Trovati 858173 documenti.
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Il rabbino e il commissario - Non uccidere
Emons Libri, 28/04/2023
Abstract: Quali sono i compiti di un rabbino? Insegnare ai ragazzi, per esempio, dispensare consigli e ascoltare i membri della comunità. Come Ruth Axelrath, venuta ad annunciare a Henry Silberbaum la decisione di trasferirsi in Israele e lasciare il marito spendaccione che sospetta di infedeltà. Prima di partire da Francoforte, la donna desidera fare una cospicua donazione per creare una biblioteca della comunità. Se non che, pochi giorni dopo, viene trovata morta. L'anziana signora soffriva di cuore, e il decesso per infarto non sorprende nessuno. Nessuno eccetto il rabbino Silberbaum, che nota sul comodino una banana in un piattino del servizio riservato alla carne: uno strappo non da poco per un'ebrea osservante. L'apertura del testamento non fa che consolidare i suoi dubbi. Così, sfidando lo scetticismo del commissario che si occupa del caso, e le minacce di licenziamento da parte del suo direttore, Henry Silberbaum comincia a indagare a modo suo. Ad aiutarlo ci sono il suo proverbiale umorismo ebraico ed Esther, la bella direttrice della casa di riposo a cui sta impartendo lezioni di religione...Primo volume della serie "Il Rabbino e il Commissario".
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: Il bar è il centro del mondo, ma anche un posto dove isolarsi, dove connettersi con altre persone, dove nascondersi o farsi ritrovare.Questo libro non racconta gli wine bar e i lounge bar, gli internet caffè e le cocktailerie, o quant'altro ci sta apparecchiando il nuovo che avanza. Racconta i bar di una volta che ancora ci sono e resistono. Li ritrova nelle periferie, nelle strade meno battute delle città turistiche, nei piccoli borghi. Un modo anche per ritornare ai ragazzini che eravamo, ai tempi dei ghiaccioli alla menta piperita, dei chewing-gum e dei bicchieri di spuma. Ma soprattutto per gettare uno sguardo su un pezzo di Italia, spesso liquidato come provincia. E per rivendicare con orgoglio l'appartenenza a quella varia umanità da bar di cui fanno parte baristi filosofi, statisti mancati, potenziali commissari tecnici della nazionale. Anche per ritrovare persone. Anche per essere ritrovati e ritrovarci.
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: Un'apologia dei passi e del guardare oltre, per comprendere quelli che sulla carta sono degli spartiacque tra culture e invece sono finestre su altri mondi. Il desiderio di salire in cima per poter conquistare un pezzo di orizzonte e un'altra avventura.I passi esistono ovunque ci siano montagne saldamente fissate al suolo e persone erranti che necessitano di attraversarle.E una volta giunti in cima è umano, oltreché naturale, fermarsi un istante a tirare il fiato e osservare il mondo da un'altra prospettiva. Nietzsche, uno che le montagne amava frequentarle, parlava del pathos della distanza: guardate da lontano le cose appaiono migliori. Perché da lassù, se il tempo è clemente, si riesce davvero a guardare lontano. Eppure ormai alla fatica del passo – salita o discesa, sempre fatica si fa – in tanti preferiscono l'anonima comoda rapidità del tunnel. E invece io "quando arrivo in alto mi sento felice, come un cammello che arriva all'oasi", come diceva Osvaldo Soriano. Da sempre mi attira quest'idea di arrivare in cima senz'altro motivo di soddisfare la curiosità di osservare che cosa c'è lassù, adocchiare che cosa si vede intorno, fare un'esperienza che prima o poi tornerà utile, sporgermi per vedere cosa si scorge in basso nella valle seguente e poi guardare l'orizzonte.
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Alessandra Beltrame, scrittrice e giornalista, ad accompagnarci in un cammino con le donne e per le donne. Un'esplorazione alla scoperta del senso delle donne per il viaggio, nomadi per sempre sui sentieri tortuosi e in salita dei diritti e della parità di genere, sulla strada per l'emancipazione e la libertà.
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Carte, coltello picciolo e carosello
Manni, 02/05/2023
Abstract: È il 4 aprile 1891 quando a Bari si tiene il primo maxiprocesso della storia: 179 imputati dai 15 ai 48 anni accusati di rapina, furto, lesione volontaria, porto d'armi abusivo, oltraggio a pubblico ufficiale e, soprattutto, di associazione a delinquere; 900 testimoni; 20 avvocati; 200 carabinieri e una compagnia di soldati, agenti e funzionari di Pubblica Sicurezza. Tra quelli istituzionali non esiste un luogo adatto ad ospitarlo: si affitta uno stabilimento industriale e si costruiscono due gabbie in cui saranno gli incriminati. L'aula, piena di familiari e conoscenti, è ingovernabile.In meno di due mesi sono interrogati gli imputati, ascoltati i testimoni, e il 23 maggio è pronunciata la sentenza di condanna; anche se, per quasi tutte le 70 testate giornalistiche che seguono il processo, non vi è alcuna prova di un'associazione a delinquere.Il 15 gennaio 1893 inizia a Taranto il cosiddetto "processo famoso", in una chiesa sconsacrata, e le gabbie dei detenuti sono le stesse di Bari: 104 imputati, tutti condannati.Enzo Ciconte ricostruisce le vicende di questi processi attraverso la stampa dell'epoca, le deposizioni, gli atti giudiziari e l'Archivio Centrale dello Stato. E li situa nel contesto della Puglia di quegli anni, di miseria e disoccupazione.Analizza la situazione delle carceri pugliesi, in cui la malavita, discendente diretta della camorra e della 'ndrangheta, fin dalla seconda metà dell'Ottocento riesce a proliferare, grazie anche alla corruzione delle guardie e alla loro connivenza con i detenuti.È un'organizzazione che detta le regole, stabilisce rituali di affiliazione, impone il pagamento del pizzo, che ha al suo interno una gerarchia, dei gradi con nomi precisi e un sistema di reciproci obblighi da rispettare.Ciconte racconta una storia avvincente che illumina le origini della malavita pugliese e della storia delle mafie in Italia.
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Capire i Balcani orientali. Bulgaria, Romania, Moldova: dal 1989 ai giorni nostri
Bottega Errante Edizioni, 02/05/2023
Abstract: Sempre più spesso meta preferita dai turisti grazie alla crescita del numero di voli low cost, i Balcani orientali restano oggi uno spazio europeo per molti versi sconosciuto. Negli oltre trent'anni ormai trascorsi dal crollo del muro di Berlino e dalla fine dell'Unione Sovietica, poche volte questi paesi sono balzati agli onori delle cronache. L'autore si occupa da anni dell'est Europa, e in questo volume traccia una ricca panoramica delle caratteristiche e dei fenomeni che contraddistinguono Bulgaria, Romania e Repubblica di Moldova dalle origini ai giorni nostri: dall'aspetto geografico a quello linguistico, dalla geopolitica al turismo, dalla cultura alle migrazioni, dall'economia alla società.Con un contributo di Moni Ovadia
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Il Saggiatore, 11/05/2023
Abstract: Quando Franz Kafka passava le giornate rinchiuso in un ufficio di Praga, teneva gli occhi fissi sull'orologio. Quelle ore non passavano mai, nutrendo la sua speranza "di sedersi un giorno sulle sedie di paesi molto lontani, di guardare dalle finestre dell'ufficio su campi di canna da zucchero o su cimiteri musulmani": luoghi remoti, della realtà o della finzione, che avrebbe raggiunto solo per il tramite della scrittura, quella "spaventevole occupazione della quale ho tutta la sventura di dover ora fare a meno".In questa immagine ci sembra quasi di vederlo, quell'impiegato un po' schivo con le sue velleità letterarie. Ed è questa l'abilità di Klaus Wagenbach nel raccontare Franz Kafka: riuscire a renderlo vivo all'interno del piccolo mondo quotidiano di cui faceva parte, nel suo chiuso ambiente familiare; penetrare attraverso le testimonianze dirette (lettere, diari, fotografie) quella solitudine in cui l'artista è maturato e ha trovato modo di esprimersi. Dal rapporto conflittuale con la sua città e con il padre alle fughe in campagna, dalle nevrosi lavorative ai complessi rapporti con le donne, Wagenbach racconta la vita di Kafka come una ostinata, febbrile battaglia per esistere pienamente.Questa nuova edizione di Kafka, corredata dalle immagini dell'Archivio Klaus Wagenbach, ci restituisce lo scrittore praghese in tutte le sue sfumature: nella facciata esteriore di una vita insoddisfacentemente ordinaria, borghese e conforme alle richieste di padri e capiufficio; ma soprattutto nell'interiorità di un fuoco insaziabile, capace di animare alcune tra le pagine più importanti della letteratura mondiale.
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Il Saggiatore, 04/05/2023
Abstract: Il castello è l'ultimo romanzo scritto da Franz Kafka, che torna ora in una nuova traduzione.Nel 1917 Kafka si prese una lunga licenza dal lavoro e partì per Zürau, dove abitava la sorella Ottla, nelle campagne della Boemia. Era un tentativo di lasciarsi alle spalle l'ufficio, il padre, Praga. Anni dopo, preso dalle sue vicende sentimentali e con la tubercolosi che iniziava ad aggravarsi, dovette ripensare a quel luogo dove, su una collinetta, c'era un imponente edificio, presumibilmente un granaio, che sembrava chiedere il rispetto di abitanti e contadini.Una simile dinamica – una grande costruzione che domina un piccolo villaggio – è il cuore di questo romanzo. K., il protagonista, giunto presso un castello per rivestire il ruolo di agrimensore, si muove in queste pagine come perso in un labirinto. Già solo essere ricevuto dal datore di lavoro, il signor Klamm, gli sembra impossibile: l'incontro viene infatti sempre ostacolato, posticipato, deliberatamente evitato. Nel frattempo K. troverà un amore, verrà vessato dai suoi aiutanti e consumerà le forze battendosi per qualcosa che continuerà a sfuggirgli; fino – nella conclusione riferita da Max Brod, amico di Kafka e curatore postumo dell'opera – all'esaurimento totale e alla morte.Interpretato come metafora della divinità imperscrutabile, del capitale che schiaccia i sottoposti, di una burocrazia che tutto regola e tutto confonde, il castello al centro di questa storia resta a oltre un secolo di distanza un simbolo aperto. Nella parabola di K. ognuno di noi può vedere qualcosa della propria, perché la lotta per il senso è qualcosa di universale: una chimera grottesca e tragica, che nessuno ha saputo descrivere come Kafka.
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Il Saggiatore, 05/05/2023
Abstract: Il disperso è il primo romanzo di Franz Kafka, il cosiddetto "romanzo americano", pubblicato postumo da Max Brod, l'amico cui Kafka aveva richiesto di bruciare le sue opere. Uscito nel 1927 come America, in questa nuova traduzione torna a vestirsi del titolo con cui Kafka, nelle sue lettere, vi si è sempre riferito.Franz Kafka non ha mai visitato l'America. Non si è mai imbarcato su una nave transatlantica, non ha mai visto la Statua della Libertà entrando nell'Hudson e non ha mai tentato di guadagnarsi da vivere in un luogo sconosciuto e soverchiante come la grande metropoli statunitense. Eppure l'America simboleggia per lui il mondo avviato verso la modernità e la tecnologizzazione, un luogo di libertà illimitata dove tuttavia è facilissimo perdersi, ingannarsi e rimanere intrappolati.Proprio quanto accade al giovane e innocente Karl Rossmann, primo dei grandi protagonisti kafkiani, che viene spedito a New York dalla famiglia dopo essersi lasciato sedurre da una giovane domestica, poi rimasta incinta. Karl non fa in tempo a scendere dalla nave che subito si ritrova sballottato tra personaggi con i quali è impossibile costruire rapporti sinceri, condotto in luoghi labirintici e accusato di colpe che non ha commesso, finché non intraprende un ultimo viaggio verso la promessa di un luogo che lo possa finalmente accogliere, il Teatro di Oklahama.Allo stesso tempo sintesi dei temi ricorrenti nell'opera di Kafka – la solitudine, il senso di abbandono, la frustrazione per l'irrazionalità delle disgrazie –, questo romanzo riesce a mostrare qualcosa di più rispetto agli altri testi, qualcosa di inaspettato e che, a causa della mancata conclusione definitiva, appare solo accennato: il barlume di un lieto fine. Una possibilità di redenzione.
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Il Saggiatore, 08/05/2023
Abstract: Il processo è il più celebre tra i romanzi di Franz Kafka. Pubblicato postumo dal curatore e amico Max Brod contro la volontà dell'autore, che lo aveva destinato alla distruzione, in questa nuova traduzione torna a essere presentato nella sua forma originaria.Dopo molti ripensamenti, nel luglio 1914 Kafka prende la decisione di recarsi a Berlino per sciogliere il fidanzamento che lo lega a Felice Bauer. Il già difficile colloquio avviene in una stanza d'albergo, alla presenza della sorella e di un'amica di lei. Nei suoi diari, lo scrittore paragona quel con- sesso a un "tribunale". Che sia o no una coincidenza, di lì a qualche settimana inizierà a lavorare a una nuova opera narrativa, che intitolerà proprio Der Proceß: "il processo".Una mattina Josef K., protagonista del romanzo, viene dichiarato in arresto. Non ha fatto nulla, sa di non aver commesso alcun reato, eppure è proprio lui che cercano. Immaginando un grottesco disguido, Josef sceglierà allora di reagire come la sua mentalità pratica gli suggerisce: con la ragione. Ma la ragione nei romanzi di Kafka serve a poco o nulla. La colpa di Josef K., qualunque essa sia, richiede un castigo, che si dispiega nella sua arbitrarietà non solo nella condanna finale, ma in tutto ciò che avviene in mezzo: dover lottare ogni giorno tra avvocati, interrogatori e udienze per raggiungere la libertà.In questo romanzo il senso di una medesima, surreale claustrofobia finisce per avvolgere anche il lettore. Pagina dopo pagina, una vita libera dalle circostanze esterne, dalle convenzioni sociali, dal potere dell'Altro su di noi, appare infatti sempre più irraggiungibile. Una consapevolezza che è frutto di una capacità unica di Franz Kafka: riuscire a farci osservare dentro noi stessi con una precisione quasi dolorosa; senza filtri, senza alibi, senza false illusioni.
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Marzahn, mon amour. Storie di una pedicure
L'orma editore, 05/05/2023
Abstract: Quando la vita ristagna, è tempo di cambiarla.A quarantaquattro anni Katja si divide tra una carriera di scrittrice assai traballante e una vita famigliare sempre più scialba. Sulla sua scrivania, un romanzo che nessuno vuole pubblicare. Ma un giorno, seguendo il più inaspettato dei consigli, si iscrive a un corso da estetista e finisce a lavorare come pedicure a Marzahn, quartiere di palazzoni alla periferia di Berlino, monotono e grigio soltanto all'apparenza. Questo nuovo impiego, che presto scopre di amare, le apre le porte di un'intimità fatta di chiacchiere minute e grandi confessioni.Con sguardo ironico e partecipe, Oskamp condensa intere vite in poche pagine, raccontando il variopinto mosaico di una comunità piena di storie da ascoltare. Incontriamo così la sarcastica signora Frenzel che "non si lascia rovinare l'umore da niente e da nessuno", conosciamo il signor Hübner, sedicente depresso che di professione scrocca cure allo Stato, seguiamo la straordinaria odissea di Gerlinde Bonkat, profuga "immune a ogni vittimismo" che a ottant'anni fa ancora tutto di testa sua.Tra calli e massaggi, una commedia umana in miniatura.
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Marcos y Marcos, 17/05/2023
Abstract: Matsuyama Kaze è un samurai viandante – un ronin – in cammino verso Osaka; con lui, una bambina dall'intelligenza tagliente.Sulle loro tracce un manipolo di guerrieri a cavallo, assetati di vendetta. Il samurai ha ucciso il capo del loro clan.Nella loro fuga molto zen, incappano in una serie di omicidi irrisolti.I sospetti ricadono sui seguaci di una religione venuta dall'Europa, i kirishitan.Occhi aperti, orecchie tese, muscoli sempre all'erta: la via della spada porta dritta al cuore del mistero, rivelando scomode verità.Delicato, avvolgente, sottile: locande e castelli, avventura e sapienza orientale nella terra dei samurai.
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Codice Edizioni, 15/05/2023
Abstract: Londra, in un futuro non troppo lontano: l'editoria ha affidato a un software il compito di rintracciare i plagi nei manoscritti, e il genere di gran lunga più popolare e redditizio è la poesia. Un narratore senza nome, editor di una rivista letteraria, dopo essersi aggirato per un festival culturale incontra al bar dell'hotel Travelodge Solomon Wiese, poeta e plagiatore recidivo. Nel corso di una notte, Solomon Wiese racconta al narratore la sua storia: il primo plagio, la fuga in campagna lontano da Londra, unico centro culturale riconosciuto, infine la decisione di pianificare il rientro sulla scena, costruendosi un esercito di finti follower su un social dedicato alla poesia e saccheggiando la produzione degli ignorati poeti locali. In questo suo primo romanzo, Sam Riviere ci regala una satira crudele dell'ambiente letterario, incapace di prendersi la responsabilità di cercare nuove voci e spingersi oltre le strade più battute e sicure, dei festival letterari asfittici e autoreferenziali, della letteratura al servizio delle piattaforme social e delle infinite discussioni sulle opere derivative. E lo fa sfidando il lettore a cimentarsi con un unico, lunghissimo paragrafo (non a caso la stampa internazionale ha accostato "Anime morte" alle opere di Roberto Bolaño e Thomas Bernhard) che non concede respiro e che di volta in volta fa riflettere, ridere, indignare, e forse riconoscersi.
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Onda su onda. Dentro lo straordinario mondo delle frequenze
Codice Edizioni, 04/05/2023
Abstract: Cos'hanno in comune la "macchina dei terremoti" inventata da Nikola Tesla, le attività paranormali in un laboratorio dell'Università di Coventry e il canto di una balena solitaria? Frequenze, onde e vibrazioni sono fenomeni intangibili, sui quali c'è ancora molto da scoprire, ma che hanno un grande impatto sulle nostre vite. Richard Mainwaring – musicista, produttore e presentatore – li spiega mescolando scienza, storie eccezionali e citazioni musicali, e usando come strumento narrativo il suo Pianoforte Infinito, che include tutte le frequenze possibili, quelle che possiamo sentire e quelle impercettibili al nostro orecchio. Onda su onda non è solo un libro di musica, perché la musica non è che una delle tante forme di frequenza con cui abbiamo a che fare; e non è neanche un saggio di fisica, perché nelle sue pagine si parla di buchi neri e origine dell'universo, ma anche di elefanti e arcobaleni, di armi soniche e apparecchi medici, di ragni danzanti, del diapason di Händel e di suoni fantasma. È un libro che intreccia tutti questi elementi e altri ancora, guidandoci alla scoperta di un mondo nascosto e affascinante.
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SUR, 11/05/2023
Abstract: La scuola sta per finire, ma non sarà un'estate facile per la dodicenne Francie. Suo padre è disoccupato e per sbarcare il lunario raccoglie le giocate dei "numeri", la grande lotteria clandestina le cui estrazioni quotidiane sembrano scandire la vita degli abitanti di Harlem. E mentre tutti intorno a lei si arrabattano per sopravvivere, tra (rare) vincite e (molti) debiti, Francie affronta l'inizio dell'adolescenza, un'età in cui può ancora sognare a occhi aperti il suo attore di Hollywood preferito, e al tempo stesso sa di dover essere abbastanza sveglia per non fare la fine della Cinesina, la sorella della sua migliore amica, costretta dal violento Alfred a prostituirsi. O la fine di Sterling, il suo fratello maggiore, pericolosamente avviato sulla strada della piccola criminalità con la gang del quartiere. Quando papà dava i numeri, l'esordio letterario di Louise Meriwether oggi considerato un classico moderno, è un ritratto vivissimo della Harlem del passato, un omaggio allo spirito di solidarietà e all'orgoglio di un popolo, ma anche un'emozionante storia di crescita personale, disperata e comica, raccontata dalla voce briosa e disincantata della giovane protagonista.
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Un'altra didattica è possibile. Esempi e pratiche di ordinaria didattica inclusiva
Edizioni Centro Studi Erickson, 03/05/2023
Abstract: Questo pratico manuale presenta i migliori esempi e le migliori pratiche di didattica inclusiva, pubblicato in occasione del 13° convegno "La Qualità dell'Inclusione scolastica e sociale" si rivolge agli insegnanti e a tutte le figure coinvolte nel processo educativo.Il volume raccoglie le voci, le storie e le esperienze di chi ha realizzato i 15 punti che costituiscono l'implementazione delle varie forme di didattica inclusiva.Una premessa, che inquadra a livello teorico l'argomento trattato, precede il racconto di ciascuna delle buone prassi, co-progettate e realizzate grazie a una proficua collaborazione tra insegnanti e una condivisione costruttiva con tutte le figure educative che quotidianamente lavorano per rendere la nostra scuola sempre più inclusiva.Le azioni concrete e significative presentate forniscono spunti e indicazioni per gestire i vari aspetti della complessità in ambito educativo-didattico, promuovendo così apprendimenti ed esperienze formative, nell'ottica della valorizzazione delle differenze di ciascun alunno.
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Edizioni Centro Studi Erickson, 03/05/2023
Abstract: Nello sport, la meta è diventata più importante del cammino? Perché chi arriva secondo è considerato perdente? L'errore, le sconfitte, sono alla base del successo? A queste e a molte altre domande risponde Paolo Crepaz, con l'aiuto di storie e di sportivi che hanno saputo vincere e perdere.Lo sport, per nostra fortuna, quello vero, quello praticato, non quello infarcito di talk show, gossip e spot pubblicitari, continua ad alimentare i sogni di tante ragazze e tanti ragazzi, è fonte di gioia, aiuta a crescere e consente di guardare con speranza al futuro.Nessun bambino si presenta in palestra o in piscina con una richiesta del tipo: "Vorrei essere inserito in un efficace percorso educativo che mi permetta di sviluppare, in un contesto relazionale, le mie personali qualità fisiche, motorie e psicologiche".La sua domanda è molto più semplice e diretta: "Posso giocare?".Accanto a questa c'è un'altra domanda, per lo più implicita, carica di speranza, a volte di preoccupazione: quella dei genitori che avvicinano i figli al mondo dello sport per cercare di offrire loro un contesto formativo positivo. Due appelli diversi, che vanno accolti e presi molto sul serio. E che esigono la risposta ad alcune questioni cruciali: lo sport fa bene? Aiuta a crescere? Forma il carattere? Include o seleziona?Collana Ostacolo obliquoLa collana Ostacolo obliquo, diretta da Paolo Crepaz, intende l'ostacolo obliquo come simbolo di un'attività sportiva dove ogni persona, in base alle personali abilità, può sperimentare l'adeguatezza e il successo della propria azione. La collana Ostacolo obliquo, rivolta ad atleti, genitori, insegnanti, tecnici e operatori sportivi, mira ad avvicinare allo sport secondo una prospettiva equa e inclusiva.
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Terre di mezzo, 15/05/2023
Abstract: Due bande di ragazzini si affrontano per il controllo del boschetto dentro la fortezza di Grosseto. I padroni indiscussi sono sempre stati "i piazzaioli", ma ora anche "i tripolini", stanchi di giocare nel fango, vogliono andare a far baldoria in città. Si danno appuntamento sabato: la battaglia sarà decisiva. Diaccino è il più gracile, ma è intelligente e il capo, Adorno, se lo tiene accanto. Tra teste bucate e occhi neri, le cose però non vanno come previsto: c'è una spia, e deve essere punita. Un racconto crudo e coinvolgente che ci riporta alle grandi zuffe di quando eravamo bambini, e ci ricorda come erano limpidi allora i concetti di lealtà e di giustizia.
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Idest, 11/05/2023
Abstract: Il volo e le complesse implicazioni, anche educative, che l'elevarsi da terra comporta sono al centro del numero 138 di LiBeR. Abbiamo costruito un percorso di riflessioni e approfondimenti che spazia dal volo compiuto mediante strumenti tecnologici – dai primi aquiloni progettati nell'antica Cina per sollevare da terra gli esseri umani alle navicelle spaziali in grado di raggiungere luoghi lontanissimi dal nostro pianeta – al volo come metafora di conoscenza, sfida estrema alla staticità e all'immobilità. Il volo come scoperta e come avventura, dunque, ma anche come dimensione interiore, come aspirazione, come utopia.La letteratura per l'infanzia, così come la narrazione in generale, è gremita di riferimenti al volo in tutte le sue accezioni, ma anche discipline come la storia, la sociologia, l'antropologia e la psicoanalisi possono offrire prospettive interpretative particolari e permettere di cogliere valenze inaspettate e di approfondire aspetti peculiari di questo tema.Contributi di: Adalinda Gasparini, Fabio Caffarena, Silvia Bevilacqua, Pino Boero, Anna Antoniazzi, William Grandi, Maria Lucenti, Piera Lombardo. In questo numero le illustrazioni sono realizzate dagli allievi del Mimaster di Milano.
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Sportive: la partita della parità
Edizioni Centro Studi Erickson, 03/05/2023
Abstract: Il volume richiama l'attenzione sul rapporto tra genere e sport focalizzandosi sui vissuti e le storie di donne diverse che hanno attraversato lo spazio sportivo, conseguendo risultati di particolare rilevanza e significato. Per fare dello sport un luogo aperto, slegato dai pregiudizi.Come raccontare un'altra storia, un altro modo di fare attività sportiva, dove siano finalmente bandite espressioni del tipo "no, tu no, queste non sono cose da femmina"?Come rimuovere, nello sport, gli ostacoli e i condizionamenti legati al genere, all'identità di genere, all'orientamento sessuale, alla provenienza, all'etnia, alla condizione sociale e personale, all'età, alle opinioni, alle abilità?Nato dall'intersezione di due prospettive, quella di genere e quella educativa, questo libro contiene un invito appassionato a fare dello sport un luogo aperto, slegato dai pregiudizi, e dell'educazione sportiva una parte irrinunciabile della formazione personale e collettiva, orientata al benessere psico-fisico, lungo tutto l'arco della vita.Consigliato aIl volume è uno strumento rivolto a tutte quelle persone che, con ruoli differenti, incontrano e attraversano il mondo dello sport. È per coloro — donne e uomini — che si occupano di formazione, di educazione giovanile, di animare la vita sociale di una comunità: studenti/esse, insegnanti, allenatori/trici, dirigenti, genitori, amministratori/trici, sponsor, volontari/e, cittadini/e.Collana Ostacolo obliquoLa collana Ostacolo obliquo, diretta da Paolo Crepaz, intende l'ostacolo obliquo come simbolo di un'attività sportiva dove ogni persona, in base alle personali abilità, può sperimentare l'adeguatezza e il successo della propria azione. La collana Ostacolo obliquo, rivolta ad atleti, genitori, insegnanti, tecnici e operatori sportivi, mira ad avvicinare allo sport secondo una prospettiva equa e inclusiva.