinoza, la cui famiglia aveva con Herrera contatti diretti; e se un influsso cabbalistico è riconoscibile nelle concezioni riguardanti Dio e la natura espresse nell'Etica, come già si era cominciato a sostenere alla morte di Spinoza, esso sta senz'altro in relazione con lo stile e il contenuto della Porta. Paradossalmente, però, quest'opera fondamentale rimase manoscritta alla morte dell'autore e fu conosciuta solo attraverso una traduzione ebraica e soprattutto per il compendio in latino contenuto nella Kabbala denudata di Christian Knorr von Rosenroth (1677). Oltre alla traduzione italiana, qui viene pubblicato per la prima volta e integralmente il testo spagnolo.F. V
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Diario di una lady di provincia
Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: È una madre completamente pazza dei suoi figli, ma a volte la sfiora il sospetto che i suoi "dolci bambini" siano totalmente sprovvisti di senso artistico, visto che ascoltano canzoni come Pazzo pazzo Izzy Azzy riprodotte per la bellezza di quattordici volte consecutive al grammofono. È una moglie fedele e devota, ma a volte la sgomenta il comportamento di suo marito che, nel trambusto provocato dai bambini a letto col morbillo, non si limita ad assumere il tipico atteggiamento maschile secondo cui "stiamo facendo una tempesta in un bicchiere d'acqua", ma ha l'aria di chi è convinto che sia tutto una messinscena fatta apposta per infastidire lui. È un'attenta lettrice, ma di tanto in tanto le capita di fare commenti intelligenti su un romanzo come Orlando finché non lo legge, e si rende conto di non capirci un fico secco. È una casalinga senza macchia e paura, ma le accade spesso di offrire ai suoi ospiti pollo e patate crude. È una donna mondana, capace di stare in società, ma, invitata a una soirée letteraria, le capita di scambiare un'ispettrice sanitaria del governo, vestita con una specie di tappezzeria blu, per il perverso autore di Sinfonia in tre sessi. È una persona educata e di bon ton, ma non può evitare di indispettirsi quando l'odiosa Lady B., con una temperatura artica, l'invita ad assistere a un'insulsa competizione sportiva all'aperto di giovani uomini in completo di flanella bianca che si scaldano scagliando una pallina contro un muro. Lei vestita con un cappotto senz'arte né parte, e Lady B., invece, con un sontuoso soprabito verde smeraldo con colletto e polsini di pelliccia. È una madre che si sforza di non essere ansiosa coi figli, ma non può fare a meno di confrontare i capelli di sua figlia con quelli di altri pargoli, per scoprire che non esiste al mondo nessun altro che li abbia così dritti e spioventi come la sua bambina. È, insomma, la nostra cara, inarrestabile lady di provincia, capace di assecondare il marito brontolone e accudire le sue piccole pesti organizzando feste, disastrosi pic-nic sotto la pioggia, esilaranti incontri parrocchiali. Capace, infine, da più di mezzo secolo, di strabiliare e divertire migliaia di lettrici e lettori con questo irresistibile Diario che raccoglie le sue mirabolanti gesta."Ho letto ben nove volte il Diario di una lady di provincia di E.M. Delafield: un libro diretto, caustico, che fa sbellicare delle risate".India Knight"Stupendo, semplicemente stupendo".Daily Telegraph"Con E.M. Delafield le piccole noie familiari della vita quotidiana si trasformano in risate".The Times"Un umorismo strepitoso e discreto… un libro da rileggere quando si è in cerca di consolazione e allegria".Irish Times"L'ho letto tutto d'un fiato, dimenticando di fare il bagno ai bambini, di portare fuori il cane e persino di preparare la cena a mio marito".Jilly Cooper
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Feltrinelli Editore, 07/10/2017
Abstract: "Intenso e vitale. Sempre avvincente. Superbo." James Wood, The New Yorker"Scrivere significa portare alla luce l'esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l'obiettivo dello scrivere. Ma come si arriva a questo lì? Era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di Stoccolma bevevo caffè e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell'enorme spazio fatto d'aria che mi sovrastava. Per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perché tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un'altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. È la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. Se qualcuno degli altri elementi letterari è più forte della forma, per esempio lo stile, l'intreccio e il tema, scavalca l'importanza della forma, il risultato sarà debole. Ecco perché gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. Ecco perché quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. La potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinché possa nascere la letteratura. È questa demolizione che viene definita 'scrivere'. Lo scrivere riguarda più il distruggere che il creare." Karl Ove Knausgård
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Feltrinelli Editore, 07/10/2017
Abstract: "Non si può vivere di rabbia, figlio mio""Mi arrampicai sul nostro mandorlo: Abbas e io l'avevamo soprannominato Shahida, testimone, perché passavamo così tanto tempo tra i suoi rami a guardare gli arabi e gli ebrei che ormai era un compagno di giochi, e si meritava un nome. L'uli-vo a sinistra di Shahida era Amal, speranza, e quello a destra era Sa'dah, felicità." Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad scopre per la prima volta la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall'esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro. Ma i problemi non sono finiti: quando il padre di Ichmad viene imprigionato con l'accusa di aver nascosto delle armi, spetta al primogenito prendersi cura della madre e dei fratelli. Ichmad deve trovare un lavoro, e in fretta. Suo unico conforto, il mandorlo in fondo al giardino. Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all'odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l'università. Intanto il mandorlo resta lì, in fondo al giardino d'infanzia. Mentre la Storia fa il suo corso. Ichmad, ormai adulto, riesce a emigrare negli Stati Uniti e finalmente capisce cosa siano l'amore e il lutto, la rabbia e il perdono. E, riappropriandosi delle sue radici, finalmente ricomincia a sognare.
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Il sonno, il sogno, la morte. Un'esplorazione della consapevolezza con il Dalai Lama
Neri Pozza, 09/10/2015
Abstract: "Sempre e ovunque, gli esseri umani hanno dovuto affrontare due esperienze fondamentali, durante le quali la mente ordinaria sembra dissolversi per penetrare in una dimensione radicalmente differente. Il primo di tali stati è il sonno, costante compagno dell'umanità, transitorio e pervaso dal sogno, la cui esperienza ha incantato le diverse culture sin dagli albori della storia. Il secondo è la morte, il grande e abissale enigma, l'evento conclusivo che condiziona l'esistenza individuale e il rituale culturale. Sono queste le "zone d'ombra dell'io", rispetto a cui la scienza occidentale spesso si trova a disagio, essendo caratterizzate da un contesto assai diverso da quello dell'universo fisico e della causalità fisiologica. Al contrario, la tradizione buddhista tibetana si muove con la massima naturalezza in questo ambito e con un grande bagaglio di conoscenza. Il libro che presentiamo racconta una settimana di esplorazioni in questi due regni di trasformazione radicale del corpo e della mente umana. Questa indagine ha preso la forma di un dibattito straordinario tra il Dalai Lama, affiancato da pochi altri esponenti della tradizione tibetana, e alcuni rappresentanti della scienza e dell'umanesimo occidentale".Francisco J. Varela
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Il ristorante dell'amore ritrovato
Neri Pozza, 12/10/2015
Abstract: Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l'intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po'. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l'appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. Spariti persino gli utensili in cucina, il mortaio di epoca Meiji ereditato dalla nonna materna, la casseruola Le Creuset acquistata con la paga del suo primo impiego, il coltello italiano ricevuto in occasione del suo ventesimo compleanno. E, soprattutto, sparito il fidanzato indiano, maître nel ristorante accanto al suo, un ragazzo con la pelle profumata di spezie. Lo choc di Ringo è tale che resta impietrita al centro della casa desolatamente vuota, la voce che non le esce più dalla bocca. Decide allora di ritornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di primavera. Là, appartata nella quiete dei monti, matura il suo dolore. Una mattina, però, osservando il granaio della casa materna, Ringo ha un'idea singolare per tornare pienamente alla vita: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti. Con l'aiuto del valente Kuma-san, l'ex factotum della scuola elementare del villaggio, il cui cuore è stato infranto dalla bella Shiñorita, un'argentina scappata in città, Ringo risistema il granaio. Pareti tinteggiate d'arancio, posate di epoca vittoriana e di epoca Taish e, nel giro di qualche mese, il Lumachino, così la ragazza battezza il ristorante, apre i battenti. La prima cliente è la Concubina, la triste amante di un influente politico locale, passato a miglior vita diversi anni prima. Sulla tavola, in un tripudio di colori, odori e bontà senza pari, si alternano piatti gustosissimi che attingono alle cucine più famose: giapponese, italiana, cinese e francese su tutte. L'indomani, la Concubina, agghindata di solito a lutto con una lunga veste nera, passeggia con un cappotto rosso fuoco e un magnifico colbacco di pelliccia, e il suo atteggiamento schivo ha lasciato spazio a una marcata allegria. La medesima cosa accade a tutti i clienti del Lumachino: una ragazza riesce a fare innamorare di sé l'ex compagno di classe che l'aveva sempre ignorata, una coppia gay in fuga d'amore tra i monti trasforma il soggiorno in una luna di miele, un uomo burbero e scorbutico diventa un gentiluomo e così via. In breve, la notizia della magia del Lumachino si diffonde in tutto il circondario, e il successo è così garantito, poiché tutti vogliono sedersi alla tavola del ristorante dell'amore ritrovato.Una concubina ritrova la gioia di vivere, una ragazza conquista finalmente il cuore dell'amato, una coppia gay in fuga vive una luna di miele, un uomo scontroso e burbero si trasforma in un gentiluomo...Dove? Al Lumachino, il ristorante dell'amore ritrovato, dove si possono gustare prelibatezze che fanno bene al cuore."Uno straordinario bestseller su cibo, amore e rapporto madre-figlia".Times of Japan
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Neri Pozza, 12/10/2015
Abstract: Il romanzo della vita di Shakespeare: così può essere definita questa monumentale biografia che penetra così a fondo nel mondo e nelle vicende più salienti dell'esistenza del genio inglese da apparire più come l'opera di un scrittore coevo che quella di un biografo del ventunesimo secolo. Shakespeare nacque a Stratford il 23 aprile del 1564 e morì nella stessa piccola città inglese nel 1616. Gli amici di Stratford furono i suoi amici di sempre, le persone che accompagnarono l'intera sua esistenza. Lavorò in teatro, recitando nelle prime sale londinesi e riscrivendo e componendo per una serie di compagnie determinate quali "The Queen's Men", "The Lord Chamberlain's Men" e "The King's Men". Un piccolo mondo, preciso, costante. Peter Ackroyd ci accompagna innanzi tutto nel paesaggio di questo mondo. Percorre le strade di Stratford e Londra, a cavallo tra Cinquecento e Seicento, come se appartenesse pienamente a quel tempo. Descrive l'ambiente teatrale come se fosse uno spettatore elisabettiano e assistesse alle prime rappresentazioni delle tragedie e delle commedie. Scrive dello Shakespeare attore, drammaturgo e poeta, e dunque della sua cerchia di impresari, attori e coautori e della loro "comunanza di sentimenti ". Ritesse, insomma, non solo la tela dell'epoca di Shakespeare, ma ne ravviva i colori e le sfumature come se fossero appena dipinti. La biografia non è perciò né una ricostruzione accademica né didascalica della vita di Shakespeare, ma un vero e proprio romanzo, il libro di uno scrittore su uno scrittore, un'opera brillante che avvince e intrattiene."Chiunque ami Shakespeare non può che amare questo libro".Observer"Una perfetta ricostruzione dell'epoca elisabettiana".The Bookseller
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Neri Pozza, 12/10/2015
Abstract: È il marzo del 1794 a Marsiglia e davanti al municipio la ghigliottina continua a tagliare nobili teste. Figlia di François Clary, un commerciante di sete che è riuscito a trasformare la sua bottega in uno dei più eleganti negozi di Marsiglia, Bernardine Eugénie Désirée non avrebbe nulla da temere da quei turbolenti anni seguiti alla grande rivoluzione. Ha natali borghesi e neanche una goccia di sangue blu in famiglia. Tuttavia, i capricci dei tribunali rivoluzionari, si sa, sono imprevedibili. Etienne, il fratello maggiore, è stato accusato di oscuri misfatti e Désirée, insieme con la cognata Suzanne, si è recata alla Maison Commune per incontrare Albitte, l'illustre deputato giacobino di Marsiglia, e discolpare il primogenito dei Clary. Alla Maison Commune ha conosciuto il segretario di Albitte, Joseph Bonaparte, un còrso in possesso di invidiabili qualità: gli stivali lustri e l'aria decisa, la conoscenza personale di Robespierre e, addirittura, un fratello generale. Desiderosa di apprendere qualche dettaglio delle eroiche battaglie di Valmy e di Wattignies, Désirée ha invitato Joseph e suo fratello Napoleone a casa Clary. Eccola, ora, seduta, insieme con la sua famiglia e i due giovani còrsi, intorno al grande tavolo ovale dell'elegante dimora del commerciante di sete. Davanti a lei, il generale. Piccolo, con addosso niente che luccichi, né decorazioni né cordoni. Solo delle piccole spalline dorate. Il volto magro, dalla pelle tesa e bruciata dal sole, è incorniciato da capelli rosso-bruni che cadono fin sopra le spalle senza nessuna traccia di cipria. Quando ride, la sua faccia sparuta assume improvvisamente un aspetto fanciullesco e allora sembra più giovane di quanto in realtà non sia… Così comincia questo romanzo che narra della straordinaria vita di Bernardine Eugénie Désirée Clary, ragazza di Marsiglia che infranse il cuore di Napoleone Bonaparte e, dopo aver sposato il maresciallo Jean-Baptiste Bernadotte, divenne regina di Svezia e Norvegia col nome di Desideria. Pubblicato per la prima volta nel 1951, trasposto al cinema nel 1954 in una celebre pellicola con Marlon Brando nel ruolo di Napoleone, Désirée è uno dei più grandi bestseller della storia della letteratura con più di venti milioni di copie vendute.La storia vera di Bernardine Eugénie Désirée Clary, ragazza di Marsiglia che infranse il cuore di Napoleone Bonaparte e divenne regina di Svezia e Norvegia. "Il romanzo storico più irresistibile insieme con Via col Vento".Boston Post
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Hoepli, 13/10/2015
Abstract: La fisica della vela. Statica e dinamica dei liquidi. Gli elementi in cui si muove la barca. Equilibrio delle forze nella barca a vela. Lo scafo della barca tra stabilità e resistenza. La stabilità. La resistenza. Le forme dello scafo, i parametri significativi. Le appendici. La deriva. Il timone. Il piano velico. Teoria della vela. Tipologie di vele e attrezzature. Unire scafo vela ad appendici. Appendici. Bibliografia. Indice analitico.
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Manuale per l'osservatore calcistico. Tecniche e segreti dello sport più amato del mondo
Hoepli, 13/10/2015
Abstract: Gli italiani, dopo essere stati santi, poeti e navigatori, sono diventati tutti allenatori di calcio; inoltre tutti, proprio tutti, credono di essere osservatori di calcio: solo perché guardando una partita rimangono impressionati da questo o quel calciatore; e tutti, proprio tutti, fremono dalla voglia di segnalare questo o quel calciatore al Presidente o al Direttore sportivo famosi. In pochi sanno però che c'è una grande differenza fra il guardare e l'osservare una partita, fra il valutare il calciatore più bravo e il rilevare i dati di tutti i calciatori sul campo. È la differenza che c'è fra un passatempo e una professione. Lo scouting nello sport, in particolare nello sport statunitense, è una colonna portante del sistema da quasi cento anni; eppure lo sport più popolare al mondo, il calcio, ancora oggi fatica a renderlo una professione qualifi cata. Nel frattempo la Federazione Italiana Giuoco Calcio, nell'aprile 2015, ha riconosciuto uffi cialmente la fi gura dell'Osservatore calcistico, il quale oggi in Italia può accedere alla formazione professionale come prima era permesso solo all'Allenatore e al Direttore sportivo. Adesso l'Osservatore diventa a tutti gli effetti una professione del calcio e lo scouting si propone come la nuova frontiera per un calcio davvero moderno. Ecco quindi il primo manuale pensato e scritto per la fi gura dell'Osservatore calcistico: un volume che, utilizzato nei Corsi del Centro Tecnico Federale di Coverciano, indica i percorsi, le tecniche e le conoscenze che servono per ottenere tutte le competenze necessarie per operare a livello professionistico, ricordandosi sempre che il talento non ha età.