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Teatro Italia
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Parazzoli, Ferruccio

Teatro Italia

Il Saggiatore, 08/10/2020

Abstract: Il Prigioniero, il capo del più importante partito cristiano d'Italia, dopo essere stato catturato da uomini che minacciano la sua vita riceve in cella la visita di Satana, che lo tenterà nel corso di un viaggio notturno alla scoperta del futuro del paese. Il Presidente, espressione luciferina del potere che non tramonta mai, cerca di reagire ai sospetti di collusione con la mafia in seguito all'arresto di uno dei suoi uomini chiave. L'Esule, scappato in Tunisia dopo che gli scandali di corruzione hanno travolto la sua carriera politica, riflette, in limina mortis, sulla propria caduta. Il Leader, per oltre vent'anni il politico più amato e odiato d'Italia, è ora un ottantenne solo e abbandonato da tutti, circondato dalle rovine del proprio impero: il compleanno sarà l'occasione per rivivere la sua esistenza in un amaro monologo gonfio di ricordi, nostalgia e rimpianti. Il Papa si prepara a celebrare il Natale e, nell'attesa, dialoga con i predecessori sulla fragilità del proprio dicastero.Ferruccio Parazzoli indaga la storia politica e culturale d'Italia come se fosse un palcoscenico sul quale sfilano, una dopo l'altra, le maschere del potere. Teatro Italia è una messa in scena degli incubi che il nostro paese ha sognato durante la lunga notte degli ultimi cinquant'anni, tra stragi di Stato, mandanti inafferabili e omicidi senza colpevoli; una messa in scena i cui personaggi si muovono dai silenzi inquietanti nelle stanze di Palazzo alle carnascialesche danze macabre nei sotterranei delle ville. Un racconto poetico di ombre e fantasmi, che rappresenta quella parte della nostra identità collettiva che non sappiamo né vogliamo nominare.

Storia dell'umanità per gente che va di fretta
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Krause, Johannes - Trappe Thomas - Ferraresi, Silvio

Storia dell'umanità per gente che va di fretta

Il Saggiatore, 08/10/2020

Abstract: Questa storia inizia da un piccolo reperto, una minuscola falange fossile vecchia 70.000 anni appartenuta a una bambina: ci racconta di una nuova forma umana primitiva che abitava il nostro pianeta insieme ai Neanderthal e a Homo sapiens. Oggi, grazie alle nuove tecnologie di analisi genetica, in pochi grammi di osso è possibile scoprire, con una precisione impensabile fino a pochi anni fa, i segreti della nostra lunga epopea, a partire dal momento in cui i nostri progenitori hanno lasciato la culla dell'Africa per dirigersi verso l'Europa e l'Asia.Johannes Krause e Thomas Trappe hanno ricostruito in queste pagine il grande viaggio dell'umanità attraverso gli spostamenti dei popoli, gli scambi culturali e gli scontri che ne sono scaturiti, la domesticazione delle specie animali e vegetali, le sfide e le opportunità create dai cambiamenti climatici nel corso delle epoche. La nostra è una storia di grandi migrazioni e continui rimescolamenti, che nel corso dei millenni hanno dato forma al mondo che conosciamo anche attraverso mutamenti radicali: come l'arrivo delle popolazioni di agricoltori anatolici in un'Europa abitata da cacciatori-raccoglitori, le successive ondate migratorie dalla steppa asiatica che hanno lasciato tracce genetiche fino alle isole britanniche e la diffusione delle malattie infettive che hanno modellato le nostre vicende, dalla peste al Covid.Storia dell'umanità racconta con incisività e immediatezza il nostro lungo cammino attraverso i millenni dalle origini no a oggi; un racconto che dimostra come non sia possibile isolare geneticamente popoli e tantomeno nazionalità e come il nostro mondo sia nato da un irresistibile e inesauribile desiderio di mescolanza.

Il senso della fine. Studi sulla teoria del romanzo
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Kermode, Frank - Montefoschi, Giorgio - Zuppet, Roberta - Giglioli, Daniele

Il senso della fine. Studi sulla teoria del romanzo

Il Saggiatore, 02/07/2020

Abstract: "Esiste ancora un bisogno di parlare in termini umani dell'importanza della vita: un bisogno, che ci accompagna durante l'esistenza, di appartenersi, di potersi riferire a un inizio e a una fine."Qual è il rapporto tra romanzo e Apocalisse? In apparenza nessuno. Ma non è quello che pensa Frank Kermode, uno dei più importanti critici letterari del Novecento. La sua tesi, in questo libro ritenuto un classico, è che solo il romanzo abbia ereditato dall'immaginario apocalittico – in un'epoca secolarizzata come la modernità – quel "senso della fine" in cui trova forma la nostra umana pretesa che la vita abbia una struttura, un compimento, e non sia un lento sgocciolare verso il non essere attraverso le riarse sterpaglie del non senso. Apocalisse e romanzo postulano invece un disegno, una trama, una figura di destino, un "non ancora" saturo di possibilità che riscatti e dia senso anche a ciò che è già stato.Il senso della fine è oggi attualissimo, ora che l'immagine dell'Apocalisse, nella forma della catastrofe ecologica da noi stessi provocata, è tornata a bussare alle nostre porte, agitata da profeti veri o falsi che siano.

Il cinema secondo Hitchcock
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Truffaut, François

Il cinema secondo Hitchcock

Il Saggiatore, 02/04/2020

Abstract: L'autore dei Quattrocento colpi interroga provocatoriamente quello di Psycho. Il lungo, appassionante dialogo svela al lettore la vita e le opere di un uomo incredibile e di un regista straordinario. Analizzando la vasta produzione di Hitchcock, i due parlano di invenzioni visive, montaggio, talio delle inquadrature, narrazione. Ma il discorso sfocia volentieri nella sfera del sogno, dell'eros, delle emozioni e svela la figura enigmatica e geniale di Hitchcock, tanto rigoroso e metodico nella sua arte quanto umorale e lunatico nelle sue relazioni con il mondo. Un viaggio ipnotico nella mente di un uomo che con i suoi film è riuscito a segnare la storia della settima arte, ma soprattutto un grande libro sul cinema, frutto di lunghi colloqui tra due artisti consapevoli degli strumenti della propria arte.

Fotogrammi di un film horror perduto
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McClory, Helen

Fotogrammi di un film horror perduto

Il Saggiatore, 14/05/2020

Abstract: Una ragazza morta si materializza in casa di sconosciuti, prepara un caffè e si accende una sigaretta come se nulla fosse. Una donna serve a un picnic la propria mano spacciandola per prosciutto. Una madre prepara una torta con i resti spappolati di sacrifici umani. Un vampiro sviene perché non sopporta la vista del sangue. I racconti di Fotogrammi di un film horror perduto stendono sulle esili gioie della nostra quotidianità una patina sinistra e asfissiante; con una lingua vivida e tentacolare, satura di ambiguità e metafore allucinate, trasformano l'immaginario laccato della cultura pop in un brutto viaggio lisergico. Lo scenario si fa inquietante e fantastico – acqua grigia e gelida, foreste buie e cieli di cenere –, una tela lugubre che Helen McClory screzia di glitter rosa, di verde acceso, del rosso scuro del sangue, del rossetto e del velluto: con tocchi da cineasta compone fotogrammi che luccicano come i nostri migliori sogni e che allo stesso tempo ci perseguitano come i nostri peggiori incubi.

La vita è un sogno. Voci, volti, speranze e battaglie degli italiani. Dal Settecento al XXI secolo
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AA.VV.

La vita è un sogno. Voci, volti, speranze e battaglie degli italiani. Dal Settecento al XXI secolo

Il Saggiatore, 30/04/2020

Abstract: L'Italia delle grandi guerre, delle finestre serrate al passare delle ronde, dei soldati chiamati al fronte e delle mogli rimaste sole. L'Italia degli amori spezzati, dei figli scomparsi, della fame e della sete; quella delle famiglie con tanti fratelli e sorelle ma poco pane. L'Italia paese delle meraviglie, dei mestieri antichi, delle terre impareggiabili, dei racconti intorno al fuoco. L'Italia forgiata dalla fiamma dei miti popolari. L'Italia degli anni sessanta, tra lotte studentesche e bombe, scioperi e miracoli italiani, e quella degli anni novanta, con i computer in ogni casa, gli eccessi e le discoteche, le fantasie e le speranze di un millennio che finisce. L'Italia che sogna l'Italia dei nostri giorni e, poi, l'Italia che noi sogniamo.La vita è un sogno è un'opera corale che raccoglie le voci, i volti e l'anima del popolo italiano, e ne racconta i momenti indimenticabili, visti attraverso gli occhi di chi li ha vissuti in prima persona. Lettere, diari e memorie si intrecciano imprevedibilmente riscrivendo la più autentica e commovente storia d'Italia dal Settecento a oggi: dalle epidemie di colera alla claustrofobia delle trincee nella Prima guerra mondiale; dalla rinascita come società industriale all'inizio della rivoluzione informatica; dalla fatica dei contadini nei campi a maggese alla frenesia degli impiegati nelle grandi città; dai primi viaggi di fortuna in America al nuovo mondo in cui sono state abbattute le frontiere; dai balli sfrenati del dopoguerra al terrore delle stragi mafiose, all'emancipazione femminile, ai giochi dei bambini di un secolo fa e a quelli di oggi, agli amori travolgenti affidati a fogli di carta nascosti poi in un forziere, o all'impalpabilità elettrica di un messaggio su Internet.La vita è un sogno è il libro dei sogni italiani, e le testimonianze intime e universali che lo compongono ricostruiscono una sorprendente cosmogonia dell'immaginario nazionale, riportandoci, con orgoglio e nostalgia, alle nostre radici. Per ricordare, ma soprattutto per decifrare insieme il futuro.

L'infinito gioco della scienza. Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo
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Boncinelli, Edoardo - Ereditato, Antonio

L'infinito gioco della scienza. Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo

Il Saggiatore, 14/05/2020

Abstract: Nell'era della superficialità dell'informazione, in cui imperversano le fake news e al ragionamento critico si antepongono presunzione e ignoranza, la scienza sembra essere sotto attacco. Ma non è che un paradosso, perché mai come oggi la ricerca scientifica è stata così forte e affidabile.Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato, due scienziati italiani in prima linea nei rispettivi campi di indagine – la genetica e la fisica delle particelle –, ci raccontano che la scienza è bellezza, creatività,gioia della ricerca e della scoperta. È indagare e comprendere i misteri della natura, è lo sforzo di evocare nelle nostre menti l'universo intero. In fondo, la scienza è un gioco. Un gioco intellettuale e materiale, faticoso eppure attraente, in cui si procede per tentativi ma secondo regole ferree, in cui ogni conclusione è sempre provvisoria e il rincorrersi virtuosotra teorie e osservazioni porta a risultati sorprendenti.E non sono soltanto le applicazioni della ricerca scientifica a cambiare il mondo in cui viviamo e il nostro modo di pensarlo; è l'atto stesso del ricercare che lo modifica, introducendo novità e trasformazioni di ogni tipo. L'infinito gioco della scienza ci svela che il potere della scienza è proprio questo: la capacità di plasmare la realtà e di partecipare alla sua costante ricreazione. Una partita che Boncinelli ed Ereditato ritengono troppo emozionante per essere abbandonata: si resta in campo, quindi, a giocare il fantastico e infinito gioco della scienza.

Il primo giorno d'autunno al mondo
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Costa, Stefano

Il primo giorno d'autunno al mondo

Il Saggiatore, 14/05/2020

Abstract: "Driano è un uomo alla fine della vita. Malato, circondato da moglie e figlia nella sua abitazione sulle colline dell'Oltrepò pavese, assediato dalla preoccupazione per la vendita della casa natìa, è relegato su una sedia a rotelle in attesa di esalare l'ultimo respiro. Driano è un uomo da anni chiuso in un male oscuro, incomunicabile. Quando ancora riusciva a muoversi ha salvato dalla morte una talpa e, nel culmine della propriadisperazione, le ha chiesto di estinguere la razza umana. Ora, per compiere il desiderio di Driano mentre lui immobile osserva il verde dietro la finestra, nell'ombra della terra, tra le fronde degli alberi, nell'azzurro del cielo, la talpa ha radunato un esercito – volpe, barbagianni, capra, pipistrello, pavone – e si leva per combattere quella battaglia. Ma altrianimali hanno scelto di unirsi per fronteggiare le orde degli sterminatori e salvare gli umani – gabbiano, gallo, lupo, gatto, gazza, riccio. Ne verrà uno scontro epico che potrà avere termine solo con la morte degli uni e la vittoria degli altri.Stefano Costa dà vita a una favola inquietante di uomini e bestie, in cui la magia e la violenza della natura convivono con la dolorosa solitudine dell'esistenza. Il primo giorno d'autunno al mondo è un romanzo che ci racconta un microcosmo di incomprensione e isolamento, a un passo dalla distruzione: la narrazione di un luogo, allo stesso tempo reale e incantato, che lascia intravedere dietro ogni foglia e ogni filo d'erba lo sguardo feroce e perturbante del nulla."

Riscrivere l'economia europea. Le regole per il futuro dell'Unione
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Stiglitz, Joseph E.

Riscrivere l'economia europea. Le regole per il futuro dell'Unione

Il Saggiatore, 21/05/2020

Abstract: Il progetto sociale e politico dell'Unione europea è in crisi: il rallentamento della crescita, la recessione e la stagnazione dei salari negli ultimi anni hanno colpito duramente i paesi membri. Le difficoltà economiche hanno inasprito le tensioni sociali portando alla ribalta sentimenti e tendenze apertamente nazionaliste e antieuropeiste, delle quali il voto per la Brexit e la crisi dei migranti sono le espressioni più dirompenti.Per Joseph E. Stiglitz l'eccessiva fiducia in un neoliberismo aggressivo e in mercati non regolamentati ha privilegiato un'industria finanziaria spericolata e ha portato a un aumento della disuguaglianza tra i cittadini. Se si vuole recuperare l'identità originale del progetto europeo e preservare i valori fondanti dell'Unione – tanto più nel momento in cui sono messi a dura prova dalla pandemia –, è necessario ripensare radicalmente le politiche economiche e la loro applicazione. In Riscrivere l'economia europea, Stiglitz avanza le sue proposte di riforme possibili e ormai necessarie, etraccia il solco da seguire per strappare l'Unione dallo stallo economico e sociale in cui versa per fare in modo che il progetto europeo possa rifiorire, garantendo un futuro migliore ai cittadini e trasformando questo complesso organismo in una forza finalmente protagonista del mondo globalizzato.

Finzioni politiche
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Didion, Joan - Sullam, Sara

Finzioni politiche

Il Saggiatore, 21/05/2020

Abstract: Nel 1988 Joan Didion vola a Los Angeles e inizia a seguire la campagna presidenziale da una costa all'altra dell'America, raccogliendo le sue osservazioni sulle pagine della New York Review of Books. A spingerla, la convinzione che la politica americana sia una grande fucina di narrazioni posticce e il desiderio di smascherarle. Nei suoi reportage, confluiti in Finzioni politiche, Joan Didion viviseziona come un bisturila politica estera degli Stati Uniti, il ruolo dei media nella costruzione del consenso, le campagne elettorali giocate sull'annullamento delle differenze fra i partiti in corsa. Un viaggio attraverso un'America sfuggente e ingannevole, tra i volti bifronti dei candidati e le astuzie dei campaign managers, tra crimini di guerra e insabbiamenti, scandali e impeachment, colpi bassi e moralismo da talk show. A tenere le fila del racconto è la voce cruda e intensa di Joan Didion, il suo sguardo aguzzo e vivido che trapassa gli angoli oscuri e grotteschi della politica americana e ci indica le cancrene da cui tuttora stenta a guarire.

The Apocalypse Game. Scegli tu come far finire il mondo con Trump, Putin e Kim Jong-un
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Sears, Rob - Poerio, Giulia

The Apocalypse Game. Scegli tu come far finire il mondo con Trump, Putin e Kim Jong-un

Il Saggiatore, 21/05/2020

Abstract: In questo libro decidi tu la fine che ci aspetta. Pandemie, esplosioni nucleari, robot assassini… A ogni pagina dovrai scegliere il futuro del genere umano: proverai a salvarci o ci condannerai tutti a morte?Ops! Kim Jong-un ha appena fatto partire un missile nucleare contro New York. Vuoi provare a distruggerlo o far iniziare una guerra atomica, invitando anche Trump e Putin alla festa? Caspita, una misteriosa epidemia sta uccidendo milioni di persone rivoltandole come un calzino. Cerchi una cura per salvare l'umanità o lasci che la natura faccia il suo corso? Oddio, una creazione robotica di Elon Musk si è ribellata contro il suo artefice. Tenti di fermarla o le fai assoggettare il genere umano? E adesso ci mancava solo che un meme trasformasse in zombi assassini buona parte della popolazione mondiale. Vuoi trovare una soluzione o assistere (e, perché no, partecipare) alla carneficina? Sono queste le decisioni che prenderai in The Apocalypse Game. Se avessi un minimo di buon senso faresti di tutto per salvarci, ma… sicuro che ce lo meritiamo? A te la scelta.

L'arte di riposare. Come trovare sollievo dal mondo contemporaneo
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Hammond, Claudia

L'arte di riposare. Come trovare sollievo dal mondo contemporaneo

Il Saggiatore, 28/05/2020

Abstract: Se c'è qualcosa che manca nelle nostre giornate è il riposo: troppi impegni, una vita frenetica, sollecitazioni continue. Eppure siamo così assuefatti a questi meccanismi stritolanti che l'idea stessa del riposo viene vista con sospetto, come se fosse tempo sprecato o rubato a attività più produttive. Il pensiero di riservare più tempo a noi stessi ci provoca sensi di colpa, quasi fosse un desiderio proibito e irrealizzabile. Claudia Hammond ha scritto la guida definitiva alla sottile arte del riposo, accompagnandoci alla scoperta delle dieci attività più rilassanti di tutte. C'è chi ama camminare, godersi un bagno caldo, ascoltare musica o leggere un libro. C'è chi preferisce immergersi nella natura, perdendosi nella bellezza del paesaggio, e chi immergersi in una comoda poltrona perdendosi nella visione di serie televisive. E poi c'è chi trova piacevole passare il tempo in modi apparentemente dispersivi come sognare a occhi aperti, restare da solo e, una volta tanto, non fare assolutamente nulla.Il riposo non è la semplice assenza, temporanea, di lavoro o incombenze: anzi, paradossalmente richiede un certo impegno. È una filosofia di vita, un'arte che va appresa, una capacità fisica e intellettuale che va conquistata. Con L'arte di riposare ciascuno di noi può scoprire la nonattività che gli è più congeniale, liberarsi dalle catene di agende, programmazioni e scadenze e scoprire con meraviglia che il tempo perso è un tempo ritrovato.

Perché i gatti cadono sempre in piedi e altri misteri della fisica
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Gbur, Gregory J. - Doplicher, Luisa - Gewurz, Daniele A.

Perché i gatti cadono sempre in piedi e altri misteri della fisica

Il Saggiatore, 28/05/2020

Abstract: Chi di noi non ha mai guardato un filmato di gatti sul web? Ammettiamolo, sono davvero carini, fanno acrobazie straordinarie e riescono ad atterrare sempre in piedi. Quest'ultima caratteristica è quasi proverbiale e ha contribuito non poco ad alimentare la leggenda delle nove vite dei nostri amici a quattro zampe. Eppure scienziati, matematici e pensatori hanno faticato a capire come fanno i gatti a compiere certi movimenti; le teorie che hanno proposto coinvolgono diverse branche della fisica e della biologia.Gregory J. Gbur ha ricostruito con precisione e arguzia la storia scientifica della sinuosa elasticità dei gatti: l'entusiasmo del XIX secolo – ben prima dell'odierna invasione sui social –, gli esperimenti temerari, il paradosso di Schrödinger, le ipotesi bizzarre e anche l'imbarazzata ammissione della comunità scientifica di non riuscire a comprendere la meccanica dell'atterraggio. Nel 1969 questa elegante mossa felina (battezzata "piega e torci") è stata finalmente spiegata, ma il gatto ha continuato a far parlare di sé: come protagonista di ricerche sul movimento degli astronauti in assenza di gravità, modello per la costruzione di robot in grado di rimettersi in piedi senza danni o persino come autore di articoli universitari.Perché i gatti cadono sempre in piedi è un'ode ai felini, alle loro misteriose doti fisiche e alle capacità straordinarie che hanno affascinato nei secoli pensatori e scienziati, contribuendo a graffianti rivelazioni sul funzionamento e sulla natura dell'universo.

La città degli untori
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Stajano, Corrado

La città degli untori

Il Saggiatore, 04/06/2020

Abstract: Una città è un grumo di sangue e polvere. Una città è un quaderno di storie. Ma come si può raccontare un luogo come Milano, una metropoli che è stata così tante volte e in così tante forme cantata? Forse l'unico modo è cominciare proprio dal suo cuore di tenebra, dalle vie silenziose lungo le quali si diffuse la peste, dalle caserme-macellerie delle torture naziste, dai profili delle vittime dei terroristi disegnati col gesso sull'asfalto, dall'odore acre del tritolo tra le rovine di un edificio dilaniato da una bomba.È seguendo questo itinerario d'ombra che Corrado Stajano intraprende un viaggio nel lato oscuro di Milano, alla ricerca dei fili che tengono insieme il passato e il presente del capoluogo lombardo: dall'ultimo muro sopravvissuto del Lazzaretto manzoniano, nel cui recinto furono internati, accalcati gli uni sugli altri, decine di migliaia di appestati, all'aula della Statale di fronte alla quale fu assassinato il giudice Guido Galli; dalla Banca Centrale dell'Agricoltura di piazza Fontana, in cui il 12 dicembre 1969 proprio Stajano fu tra i primi a entrare dopo l'esplosione, al portico dell'Elefante nel Castello Sforzesco, dove ha trovato sede la lapide che ricorda la Colonna infame.Con lo sguardo dell'amante tradito in cerca di una verità sincera anche se dolorosa, Stajano affronta una dopo l'altra tutte le stazioni del contagio che ha trasformato la città lucente descritta da Bonvesin da la Riva nella vanitosa sede di un happy hour senza fine: la periferia operaia e orgogliosa, oggi alla mercé della speculazione edilizia da parte di padroni invisibili, come i luoghi dove si riuniva la borghesia più progressista d'Italia, tramutati ora nelle alcove della politica più corrotta e della finanza più crudele.La città degli untori, Premio Bagutta nel 2010, è un affresco letterario allo stesso tempo intimo e oggettivo, che con il passo della grande narrazione svela lo scheletro degenerato e fraudolento di quella che un tempo fu la capitale morale del paese.

Schumann. L'ultimo capitolo
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De Martini, Piero

Schumann. L'ultimo capitolo

Il Saggiatore, 04/06/2020

Abstract: Düsseldorf, 1856. Da due anni ormai Robert Schumann vive nell'isolamento della clinica psichiatrica di Endenich, non vede più l'amata moglie Clara e solo le rare visite concesse dai medici al giovane amico Johannes Brahms danno respiro a pomeriggi tutti identici, trascorsi a compilare elenchi su atlanti geografici e a esporsi ai demoni che insidiano la sua mente. A ossessionarlo è un Concerto per violino composto poco prima del ricovero. Che ne ha fatto? Perché non viene pubblicato? Perché Joseph Joachim, a cui è dedicato, non lo suona? Gli amici lo rassicurano con qualche promessa, con qualche mezza verità. Ma sono solo bugie pietose: non vogliono rovinare la reputazione del compositore con un'opera che non giudicano all'altezza, espressione di una mente già inabissata nella follia.È questa la dolorosa verità? Hanno ragione tutti coloro che, improvvisamente, a partire dal 1850, calano una scure d'indifferenza sulle opere del "genio malato"? Non è di questo avviso Piero De Martini che, con l'acribia del ricercatore e la dolcezza del discepolo, è andato sui luoghi estremi del passaggio di Schumann per riempire i vuoti dei testi biografici e dei cataloghi discografici. Scoprendo così opere messe troppo frettolosamente da parte da critici ed esecutori, di ieri e di oggi, che rappresentano un patrimonio importante e dimenticato di un autore che cercava di percorrere vie nuove senza essere compreso – le vie che porteranno a Mahler e a Schönberg.L'ultimo capitolo di Schumann è una biografia essenziale e commovente, che indaga la vita del compositore tedesco per capire meglio la sua opera. Perché mai come nel caso di Schumann la musica è specchio fedele della complessità di una natura geniale e poetica: l'urgenza con la quale si gettava nel comporre; il lacerante dualismo, élévation e ennui, che avvelena l'esistenza e arricchisce l'arte; la forza delle emozioni, tra l'amore sconfinato per Clara e la sconfinata malinconia; il sentimento di morte che mai lo ha abbandonato, fanno di questo eccezionale artista la quintessenza del Romanticismo in musica.

Fuga. Su "Dove osano le aquile"
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Dyer, Geoff - Bagnoli, Katia

Fuga. Su "Dove osano le aquile"

Il Saggiatore, 11/06/2020

Abstract: "Un aereo militare sorvola i picchi innevati delle Alpi bavaresi. Scritte rosse a caratteri teutonici appaiono in sovraimpressione sullo schermo. Il ritmo martellante della colonna sonora si fa sempre più serrato mentre la cinepresa nell'abitacolo ci mostra lo sguardo truce di un Richard Burton visibilmente pensieroso e il volto di ghiaccio di un Clint Eastwood pietrificato nell'espressione facciale che avrà per tutta la pellicola: gli occhi strizzati e ridotti a due fessure.Sono i titoli di testa di Dove osano le aquile e lo schermo è quello della casa di Geoff Dyer, su cui queste immagini sono passate decine e decine di volte. Il film di Brian G. Hutton occupa un posto privilegiato nella memoria dell'autore ed è una sonda che penetra a fondo nel suo passato. Fuga è il punto esatto in cui lo sguardo puntuto e sardonico di Geoff Dyer incontra l'immaginazione del bambino che è stato; è il tributo arguto e graffiante al rapporto che instauriamo con i miti fondativi della nostra giovinezza."

Io sono il mare
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Mazzucato, Caterina

Io sono il mare

Il Saggiatore, 11/06/2020

Abstract: "Il mare è un abisso di tenebra: ad andare troppo a fondo non si torna più. Una ragazza di quindici anni scompare nella notte, vicino alla Scogliera degli Angeli. Non ci sono tracce, non si trova il corpo; solo le scarpe sono rimaste, una sulla pietra, l'altra in acqua, a suggerirne il destino. La notizia travolge il paese, lì vicino: arrivano i telegiornali, poi i sommozzatori. Eppure, nulla. Sparita. Sul caso cala impietoso unvelo di indifferenza, a fagocitare ogni ipotesi e ogni pettegolezzo. C'è qualcuno però che non si arrende: un uomo, un appassionato di immersioni subacquee, decide di tornare in acqua per trovare la ragazza. A spingerlo è il desiderio di riscattarsi nei confronti della donna amata che lo ha lasciato e, insieme, di annegare nello sforzo la propria insostenibile sofferenza. Nella solitudine e nel silenzio delle profondità marine, tuttavia, circondato solamente dalla vastità e dalle creature dell'ombra, i ricordi lo travolgeranno e sarà costretto a rivivere tutto: il primo, romantico incontro; la passione, la felicità; l'ultimo dolore condiviso, l'addio straziante.Io sono il mare è un viaggio romanzesco in un universo rovesciato; un'immersione in un luogo senza tempo, in cui anemoni variopinti e coralli millenari dominano la superficie della Terra e animali estinti sopravvivono attraverso le forme di migliaia di specie differenti. Tra storie dimenticate e rimorsi mai confessati, nella sua ricerca disperata il protagonista dovrà esplorare ogni centimetro del fondale della sua anima fino a capire qual è la differenza tra ciò che sparisce per sempre e ciò che invece sa tornare a galla. Perché il mare è un involucro trasparente: più lo si indossa, più ci si rivela."

Passi falsi
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Blanchot, Maurice

Passi falsi

Il Saggiatore, 18/06/2020

Abstract: "Non aver niente da esprimere dev'esser preso nel senso più semplice. Qualunque cosa lo scrittore voglia dire è niente. Il mondo, le cose, il sapere non sono per lui se non dei punti di riferimento attraverso il vuoto. E lui stesso è già ridotto a niente. Il nulla è la sua materia. Respinge le forme attraverso cui questa gli si offre come se fosse qualcosa. Vuole coglierla non in un'allusione, ma nella sua propria verità."Prima raccolta di saggi di Maurice Blanchot, Passi falsi è uno snodo imprescindibile nello sviluppo del pensiero del critico francese. A fondamento di questo corpo di brevi analisi monografiche è l'indagine, letteraria e filosofica, sull'atto dello scrivere. Blanchot riflette sulla necessità di una transizione dai paradossi dell'angoscia a quelli del linguaggio. Lo fa senza mai disattendere le tensioni affettive che si fissano alle espressioni linguistiche, sottolineando però che il pathos dell'angoscia è, in ultima istanza, grottesco. "Uno scrittore che scrive: "Sono solo", o come Rimbaud: "Sono veramente d'oltretomba", può venir giudicato quasi grottesco" dichiara Blanchot, poiché "è grottesco prender coscienza della propria solitudine rivolgendosi a un lettore, e con mezzi che impediscono all'uomo di essere solo". Nell'indagine di Blanchot queste contraddizioni del linguaggio rivelano una carenza, un'assenza costitutiva, una totalità connotata dal segno meno, un vuoto centrale che rappresenta nel contempo l'irraggiungibile luogo d'origine della letteratura.Con Blanchot la linea di demarcazione fra opera critica e opera autoriale, tra critico e scrittore, si dissolve; protagonista assoluto è il linguaggio, esplorato nei saggi sulla poesia e sulla narrazione, sul silenzio e sul simbolismo, sul romanzo e sulla morale, sullo straniero, sull'enigma, sul tempo e sulla possibilità stessa della letteratura in Blake, Balzac, Rimbaud, Gide, Bergson, Rilke, Bataille, Sartre, Camus, Queneau e altri ancora.Frutto di una delle menti più fini della critica novecentesca, Passi falsi ci rammenta che il segreto della letteratura non è stato tradito: la fascinazione continua

No Planet B. Guida pratica per salvare il nostro mondo
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Berners-Lee, Mike - Capararo, Carlo

No Planet B. Guida pratica per salvare il nostro mondo

Il Saggiatore, 18/06/2020

Abstract: "Terra, xxi secolo. Ogni anno scompaiono fino a 10 000 specie. Le emissioni di anidride carbonica crescono esponenzialmente, ma i governi non riescono ad accordarsi per limitarle. Quando qualcuno percorre un chilometro con un diesel sottrae 7 minuti di vita al resto della popolazione. E anche se sviluppassimo le fonti rinnovabili, con gli attuali tassi di consumi da qui a 300 anni dovremmo coprire di pannelli solari ogni centimetro di terra per avere abbastanza energia. Benvenuti nell'Antropocene, l'epoca dominata dall'uomo.Mike Berners-Lee, però, è ottimista: il futuro del nostro pianeta non è segnato, non dobbiamo cercarcene un altro. Ci sono molte cose che possiamo fare, qui e ora, per cambiare il corso degli eventi. A partire dalle nostre abitudini alimentari: nelle scelte personali, per esempio diminuendo il consumo di carne e latticini; e soprattutto su scala globale, ridistribuendo la produzione di cibo tra i vari paesi, in modo che si smetta di sprecarlo in Occidente e morire di fame nel resto del mondo.Tra energia e sviluppo industriale, sovrappopolamento e organizzazione del lavoro, Berners-Lee passa in rassegna gli ambiti più problematici, propone soluzioni concrete per ridurre il nostro impatto ambientale e dà conto di tutto quello che la politica potrebbe fare per la sopravvivenza della Terra.NO PLANET B è una guida pratica per tutti coloro che hanno a cuore il futuro. Un libro sorprendente, che ci rivela come il nostro domani dipenderà non tanto dalla tecnologia, quanto dai valori che sapremo condividere per costruire un mondo più giusto ed equo. Trovando così finalmente una risposta alla domanda posta ormai da milioni di giovani: "Come possiamo continuare a vivere felicemente sulla Terra?"."

Nell'abisso. Storie di menti spezzate
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David, Anthony

Nell'abisso. Storie di menti spezzate

Il Saggiatore, 15/06/2020

Abstract: Patrick è convinto di essere morto e di non conoscere la donna con cui è sposato da vent'anni. Emma è in stato vegetativo da quando era bambina, eppure non presenta alcun danno cerebrale. Jennifer sente voci nella testa che le intimano di uccidersi. Amy è scossa da convulsioni alimentate da un trauma insondabile. Non c'è limite alla profondità dell'abisso in cui la nostra mente può precipitare.Sette capitoli, sette pazienti, sette storie. Con i suoi casi clinici il neuropsichiatra Anthony David unisce scienza e narrativa e, come un abile drammaturgo, fa parlare la malattia e insieme la persona, dando vita a racconti universali di sofferenza e perdita, ma anche di resistenza e speranza: il dramma di un padre convinto che i medici siano responsabili del male di sua figlia; la gioia di una donna che mostra i segni della guarigione; l'intimità tra medico e paziente nel momento in cui, ciascuno con gli strumenti che ha, improvvisano una jam session durante una seduta di analisi.Storie magnetiche che intrecciano empatia, comprensione e delicatezza, ma anche fermezza, rigore e metodo; fiabe nere dalla cui lettura si esce come da un labirinto e che ci consentono di guardare, con le vertigini, dentro l'abisso della condizione umana.Nell'abisso è un libro terribile e appassionante, per chiunque a un tratto abbia sofferto o perduto un pezzo della propria vita o identità e sia poi riuscito a riscattarlo; per chi ha cura della mente altrui come della propria; per chi si è sempre interrogato su che cosa significhi "coscienza" e quali siano i suoi contorni; per chi vuole meravigliarsi di mondi remoti e stabilire un contatto con il cosmo sconosciuto che alberga nella nostra testa.