Trovati 858188 documenti.
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Emma Books, 03/09/2014
Abstract: Ernesto porta a spasso una pietra convinto che si tratti di sua figlia, Robertino crede di trovarsi su Marte in ostaggio degli alieni e Luisa, sicura di essere di nuovo giovane, aspetta il marito, già morto da un pezzo. Il 16 giugno 2004, a Pont Canavese, un piccolo paese in provincia di Torino, si abbatte una violenta pioggia di meteoriti. Anche se nessuno rimane ferito, le vite di Ernesto, pacato signore di mezza età, Luisa, ultraottantenne suonata, e Robertino, bambino pieno d'immaginazione, subiscono uno sconvolgimento improvviso.Partendo da questo evento naturale, eppure così straordinario, Carlotta Balestrieri ci trasporta in un mondo folle e visionario con uno stile a tratti pulp a tratti nostalgicamente grottesco.
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Ebook @ Women, 17/04/2014
Abstract: I delfini, ipotizza Bateson, in una fase della loro evoluzione, furono "abbastanza sconsiderati da invischiarsi nel gioco delle relazioni".Cosa avviene sotto la superficie degli eventi di tutti i giorni? Fare un tragitto in ascensore, discutere di come si fa un Martini o di chi deve annaffiare una pianta grassa, prendere la parola in pubblico, cercare di individuare un interlocutore che non si riconosce, stringersi la mano? Equivoci, imbarazzi, conflitti. Questi racconti, brevi o brevissimi, registrano i movimenti minimi, appena percepibili della comunicazione, tra uomini e donne, tra donne e donne, azzerando gli automatismi delle parole e dei gesti quotidiani, interrogando i silenzi, fino a sfiorare il dramma passando per il riso, o viceversa.
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Femminismi musulmani. Un incontro sul gender Jihad
Ebook @ Women, 29/05/2014
Abstract: È possibile che donne fra loro diverse – italiane e marocchine – di diversa fede religiosa – musulmana e cattolica – oppure laiche e non credenti, si incontrino in un comune percorso di ricerca e di reciproco riconoscimento? È possibile, in un contesto che spesso ancora vede nelle differenze culturali un dato naturale, indiscutibile e immutabile? È difficile ma possibile, ed è accaduto a Ravenna, quando la relazione fra donne diverse si è fatta paziente, quando si è scoperta l'esistenza di un elemento comune e arcaico, il patriarcato, che con radici profonde attraversa epoche, culture e continenti fra loro lontani. Una scoperta che ci ha dato forza, perché ha consolidato in ognuna di noi la speranza che la libertà sia possibile e singolare. Ognuna con la sua storia.Un percorso comune di ricerca e di riconoscimento è dunque possibile quando la relazione fra donne tra loro diverse viene mostrata nella sfera pubblica e assume così il carattere dell'azione politica, che segnala la dimensione civile e non solo culturale e interiore dell'incontrarsi. Di questo incontro, fatto di ricerche personali messe poi in comune, e di riflessioni scambiate, questo libro è archivio di memoria e testimonianza.
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minimum fax, 02/09/2022
Abstract: Che siano falegnami sul set di un film porno, puntigliosi riparatori di macchine da scrivere o sceneggiatori di successo finiti in un ospedale psichiatrico, i personaggi di questi otto racconti lottano per superare il trauma di un abbandono o di una violenza, per comprendere la deriva delle persone amate, per mantenere la propria umanità in un'America marginale e dolente, provinciale e uggiosa.La scrittura precisa e potente di Charles D'Ambrosio - schivo e poco prolifico, ma acclamato dalla critica americana come uno dei maestri della narrativa breve - li riscatta, regalandoci un capolavoro dal fascino oscuro da cui, come ha scritto il Seattle Times, "è quasi impossibile staccare gli occhi"."D'Ambrosio scava in una vena ricca, profonda e pericolosa del cuore di roccia spezzato della narrativa americana. I suoi personaggi vivono vite che ardono di una luce cupa e intensa come la prosa che li crea. Nessuno, oggi, scrive racconti migliori di questi". Michael Chabon
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minimum fax, 11/09/2014
Abstract: Il libro d'esordio che nel 1995 ha svelato al pubblico americano Charles D'Ambrosio, immediatamente considerato uno dei migliori scrittori della sua generazione. Sette lunghi racconti sul dolore e la speranza, lo smarrimento e la scoperta di sé, popolati di bambini troppo saggi e adulti allo sbando, morti ingiuste e attimi di redenzione. Ogni pagina ha il dono della grazia, ed è impossibile non restarne incantati.
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Le avventure di Layka, cagnetta spaziale
Ebook @ Women, 10/09/2014
Abstract: "Il 3 novembre 1957 una cagnetta fu imbarcata a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2: il suo nome era Layka.La piccola cagnetta ci racconta, con voce umana, la sua storia dalla preparazione del viaggio spaziale all'arrivo sul pianeta Gora.Tra fantascienza e ucronia Teresa Noce si tuffa nel mondo del "se fosse": se Layka fosse sopravvissuta al lancio? Se fosse atterrata su un pianeta? E se questo pianeta fosse abitato?Il risultato narrativo è brillante, l'autrice attraverso le avventure fantastiche di Layka riflette sulla storia e sulla società del suo tempo, quella degli ultimi anni Cinquanta, e con gli occhi del dopoguerra guarda indietro alle conseguenze dei totalitarismi - e più personalmente alle stragi del nazifascismo - e non può che approdare in altri mondi possibili..."A Gora non ci sono esseri superiori ed esseri inferiori, bestie ed umani, padroni e servitori. Vi sono soltanto esseri differenti che hanno diritto a vivere secondo la propria natura. Vi è una sola legge assoluta ed inflessibile [...] non uccidere la vita, per nessuna ragione". (Teresa Noce, Le avventure di Layka, cagnetta spaziale)"
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Le persone, soltanto le persone
minimum fax, 11/09/2014
Abstract: Un incontro casuale durante una festa scaraventa Tiziano nella dimensione parallela di una relazione extraconiugale dalla quale non riesce più a schiodarsi. Due amici, di cui un ex tossicomane, si ritrovano dopo anni con i segni dell'invecchiamento ben visibili ma le ossessioni intatte. E cosa ci fa Italo Calvino nell'appartamento di un precario degli anni Settanta, con un pezzo di hashish in mano e la testa piena di pensieri ostili verso il boss dell'editoria nazionale, Pier Paolo Pasolini? Christian Raimo torna al racconto, e lo fa con una raccolta in cui i sentimenti che tengono in piedi (o che distruggono) le nostre vite vengono esplorati con un nitore e una forza impressionanti. Tradimenti, passioni, errori che possono costare caro, e quella prova tanto difficile quanto rigenerante che è il perdono. Le persone del titolo siamo in fondo proprio noi, gettati nell'arena di questi giorni, fragili, instabili, sempre sul punto di cadere. Ma anche noi che, quando tutto sembra perduto, siamo miracolosamente in grado di riconoscerci l'un l'altro come amanti, fratelli, simili, alle prese con la nostra occupazione più importante: la vita, sempre la vita.
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Rock encyclopedia e altri scritti
minimum fax, 02/10/2014
Abstract: Nel 1959 sbarca a New York una giovane giornalista australiana. Donna indipendente, scrittrice brillante, osservatrice acuta e affamata di novità: il suo nome è Lillian Roxon, e in dieci anni intensissimi, vissuti gomito a gomito con gli artisti, i musicisti e gli intellettuali più in vista degli anni Sessanta, rivoluzionerà il modo di raccontare la cultura pop e i fenomeni giovanili. Nel 1969, l'anno del festival di Woodstock, esce la sua Rock Encyclopedia, la prima enciclopedia dedicata alla musica rock. Con uno sguardo lucido e appassionato, affilato da una vena ironica e uno stile di scrittura modernissimo, Lillian Roxon tira le somme di un decennio di eccessi e innovazioni, di mode passeggere e profonde trasformazioni dei costumi, dettando lo standard per il nuovo giornalismo musicale che sarebbe esploso – come genere di scrittura e come metodo di interpretazione della contemporaneità – negli anni Settanta. Questo volume presenta per la prima volta ai lettori italiani il testo integrale della Rock Encyclopedia, ed è completato da una selezione di articoli dell'autrice e da un profilo introduttivo firmato dal biografo Robert Milliken.
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Il Saggiatore, 11/09/2014
Abstract: Un'aspirante scrittrice si trasferisce in un nuovo appartamento e scopre che l'anziana padrona di casa coltiva strani ortaggi a cinque dita. Un chirurgo affermato è avvicinato da un'affascinante cantante di pianobar, che cerca un rimedio per la mostruosità del suo cuore. Intanto, una brama violenta muove un solitario artigiano di borse, disposto a tutto pur di avere quel cuore prodigioso. Sullo sfondo, una residenza vetusta divenuta un museo della tortura: in giardino un'enorme tigre del Bengala sta morendo, e forse anche il vecchio custode della villa, insieme ai suoi segreti. Undici storie parallele, un'unica mano invisibile che ne regge i fili: la recondita diabolicità dell'essere umano. Madri e figli, vittime e amanti clandestini, assassini e anonimi passanti, i destini si intersecano in una rete sempre più nera e inquietante di enigmi e indizi. Una prosa tagliente e raggelante, un'immaginazione lugubre che richiama Il giro di vite e i racconti di Poe, un'ossessione sinistra per i dettagli: Yoko Ogawa non lascia nulla al caso. In Vendetta non ci sono spazi neutrali, tutto converge e partecipa silenziosamente allo svolgimento dell'azione. Pinzette per sopracciglia, camici, frigoriferi, ceste di pomodori: ecco gli strumenti scelti per tessere la ragnatela della perversione, sempre celati dall'alibi della loro quotidiana innocenza. Quando desiderio e istinto collidono, il lato oscuro dell'uomo prende il sopravvento, provocando una catena di efferatezze. Ma non è la violenza a sconvolgere il lettore: il vero orrore viene dalla scoperta che quanto è incredibilmente dolce e attraente nasconde sempre un'anima oscena.
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Il Saggiatore, 01/01/2014
Abstract: Le più alte sfere dell'amore, l'amore che riscalda, che congela, l'amore nelle case accanto. Amore, dove gli uccelli cantano lodi, amore, remi che fendono il mare, amore ieri, amore oggi, amore domani.Sin dagli inizi dei tiepidi anni novanta, Natalia Aspesi tiene sulle pagine del Venerdì di Repubblica la rubrica "Questioni di cuore".Frotte di italiani corrono a scriverle. Frotte di italiani corrono a leggerla. Una pioggia di lettere,spesso scritte a mano, o e-mail; un grande coro italiano sull'amore e su tutto ciò che circonda quelloche è l'oggetto luminoso – e così misterioso! – che muove il mondo.Selezionare, montare questi dialoghi in un'unica grande sceneggiatura, l'epos amoroso italiano, sorprende. Le lettere distanti, geograficamente, temporalmente, dialogano come per meraviglia, quasi secondo un ordine precostituito; è l'ordine del destino, quello dei sentimenti, grande comune denominatore dell'essere umano. Ne emerge un grande romanzo polifonico italiano.C'è chi si innamora follemente, in questo libro.C'è la minorenne abbandonata da un uomo di ventinove anni, con cui viveva un amore clandestino.Il professore che ha bisogno dell'allieva. La studentessa universitaria che si innamora del prete.L'eterosessuale che si scopre omosessuale. Chi si innamora di Claudio Baglioni, chi di Claudia Koll,chi di Vladimir Luxuria.Ci sono pulsioni sessuali, storie di sesso ardito, storie di sesso finito.Il marito della signora Martina di Martina Franca che, dopo aver visto Basic Instinct, inizia a legarla al letto. Luca di Roma che viene abbandonato proprio nel bel mezzo dell'amplesso, perché la donna con cui sta trascorrendo la serata ha appena ricevuto una telefonata dal suo innamorato.I sentimenti sono come piume, o come coltelli.E allora si susseguono anche le storie tra moglie e marito, storie di amori lunghissimi, storie davverointricate talvolta. Storie di delusione, di adulteri, di piccoli segreti o segreti immensi. Di incomprensioni,equivoci, gesti irreparabili.Tradimenti virtuali, amori che sono prigionie, passati che sgorgano. Mariti drogati di brasiliane virtuali, un marito che sul letto di morte confessa un tradimento. Donne violente, coming out. Maschi mai cresciuti, lunghi amori gay non accettati, uomini che uccidono le donne.Storie private, pubbliche. Storie del genere umano e del motore più grande del mondo, quello dei sentimenti.Amore mio, ti odio non è che un grande romanzo italiano dell'amore, da leggere in un flusso continuo,come un'opera di Jane Austen, o da sfogliare, per lasciarsi sorprendere a ogni pagina, dal caso, dal destino, dalle questioni del cuore, e dalla sferzante penna di Natalia Aspesi, una vera e propria Miss Lonelyhearts contemporanea.
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Il Saggiatore, 03/07/2014
Abstract: È giusto uccidere? Che qualità deve possedereun uomo per essere considerato tale? Esistonoguerre legittime, o l'idea stessa del conflitto è assurda?Che cosa significa vivere? E morire?Sono queste le domande alle quali rispondonoi contadini siciliani di Partinico sotto lo sguardodi Danilo Dolci, che ascolta, stimola, partecipadei dubbi. Il vecchio locale in cui si riuniscono, nelquartiere di Spine Sante, non ha finestre e la portaresta sempre aperta: non solo per far circolarel'aria, ma soprattutto per permettere a chi si è attardatonei campi di unirsi anche a riunione iniziata.Ciascuno è chiamato a contribuire con critiche,riserve, prospettive. Donne e uomini, senza distinzione;e chi potrebbe intimidire gli altri e influenzarele loro opinioni parla per ultimo.Il dialogo – aperto, libero, attento – è lo strumentod'elezione attraverso il quale Dolci indagail malessere delle classi più disagiate della societàitaliana del secondo dopoguerra, senza partireda un'ideologia astratta, ma concentrandosisui problemi irrisolti che emergono dal vissutoquotidiano dei contadini. Il confronto dialetticodiviene allora la verifica delle esigenze morali emateriali dei singoli individui, il primo passo versoquella comunità autentica, libera da pregiudizie vincoli autoritari, sognata da Danilo Dolci; unacomunità capace di porre le basi per un domanilibero dai "mali di ieri", quali l'ignoranza, la miseria,la guerra.A oltre cinquant'anni dalla sua prima edizione,il Saggiatore ripubblica Conversazioni contadine,di cui colpisce la sorprendente modernità, vera cifradi un'opera universale: perché le domande deicontadini di Partinico, e le loro risposte, sono statee saranno sempre quelle di ogni uomo.
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Cool war. Stati Uniti e Cina. Il futuro della competizione globale
Il Saggiatore, 28/08/2014
Abstract: Nel 1989, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, la Guerra fredda si concluse con la vittoria dell'Occidente. Oggi una nuova epoca di bipolarismo mondiale è alle porte: l'era della Cool war, la "guerra fresca" che opporrà Stati Uniti e Cina. Lacorsa agli alleati e alle risorse è già ben visibile in Asia orientale, ma presto si estenderà in Medio Oriente, in Africa e oltre ancora. Eppure, questa Cool war è una guerra diversa da tutte le altre. Al contrario della Guerra fredda, non è un conflitto "a somma zero", in cui la vittoria di una parte corrisponde necessariamente alla sconfitta dell'altra. La superpotenza statunitense e la sua grande rivale del XXI secolo mostrano un livello di interdipendenza economica senza precedenti.Un quarto delle esportazioni cinesi è diretto negli Stati Uniti, e l'8 per cento del macroscopico debito americano è detenuto dal governo di Pechino.Per cogliere i cambiamenti in atto e i possibili sviluppi, è necessario osservare lo scenario internazionale senza rigidità ideologiche, soffermandosi in particolare sul modello politico-economico della Cina contemporanea. Il quadro tracciato da Noah Feldman – che unisce dati, episodi di cronaca, politica comparata e teoria delle Relazioni internazionali – porta a conclusioni sorprendenti. Certo la Cina è lontana dal diventare una democrazia, ma il folgorante sviluppo economico degli ultimi anni conferisce al governo del Partito comunista un'elevata legittimità popolare. Le élite al potere non sono né impermeabili né immobili: alle carriere dei "principini" ereditari si affiancano quelle dei "meritocrati". Il proverbiale pragmatismo delle classi dirigenti è tale da temperare la corruzione e consentire una governance nel complesso responsabile. La libertà di parola è fortemente limitata, ma l'opinione pubblica ha modo di protestare e denunciare gli scandali più di quanto non si creda.La Cool war avrà implicazioni profonde non solo per i due protagonisti, ma per il mondo intero: per gli stati e i loro sistemi di governo, per le istituzioni internazionali e i diritti umani, per le multinazionali e l'economia globale. Solo intrecciando cooperazione e competizione, la Cina, gli Stati Uniti e tutti gli attori di minor rilievo potranno scongiurare i rischi di caos e instabilità, o persino di una catastrofica "guerra calda".
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Il Saggiatore, 17/07/2014
Abstract: In una nevosa sera di marzo, padre Benoir, giovane curato del minuscolo paese montano di St. Pierre-des-Monts, riceve la telefonata più importante della sua vita. Il suo interlocutore si presenta come Dio. Padre Benoir sbatte giù la cornetta. Quando una voce tonante, accompagnata da cori celestiali, inizia a parlargli direttamente nella testa, il curato si rende conto che è davvero il suo onnipotente datore di lavoro a essersi messo in contatto con lui. Il Signore ha deciso di eliminare in modo radicale le iniquità del mondo: un secondo diluvio universale, una "pulizia di primavera". Per suo volere imperscrutabile gli abitanti di St. Pierre-des-Monts sono stati scelti per costruire la nuova arca, sopravvivere al disastro e ripopolare il mondo. Il tempo stringe e il Creatore ha dato a padre Benoir pochi mesi per portare a termine l'arca. Un ulteriore miracolo (un maiale volante) mette a tacere i dubbi della popolazione, che si imbarca con fin troppo entusiasmo nella biblica missione. Il curato non dovrà solo tenere d'occhio i bizzarri personaggi che formano il suo gregge, ma anche affrontare l'ira del governo francese e dello stesso Vaticano, decisi a non permettere la secessione politica, e spirituale, del paese.Dopo di me il diluvio è una satira irriverente e spassosa che prende a bersaglio la religione, i suoi dogmi, la vita nelle piccole comunità e l'ottusità della politica. In Italia, dal romanzo è stata tratta la fortunatissima commedia musicale di Garinei e Giovannini, Aggiungi un posto a tavola: uno spettacolo di enorme successo e dalle molteplici edizioni, rappresentato ancora oggi nei teatri.
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Dormono sulla collina. 1969-2014
Il Saggiatore, 04/09/2014
Abstract: Questo libro si pone un obiettivo smisurato: il nostro paese raccontato da chi dorme, e sempre dormirà, sulla collina. Siamo di fronte alla Spoon River d'Italia. Il paese lo raccontano loro: gli uomini che sono passati di qui, quelli che hanno fatto la storia oppure che l'hanno subita. Gli uomini che tutto sapevano e nulla rivelarono. Gli uomini che nulla sapevano e tutto rivelarono. Uomini magniloquenti, uomini magnifici, uomini miserabili. Uomini piccoli e piccoli uomini. Volti imperiosi e notissimi, volti arcaici, che hanno fatto un qualche frammento di storia, anche se nessuno lo sa. Sono le loro voci a fare la storia. Dov'è Pino Pinelli, l'uomo che non voleva volare?Dov'è il poeta, Giuseppe Ungaretti? S'illumina ancora di immenso? Dove sono Anna Magnani, quelli di Piazza della Loggia, le vittime del terremoto dell'Aquila? Dove il piccolo Samuele di Cogne, dove Marco Pantani, dove Giulio Andreotti? Il generale Dalla Chiesa? Dormono, dormono sulla collina. E non solo loro. Programmi televisivi, bombe che esplodono, decreti legge. Anche gli oggetti. Gli oggetti sono così silenziosi, ma sanno tutto di noi, e fanno la storia. Anche loro: dormono sulla collina. Non è infatti un caso che la prima "voce" di questo coro non sia umana: a parlare è la Bomba di Piazza Fontana. È uno degli innumerevoli inizi italiani e a cantarlo è un ordigno capace di segnare l'immaginario di quell'Italia che possiamo in modo equivocodefinire "contemporanea": là dove accade sempre tutto in contemporanea. Anni plumbei, anni mirabili, anni di schermi televisivi accesi e di fari spenti nella notte, anni di pop e di partiti popolari, con le inevitabili afferenze di mafie, logge, piovre, rivoluzioni mancate, riforme promesse e promesse rimandate, cronache nere e cronache rosa, un partigiano come presidente e presidenti campioni di partigianeria. Si potrebbe andare avanti all'infinito, iniziando dal 1969 e arrivando a oggi. Leggere questo libro significa immergersi in un oceano di voci, di storie molto note e di storie dimenticatissime.Come Edgar Lee Masters, ma non in versi, Giacomo Di Girolamo scrive un'opera mastodontica, tragica e poetica, lirica e comica, ottimista e disperata, destinata a essere un classico.
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Il Saggiatore, 04/09/2014
Abstract: Partito a ventidue anni dalla Toscana per frequentare il Conservatorio di Milano, arriva, in un quarantennio di inarrestabile ascesa al successo, a conquistare le platee dei più importanti teatri internazionali. È la storia di Giacomo Puccini, raccontata da Giuseppe Adami, collaboratore, confidente e in questa occasione anche narratore della vita certamente romanzesca di un musicista geniale, precursore delle nuove frontiere espressive che in quegli anni portavano verso la musica del Novecento. In un lungo viaggio da Lucca a Bruxelles, passando per Milano, Chiatri, Torre del Lago e gli altri luoghi che hanno segnato la biografi a del compositore, l'autore tesse storie e aneddoti in un racconto intimo e fervido, ricco di memorie e documenti che riportano alla luce i momenti più signifi cativi della vita privata di Puccini: l'attesa per l'esito dell'esame d'accesso al Con servatorio, la passione per la caccia e lo sport, le frequenti liti con i librettisti, le confidenze ad amici e collaboratori come Giulio Ricordi, Luigi Illica, Giuseppe Giacosa e lo stesso Adami, cui confessava di avere "più cuore che ingegno"… Dalla prima delle Villi al Teatro Dal Verme nel 1884 al trionfo di Madama Butterfly al Metropolitan Opera di New York l'11 febbraio 1907, dall'esordio al Teatro alla Scala con Edgar nel 1889 fino agli ultimi giorni di vita dedicati alla stesura di Turandot, rimasta incompiuta. Sullo sfondo, la memoria di un incontro che ha stravolto la vita del narratore, facendo nascere in lui la voglia di cimentarsi come li brettista, fi no alla collaborazione con il Maestro per tre opere: La rondine, Il tabarro e Turandot. E poi il rammarico per i fiaschi , la gioia per i successi. E la promessa di un ritorno dal Belgio che non sarà mai mantenuta, "non è tornato più". Da ogni storia emergono sfu mature e particolari preziosi, a comporre una testimonianza unica e irripetibile, proprio come la vita di Giacomo Puccini.
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Gloria agli eroi del mondo di sogno. Il gioco del calcio. Racconto fantastico di un universo mitico
Il Saggiatore, 19/06/2014
Abstract: Lo sport più bello del mondo. Competizione, gloria, illusione, fallimento, speranza, ribaltamenti improvvisi del destino apparente. Proprio come tutti i mondi di sogno, anche il calcio ha i suoi prìncipi eroi, i depositari dell'epica. Campioni resi mitici da vittorie indimenticabili, come Pelé o Maradona. Come capitan Scirea, il Temistocle del calcio, a detta di tutti il giocatore più corretto e nobile che abbia mai fatto ingresso in uno stadio. O il portiere rumeno Ducadam, grande per spalle e per coraggio. In "Gloria agli eroi del mondo di sogno", aneddoti intimi e ricordi personali si intrecciano a immagini iconiche che hanno fatto la storia d'Italia, per sempre impresse nella memoria popolare. Dalle prove iniziatiche al Campetto della stazione alla corsa folle di lardelli al Mondiale '82, l'autore ci accompagna alla scoperta del calcio come universo mitico, fantasioso e carnevalesco, un vero mondo di sogno in cui tutto è possibile, e lo fa con ironia pungente e afflato lirico, fino all'interrogativo ultimo: il calcio resterà davvero sempre LO stesso, ovvero il regno del genio e dell'imprevisto? Il genio, il talento individuale, resteranno il fattore determinante anche in quello ubiquo e ipertecnologico di oggi? Oppure certe gesta appartengono ormai a un passato tanto mitico quanto remoto?
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Il Saggiatore, 12/06/2014
Abstract: Nei quarant'anni compresi tra il Progetto di una psicologia e Analisi terminabile e interminabile, Sigmund Freud si dedicò, con assidua regolarità, a quel "lavoro lungo e faticoso" che fu la terapia analitica. Ebbe in cura decine e decine di pazienti – molti dei quali rimasti sconosciuti – che guardarono a lui come a un demiurgo, a un genio benefico, a un "grande padre magico" e onnipotente.Questa è l'immagine di Freud che emerge, sia pure con diverso grado di idealizzazione, in tutti i testi qui raccolti: ricordi, memorie, diari, pagine autobiografi che dei pazienti, alcuni celebri e, per la maggior parte, allievi che dal maestro andarono in analisi didattica.L'interesse di queste testimonianze, più che psicoanalitico, è storico e biografico. Nel loro complesso, forniscono un ritratto inedito di Freud, ripreso in primo piano dalla distanza ravvicinata che caratterizza, formalmente ed emotivamente, la relazione analitica. Insieme, delineano il quadro di una scienza nascente e di un movimento: quello, allora in espansione, delle Società di Psicoanalisi.Gli scritti qui raccolti individuano anche, come suggerisce Lucilla Albano nell'introduzione, le possibili forme di una "quarta storia", la meno studiata: la storia che il paziente racconta a posteriori ad analisi conclusa, dopo aver ascoltato le interpretazioni dello psicoanalista e, nel caso, dopo la redazione del caso clinico. Quarte storie sono i "romanzi familiari e intimi" di Abram Kardiner, Theodor Reik, Hilda Doolittle; le memorie autobiografi che di Wilhelm Stekel, Bruno Walter, l'Uomo dei Lupi, Helene Deutsch; il ricordo en poète di Maryse Choisy; le relazioni scientifi che di Adolph Stern e Roy Grinker, le rifl essioni teoriche di Raymond de Saussure e Heinz Hartmann; i diari quotidiani di Anna Guggenbühl e di Ernst Blum.Il divano di Freud fornisce un tassello fondamentale per conoscere il padre della psicoanalisi, attraverso lo sguardo di chi lo ha conosciuto nel vivo del suo lavoro terapeutico, dall'altra parte di quel famoso divano.
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Il Saggiatore, 05/05/2014
Abstract: Prima di tutto c'è la casa. Un cascinale bianco sulle colline pavesi che custodisce fotografie ingiallite di un passato stagnante, il cui odore avviluppa il presente. I miasmi dei frutti maturi in giardino stordiscono. Il caldo è estenuante. Le grida dei bambini in cortile risuonano cavernose e ossessive mentre giocano a demolire con un piccone una base di calcestruzzo e a costruire bombe. Tra visioni, sogni, ricordi e allucinazioni erompe il flusso di coscienza di un uomo, che è figlio e padre, e con il proprio padre deve ancora fare i conti, quel padre che era medico stimato, rigido, inflessibile, razionale e regolato nel cibo, negli affetti, nella vita, e oggi è il fantasma che lo perseguita. Con un accavallarsi delle memorie di quell'oltretomba che è la Storia, in questo poema in forma di romanzo prende vita un carnevale con miliardi di figuranti che combattono battaglie epiche, bruciano di amori eterni e repentini, soffrono per un corpo torturato e mutilato brano a brano. Dalla crepa aperta da Massimo Bocchiola emergono uomini che fanno i conti con la morte. Naufraghi del presente, sfiancati dalle fratture di un Occidente ormai stanco. Sopravvissuti soffocati dal passato. Per difendersi dall'assedio Bocchiola si appiglia alla lucidità vertiginosa di Auster, agli spiragli umani di Chateaubriand, alla bellezza delle praterie di Parkman, alla lirica del Canto notturno di un pastore errante dall'Asia e alle Storie di Ammiano Marcellino, alla descrizione viva dei momenti più sanguinosi della Rivoluzione francese, alla presa della torre Malakov nella guerra di Crimea, alle stragi del conte di Tilly a Magdeburgo. Compone una grande narrazione, un'opera altissima che dipinge per noi l'immenso teatro in cui l'individuo si perde nell'universale, che dall'alto vede il folle brulicare del formicaio umano.
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Il Saggiatore, 12/06/2014
Abstract: Lima, 1595. All'alba le campane della cattedrale suonano a distesa mentre la statua della Vergine è portata in processione fino al mare. Al porto tutto è pronto. Il governatore spagnolo Don Álvaro de Mendaña sta per salire a bordo del suo galeone, il San Jerónimo. Al suo fi anco, l'adorata moglie Isabel Barreto, discendente di una grande famiglia di navigatori. È trascorso un secolo da quando Cristoforo Colombo ha oltrepassato i confini del mondo conosciuto, segnando l'inizio dell'epoca dei conquistadores. Don Álvaro ha un piano altrettanto ambizioso: raggiungere le sponde del quinto continente, l'Australia Incognita. Oltre alla sua dote, Isabel mette al servizio dell'impresa intelligenza e temerarietà, ma non sa ancora che con quel viaggio diventerà la prima donna nella storia a capo di un'intera flotta navale. Nonostante i buoni auspici, la traversata in mare si rivela subito difficoltosa, tra conflitti nell'equipaggio e scontri sanguinosi con gli indigeni nelle terre colonizzate. La spedizione assomiglia sempre più a un'infernale corsa verso l'oblio, quando, all'isola di Santa Cruz, Isabel si ritrova sola al comando: in punto di morte, l'anziano Don Álvaro le conferisce pieni poteri e il titolo di capitano generale dell'armada. Così, con un'eredità tanto fortuita e gravosa, comincia la seconda vita di Isabel. Attraverso il Pacifico, dalle Filippine al Messico, si trova a percorrere rotte inesplorate; a parare i colpi del suo avversario, il capo pilota portoghese Queirós; a cadere in preda alle passioni più laceranti, dal rimorso alla gelosia, dallo sconforto all'esaltazione. Per sopravvivere, Doña Isabel dovrà essere pronta a tutto, anche a compiere atti che lei stessa faticherà a perdonarsi. Alexandra Lapierre unisce un avvincente intrigo narrativo al rigore della ricerca storica per restituirci il profi lo di una fi gura femminile tanto singolare quanto moderna. La regina dei mari è una storia vera, è un romanzo d'amore e d'avventura, è il ritratto potente e barocco di un'epoca memorabile.
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Il Saggiatore, 19/06/2014
Abstract: Annette, vivace e incostante, ha deciso di lasciare il college per studiare alla "Scuola della Vita". La sua amica Rosa, abbandonata ogni ambizione, lavora in fabbrica, dove intreccia una relazione inquietante con i due gemelli polacchi, Jan e Stefan. Il fratello di Rosa, Hunter, lotta per tenere in vita la rivista Artemis, sull'orlo della bancarotta. Peter Saward dedica la sua vita al compito di decifrare l'alfabeto di una civiltà morta e sepolta (e a un amore non corrisposto per Rosa). John Rainborough, dirigente senza qualità in un oscuro ministero, vede la sua vita e il suo lavoro perdere scopo e direzione. La sarta Nina, terrorizzata dal suo stato di profuga, sogna una fuga impossibile. Tutti questi personaggi si muovono nella Londra del dopoguerra come sul palco di un immenso teatro, intrecciando e disfacendo tra loro relazioni in cui l'amore e l'amicizia si mescolano con il desiderio di potere e di controllo. Al centro delle loro vite, il magnate della stampa Mischa Fox, l'incantatore. Enigmatico e all'apparenza mite, Mischa Fox impone la sua volontà sugli altri attraverso l'inquietante Calvin Blick, quasi un suo doppio, colui che trasforma in azione i suoi pensieri. Preda dell'incantatore, i personaggi di Iris Murdoch sono parte di vere e proprie "scene" in cui l'autrice affronta i temi del sesso, dell'attrazione, del potere, ma anche la questione politica e umana degli esuli e del rapporto tra Occidente e Oriente. Postfazione di Peter Cameron.