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Einaudi, 01/03/2011
Abstract: "Il libro ha una delicatezza che lascia senza fiato". Télérama "La cartella del professore ha tutti gli ingredienti per diventare il romanzo d'amore dell'anno". Die Zeit Tsukiko ha poco meno di quarant'anni. Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di To-kyo- dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. È un'abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un'intesa nella loro passione per il cibo. Fagioli fermentati con tonno, frittelle di radici di loto, scalogni sotto sale e altre leccornie della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore - che è vedovo e ha settanta anni - non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell'alcol... Trascorrono così due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof, nella sua lingua un po' vecchiotta, con i suoi modi di fare non proprio disinvolti, vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo "con la prospettiva di stringere una relazione amorosa". La storia di un amore insolito, e la scoperta di una scrittrice capace di cogliere, senza mai cadere nel sentimentalismo, la dolcezza della vita.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Certi poliziotti entrano nella leggenda per aver arrestato criminali di ogni genere. Sono istintivi e determinati, capiscono quando un sospetto mente e interpretano velocemente ogni minimo gesto o indizio. Ma per alcuni tra loro ci sono modi per entrare nella leggenda che non hanno niente a che fare con la legge. Prima metà degli anni Settanta: i "ragazzi del coro" sono dieci poliziotti di Los Angeles che dopo il loro turno di ronda si riuniscono al parco MacArthur, un luogo che condividono con alcuni fuori di testa e relitti umani. Lí bevono, s'insultano, organizzano orge, litigano, e, sull'orlo di un abbrutimento totale, si raccontano fatti privati e celebrano come gesta a volte epiche, ma piú spesso comiche, le disavventure del loro turno di servizio. Sembrano dirsi tutto, molto piú di quanto sarebbe lecito, ma il nocciolo vero della loro nevrosi rimane nascosto, pronto a esplodere nel buio sempre piú buio della mente, stimolato da un gioco di sopraffazione che sembra non avere limiti. Un gioco che andrà avanti finché uno di loro non cederà...
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Questa originale scelta dei suoi racconti, curata da Gabriele Pedullà, rivela per la prima volta il versante notturno, gotico e lunare delle Novelle per un anno ed evidenzia come - da un Mediterraneo per definizione distante tanto dalle brume del Nord quanto dalle fate morgane dell'Oriente - Pirandello abbia saputo dare vita a un fantastico originalissimo, non piú succube dei grandi modelli del romanticismo europeo. Un fantastico all'insegna dello spaesamento geografico, della lotta alle maschere sociali e della riflessione sui processi della creazione letteraria che non potrà che sorprendere - e deliziare - i lettori.
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Da Palermo a Londra, da Roma a Torino, da Venezia alla Transilvania, nelle carceri inglesi e nei boschi della Calabria, tra pittori preraffaelliti e camorristi promossi poliziotti, tra mercanti di carne umana e lord irrequieti, giovani uomini e donne sognano, combattono e amano. E tradiscono. Ognuno va incontro al suo destino. A qualcuno tocca in sorte una nuova vita. Alcuni diventano faccendieri e delinquenti. Alcune donne guardano piú avanti, piú lontano. Gli ideali piú puri si fanno gretta convenienza. Le organizzazioni criminali si innervano nella nazione che nasce. I mafiosi intraprendono. I tagliagole tagliano gole. E Mazzini tesse la sua tela di sangue e utopia. Eppure, tra battaglie e cospirazioni, tra vite leggere e amori complicati, si compone potente e netto il disegno di una stagione e di un ideale che è sempre possibile. E che di nuovo ci attrae, con l'innocenza di una forza giovane che non possiamo dissipare. I PERSONAGGI DEL ROMANZO EROI, TRADITORI E BANDITI Violet Cosgrave. Inquieta lady, discendente di corsari. La Striga. Creatura delle foreste. Janet Corrigan. Pasionaria irlandese. Esther. La figlia dell'usuraio. Rosie Wexingham. La maîtresse. Lorenzo di Vallelaura. Nobile veneziano senza patria. Mario Tozzi. Repubblicano romano. Terra di Nessuno. Guerriero sardo. Michele Liberato di Villagrazia. Barone siciliano. Paolo Vittorelli de la Morgière. Capo dei servizi segreti piemontesi. Rudolf von Aschenbach. Funzionario dei servizi segreti austriaci. Salvo Matranga. Mafioso. Lord Jerome Chatam. Un aristocratico estenuato. Il Calabrotto. Capobastone calabrese. Don Totò 'o Meschiniello. Camorrista. Don Tore De Lorenzo. 'O Masto. Griffin McCoy. Reporter americano. Lussardi. Trafficante di bambini. Don Calò. Capomafia. Saraceni. Giudice borbonico. Solomon. Rabbino. Cole. Pastore protestante. Turrey. Un arrogante. Il Trevigiano, er Berva, Perry il Ratto, Mickey Faccia di Morto, Frank Gozzo. Tagliagole. I PERSONAGGI STORICI Giuseppe Mazzini. Il Maestro. Carlo Pisacane. Il socialista. Camillo Benso conte di Cavour. Il ministro. Giuseppe Garibaldi. Il Generale. Vittorio Emanuele II. Il re. Napoleone III. L'imperatore. Massimo D'Azeglio. Il marchese. Luigi Carlo Farini. Medico e dittatore. Bettino Ricasoli, detto Bet-Bey. Barone fiorentino. Luciano Buonaparte, principe di Canino. Aspirante statista. Ciceruacchio. Eroico bottaio. Sir Charles Babbage. Pioniere della scienza informatica. Ada Lovelace. Matematica, figlia di Lord Byron. Giovanni Corrao. Il garibaldino. Francesco Crispi. Il rivoluzionario. Felice Orsini. Il terrorista. Simon-François Bernard. Il nichilista. Algernon Charles Swinburne. Il poeta. Dante Gabriel Rossetti. Il pittore. Thomas Carlyle. Un reazionario lungimirante.
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Einaudi, 10/04/2012
Abstract: Pensate al re italiano dello swing. Immaginatelo al pianoforte, mentre duetta con Sylvie Vartan sulle note di Chi mai sei tu, o accompagna Mina in Una zebra a pois. Mettete a fuoco la postura e i gesti, l'aria signorile, l'ironia composta nella voce. Pensate ancora ai modi aristocratici, e a quell'indolenza oblomoviana che era la sua dichiarata aspirazione, il suo modo per sentirsi libero. Bene. Adesso dimenticatevi tutto. Perché a dispetto della sua immagine da gentiluomo d'altri tempi che suonava con lo smoking e la gardenia all'occhiello, il Luttazzi scrittore si rivela a dir poco spudorato. Comicità scatenata e scatenato erotismo: ecco i due binari su cui corre velocissima la cronaca della (breve) vita di Oberdan Baciro, vissuto quanto il fascismo e morto per distrazione. Figlio unico di madre vedova, devotissima a Dio e al Duce, il piccolo Oberdan è uno di quei rari esseri umani il cui destino si manifesta già nell'infanzia piú tenera. D'altra parte, "quando le cose debbono accadere, non solo accadono, ma precipitano". E a Oberdan basta un orlo appena sollevato, un baluginio di pelle, per trasformare la curiosità in chiodo fisso. Attorno a quell'apparizione fugace si consumano la sua infanzia e la sua giovinezza, votate al culto solitario dell'inspiegabile mistero femminile. Il problema però - vuoi per poco savoir-faire, vuoi per sventura, di certo non per mancanza di iniziativa - è che gli anni passano, ma per Oberdan il mistero resta tale. Non gli rimane cosí che rifugiarsi nella fantasia, accesa dai racconti di chi millanta esperienze trionfali, e da quel ritornello delizioso e crudele che le varie Aurora, Beatrice, Cicci, Patrizia, Nives, Sarah, si divertono a scandire un attimo prima di sottrarsi: Se te me fa veder ti, dopo te fazo veder mi... Mentre l'Italia degli anni Trenta cammina tronfia verso il baratro della guerra, Oberdan Baciro danza il suo impacciatissimo balletto con il desiderio, fino a un beffardo ultimo atto. Lelio Luttazzi sa essere meravigliosamente leggero. Di quella leggerezza gioiosa e immaginifica che è l'antidoto all'opacità del vivere. Con una lingua spigliata e volutamente démodée, strizzando l'occhio ai romanzi libertini, ci consegna un singolare affresco d'epoca che svela lo spirito irriverente nascosto sotto la gonnella dell'Italia piú severa. Una storia briosa e imprevedibile come la migliore delle sue improvvisazioni jazz.
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Einaudi, 29/05/2012
Abstract: In una cascina della campagna piemontese, dove Adriana Zarri ha scelto di condurre la sua vita eremitica, ci sono gesti, tempi e mestieri caduti in disuso, dimenticati. La Zarri, proseguendo la sua personale ricerca teologica - da lei definita provocatoriamente "impura" - ci dice che è dalla contemplazione, dall'educazione ai valori antichi e dalla vicinanza con le piccole cose che è possibile vivere ogni giorno il miracolo cristiano. Solo percependo i limiti dell'ordinario si raggiunge l'illimitato, l'Uno. E l'osservazione del piccolo, del'Altro, ci avvicina a Dio. Una lezione attuale e sincera come un abbraccio.
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Il mastino dei Baskerville (Einaudi)
Einaudi, 01/03/2011
Abstract: Un'oscura leggenda vuole che tutti gli eredi maschi della famiglia dei Baskerville siano uccisi da un misterioso animale che si aggira nella brughiera: un cane mostruoso e gigantesco con gli occhi di fiamma che di notte fende la brughiera alla ricerca dell'ultimo erede di turno. Ma che cosa si nasconde davvero dietro le apparizioni della terrificante belva? Sospeso tra racconto del terrore e giallo classico, Il mastino dei Baskerville è considerato il capolavoro di Arthur Conan Doyle, un racconto insuperabile per il senso di mistero e il fascino della suspense che lo pervadono.
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Sunset Park (Versione italiana)
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: "Sunset Park è allo stesso tempo serrato e di ampio respiro, immensamente ambizioso nelle tematiche, eppure capace di entrare nell'intimità dei suoi personaggi. [...] Ed è un vero piacere leggerlo" . Library Journal Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, "una malattia da cui non vuole essere curato". Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Una piccola archeologia di esistenze passate, ricordi di una vita precedente: anche Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, a voltare le spalle ai genitori, a interrompere gli studi, significa chiarire definitivamente, con i famigliari ma anche con se stesso, i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby. Ma sarà un percorso difficile, doloroso e dall'esito incerto.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Lo si sentiva nell'aria: qualcosa di terribile stava per succedere". Enid e Alfred Lambert trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo con una vita privata, secondo i canoni dei Lambert, molto discutibile. Il temporale annunciato spazzerà via molte cose di valore ma ne restituirà altre piú limpide. Un grande romanzo che si legge d'un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori. Impossibile non riconoscere che i Lambert siamo noi: in un momento della nostra vita, in qualsiasi luogo del primo mondo.
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: "La casa a volte mi sembrava troppo stretta per contenere tante vite, come se gli spazi mancassero e ogni incontro fosse un urto, come accade ai baristi dietro al bancone". Una famiglia italiana uguale a tante altre e diversa da tutte. Trent'anni di illusioni e paure raccontati dalla cameriera Italia, arrivata a casa Marziali da un misterioso Istituto dov'è stata formata per compiere al meglio la sua missione: vegliare sulla famiglia accompagnandone nell'ombra l'esistenza. È come sfogliare un album dove le foto sono incollate in fretta e a volte sono staccate, una collezione di immagini precise eppure leggermente sfocate, come se il tempo le consumasse dall'interno togliendo loro ogni possibilità di bloccare gli attimi. La famiglia Marziali cerca di restare in posa, immobile nella serenità, ma colpe antiche e smanie recenti la agitano di continuo. Il padre ingegnere è un reduce della Repubblica Sociale Italiana, vorrebbe dimenticare molte cose ma non può; la madre, bella e distante, teme la vita, se ne protegge, fino a scivolare nell'assenza. E i figli sono tre discese che fuggono via dalla morsa della realtà: Tancredi entra nei gruppi terroristici dell'estrema destra, nella Roma degli anni di piombo; Giovanni sceglie l'arte come soluzione al problema dell'esistenza, ma le parole non lo salvano; Marianna ama senza tregua, ama e sogna e ogni volta cade, fino a farsi male, e ogni volta si rialza. E Italia guarda e protegge tutti, spolvera e ascolta, cuce e aggiusta. Ma chi è questa ragazza che sa tanto più degli altri, che sembra rispondere a un ritmo più lento e profondo, al battito che precede e contiene ogni vita?
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Underworld (versione italiana)
Einaudi, 01/03/2012
Abstract: Un romanzo che fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell'America del dopoguerra e ne ricompone i resti. In una vorticosa alternanza di epoche e figure, DeLillo costruisce un puzzle di sequenze narrative dove protagonisti e comparse hanno lo stesso spazio, dove personaggi di finzione convivono con Lenny Bruce e con J. Edgar Hoover, il potente capo dell'Fbi. Seguendo i passaggi di mano di una pallina da baseball, cimelio di una famosa partita tra Giants e Dodgers, si finisce da una costa all'altra, da un'etnia all'altra, in un destino collettivo dominato dalle immagini e dai rifiuti. Scorie nucleari, pattume generico, feticci sentimentali, erotici, artistici. Un affresco dell'America di ieri, di oggi e di domani come nei migliori film di Altman, ma con in piú la forza di una scrittura che ha fatto definire questo romanzo "il capolavoro della letteratura americana contemporanea".
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Einaudi, 10/05/2011
Abstract: I libri possono essere la causa di efferati delitti: si può uccidere per la prima edizione aldina del libro piú bello del Rinascimento o anche per odio verso i libri, per invidia e gelosia. I libri possono essere pericolosi e maledetti: è il caso del famigerato e terribile Necronomicon, o di uno strano manoscritto che sembra avere il potere di far sparire le persone. I libri possono essere poi la causa di una delle malattie piú terribili e insieme piacevoli: la bibliofilia. I libri possono sostituire la vita vera e occupare lo spazio di tutta un'esistenza. Ma i libri sono soprattutto piacere. Chi li ama sa quali soddisfazioni sanno regalarci. Da Flaubert a d'Annunzio, da Nerval a Hesse, da Pirandello a Cortázar, da Lovecraft ad Asimov, un'originale antologia in cui i libri diventano oggetti di voluttà e di mistero, oggetti pericolosi e maledetti, oggetti che dànno la vita, ma anche la morte.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Andrea Grammonte è un predestinato, come rivela "quella linea dritta che lo rendeva inconfondibile: non era una ruga - infatti era comparsa che era ancora bambino - ma un segno, una sorta di marchio che spartiva in due la fronte larga da animale sacro, custode di enigmi". Orfano di padre, eredita dal nonno nel 1946 la piú grande industria siderurgica italiana, e con una condotta abile e spregiudicata ne espande le attività fino a farla diventare un colosso anche nella chimica e nella produzione di energia elettrica. Ma se la vita pubblica di Andrea è un seguito di successi, un angoscioso senso di vuoto segna la sua vita interiore, non medicato dagli affetti familiari e non colmato dai piaceri a cui Andrea non sa e non vuole rinunciare. Un romanzo che racconta un secolo di storia italiana attraverso gli occhi, le azioni e le avventure di un protagonista d'eccezione.
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Einaudi, 01/03/2011
Abstract: Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è piú umano del suo creatore.
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Einaudi, 18/10/2011
Abstract: "La montagna, piú che un luogo geografico, è un'esperienza: quella di un mondo potente nella sua resistenza a certe pazze vertigini della modernità, ma assolutamente marginale". E proprio come la montagna sono marginali e potenti le figure che l'hanno abitata, e che abitano questo libro. Sono le donne lupo, capaci di "affrontare a viso aperto il grave del mondo". Sono balenghe, diverse, eccentriche, "tutte falciate dalla stessa sentenza di emarginazione, servite alla comunità per mettere in scena sempre lo stesso canovaccio". Eppure, forse proprio per questo, cariche di un'oscura forza leggendaria. Una ricercatrice s'inoltra per le valli piemontesi facendo interviste con il suo registratore. Le hanno parlato di una donna, la Fenísia, che vive isolata nel Paese Piccolo, vicino al vecchio cimitero: è lei la memoria di quei posti. È nata nel novembre del 1928, non ha mai vissuto altrove e "il lavoro della sua famiglia è sempre stato quello del sotterramorti ". Comincia cosí il rapporto tra la scrittrice e l'anziana donna e, scabro e incalzante, si dipana il racconto di una vita da cui emergono figure femminili impossibili da dimenticare: la madre Ghitín, la nonna Malvina, la bionda cugina Grisa, "un bisquí di settebellezze", rinchiusa in manicomio per aver osato ribellarsi a un padre violento. "Agli uomini il sudore e alle donne il dolore", la vita in valle è sempre stata durissima, specie per chi ha la sfortuna di nascere femmina. Via via il ricordo produce un vortice di storie e un crudo sentimento di rabbia; vicende atroci vissute da ragazze e donne di ogni età, come quelle delle "balenghe ", sotterrate nel prato che Fenìsia vede dalla sua cucina... una folla di fantasmi di cui può immaginare perfino l'aspetto, e a cui sente di appartenere. Perché anche lei custodisce un segreto, e ha una convinzione: esiste "un puntino che è il posto della piú grande lucidità e della piú grande intimità con sé: lí dentro, ciascuno sa per scienza infusa, nella lingua dei segreti e dei sussurri, che la vendetta è la cosa più saggia". *** "Fin dal titolo del suo nuovo romanzo, La valle delle donne lupo, Laura Pariani lascia intuire di essere tornata, dopo qualche diversivo, a uno dei momenti centrali della sua narrativa. È l'esplorazione del mondo femminile, evocato, con passione antropologica, in ambienti chiusi e marginali che ne fanno risaltare le peculiarità (...) Laura Pariani delinea con robusta efficacia la vita della montagna, senza assolverla per la sua resistenza alle vane lusinghe della modernità. Il suo microcosmo offre soltanto lo sfondo più nitido di una dolorosa, conflittuale condizione umana". Lorenzo Mondo, "Tuttolibri"
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Nato in una cittadina della Georgia, orfano di padre e unico sopravvissuto di una coppia di gemelli, Warren Whitlow Spooner parte subito col piede sbagliato e prosegue in un'infanzia e adolescenza difficili, nelle quali per autolesionismo e dabbenaggine non fa che cacciarsi nei guai. Da sempre, il piccolo Spooner mostra un'innata inclinazione per il crimine ma anche uno strano talento, una facilità a vivere e a ripartire ogni volta da zero, come se i fallimenti e le disgrazie di cui il suo percorso è costellato non ne sfiorassero l'essenza piú profonda. Brevissimo astro del baseball, dopo essersi inaspettatamente ritrovato con una carriera da giornalista, Spooner attraverserà i decenni piú turbolenti della storia americana, difendendo con i denti il profondo legame con il patrigno Calmer Ottosson, sorta - suo malgrado - di angelo custode, e mantenendo intatta la sua meravigliosa, ingenua innocenza. "Spooner riteneva di aver varcato la soglia della criminalità un venerdí pomeriggio di inizio giugno del 1961. Aveva quattro anni." "Si dà il caso che quella mattina Spooner fosse il secondo a sbucare fuori, qualche istante dopo un gemello dizigotico dall'aspetto migliore del suo, Clifford, che, come tipicamente capitava alla madre di Spooner, era venuto al mondo morto eppure prezioso come la vita stessa, e negli anni a venire con le sue visitazioni le sarebbe stato di conforto più di tutti gli altri figli (una nata prima di Spooner e due dopo). Sarebbe sempre stato lui, in segreto, il suo favorito". "Spooner è variopinto, digressivo e fragorosamente spassoso... È un romanzo di formazione chiassoso e picaresco e, insieme, un profondo omaggio all'indipendenza di spirito cosí allo sbando in un'epoca di conformismi". Guardian "Certo, Dexter sí che sa scrivere, e con grande umorismo... La storia scorre e fluisce ma torna sempre alla tranquilla chimica tra un ragazzo che diventa uomo e l'unico genitore che lui abbia mai avuto..." Seattle Times
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Nella campagna gelida viene trovato il corpo senza vita di Ines, dodici anni: nessuna violenza, un dito unto di olio rituale, un aborto subito da poco. E altre tre ragazzine sono scomparse. Che cosa lega le quattro sparizioni? Il maresciallo Pili, il commissario Correli e il sostituto procuratore Danila Comastri indagando scoprono una verità molto piu complessa di quanto immaginassero. Una verità che mescola storie di cattiva amministrazione e appalti truccati, tragedie e vendette familiari, tradizioni e misteri isolani. E allora il colpevole potrebbe essere Paolo, giovane disoccupato; o sua zia Badora, una vecchia mammana; oppure Maciste e i suoi amici piccoli delinquenti, o Santino Pau che devasta Nuoro con i suoi cantieri... e la soluzione del mistero intreccia antichi e a volte macabri rituali con la moderna avidità umana che, senza scrupoli, sta modificando i caratteri di un popolo.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti "poveri bianchi" che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori dal tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l'incesto sono la regola, dove la miseria e l'abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un'aula di tribunale o di una stanza d'ospedale. Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo. Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l'immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.
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Einaudi, 29/03/2011
Abstract: Carrère fa molto di più che raccontare: trasforma il mondo in letteratura. Come un grande ritrattista, dipinge molto di più che il riflesso esatto di una persona o di una situazione: dipinge la sua verità. Le Monde Carrère ha fatto di una donna che si prepara a lasciarci, un'eroina del quotidiano da amare per sempre. Les Inrockuptibles Nell'esperienza di ogni lettore c'è sempre l'incontro - spesso casuale, a volte unico - con un libro dall'apparenza innocua, inoffensiva, ma che poi si rivelerà essere una di quelle letture che cambiano la vita, o, quantomeno, ne sconvolgono le più sedimentate convinzioni. Ecco: Vite che non sono la mia è uno di quei libri. La storia è, come spesso lo sono le storie vere, semplice e terribile. Durante le feste di Natale del 2004, Emmanuel Carrère è in vacanza con la famiglia in Sri Lanka. Sono i giorni in cui lo tsunami devasta le coste del Pacifico: tra le migliaia di morti c'è anche Juliette, la figlia di quattro anni di una coppia di francesi a cui Carrère - accidentale testimone dello strazio di una famiglia - si lega. Qualche mese dopo, al ritorno in Francia, un altro lutto: la sorella della compagna dello scrittore - che casualmente si chiama anche lei Juliette - ha avuto una ricaduta del cancro che già da ragazza l'aveva colpita rendendola zoppa. Ha trentatre anni, un marito che adora, tre figlie, un lavoro come giudice schierato dalla parte dei più deboli, e sta morendo. Dall'incontro con Étienne, amico e collega di Juliette, anche lui passato attraverso l'esperienza della malattia, Carrère capisce che non può nascondersi per sempre: deve in qualche modo farsi carico di queste esistenze in un corpo a corpo con quell'informe che è la vita. Raccontare ciò che ci fa più paura. Ritrovare nelle vite degli altri, in ciò che ci lega, la propria. È quello che fa un testimone. Nascono così questo libro e i ritratti dei personaggi che lo abitano: tra i più luminosi e commoventi della letteratura contemporanea.
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Einaudi, 30/04/2012
Abstract: *** Leggendo I posseduti il lettore imparerà alcune cose: 1) Sopravvivere alle attenzioni di un dottorando di filosofia neokantiana a Samarcanda. 2) Dimostrare, a un convegno di tolstojani, che Tolstoj è stato assassinato. 3) Scoprire affinità e divergenze tra il proprio fidanzato e un Demone di Dostoevskij. I posseduti non è solo un libro sulla lettura: è prima di tutto una storia d'amore, il racconto della passione che si scatena quando ogni lettore, ogni lettrice incontra Anna Karenina, Oblomov, Evgenij Onegin. Perché in fondo "l'essenza dell'amore non è forse la sua capacità di indurre le persone a voler imparare sempre di piú, a immergersi, a diventare posseduti?" *** I posseduti, come il romanzo e come la critica letteraria (generi a cui allo stesso tempo appartiene e che trascende), è il racconto di una storia d'amore. Come il protagonista della Montagna magica di Thomas Mann, che arriva in un sanatorio svizzero per una visita di tre settimane al cugino e vi rimane per sette anni a causa, si può dire, dell'amore, cosí Elif Batuman a tutto pensava tranne che a dedicarsi alla vita accademica: eppure resterà a Stanford sette anni per un dottorato sulla forma del romanzo russo. In parte romanzo di formazione, in parte diario di viaggio, in parte una sottile riflessione teorica sulla natura delle storie, I posseduti è lo spassoso dipanarsi delle avventure (soprattutto nei libri e nelle vite dei loro autori) e delle disavventure (soprattutto in sperduti villaggi uzbeki o in balía di improbabili studiosi ubriachi) della Batuman - e con lei del lettore - nelle meraviglie della letteratura russa. *** "Se Susan Sontag si fosse accoppiata con Buster Keaton, la loro prodigiosa figlia avrebbe scritto un libro come questo". "L. A. Times"